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Comunicati Stampa 2011

Comunicati Stampa 2011 (167)

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“Saluto con grande soddisfazione gli esiti dell’indagine promossa da Legambiente che pone il Veneto sul gradino più alto del podio quale regione più virtuosa d’Italia nella raccolta e gestione dei rifiuti urbani”. L’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, commenta così le classifiche dei cosiddetti “Comuni Ricicloni”, considerati anche nella loro appartenenza a province, regioni e consorzi, annualmente stilate dall’Ecosportello Rifiuti di Legambiente, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. “Se l’area del Nordest d’Italia è quella ad uscire ‘vincente’ da questa analisi – continua Conte –, il Veneto è la sua punta di diamante, con una percentuale del 65,6% di amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2% e dal Trentino Alto Adige col 28, 3%. Ma non basta: è il Comune bellunese di Ponte nelle Alpi, ad aggiudicarsi per la seconda volta il primo posto assoluto della classifica. E a rafforzare il nostro primato è anche l’esperienza di gestione consortile. Nelle prime 100 posizioni molte sono occupate da comuni che fanno parte di un consorzio. Tra questi 59 sono veneti e, per quanto riguarda i comuni con più di 10.000 abitanti, tra i primi 15, troviamo 14 comuni della provincia di Treviso, servita prevalentemente dal Consorzio Intercomunale Priula e dal Consorzio TV3”. “Voglio esprimere il mio ringraziamento agli amministratori pubblici e a tutti gli operatori del settore – conclude Conte – sulla cui professionalità e dedizione, ma direi anche sul senso di responsabilità, può contare il Veneto per ribadire la sua leadership in quest’ambito particolarmente delicato, la cui funzionalità ed efficienza dei servizi può essere quotidianamente testata dai cittadini. Le normative ci impongono anno dopo anno di incrementare la raccolta differenziata e la nostra regione è sicuramente tra quelle che affronta con più impegno e convinzione questa sfida, come è dimostrato anche dall’analisi dei dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani nel Veneto nell’anno 2010, che presenteremo alla stampa martedì prossimo”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Apprendo senza stupore la reazione di alcuni soggetti di Napoli che hanno inscenato una classica commediola per gettare fango sugli amministratori regionali veneti colpevoli di non aver accettato i rifiuti negli impianti di smaltimento della nostra Regione. L’attacco oltre a sottolineare una inadeguatezza di alcune persone a trattare con le amministrazioni dimostra, nel momento in cui addossano le colpe delle nefandezze napoletane all’egoismo della Lega Nord, che il senso di totale disinteresse per la condizione in cui si presenta il capoluogo campano e di mancanza di spirito civico è tuttora una condizione stabile di una parte dei napoletani. Il Veneto, a fronte di dati certi, si è dimostrato in pole position tra le Regioni virtuose in fatto di raccolta e smaltimento dei rifiuti, e mai ha addossato colpe a terzi per quanto di negativo è accaduto sul proprio territorio. Pertanto, con questo tipo di risposte dalla Campania si rafforza la posizione di totale diniego all’accoglimento di rifiuti frutto di mala amministrazione ed inciviltà, perché nel momento in cui si ripresentasse un’analoga emergenza i primi a farne le spese sarebbero nuovamente le Regioni del Nord, che, in fatto di aiuti al sud, da almeno 70 anni hanno già dato in gran quantità: è il momento di dire basta.

