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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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Il sostegno ai lavori pubblici è un indirizzo al quale l’Ente Regionale Veneto pone grande attenzione, per far fronte alla crisi congiunturale che tuttora perdura nell’economia veneta; la Giunta Regionale ha ritenuto di fondamentale interesse promuovere politiche mirate ad incentivare la realizzazione di lavori pubblici aventi le caratteristiche dell’immediata cantierabilità. A tal proposito l’Assessorato ai lavori pubblici ha adottato un nuovo programma di finanziamento in conto capitale per la realizzazione di opere di interesse locale di competenza delle Amministrazioni comunali. “In particolare, per il Comune di Tombolo (PD) – dichiara l’Assessore Regionale Veneto Maurizio Conte - è stato assegnato un contributo di euro 100.000 per la realizzazione del parcheggio di via Senatore G. Cittadella, per la pista cicolopedonale e relativo collegamento di via Roncà e C. Vecchio, a fronte di una spesa ammissibile di 173.250 euro. Crediamo – continua Conte – che questo tipo di intereventi, a fronte delle restrizioni derivanti dai parametri del Patto di stabilità, siano un aiuto tangibile che le Amministrazioni locali si aspettano e che la Regione deve cercare di erogare”. “Sono soddisfatto nel vedere che la Regione aiuti i Comuni che attualmente si trovano in difficoltà per colpa dei tagli ai trasferimenti statali – dichiara il Sindaco di Tombolo Franco Zorzo - c’è da riconoscere inoltre la validità che questa Amministrazione Comunale dimostra nelle proposte progettuali. Per i molti cantieramenti previsti, questo contributo, andrà comunque a favore di un opera che servirà al sostegno e miglioramento della qualità della vita, del benessere sociale e della sicurezza stradale”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Franco Zorzo
Sindaco del Comune di Tombolo

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Ivo Rossi si è assunto la responsabilità di presentare l’ennesima opera di questa amministrazione realizzata a favore di spacciatori e sbandati. Difatti, il vicesindaco, nella sua presentazione ai media, ha scordato a piè pari di citare soluzioni definitive contro lo spaccio, i furti, il mercato delle bici rubate, che comunque continu eranno ad insistere, anzi i delinquenti, non saranno più disturbati da quel fastidioso andirivieni di turisti. Siamo al paradosso, le massime cariche istituzionali della città, dopo aver costruito muri, levato panchine e siepi, insomma dopo aver cercato soluzioni che mai prevedessero il rigore necessario per dare una svolta sulla questione sicurezza a Padova ma solo per spingere la polvere sotto il tappeto, hanno deciso di creare un “ privé ” per chi da noi è venuto a delinquere. Della presenza di questi individui, Rossi, non ne fa mistero eppure per l’ennesima volta la Città verrà deturpata per la volontà