• Facebook: assessore.maurizioconte
  • Picasa: maurizio.conte64
  • Twitter: contemaurizio
  • YouTube: contemaurizio
RSS Feed


Comunicati Stampa 2011

Comunicati Stampa 2011 (167)

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

La Corte Costituzionale torna ancora sul “pacchetto sicurezza” piazzando un’altra mazzata giuridica che sta riducendo al lumicino i provvedimenti voluti dal Ministro Maroni nel 2009. L’ultima sentenza della Corte riguarda i matrimoni in presenza di un immigrato clandestino, per cui è stato sentenziato che i diritti individuali prevalgono sulla Legge italiana quando quest’ultima dice invece che lo straniero che vuole contrarre matrimonio, oltre al certificato che nulla osta la celebrazione del rito, dev’essere in possesso di un documento che certifica la regolare presenza nel nostro paese. Niente di più sensato. Questa era la soluzione individuata da Maroni per ovviare la piaga dei matrimoni “papocchio”, messi in piedi per regolarizzare la posizione degli stranieri per poi dissolversi nel nulla. Ma la Giustizia italiana nel suo paziente percorso ha pensato bene di abolire un provvedimento atteso, giusto e dovuto giustificando la sentenza con i diritti umani, che sono sacrosanti, ma che nel nostro paese sono rispettati oltremisura. La Corte Europea appena qualche mese fa aveva provato ad affossare il reato di clandestinità non riuscendo pienamente nell’intento in quanto è stata “solamente” vanificata la possibilità di sanzionare, censurando quindi la modalità di pena e sanzione. La Corte Costituzionale invece alcuni mesi fa ha bloccato i poteri dei Sindaci decretando incostituzionali le facoltà concesse ai primi cittadini. Pezzo su pezzo il potere giudiziario sta smontando il lavoro di quello legislativo. Un cortocircuito tipico del Belpaese che porta a dei pessimi risultati in fatto di sicurezza per i cittadini; qui i clandestini non possono essere condannati,vengono espulsi con grandissime difficoltà perché la carta pesta dell’ideologia tipica della sinistra inquina la teorica indipendenza degli organismi di legge. C’è bisogno di ragionevolezza e libertà, i giudici , come gli amministratori sono chiamati all’onestà intellettuale e alla garanzia della parità dei diritti: con questa sentenza viene fatta giustizia?

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Il Veneto ha ottenuto altri 90 milioni di euro con l’assegnazione della seconda tranche di finanziamenti per il Piano irriguo nazionale, operata con decreto interministeriale. Questi vanno ad aggiungersi ai 115 milioni già ottenuto con la prima tranche. “E’ significativo – commentano l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche Giuseppe Romano – che con questa ulteriore assegnazione il Veneto sia riuscito a recuperare risorse non utilizzate da altre Regioni. Questo grazie al fatto che abbiamo presentato progetti pronti e cantierabili che hanno ottenuto, ancora una volta, il riconoscimento a livello nazionale”. “Il Veneto quindi per la realizzazione del piano irriguo – sottolineano Conte e Romano - ha ottenuto dallo Stato complessivamente quasi 200 milioni di euro su un finanziamento per tutto il territorio nazionale che tra prima e seconda tranche ammonta a circa un miliardo 200 milioni. Un ottimo risultato, che ha concretizzato il lavoro sinergico portato avanti tra la Regione e l’Unione dei Consorzi di bonifica del Veneto, e di grande importanza anche sul piano della disponibilità di risorse, in un momento così critico per le finanze degli enti pubblici”.“Si tratta inoltre – concludono Conte e Romano – di finanziamenti per la realizzazione di interventi nel settore dell’irrigazione e di investimenti per l’ammodernamento di strutture di supporto alla nostra agricoltura. L’obiettivo è da un lato risparmiare il più possibile un bene prezioso come l’acqua, dall’altro dare la certezza di un’acqua di assoluta qualità alle produzioni agricole tipiche del Veneto”.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

In merito alla sentenza del Consiglio di Stato che autorizza il trasferimento dei rifiuti campani fuori regione, voglio ricordare quanto segue: La normativa vigente, sia Comunitaria che statale, prevede che lo smaltimento dei rifiuti urbani sia attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi ambientali. In particolare ogni singola Regione deve pianificare la gestione dei rifiuti urbani in modo da a) realizzare l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali; b) permettere lo smaltimento dei rifiuti ed il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione in ottemperanza al Principio di Prossimità c) utilizzare i metodi e le tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell'ambiente e della salute pubblica. Ecco perché il Testo Unico Ambientale vieta espressamente la possibilità di smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti. Tale divieto può essere derogato solo sulla base di eventuali accordi regionali, proprio perché ogni singola Regione è in grado di valutare - sulla base dello stato di attuazione della propria pianificazione - la possibilità di consentire l'ingresso di rifiuti prodotti in altre Regioni.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

