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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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L’accanimento di questo Governo contro gli Enti locali non ha precedenti storici, nemmeno nei momenti difficili del dopoguerra o degli anni 70 assistemmo ad un esecutivo che si dimostrava così lontano dalle esigenze dei comuni. I Sindaci sono arrivati al capolinea, ci sono amministrazioni comunali che si vedranno costrette a non garantire l’erogazione dei servizi minimi, parliamo di ambito sociale, scolastico e sanitario, nonché la semplice manutenzione stradale. Questo accade perché Monti non è un tecnico ma un freddo esecutore della volontà dell’Unione Europea e delle banche, per semplificare, dell’Europa delle banche, la quale non guarda al merito o alla virtuosità degli enti bensì alle risorse che questi producono. I veri tagli agli sprechi non sono mai cominciati, accostare Monti al coraggio o all’equità non è obiettivamente possibile, il confronto con Governatori e Sindaci non si è mai aperto; accorpamento di funzioni, smembramento degli assetti territoriali, mancati trasferimenti, ed un “pacco” di stabilità che non tiene conto delle condizioni reali del paese sono il tragico motivo per cui il movimento dei Sindaci minaccia dimissioni di massa ed è all’esasperazione. Le “Dimissioni di massa” erano forse l’obiettivo della compagine romana dei tecnici, la destabilizzazione il mezzo per raggiungere il risultato. Io sto con i Sindaci ma auspico che non arrivino al gesto più vistoso, come accaduto col Governo in carica, non vorrei che anche i comuni, se pur per poco tempo, rimanessero in balìa di spietati commissari che avrebbero sì la facoltà di spesa ma anche quella di tassazione. La Lega si è già detta disposta ad interpretare nelle aule parlamentari la volontà dei Borgomastri, il 24 novembre a Brescia, sapremo anche con quali modalità.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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Pensando alla famigliola degli antagonisti che fabbrica bombe carta per manifestare il proprio dissenso mi convinco sempre più che ci sono persone che crescono ed altre che si evolvono, chi si limita alla crescita biologica ieri, nelle calde piazze italiane, ha commesso ancora una volta ingiustificabili atti di violenza. A posteriori sono e saranno sempre puntali e moraliste la quasi totalità delle parti politiche, ma al momento di fare scelte che garantiscono l’incolumità delle forze dell’ordine e la giusta punizione a chi commette barbarie di piazza, l’inerzia e l’opportunismo fanno pesare i propri effetti. A Padova, tre poliziotti feriti, non dal vuotismo degli slogan ma da bombe carta, la Città non è stata bloccata da una pratica di democrazia bensì da una storica ipertolleranza sedimentata dalla giustizia e dalla politica. L’impunità dunque è un diritto acquisito che consente nella città del Santo come nella Val di Susa (la storia si ripete però un po’ in tutto il paese) di manifestare brutalmente le proprie idee con l’utilizzo di pietre, catapulte, spranghe, bombe carta, insomma, tutto ciò che serve per ferire o devastare. Mi associo ed esprimo solidarietà ai sindacati di Polizia che chiedono leggi più severe per contrastare con fermezza la violenza organizzata. Come per i reati commessi negli stadi, dove solitamente i Tribunali lavorano a tempi record per produrre sentenze e condanne, mi aspetto che la riforma della giustizia renda meno interpretabili e più certe apposite leggi che avranno lo scopo di prevenire e reprimere gli ignobili comportamenti “radiocomandati” dei disobbedienti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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E’ stato sottoscritto oggi a Palazzo Balbi, a Venezia, l'Accordo di Programma per la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee del fiume Brenta, con particolare riferimento all’area di emungimento in prossimità del Bacino Giaretta in località Camazzole di Carmignano di Brenta. Il documento è stato siglato dalla Regione del Veneto, rappresentata dall’assessore all’ambiente Maurizio Conte, e dai rappresentanti della Provincia di Padova, dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale “Brenta”, Consorzio di bonifica Brenta, dei comuni Bassano del Grappa, Carmignano di