di non assumere decisioni che vadano contro queste presenze scomode ed ormai intollerante dai padovani stessi. Invito Rossi a passare più tempo nei giardini dell’Arena perché, se ancora non avesse posto la giusta attenzione, all’interno di questo splendido giardino antico persino gli studenti faticano a rimanere, la delinquenza è ad un livello di presenza e percezione inquietante. L’Assessore Carrai potrebbe spendere qualche ora di servizio della Polizia Municipale a presidio interno dell’area anziché prevedere un impegno sanzionatorio (e di conseguenza per gli agenti) in bilancio preventivo che si aggira attorno ai 9 milioni di euro.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla protezione civile Daniele Stival, ha determinato in 500 mila euro le risorse da destinare come contributo straordinario ai Comuni della provincia di Padova colpiti da calamità naturali nel 2008 e 2010. Si tratta dello stanziamento previsto per queste finalità dalla Finanziaria Regionale 2012. “L’approvazione di questa delibera – ha sottolineato l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte – compenserà, almeno in parte, i danneggiamenti a immobili privati, compresi fabbricati rurali, alle attività produttive e ai beni mobili registrati, causati dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito alcuni Comuni padovani negli anni passati”. Con il provvedimento vengono definiti i criteri che saranno adottati per l’assegnazione dei fondi; ci si baserà comunque sulle domande già depositate dai cittadini e titolari d’impresa nei termini allora previsti, cioè entro il 13 agosto 2009, relativamente all’evento del 6 e 7 luglio 2008; entro il 3 marzo 2011 relativamente all’evento del 23 luglio 2010. Il provvedimento è stato adottato per far fronte alle esigenze che si sono evidenziate, tenuto conto che le richieste di “Stato di emergenza” inoltrate dalla Regione al Governo non hanno avuto esito favorevole da parte del Dipartimento di Protezione Civile, che non ha riscontrato presupposti tali da legittimare il ricorso a poteri straordinari neppure dopo ulteriori precisazioni regionali. Potranno beneficiare di queste risorse i cittadini dei Comuni d: Abano Terme, Albignasego, Casalserugo, Due Carrare, Legnaro, Maserà di Padova, Montegrotto Terme, Padova, Ponte San Nicolò, Rubano Saccolongo, Sant’Angelo di Piove di Sacco, Saonara, Selvazzano Dentro, Teolo e Torreglia. Potranno essere ristorati, nella percentuale che verrà stabilita con successivo provvedimento, solamente i danni ripristinati e supportati da apposita documentazione fiscale, che dovrà essere depositata al proprio Comune entro 90 giorni. In caso di interventi di privati o di attività produttive non ancora eseguiti, gli interessati dovranno presentare ai Comuni, sempre entro 90 giorni, preventivo di spesa e autocertificazione circa la presentazione di documentazione finale entro i prossimi 18 mesi.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

