ENERGIA-AMBIENTE. CONTE: SERVE PROGRAMMAZIONE ADEGUATA

“Energia in Veneto vuol dire anche economia, sociale, ambiente”. A dirlo è l’assessore regionale alla politiche ambientali Maurizio Conte, parlando della Centrale ENEL di Porto Tolle che, dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, riprenderà l’iter autorizzativo per la sua riconversione a carbone. “Sarà necessario aprire un cantiere che prevedibilmente potrebbe durare 4 anni – spiega - coinvolgendo migliaia di maestranze, con una ricaduta economica rilevante sul territorio, soprattutto polesano”. Questa “nuova” centrale produrrà un impatto ridottissimo nell’atmosfera in quanto le riemessioni di CO2 andranno nel sottosuolo e si potrà disporre di una potenza installata di circa 1900 MW. “Il Veneto con quest’opera – aggiunge - potrebbe diventare autonomo dal punto di vista del rapporto tra produzione e consumo di energia elettrica. Sarà però la Commissione tecnica VIA a dare il giudizio sulla compatibilità ambientale dell’impianto, non la politica, ed ENEL dovrà mantenere gli impegni assunti. Anche se ridotti, gli impatti sull’ambiente ci sono ma bilanciati da vantaggi assolutamente indiscutibili”.

Sulla necessità di una pianificazione energetica nazionale e regionale, l’assessore auspica una programmazione adeguata per un bilancio di impatto ambientale, ma anche per stimare e conoscere le potenzialità energetiche del territorio. “C’è anche il metano – ricorda Conte - di cui un tempo era ricco il sottosuolo della pianura padana e che ha contribuito non poco al nostro sviluppo economico, anche se non in maniera indolore. Pensiamo al bradisismo di estesi territori come in Polesine. Quei tempi sono finiti. Ora si parla, o si dovrebbe, in maniera diversa di questo combustibile il cui utilizzo è tra i meno impattanti”.

Conte sottolinea che attorno alla gestione del metano ci sono forti interessi economici, non solo per la produzione, ma anche per il trasporto e lo stoccaggio. “Al largo di Porto Viro – dice – è stato realizzato il grande rigassificatore capace di trasformare e immettere in rete otto miliardi di mc di gas. Ma pensiamo anche ai giacimenti in Alto Adriatico e alle problematiche che ad ogni inverno si riscontrano nelle forniture di gas. Un’efficace politica di prospettiva dovrebbe risolvere la questione della disponibilità di metano. Un supporto potrebbe venire, ad esempio, dal metano liquido (GNL), che può essere veicolato e trasformato da navi rigassificatrici”. “In sostanza – conclude Conte - le questioni energetiche ci sono e non sono rinviabili. Spetta alla nostra capacità di amministratori trovare le soluzioni più adeguate, anche in termini ambientali”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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