Brenta, Cartigliano, Cittadella, Fontaniva, Gazzo, Grantorto, Nove, Piazzola sul Brenta, Pozzoleone, S. Pietro in Gu’, Tezze sul Brenta, della società regionale Veneto Acque S.p.A, di Etra S.p.A. e dell’A.R.P.A.V. Si tratta di un accordo importante per l’intero sistema acquedottistico veneto – ha sottolineato Conte – in linea con l’obiettivo della Regione di garantire acqua di qualità a tutta la popolazione. E’ il risultato di un percorso di “tessitura” di cui sono stati protagonisti tutti gli enti interessati che hanno fatto emergere le giuste richieste di questo territorio ma, con grande senso di responsabilità, hanno condiviso la scelta di mettere a disposizione una preziosa risorsa come l’acqua a beneficio di una collettività più ampia. Conte ha detto che l’accordo, che si pone come tappa fondamentale del percorso per il completamento del progetto di infrastrutturazione acquedottistica regionale, ha lo scopo di tutelare la qualità dell’acqua di questo bacino, di garantire la ricarica della falda (anche attraverso un minor emungimento da pozzi non controllati) e di produrre risparmi da reinvestire sul territorio. L’assessore ha inoltre chiarito che nei piani della Regione il Bacino Giaretta non è più tra i bacini di laminazione, in quanto si potrà intervenire in maniera diversa lungo l’asta del Brenta. In ragione di questo specifico accordo di programma, i comuni contermini all’area di prelievo di Camazzole riceveranno vantaggi in termini di dotazione di infrastrutture di servizio, attualmente carenti. Veneto Acque, società a totale controllo regionale, regolerà gli emungimenti in relazione alla verifica dell’effettivo equilibrio con le azioni di ricarica della falda che verranno proseguite ed implementate. L’assessore del comune di Carmignano di Brenta, Tiziano Sarzo, parlando a nome di tutte le amministrazioni locali coinvolte ha ricordato i sei anni di lavori richiesti per trovare soluzioni condivise e non calate dall’alto, mentre l’assessore provinciale di Padova Gilberto Bonetto ha messo in risalto il “grande gesto di condivisione e di solidarietà” compiuto da questo territorio nei confronti del resto del Veneto. L’assessore Conte ha concluso auspicando che si possano ora accelerare il più possibile le opere da realizzare, per le quali sono già disponibili 2 milioni di euro della Regione e un ulteriore milione di euro dell’Etra S.p.A., individuando al più presto le priorità e pianificando le adeguate compensazioni.

Maurizio Conte
Assessore Regionale veneto all'Ambiente

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“Non posso che dirmi decisamente sorpreso dell’improvvido intervento di oggi del presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato sui ritardi in materia di interventi per ridurre il rischio idrogeologico nel Veneto. Forse male informato da qualcuno, spende giudizi arbitrari che non fanno onore alla saggezza che in genere gli viene riconosciuta”. Replica seccamente l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte alle dichiarazioni del presidente Ruffato in merito alle conseguenze del maltempo di questi giorni sul territorio veneto e agli interventi ancora da realizzare “Ruffato dovrebbe sapere – prosegue Conte – come lo sanno benissimo i consiglieri regionali della maggioranza e dell’opposizione, che la messa in sicurezza del territorio è una priorità di questa amministrazione. Molto è stato fatto dopo l’alluvione del 2010 ma per gli interventi di maggior portata, come le casse di espansione, si devono affrontare problemi di burocrazia e di ingenti risorse finanziarie da reperire. Siamo impegnati fin dall’inizio della legislatura sulla partita relativa alle grandi opere idrauliche a cui - lo ricordo a Ruffato – abbiamo messo mano dopo 80 anni che non si era fatto più nulla”. “Tra le opere da realizzare – aggiunge Conte – il bacino di Caldogno è considerata una priorità e il presidente del Consiglio lo dovrebbe sapere meglio di altri, a meno che non si sia distratto in corso d’opera. Se invece, con queste discutibili uscite si voleva tutelare qualche categoria economica, sicuramente è stata scelta la strada sbagliata per farlo”. “La Regione in questi ultimi due anni – fa presente l’assessore - non è rimasta di certo alla finestra a guardare e lo stato di attuazione degli interventi di difesa idraulica ha seguito precise priorità