Daniele Stivale
Assessore Regionale Veneto alla Protezione Civile

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Tra i molti provvedimenti approvati nel decreto sviluppo c’è anche quello che prevede il ritardo dell’entrata in vigore del SISTRI, il nuovo metodo di tracciabilità dei rifiuti, al 31 giugno del prossimo anno.

“Un sistema unico così codificato può richiedere tempi dilatati per l’avvio, ma non anni – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente del Veneto Maurizio Conte - specie perché le realtà economiche, circa 320.000, hanno già versato il contributo d’avvio per questo progetto, (si va da poche centinaia di euro fino ad un massimo di 3 mila) per un totale regionale di circa 10/12 milioni di euro. Già lo scorso agosto – ricorda Conte - avevo chiesto lumi in merito al Ministero, sollecitando l’invio di indicazioni da fornire a tutte le realtà produttive che hanno aderito al SISTRI nel rispetto della normativa. Le associazioni di categoria degli imprenditori, da più di un anno, hanno avanzato molteplici proposte per la restituzione di tali importi. Credo sia nell’interesse del Ministero e delle Regioni avanzare fin d’ora risposte tempestive e puntuali in merito”.

“Chiedo perciò al Ministro Clini – dice Conte - di assumere senza indugio una posizione forte nell’ambito della compagine governativa affinché si dia immediata risposta alle legittime aspettative di centinaia di imprenditori coinvolti anche in Veneto”.

“Il SISTRI è un sistema migliorativo che riscontra anche il mio favore – conclude Conte - ma non a queste condizioni. Deve infatti entrare in vigore in maniera funzionale, senza penalizzare le aziende con inutili carichi burocratici ed oneri versati con così largo anticipo a fronte di esclusive incertezze. Il Veneto gestisce già i rifiuti virtuosamente, di altra burocrazia e altri balzelli potrebbe fare decisamente a meno. Attendiamo perciò chiarimenti, specie per le aziende che già hanno versato il proprio contributo”.

