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Comunicati Stampa 2011

Comunicati Stampa 2011 (167)

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“La situazione del servizio idrico sul territorio regionale è buona, con una fornitura generalmente efficace e con caratteristiche di sicurezza, nel soddisfacimento puntuale di tutti i controlli e le analisi previste per legge per garantire all’utenza acqua potabile di buona qualità”. A farlo rilevare è l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, con riferimento al dibattito in corso su questi temi. In particolare, l’assessore sottolinea che le Autorità degli Ambiti Territoriali Ottimali del Veneto negli ultimi anni hanno generalmente affidato il servizio idrico integrato ad un unico gestore, avvalendosi per lo più di società a capitale pubblico. “La modalità di affidamento attuata – aggiunge Conte - ha permesso di mantenere, per la quasi totalità, la gestione del servizio sotto la guida dei Comuni, che sono infatti i proprietari, mediante le rispettive quote di partecipazione, delle Società di gestione”. Oltre a contribuire a mantenere efficiente l’esistente, Conte ricorda che la Regione, con l’approvazione del Modello Strutturale degli Acquedotti Veneto, si è posta l’obiettivo di intervenire con nuove opere per garantire ai cittadini piena e sicura disponibilità di un prodotto indispensabile come l'acqua potabile. Attualmente sono in esecuzione lavori per la realizzazione di 134 km di condotte di grande diametro, tra Venezia–Chioggia–Cavarzere–Padova. Per quanto riguarda poi le disposizioni normative statali che richiedono una revisione delle AATO, è stato presentato al Consiglio regionale un progetto di legge per disciplinare il settore del servizio idrico integrato alla luce di tali norme. “Il principio generale – fa presente Conte – è di mantenere quel rapporto di aggregazione tra Enti Locali, municipalizzate ed Autorità d’ambito, che ha contraddistinto in questi anni la gestione della risorsa idrica in Veneto”. “Sono convinto che l’acqua sia un bene vitale – conclude Conte - e come tale non può essere soggetto a logiche di mercato o di speculazione, ma dev’essere garantito a tutti con la stessa quantità, qualità e fruibilità. Pertanto, non si può prescindere dalla garanzia del controllo pubblico”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Continua la farsa buonista dell’amministrazione padovana e non poteva mancare il colpo di inutile ed improduttivo altruismo peloso già provato nella scorsa legislatura. Mi riferisco alla riproposizione della rappresentanza straniera in Consiglio Comunale come alla costituzione di una Commissione ad hoc formata da 5 a 25 componenti eletti dagli immigrati che non hanno diritto al voto. Il PD che governa la città ha capito con queste elezioni che il Veneto legge questi tentativi maldestri di imporre una volontà ideologica illogica come una forzatura del buon senso e dell’equità ed equidistanza che le politiche sociali devono mantenere, ergo: alle scorse amministrative la provincia di Padova per il partito di Bersani è stato un esempio da seppellire. Il punto morale e di legittimità cigola un pochino, perché mai una categoria di persone dovrebbe godere di una rappresentanza non votata? Dal momento in cui la provenienza (e quindi le istanze) degli stranieri è diversa anche i problemi legati all’integrazione variano di etnia in etnia, lo strumento messo a disposizione non rappresenta quindi l’eterogeneità di popolo e quindi difetta imparzialità. Ma con lo stesso principio di rappresentanza allora anche le categorie economiche, sportive, religiose e di altra natura avrebbero lo stesso diritto di ascolto e partecipazione da parte dell’Amministrazione Comunale. Ma gli appena citati già votano e quindi non creano l’appeal adeguato per le politiche di buonismo assoluto di Zanonato. Avrei trovato un senso a questo ripescaggio di iniziativa nel caso in cui nella scorsa legislatura il Consigliere straniero avesse fornito un contributo con la propria presenza ma sui risultati ottenuti credo sia corretto evitare ogni tipo di valutazione. Penso che la manovrina elettorale del Sindaco e della Segreteria di via Beato Pellegrino abbiano ancora una volta forato l’acqua, in sostanza, scoperti nella assenza di riuscita della formula precedente, hanno cambiato l’abito alla delibera mantenendo gli stessi contenuti. Nel segno della continuità l’amministrazione ha dunque perso un'altra occasione di reale integrazione strumentalizzando gli stranieri e cercando di prendere per il naso i Padovani, gli stranieri se avessero voluto essere rappresentati si sarebbero dovuti candidare ed essere votati. Altre scappatoie profumeranno sempre di opportunismo e non di opportunità.