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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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Gli stipendi e le tredicesime dei dipendenti dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto non sono mai stati messi in discussione. E’ quanto dichiarato congiuntamente ieri sera dall’Assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, e dall’Assessore alla Sanità, Luca Coletto, nel corso del Comitato di Indirizzo dedicato all’Agenzia Regionale, a cui hanno partecipato anche il segretario regionale per la sanità e sociale Domenico Mantoan e i vertici della stessa. “In una congiuntura economica generale così difficile, è richiesto all’Agenzia un importante impegno di revisione delle proprie funzioni e dell’articolazione territoriale delle stesse in un’ottica di risparmio e di mantenimento dei servizi essenziali per la comunità ma i posti di lavoro sono garantiti – afferma Conte che aggiunge – la Regione non li ha mai messi in discussione”. L’Agenzia rientra nel bilancio generale della sanità e come per le Aziende ULSS dovrà attuare un serio piano di risparmio in previsione, nei prossimi anni, di un ulteriore calo di risorse, per quest’anno dovrà fare i conti con i 49 milioni stanziati a bilancio. “La Regione è al fianco del suo principale strumento di monitoraggio – conclude Conte - la tutela dell’ambiente è strettamente connessa alla prevenzione sanitaria non dobbiamo dimenticarlo, né ci permetteremo di fare passi indietro sulle attività di controllo che garantiscono ad un territorio come il Veneto l’integrazione fra sviluppo e tutela delle risorse naturali”. Il Comitato di Indirizzo, a cui partecipano anche i rappresentanti delle Provincie e delle Aziende ULSS, tornerà a riunirsi fra un mese per valutare le principali azioni di razionalizzazione intraprese dall’Agenzia.

