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Comunicati Stampa 2011

Comunicati Stampa 2011 (167)

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Sindacati e Caritas spalancano le porte del cuore e chiedono che vengano regolarizzate le posizioni dei profughi libici ancor in Città. Tutto ciò ovviamente a spese dei contribuenti. Dimostrare generosità e dare ospitalità a questi africani non può dimostrarsi un moto perpetuo, se la commissioni delle Prefetture hanno già sentenziato che il diritto all’asilo politico per la maggior parte di coloro che l’hanno richiesto non può essere rilasciato, sindacati e associazioni dell’accoglienza “radical” debbono farsene una ragione. La guerra in Libia è arrivata al termine, il regime ad oggi non esiste, rimane l’assestamento tribale, che non sarà una passeggiata, ma il presupposto di guerra civile contro la tirannia è scongiurato. Chi se n’è andato allora può tornare, anche a carico del Governo del nostro paese. L’operato silenzioso del Ministro Maroni sta facendo emergere numeri importanti in fatto di rimpatri, ad oggi sono circa 16.000 ed entro gennaio la quota dovrebbe salire a 30.000, su un totale di 56.000 sbarcati. Le quote d’ingresso annuali degli stranieri con questa emergenza internazionale sono state coperte e sforate, le persone in eccesso non possono essere assorbite dalla necessità di lavoro. Cosa significa tutto ciò? Significa che la proposta di regolarizzazione partita da patronati sindacali e Caritas è l’ennesima leva buonista a carico dei contribuenti, vorrei che i sindacati prendessero a proprio carico e spese queste situazioni di disagio umano, e che queste levate di scudi almeno una volta fossero a favore dei nostri pensionati o disoccupati, pensando che il diritto, anche quello internazionale (come ovviamente quello nazionale) , ha delle regole da rispettare.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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I lavori di ripristino delle rotte e di rinforzo degli argini in condizioni critiche, avviati in Veneto dal Commissario dopo la disastrosa alluvione di Ognissanti 2010, hanno migliorato le condizioni delle opere idrauliche di difesa, alcune delle quali erano state letteralmente devastate o indebolite dall’acqua. Stanno inoltre prendendo il via progetti e azioni per arrivare alla realizzazione delle prime tra casse di espansione capaci di raccogliere a monte gli eventuali eccessi d’acqua: a Caldogno (come sfogo del Timonchio e dove la progettazione è più avanzata), a Trissino (per la sicurezza del bacino Agno Guà)e Arzignano a Riese Pio X e a Fonte (per ridurre la furia del Muson dei Sassi”). E’ quanto ribadito oggi nel corso del punto stampa convocato ad un anno dal disastro dal Commissario per il superamento dell’emergenza alluvione Perla Stancari con l’assessore alla difesa del suolo del Veneto Maurizio Conte, presente anche il prof. Luigi d’Alpaos. Nell’occasione Conte ha sottolineato che la Giunta si è assunta l’impegno, che è ad un tempo culturale e finanziario, di trovare ogni anno nel proprio bilancio una quarantina di milioni da destinare alle opere di mitigazione e una ventina per la manutenzione di quelle idrauliche. Il ruolo del commissario è una sorta di parentesi – ha detto dal canto suo Perla Stancari – per uscire dalla criticità e avviare un programma proiettato al futuro, con il grande progetto di messa in sicurezza del territorio al quale hanno lavorato gli ingegneri D’Alpaos e Casarin. Per gli interventi di messa in sicurezza delle opere idrauliche, sono stati resi disponibili 105 milioni complessivi, mentre il numero dei cantieri previsti è salito a 277. Di questi – ha chiarito il Commissario – 202 sono già stati completati e chiusi, 40 sono in corso e 35 restano da attivare secondo le procedure di legge. A questi si aggiungono gli interventi in capo agli enti locali Comuni e Province, per i quali si sta provvedendo alla validazione verificando anche la possibilità di realizzazione per stralci funzionali, in modo che non restino incompiute. L’Ass. Conte, dal canto suo, si è soffermato sul programma di mitigazione, adottato dalla Giunta, la cui completa realizzazione comporta risorse per 2,7 miliardi, che al momento non ci sono. Ma si può già fare conto sui 60 milioni del Decreto Milleproroghe (30 per il 2011 e 30 per l’anno prossimo), sui 45 milioni derivanti dall’accordo con il Ministero per la difesa del suolo, sui 60 milioni di fondi FAS, mentre nei prossimi bilanci verranno appunto destinate specifiche partite. “E’ un percorso non facile, una sfida mai affrontata in passato: l’ultimo bacino di laminazione cui si sia messo mano è quello di Montebello, che risale al periodo prebellico. Siamo impegnati a dare risposte concrete a criticità che non possiamo risolvere in poco tempo – ha concluso Conte – ma che dobbiamo affrontare. Io penso che le prime realizzazioni, Caldogno e Trissino, le avremo tra 2 – 3 anni”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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La Regione ha accolto la richiesta del comune di San Martino di Lupari (Padova), di un contributo per la realizzazione di una pista ciclo-pedonale di collegamento tra la frazione Lovari e la frazione di Abbazia Pisani nel Comune di Villa del Conte, per un’estensione complessiva di circa due chilometri. Lo ha reso noto l’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, comunicando che su proposta dell’assessore alla mobilità Renato Chisso la giunta veneta ha deciso di assegnare l’importo di 700 mila euro per questo intervento su una spesa complessiva di 1,5 milioni di euro. La quota residua della spesa sarà a carico del comune di San Martino di Lupari . “Ringrazio l’assessore Chisso per la sensibilità dimostrata nei confronti di questo intervento che ha una valenza intercomunale - aggiunge Conte – e servirà a migliorare la viabilità e a diminuire la pericolosità per l’utenza del tratto stradale interessato dal progetto che prevede il collegamento ciclo-pedonale tra le due frazioni sulla Strada Provinciale n. 39 ‘Dell'Orcone’”. Da parte sua il sindaco di S. Martino di Lupari Gerri Boratto ha dichiarato che questo tipo di opere trovano attivazione grazie alla sinergia di Enti e privati, questo perché i restanti 250 mila euro sono stati spesi dalla Provincia di Padova ed i restanti 550 mila provengono dai proventi della perequazione. E’ proprio dai strumenti urbanistici - conclude il Sindaco Boratto - che provengono le potenzialità necessarie per portare a compimento molte opere pubbliche, il patto di stabilità vincola in questo senso, se le opposizioni comunali con il loro pretestuoso moralismo fossero al timone della Città credo che bloccherebbero qualsiasi tipo di iniziativa, edificatoria e non. Per l’assegnazione del contributo e definire i reciproci impegni, tra Regione e comune sarà sottoscritto anche un apposito Protocollo d’intesa.