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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L’assessore regionale all’ambiente e alle foreste Maurizio Conte ha fatto visita nei giorni scorsi al Servizio Forestale di Treviso e Venezia, braccio operativo della giunta regionale per gli interventi di difesa idrogeologica nelle province di competenza. Il Servizio Forestale realizza direttamente, con proprie squadre composte di personale specializzato, interventi di sistemazione del territorio in aree pedemontane e montane, tra cui anche i dissesti verificatesi con l’alluvione del primo novembre dello scorso anno. Tra gli interventi in corso ci sono la regimazione idraulica di torrenti, la ricomposizione di dissesti di versante e lavori di miglioramento di formazioni boscate in particolari condizioni di degrado. Accompagnato dai dirigenti di settore Mauro Viti e Luigi Alfonsi, l’assessore Conte ha visitato in particolare alcuni cantieri nell’area della sinistra Piave trevigiana e nella zona del Cansiglio, per prendere visione delle attività in corso e delle modalità operative applicate dai Servizi Forestali Regionali, caratterizzate da particolare attenzione al rispetto del contesto ambientale con uso delle tecniche di ingegneria naturalistica. Nel corso della visita l’assessore ha fatto tappa anche presso il Centro Operativo Polifunzionale del Servizio Forestale Regionale a Vittorio Veneto, punto di riferimento per mezzi ed attrezzature impiegati nei cantieri forestali e luogo di partenza delle squadre di pronto intervento per l’estinzione degli incendi boschivi, dove è stato illustrato il sistema informativo territoriale che contiene tutti i dati relativi alle opere di difesa idrogeologica presenti e di prossima realizzazione nel territorio pedemontano trevigiano.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Nel 2010 il Veneto si è posizionato al terzo posto tra le regioni italiane nella gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche(RAEE), raccogliendone 26.580.901 kg rispetto ai 20.841.588 kg dell’anno precedente, con un incremento del 27%. La raccolta pro-capite è pari a 5,41 kg per abitante, nettamente superiore alla media nazionale. Dati positivi anche per quanto riguarda i Centri di Raccolta, passati da 417 a 456, e la percentuale della popolazione servita che arriva al 97,50%, con punte di eccellenza come Rovigo e Treviso, in cui si raggiunge rispettivamente il 100% e il 99,29%. La provincia di Belluno è invece al primo posto in termini di raccolta pro-capite con 7,36 kg. per abitante, superiore alla media europea. È quanto emerge dal Dossier 2010 presentato oggi dall'assessore regionale all’ambientale Maurizio Conte e dal Presidente del Centro nazionale di Coordinamento RAEE Danilo Bonato. Conte ha sottolineato che l’obiettivo della Regione è quello di dare anche per questa tipologia di rifiuto un servizio di qualità al cittadino e ha espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti. Quasi 6 milioni di chilogrammi raccolti in più in un solo anno dimostrano che il sistema funziona ed ha raggiunto un elevato grado di efficienza, guardando alla massima copertura sul territorio regionale. Conte ha parlato anche dell’aggiornamento della pianificazione regionale in materia di rifiuti e della esigenza necessità di arrivare ad avere un quadro unico per quanto riguarda i rifiuti urbani e speciali. Bonato ha sottolineato l’elevatissima capillarità del servizio di gestione dei RAEE nel Veneto e le grandi potenzialità di ulteriore crescita, con importanti ricadute anche sul piano economico. Ha inoltre anticipato i dati relativi ai primi quattro mesi del 2011 che hanno già fatto registrare una raccolta di 10.200.000 kg. rispetto ai 7.400.000 kg. del primo quadrimestre dell’anno scorso, lasciando prevedere la concreta possibilità di raggiungere nel 2011 su base regionale i 30 milioni di kg. raccolti. Nel 2010 particolarmente rilevante è risultata la raccolta di tv e monitor, favorita dal passaggio al digitale terrestre, con 9.072.524 kg. Segue il raggruppamento “clima e freddo”, con poco più di 6 milioni di kg raccolti. Pressoché equivalente la raccolta dei raggruppamenti grandi e piccoli elettrodomestici, con più di 5 milioni di kg. In coda le sorgenti luminose.