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Comunicati Stampa 2011

Comunicati Stampa 2011 (167)

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“La manutenzione delle zone forestali, quei piccoli lavori di rimboschimento delle aree incendiate, la cura delle porzioni di bosco malate, o ancora i lavori consolidamento delle zone franose o delle sponde dei corsi d’acqua, sono fondamentali per la sicurezza idraulica della nostra regione. Per questo ritengo sia importante, nel momento in cui la Giunta procederà all’assestamento di bilancio, trovare il modo di rimpinguare il fondo per il programma di sistemazioni idrauliche e forestali del 2011”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte si è espresso al termine della visita di alcuni cantieri del servizio forestale di Belluno. L’assessore Conte ha potuto visitare un cantiere per l’esecuzione di un pronto intervento su un ruscello ripido e franoso dove le recenti alluvioni avevano provocato importanti cedimenti. “Qui – spiega Conte – ho potuto osservare il ripristino di sbarramenti in legno, l’impianto con tecniche di bioingegneria di piante consolidatrici dei versanti e con l’asporto delle piante troppo pesanti per la tenuta delle pendici”. In un altro cantiere l’assessore Conte ha osservato le opere di manutenzione straordinaria di un piccolo e ripido cunettone di attraversamento di una frazione e della strada di grande comunicazione, costruito nel post ‘66 per evitare sovralluvionamenti nelle case sottostanti. “Nel complesso - osserva l’assessore all’Ambiente - si tratta di interventi di piccola dimensione economica ma di alto significato in termini di protezione idrogeologica e ambientale. Sono opere che prese una per una non hanno importi economici importanti, ma tutte assieme costituiscono un pilastro per la sicurezza del nostro territorio. Nel bilancio regionale per i 2011 sono stati stanziati 16 milioni di euro per questo tipo di lavori. Spero che potremo presto aumentare questa cifra”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Massimo impegno per reperire con l’assestamento del bilancio regionale tutti i fondi che servono per garantire i livelli occupazionali degli operai forestali, anche stagionali, che lavorano per i Servizi Forestali Regionali, il Parco regionale dei Colli Euganei, Veneto Agricoltura e i consorzi bonifica.Lo hanno ribadito ieri gli assessori regionali all’ambiente Maurizio Conte e ai Parchi Franco Manzato, che sulla questione del futuro di questi lavoratori hanno incontrato a palazzo Nalbi i rappresentanti sindacali regionali di FAI CISL, FLAI CGIL e UVILA UIL. La questione si rifà alle risorse disponibili per coprire il costo dei contratti di lavoro, che devono garantire agli stagionali un numero minimo di giorni lavorativi l’anno per produrre effetti durevoli sul reddito familiare, rispetto ad attività specialistiche che richiedono esperienza e preparazione che si forma nel tempo e va mantenuta e valorizzata. “Il lavoro degli operai forestali è essenziale per la manutenzione dell’ambiente anche e soprattutto sotto il profilo strutturale – ha ricordato Manzato – e dunque per prevenire pericoli per le comunità e degrado in aree anche di grande pregio ambientale e naturalistico, dove la mancanza di interventi attivi peggiorerebbe in maniera esponenziale i dissesti che si dovessero verificare”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Nell’ambito delle azioni conseguenti al rilevamento di alcune specie ittiche del lago di Garda, risultate contaminate da diossine, furani e policlorobifenili (PCB), tra cui dioxin-like, la Regione ha ritenuto opportuno valutare se ci siano state alterazioni dello stato ambientale del lago e ha realizzato una prima campagna di rilevamento ambientale delle matrici acqua e sedimento che sarà utile anche per indagare sulle possibili cause del fenomeno. Le analisi preliminari e funzionali anche all’elaborazione di un piano più dettagliato di controlli, qualora si rendesse necessario, sono state affidate ad ARPA Veneto e hanno interessato la sponda veneta del lago e in particolare i comuni di Bardolino, Brenzone, Torri del Benaco e Garda per l’acqua, e anche Peschiera e Lazise per i sedimenti. I prelievi di acqua sono stati effettuati in tre stazioni, di cui una in corrispondenza dell’acquedotto in località Cavalla