Maurizio Conte e Luca Coletto Assessori Regionali del Veneto

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Il quadro della situazione sulla gestione dei rifiuti conferma la posizione di avanguardia del Veneto nel panorama nazionale. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2011 è stata di oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, con una diminuzione dell’4,3% rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. La produzione annuale pro capite è stata di 465 kg. per abitante. La raccolta differenziata ha raggiunto il 60,5% del totale, per una quantità pari a un milione 394 mila tonnellate, con un calo dello 0,7% rispetto al 2009. La quantità del rifiuto residuo a è stata pari a 911 mila tonnellate (-9,3%). La provincia di Treviso con il 74% si conferma al primo posto nella classifica regionale della raccolta differenziata, seguita da Belluno (66%), Rovigo (64%), Vicenza (62%), Padova e Verona (60%) e Venezia (50%). Per tutte, quindi, superato o raggiunto l’obiettivo del 50% previsto dal Piano regionale e dalla normativa nazionale per il 2009. Il rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti (urbani e speciali) nel Veneto, realizzato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, è stato presentato oggi a Palazzo Balbi dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal direttore generale dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Carlo Emanuele Pepe. “Sono dati positivi – ha sottolineato Conte – che sono l’effetto di un sistema che si è creato sul territorio e che funziona”. Pepe da parte sua ha posto l’accento sul contributo fondamentale dei cittadini al corretto recupero dei rifiuti Per quanto riguarda i rifiuti urbani, il 68% dei comuni del Veneto ha già conseguito l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. Maser (Treviso) ha raggiunto la percentuale più alta (83,65%) tra i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti; Salgareda (Treviso) è in testa (con l’83,68%) nella graduatoria dei comuni con popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti; Preganziol (Treviso) ha la percentuale più elevata (82,79%) tra i comuni con popolazione compresa tra i 15.000 e i 50.000 abitanti; Rovigo con il 60,32% guida la graduatoria dei comuni con più di 50.000 abitanti. Il rapporto fa inoltre il punto sul recupero di quanto raccolto e i diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento nei tre impianti attualmente esistenti o lo smaltimento nelle dieci discariche ancora attive nel Veneto. Dall’analisi sul 2011 risulta infine che il costo medio annuale pro capite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nel Veneto si attesta a 128,69 euro per abitante. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, i dati (riferiti al 2010) mostrano una produzione di circa 15 milioni di tonnellate, di cui un milione di rifiuti pericolosi, 7,9 milioni di non pericolosi e 6,1 milioni di rifiuti non pericolosi derivanti da costruzione e demolizione. Questi ultimi sono in forte diminuzione a causa delle difficoltà del settore delle costruzioni. Del totale dei rifiuti speciali, 11,5 milioni di tonnellate sono state avviate ad impianti di recupero e il resto ad impianti di smaltimento. Anche per gli speciali, negli ultimi anni si registra un significativo incremento del recupero di materia e, parallelamente, un decremento dello smaltimento in discarica. L’assessore Conte ha detto che per il futuro si proseguirà sulla strada intrapresa, puntando ad aumentare ancora il recupero dei materiali con l’obiettivo di arrivare a zero conferimenti in discarica. L’altro versante sarà quello del recupero ai fini energetici che avrà ricadute anche per quanto riguarda i “business plan” degli impianti, al fine di garantire da un lato gli investimenti e dall’altro di tenere basse le tariffe. Conte ha evidenziato, tra l’altro, che l’ecotassa nel Veneto è stata investita sul territorio per realizzare ecocentri, che stanno funzionando bene. Infine, l’assessore ha detto che in questo quadro si innesterà anche la riorganizzazione delle autorità di gestione dei rifiuti, come è già stato fatto per i servizi idrici, che sarà impostata in ambiti provinciali ma con la necessaria flessibilità per adattarsi alle realtà costituite sul territorio.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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“In epoca di spending review e di tagli, va segnalato che gli operai forestali regionali sono diminuiti dai 692 del 2010 ai 608 di quest’anno, senza però aver lasciato scoperto il territorio”. Lo segnala l’assessore veneto alle politiche ambientali e forestali Maurizio Conte, analizzando gli interventi nel settore forestale attivati dalla Regione nel corso del corrente esercizio, per un importo complessivo che supera i sei milioni di euro. In particolare per gli interventi previsti dal programma SIF 2012 sono stati impegnati finora 3.775.000 euro; per gli interventi urgenti 630.000 euro; per gli interventi dei servizi forestali regionali in delega da Enti terzi.1.715.000 euro circa. “Lo standard operativo dei Servizi Forestali Regionali – aggiunge Conte - si è ormai consolidato da più di 20 anni, per cui l’operatività sul territorio è garantita da un continuo scambio e raccolta di informazioni tra i servizi stessi e gli enti locali. Molta parte dell’attività svolta riguarda la manutenzione della miriade di opere realizzate negli anni che, se lasciate andare, creerebbero un rischio idrogeologico per i territori interessati”. “In aggiunta a questi interventi – aggiunge Conte - va tenuto conto che è in corso di predisposizione un “miniprogramma” relativo all’art. 61 della L.R. 2/2007, che riguarderà interventi per la conservazione ed il miglioramento di aree forestali di particolare pregio naturalistico, con riferimento ad attività di ricerca e sperimentazione. L’importo presumibile di questo programma ammonta a complessivi 200.000 euro che saranno distribuiti tra i cinque Servizi Forestali Regionali”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Al Veneto (5 mln di abitanti) il concorso ministeriale per l’assunzione di insegnati aveva destinato 390 posti, alla Sicilia (5 mln di abitanti) 1.592, questo in prima battuta. Dopo le proposte di riassegnazione presentate dal Carroccio le quote per la nostra regione sono salite di 119 posti. A scapito ovviamente dell’isola “degli sprechi”. Apriti cielo, l’on. del PD Alessandra Siragusa, ha predisposto a tempo di record un’interrogazione parlamentare per riportare l’iniquità al proprio posto. Che vergogna, l’indignazione di un parlamentare per difendere palesi privilegi immeritati. Le quote iniziali concesse magnanimamente erano già overquote e c’è pure chi ha la faccia tosta di contrastare una riforma doverosa nei confronti degli insegnanti del nord. A rendere un po’ di giustizia in aula c’ha pensato il Capogruppo Lega Nord in Commissione Istruzione Mario Pittoni il quale ha assottigliato le disparità unendo i punteggi destinati ai diplomi di laurea, evitando così che i concorrenti del sud – quasi tutti con votazioni di laurea che si attestano sul 110 con, ovviamente, anche la lode – portandoli da un valore massimo di 7,5 a 0,5. Ma questo non basterà: il numero di posti banditi al nord è nettamente superiore rispetto al numero di pensionamenti previsti per il prossimo triennio al sud, inoltre il numero di aspiranti docenti di queste regioni è nettamente inferiore rispetto al numero di aspiranti delle altre, ergo, chi sceglierà di fare il concorso in Piemonte, Veneto e Lombardia avrà una probabilità di entrare in ruolo maggiore rispetto a chi sceglierà le altre regioni. Per i circa 11.500 posti totali c’è una previsione di 200 mila richieste, i nuovi 509 destinati al Veneto, devono essere Veneti, la regionalizzazione delle graduatorie dev’essere un principio imprescindibile, credo però che il ministro Profumo non sia ancora pronto a fare giustizia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto

