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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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La pesca sportiva? E’ una attività con fortissimi connotati ambientali. Lo hanno ribadito oggi in Regione i presidenti dei bacini di pesca del Veneto, i presidenti delle associazioni di pesca concessionarie di acque pubbliche e Unione veneta bonifiche, nel corso dell’incontro convocato dall’assessore regionale alla pesca, presente l’assessore all’ambiente, per approfondire le problematiche di settore. I pescasportivi e chi li rappresenta sono infatti dei volontari che si prendono cura dei corsi d'acqua in modo del tutto gratuito e che chiedono principalmente di tutelare l’ambiente, di evitare l’emissione di sostanze inquinanti, di impedire che i corsi d’acqua possano diventare discariche di rifiuti. “Abbiamo voluto riunire tutti gli attori che hanno un ruolo nella gestione dei bacini – ha affermato l’assessore alla pesca – per raccogliere tutte le segnalazioni e le esigenze del settore, consapevoli non solo delle problematiche di quanti si dedicano alla pescasportiva, ma anche del ruolo che essi svolgono come sentinelle ambientali. La questione – ha aggiunto l’assessore – non riguarda solamente la corretta gestione delle acque e della fauna ittica, ma anche la delicata coesistenza della pesca con i sistemi di produzione di energia elettrica e con altre fonti di prelievo, che non devono snaturare il naturale destino dei corsi d’acqua”. Rispetto alle questioni legate alla soluzione dei problemi specifici della pesca sportiva, è stata caldeggiata la possibilità di creare uno sportello unico con competenze trasversali, al quale le associazioni e i pescatori possano rivolgersi senza essere rimandati da un ufficio all’altro. Tra i problemi evidenziati, vi è anche quello della sempre più numerosa presenza di cormorani, specie protetta che però danneggia pesantemente la fauna ittica, con guasti ogni anno maggiori senza che vi siano concrete possibilità di contrastarne l’invasione.

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“In questo modo si potranno evitare tentazioni propagandistiche che in questi anni hanno determinato diversi errori come le ronde” era così che Flavio Zanonato si esprimeva in un comunicato assieme ad altri Sindaci dell’ANCI per giustificare il diniego all’incontro sulla sicurezza organizzato dall’allora Ministro Maroni. Non mi è chiara l’attività programmata da Partito Democratico e Italia dei Valori che con Rossi e Pipitone intendono scendere per strada nelle aree più delicate di Padova a fianco della Polizia. A parte che dovranno scarpinare per tutta la città in quanto non è rimasta zona che non sia frequentata da delinquenti o clandestini, centro storico compreso, mi auguro che la presenza delle forze dell’ordine non sia il punto di riferimento per questo tipo di attività, in quanto per la malfatta iniziativa che scimmiotta il Carroccio non possono e non devono essere impegnati agenti che sarebbero altrimenti impegnati a proteggere il territorio lasciato incautamente da anni in mano alla criminalità e all’abusivismo dal Sindaco rosso. Le sconsiderate sparate di questa amministrazione sulla sicurezza lasciano ormai basiti, dopo l’accanimento contro Maroni o dopo la finta collaborazione tutt’altro che credibile ottenuta grazie all’aiuto della comunità nigeriana che avrebbe dovuto risolvere almeno una parte delle questioni legate alla sicurezza per questa etnia, le boutade della sinistra padovana risultano ardue in fatto di credibilità. L’estemporaneità degli annunci lasciano sempre campo all’accoglienza più scoordinata ed ideologica. Dopo tutti gli attacchi subiti dalla Lega Nord da questa parte della politica sulle cosiddette ronde è difficile non sorridere agli incisi di Rossi che pretende di fare le ronde (per altro regolarizzate da un provvedimento legislativo) chiamandole passeggiate, la campagna elettorale per i due candidati a Sindaco, Ruzzante e Rossi, sta per entrare nel vivo, consiglio loro più attenzione per non scivolare nella ridicola incoerenza.