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Le passeggiate elettorali del vicesindaco Rossi hanno un sapore di irriverenza, nei confronti dei cittadini. Il numero due di Palazzo Moroni utilizzando un bus dell’azienda pubblica sta scorrazzando per tutti i quartieri cittadini cerando di giustificare un aumento della tariffa dei ticket bus e tram di ben 30 centesimi dall’inizio dell’anno accusando la Regione di aver compiuto tagli improponibili al bilancio sulla voce “trasporto pubblico”. Aldilà che questa concertazione di protesta tra amministrazione, azienda e sindacati ha un senso molto “casereccio” nella trattativa tra enti, l’uso di un bus dell’azienda per andare a volantinare e urlare al megafono slogan contro le decisioni della Regione è quantomeno insolito. A parte ciò credo che la giusta via per aprire un confronto sereno, propositivo e produttivo sia quello di un dibattito nelle sedi e con le figure adeguate, cosa che, in maniera piuttosto pregiudiziale, è stata compiuta in rarissime occasioni dall’amministrazione padovana. Se con un po’ di autocritica Rossi si guardasse alle spalle scrutando gli investimenti e le gestioni poco attente al superfluo, forse capirebbe che le responsabilità sull’aumento del prezzo del biglietto risiedono nella sconsideratezza con cui anche Zanonato ha condotto certe operazioni d investimento pubblico come ad esempio l’affarone Lehman Brother. Quindi a Rossi che giustifica l’incremento con tagli regionali e aumenti dei carburanti (il 5,5% che non scusa un aumento del ticket del 40% circa) voglio ricordare che dell’incapacità degli amministratori locali, come sempre, ne faranno le spese i cittadini, e mi auguro che la stessa sorte non vada a toccare l’occupazione aziendale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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E’ ufficiale. La Giunta regionale del Veneto, con una lettera firmata ieri dall’Assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, ha scritto al Presidente e all’Assessore della Regione Campania comunicando che non può essere accolta la richiesta del 1° luglio scorso con cui la Regione Campania chiedeva il nulla osta per il trasferimento di 250 t/g di rifiuti derivanti dalle attività di trito vagliatura prodotti dallo STIR di Battaglia presso l’inceneritore di San Lazzaro (Pd) gestito dalla Ditta ACEGAS-APS SpA. La comunicazione, per conoscenza, è stata inviata anche al Ministero dell’Ambiente, al Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e alla Eco Ambiente Salerno. Conte nella lettera spiega che il diniego è motivato da tre fattori: il primo è che l’inceneritore di S. Lazzaro (3 linee), non è ancora a regime nella configurazione finale e definitiva e che la 3^ linea è ancora in esercizio provvisorio, mentre le linee 1 e 2 sono in fase di ammodernamento. “Solo una volta concluse tutte le opere e le procedure – scrive l’assessore veneto - sarà possibile rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale che consente l’esercizio a regime ordinario dell’impianto. Il secondo motivo è che l’ampliamento dell’impianto “ha creato una serie di preoccupazioni ed attese nella popolazione interessata, nonostante le numerose iniziative volte a creare e consolidare una significativa politica del consenso; allo stato attuale, gli effetti prodotti da rifiuti provenienti da fuori regione potrebbero vanificare tale azione; la pianificazione della gestione dei Rifiuti Urbani attualmente vigente in Veneto è stabilita dall’apposito Piano, approvato dal Consiglio Regionale il 22/11/2004”. Infine Conte fa presente che il Piano prevede che i Rifiuti Urbani residui dalla Raccolta Differenziata siano prioritariamente avviati ad impianti di incenerimento, “in realtà - precisa - la percentuale effettivamente avviata ad incenerimento in Veneto è tuttora lontana dalle ipotesi pianificatorie; in tal senso l’entrata a regime della 3^ linea potrà contribuire a ridurre tale gap facendo confluire un quantitativo di Rifiuti Urbani provenienti dal bacino di riferimento pari a 300 t/g; conseguentemente il conferimento di 250 t/g di rifiuti di provenienza extra-regionale di fatto vanificherebbe il contributo di tale linea alla pianificazione”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Non è una competenza regionale ma provinciale: ciononostante la Regione non è mai stata con le mani in mano e nel corso di questi anni si è prodigata per fronteggiare possibili infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali nell’ambito del delicato settore della gestione dei rifiuti. Questa, in estrema sintesi, la risposta dell’assessore veneto all’ambiente, Maurizio Conte, all’interrogazione con la quale il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò chiedeva quali controlli la Giunta attui per scongiurare il pericolo che la criminalità organizzata possa contaminare il sistema veneto del ciclo dei rifiuti. “Osservo preliminarmente – spiega Conte – che la vigilanza