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L’erogazione di contributi per un importo superiore a un milione 250 mila euro è stata approvata dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, da destinare a 125 Comuni veneti per la predisposizione del Piano dell’Illuminazione per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso. “Il Veneto – sottolinea lo stesso Conte - è stata la prima Regione italiana a prendere coscienza del fenomeno dell’inquinamento luminoso. Nel 1997 è stata approvata una prima normativa regionale in materia. Successivamente, nel 2009, sono state adottate nuove norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori astronomici. Il tema dei costi per i consumi energetici dell’illuminazione pubblica è divenuto peraltro argomento di stringente attualità con i tagli imposti dal governo”. “Le norme regionali – prosegue Conte – hanno individuato, tra i compiti dei Comuni, quello di dotarsi del Piano dell’Illuminazione per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso (PICIL), che è l’atto comunale di programmazione per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione e per ogni intervento di modifica, adeguamento, manutenzione, sostituzione ed integrazione sulle installazioni di illuminazione esistenti nel territorio comunale, con gli obiettivi di contenimento dell’inquinamento luminoso per la valorizzazione del territorio, il miglioramento della qualità della vita, la sicurezza del traffico e delle persone ed il risparmio energetico. La normativa prevede la possibilità di concedere contributi ai Comuni per la predisposizione del PICIL ed è quello che abbiamo fatto con questo provvedimento”.. Le somme a bilancio hanno permesso di finanziare integralmente le richieste pervenute per la predisposizione di tale Piano nella misura massima prevista, pari al 50% della spesa ritenuta ammissibile e comunque per un importo non superiore a € 20.000. “Con successivi provvedimento – conclude Conte – la Regione provvederà invece a valutare e finanziare le richieste per interventi di bonifica e adeguamento degli impianti esistenti e per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione pubblica e di illuminazione stradale, sulla base delle disponibilità di bilancio”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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L’altruismo e la bontà di “Razzismo stop” e “Adl COBAS” inquietano. Ci sono imprenditori che arrivano al gesto più estremo e sempre più famiglie venete che devono ricorrere ai servizi assistenziali comunali per riuscire a vestire e nutrire i propri figli, ci sono anziani che ricorrono settimanalmente alla Caritas e lavoratori dipendenti appesi alla cassa integrazione con un futuro senza certezze. Ma ora è nato il “camper mobile dei diritti”, dove le due associazioni offrono consulenze outdoor agli stranieri in cerca di sanatoria. Lodevole iniziativa se di lavoro ce ne fosse in quota extra ai Veneti, apprezzabile concetto se realmente gli stranieri soffrissero di carenza di applicazione di diritto o non avessero punti di rifermento a cui rivolgersi in caso di ricerca di informazioni. Richiamando la piena libertà d’azione in questo senso, penso che una simile iniziativa sia l’ennesimo schiaffo ai Veneti da parte dei supporter del welfare universalistico, di coloro che soffrono ingiustificatamente del deficit di integrazione, di chi non vede e non intende sapere quale e quanto sia realmente l’impegno istituzionale nei confronti dei servizi pubblici delle amministrazioni pubbliche (mi riferisco almeno a quelle Venete). Ricordo che Razzismo stop è quell’Associazione che scese a Lampedusa per dare indicazioni logistiche e sui diritti giuridici ai clandestini appena sbarcati per poter circolare in tranquillità nel Paese perché convinti che “sia arrivato il momento di smettere con detenzioni e confinamenti”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto

