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Comunicati Stampa 2012

Comunicati Stampa 2012 (172)

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Sapere che la politica può contare sul contributo di Casini per altri cinque anni sarà causa di astensionismo. Il leader del partito degli ignavi dice che l’Italia senza Monti cadrà nel baratro. Lo dichiara pure dal pulpito sponsorizzato della di Tv di Stato. Ad unisono il Pierferdi con Montezemolo e Fini hanno investito Monti del ruolo di futuro Premier evitando così ogni di assumersi qualsiasi responsabilità ed avendo pure il coraggio di criticare le alleanze di altri partiti senza accennare che il tentennamento del Presidente del Consiglio non è dettato da una forte morale ma bensì da questioni di opportunità. Monti si trova difatti al centro di una girandola politica che lo vorrebbe a capo del prossimo Governo: Europa, banche, alcuni partiti nazionali lo vorrebbero ancora quale boia dell’economia, ma tutti questi attori sanno benissimo che l’ostacolo principale è solo uno, l’elettorato. Al momento della nomina di Napolitano lo scorso anno, i tecnici “banchieri” contavano su un indice di gradimento di rispetto, ma a dodici mesi di distanza questo effetto ha lasciato spazio ad analisi obiettive che portano ad intendere Monti come un gabelliere lontano dai cittadini che, in fatto di riforme ed equità, di certo non è brillato. La lista del professore e relativa agenda? Una sorta di tazebao attorno a cui la quadra tra partiti non arriverà. Troppe idee diverse, ancora troppi inutili sacrifici a cui pochi elettori vorranno sottostare. In buona sostanza Casini, non prende ancora volta una posizione, Monti lo farebbe, ma i voti sono troppo pochi e la certezza di non farcela porta ad un’altruistica cessione del passo.

Maurizio Conte
Vice Segretario Nazionale Liga Veneta - Lega Nord

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Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti biodegradabili da avviare in discarica, già nel 2003 in tutti gli Ambiti Territoriali Ottimali del Veneto era stato raggiunto l’obiettivo previsto per il 2008 (173 Kg/ab*anno), mentre nel 2010 è stato centrato, in tutti gli ATO, persino l’obiettivo previsto dalla normativa di settore per il 2018 (81 Kg/ab*anno): Il risultato è stato consolidato anche con riferimento all’annualità 2011, come è stato confermato dall’aggiornamento del “Programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da avviare in discarica”, eseguito in collaborazione con ARPAV, di cui la giunta regionale ha preso atto su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte. Nel 2004 la giunta regionale del Veneto ha adottato il “Programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da avviare in discarica”, a complemento del Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU). In attuazione della normativa statale di settore (D. Lgs. n. 36/2003), i competenti uffici della Regione, in collaborazione con l’Osservatorio Rifiuti istituito presso l’ARPAV, hanno provveduto a tenere sotto controllo lo stato di attuazione anno per anno della pianificazione, fino all’aggiornamento dell’analisi all’anno 2011. Le sei categorie considerate sono: alimenti, rifiuti di giardini, carta e cartone, pannolini e assorbenti, rifiuti legnosi, rifiuti tessili naturali. “Nel Veneto – conclude Conte - l’obiettivo posto a livello nazionale del 2018 risulta già raggiunto a partire dall’annualità 2008: il quantitativo procapite di rifiuti biodegradabili avviati in discarica, calcolato su base regionale, si è praticamente dimezzato in 6 anni (dal 2002 al 2008) fino ad attestarsi nel 2011 al valore di 33 kg, pari a circa un terzo del quantitativo registrato nel 2002. Dal 2002 ad oggi, per quasi tutti gli ATO del Veneto si è registrata una progressiva diminuzione dei rifiuti urbani biodegradabili avviati in discarica. Un ottimo risultato che, di pari passo alla raccolta differenziata, cercheremo non solo consolidare ma migliorare ulteriormente”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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La giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, ha deciso di aderire alla petizione promossa dalla FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus – per chiedere la modifica dell’art. 12 del D. Lgs n. 38/2000, al fine di garantire comunque la copertura assicurativa dell’infortunio in itinere avvenuto in bicicletta nei percorsi casa-lavoro anche se fosse possibile l’utilizzo del mezzo pubblico. L’articolo in questione ha introdotto nella legislazione riguardante l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro l’”infortunio in itinere”, già precedentemente riconosciuto sulla base di interpretazioni giurisprudenziali. Viene tutelato l’infortunio, subito dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora abituale al lavoro e ritorno, sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici. Nel caso invece si impieghi un mezzo privato, l’uso deve essere “necessitato”. Ciò significa che è necessario dimostrare che non esistono mezzi pubblici oppure che questi non coprono l’intero tragitto o che gli orari non coincidono con quelli di lavoro, ecc.. La copertura assicurativa è prevista solo se si dimostra che l’utilizzo è “necessitato”. La FIAB propone di modificare l’art. 12 del decreto legislativo in questo modo: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”. “L’uso della bicicletta negli spostamenti urbani, specie in quelli sistematici (casa-lavoro) – sottolinea Conte - rappresenta una modalità di trasporto ad “emissioni zero”, veloce nel traffico cittadino e competitiva rispetto agli altri mezzi di trasporto, in particolare nei tragitti brevi. Pertanto l’uso della bicicletta per andare al lavoro è da ritenersi socialmente utile e meritevole, poiché migliora l’ambiente e contribuisce a diminuire il traffico. Inoltre, l’uso di tale mezzo può essere “necessitato” da motivi personali ed economici importanti ed oggettivi: il lavoratore risparmia l’abbonamento al mezzo pubblico e le spese connesse all’utilizzo dell’automobile, in molti tragitti è più veloce del mezzo pubblico ed inoltre contribuisce a rendere meno affollato il servizio. Anche l’amministrazione regionale del Veneto ha quindi ritenuto opportuno aderire ufficialmente alla petizione promossa dalla FIAB per modificare l’art. 12 del D. Lgs. 38/2000”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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Auguro a tutti voi un sereno Natale e un nuovo anno ricco di gioia e di soddisfazioni.