in questa materia è di competenza provinciale e non regionale, in quanto le norme stabiliscono che ad essere preposte al controllo dello smaltimento dei rifiuti sono le Province, le quali debbono sottoporre ad adeguate verifiche periodiche i soggetti che raccolgono, recuperano, trasportano, smaltiscono rifiuti e le imprese che producono e movimentano rifiuti pericolosi, con particolare attenzione alla loro origine e destinazione”. “La Regione del Veneto – prosegue l’assessore – ha ugualmente svolto un’intensa azione di prevenzione in questo campo, anche sottoscrivendo un apposito Protocollo d’Intesa con il N.O.E., il Nucleo operativo ecologico dell’Arma dei Carabinieri e l’A.R.P.A.V., l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambiente del Veneto, al fine di rendere più efficaci i controlli sulla gestione dei rifiuti, con particolare riguardo al trasporto transfrontaliero, coordinando al meglio le varie attività di vigilanza in materia ambientale”. “Oggi – conclude Conte –, l’aumento del volume di rifiuti gestiti, in particolare nelle spedizioni transfrontaliere, ci induce a rivisitare quell’intesa, per potenziare l’azione di accertamento delle attività, anche attraverso una politica concordata degli interventi preventivi sul territorio regionale e un’analisi permanente delle criticità ambientali. Insomma, la Regione fa la sua parte e anche di più per evitare il pericolo di infiltrazioni criminose in quest’ambito e scongiurare situazioni di grave illegalità le cui conseguenze devastanti sono ben visibili in altre aree del nostro Paese”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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In riferimento alle affermazioni dell’Assessore all’Ambiente padovano Alessandro Zan, voglio spolverare la memoria all’amministrazione padovana: La Regione Veneto non ha mai autorizzato il conferimento di rifiuti provenienti dalla Regione Campania nell’inceneritore di Padova. Alle prime segnalazioni di conferimenti campani la Direzione Tutela Ambiente della Regione Veneto ha chiesto ad ARPAV-DAP di Padova di effettuare un sopralluogo presso il termovalorizzatore gestito dalla Ditta ACEGAS-APS SpA, avendo avuto poi contezza del conferimento nell’impianto di rifiuti di origine campana.ARPAV il 15 aprile ha effettuato un sopralluogo presso l’impianto in argomento verificando che, nel periodo 23/03/2011-15/04/2011, presso l’impianto di termovalorizzazione rifiuti urbani/speciali non pericolosi e sanitari di Padova, gestito dalla Ditta ACEGAS-APS SpA, sono stati conferiti 2.106.400 kg di rifiuti classificati con CER 19 12 12 provenienti dalla Regione Campania. Immediatamente la la Provincia di Padova ha comunicato alla Ditta ACEGAS-APS SpA di aver appreso, a mezzo stampa, che presso l’inceneritore di Padova vengono conferiti rifiuti provenienti da fuori Regione e, nello specifico, dalla Regione Campania, chiedendo pertanto alla Ditta stessa di fornire con cortese urgenza informazioni in merito alla provenienza ed alle caratteristiche dei rifiuti citati. Pertanto dopo la nota prot. n. 48168 ST del 20 aprile 2011 che ARPAV ha trasmesso, a Regione Veneto e Provincia di Padova mi sono attivato, con nota prot. n. 214299 del 4 maggio 2011, chiedendo urgenti chiarimenti al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in ordine alla corretta classificazione del rifiuto in argomento. Con nota prot. n. 215751 del 04 maggio 2011, nelle more dell’acquisizione del parere di cui alla nota prot. n. 214299 del 04/05/2011, ho chiesto l’immediata sospensione dei conferimenti di rifiuti provenienti da altre regioni che potrebbero essere qualificati come rifiuti urbani. Tale sospensione è stata motivata in ragione del possibile assoggettamento dei predetti conferimenti a quanto sancito dal comma 3 dell’art. 182 del D.lgs. n. 152/06 s.m.i. che comporta la preventiva necessaria attivazione di una specifica procedura tesa all’adozione di un apposito accordo tra la Regione Veneto e l’Amministrazione regionale da cui i rifiuti dovrebbero eventualmente provenire. La Ditta ACEGAS-APS SpA, con nota prot. n. 35527 del 16 maggio 2011, ha dato seguito alla richiesta di chiarimenti pervenuta dalla Provincia di Padova il 15 aprile 2011 ed inoltre, in riferimento alla nota di sospensione dei conferimenti della Regione Veneto, ha comunicato di prendere immediatamente atto di suddetta imposizione. ARPAV, con nota prot. n. 63772 ST del 27 maggio 2011, ha comunicato a Regione Veneto e Provincia di Padova gli esiti del sopralluogo eseguito presso l’impianto in data 25 maggio 2011, dal quale è emersa l’ottemperanza alla richiesta di sospensione. La Ditta ACEGAS-APS SpA, con nota prot. n. 35527 del 16 maggio 2011, ha dato seguito alla richiesta di chiarimenti pervenuta dalla Provincia di Padova il 15 aprile 2011 ed inoltre, in riferimento alla nota di sospensione dei conferimenti della Regione Veneto, ha comunicato di prendere immediatamente atto di suddetta imposizione. Dunque, accertato che la richiesta di sospensione è già stata inoltrata da tempo, chiedo a Zan se questa schizofrenia amministrativa sia la solita strumentalizzazione politica in stile Zanonato o se i rapporti dell’Amministrazione con la gestione ACEGAPS siano talmente complessi da non dare l’occasione di confronto prima di sparate insensate sulla stampa.