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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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Un Protocollo d’Intesa sarà sottoscritto tra la Regione e la Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto (Ministero per i beni e le attività culturali) per definire modalità operative per l’istruttoria di impianti idroelettrici da ubicarsi nel territorio regionale, in modo da avere uno strumento di valutazione condiviso e convergente tra i principali soggetti che intervengono nel procedimento autorizzatorio. Lo ha disposto la giunta veneta, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte di concerto con il vicepresidente Marino Zorzato, in risposta all’esigenza di garantire, da un lato, il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello comunitario e statale di utilizzo di energia da fonte rinnovabile e, dall’altro, la volontà di dare piena salvaguardia alla componente paesaggistica. “Le direttive europee – fa rilevare Conte - richiedono, entro l’anno 2020, il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% e la copertura del 20% del consumo energetico attraverso fonti rinnovabili. All’Italia è stato assegnato un obiettivo complessivo del 17%. Con un decreto ministeriale del 15 marzo scorso sono stati quantificati gli obiettivi per ciascuna Regione e Provincia Autonoma. Al Veneto è stato assegnato un obiettivo pari al 10,3%, rappresentante la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia al 2020”. “Nel quadro energetico nazionale - aggiunge Conte - l’idroelettrico costituisce quasi il 63% della produzione elettrica nazionale da fonti rinnovabili nel 2010. Anche a livello veneto l’idroelettrico rappresenta più del 90% sul totale delle fonti rinnovabili e il 33,9% sul totale della produzione elettrica regionale nel 2010. Ma gli obiettivi di incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili devono integrarsi con la salvaguardia degli ecosistemi fluviali e del paesaggio”. A tal fine Regione e Direzione per Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto hanno già messo a punto una serie di materiali che possono costituire una base di riferimento. Con la firma di questo Protocollo di Intesa sarà formalizzato l’impegno a individuare indicazioni di carattere tecnico e procedurale che potranno contribuire a far coesistere in maniera sostenibile i fabbisogni energetici con le esigenze di tutela del paesaggio e di conservazione della qualità degli ecosistemi fluviali, sintetizzando i diversi interessi pubblici coinvolti e tutelati e fornendo al soggetto privato gli elementi tecnici necessari per la progettazione degli impianti idroelettrici.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Preoccupazione ma anche consapevolezza che, grazie all’apporto di tutte le forze in campo, l’azione di monitoraggio che la Regione sta portando avanti contribuirà a far emergere le situazioni ambientali critiche o a rischio, in modo da poter intervenire. E’ quanto ha dichiarato l’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte commentando la notizia che la Guardia di Finanza, attraverso il controllo aereo, ha scoperto a Maserà di Padova un'area di circa 20 mila metri quadrati gravemente contaminata dall’amianto, la cui presenza è stata verificata con il supporto dell’ARPAV, e adibita a discarica abusiva di rifiuti pericolosi. “Stiamo lavorando – aggiunge l’assessore – alla revisione del piano delle bonifiche delle aree inquinate, grazie anche all’istituzione dell’anagrafe dei siti da bonificare in collaborazione con ARPAV e altri enti. Inoltre la Regione per la tutela dell’ambiente ha in programma anche azioni di fotorilevamento aereo dei siti inquinati in collaborazione con le Forze dell’Ordine e con la Guardia di Finanza in particolare”. Dal 2009 ad oggi la Regione ha assegnato ai comuni 90 milioni di euro come fondo di rotazione e altri 5.500.000 come contributo a fondo perduto per progetti di bonifica e ripristino ambientale di siti inquinati. A questi finanziamenti si aggiungono oltre 12 milioni, erogati ai comuni, derivanti dai fondi europei. Da ultimo, con una delibera di fine luglio è stato approvato lo stanziamento di altri 300 mila euro a fondo perduto per finanziare l’effettuazione di indagini ambientali, piani di caratterizzazione, progetti di bonifica di siti inquinati da parte degli enti locali. La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 ottobre.