d’intervento: Sono stati spese o impegnate risorse per un totale di circa 300 milioni di euro per interventi in tutto il territorio veneto, di cui lavori per circa 270 milioni già completati. Entro la fine del 2012 verranno appaltate le due casse di espansione nei comuni di Caldogno e Trissino di cui, con apposita ordinanza trasmessa alla Corte dei Conti qualche giorno fa, è stato completato il finanziamento a cura del Commissario per l’alluvione per un totale di circa 90 milioni di euro. Sono attualmente all’esame per la valutazione di impatto ambientale la cassa di espansione nei comuni di Fonte e Riese Pio X (TV) per circa 14 milioni e il primo stralcio per il bacino di laminazione in comune di Porto Buffolè denominato “Prà dei Gai” per circa 40 milioni di euro. Per le progettazioni definitive dei bacini di espansione sono attualmente in corso: l’ampliamento della vasca di Montebello (VI) (costo circa 51 mln.); la vasca di espansione “Marola” nel comune di Torri di Quartesolo (VI) (circa 26 mln); la vasca di espansione di Viale Diaz in comune di Vicenza (circa 12 mln.); la vasca di “S. Lorenzo” nel comune di Soave (VR) (circa 5 mln.); la vasca località Colombaretta nel comune di Montecchia di Crosara (VR) (circa 11 mln.); la vasca di espansione “Anconetta” nel comune di S. Urbano (PD) ( circa 13 mln.) Tutti questi progetti verranno sottoposti all’esame di valutazione di compatibilità ambientale entro marzo 2013”. “Nel corso dei numerosi sopralluoghi che ho avuto modo di compiere fino ad ora – conclude Conte - ho constato che sono, comunque, state moltissime le opere di adeguamento, messa in sicurezza e pulizia di argini realizzate con notevoli finanziamenti dai consorzi di bonifica. Ciò significa che l’attenzione è rimasta alta anche nell’ambito delle manutenzioni delle infrastrutture già esistenti”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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La Giunta veneta, su iniziativa dell’assessore Maurizio Conte di concerto con il collega Renato Chisso, ha autorizzato il progetto definitivo di ricalibrazione e sostegni sul sottobacini del fiume Zero – II° stralcio – Scolo Rusteghin, nel territorio del Comune di Mogliano Veneto. Contestualmente all’autorizzazione del progetto, la Giunta ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica. L’iniziativa era stata proposta dal Consorzio di Bonifica Acque risorgive. “Si tratta di un insieme di opere relative al disinquinamento e risanamento ambientale della Laguna di Venezia – ha ricordato Chisso – sulla quale la Giunta regionale aveva rilasciato nel 2006 il giudizio di compatibilità ambientale favorevole al progetto preliminare, subordinatamente al rispetto di prescrizioni e raccomandazioni. Sulla base delle prescrizioni, il Consorzio ha provveduto ad elaborare il progetto definitivo, nell’autorizzare il quale la Giunta ha preso atto, facendolo proprio, del parere espresso all’unanimità dalla Commissione Regionale di valutazione d’Impatto Ambientale, anche in questo caso con prescrizioni e raccomandazioni”. Il progetto ha come finalità la ricostituzione di un ambiente fluviale naturale, attraverso l’escavo di golene e sistemazioni delle sponde secondo le tecniche tipiche dell’ingegneria naturalistica. L’intervento ha la duplice funzione di trattenere nutrienti a monte della laguna e di dare spazio a importanti volumi d’acqua nei periodi di piena, incrementando l’attività depurativa naturale e la capacità d’invaso come prevenzione del rischio idraulico. Sono previsti il rifacimento dell’esistente manufatto di interclusione con porte a vento in corrispondenza della foce nello Zero; uno sfioratore laterale verso il collettore secondario ed il bacino di lagunaggio; la•realizzazione di un bacino di lagunaggio; la•ricalibratura del tratto terminale del collettore Buratti, dall’uscita dei bacini di lagunaggio fino all’immissione nel fosso parallelo al Terraglio, con l’esecuzione di una botte a sifone;•la realizzazione di una botte a sifone sottopassante il Rusteghin. Il quadro economico del progetto è di circa 1,44 milioni complessivi, interamente finanziati dalla Regione. Le prescrizioni si riferiscono all’ottimale modalità di realizzazione dei lavori e all’esigenza di effettuare saggi preventivi del terreno, considerata anche la possibilità di trovare reperti archeologici.