“Operazione integrazione” è questa la risposta che l’amministrazione padovana offre ai cittadini che stanno soffrendo una condizione permanente di violenza, delinquenza e soprusi. Ricapitoliamo, la comunità tunisina e marocchina stanno facendo vivere Padova nel caos e nell’illegalità e l’Assessore Marco Carrai chiama al rapporto le associazioni della comunità nigeriana per cercare di venire a capo della violenza seminata dai cugini nordafricani. Qualcosa qui non torna. Ma al ridicolo non c’è mai fine e i risultati di questo incontro vengono sventolati sui media il giorno successivo: “la comunità nigeriana ha chiesto al comune di Padova uno spazio aggregativo per socializzare e creare integrazione”. Sul sito web della diocesi padovana però le necessità che sono state poste all’Assessore alla sicurezza dai nigeriani sembrano non essere proprio collimanti. A questo punto mi chiedo se sia corretto gettare fumo negli occhi ai padovani, cercando rimedi alla condizione di Bronx che solo Padova vive, coinvolgendo una comunità che è responsabile in minima parte di quanto sta accadendo nelle zone caldissime della città o se fosse stato più sensato coinvolgere nel dialogo le comunità Tunisine e Marocchine, gruppi a cui appartengono i responsabili degli eventi spaventosi a cui stiamo assistendo ormai da mesi.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Il tema delle realizzazione delle nuove moschee rimane quanto mai di scottante attualità, nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale, queste preoccupazioni hanno preso forma in una mozione presentata dalla Lega Nord. Dopo il caso di Piazzola sul Brenta (PD) trattato con demagogia e sufficienza dalla locale amministrazione del PD, si è deciso di esaminare in maniera formale questo argomento per impegnare il Governo nell’istituzione di referendum consultivi nei comuni dove dovrebbero sorgere strutture di culto islamico proprio perché nessuno possa utilizzare questi insediamenti senza sentire il parere dei cittadini. La discussione in aula ha portato ad una votazione “retorica”, Lega Nord e PdL in pieno accordo, astensione dell’UDC e voto contrario da parte del Partito Democratico e dell’IDV. Da parte dell’opposizione un balletto di vuote giustificazioni che hanno messo ancora una volta il partito di Bersani in una luce comica. La Lega Nord ritiene che la pluralità di culto è un diritto garantito dalla nostra Costituzione, ma che però mai e poi mai deve essere dato spazio ad associazioni che non accettano lo Stato, la libertà, la tolleranza ed abbiano contatti con il terrorismo internazionale; per questo sono indispensabili costanti garanzie sulla trasparenza dei fondi per la costruzione delle moschee o di centri del culto islamico sul nostro territorio nazionale; ed è altrettanto indispensabile effettuare un censimento scientifico di tutti i luoghi della cosiddetta “predicazione invisibile”. Siamo altresì del parere che vada assicurato dialogo con le altre confessioni religiose mentre dovrà esserci lotta dura contro tutto ciò che è fondamentalismo. Le accuse pretestuose del PD di vanificare il lavoro dei Sindaci e relativi poteri lasciano il tempo che trovano, perché con la soluzione referendaria c’è l’intento di premettere la volontà dei cittadini a qualsiasi istituzione; qui non si tratta di creare divisioni tra mondo laico e religioso, qui si tratta della gestione della sicurezza e della tutela del cittadino.