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La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore alla legge speciale per Venezia Renato Chisso, di concerto con il collega all’ambiente Maurizio Conte, ha approvato il programma di razionalizzazione e riqualificazione della rete di Bonifica del bacino del Cavallino e delle Isole di Treporti, finalizzato al disinquinamento della laguna e alla mitigazione del rischio idraulico nella zona interessata. “Il programma in questione – ha spiegato Chisso – è stato messo a punto dal Consorzio di Bonifica Veneto Orientale e prevede la realizzazione di quattro progetti. Si tratta del “Collegamento irriguo di soccorso per la circolazione di acqua dolce proveniente dal bacino Ca’ Gamba nella rete idraulica del bacino Cavallino” (importo 2.978.171 euro); dell’“Adeguamento della rete di bonifica principale del bacino Cavallino per la circolazione di acqua dolce proveniente dal bacino Ca’ Gamba” (dell’importo di 2 milioni di euro; dell’“Estensione della circolazione di acqua dolce proveniente dal bacino Ca’ Gamba alla rete di bonifica secondaria del bacino Cavallino” (1,2 milioni di euro); del “Collegamento idraulico del Bacino Cavallino al Bacino Ca’ Gamba” (importo 2.562.657,58 euro). Tutti gli interventi previsti sono strettamente interdipendenti tra loro, con l’obiettivo principale di ridurre in maniera significativa lo sversamento di acque inquinate in laguna e, nello stesso tempo, di contribuire a migliorare le condizioni di sicurezza idraulica di un territorio in delicato equilibrio tra terra e acqua. I lavori sono finanziati con i fondi della Legge Speciale per Venezia”. Il bacino di Cavallino – Isole Treporti è un territorio classificato “di bonifica” che si estende per circa 2.500 ettari. I primi interventi di bonifica del bacino litorale del Cavallino risalgono agli anni venti del secolo scorso, con una rete di canali disposti a pettine, tra loro privi di connessione, il cui scarico in Laguna avveniva mediante aperture presidiate da chiaviche. Le profonde trasformazioni urbanistiche e territoriali avvenute a partire dagli anni ’60 hanno determinato una progressiva valorizzazione turistica e immobiliare dell’area, che ha richiesto un indispensabile miglioramento delle condizioni di scolo idraulico. Nei decenni successivi alla bonificazione, il territorio ha sofferto gli effetti negativi congiunti della subsidenza e dell’eustatismo, che hanno peraltro investito tutto l’Alto Adriatico e la città di Venezia, determinando un ulteriore aggravamento della situazione idraulica di un’area la cui difesa viene realizzata anche con manufatti consortili che recapitano le acque in Laguna.