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E’ stato il vento del nord a far garrire così le nostre bandiere in Riva Sette Martiri, la volontà di ripartire con idee necessarie alla politica sono state l’ulteriore garanzia per credibilità e lungimiranza che solo il Carroccio può vantare. Il richiamo del nostro Segretario Federale alla disobbedienza civile è una corretta interpretazione delle necessità del nord, la Padania sta correndo ai ripari difendendosi legittimamente dal pantano romano in cui ci troviamo, uno Stato rappresentato da “illuminati” a nomina del Presidente Napolitano. L’appuntamento del Lingotto, che ha preceduto la manifestazione veneziana, ha creato importantissimi tavoli d’ascolto con le parti sociali ed economiche, facendo un lavoro ancora più attento di quello svolto dal Governo, recependo le criticità esposte dagli attori del comparto produttivo ed economico nazionali e redigendo le 12 imprescindibili priorità da adottare, congiuntamente alle riforme costituzionali, per venir fuori dalla crisi. Lavoro, imprese, economia, sistema finanziario, piano infrastrutturale e politica una trasparente, questa è una parte del programma che il nord, con o senza Roma intende attuare, non possiamo aspettare che il sud, ancora anestetizzato dal clientelismo, possa in qualche maniera aiutare questo processo. Ed è per questo che la rivoluzione parte dal Nord, ed è per ciò che i Militanti hanno abbracciato con convinzione le linee dettate dal Segretario Federale Maroni e dalla sua squadra federale. 900 milioni donati d'amblais alla già fallita Regione Sicilia sono la prova che Monti non intende attuare alcun taglio, quelli che invece si ostina ad adoperare contro i Comuni e le Regioni virtuose della Padania sotto forma di trasferimenti non corrisposti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto

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L'Amministrazione Comunale di San Martino di Lupari (PD) esprime così solidarietà al popolo catalano. Lunedì 1 Ottobre è stata votata dal Consiglio Comunale la mozione a sostegno della manifestazione per l'indipendenza della Catalogna tenutasi lo scorso 11 settembre 2012. La mozione, presentata dal gruppo consigliare della Lega Nord-Liga Veneta, è stata approvata con i voti favorevoli di Lega Nord e Pdl e ora sarà inviata al Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, a tutti i segretari di partito, ai governatori di Veneto, Piemonte e Lombardia, nonché al presidente della Generalitat de Catalunya (ovvero l’insieme delle istituzioni autogovernative della Comunità Catalana) Artur Mas e al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. Il principale intento della mozione è quello di esprimere solidarietà al popolo catalano e al suo desiderio di indipendenza dal Governo centrale attraverso la creazione di uno Stato indipendente della Catalogna all’interno dell’Unione Europea. Stabilendo un parallelismo tra Catalogna e Veneto emerge che il 20% del Pil della Spagna è prodotto dalla Catalogna così come il Veneto incide per il 10% sul Pil italiano (dato Bankitalia ). Entrambe le regioni possono considerarsi delle vere e proprie forze economiche e produttive per i rispettivi paesi ma la ricchezza prodotta finisce per essere destinata, e quindi dispersa, in altre aree della nazione. Nell’affermazione dei principi di autogoverno e di autodeterminazione del popolo catalano nei confronti dello Stato centrale quindi il gruppo consigliare Lega Nord-Liga Veneta del Comune di San Martino di Lupari si riconosce e intende affermare la necessità di promuovere anche per l’Italia e in particolare per il Nord e per il Veneto quei processi di decentralizzazione dei poteri alle realtà territoriali e la realizzazione di un effettivo sistema federale. Come afferma l'assessore all'ambiente della regione Veneto, Maurizio Conte: “L’obiettivo è quello di riconoscere la manifestazione catalana come manifesto di una forte volontà d’identità territoriale e regionale dell’Europa, sancendo una voglia di autonomia anche per il Veneto riguardante la gestione diretta delle risorse prodotte nel nostro territorio.”