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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“Padova è sotto controllo”, Carrai con un coraggio da kamikaze rilascia dichiarazioni totalmente senza senso e scollate dalla tragica realtà cittadina: dopo i due stupri avvenuti la scorsa settimana da parte di un gruppo di spacciatori marocchini, un Amministratore, che in tale veste mistifica la realtà, è associabile ad un imbonitore televisivo che vende sali contro il malocchio. Ogni tipo di delinquenza viene tollerata, il pugno duro Zanonato lo utilizza ormai esclusivamente sullo schermo del tablet e niente più, l’illegalità, specie se straniera non riscontra condanne; sempre Carrai, nel delirio dell’arringa difensiva propone improbabili paragoni tra Padova e le città di Milano, Roma e, addirittura, Treviso e Verona, accomunandole nella quantità e tipologia di crimini commessi. Ma non finisce qui; l’Assessore alla Sicurezza si scaglia senza riguardi contro la Polizia ironizzando sulla presenza degli agenti dietro ai cespugli come antidoto alla delinquenza, non solo disadatto al ruolo ma pure irrispettoso. Gli uomini del Questore stanno compiendo un lavoro straordinario rispetto alle risorse di cui dispongono, le vetture a disposizione sono appena 7, tutte con più di 250 mila chilometri, ma nonostante ciò siamo sicuri che le Forze di Polizia continueranno, a costo di grandi sacrifici anche personali, a fare il loro dovere, a far sentire la loro presenza vicino a quella parte di cittadinanza onesta ma impaurita. Palazzo Moroni deve convincersi che la legalità e la sicurezza in ogni quartiere della città deve essere una priorità per l’attuale amministrazione. Si può portare la legalità in ogni angolo della nostra città, ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, noi come opposizione incalzeremo il sindaco chiedendo al primo cittadino che si prodighi per richiedere al Ministero più uomini e maggiori risorse, così come avverrà nelle altre sedi istituzionali. I padovani che vedono gravemente limitata la loro libertà a causa della paura che ormai si fa strada in molte zone, son stanchi, quando finalmente la politica dell’attuale amministrazione farà sentire la propria presenza in tutti i quartieri della città? Basta demagogia e basta promesse, installare ancora telecamere a Padova senza una presenza sul territorio è un’inutile spreco di denaro pubblico, facciamo un passo indietro, Zanonato nel 2009 durante la campagna elettorale parlava di “cento occhi per la città”, il sindaco si riferiva al sistema di videosorveglianza vanto dell’amministrazione denominato “PADOVA CITTA’ SICURA”, recenti fenomeni di cronaca e di vita cittadina ci fanno ritenere che siano in presenza di “cento occhi MIOPI per la città”. L’importante investimento economico che il sistema di videosorveglianza del comune di Padova ha comportato (per installazioni di telecamere euro 4.406.126; per la centrale operativa euro 1.056.432), impone la seguente domanda: ma tutti questi soldi spesi danno il risultato sperato ? Come se ciò non bastasse l’amministrazione continua ad investire soldi pubblici in figure quali i Facilitatori Culturali e i Mediatori Sociali, queste figure dovrebbero favorire tra le altre cose la legalità e la sicurezza, per Padova questo non basta più, ormai non serve divulgare la legalità bisogna farla rispettare !!!!!! Padova è la capitale del degrado in Veneto, principalmente perché c’è una moltitudine variegata di disperati che usano la città come un grande ed accogliente ostello, Zanonato deve iniziare a fare dei controlli seri sul rilascio delle residenze, deve smetterla di tollerare l’accampamento abusivo sul territorio comunale in ogni sua forma, non si può definire normale la presenza di campi rom abusivi, l’occupazione irregolare di immobili, il sovraffollamento delle abitazioni, alcuni di questi