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La capacità di subire di questo Paese è sempre più sorprendente, il Governo è palesemente inadatto a gestire le situazioni di difficoltà che si presentano, primi tra tutti il tema economico e quello dell’immigrazione. Il parlamento europeo vota contro un emendamento sulla ripartizione equa degli immigrati fra i 28 Stati membri dell'UE, e visto che non se ne occupa l’organismo sovrastatale, al Senato, è andata in scena l’opera prima del paradosso istituzionale: eliminare il reato di clandestinità. Come pensare che sopprimendo il reato d’omicidio questo tipo di crimine verrà meno. Per di più, nell’ultima manovra finanziaria in approvazione, sono stati sottratti centinaia di milioni a cassintegrati e indigenti per mettere ben 210 milioni sul piatto della bilancia dell’emergenza immigrazione. Sembra anche che i 90 milioni destinati ai rimpatri si siano volatilizzati verso altre lidi. Di accordi bilaterali con gli stati esteri e concertazione diplomatica per far scontare la pena carceraria agli stranieri nel paese d’origine non c’è traccia. Così non si amministra, si subisce, e, per questo motivo, sabato 12 ottobre la Lega Nord sarà a Torino per un corteo contro l’immigrazione clandestina.

Maurizio Conte
Vicesegretario Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Sindacati e Caritas spalancano le porte del cuore e chiedono che vengano regolarizzate le posizioni dei profughi libici ancor in Città. Tutto ciò ovviamente a spese dei contribuenti. Dimostrare generosità e dare ospitalità a questi africani non può dimostrarsi un moto perpetuo, se la commissioni delle Prefetture hanno già sentenziato che il diritto all’asilo politico per la maggior parte di coloro che l’hanno richiesto non può essere rilasciato, sindacati e associazioni dell’accoglienza “radical” debbono farsene una ragione. La guerra in Libia è arrivata al termine, il regime ad oggi non esiste, rimane l’assestamento tribale, che non sarà una passeggiata, ma il presupposto di guerra civile contro la tirannia è scongiurato. Chi se n’è andato allora può tornare, anche a carico del Governo del nostro paese. L’operato silenzioso del Ministro Maroni sta facendo emergere numeri importanti in fatto di rimpatri, ad oggi sono circa 16.000 ed entro gennaio la quota dovrebbe salire a 30.000, su un totale di 56.000 sbarcati. Le quote d’ingresso annuali degli stranieri con questa emergenza internazionale sono state coperte e sforate, le persone in eccesso non possono essere assorbite dalla necessità di lavoro. Cosa significa tutto ciò? Significa che la proposta di regolarizzazione partita da patronati sindacali e Caritas è l’ennesima leva buonista a carico dei contribuenti, vorrei che i sindacati prendessero a proprio carico e spese queste situazioni di disagio umano, e che queste levate di scudi almeno una volta fossero a favore dei nostri pensionati o disoccupati, pensando che il diritto, anche quello internazionale (come ovviamente quello nazionale) , ha delle regole da rispettare.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La vicenda Libica, ha in qualche modo, spostato l’asse della percezione politica degli elettori., tant’è che in maniera trasversale le critiche indirizzate al carroccio, che col Ministro Maroni detiene il Dicastero degli Interni, sono state bordate che il nostro Movimento mai si sarebbe aspettato di ricevere. Il Capo degli Interni da un’operazione di pattugliamento bilaterale raggiunta con il leader libico nel 2009 che vide addirittura la chiusura del cie di Lampedusa, dall’aprile di quest’anno, con i tumulti nordafricani si è trovato le mani strettamente legate dai trattati internazionali nella gestione di decine di migliaia di immigrati che nel nostro paese stanno giungendo per cercar fortuna. Le Province ed i Comuni sono stati coinvolti nella gestione di questi immigrati e gli amministratori hanno riscontrato forti difficoltà logistiche e politiche. La situazione doveva trovare un’evoluzione e, grazie al recepimento di norme europee, saranno allungati i tempi di permanenza nei Cie fino a 18 mesi anziché i 6 fino ad ora legittimati. Sarà uno strumento di controllo, un deterrente, alla clandestinità che il Governo potrà adoperare anche per garantire condizioni dignitose di supporto agli stranieri che nel nostro paese lavorano e risiedono regolarmente. Difatti le risorse che vengono impegnate per la gestione di questa emergenza non stanno assicurando una welfare dignitoso agli immigrati. Prefetti e sindaci sono impegnati nell’accoglienza ed i rimpatri procedono con lentezza. Grazie a questa nuova norma e ad una moratoria sul trattato di Shengen i rimpatri e le identificazioni potranno essere eseguiti con l’adeguata celerità, domenica a Pontida si giocherà anche questa partita.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Tolstoj diceva che la calma è la vigliaccheria dell'anima. Mi pare che la questione sicurezza, immigrati, decoro urbano sia affrontata da Zanonato con una serenità preoccupante a tal punto che di piani d’accoglienza, soluzioni ne tantomeno quantificazioni sul fenomeno degli immigrati del nord Africa non ne siano ancora state prodotte. Il primo cittadino di Padova, ieri ha pensato bene di evitare un incontro col Ministro Maroni per essere presente al tavolo sul "bottellon", una serata di ubriacatura “spagnola” organizzata in Prato della Valle. Insomma, l’elefante rosso nella cristalleria sta combinando sempre più guai. Non è possibile pensare che il Ministero dell’Interno convochi a se i Sindaci per affrontare con diretta responsabilità un’emergenza come quella degli extracomunitari passati per le coste libiche (che sta cambiando il volto sociale della Città del Santo) e che il Sindaco, dopo aver sbeffeggiato e schernito più volte le decisioni del Governo, non partecipi ad un tavolo così fondamentale.Forse l’alcolizzata di gruppo costa meno gestirla e rende di più in mediaticità e per questo la priorità di Zanonato è passata dalla volata per Pisapia a Milano a questo insano momento diseducativo. Ma delle centinaia di extracomunitari, probabilmente clandestini, che bivaccano notte e giorno ormai in ogni angolo della Città, non c’è menzione, Zanonato si sottrae a qualsiasi tipo di obbligo morale e amministrativo per questa vicenda, arriva addirittura a calarsi nei panni del medico di famiglia dichiarando che la scabbia portata da un tunisino non è contagiosa e che si cura con una pomata e con del sano antileghismo. Bene ha fatto invece il Presidente Zaia a valutare tutti gli aspetti della vicenda ascoltando i Sindaci, interpreti delegati alle esigenze dei cittadini, nessuna demagogia e voglia invece di risolvere la questione con la massima condivisione delle soluzioni. Sono in completo accordo con il Segretario Nazionale Lega Nord Gianpaolo Gobbo, il quale chiarendo che si devono valutare le richieste di asilo legittime, suggerisce di radunare in pochi ma grandi strutture gli interessati, ottimizzando così costi, beni, personale e così via e non facendo così creare situazione ghettizzanti o carenti in fatto di controllo. Padova con la disinformazione, la mancanza di un know how amministrativo e la voglia cronica di Zanonato e Co. di integrazione integralista, non sta risolvendo nulla anzi venerdì scorso ha bellamente dichiarato “abbiamo già fatto la nostra parte” ma penso però che si riferisse al declino della Città.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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