a Garda. I prelievi di sedimenti hanno interessato uno strato di circa 20 cm, con quattro-cinque ripetizioni per sito, e sono stati effettuati in 10 stazioni lungo tutta la costa veneta del lago. L’ARPAV ha già fornito i primi risultati: in tutti i campioni di acqua fino ad ora analizzati non si è riscontrata presenza di diossine e furani al di sopra del limite di quantificazione.Per i PCB, in assenza di una normativa sanitaria nazionale di riferimento, si può osservare che le concentrazioni finora misurate in acqua, variabili tra 0,431 e 0,520 nanogrammi/litro, risultano molto al di sotto dei limiti previsti, per esempio, dalla normativa statunitense. Per quanto attiene ai sedimenti le concentrazioni di Diossine e Furani, variabili tra 0,12 e 6,31 nanogrammi/chilogrammo (espresse come I-TE, indice di tossicità equivalente) risultano paragonabili a quelle riscontrate in ambienti lacustri non soggetti a pressioni antropiche connesse con scarichi di attività industriali. Le concentrazioni di PCB risultano variabili tra 1,9 e 20,2 nanogrammi/chilogrammo; per confronto, in mancanza di riferimenti nazionali, si precisa che i valori risultano inferiori al limite più cautelativo della normativa canadese. “Vorrei mettere in evidenza – afferma l'assessore all'ambiente Maurizio Conte – la prontezza con cui Regione e ARPAV hanno programmato le campagne ambientali di rilevamento ed effettuato le relative analisi. Considerato che sul Lago di Garda si affacciano anche la Regione Lombardia e la Provincia autonoma di Trento abbiamo ritenuto opportuno costituire con queste un tavolo tecnico ambientale dove nei prossimi giorni presenteremo i risultati delle analisi fin qui disponibili per valutarli congiuntamente e individuare le eventuali ulteriori azioni da avviare per la protezione dell’ambiente e del lago".

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Tolstoj diceva che la calma è la vigliaccheria dell'anima. Mi pare che la questione sicurezza, immigrati, decoro urbano sia affrontata da Zanonato con una serenità preoccupante a tal punto che di piani d’accoglienza, soluzioni ne tantomeno quantificazioni sul fenomeno degli immigrati del nord Africa non ne siano ancora state prodotte. Il primo cittadino di Padova, ieri ha pensato bene di evitare un incontro col Ministro Maroni per essere presente al tavolo sul "bottellon", una serata di ubriacatura “spagnola” organizzata in Prato della Valle. Insomma, l’elefante rosso nella cristalleria sta combinando sempre più guai. Non è possibile pensare che il Ministero dell’Interno convochi a se i Sindaci per affrontare con diretta responsabilità un’emergenza come quella degli extracomunitari passati per le coste libiche (che sta cambiando il volto sociale della Città del Santo) e che il Sindaco, dopo aver sbeffeggiato e schernito più volte le decisioni del Governo, non partecipi ad un tavolo così fondamentale.Forse l’alcolizzata di gruppo costa meno gestirla e rende di più in mediaticità e per questo la priorità di Zanonato è passata dalla volata per Pisapia a Milano a questo insano momento diseducativo. Ma delle centinaia di extracomunitari, probabilmente clandestini, che bivaccano notte e giorno ormai in ogni angolo della Città, non c’è menzione, Zanonato si sottrae a qualsiasi tipo di obbligo morale e amministrativo per questa vicenda, arriva addirittura a calarsi nei panni del medico di famiglia dichiarando che la scabbia portata da un tunisino non è contagiosa e che si cura con una pomata e con del sano antileghismo. Bene ha fatto invece il Presidente Zaia a valutare tutti gli aspetti della vicenda ascoltando i Sindaci, interpreti delegati alle esigenze dei cittadini, nessuna demagogia e voglia invece di risolvere la questione con la massima condivisione delle soluzioni. Sono in completo accordo con il Segretario Nazionale Lega Nord Gianpaolo Gobbo, il quale chiarendo che si devono valutare le richieste di asilo legittime, suggerisce di radunare in pochi ma grandi strutture gli interessati, ottimizzando così costi, beni, personale e così via e non facendo così creare situazione ghettizzanti o carenti in fatto di controllo. Padova con la disinformazione, la mancanza di un know how amministrativo e la voglia cronica di Zanonato e Co. di integrazione integralista, non sta risolvendo nulla anzi venerdì scorso ha bellamente dichiarato “abbiamo già fatto la nostra parte” ma penso però che si riferisse al declino della Città.