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Sulla partita del nuovo ospedale a Padova pareva che il punto d’equilibrio tra gli attori pubblici fosse stato raggiunto, le Istituzioni, attraversando piccole e fisiologiche turbolenze nel confronto, erano finalmente riuscite a fare sintesi. Ma ora il Partito Democratico patavino, con il Circolo della Sanità provinciale, mette in dubbio le certezze fino ad ora conquistate, trovando incomprensibile il dialogo tra le parti politiche ed amministrative e insinuando speculazione edilizia e mancanza di trasparenza in fase di realizzazione. Capisco che il partito di Bersani raccolga diverse anime, ma Piacentini della consulta bersaniana e il collega di Partito Zanonato non potevano avanzare queste osservazioni politiche con un po’ più di sollecitudine. Ormai la direzione è tracciata e per fortuna sarà la Regione Veneto a fare da protagonista in questa partita, per fortuna con il Governatore Zaia e l’Assessore Coletto aggiungo sospirando. Se il filotto fosse arrivato in epoca Galaniana per quest’opera sarebbero state investite quasi il doppio delle risorse necessarie per realizzare l’attuale progetto e, al tempo, nessuno sollevò osservazioni sulla sostenibilità economica, ora che si è pensato ad un opera compatibile ai bilanci il PD vuole sapere da dove ricaveremo i denari. Sindaco Zanonato, preso atto che l’interlocutore politico è dissociato da quello amministrativo chiarisca la posizione della sua formazione visto che la Consulta della Sanità è voce autorevole e legittimata anche nel confronto con le altre forze politiche.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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E’ stata firmata oggi, presso il municipio di Montagnana (Padova), la convenzione che regola i rapporti tra la Regione del Veneto e il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta per la realizzazione della cassa di espansione sull'Agno-Guà in un’area compresa tra i Comuni di Trissino ed Arzignano nel vicentino. Il documento è stato sottoscritto dall’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo e dal presidente del consorzio, a cui sono state assegnate le funzioni di soggetto realizzatore delle opere. Insieme al sindaco di Montagnana, era presenti molti degli amministratori dei 29 comuni delle province di Padova. Vicenza e Verona interessati dall’intervento finalizzato a dare maggiore efficienza alla rete idraulica e ridurre il corrispondente rischio di esondazioni. Il progetto prevede la messa in sicurezza del fiume Agno-Guà adeguando i bacini demaniali di Trissino e Tezze con la realizzazione di un invaso per la laminazione delle piene suddiviso in un bacino a monte e uno a valle. Superata l’emergenza conseguente agli eventi alluvionali di ottobre-novembre 2010 – ha sottolineato l’assessore – inizia ora la fase di realizzazione delle opere idrauliche, dovendo scontare però il forte ritardo di decenni di “non-azione” in questo campo. Questa prima cassa di espansione è un’opera significativa che avrà un costo di circa 45 milioni di euro. Una decina di milioni di euro saranno recuperati con l’asporto dei materiali inerti. Altri 25 milioni sono disponibili a valere su parte delle risorse già assegnate alla Regione del Veneto nel cosiddetto Decreto Mille proroghe del dicembre 2010. Il quadro finanziario sarà completato in corso d’opera, non appena definite le risorse a livello europeo. Si spera di far partire nel più breve tempo possibile anche ltra la cassa di espansione di Caldogno, già approvata dalla giunta regionale. L’assessore ha ricordato inoltre che il bilancio della Regione stanzia 50 milioni di euro l’anno fino al 2014 per la sicurezza idrogeologica, “che per noi è una priorità”. L’intervento che sarà realizzata in base alla convenzione firmata oggi interessa la sicurezza idraulica dei comuni di Recoaro Terme, Valdagno, Cornedo Vicentino, Castelgomberto, Trissino, Brogliano, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello Vicentino, Sarego, Lonigo, Montorso, Zermeneghedo, Poiana Maggiore, Noventa Vicentina, Zimella, Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà, Montagnana, Saletto, Lozzo Atestino, Este, Ospedaletto Euganeo, Vighizzolo d’Este, Carceri, Vescovana, Stanghella, Sant’Urbano.