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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L’Europa ha deciso che l’Italia dovrà farsi carico della crisi africana, se la mano che viene tesa al nostro paese è questa c’è ben poco da stare allegri. La sentenza della Corte Europea di fatto elimina uno dei migliori deterrenti contro la clandestinità, non prendiamoci in giro, il rimpatrio non è di certo un atto di cui si farà mai carico un immigrato che arriva sulle nostre coste sapendo già, comunque, di non essere in regola. I Giudici di Bruxelles con il loro giudizio hanno concepito un mostro di falso conformismo, con tutti gli sbarchi a cui da mesi l’Italia deve far fronte, un torto giuridico del genere darà agli immigrati nuove speranze. Forse altri paesi europei si fregano le mani trovando giustificazione nella loro, a mio avviso più che legittima, legislazione nazionale che prevede ancora il reato di clandestinità, i giudici della Corte in materia di sicurezza hanno probabilmente le idee poco chiare, l’espulsione, senza reato, non è una strada percorribile ed il documento per il rimpatrio volontario assume circa il valore di un augurio di natale. Questa sentenza dunque equivale ad una ganascia per il controllo dei flussi migratori, l’azione che faticosamente era riuscito a coordinare il Ministro Maroni nel controllo delle ondate migratorie potrebbe subire un forte rallentamento anche se i rimpatri continuano incessanti. Il piano umanitario messo in gioco dall’Italia riuscirà a sorreggersi finché il numero di clandestini rimarrà gestibile, ma se l’Europa lancia questi diktat la sostenibilità verrà meno; risorse per affrontare l’emergenza nulle, distribuzione degli immigrati spalmati sul vecchio continente, no, e ciliegina sulla torta, via anche il reato di clandestinità: cosa ci facciamo ancora in Europa?

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La memoria di alcuni politici a volte subisce pesanti black out, ma il caso del sindaco Zanonato sul centro sociale padovano Pedro ha del preoccupante. Nel dibattere la chiusura dello stabile di via Ticino occupato abusivamente dai noglobal, fino ad ora, come sua consuetudine si è accanito nello scaricare colpe e responsabilità senza sentirsi mai attore protagonista di una situazione che vede, eccome, il frutto amarissimo delle sue scelte passate. Zanonanto ha dimenticato, o forse ha omesso, di ricordare che nel 1995 il primo atto ufficiale di legittimazione della presenza dei centri sociali nella nostra Città fu siglato proprio dalla prima giunta dell'attuale sindaco. Figure coinvolte nella concessione precaria onerosa del 27/12/1995? Il comune di Padova e Luca Casarini come componente del "Comitato di gestione dell'area polifunzionale di via Ticino-Padova " . La concessione seguiva una delibera di giunta del 2/12/1995, la n' 945, nella quale Zanonato e l'allora giunta di centrosinistra per "regolarizzare la posizione dei centri sociali nei confronti del Comune e per dialogare con la realtà socio/culturale della Città" hanno saldato un rapporto fino ad allora cercato, e che, una volta legittimato, ha fornito a tutti gli effetti, la cavalleria d'assalto alla politica di sinistra padovana. I documenti si sono dimostrati opportunisticamente pericolosi, gli effetti che hanno prodotto negli anni a Padova si sono palesati distruttivi, non solo politicamente e socialmente, ma sopratutto per la sicurezza e la democrazia. Che Zanonato poi scarichi le colpe sull'ex Sindaco Destro non meraviglia, è il metodo classico con cui manifesta la propria politica: omissioni, ideologia e poca chiarezza, un mix che permette a lui e al PD padovano di coprire buona parte degli scempi amministrativi prodotti negli anni. La concessione e la delibera siglate sono stati documenti di tutela nei confronti dei disobbedienti, senza le dovute garanzie per l'amministrazione che una struttura di proprietà comunale necessita. Zanonato ad ogni misfatto dei Pedrini si affretta a prendere le distanze e a condannare, ma con questo precedente si sigla una pesante dicotomia tra il dire e il fare del falso sceriffo rosso a cui allora chiediamo: a quando l'ingiunzione di sfratto?