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Rientra l’allarme diossina nel Lago di Garda. “Abbiamo subito dato l’incarico ad Arpav di controllare e monitorare la situazione e, vedendo i risultati, mi sento di rassicurare tutti: dai dati a nostra disposizione – spiega l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte – non ci sono indicazione di fonti di inquinamento specifiche e i dati rilevati sono confrontabili con i valori normalmente presenti nel suolo, derivanti, lo ricordo, dalla presenza di queste sostanze. Posso assicurare comunque che continueremo a valutare e monitorare la situazione per garantire la sicurezza, ma dal punto di vista ambientale ribadisco che non sono state riscontrate situazioni di rischio”. Notizie confortanti quindi anche per quanto riguarda il turismo del Lago di Garda, sul quale interviene l’assessore Marino Finozzi: “stiamo puntando moltissimo allo sviluppo e alla valorizzazione del Lago di Garda come tematismo turistico, addirittura con un progetto di eccellenza interregionale finanziato dal Ministero al Turismo, e allarmi come questi sono un motivo in più per monitorare accuratamente la situazione della balneabilità delle coste. Ed è proprio di ieri la conferma da parte dell’Arpav che tutti i comuni presi in esame che si affacciano sul lago, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera sono stati promossi a pieni voti con la bandiera blu, e oggi gli esiti dei controlli effettuati, che confermano che non sussiste nessun pericolo diossina, ci confortano una volta di più. Rinnovo quindi l’invito a tutti i turisti che amano il lago a venire a trascorrere le vacanze sul Lago di Garda”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Apprendo con piacere, condividendo pienamente la scelta attuata, che ieri è stata raggiunta un’intesa fra il Ministero dell’Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali (Confindustria e Rete Imprese), per rimodulare l’entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi. Pur condividendo la valenza del Sistri quale strumento di tracciabilità e legalità nel campo di gestione dei rifiuti, tale scelta rappresenta la soluzione positiva alle problematiche insite nell’utilizzo iniziale dei nuovi sistemi elettronici di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), evidenziate anche nel corso della prova generale di avvio definita “ click day”, e che più volte ho avuto modo di cogliere e condividere in occasione di incontri con le Associazioni dei soggetti coinvolti. L’entrata in vigore “frazionata” del SISTRI consentirà così un progressivo collaudo della procedura, evitando di creare disfunzioni alle aziende e favorendo una progressiva confidenza delle stesse con le nuove procedure elettroniche. Confermo da parte mia l’impegno dell’Amministrazione Regionale a sostenere ogni tipo di iniziativa che nell’interesse della salute delle persone e dell’ambiente possa potare ad una corretta gestione dei rifiuti, ossia ad uno degli obiettivi primari del SISTRI . Non dobbiamo dimenticare inoltre che l’entrata in vigore del sistema non deve aumentare la burocrazia a discapito delle nostre imprese che già vivono un momento di forte crisi economica.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Sulla prima e sulla seconda scheda referendaria io voterò SI’. Sul primo quesito sulle modalità di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici di rilevanza economica e sul secondo, quello che vuole la cancellazione delle norme inserite dall’allora compagine dell’ex Premier Prodi sulla quantificazione tariffaria del servizio idrico integrato basata sull’adeguata remunerazione del capitale investito, non ho dubbi, scriverò SI’. La filosofia con cui si erano impostati i decreti legge sulla gestione idrica ha un obiettivo molto chiaro e cioè quello di mettere in competizione una pluralità di candidati gestori, ma, in Veneto, la risorsa acqua è concepita come un elemento prezioso, proprio per questo, da almeno 10 anni si sta cercando di affrontare la questione del rapporto tra disponibilità idrica e fabbisogno. Fin dal 1989 (legge 183) si sono sviluppate direttive e norme, comunitarie, statali m anche regionali, che hanno dato luogo ad azioni concrete da