appartenenti sono addirittura dell’amministrazione stessa. La Lega Nord è solidale con le Forze dell’Ordine ed il COISP per il loro impegno a favore della legalità, nel contempo ringrazia la Polizia che in questi mesi ha provveduto a contrastare il crimine portando a conclusione innumerevoli espulsioni, ma l’enorme sforzo potrebbe dare maggiori risultati se l’amministrazione facesse la sua parte in modo convinto e senza cercare ripetutamente di sminuire la grave situazione in cui versa la città. Zanonato è come un disco rotto, attribuisce a più riprese all’ex Ministro Maroni i problemi che lui stesso ha contribuito a creare a Padova con una politica buonista e dell’integrazione ad oltranza attuata a costo di disaggregare la società patavina. Caro Sindaco perché a Padova il degrado è maggiore che in altre città? Si faccia un esame di coscienza e finisca di scaricare le colpe su altri, si impegni affinché il governo e i ministri competenti destinino a Padova maggiori risorse per arginare la dilagante criminalità.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Luca Littamè e Mario Venuleo
Consiglieri Comunali Lega Nord Città di Padova

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Gli organizzatori di feste e sagre potranno ricevere contributi dalla Regione, finalizzati ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti e favorire la raccolta differenziata. La giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, ha infatti approvato un avviso pubblico che consentirà la presentazione delle domande entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul BUR. Il contributo sarà quantificato entro il limite massimo di 500 euro da concedersi a ciascun promotore di eventi (feste, sagre) e, comunque, fino ad un massimo del 50% delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’acquisto di posateria e stoviglie riutilizzabili o, nell’impossibilità di provvedere diversamente, di stoviglie biodegradabili. La raccolta differenziata dovrà essere effettuata nel rispetto delle categorie merceologiche individuate dalla normativa. “La corretta gestione integrata dei rifiuti – sottolinea Conte - si attiene a specifici criteri che prevedono la prevenzione e la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e, in secondo luogo, il recupero mediante il riciclo, il reimpiego e il riutilizzo dei materiali. Questi obiettivi richiedono la promozione ed il sostegno di ogni attività ed iniziativa che consegua la minimizzazione dei rifiuti ed aumenti gli attuali livelli di raccolta differenziata, già ottimi nel Veneto. Nel nostro territorio le sagre e le feste insieme alle mense hanno ampia diffusione e costituiscono un’importante luogo di aggregazione che consente di poter raggiungere una platea numericamente significativa da sensibilizzare su questi temi. Inoltre, gli eventi sul territorio coinvolgono numerosi addetti all’organizzazione”. In base alle norme sulla gestione dei rifiuti, sono stati quindi definiti i criteri e le linee guida per la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti da attività di ristorazione presso mense, feste e sagre, sottoponendoli al parere della competente commissione consiliare. In sede di prima applicazione e in ragione delle risorse finanziarie disponibili, (50 mila euro) è stata ravvisata l’opportunità di limitare gli incentivi al sostegno delle feste paesane, prevedendo, comunque, in futuro l’estensione dell’azione anche a favore delle mense.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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A versamento della seconda rata IMU avvenuto le amministrazioni sono in grado di quantificare gli ulteriori buchi sui trasferimenti statali e sui mancati versamenti. L’aumento in corsa delle aliquote previsto dal Governo è un atto moralmente ingiustificabile, i tagli, gli accertamenti e le verifiche, se non al nord, sono una pratica che Roma non intende attuare. Dopo i salti mortali a cui le amministrazione virtuose del settentrione sono dovute ricorrere, il Governo pretende che per colmare i buchi finanziari non in previsione i Comuni affondino ancora di più la lama delle aliquote nelle bisacce