 

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Le aggregazioni societarie possono essere una opportunità, portano generalmente alla razionalizzazione della spesa e al miglioramento della qualità del servizio, e nel contenimento economico previsto dalla legge spending review, si dimostra sempre più conveniente. Ma non a tutti i costi, specie per quelli che ricadono sul fruitore, il cittadino. Ho seguito con attenzione il percorso di fusione di Acegas-APS che intende avviare l’Amministrazione di Padova con Hera, colosso Multiutility che tra Modena e Bologna fornisce i servizi di luce, acqua, gas e rifiuti. Il Sindaco di Padova non si è risparmiato nell’esporre la convenienza di questo progetto, ma a mio avviso, in questa operazione, il rischio persiste. Questa società emiliano-romagnola fagociterebbe nelle quote la realtà veneto-friulana riducendo al minimo la presenza (e di conseguenza la capacità decisionale) di Acegas-APS a cui rimarrebbe ben poca cosa, circa il 7% delle quote. Ci sarà pure un motivo per cui Hera si è decisa a ripianare 500 milioni di debito accumulato dalla nostra azienda. Qui c’è un rischio consistente di una svendita, il capitale non sarà più in capo alle pubbliche amministrazioni bensì ad una Società per Azioni, l’obiettivo e le visioni muteranno notevolmente. Con questo nuovo sistema i costi di servizio (e quindi delle tariffe) potranno lievitare in tempi brevi con ovvio svantaggio per gli utenti. Liquidare il controllo di APS-Acegas è un probabile obiettivo di Zanonato, il quale in un’unica azione sarebbe in grado di riassettare i bilanci della società che ha gestito, grazie a propri rappresentanti eletti all’interno, per più di una decina d’anni con esiti, ormai evidenti, decisamente pessimi. Se di aggregazioni quindi si parla, bisogna volgere lo sguardo alle fusioni di quelle società che insistono nel nostro ambito territoriale, realtà espressione di gestioni che hanno sviluppato i nostri amministratori locali secondo specifiche necessità sociali, urbanistiche ed economiche; quelle stesse che puntano all’utile ma anche al reinvestimento territoriale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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La nave del “Festival delle Tegnùe del Veneto-Rassegna del Film di Mare” continua ad imbarcare marinai, infoltisce l’equipaggio: fatto di pubblico meravigliato, di attenzioni crescenti, di nuove carte di bordo che permettono alla nave di fare prua verso altri punti della costa Veneta. Dopo i primi tre anni a Chioggia, dopo Caorle e Cavallino, la nave del Festival, condotta da Alvaro Gradella, ha tracciato la sua rotta verso Bibione Pineda e Rosolina Mare. Quest’anno si spingerà fino ai confini del Friuli, fino a Bibione Pineda, presso il Parco Comunale, dal 26 dal 29 luglio e poi giù, rotta Sud per 83 miglia nautiche (154Km), fino a Rosolina Mare, ai confini con le l’Emilia Romagna, presso l’Arena del Palazzo dei Congressi, dal 2 al 5 agosto. Le Tegnùe dopo quattro edizioni sono riemerse dal fondale marino e mostrate alle loro terre costiere; ora il loro nome si espande ad un pubblico e ad un tratto di costa più ampio. Lo faranno grazie alla quinta rassegna dei film di mare che abbinerà pellicole d’epoca come “Capitani Coraggiosi” (1937), “Captain Kidd (1945)” a pellicole recentissime come “Happy Feet II” (2011) e “L’incredibile storia di Winter il Delfino” (2011), ma anche opere d’arte assolute come “Il Vecchio e il Mare” (2000), di Alexandr Petrov, Premio Oscar 2000 per il Miglior Cortometraggio Animato, a docu-film spettacolari di forte messaggio ambientale come “L’incredibile viaggio della tartaruga” (2009), Attraverso questo viaggio fra le pellicole troveranno posto bambini e meno giovani, appassionati del mare, amanti della natura, esperti navigatori ed amanti dell’avventura, grazie ad un panorama di film vario e completo. ‘Il mare resta in prima fila – commenta Alvaro Gradella, organizzatore ed ideatore del Festival – e se il pubblico finora ha vissuto le emozioni delle pellicole tra mare e stelle, quest’anno lo potrà fare in due altri splendidi porti, come l’isola di Bibione Pineda, immersa nei profumi della pineta e nel magnifico habitat del Tagliamento, oppure nell’altra Pineta di Rosolina, tra i mestieri della pesca, le valli, le lagune e stagni. Attraverso i film quindi si valorizza il cinema, ma soprattutto l’ambiente in cui essi vengono proiettati. Fra un film e l’altro, impareremo a conoscere meglio le nostre Tegnùe: delicate e bellissime piccole "scogliere" - dall’enorme valore ambientalistico per la loro particolare flora e fauna - che costellano i litorali. La Regione Veneto – commenta l’Assessore Regionale all’Ambiente Conte – già da tempo si è impegnata e sta realizzando un piano di recupero che, in fatto di conservazione, sta portando ottimi risultati. Anche per questo, viste le forti sensibilizzazione e conoscenza che creano eventi come questa kermesse, l’Assessorato all'Ambiente del Veneto ha mantenuto propria l'iniziativa, fornendole anche quest’anno l'occasione di crescere ed evolvere a livello regionale toccando nuovi lidi. ‘Proprio grazie alla Regione Veneto ed agli Assessori Conte e Stival l’ingresso sarà libero a tutti. – conclude Alvaro Gradella – Ciò dimostra la sensibilità della Regione nel salvaguardare questi scrigni di biodiversità.’