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Muri per i nomadi ed accoglienza per le famiglie rom, condanna al Governatore Veneto e al Ministro Maroni sulla questione nordafricana e appello all’accoglienza, ordinanza antiaccattonaggio e invito all’accoglienza. E ancora, sulla questione musulmani il Sindaco Zanonato, in sede di assemblea ANCI dipinge così la città del Santo: “ A Padova ci sono 6 mila cittadini musulmani e non è pensabile che non abbiano un posto dove pregare. Nella mia città ci sono due luoghi di preghiera, ma abbiamo dovuto condurre una battaglia culturale impegnativa”.Sono le due facce dell’alienazione dalla realtà del Sindaco di Padova che solo qualche mese fa dichiarava anche che il suo dovere è quello di “ spiegare ai padovani che l’immigrazione è un grande valore, una ricchezza, un’opportunità” oppure parlando ancora della comunità dei nomadi “stiamo favorendo l’uscita dai campi nomadi attraverso il sostegno ad iniziative di autocostruzione o promuovendo l’adozione di soluzioni abitative più stabili per rom e sinti. C’è bisogno – prosegue - di una strategia nazionale che metta a sistema queste esperienze e stabilisca forme di collaborazione efficaci per migliorare l’accoglienza e l’integrazione locale, affrontando il tema non solo nell’ottica della sicurezza ma soprattutto in chiave inclusiva”. Per arrivare poi lo scorso 13 giugno a lanciare un delirante appello a Sant’Antonio: “Il Santo ci dia il dono dell’accoglienza”. Queste sono solo alcune delle perle di bontà lanciate dal primo cittadino di Padova che ancor’oggi si sente vittima di tutto il sistema politico: Padova si è trasformata, in varie zone, ma con i medesimi protagonisti, in un melting pot fuori controllo dove risse, e reati di ogni tipo continuano a susseguirsi nella piena indifferenza dell’Amministrazione e nella sofferenza professionale delle forze dell’ordine che si trovano ad intervenire in una città che per politiche sulla sicurezza di certo non brilla. Cosa potrebbero pensare gli extracomunitari, anche clandestini, quando sentono parlare un amministratore in questo modo? Sanzioni, presidi sono tutte reclame e i reati raggiungono picchi da record, a volte, almeno un po’ di silenzio sarebbe più adeguato.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Muri per i nomadi ed accoglienza per le famiglie rom, condanna al Governatore Veneto e al Ministro Maroni sulla questione nordafricana e appello all’accoglienza, ordinanza antiaccattonaggio e invito all’accoglienza. E ancora, sulla questione musulmani il Sindaco Zanonato, in sede di assemblea ANCI dipinge così la città del Santo: “ A Padova ci sono 6 mila cittadini musulmani e non è pensabile che non abbiano un posto dove pregare. Nella mia città ci sono due luoghi di preghiera, ma abbiamo dovuto condurre una battaglia culturale impegnativa”.Sono le due facce dell’alienazione dalla realtà del Sindaco di Padova che solo qualche mese fa dichiarava anche che il suo dovere è quello di “ spiegare ai padovani che l’immigrazione è un grande valore, una ricchezza, un’opportunità” oppure parlando ancora della comunità dei nomadi “stiamo favorendo l’uscita dai campi nomadi attraverso il sostegno ad iniziative di autocostruzione o promuovendo l’adozione di soluzioni abitative più stabili per rom e sinti. C’è bisogno – prosegue - di una strategia nazionale che metta a sistema queste esperienze e stabilisca forme di collaborazione efficaci per migliorare l’accoglienza e l’integrazione locale, affrontando il tema non solo nell’ottica della sicurezza ma soprattutto in chiave inclusiva”. Per arrivare poi lo scorso 13 giugno a lanciare un delirante appello a Sant’Antonio: “Il Santo ci dia il dono dell’accoglienza”. Queste sono solo alcune delle perle di bontà lanciate dal primo cittadino di Padova che ancor’oggi si sente vittima di tutto il sistema politico: Padova si è trasformata, in varie zone, ma con i medesimi protagonisti, in un melting pot fuori controllo dove risse, e reati di ogni tipo continuano a susseguirsi nella piena indifferenza dell’Amministrazione e nella sofferenza professionale delle forze dell’ordine che si trovano ad intervenire in una città che per politiche sulla sicurezza di certo non brilla. Cosa potrebbero pensare gli extracomunitari, anche clandestini, quando sentono parlare un amministratore in questo modo? Sanzioni, presidi sono tutte reclame e i reati raggiungono picchi da record, a volte, almeno un po’ di silenzio sarebbe più adeguato.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