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“Sono sorpreso da quanto dice Legambiente, ma non mi meraviglia più di tanto perché è indicativo di come siano usate in maniera strumentale certe affermazioni, palesemente in contrasto con la realtà dei fatti”. Replica così l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte alle dichiarazioni di Legambiente nel dossier “Pendolaria” in merito al rischio idrogeologico e agli interventi a favore del trasporto privato su gomma “Premessa doverosa – prosegue Conte – è che non sono l’assessore competente in materia di trasporti e di viabilità, ma se il metro è lo stesso usato per valutare gli interventi collegati al rischio idrogeologico non so come Legambiente possa parlare di finanziamenti a strade e autostrade definendole “inutili”. Per quanto riguarda le mie competenze, confermo che la messa in sicurezza del territorio è una priorità di questa amministrazione. Siamo impegnati fin dall’inizio della legislatura sulla partita relativa alle grandi opere idrauliche a cui - lo ricordo a Legambiente – abbiamo messo mano dopo 80 anni che non si era fatto più nulla”. “Per gli interventi di difesa idraulica negli ultimi due anni – fa presente Conte - :sono stati spese o impegnate risorse per un totale di circa 300 milioni di euro in tutto il territorio veneto. Di recente è partita la procedura anche per l’appalto della cassa di espansione di Caldogno. Con buona pace di Legambiente, posso affermare senza paura di smentita che nessuna amministrazione, da quando nel 2003 le competenze in questo settore sono passate alle Regioni, si è mai spinta come abbiamo fatto noi così in avanti sul fronte della riduzione del rischio idrogeologico nel Veneto”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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E’ stato approvato in via definitiva il riparto di un milione e 390 mila euro assegnati come contributo di compensazione dei danni provocati nei comuni in cui hanno sede gli impianti di imbottigliamento di acque minerali e nei comuni contermini. Il provvedimento è stato adottato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente e al ciclo dell’acqua Maurizio Conte, dopo aver acquisito il parere della competente commissione del consiglio regionale. Poco più di un milione di euro è stato suddiviso fra sei comuni sede di impianti: Scorzè (circa 470 mila euro), S. Giorgio in Bosco (253 mila euro), Recoaro Terme (75 mila euro), Posina (57 mila euro), Torrebelvicino (56 mila euro), Valli del Pasubio (105 mila euro). Il contributo è il risultato di una quota fissa uguale per tutti i comuni (50 mila euro) e una differenziata in base alla quantità dell’imbottigliato (pari complessivamente a 2.504.330.802 litri). Altri 220 mila euro sono stati ripartiti in egual misura (10 mila euro ciascuno) fra 22 comuni contermini. Si tratta di Laghi, Arsiero, Velo d’Astico, Schio, Valdagno, Altissimo e Crespadoro in provincia di Vicenza; Selva di Progno nel Veronese; Tombolo, Fontaniva, Grantorto, Villa del Conte, Campo S. Martino, Piazzola sul Brenta e Trebaseleghe in provincia di Padova; Noale, Martellago, Salzano e Venezia nel veneziano; Zero Branco e Mogliano Veneto in provincia di Treviso. Infine - fa presente Conte – sono state finanziate anche due iniziative per attività di conservazione delle falde acquifere e di sensibilizzazione al risparmio idrico e al consumo consapevole dell'acqua. Un contributo di 50 mila euro è stato assegnato al BIOCE (Gestione Unica del Bacino Idrominerario Omogeneo dei Colli Euganei) per il primo stralcio del progetto di “Monitoraggio del bacino euganeo finalizzato alla salvaguardia e tutela del giacimento termale”. Il progetto vede coinvolti, oltre al BIOCE, anche l’ARPAV e l’Università di Padova. L’altra iniziativa finanziata è la “Settimana dell’ambiente 2013” – Unione Veneta Bonifiche – per un importo di 100 mila euro, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’importanza del risparmio idrico e dell’oculato uso dell’acqua.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alle Acque Minerali e Termali