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Di recente è stato pubblicato lo studio “Metalli e metalloidi nei suoli del Veneto” che è il risultato delle indagini condotte per conto della Regione dall’Osservatorio Suoli dell'ARPAV in più di dieci anni. Per redigerlo sono stati utilizzati i campioni raccolti dai rilevamenti eseguiti per caratterizzare i suoli e approfondire la conoscenza della concentrazione di metalli presenti alle diverse profondità. Lo studio raccoglie informazioni su 30 mila punti rilevati con i risultati di quasi 10 mila analisi di campioni di suolo prelevati nel corso dei rilevamenti. “Conoscere il territorio - sottolinea Maurizio Conte, assessore regionale all’ambiente alla difesa del suolo - è un obiettivo prioritario per meglio pianificarne lo sviluppo e indirizzare le scelte delle amministrazioni pubbliche e degli operatori privati. E ciò vale in modo particolare per il suolo in quanto risorsa non rinnovabile e in un’area, come il Veneto, che ha conosciuto negli ultimi decenni un’intensa espansione urbana e industriale facendo emergere la necessaria esigenza di conciliare sviluppo economico e sostenibilità ambientale”. “Alle Regioni – aggiunge Conte - è stato affidato il compito di individuare, con l’aiuto degli altri enti locali, le situazioni che possono comportare dei rischi per la sostenibilità ambientale e ancor più per la salute dei cittadini, ma per riconoscere ciò che è diverso, alterato, bisogna prima conoscere, anche con strumenti scientifici, ciò che è normale o accettabile”. Numerosi sono gli studi realizzati per la Regione da ARPAV sulle caratteristiche dei terreni del Veneto Fra quelli che riguardano realtà territoriali specifiche del Veneto ci sono le pubblicazioni “Metalli e metalloidi nei suoli della provincia di Treviso” e “‘La Carta della fertilità dei suoli del Comune di Zero Branco”. Ma l’attività cartografica e di studio dei suoli di ARPAV è iniziata nel 1999 con l’istituzione dell’Agenzia, che nel corso degli anni ha realizzato la Carta dei suoli del Veneto in scala 1:250.000 (2005), le Carte dei suoli in scala 1:50.000 del Bacino Scolante in laguna di Venezia (2004), della Valbelluna (2001) e delle province di Treviso (2008) e Venezia (2008), mentre è in programma il completamento delle cartografie analoghe per i territori di pianura nelle province di Padova, Rovigo, Verona.

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La “cosa bianca” un nome minaccioso, per definire il tentativo ecclesiastico di riappropriarsi della scienza politica italiana. E’ della scorsa settimana il lancio da Parte della Cei di questa nuova impresa che vorrebbe i cattolici al centro della politica nazionale: già in larga predominanza tutte le nostre istituzioni vedono all’interno cattolici praticanti, il laicismo è un elemento distintivo dalla Costituzione della Repubblica, di cosa parliamo allora? I partiti che fino ad ora si sono fatti alfieri della croce, mai hanno esternato un po’ di coraggio nel difendere valori e simboli cattolici, cosa per cui invece la Lega Nord si è messa in gioco, esponendo i propri rappresentanti a minacce di altri gruppi religiosi o politici e dovendoli perfino dotare di scorta.

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La concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati è un’idea tipica della sinistra. Zanonato, insiste nel voler raggiungere questo obiettivo e la scorsa settimana l’ha ribadito senza turbamento alcuno riportando potenzialità e numeri degli stranieri nella Città del Santo. Allora tutto questo impegno per l’accoglienza capiamo bene a cosa sia finalizzato. La sventolata di diritti in favore degli stranieri che ha promosso in occasione della raccolta firme sostenuta dalle sigle sindacali e associazionistiche “buoniste” lo scorso fine settimana ha una finalità ideologica e partitica nemmeno troppo celata. 5 anni di residenza perché gli stranieri possano votare, questa è la proposta tornata alla carica con l’alfiere Zanonato. Diritti e ancora diritti. Ma di doveri mai si parla! I cittadini sono stanchi di questo opportunismo e parzialismo, la Lega Nord ovviamente, rimane fermamente contraria a questa proposta anche e solo per la coerenza rispetto agli impegni presi con chi ci ha votato. Il diritto di voto è una cosa seria, sacra, che spetta solo ai cittadini che ne hanno maturato la “sacralità” di diritto. 5 anni sono troppo pochi, specie per chi magari i primi 3 li passa in condizione borderline senza conoscere ed essere consapevole di cosa comporti la nostra Cultura, storia, tradizione ma specialmente le nostre Leggi. Il voto dove necessario arriverà con la cittadinanza, dopo la concreta dimostrazione in più di 10 anni di aver assolto tutti i doveri del nostro sistema, qui gli immigrati possono avere tutti i diritti che vogliono, ma quello di voto dopo un periodo così breve, con la Lega Nord al Governo, mai si vedrà. Strumenti come la consulta degli stranieri si dimostreranno le solite vuote calate di ideologia a cui solo politici dal profilo opportunistico come il Presidente della Camera Fini possono agganciarsi.