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Si sta procedendo sulla strada dell’emanazione di un provvedimento del Presidente della Regione che proclami lo stato di grave sofferenza idrica a causa della perdurante situazione di siccità sulla rete idrografica veneta, con l’individuazione delle azioni da intraprendere nell’immediato. L’indicazione è venuta dal tavolo convocato a Palazzo Balbi a Venezia dall’assessore regionale all’ambiente e al ciclo dell’acqua, a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti i consorzi di bonifica, delle autorità di bacino regionali e interregionali, degli enti gestori degli impianti idroelettrici. L’assessore ha ribadito che la situazione è già particolarmente pesante e non potrà che peggiorare nei prossimi giorni, in quanto non sono previste a breve precipitazioni piovose. Il provvedimento in fase di definizione indicherà gli interventi possibili. “Stiamo lavorando al piano contro il rischio di allagamenti causati da eventi alluvionali – ha aggiunto – ma dovremo pensare ad un piano per affrontare i ricorrenti periodi di siccità, in cui anche le casse di espansione potrebbero tornare utili”. Tra gli interventi strutturali si è convenuto di dare priorità al potenziamento della barriera contro la risalita del cuneo salino sull’Adige. Per quanto riguarda le azioni che saranno inserite nel provvedimento del Presidente della Regione, in base alla specificità di ogni singolo bacino, sarà prevista la riduzione dei valori del deflusso minimo vitale, previsti dalla Norme tecniche di attuazione del Piano di Tutela delle Acque, accompagnata dalla contestuale riduzione dei prelievi irrigui o dalla turnazione nell’ambito dell’operatività dei singoli consorzi di bonifica; i soggetti gestori degli invasi idroelettrici dei bacini montani dovranno trattenere integralmente le risorse idriche così risparmiate nei serbatoi, allo scopo di renderla disponibile nel periodo estivo. L’ARPAV verificherà le effettive portate prelevate e effettuerà i necessari periodici controlli sulla situazione generale. Per il bacino del fiume Piave le procedure sono già fissate dal Piano stralcio di gestione della risorsa idrica, a cui si è fatto ricorso anche in passato. L’assessore ha fatto presente che l’applicazione di queste misure avrà effetto sull’intero sistema di gestione dell’acqua, compreso il recupero dei livelli delle falde idriche sotterranee anche mediante il risparmio idrico dei prelievi e il controllo sull’uso della risorsa, a beneficio principalmente degli impianti acquedottistici e dei prelievi attraverso pozzi da falde di qualità. Non appena emanato il provvedimento del Veneto sarà notificato alla Protezione Civile nazionale, in modo da poter ottenere eventuali deroghe alle procedure per la realizzazione di interventi strutturali, che consentano tempistiche ridotte.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Oltre a vedere confermata la priorità della difesa idrogeologica, nella legge finanziaria 2012 con il maxiemandamento della giunta regionale sono stati stanziati altri due milioni di euro per la salvaguardia idraulica del Delta del Po assegnati ai consorzi di bonifica polesani per le operazioni di pompaggio delle acque e un milione di euro per il ripascimento delle spiagge. L’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo commenta positivamente l’approvazione da parte del consiglio di queste ulteriori assegnazioni di fondi destinati alla realizzazione di interventi di difesa dei litorali e del territorio. “Sono interventi – aggiunge – che diventano parte integrante delle attività già avviate dalla Regione nelle precedenti annualità per la riqualificazione ambientale e per il riordino delle opere di difesa delle fasce costiere e delle foci fluviali”. “In particolare gli interventi di ripascimento – conclude l’assessore - risultano di rilevante importanza in funzione dei ripristino dei litorali soggetti ad erosione in vista della ormai prossima stagione turistica”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Il Senato nelle seduta di ogga ha o il via libera definitivo sul DL “specifico”sui “rifiuti Napoltani, da oggi dunque sarà possibile smaltire rifiuti in altre regioni esclusivamente, in conformità al principio di leale collaborazione, mediante cioè un’obbligatoria intesa tra la regione Campania e la singola regione interessata”. E’ una vittoria della Lega Nord, per arrivare a questo risultato i Gruppi ed i rappresentanti nelle Commissioni hanno dato il massimo, difatti in sede di discussione sono stati approvati 10 ordini del giorno del Carroccio. E’ pure una vittoria della Lega del Veneto perché sia il Governatore Zaia che io ci siamo battuti con coerenza e costanza affinché dalla prima richiesta di conferimento da parte della Campania i nostri impianti non ricevessero una sola tonnellata di rifiuti. E’ con orgoglio che posso affermare che la squadra unita della Lega, anche se si trova in opposizione a Roma, porta a casa risultati importanti e tangibili.