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“La gestione dell’utilizzo dell’acqua a scopo idroelettrico resta alle Regioni. La competenza, trasferita con il D. Lgs. 112/1998, rischiava di ritornare allo Stato con un emendamento introdotto all’art. 37 del decreto. “spending review” in occasione del pdl di conversione. Con quel dispositivo si intendeva attribuire all’Amministrazione centrale la competenza ad indire le gare per il rilascio delle concessioni di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico nonché, trattandosi di bene demaniale, l’introito dei canoni che il concessionario è tenuto a pagare per l’utilizzo della risorsa. Questo rischio è stato evitato con l’approvazione di un emendamento proposto dai governatori Zaia, Cota e Formigoni”. ”. Sono considerazioni dell’assessore regionale all’ambiente e al ciclo della’acqua Maurizio Conte, che aggiunge: “La necessità di bandire gare al rialzo sul prezzo a base d’asta, ponendo in concorrenza i grandi gruppi e le società storicamente concessionarie ovvero altri nuovi soggetti interessati, deriva dalla direttiva comunitaria cd. “Bolkestein” recepita dall’Italia nel 2010, posto che, in passato, la procedura concorsuale tra più richiedenti era basata su regole diverse dove, a contare, erano esclusivamente le caratteristiche progettuali e il più razionale utilizzo della risorsa, ma non il prezzo, prima stabilito da apposite tabelle”. “Il fatto che le funzioni restino in capo alle Regioni – afferma Conte - è fondamentale: la risorsa idrica è inestimabile ricchezza delle nostre aree montane e secondo questa visione è stata trattata fino ad ora dall’amministrazione regionale del Veneto: dal 2001, da quando, cioè, il trasferimento delle competenze in materia è divenuto operativo, il gettito dei canoni che è versato dai concessionari alla Regione, viene reinvestito (ai sensi degli articoli 82 e 83 della l.r. 11/2001) sul territorio per la realizzazione di opere di difesa del suolo e di mitigazione del rischio idraulico e per la tutela dell’incolumità di persone”. “La Regione del Veneto – fa presente Conte - ha quindi destinato tutto il ricavo derivante dalle concessioni che insistono nel bellunese proprio a questo territorio (l.r. 2/2006) per compensare la popolazione che, generosamente, concede una delle proprie maggiori ricchezze a sostegno dell’economia dell’intera regione. Ma non solo. Dal punto di vista tecnico, solo a livello regionale e provinciale è possibile valutare, con la dovuta cognizione, se, quando e dove concedere l’utilizzo di questo bene pregiato, senza penalizzare il territorio e l’ambiente e, nel contempo, favorendo la produzione di energia pulita ed il raggiungimento del “burden sharing”, ovverosia degli obiettivi dati alle Regioni dall’U.E. e dallo Stato in materia di protezione dell’ambiente e di disinquinamento atmosferico”. “E’ dunque assolutamente necessario – sostiene Conte - il mantenimento della funzione a livello regionale. Il gettito sarà destinato ad aumentare grazie alle gare che pongono il canone tabellare a base d’asta con aggiudicazione non solo al progetto migliore ma anche al prezzo più alto, il Veneto potrà ancor più sostenere l’imprenditoria locale e soddisfare le esigenze proprio di quelle popolazioni e di quelle aree che, penalizzate dalla morfologia del territorio e dal prelievo di risorsa idrica, hanno maggior diritto a trovare una compensazione in termini di servizi e di supporto economico”. “L’approvazione dell’emendamento di Zaia, Cota e Formigoni – conclude Conte - ha evitato che lo Stato facesse cassa a danno delle nostre comunità che, ancora una volta, si sarebbero viste costrette ad accettare la presenza di impianti invasivi e a subire lo sfruttamento della risorsa idrica senza vedersi riconoscere adeguate misure di compensazione, le quali con la proposta di Monti sarebbero state declassate come criterio subordinato e il ruolo delle Regioni di fatto svilito a favore dello Stato”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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“Energia in Veneto vuol dire anche economia, sociale, ambiente”. A dirlo è l’assessore regionale alla politiche ambientali Maurizio Conte, parlando della Centrale ENEL di Porto Tolle che, dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, riprenderà l’iter autorizzativo per la sua riconversione a carbone. “Sarà necessario aprire un cantiere che prevedibilmente potrebbe durare 4 anni – spiega - coinvolgendo migliaia di maestranze, con una ricaduta economica rilevante sul territorio, soprattutto polesano”. Questa “nuova” centrale produrrà un impatto ridottissimo nell’atmosfera in quanto le riemessioni di CO2 andranno nel sottosuolo e si potrà disporre di una potenza installata di circa 1900 MW. “Il Veneto con quest’opera – aggiunge - potrebbe diventare autonomo dal punto di vista del rapporto tra produzione e consumo di energia elettrica. Sarà però la Commissione tecnica VIA a dare il giudizio sulla compatibilità ambientale dell’impianto, non la politica, ed ENEL dovrà mantenere gli impegni assunti. Anche se ridotti, gli impatti sull’ambiente ci sono ma bilanciati da vantaggi assolutamente indiscutibili”.