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La legalità nella città di Padova è un valore che si allontana e diventa sempre meno presente per strade e piazze. Un tristissimo déjà-vu padovano ha rilanciato la predisposizione al lassismo di questa città la notte di mercoledì quando nel quartiere Portello si sono viste scene fotocopia di quanto accaduto in via Anelli nell’estate del 2006. In quell’occasione si affrontarono magrebini e nigeriani per il controllo dello smercio della droga nel quartiere Stanga, allora come oggi si videro volare, spranghe, lame, bottiglie e sampietrini e, con mio sommo rammarico, devo ammettere che la sicurezza e la relativa percezione in questo lustro non è cresciuta, anzi, la situazione è peggiorata e di molto. Lo scorso mercoledì dunque la Città del Santo è stata palcoscenico di una faida dei pusher nordafricani che, spostandosi dal Portello alla Stanga, per poi tornare di nuovo nel quartiere universitario, hanno gettato nel panico e nella paura gli abitanti dei due popolatissimi quartieri. Le due fazioni (più di 60 tra marocchini e tunisini) anche dopo il repentino intervento delle forze dell’ordine hanno continuato la loro battaglia dell’illegalità e del disagio sociale senza troppo curarsi di residenti e polizia. Questo significa che gli immigrati che vengono a delinquere a Padova, e sono veramente moltissimi, sono coscienti che l’impunità e la tolleranza sono una condizione permanente. I residenti invece sono stanchi dell’invivibilità e dei proclami spot con cui questa Amministrazione cerca di tamponare una situazione ormai fuori controllo. Agli scettici, uomini o donne, giovani o anziani, faccio un invito: provate a transitare nelle ore serali con l’auto (perché altrimenti a piedi si rischia l’incolumità) per le zone del Portello, della stazione, di via Tommaseo, della Stanga, dell’Arcella, di via Fra Paolo Sarpi per capire quanto Zanonato abbia a cuore questa città. Ricordo, appena qualche mese fa, i proclami roboanti dell’assessore Carrai che, grazie al “piano sicurezza” al Portello, prometteva un quartiere sicuro e controllato a stretto giro di qualche settimana: complimenti Assessore e complimenti Sindaco, veramente un bel risultato.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Il campo profughi di Rifondazione comunista situato nell’ex scuola Gabelli continua a ricevere stanziamenti dal Comune di Padova, 17.441 euro per la precisione. La previsione è di tenere aperta la struttura per almeno altri sei mesi. E la gestione? Quella è affidata ad una cooperativa che garantisce il servizio di accoglienza secondo le linee indicate dall’Amministrazione comunale e, cosa molto preoccupante, da Rifondazione comunista, fu difatti proprio il partito della Presidente del Consiglio Daniela Ruffini a far accampare lo scorso marzo gli africani nella struttura comunale, azione successivamente avvallata dall’Amministrazione Zanonato. Ed ora l’accoglienza pare non sia più sufficiente perché gli stranieri si annoiano e pretendono sigarette e tv bivaccando per protesta di fronte a Palazzo Moroni per cercare di ottenere velocemente risposta alle loro istanze. E’ legittimo pensare che migrando in un paese con condizioni più stabili si possa migliorare la propria vita, ma è altresì dovere delle istituzioni imprimere il senso del dovere, cosa che mi pare non avvenga minimante da parte del Comune di Padova, il quale si limita, per voce del proprio sindaco, a promuovere un’accoglienza indiscriminata sotto il segno della solidarietà radicale. Se i padovani hanno espresso con estrema franchezza i loro dubbi e le loro proteste contro gli stranieri in sitin davanti alla casa comunale, un senso c’è: quello del limite ormai colmo. Anche la prima accoglienza deve seguire le regole “dell’ospitante”, per cui nessun aiuto dev’essere dato per scontato ne, tantomeno, possono essere accettate versioni pretestuose da parte di questi ospiti che, da quanto emerge non intendono compiere sacrifici ne tantomeno dover sottostare a regole e doveri.