dei cittadini, innalzando l’importo della seconda rata. Casi come quello di Tombolo però sono da prendere in serissima considerazione, in quanto la legge dice che se i Comuni incassano meno delle previsioni del Tesoro sul gettito Imu, sarà proprio lo Stato a dover “rinforzare” questi mancati introiti. E adesso? Ora, nella teoria, il fondo speciale per il riequilibrio dovrebbe ripianare le voragini del mancato gettito previsto, ma a questo non credo. Visto che il Nord ha pagato mediamente 200 euro per abitante e al sud circa 100 e visto anche che nel meridione molte abitazioni hanno un valore catastale pari a zero sono propenso ad immaginare che Monti ed il suo Governo sono pronti a penalizzare ancora una volta il nord. Perché, ora che siamo in possesso dei dati sui pagamenti della prima rata il Governo non impone almeno per le grandi Città del Sud l’aerofotogrammetria aerea per ottenere misurazioni e quindi accatastamenti attendibili portando ad un valore catastale reale gli immobili non registrati o a valore zero? Non mi aspetto di certo risposte concrete sui tagli al sud da Monti, abbiamo capito che l’accetta per gli sprechi l’ha riposta nel capanno, il nord stanco delle continue vessazioni in breve tempo alzerà la testa.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La Regione del Veneto ha deciso di partecipare al programma LIFE+, che è lo strumento finanziario europeo per l’ambiente nel periodo che va dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013. Nell’ambito del bando per il 2012, che si chiuderà il 26 settembre, la giunta regionale del Veneto intende presentare la propria candidatura, in qualità di partner, assieme alla Provincia Autonoma di Bolzano, alla Provincia Autonoma di Trento, all’Autorità di Bacino dell’Adige e ad altri eventuali soggetti, con una proposta progettuale sul fiume Adige denominata LIFE+ “REMAKE”. A renderlo noto è l’assessore veneto alle politiche ambientali Maurizio Conte, sottolineando che il Programma LIFE+ si propone di concorrere all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della normativa comunitaria in materia di ambiente, compresa l’integrazione dell’ambiente in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo sostenibile. Ogni anno la Commissione Europea apre un bando per la presentazione di proposte e il bando 2012 riguarda tutte e tre le componenti LIFE+: “natura e biodiversità”, “politica e governance ambientale” e “informazione e comunicazione”. Il budget totale disponibile è di 276.710.000 euro e l’importo indicativo assegnato all’Italia ammonta a 24.324.882 euro. Il cofinanziamento comunitario è del 50% dei costi ammissibili dei progetti selezionati. “La proposta progettuale sul fiume Adige che il Veneto presenterà con gli altri partners – spiega Conte – ha come obiettivi specifici, in particolare, il miglioramento delle strutture spondali, l’aumento della biodiversità e delle connettività degli habitat naturali e dei biotopi e la sensibilizzazione della popolazione per gli habitat acquatici naturali. Per quanto riguarda l’ambito veneto gli interventi si svilupperanno in alcuni tratti dell’asta fluviale siti in provincia di Verona, sia in destra che in sinistra orografica, compresi fra i Comuni di Dolcè, Rivoli ed Ossenigo, la cui competenza territoriale è del Genio Civile di Verona. Se la candidatura andrà a buon fine, l’investimento economico complessivo previsto è di un milione di euro di cui il 50% con cofinanziamento del programma LIFE+ e il resto a carico della Regione da impegnarsi in un massimo di tre annualità a partire dal 2013”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Negli ultimi dieci anni i ghiacciai delle Dolomiti sono passati da una superficie totale di 8.608 a 7.278 metri quadrati complessivi, una riduzione di oltre il 15 per cento che appare in accelerazione e che denota un cambiamento climatico. A testimonianza dell’evoluzione in atto in uno degli ambienti più belli e più sensibili del Veneto, sabato 8 settembre alle ore 18 al Palazzo delle Poste di Cortina d’Ampezzo (Belluno) sarà presentato il libro ‘I ghiacciai delle Dolomiti’ realizzato dall’esperto glaciologo Franco Secchieri