parte delle regione, tese a tutelare la risorsa idrica disponibile e razionalizzare gli usi della stessa. Infine, con l’adozione e approvazione del Piano di tutela delle acque (PTA) la Regione Veneto ha fissato un chiaro ed efficace quadro normativo che consente di pianificare l’ottimale gestione delle acque. Son convinto che l’acqua sia un bene vitale e come tale non può essere soggetto a logiche di mercato o di speculazione, ma dev’essere garantito a tutti con la stessa quantità, qualità e fruibilità; pertanto, la partecipazione del privato non può prescindere dalla garanzia del controllo pubblico. Se parliamo di investimenti per interventi che con risorse pubbliche non riusciamo a realizzare, di investimenti che garantiscono una rete acquedottistica adeguata e che non disperda la preziosa risorsa, penso che un dialogo possa esserci con i privati, sotto questo punto di vista si può anche studiare l’inserimento di un’ottica imprenditoriale, la finalità rimane però quella dell’utilità pubblica del servizio. Il popolo Veneto ha dimostrato una fortissima sensibilità per la gestione dell’acqua ha mostrato una fortissima sensibilità per la gestione dell’acqua. La regione vuole avere un reale potere decisionale, di fronte al rischio che società straniere possano farla da padrone nelle nostre gare per la gestione abbiamo la necessità di rendere competitivi i gestori del sistema idrico. Per quanto riguarda poi la tariffa, in prospettiva l’obiettivo è di arrivare ad una tariffa unica regionale per l’acqua, nella quale possa essere inserita anche una quota per il costo del deflusso per le acque meteoriche dai centri urbani, per dotare gli enti locali delle risorse per gli interventi necessari. Insomma, non servirebbero referendum, gli amministratori della nostra Regione e del Governo centrale hanno già ricevuto il mandato dai propri elettori per poter decidere anche in merito alla questione acqua, dove, ribadisco il controllo dovrà rimanere pubblico; la politica ha il dovere di fare questa scelta che in questo caso dovrà essere anche di risparmio.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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“La notizia del deferimento dell’Italia alla Corte Ue di Giustizia del Lussemburgo per il mancato rispetto delle regole sui valori limite da osservare per le particelle PM10 rende sempre più urgente l’adozione di un Piano nazionale per la qualità dell’aria”. Così l’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte commenta la notizia comunicata dalla Corte europea di Giustizia. Il giudizio europeo riguarda gli anni 2005, 2006 e 2007 per i quali la Commissione ha individuato l'esistenza di superamenti dei valori limite di particelle Pm10 di lungo periodo in numerose aree del territorio italiano. Ma la situazione non è migliorata negli ultimi anni, e tra le zone in cui i superamenti sono più frequenti c’è proprio la pianura padana. “Nonostante il forte impegno delle Regioni del bacino Padovano - spiega l’assessore Conte - nel migliorare la qualità dell’aria, il raggiungimento degli obiettivi fissati all’Unione europea è fortemente ostacolato dalla presenza di condizioni meteo-climatiche e di conformazione geografica avverse alla dispersione di inquinanti. La normativa europea entrata in vigore nel 2008 indica che se in uno Stato non e' possibile conformarsi per le caratteristiche del sito, le condizioni climatiche o per l'apporto di inquinanti transfrontalieri, deve notificare alla Commissione i casi e gli adeguati piani per le aree che hanno registrato superamenti. E’ importante che il nostro Paese trovi il modo di far adeguatamente considerare in sede europea il particolare problema del Bacino Padano, altrimenti rischia di dover pagare onerose e inutili multe”. “In un’area - ricorda Conte- come quella del Bacino padano che rappresenta una delle più sviluppate d’Europa, in termini economici e industriali, il problema del Pm10 rischia di incidere sulla competitività delle Regioni e del Paese stesso se non verranno riconosciute le motivazioni per le quali da tempo chiediamo un deciso intervento dello Stato. Il conseguimento degli obiettivi di qualità dell’aria richiede investimenti specifici che non possono essere sostenuti dal solo ambito regionale o nazionale. Il primo passo per procedere in questa direzione è che