Sulla necessità di una pianificazione energetica nazionale e regionale, l’assessore auspica una programmazione adeguata per un bilancio di impatto ambientale, ma anche per stimare e conoscere le potenzialità energetiche del territorio. “C’è anche il metano – ricorda Conte - di cui un tempo era ricco il sottosuolo della pianura padana e che ha contribuito non poco al nostro sviluppo economico, anche se non in maniera indolore. Pensiamo al bradisismo di estesi territori come in Polesine. Quei tempi sono finiti. Ora si parla, o si dovrebbe, in maniera diversa di questo combustibile il cui utilizzo è tra i meno impattanti”.

Conte sottolinea che attorno alla gestione del metano ci sono forti interessi economici, non solo per la produzione, ma anche per il trasporto e lo stoccaggio. “Al largo di Porto Viro – dice – è stato realizzato il grande rigassificatore capace di trasformare e immettere in rete otto miliardi di mc di gas. Ma pensiamo anche ai giacimenti in Alto Adriatico e alle problematiche che ad ogni inverno si riscontrano nelle forniture di gas. Un’efficace politica di prospettiva dovrebbe risolvere la questione della disponibilità di metano. Un supporto potrebbe venire, ad esempio, dal metano liquido (GNL), che può essere veicolato e trasformato da navi rigassificatrici”. “In sostanza – conclude Conte - le questioni energetiche ci sono e non sono rinviabili. Spetta alla nostra capacità di amministratori trovare le soluzioni più adeguate, anche in termini ambientali”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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21 miliardi è il bilancio di un piccolo stato europeo oppure quello della Sicilia. Troppo, per garantire sostenibilità al bilancio nazionale, troppo per non turbare il buon senso dei Veneti. Lombardo chiamato d’urgenza al Colle per poggiare la testa al ceppo ha pure dichiarato che i conti in terra sicula sono apposto e che quello organizzato dal Presidente della Repubblica è un golpe. Sono parole coraggiose le sue, perché ci vuole un bel po’ di audacia per definire la condizione delle casse isolane “in carenza di liquidità”; 38.000 stipendi in carico all’Ente (16.000 pensionati inclusi) sono una condizione vergognosa che assorbe quasi l’80% dell’intero bilancio ed un Governatore che cerca ancora di difendere questo stipendificio assistenzialista ad un passo dal crack finanziario è decisamente lontano dalle tracce della spending review a cui anche le Regioni virtuose del nord si stanno faticosamente adeguando. Negli ultimi anni ci sono state manovre finanziarie in tutta Europa per spingere verso il basso, anche al limite della regolarità, il rapporto tra il deficit ed il prodotto interno lordo imposto dal Patto di Stabilità; proprio i parametri europei sono stati lo spauracchio delle lige amministrazioni locali del nord (e non solo) che hanno dovuto rallentare il passo sullo sviluppo infrastrutturale e a volte in fatto di servizi. Ma la Sicilia, il carrozzone più oneroso del paese, fino ad ora è rimasta un isola, con regole e purtroppo criteri di spesa propri al di fuori di ogni ragionevolezza. Il Veneto non intende in alcun modo partecipare allo sfangamento economico della Sicilia, la nostra Regione ha dato già troppo, per decine d’anni. Il Governatore Zaia ha fatto una proposta sensata ed attuabile per contribuire una tantum al risanamento del deficit nazionale, la regionalizzazione del debito. Dalla Sicilia ci aspettiamo un sussulto di orgoglio, nell’ambito del piano di risanamento del deficit di bilancio regionale, nella colonna delle uscite, dovrebbe figurare un unico Ente erogante, quello siciliano.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La Regione si è già attivata per poter intervenire nel più breve tempo possibile per migliorare l’afflusso di acqua marina in località Bocchetta di Laguna Vallona, nel territorio del comune di Porto Viro (Rovigo), che ha registrato una grave emergenza a causa dell’aumento delle temperature delle acque mettendo a rischio l’equilibrio dell’ecosistema lagunare. E’ la rassicurazione che l’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo del Veneto Maurizio Conte ha dato all’amministrazione comunale, dopo aver verificato con gli uffici regionali competenti una disponibilità finanziaria di 220 mila euro per un intervento urgente, sollecitato dal vicesindaco Virginio Mantovan e per il quale c’era stato l’interessamento del consigliere regionale Cristiano Corazzari. La richiesta di aiuto è pervenuta dal comune polesano a fronte del verificarsi di una situazione preoccupante per l’innalzamento delle temperature dell’acqua, dovuto sia al caldo del periodo estivo sia allo scarso ricambio per l’interramento del canale esterno di comunicazione a mare. La situazione, con l’innescarsi di fenomeni eutrofici, ha pesanti conseguenze sul piano ambientale e per le attività economiche presenti nel territorio, in particolare per il comparto ittico e dell’acquacoltura che ha una grande rilevanza per il Delta del Po. “Abbiamo immediatamente avviato le verifiche del caso – conclude Conte – e, avendo accertata la disponibilità di risorse nei capitoli di bilancio della Regione, provvederemo quanto prima a dare le necessarie disposizioni per far fronte a questa emergenza, a salvaguardia di questo delicato ecosistema e delle attività ad esso collegate”. L’operatività dell’intervento, con le caratteristiche della somma urgenza, sarà affidata all’Ufficio del Genio Civile di Rovigo.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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