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Oggi l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte è intervenuto alla Conferenza internazionale delle Regioni adriatiche e ioniche sulla salvaguardia delle Regioni del Mare Mediterraneo dall'estrazione di idrocarburi in mare e ha ribadito l’importanza di questa tema per una regione come il Veneto, ve ci sono 156 km di costa. “a Regione in questi anni – ha ricordato Conte –ha stanziato importanti risorse ed investimenti per la pulizia e per il costante monitoraggio della qualità delle acque. Un aspetto che diventa ancora più strategico se si pensa al comparto turistico, che vuole continuare ad esprimere tutte le sue potenzialità che ci rendono la prima regione in Italia per presenze, e il 40% di queste sono proprio lungo le nostre spiagge. È un patrimonio cha abbiamo il dovere di difendere.” “Le azioni messe in campo per la tutela delle nostre acque – continua Conte – non si fermano al litorale, ma guardano anche al Delta del Po che presenta molti rischi dal punto di vista idrogeologico ed idraulico. Per questo la Regione ha articolato la sua azione in questo territorio anche grazie agli investimenti e all’azione dei consorzi di bonifica e dei geni civili.” “La tutela e la salvaguardia delle nostre acque – spiega l’assessore regionale – si è concretizzata anche attraverso la proposta di legge nazionale per il divieto non solo di trivellazione ma anche dell’esplorazione dei fondali, una fase preventiva che non ha più alcun senso di esistere. La Regione ha investito lungo due direttrici: da un lato nella qualità dell’acqua e dall’altro lato nella ripopolazione dei fondali marini, come per esempio con legge per la tutela delle tegnue, che si pone l’obiettivo di proteggere e tutelare la nostra fauna sottomarina.” “I nostri territori poco più di due anni fa – ricorda Conte – sono stati duramente colpiti dall’alluvione e questo ci ha insegnato quanto sia importante investire e proteggere l’ambiente per evitare che certi fenomeni si ripetano. Le Regioni hanno sempre meno risorse, ma per questo diviene fondamentale essere concreti negli investimenti per la protezione dei litorali evitando rischi ulteriori come quelli che possono derivare dall’estrazione nell’Adriatico.” “Questo tavolo ribadisce l’importanza delle Regioni e in particolare nella gestione dell’ambiente e della sua tutela – ha aggiunto Conte.. Una risposta nei confronti di chi vorrebbe riformare il titolo V della Costituzione e riportare le decisioni a livello centrale senza considerare quanto un tema come quello che stiamo affrontando oggi influenzi non solo la qualità della vita dei cittadini, ma abbia anche delle conseguenze dal punto di vista economico. Per questo mi auguro che questo tavolo non deleghi al Governo delle decisioni fondamentali, ma sappia esprimere, invece, un parere vincolante su una norma nazionale come quella delle trivellazioni.” L’assessore, poi, si è soffermato sull’importanza delle energie pulite ricordando che “è fondamentale oggi cambiare prospettiva: non bisogna più guardare esclusivamente all’aspetto del consumo, ma si deve pensare a quello che si può fare nel campo del risparmio energetico. In questo senso il Veneto si sta impegnando fortemente nell’investimento su fonti di energia rinnovabile come per esempio il solare e l’idroelettrico. Si sta lavorando ad una differenziazione dell’approvvigionamento e questo in futuro comporterebbe la riduzione della necessità di effettuare delle trivellazioni nell’Adriatico.” L’assessore regionale ha concluso il suo intervento sottolineando che “la presenza dei presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato è un segnale importante e per questo mi auguro che si possa portare a livello nazionale quelle che sono le istanze delle Regioni che non si possono discutere, ma vanno accettate.”