il nostro Paese di doti finalmente di un Piano nazionale per la qualità dell’aria”. Qualche mese fa Conte aveva firmato assieme agli altri assessori all’Ambiente del bacino padano una lettera al ministro Prestigiacomo chiedendo al governo di intervenire presso la Commissione europea perché si facesse carico di sviluppare politiche che assieme alla riduzioni dei gas serra tenessero conto anche dell’impatto sulla qualità dell’aria nelle città di alcune delle tecnologie “a minori emissioni”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Se un cittadino fosse interessato all’assegnazione di un alloggio popolare deve sapere che a Padova bisogna aspettare che i no global, occupanti abusivamente gli appartamenti a loro assegnati dal Sindaco e dall’ex Assessore alle Politiche abitative Daniela Ruffini, abbiano la correttezza di consegnare il maltolto al legittimo proprietario e cioè l’ATER. Più di due anni fa, l’amministrazione comunale, a noti esponenti dei Centri sociali, concesse in emergenza abitativa gli alloggi da loro occupati in modo abusivo, di fatto si è dimostrata una vera e propri sanatoria . Uno scempio amministrativo ha legittimato per due anni la presenza dei Pedrini che, contro la legge, si erano appropriati di appartamenti che sarebbero stati sennò assegnati a chi ne aveva fatto regolare richiesta ed erano da magari in graduatoria. Ovviamente i modesti affitti che dovevano essere corrisposti, da oltre 10 anni non pervengono nelle casse dell’ATER. Zanonato quindi non si limita ad agevolare i disobbedienti concedendo loro lo stabile di via Ticino e il suolo pubblico per lo svolgimento del Festival di Radio Sherwood, con questa perseveranza nella tolleranza e nel garantire la libertà d’azione ai Centri Sociali, dimostra un’effettiva volontà di tutela non solo per le attività che svolgono senza ostacoli e controlli come Associazione, ma anche per i singoli attivisti.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Un’unica autorità regionale per la gestione dell’acqua. E’ la proposta avanzata dall’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte intervenuto stamani al convegno “Sicurezza idraulica e agricoltura” organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori del Veneto al palazzetto dello Sport di Casalseugo, paese in provincia di Padova duramente colpito dall’alluvione dello scorso novembre. “Esiste l’acqua - ha spiegato l’assessore Conte - che va valutata nel suo complesso, criticità e opportunità. Dobbiamo ricordare, tanto per fare un esempio, che il Veneto ha il maggior bacino europeo di acqua di falda, sia per qualità, sia per quantità. E’ un patrimonio di cui dobbiamo tenere conto. Nello stesso tempo è chiaro che per risolvere i problemi di sicurezza idraulica del territorio è necessario un riordino generale in collaborazione con i Consorzi di bonifica. Non posso pensare di vedere nel territorio situazioni di conflittualità tra associazioni di categoria o tra territori diversi che facciano perdere di vista il principale obiettivo che è quello della gestione delle acque”. “Molto spesso - ha aggiunto Maurizio Conte - la politica tende a rinviare le decisioni. Questo invece è il momento di scegliere, di trovare le risorse per fare quel che è necessario da anni. Se spendiamo bene, per le opere che servono, senza sprechi, possiamo trovarle”. Nel corso del convegno il professor Luigi D’Alpaos, del dipartimento IMAGE dell’Università di Padova ha illustrato i provvedimenti necessari per dare al territorio regionale quella sicurezza idraulica che metta la provincia di Padova al riparo dall’incubo alluvione.

Il piano si articola in 5 punti:

  • Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 10 milioni di metri cubi a monte di Vicenza.
  • Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 20 milioni di metri cubi nel bacino dell’Astico Tesina.
  • Realizzazione di uno scolmatore di piena capace di distogliere l’acqua dal Bacchiglione a Voltabarozzo fino a 200 metri cubi al secondo per avviarli verso il Brenta e quindi il laguna (attraverso il completamento dell’idrovia Padova-Venezia)
  • Riposizionamento in quota degli argini del San Gregorio - Piovego Riposizionamento in quota degli argini del Roncajette.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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