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Mariella Mazzetto, Luca Littamè e Mario Venuleo

Gruppo Consiliare Lega Nord Comune di Padova

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L’impostazione di APS e Comune di Padova è di tipo aziendalistico, qui le scelte devono essere prese anche dal punto di vista politico, sappiamo che abbiamo un ottimo sistema di smaltimento, un sistema d’eccellenza, e l’impianto padovano potenzialmente è adatto a ricevere qualsiasi tipo di rifiuto essendo anche di recentissima realizzazione. I controlli poi degli enti preposti quali regione e Provincia non sono mai venuti meno e l’azienda ha sempre rispettato termini e limiti di Legge. La questione che però voglio evidenziare è di ordine politico ed etico, con questo suo modo di agire APS e Zanonato favoriscono e danno continuità ad un vecchio sistema di ragionamento, l’assistenzialismo, ambientale in questo caso, accettando il conferimento dei rifiuti campani si alimenta esclusivamente una carenza di responsabilità- da parte degli amministratori campani i quali approfittano della solidarietà di convenienza del Sindaco di Padova. Bisogna far crescere la coscienza ecologica e civica per chi è incapace di far fronte alla questione rifiuti, anche facendo sbattere il naso contro la difficoltà dello smaltimento, in Veneto il sistema virtuoso mica è nato per volontà divina, è il frutto di anni ed anni di educazione, lavoro, impegno, studio e di risorse messe a disposizione. Questo patrimonio non vogliamo venga disperso, annacquato ed inquinato. Stiamo ora rivedendo il piano regionale per mettere gli impianti nelle condizioni più adeguate per operare, come prevede peraltro la Legge, in una condizione di autosufficienza., e la Legge dovrebbe valere per tutti. Nell’operatività, stiamo ora valutando di concerto con il Ministero dell’Ambiente ed ARPA Veneto se la classificazione dei rifiuti vede quelli conferiti nell’inceneritore padovano sono distinti come “urbani” o “speciali”. Ora, considerato che il decreto legislativo n°152 del 3 aprile 2006 dice che è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono stati prodotti fatto salvo eventuali accordi interregionali o internazionali, la vicenda del conferimento nell’impianto padovano rimane apertissima ed è quello che ho anche comunicato ad ACEGAS-APS e se quanto previsto dalla Legge dovesse essere stato disatteso saranno prese le opportune iniziative, partendo ovviamente la sospensione al conferimento dei rifiuti campani nell’impianto di Viale della Navigazione interna. APS ed il Sindaco Zanonato giustificano questo conferimento dicendo che il Termovalorizzatore è sottoutilizzato per 70 mila tonnellate, e che i rifiuti non dovrebbero essere pertanto conferiti nelle discariche della provincia. Voglio ricordare che chiudere un impianto di conferimento, come suggerito, comporta lavoro ed attenzione ed investimento di risorse perché c’è poi una gestione trentennale successiva per la messa in sicurezza. E poi nel caso di manutenzione dell’inceneritore, i rifiuti, nelle tre settimane di lavoro, dove sarebbero conferiti se non nelle discariche d’appoggio? Perché APS invece non pensa alla dismissione di una delle tre linee, magari la più obsoleta? Forse se Zanonato ed APS non pensassero a Padova come ad un isola autosufficiente e realizzassero che c’è un quadro regioanle a cui far fronte certe scelte e certe dichiarazioni potrebbero essere eveitate, per il bene dei padovani e quello dei Veneti.