su commissione dell’Assessorato all’Ambiente della Regione del Veneto. L’opera raccoglie i dati e le fotografie prevalentemente aeree, di trent’anni di monitoraggio e di censimento di tutte le masse gelate dolomitiche sparse nei principali Gruppi montuosi dalla Marmolada all’Antelao, dal Sorapis alle Pale di San Martino, dal Civetta al Cristallo. Talune masse gelate monitorate appaiono veramente minuscole ma le loro variazioni si rivelano interessanti per seguire gli andamenti climatici del Veneto anche nel breve periodo. Il ghiacciaio principale della Marmolada, ad esempio, nell’ultimo decennio è passato da una superficie di 1.918 a 1.591 metri quadri riducendosi del 17 per cento, il Travignolo si è ridotto del 20 per cento e il Vernale addirittura del 60 per cento. “Da decenni la Regione, dopo aver eseguito un accurato censimento, sta seguendo l’evoluzione di tutte le masse gelate dolomitiche. Il Centro Valanghe di Arabba dell’ARPAV ha completato nel 2009 il catasto dei ghiacciai e dei glacionevati delle Dolomiti”, sottolinea l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte che sabato parteciperà alla presentazione del volume insieme all’autore. “L’opera – aggiunge – non è solo la sintesi delle ricerche svolte ma anche un affascinante viaggio fotografico sulle cime più belle delle nostre montagne”. L’evento conclude la sesta edizione di “Una montagna di libri”, rassegna di incontri con l’autore a Cortina, che prevede nell’ultima giornata le proposte di lettura per l’autunno.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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I rifiuti prodotti dai cantieri edili sono mediamente costituiti per l’80% del totale da laterizio e calcestruzzo (armato e non); il restante 20% è invece suddiviso tra gli imballaggi (metallo, carta) e il materiale proveniente dagli scavi (terra e rocce, asfalti). Fornire un insieme di indicazioni operative per una migliore gestione delle problematiche legate alla produzione e alla gestione dei rifiuti nel settore delle costruzioni e demolizione sia nel luogo di produzione, sia negli impianti in cui questi vengono trasformati in nuovi prodotti, è quanto si propone un provvedimento appena approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte. “I rifiuti speciali, pericolosi o meno, annualmente prodotti in Veneto in corrispondenza di cantieri dove sono effettuate attività di costruzione e demolizione – fa rilevare lo stesso Conte - rappresentano un'elevata percentuale dei quantitativi di rifiuti complessivamente prodotti. Una loro corretta gestione fin dalla fase di produzione costituisce quindi elemento chiave per consentire il rispetto della gerarchia indicata a livello europeo in tema di rifiuti, garantendo la riduzione della produzione dei rifiuti e l'ottimizzazione del recupero di materiali”. Data la valenza ambientale dell'argomento e la sua specificità, la Regione ha proceduto a costituire un tavolo di lavoro cui hanno partecipato rappresentanti delle Province, dell’ARPAV e di Confindustria con l'obiettivo di approfondire gli aspetti di tipo gestionale e di individuare, in quanto compatibili con la disciplina di settore, le possibili semplificazioni procedurali. “Dal lavoro di questo tavolo – conclude Conte - è scaturito questo documento di indirizzo che affronta in modo unitario - per la prima volta in ambito regionale - i vari aspetti connessi con la produzione e la gestione di tali rifiuti, sia negli stessi cantieri in cui vengono prodotti, sia negli impianti (fissi e mobili, operanti con autorizzazione ordinaria o in regime semplificato) in cui vengono trasformati in nuovi prodotti. Particolare risalto è stato dato all’l'incentivazione della cosiddetta "demolizione selettiva" come soluzione più efficace per ridurre i quantitativi dei rifiuti prodotti e per favorire la separazione e l’avvio a un recupero più efficiente delle frazioni separate”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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“Il parere chiesto alle Regioni da parte del Governo per il transito sul territorio del Veneto di scorie radioattive riceverà da noi un secco