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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La giunta regionale ha confermato l’idoneità delle acque della laguna negli stabilimenti di Chioggia per la lavorazione dei prodotti ittici. Ne dà comunicazione l’assessore veneto alle politiche ambientali Maurizio Conte precisando che il provvedimento della giunta veneta, adottato nella seduta di martedì scorso, perfeziona la deliberazione del dicembre 2005 con cui era stato autorizzato l’utilizzo delle acque lagunari in via provvisoria, subordinandone tuttavia l’utilizzabilità, oltre che agli interventi di potabilizzazione, alla classificazione delle acque così dette “grezze”, ossia prima della potabilizzazione, in classe A3 prevista dal D.Lgs. 152/2006 per le acque grezze superficiali da destinarsi all’uso potabile. “La classificazione – sottolinea lo stesso Conte - richiede un anno di analisi di tutta una serie di parametri chimici e microbiologici”. Ora, a seguito di monitoraggio e controllo qualitativo eseguito da ARPAV, l’idoneità è stata sostanzialmente confermata. Pertanto, negli stabilimenti ittici autorizzati dall’Ulss 14 di Chioggia l’acqua viene captata dalla laguna, in corrispondenza dei punti di campionamento classificati, potabilizzata in appositi impianti e sotto il controllo sanitario dell’Ulss e utilizzata per il lavaggio dei prodotti ittici. “Il provvedimento – aggiunge Conte – è stato approvato sulla scorta di ulteriori verifiche analitiche eseguita da ARPAV, oltre che alla luce delle analisi e dei controlli dell’Ulss 14 effettuati dal 2005 ad oggi. Riveste grande importanza per le industrie ittiche che operano nel settore della lavorazione e commercializzazione dei prodotti della pesca in generale e delle seppie in particolare, utilizzando le acque di laguna e mantenendo invariati i metodi tradizionali di preparazione del mollusco pulito, e conseguentemente per l’intera economia del settore”. L’uso di acqua salmastra di laguna rende particolarmente pregiato il prodotto per il fatto di non dover riprodurre artificialmente la percentuale di salinità dell’acqua e di poter sfruttare la composizione in microelementi presenti nell’habitat naturale del mollusco. “Tutto avviene nel massimo rispetto delle garanzie di tutela sanitaria – conclude Conte - che trovano amplificazione nell’applicazione voluta dalla giunta regionale di una normativa, relativa alla classificazione delle acque prima della loro potabilizzazione, tipicamente ambientale. E’ un esempio di collaborazione e sinergia tra i comparti sanitario e ambientale, a tutela della salute e delle matrici ambientali”.

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La Giunta veneta, su iniziativa dell’assessore Maurizio Conte di concerto con il collega Renato Chisso, ha autorizzato il progetto definitivo di ristrutturazione della rete di bonifica tributaria dei collettori Marignana, Deviatore Piovega di Peseggia, Bacino Pisani, Peseggia, Marocchesa e Tarù, nei Comuni di Venezia, Scorzè, Mogliano Veneto e Zero Branco. Contestualmente all’autorizzazione del progetto, la Giunta ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica. L’iniziativa era stata proposta dal Consorzio di Bonifica Acque risorgive. “Sul progetto preliminare di ristrutturazione della rete presentato dall’allora Consorzio Dese Sile – ha ricordato Chisso – la Giunta regionale aveva a suo tempo rilasciato il giudizio di compatibilità ambientale favorevole, subordinatamente al rispetto di prescrizioni e raccomandazioni. Nell’autorizzare ora il progetto definitivo, la Giunta ha preso atto, facendolo proprio, del parere espresso dalla Commissione Regionale di valutazione d’Impatto Ambientale, anche in questo caso con prescrizioni e raccomandazioni”. Il progetto presentato prevede la realizzazione di due wetland con funzione di vasche di laminazione denominate rispettivamente 1 e 4; una vasca di laminazione denominata vasca 2; il by-pass di un tratto tombinato della Peseggiana all’interno dell’area urbana; la ricalibratura di un lungo tratto di Peseggiana a valle della confluenza con il Tarù; gli interventi lungo la Nuova Inalveazione Dese, che prevedono la realizzazione di opere di consolidamento delle sponde e la costruzione di una paratoia a ventola poco a monte dell’immissione nel fiume Dese. Il quadro economico prevede una spesa complessiva prevista di poco più di 6 milioni di euro. Le prescrizioni e le raccomandazioni riguardano sostanzialmente gli accorgimenti e le procedure ambientali per realizzare i lavori, nonché il miglioramento della naturalizzazione.