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Le parole del portavoce del Sindaco di Padova farebbero impressione anche al mostro norvegese Breivik, a parlare di tatuaggi ci pensava la Germania negli anni ’40, credevamo che certe reminescenze non potessero ancora far parte del linguaggio della politica. Quel: "Se io fossi un elettore del centrosinistra non avrei dubbi: alle primarie voterei per Renzi, se non altro può rappresentare un bel sasso nello stagno per far muovere finalmente la politica" pronunciato da Federico Caner deve proprio aver graffiato i nervi già scoperti dei Bersaniani padovani, Sindaco e relativo portavoce in primis. Il nervosismo che si traduce nelle parole di Martini sta a significare che la rottamazione interna al PD portata avanti da Renzi fa paura anche agli alti papaveri, probabilmente se accende gli animi in questo modo qualcuno, come ad esempio quelli di Zanonato ed il suo portavoce, sarà perché si prospetta la loro futura esclusione. Sia chiaro, nessun leghista si recherà alle urne del Partito di Bersani, ma la politica, tutta, ha un forte bisogno di rinnovarsi e dell’avvicendamento di determinate figure, la Lega, in questo senso, si è già data da fare. I personalismi sulla sfida interna al PD ed interventi glaciali come quello di Martini ci dicono che il PD non è ancora disposto a fare spazio ai giovani, i quali, con le loro gambe prestanti, farebbero correre più veloci idee e soluzioni.

Federico Caner
Vice Segretario Federale Lega Nord

Maurizio Conte
Vice Segretario Nazionale Liga Veneta – Lega Nord

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Il Carroccio versione 2.0 si appresta a riempire Riva degli Schiavoni, finalmente, il 7 ottobre, arriva in Veneto la versione rinnovata nei contenuti e nelle persone della Lega di Roberto Maroni. Venezia ospiterà di nuovo il nostro Movimento per creare una giornata intrisa di temi politici da condividere con la base, a tal proposito saranno sicuramente d’ispirazione gli Stati Generali che proprio in questi giorni di stanno tenendo a Torino. Venezia come Torino sono due appuntamenti “fondanti”, dai quali, dopo le conferme in fatto di uomini ottenute ai Congressi Nazionale e Federale, sia gli iscritti che gli elettori avranno conferme in merito ai nuovi contenuti di lavoro che la Lega si prepara ad affrontare. Il Veneto, il prossimo 7 ottobre – proprio nella ricorrenza storica in cui la Serenissma a Lepanto difese l’occidente e la sua cultura dalla minaccia turca - , sarà quindi protagonista del rilancio della politica nazionale, sarà l’occasione per far capire che lo slogan “Prima il Nord” si è costituito su solide basi d’ascolto e soluzione, che lavoro, crisi, welfare e riforma fiscale sono, congiuntamente ai temi di lotta storicamente in capo al Carroccio, le priorità per questo paese, per il Nord.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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