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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L’onorevole Naccarato con molta probabilità è stato contagiato dal morbo della “politica delegata” di cui soffre in maniera acuta il Sindaco Zanonato. Con incredulità ho letto il comunicato dell’esponente padovano del PD dove illustra l’interrogazione diretta al Ministro dell’Interno che in sostanza chiede a Maroni di intervenire per prevenire e contrastare ulteriori abusi ed atti violenti da parte degli attivisti del Pedro. Giusta la scelta di informare il Governo della condizione padovana, di cui peraltro già ne è a conoscenza, completamente errato il messaggio e la responsabilità che si vuole attribuire al Ministro. In fatto di competenza Naccarato dimentica di citare il suo Sindaco Zanonato il quale continua imperterrito con il suo perpetuo scaricabarile, dalle questioni della sicurezza a quelle sociali per finire con quelle ambientali. Amministrare significa prendere decisioni per gli altri e credo che i padovani dei Centri Sociali e delle Associazioni satellite ne abbiano piene le scatole da anni, ma di ingiunzioni di sfratto da parte del Comune per gli inquilini di via Ticino continuiamo a non saperne nulla, come del resto dell’intestazione delle utenze. Il Prefetto nel corso dell’ultimo tavolo sulla sicurezza ha finalmente tracciato una nuova rotta, penso e mi auguro non solo verbalmente, è stato difatti proclamato il massimo rigore e la tolleranza zero sulle attività estemporanee e illegittime dei Pedrini . Le questioni di ordine pubblico debbono partire in piena sintonia dalle amministrazioni locali in accordo con Prefetto, Questore e rappresenti delle forze dell’ordine, questo tavolo poteva dunque dimostrarsi una chance di redenzione per il Sindaco di Padova, ma da quanto emerso si è esclusivamente limitato a riferire sul modus operandi dei suoi “garzoni” dei centri sociali, ribadendo inoltre che il Pedro non verrà chiuso e che il Festival di Radio Sherwood avrà luogo. Se qualcuno si aspettava un Sindaco coraggioso ed impavido ha avuto la conferma di un sodalizio pluridecennale tra Zanonato e i Noglobal ed è quindi inutile e faziosa l’interrogazione di Naccarato indirizzata al Ministro Maroni. A questo punto vorrei chiedere io al Governo cosa e quanto è stato fatto negli ultimi dieci anni dall’Amministrazione padovana per contrastare il Movimento antagonista patavino.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Proprio quando l’esercito torna sulle strade di Napoli per far fronte all’ennesima emergenza rifiuti (e quindi di pericolo anche per la salute dei cittadini), il Sindaco di Padova Zanonato e la sua Giunta, hanno ancora l’audacia di difendere la scelta di accettare il conferimento della spazzatura campana nelle strutture di smaltimento della nostra Città. Nello stesso giorno in cui sui quotidiani leggiamo che il Governo deve investire ancora ingenti risorse per porre rimedio alle disastrose carenze degli amministratori della Campania, c’è ancora la pletora di Assessori della Giunta Padovana che appoggia questa decisione incosciente, e dalla forte incoerenza morale rimanendo in scia alle imposizioni del tandem Pillon/Zanonato, senza porre riflessioni sulle conseguenze politiche e morali che questa soluzione farà piombare sulle loro teste. Questa Amministrazione passa sopra alla volontà della maggior parte dei cittadini, infischiandosene della salute degli stessi, nella mancanza di un ottica politica educativa responsabilizzante che il nord ha il dovere di imporre, tutto ciò per inseguire una prospettiva venale introitante. Per correre ai ripari l’Assessore Zan con Gloria Pagano, Presidente del Quartiere n°3, anch’essa del PD, hanno istituito un osservatorio politico senza la presenza di tecnici legittimati, una comica, una commissione fantasma costituita ad hoc per salvare la faccia, questa è una funzione da delegare agli enti addetti come l’ARPAV. Come per i Comitati, la politica