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Nel Veneto il 91% delle acque di balneazione è risultato di qualità eccellente, il 3% di qualità buona ed il 6% di qualità sufficiente. Per continuare a garantirne la qualità sotto il profilo generale si punta su prevenzione, tutela, controllo, informazione ed educazione ambientale. Sono alcune delle sottolineature che l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ha fatto presentando la situazione delle acque di balneazione in vista dell’apertura della stagione estiva, insieme al Contrammiraglio Tiberio Piattelli Direttore Marittimo del Veneto e Comandante della Capitaneria di Porto di Venezia e a Carlo Emanuele Pepe direttore generale dell’ARPAV. Conte ha messo l’accento sull’efficacia dei monitoraggi e dei controlli posti in essere dalla Regione nel corso degli anni sottolineando che il turismo balneare è un settore strategico sia per l’economia che per la valorizzazione ambientale del Veneto, con oltre 145 km. di coste destinate a tale uso. Da parte sua il Contrammiraglio Piattelli ha confermato che anche per quest’anno, con il rinnovo del protocollo d’intesa, i controlli dell’ARPAV saranno svolti in stretta collaborazione con le Capitanerie di Porto e la Guardia Costiera della Direzione Marittima del Veneto. “Un impegno fattivo e rilevante – ha fatto presente – per il quale sono stati messi a disposizione nella stagione 2011 otto mezzi acquei presso i comandi costieri e sul lago di Garda, per 73 missioni e 235 ore di navigazione complessive”. L’assessore Conte ha detto che, nonostante la difficile fase economico-finanziaria, non ci sarà nessun allentamento del monitoraggio delle acque di balneazione, per garantire la salute e la serenità delle vacanze dei cittadini e dei turisti. Conte ha ricordato che la direttiva europea n. 2006/7/CE impone che tutte le acque di balneazione dovranno essere nel 2015 almeno di qualità “sufficiente. “Il Veneto – ha aggiunto - ha già largamente raggiunto questo obiettivo, con riferimento alla nuova classificazione che riguarda il periodo 2008–2011 e che è valida per l'inizio della stagione balneare 2012: Nessuno dei punti di campionamento costantemente controllati durante tutta la passata stagione ha fatto registrare qualità scarsa. Di conseguenza, all’inizio della stagione 2012, che va dal 15 maggio e terminerà il 15 settembre, tutte le acque di balneazione del Veneto vanno considerate idonee alla balneazione”. Ovviamente i monitoraggi non si fermano alle acque destinate alla balneazione. ARPAV effettua infatti un completo e sistematico monitoraggio anche dei corsi d’acqua, dei laghi, delle acque di transizione e delle acque marine costiere più al largo. Tutti mostrano indici di qualità in costante miglioramento nell’ultimo decennio, grazie alle misure di prevenzione e risanamento attuate con il Piano Regionale di Tutela delle Acque. Il direttore dell’ARPAV Pepe ha affermato che sette anni di risultati favorevoli lasciano più che ottimisti anche per il futuro e ha ricordato che nelle 169 stazioni di campionamento (96 sull’Adriatico, 65 sul lago di Garda, 8 sugli altri laghi veneti) è prevista nella stagione 2012, con inizio a fine aprile, la raccolta di 1014 campioni e l’effettuazione di 23.322 rilievi e analisi. Sul sito web dell’ARPAV (www.arpa.veneto.it) saranno, inoltre, disponibili sia i bollettini periodici che i dati analitici per conoscere la situazione della balneabilità in tempo reale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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E’ stata resa pubblica oggi, nella sede della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni di Asiago (Vicenza), la chiusura delle aste nell'ambito del Mercato Carbomark. Tali aste riguardano