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Il vicepresidente del Consiglio Matteo Toscani, l’assessore Maurizio Conte e il presidente della Settima commissione Nicola Finco incontrano a Barcellona il Vicepresidente del parlamento catalano Lluís M. Corominas Barcellona, 6 novembre 2012 - Avviare un dialogo tra Veneto e Catalogna sui temi dell’autonomia e dell’indipendentismo. E’ questo l’obiettivo dell’incontro che si svolgerà domani (mercoledì 7 novembre) a Barcellona, tra il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani, l’assessore Maurizio Conte, il consigliere Nicola Finco e il primo vicepresidente del parlamento catalano Lluís M. Corominas. «La situazione economica, politica e sociale tra le due regioni – spiegano i tre esponenti della Lega Nord – è piuttosto simile. Entrambe le aree, sino a poco tempo tra le più ricche e produttive d’Europa, stanno accusando i contraccolpi della crisi, con un incremento preoccupante della disoccupazione. Ma è sotto l’aspetto politico che emergono le somiglianze più significative. Sotto l’impulso di Bruxelles, sia Roma che Madrid stanno attuando un progetto centralista che mira a svuotare il potere delle autonomie locali, con l’obiettivo di risanare i conti dello Stato chiedendo sacrifici a quelle aree del Paese che hanno sempre versato molto più di quanto ricevuto. In questa situazione, però, Veneto e Catalogna non vogliono più veder disperdere le proprie risorse nei calderoni di Roma e Madrid. A Barcellona, l’undici settembre scorso, c’è stata una storica mobilitazione a sostegno dell’indipendenza della Catalogna e questo avvenimento si ripercuoterà inevitabilmente anche sulle elezioni in programma il 25 novembre prossimo». «Al di là del voto – proseguono i tre consiglieri regionali – è comunque importante instaurare rapporti con le forze autonomiste per unire le energie contro le tendenze centraliste che si stanno rafforzando in Italia e in Spagna, per un’Europa dei popoli e non delle lobby. L’incontro di domani potrà essere l’inizio di una collaborazione politica ed economica importante per entrambe le Regioni».

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Ma questo natante dedicato alla raccolta di rifiuti galleggianti lungo il Canale Battaglia è pronto o no? E se non è pronto si può almeno sapere perché? Sono gli interrogativi che l’assessore regionale alle politiche ambientali ha posto con una sua lettera personale al Consorzio Obbligatorio Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani – Bacino di Padova3, inviata per conoscenza anche al sindaco di Battaglia Terme nel Padovano. La richiesta di chiarimenti fa riferimento ad un provvedimento regionale del dicembre 2011, con il quale è stato disposto un finanziamento di 40.000 euro per l’acquisto di un mezzo natante, che avrebbe dovuto raccogliere i rifiuti galleggianti lungo il Canale Battaglia. “Ad oggi, novembre 2012 – puntualizza Conte - non risulta che tale mezzo sia ancora entrato in funzione per la finalità destinata, ed anzi, pare che il natante non sia ancora stato predisposto per questa funzionalità”. L’assessore fa presente che gli uffici della Regione hanno ricevuto vari solleciti da parte di enti e cittadini che chiedono i motivi di questo ritardo. Anche sulla stampa locale sono apparsi in più occasioni articoli sulla mancata messa in funzione del mezzo, attribuendo alla Regione colpe che non ha. L’assessore chiede quindi al Consorzio “un’immediata verifica sullo stato di realizzazione del natante oggetto di finanziamento” e, nel caso in cui fosse già stato predisposto, “che vengano precisate le cause del mancato inizio del suo utilizzo”. “La sollecitazione che rivolgo – conclude Conte – ha il solo scopo di vedere attivato quanto prima questo intervento finalizzato a vedere eliminati i rifiuti che, lungo il canale, attraversano Battaglia Terme”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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