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Dal 13 al 21 giugno si è svolta regolarmente la terza campagna di monitoraggio sulla balneazione del mare e dei laghi del Veneto. Tutti i 167 punti (93 sul mare Adriatico e uno sullo specchio nautico di isola di Albarella, 65 sul lago di Garda, 3 sul lago di Santa Croce, 1 sul lago del Mis, 2 sul lago di Lago e 2 fra lago di Santa Maria e Revine Lago) su cui ARPAV effettua i prelievi di campioni d’acqua per l’analisi batteriologica si confermano idonei alla balneazione e quindi possono continuare a fregiarsi della bandiera blu. Lo rende noto con soddisfazione l’assessore all’ambiente Maurizio Conte. “La qualità delle nostre acque – sottolinea l’assessore – si è confermata eccellente, il che dimostra anche la bontà degli interventi effettuati dalla Regione in materia di tutela ambientale e delle acque. Un risultato ancor più rilevante – fa notare Conte – in considerazione del fatto che la costa veneta è unica nel suo genere: non esiste infatti in Italia nessun altro litorale marino interessato da foci di fiumi tanto importanti, che percorrono uno dei territori più industrializzati, antropizzati e a vocazione agro-zootecnica. Gli interventi realizzati a tutela della qualità delle acque – conclude Conte – stanno quindi dando i loro frutti, a vantaggio anche della balneabilità. Una garanzia in più per quanti scelgono le nostre splendide spiagge per una vacanza” La campagna di monitoraggio, che quest’anno vede collaborare Arpav e Guardia Costiera in forza di un accordo quadro siglato il 21 giugno scorso, continuerà fino a ottobre. Per aggiornamenti in tempo reale consultare il bollettino della balneazione su www.arpa.veneto.it

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Si chiama ‘humidex’ ed è il nome dell’indicatore del disagio fisico determinato dal clima caldo-umido tipico della pianura padana. I picchi delle temperature estive determinano un rischio rilevante per gli anziani soprattutto se affetti da patologie croniche o residenti in abitazioni prive di impianti di climatizzazione. Per questo la Regione del Veneto attraverso ARPAV tiene dal 2004 ‘sotto stretta osservazione’ l’indicatore di umidità.“Ma è solo il primo passo – sottolineano l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ed il direttore dell’Arpav Carlo Emanuele Pepe - di un articolato sistema che garantisce la preventiva tutela dei cittadini più esposti ai rischi per il fisico correlati al caldo”. Per un’azione sanitaria preventiva, gli sbalzi di temperatura sono segnalati dal Centro Meteorologico dell’ARPAV attraverso il ‘Servizio di previsione del disagio fisico’ un bollettino inviato alle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali e alla Protezione Civile della Regione del Veneto che fornisce un’indicazione sul possibile verificarsi di ondate di calore nei quattro giorni successivi e le informazioni sulla qualità dell’aria, in riferimento alle concentrazioni di ozono, tipico inquinante estivo. L’azione rientra nel “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” e rappresenta uno ‘strumento di precisione’ per gli allarmi climatici. Il servizio infatti è elaborato sul sistema di allerta previsto dal Dipartimento di Protezione Civile nazionale e prevede l’azione coordinata di ARPAV e Sala operativa di protezione civile – COREM – Coordinamento regionale in emergenza e a catena del sistema di prevenzione regionale, degli ospedali, dei distretti e dei medici di base.Il bollettino previsionale del disagio fisico in estate è quotidiano e viene prodotto fino al 15 settembre, giorni festivi compresi, entro le ore 14. La validità temporale della previsione è per il pomeriggio-sera del giorno in corso e per i tre giorni successivi. Si definiscono tre classi di disagio: assente, debole-moderato, intenso. Tali classi sono determinate sulla base di una valutazione combinata che tiene conto sia dell’indice di Scharlau, ottenuto analizzando le reazioni fisiologiche di persone medie e sane in relazione a varie combinazioni di temperatura dell’aria ed umidità atmosferica, sia del livello di humidex, un indicatore di temperatura percepita ricavabile dai dati di temperatura ed umidità relativa. L’ARPAV si riserva, inoltre, di testare ulteriori indici di disagio che prevedono una combinazione di temperatura dell’aria e di umidità atmosferica. Per quanto riguarda la previsione della qualità dell’aria (ozono), si definiscono tre classi: buona/discreta, scadente, pessima. Tali classi sono definite sulla base della normativa vigente (D.L. 183/2004), la quale, con riferimento alle concentrazioni di ozono, distingue quattro classi di qualità dell’aria: buona ( 240 μg/m3).Il “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” è in funzione dal 2004 e il sistema è ormai rodato. Nel frattempo, arrivano buone notizie: per i prossimi giorni infatti le temperature caleranno in tutta la regione. Da alcuni giorni il tempo stabile ha portato ad un graduale aumento delle temperature : il 28 giugno si sono raggiunti i 32°C a Rovigo e Verona, i 33° a Noventa Vicentina, i 34 a Castelfranco. Lo scorso anno le temperature, sempre il 28 giugno, risultarono leggermente più basse (di circa 1°C). Nei giorni seguenti le temperature si mantennero elevate, in pianura sempre oltre i 30°. Quest'anno, invece, tutt'altra storia, perché le condizioni meteorologiche saranno decisamente più favorevoli.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Carlo Emanuele Pepe
Direttore ARPA Veneto

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