no. So che il nostro parere non è vincolante e quindi potrebbe non essere ascoltato, ma rimane forte la ferma convinzione che il Veneto non debba essere fatto parte attiva di questo percorso della radioattività”. Lo sottolinea l’assessore all’Ambiente della Regione del Veneto Maurizio Conte, ribadendo l’opposizione di palazzo Balbi all’ipotizzato transito attraverso parte del Veneto di un convoglio con materiali radioattivi diretto in Friuli. “Questa regione – aggiunge Conte – peraltro non ha nemmeno le caratteristiche per ospitare il nucleare. E’ la posizione che la Giunta Zaia ha preso sin dall’inizio del mandato: il nucleare è una tecnologia con aspetti positivi, ma il territorio che la ospita deve possedere tutte le garanzie a tutela della sicureza come, ad esempio, la stabilità sismica”. “Questo transito – conclude Conte – non deve essere una sorta di servitù senza ritorni e senza assenso. Il Governo di Roma non dovrebbe chiedere un coinvolgimento degli Enti territoriali senza poi tenere nella dovuta considerazione la loro opinione, a maggior ragione se si tratta di materiali appartenenti ad altri Paesi”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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La Giunta Regionale, nella sua ultima seduta su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ha approvato alcune nuove precisazioni alle norme tecniche del Piano di Tutela delle Acque. “Non si tratta di modifiche o correzioni al Piano – precisa Conte – ma di chiarimenti e delucidazioni sui contenuti delle norme. Ciò non vuol dire, peraltro, che siano meno rilevanti, perché servono a facilitare l’azione degli operatori di settore, evitando equivoci ed incertezze nell’operatività quotidiana”. Il Piano di Tutela delle Acque (PTA), approvato il 5 novembre 2009 dal Consiglio regionale, è finalizzato al conseguimento degli obiettivi di qualità per i corpi idrici (fiumi, laghi, acque sotterranee, lagune, acque marino-costiere) stabiliti dalle norme comunitarie e statali. Componente fondamentale del PTA sono le norme tecniche, che contengono tutte le disposizioni finalizzate ad assicurare nei tempi e nei modi previsti la qualità e la corretta gestione dell’acqua. “Il testo del PTA – ricorda Conte - è stato frutto di un lungo e documentato dibattito pubblico; nonostante questo, durante la sua applicazione, sono emerse dal confronto con vari soggetti che si sono trovati ad applicare nella pratica le disposizioni del Piano stesso, alcune esigenze di chiarimento dei suoi contenuti e in alcuni casi di vera e propria modifica del testo normativo”. “Queste incertezze e difficoltà nell’applicazione del PTA – prosegue Conte – costituiscono un concreto ostacolo nell’azione dei gestori del Servizio Idrico Integrato, con inutili perdite di tempo e sprechi di denaro pubblico. Con questa delibera – dice l’assessore – chiariamo alcuni punti che potevano essere oggetto di dubbia interpretazione, per dare sicurezza agli operatori di settore ed evitare inutili appesantimenti burocratici. Tutto ciò, evidentemente, senza diminuire l’efficacia, in termini ambientali, del Piano di Tutela”. In particolare, le puntualizzazioni riguardano i contenuti tecnici richiesti per la redazione dell’apposita relazione per la quantificazione delle acque di pioggia da sottoporre a trattamento prima dello scarico; alcune distinzioni tra tipologie di superficie per le quali è necessaria la raccolta delle acque di prima pioggia; alcuni aspetti sanzionatori; la particolare autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura e la redazione di programmi di adeguamento per l’eliminazione degli scarichi sul suolo di acque reflue industriali. “Per essere efficace e sostenibile una norma deve essere condivisa e frutto della collaborazione di tutti - conclude Conte - e una buona norma ambientale deve essere fondata sull’educazione e sulla convinzione della necessità, oltre che sulla programmazione economica degli interventi, perchè un ambiente protetto e migliorato è prima di tutto un buon investimento per tutti”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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