di sinistra ha così tacitato le voci dissenzienti con uno strumento che altro non è che uno specchietto per le allodole, come dire che il controllore ed il controllato coincidono. Vogliamo però ricordare a Zanonato che la vita come la salute non sono valori negoziabili. Per capire quanto fittizie siano le politiche ambientali dell’Amministrazione Comunale padovana citiamo un dato e cioè quello percentuale della raccolta differenziata nella Città di Padova: nel 1999 quando finì il primo governo Zanonato la percentuale di rifiuti differenziati si attestava attorno al 14,5%, un dato ben al di sotto dell’allora media nazionale, sud compreso. Alla fine del 2004, quando il centrosinistra tornò al Governo si trovò una raccolta differenziata del 39,6%. A metà del secondo mandato, quindi dopo ben 7 anni di amministrazione Zanonato il dato è rimasto inchiodato al 43,6%. C’è un’unica lettura che possiamo fornire su questi numeri: una incapacità gestionale e di programmazione senza eguali per una Città così importante e la netta volontà di evitare il conferimento nelle discariche per favorire gli incassi provenienti dall’attività del termovalorizzatore di APS. Insomma, questa sinistra ha da tempo abbandonato le politiche sociali per dedicarsi a quelle economiche del business dei rifiuti.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Mariella Mazzetto, Luca Littamè e Mario Venuleo

Gruppo Consiliare Comunale Liga Veneta - lega Nord Padania di Padova

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Gli immigrati clandestini tunisini minorenni hanno scelto Padova come punto di riferimento per la loro fuga in Italia e Piero Ruzzante, ancora una volta, si sente l’amplificatore dell’Amministrazione Padovana, chiedendo il rimborso delle somme anticipate dal Comune per l’accoglienza dei 10 irregolari tuttora presenti nelle strutture individuate dai servizi sociali. 210 mila euro è il costo che l’Assessore Verlato pretende venga immediatamente corrisposto a Palazzo Moroni. Poche volte si è vista questa celerità da parte del PD padovano in ambito amministrativo , forse con la comunità rom a cui sono sempre stati garantiti aiuti ed alloggi in tempi celerissimi o forse con i centri sociali, dove per assicurare l’assegnazione dello spazio pubblico per lo svolgimento del Festival di Radio Sherwood è stata approvata una delibera a tempo di record. I fondi stanziati dal Ministero, che sono oltre i 30 milioni di euro, verranno erogati a rendicontazione consuntiva, e credo che questa sia la sorte che spetta a tutti i comuni che hanno fornito ospitalità. Come sempre, anche dietro ad una emergenza di questo genere, c’è chi cerca di compiere bieca speculazione politica. Nel concentrarsi però sull’aspetto economico Ruzzante dimentica cosa sta vivendo ora Padova e perché gli immigrati abbiano scelto proprio la Città del Santo come meta; Questore e Prefetto, per nostra fortuna, hanno preso in mano la situazione della città, se aspettavamo Zanonato, si stava freschi. Ed ecco dunque che lo scorso fine settimana il Liston, la stazione ed altre zone solitamente preda di accattoni “statici”, vu cumprà ecc grazie al presidio delle forze dell’ordine si dimostravano ripulite. Quindi c’è una soluzione possibile, ma Zanonato preferisce la corte dei miracoli sotto Palazzo Moroni e per tutta la Città anziché pretendere il rispetto delle leggi e anziché creare sinergie con gli Enti superiori ingaggia una battaglia partitica contro tutti lasciando che gli immigrati, compresi gli ultimi sbarcati, scorrazzino liberi di compiere qualsiasi reato, e da tutto questo, le vere vittime divengono ahimè i padovani.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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