La Regione del Veneto ha deciso di rispondere all’invito della Commissione Europea a presentare proposte nell’ambito del Programma “Life + Information and Communication 2011” e in particolare al progetto denominato “Improvement of climate change mitigation policies through the development of Carbon Markets at local scale” (Miglioramento delle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso lo sviluppo di mercati del carbonio a scala locale), sintetizzato con l’acronimo “Cmark2”, allo scopo di attivare azioni di natura informativa e divulgativa sui mercati locali del carbonio. “In questo contesto – spiega l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte – viene offerta l’opportunità di dare concreto avvio e sviluppo ai mercati locali del carbonio secondo le procedure e gli standard elaborati nell’ambito del progetto Carbomark, che la nostra Regione sta concludendo come lead partner insieme al Friuli Venezia Giulia e alle Università di Udine e di Padova”. “Cmark2” si prefigge di diffondere sul territorio le conoscenze e le esperienze già acquisite nella gestione dei mercati locali del carbonio sia a livello divulgativo con particolare riferimento alla diffusione di loghi di immagine, sia a livello tecnico formando esperti nei settori dei cambiamenti climatici, sia a livello scientifico per affrontare le problematiche collegate alla diffusione dei gas serra. La durata del progetto è prevista in 30 mesi con un budget complessivo di 1,4 milioni di euro. L’importo dei lavori a carico della Regione del Veneto ammonta complessivamente a circa 200 mila euro, di cui la metà sarà a carico dell’Unione Europea in caso di positivo riscontro.Lunedì prossimo, 18 luglio, verrà presentato il Progetto LIFE che partecipa al bando dell’anno 2011. Sarà l’apposita Commissione a valutare attentamente i progetti pervenuti e a decidere quali potranno essere finanziati.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Afghanistan, paese lontano e di grandi conflitti,umani e religiosi. Il nostro paese registra all’attivo decine di morti per una guerra (come tutte le guerre) divenuta senza senso nella permanenza, un impegno di truppe che a fronte di non meglio specificati vantaggi, sta portando a casa, nel composto e straziante dolore delle famiglie, molti corpi di giovani soldati. A fronte della revisione dei contingenti francesi e di altre nazioni, anche l’Italia deve pensare ad un veloce piano di rientro, la permanenza in terra afgana ed in altre missioni estere sta divenendo un pesante fardello per genitori, mogli e figli, come nel caso di Roberto Marchini, a cui va la mia più sentita vicinanza.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Con l’approvazione della conferenza di servizi svoltasi oggi presso il Genio Civile di Treviso, il progetto di completamento del canale di scolmo del torrente Brenton di Riese Pio X (Tv) potrà finalmente essere realizzato. Lo annunciano con soddisfazione l’assessore veneto all’ambiente, Maurizio Conte, e il presidente della Terza Commissione del Consiglio regionale, Luca Baggio. “E’ un’opera che nel territorio trevigiano e padovano si attende da anni – proseguono gli amministratori regionali – e che consentirà all’ex cava Bergamin di diventare, in caso di emergenza idraulica, un’importante cassa di espansione a salvaguardia dei terreni agricoli”. La progettazione dell’opera, considerata tra le più urgenti dalle amministrazioni locali, è stata avviata nel 2000 per risolvere l’annoso problema degli allagamenti che, in caso di abbondanti piogge, colpiscono i territori dei comuni di Riese PioX, Castelfranco Veneto, Resana, Camposampiero, Loreggia, Cadoneghe e Vigodarzere. “L’intervento costerà complessivamente 4 milioni di euro – spiegano Conte e Baggio – e prevede la realizzazione di un canale di scolmo dal torrente Brenton e un successivo riversamento nel torrente Muson. Nel corso del prossimo autunno la cava verrà liberata dagli ultimi materiali ancora lì depositati e immediatamente dopo si procederà all’ultimazione dei lavori”. Il progetto si inserisce nell’ampio piano degli interventi di salvaguardia idraulica regionale, in base al quale sono attualmente attivi 240 cantieri, mentre altri 180 sono già stati portati a termine, per un investimento totale di circa 100 milioni di euro. “La risistemazione dell’ex cava Bergamin – concludono Conte e Baggio – è un ottimo esempio di recupero delle cave dismesse e sarà un riferimento per il prossimo piano di settore. Ringraziamo il Consorzio Piave (ex Brentella) e in particolare il suo presidente Giuseppe Romano, per aver sempre sostenuto la realizzazione di questo tanto atteso intervento”.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com
Pagina 8 di 12

Appuntamenti nel territorio

Elezioni Regionali del VENETO. domenica 31 maggio dalle 7.00 alle 23.00 Vota LISTA TOSI per il VENETO e scrivi CONTE


SEGUIMI SU FACEBOOK

SOSTEGNO AL REDDITO

FORME DI SOSTENGO AL REDDITO
FINANZIATE DALLA REGIONE VENETO

Un'iniziativa della Regione del Veneto destinata ai giovani tra i 15 e i 29 anni.

progetto giovani regione veneto

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Lavori di pubblica utilità per soggetti ultratrentacinquenni, disoccupati e che non fruiscono di ammortizzatori sociali o di trattamento pensionistico.

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Iscrizione Newsletter

Inserisci l'indirizzo email al quale desideri ricevere la newsletter:

Visualizza le precedenti uscite

Galleria Fotografica

Video

Cerca nel sito