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FUSIONE HERA-ACEGAS-APS, LA LOGICA DI MERCATO CON ZANONATO ANCORA UNA VOLTA AFFONDA LA VOLONTA’ E L’INTERESSE DEI PADOVANI

La fusione per incorporazione nella bolognese Hera di Acegas-APS non spoglia di fatto Padova e Trieste, ma anche tutto il Veneto, di un’importante ruolo decisionale che per essere funzionale agli interessi della nostra gente avrebbe dovuto avere un’ottica di respiro regionale così come auspicato dal sindaco Tosi. Il sindaco Zanonato con questa mossa sposta gli interessi politici e pratici (di tutti i giorni) che riguardano da vicino i cittadini, non solo in riferimento alle tariffe della multiutility destinate sicuramente ad aumentare ma anche per l’impatto che i vari servizi (vedasi inceneritore dei rifiuti) hanno sull’ambiente e quindi sulla qualità della vita dei padovani. Le trionfali dichiarazioni del primo cittadino circa l’importanza che il neo assetto di Hera andrà ad assumere sono tutte riferite al bene economico dell’azienda stessa, in particolare dei suoi azionisti che hanno l’unico scopo di veder aumentato il dividendo che in futuro potrà essere loro distribuito. Questa ottica è certamente cosa diversa dall’interesse diffuso dei cittadini padovani e di fatto Padova non conterà più nulla, infatti il centro decisionale si sposterà addirittura fuori regione, in una regione amata dal sindaco e dai suoi compagni di partito. Questa fusione se si realizzerà compiutamente oltre che ad essere irreversibile porterà sicuramente lustro al partito a cui appartiene Zanonato e a lui personalmente ma sarà ovvio che tutti gli altri cittadini di Padova subiranno l’imposizione che la maggioranza in modo autoritario e antidemocratico ha attuato con un vero e proprio colpo di mano. Prova ne è lo scandaloso ordine del giorno del consiglio comunale di Padova che lunedì ha imposto per prima in votazione la fusione stessa e solo successivamente le votazioni per le mozioni che cercavano di far luce su questa nebulosa e controversa operazione societaria che è stata posta sopra la testa dei cittadini senza che essi possano essere chiamati a esprimere il loro parere, infatti una mozione presentata dalla minoranza e largamente condivisa chiedeva che fosse indetta una consultazione popolare. Il voltafaccia dell’Idv evidenzia ancora una volta come i dipietristi a Palazzo Moroni gridano molto ma alla fine ritrattano sempre, viene il sospetto che il bene dei padovani passi in secondo piano rispetto a ciò che il partito potrà ottenere in futuro, infatti un loro no alla fusione avrebbe potuto pregiudicare la presenza in giunta degli assessori Di Masi e Clai. Per salvare la faccia il capogruppo Scapin sostiene di aver ottenuto dalla società Hera e dal sindaco Zanonato ampie rassicurazioni avendo l’IDV posto una lunga serie di condizioni. La cosa ha dell’incredibile, pensano forse ancora una volta di prendere in giro gli elettori padovani? Come può una società quotata in borsa assumere precisi impegni nei confronti dell’IDV? Come possiamo fidarci del sindaco Zanonato e dei vertici Acegas-APS che nell’aprile 2011 hanno bruciato nell’inceneritore cittadino rifiuti provenienti dalla Campania, affermando che > o peggio ancora Zanonato affermava che >. Solo l’Assessorato Regionale all’ambiente è riuscito a bloccare questo becero traffico perché non autorizzato dalla Regione Veneto. Riteniamo quindi che il vero motivo della fusione è da ricercare nell’inceneritore di San Lazzaro con le sue 3 linee, lunedì sera non si è deciso solo sulla fusione societaria, ma si è disposto una cosa ancor più grave, si è ipotecato l’interesse dei padovani.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Luca Littamè e Mario Venuleo
Consiglieri Comunali Lega Nord – Comune di Padova

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