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Il monitoraggio del gradimento politico dei sindaci del nostro paese conferma una tendenza ormai consolidata: in Veneto la Lega Nord con i suoi amministratori esegue un buon lavoro e la stima riscontrata da Flavio Tosi Sindaco di Verona è la prova che l’ascolto trasversale e la vicinanza ai cittadini premia. Le soluzioni ideologiche, vedasi il caso di Zanonato a Padova, creano condizioni di invivibilità e di gestione impossibile della cosa pubblica. Non è una sorpresa dunque che anche questa classifica abbia accreditato Tosi nel podio assieme a Sindaci di grandi Città come Torino o Firenze. Invito Zanonato a chiedere lumi al Sindaco veronese su quale sia la strada da percorrere per essere ben voluto dalla gente, sarebbe però uno scambio retorico d’opinioni, perché l’equità amministrativa ed il buon senso non entreranno mai tra le corde del primo cittadino padovano, a rom ed extracomunitari proprio non vuole rinunciare.

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La piazza è, per antonomasia, luogo di incontro, confronto e di protesta, è un ruolo che ricopre dai tempi passati. Le proteste di Roma a cui abbiamo assistito, non avevano alcuna caratteristica citata per una larga parte del corteo. Dalla documentazione video che ha invaso la rete abbiamo potuto riscontrare che anche la parte più moderata dei contestatori non era poi così pacifica e che pertanto la rete antagonista di sinistra, ha agito da manuale, un pericolosissimo, finora tollerato, modus operandi. E’ scontato che la condanna di fronte alla cieca violenza dissennata, divenga unanime da parte di tutta la politica. L’onorevole De Poli e il Sindaco di Padova Zanonato in un’occasione così tragica sono riusciti ad incolpare la Lega Nord di non aver fornito sufficienti mezzi alle forze dell’ordine. Delirio del tramonto della politica cattosinistrica. Mi auguro che la punizione per i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco Roma sia basata sul criterio di “un peso ed una misura” che venga cioè commisurata alla gravità che spesso viene attribuita alle sole esternazioni degli esponenti del Carroccio. La democrazia deve potersi adoperare nelle condizioni di totale sicurezza e ragionevole confronto. I violenti però non vengono sempre accompagnati velocemente alla Procura come capita ai leghisti, pertanto spero che la celerità e l’esemplarità della condanna che subiranno i criminali della piazza romana sia un esempio di buona giustizia.

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Le ipotesi di reato sono agghiaccianti per un amministratore: falso in atto pubblico per i bilanci comunali 2008-2010 e abuso d'ufficio in relazione agli incarichi affidati, l’ex Sindaco di Reggio Calabria, attuale Governatore Calabrese, Giuseppe Scopelliti, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per irregolarità nella gestione dei conti del Comune di Reggio Calabria, per un buco di quasi 170 milioni. Una somma enorme. Un’accusa di cui dovrà rispondere di fronte ai giudici. Ma il ruolo del giudicante, fino all’ultimo grado di sentenza, non spetta di certo ai cittadini , per questo ci sono gli opportuni organismi. Aspettiamo dunque di conoscere la verità. Quello che lascia in apprensione è l’immaginare che questo spropositato disavanzo dovrà essere ripianato. E chi pagherà? Lo Stato Centrale, di default, in simili occasioni, ha sempre impegnato il limone del nord già spremuto a sufficienza. Le risorse ed i trasferimenti qui a nord arrivano col contagocce, l’attenzione al patto di stabilità è divenuta ormai un ossessione, e c’è ancora chi si permette il lusso di amministrare i beni della comunità con simile leggerezza. Quindi, chiunque abbia errato, politico o funzionario comunale, dovrà rispondere degli errori commessi perché le conseguenze si riversano sulla pelle dei cittadini. La regione del Veneto sta compiendo salti mortali per l’ottimizzazione della spesa calibrando e rimodulando la struttura ossea dei bilanci, il nord in questo momento di austerity, non può e non deve più pagare per gli sbagli del resto del paese. Serve etica ed etica in politica si sa’, significa responsabilità.

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