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La raccolta differenziata dei rifiuti a Padova

Per quanto riguarda la Regione del Veneto la raccolta e l’elaborazione dei dati sulla gestione dei rifiuti urbani e speciali, compresi quelli sulle raccolte differenziate (RD), spetta per legge (art. 5 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3) all’ARPAV presso cui è stato istituito l’Osservatorio regionale sui rifiuti. Pertanto le valutazioni in ordine alle percentuali di RD raggiunte nei singoli Comuni del Veneto devono essere fatte in relazione a quanto ufficialmente certificato da ARPAV. Confrontando le percentuali riportate qualche giorno fa dal Corriere del Veneto con i dati forniti da ARPAV, si nota come esistano delle differenze (qualche punto percentuale) dovute, probabilmente, ad un diverso approccio di calcolo. Nonostante ciò, anche dai dati ARPAV risulta che Casalserugo sia il comune del Bacino Padova 2 più virtuoso con il 73,7% e Padova quello con la percentuale più bassa, pari al 41% di raccolta differenziata Se si considera però la percentuale di raccolta differenziata registrata nei Comuni veneti con più di 50.000 abitanti, distinta per fasce demografiche, si vede come la media sia del 43%, non discostandosi granché da quella della città di Padova. Prendendo in considerazione i valori registrati nei capoluoghi di provincia, il comune di Padova ha una percentuale di raccolta differenziata comunque superiore a quella di Venezia. Anche la produzione procapite di rifiuti urbani dei cittadini di Padova è in linea con quella delle altre province venete. La raccolta differenziata dei rifiuti, promossa a tutti i livelli normativi e pianificatori, serve a garantire l’avvio a recupero di frazioni omogenee di rifiuti che altrimenti finirebbero in discarica. L’obiettivo è quello di collocare nei circuiti del recupero (prioritariamente come tipologie di materiali e subordinatamente come materiale per produrre energia) ciò che altrimenti sarebbe destinato, come rifiuto, allo smaltimento. Ne consegue che il successo di tale operazione, che prende il nome di gestione integrata dei rifiuti, poggia, oltre che sul raggiungimento di determinate percentuali di differenziata, anche sull’effettiva offerta di trattamento presente sul territorio in termini di impianti autorizzati ed, ovviamente, anche in funzione del tipo di trattamento effettuato negli impianti stessi. A Padova è stata di recente avviata la nuova linea dell’inceneritore per rifiuti urbani di S. Lazzaro, che ha implementato sensibilmente la potenzialità dell’impianto in precedenza rappresentato da sole due linee. L’impianto per poter funzionare correttamente ha bisogno di un quantitativo di rifiuti adeguato alla potenzialità autorizzata. L’Ente a cui spetta istituzionalmente e territorialmente la definizione delle scelte strategiche in materia di gestione dei rifiuti si trova a dover contemperare l’esigenza di raggiungere elevati livelli di differenziata ma di garantire, nel contempo, il corretto funzionamento dell’impianto di incenerimento di rifiuti di S. Lazzaro. Percentuali non elevatissime di raccolta differenziata possono essere tollerate in alcune parti del territorio per ottimizzare il funzionamento degli impianti in esercizio. Pertanto, l’efficacia della gestione integrata dei rifiuti, effettuata nel comune di Padova dall’Ente di Bacino che definisce attualmente le scelte strategiche e i flussi dei rifiuti da avviare ai diversi impianti, va letta non solo ed esclusivamente alla luce delle percentuali di raccolta differenziata, ma anche della corretta gestione integrata operata sui rifiuti prodotti nel proprio territorio mediante un appropriato ricorso agli impianti esistenti.

 

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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