la compravendita delle quote di carbonio scambiate tra soggetti che contribuiscono, con i propri boschi, a sottrarre anidride carbonica dall'atmosfera e aziende che, emettendo in atmosfera CO2, vogliono intraprendere azioni di miglioramento ambientale e attivare azioni di marketing in tal senso. Grazie alle attività poste in essere dalla Regione del Veneto nell'ambito del progetto comunitario LlFE + "Carbomark", è stata sviluppata una metodologia per garantire un corretto scambio delle quote di carbonio in un mercato volontario e locale. L'idea di fondo è quella di stimolare i possessori di boschi a migliorare la gestione forestale, anche ai fini di incrementare la capacità naturale delle piante di togliere anidride carbonica dall'atmosfera fissandola, a tempo indefinito, nel legname. Le proprietà forestali, risparmiando con tagli moderati ed oculati parte dell'incremento legnoso, accumulano anidride carbonica nel legno e possono vendere una quota di tale accumulo alle imprese che, essendo emettitrici di CO2 in atmosfera, vogliono in parte compensare le loro emissioni, impegnandosi contemporaneamente a ridurle in un tempo definito. Attraverso le metodologie attivate con il progetto Carbomark è stato ora possibile codificare ed attivare lo scambio di quote tra due proprietà forestali e due imprese del territorio vicentino. Infatti le ditte che hanno deciso di investire nell'acquisto dei crediti sono la Ditta Zuccato F.lli srl, che ha acquistato le quote di CO2 dal Comune di Caltrano, ed Etra spa che si è aggiudicata l'asta indetta dal Comune di Lusiana. Nell’occasione odierna è stato consegnato anche il Logo Carbomark da esibire, da parte degli attori del Mercato, nell'ambito delle rispettive politiche di marketing ambientale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Veneto e Friuli Venezia Giulia metteranno in campo azioni comuni per affrontare la grave situazione di siccità che sta attanagliando il Nordest. A tal fine sono stati attivati dei tavoli tecnici che nel giro di qualche giorno predisporranno una serie di indicazioni operative per consentire il massimo accumulo di acqua negli invasi e un sensibile contenimento dei consumi per tutte le utilizzazioni, da quelle irrigue a quelle domestiche. La strategia di collaborazione è stata messa a punto oggi nel corso di un incontro a Palazzo Balbi a Venezia, presieduto dall’assessore regionale veneto all’ambiente Maurizio Conte e dal Vicepresidente e assessore all’ambiente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Luca Ciriani, insieme a Roberto Casarin segretario dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico e segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Adige. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti degli enti gestori dei serbatoi idrici delle due regioni e dei consorzi di bonifica. In assenza di precipitazioni e in mancanza dell’apporto dello scioglimento della neve in montagna, che quest’anno ha visto un calo del 70-80% rispetto alla media, i volumi idrici degli invasi e delle falde acquifere stanno toccando i valori più bassi degli ultimi anni, creando uno stato di grave siccità che occorre affrontare, in considerazione anche dell’avvicinarsi della stagione irrigua in agricoltura. “Ci troviamo in una situazione particolarmente pesante – ha detto l’assessore Conte – e insieme al Friuli Venezia Giulia abbiano deciso di mettere in atto azioni comuni, perché c’è la necessità di individuare con tempestività misure concrete di risparmio idrico per superare l’emergenza”. “Abbiamo concordato sulla necessità di metterci insieme – ha sottolineato da parte sua Ciriani - per affrontare il problema in maniera coordinata, in un clima di collaborazione che consenta l’adozione di indicazioni operative più incisive per razionalizzare le risorse disponibili idriche. Torneremo a riunirci tra una quindicina di giorni per la verifica”. In linea di massima, le linee di indirizzo su cui stanno lavorando i tecnici riguardano come intervenire per mantenere l’acqua nei bacini montani, immagazzinare l’acqua anche in pianura, ridurre gli usi irrigui e contemperare anche l’uso dell’acqua ai fini della produzione di energia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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