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Dopo mesi di campagna elettorale del Partito Democratico pagata dai contribuenti della Tv di Stato mi convinco sempre più che chi fino ad ora, da decine d’anni a questa parte, non ha raggiunto risultati concreti in quanto parte integrante del meccanismo della storica “democrazia” italica, non può – e non deve – gestire la cosa pubblica. Cosa spingerebbe oggi i vecchi leader dei partiti a cancellare vecchi retaggi d’appartenenza e scontentare chi li ha votati ? Niente e nessuno, questa è la condizione. Questi personaggi sono gli stessi che al Governo di Monti hanno lasciato una libertà incondizionata a veri e propri sciacallaggi di Stato nei confronti dei cittadini e che di fronte a recepimento di ogni diktat europeo sono stati in silenzio. Addirittura alcuni di questi si stracciano le vesti perché il premier tecnico possa compiere altri cinque anni di mandato ritenendolo l’unico uomo in grado di risolvere le grane in cui ci troviamo. Per fortuna la Lega in questi ultimi vent’anni non si è concentrata solamente sulle dimensioni delle poltrone romane ma ha formato donne e uomini negli enti locali, continuando, nella barricata dei gazebo e degli incontri pubblici, a creare confronto e momenti d’ascolto con la cittadinanza. Ergo, se i programmi di amministrazione della politica leghista sono coerenza e capacità, Flavio Tosi immedesima benissimo la proposta del Movimento ed anche nelle vesti di Presidente del Consiglio porterebbe soluzioni ed idee disancorate dalla muffa da prima e seconda Repubblica a cui la larga parte dei vertici nazionali dei partiti romanizzati è ancora affezionata. La presenza scomoda di Berlusconi non aiuta il processo di rigenerazione della politica, il Carroccio deve proseguire la propria strada sul modello Baviera, la istanze del nord, anche a Roma, sono una priorità, come la candidatura a Governatore della Lombardia del nostro Segretario Maroni. Veneto, Lombardia e Piemonte, una macroregione come la nostra, che trattiene il 75% della tasse sul territorio è la forma di Governo che vogliamo.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

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La giunta regionale su proposta dell’assessore alle politiche ambientali e alla difesa del suolo Maurizio Conte ha proceduto alla ripartizione definitiva delle risorse derivanti dai canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso e di acque superficiali, su cui si è espressa anche la competente commissione consiliare. Complessivamente sono state assegnate risorse finanziarie per quasi 12 milioni di euro. “I proventi introitati dalla Regione vanno reinvestiti per la tutela delle risorse idriche – fa rilevare l’assessore Conte – e, nella misura del 60%, sono finalizzati al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, mentre per il restante 40% sono destinati agli interventi da realizzare nelle aree di prelievo, per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti”. Nell’ambito della ripartizione, 1,5 milioni sono stati attribuiti agli interventi di tutela e difesa dei litorali e delle aree limitrofe alla fascia costiera regionale; 2 milioni per opere di manutenzione forestali; 2 milioni 123 mila euro per opera di manutenzione della rete idraulica minore a cura dei Consorzi di bonifica; 1,5 milioni per lavori di adeguamento funzionale delle opere idrauliche a servizio delle aree urbane dei bacini Bandoquerelle-Palù Grande (Consorzio di Bonifica Veneto Orientale); 3 milioni per opere nella provincia di Belluno (Genio Civile). Per quanto riguarda le aree interessate a prelievo, il riparto assegna 1,6 milioni di euro all’adeguamento provvisorio dello sbarramento antisale alla foce del fiume Adige.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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A seguito dell’accordo sottoscritto lo scorso luglio fra gli assessori all’ambiente della Regione del Veneto Maurizio Conte e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Sandra Savino, sono stati predisposti gli atti di gara per l’affidamento del servizio di progettazione preliminare degli “Interventi di messa in sicurezza idraulica del basso corso del fiume Tagliamento”. Il bando di gara, compilato su formulario europeo, è stato trasmesso ieri alla Commissione Europea per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e, contemporaneamente, per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e su alcuni quotidiani a diffusione nazionale e locale. La pubblicazione sarà completata con l’inserimento della documentazione di gara sui siti informatici regionali. Il bando, il cui importo a base d’asta è pari ad 514.280 euro (IVA esclusa), è finalizzato a individuare, secondo la vigente normativa in materia, le idonee professionalità a cui affidare l’incarico. E’ prevista una gara a procedura aperta con aggiudicazione attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’amministrazione. Il termine per le offerte è fissato alle ore 13,00 del 15 febbraio 2013. La valutazione sarà demandata ad una apposita Commissione e si prevede di giungere all’aggiudicazione definitiva dell’appalto entro la fine di maggio 2013. Il servizio da affidare riguarda la progettazione preliminare generale dei lavori di sistemazione ed adeguamento arginale del basso corso del Fiume Tagliamento lungo il tratto che delimita il confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, nonché l’adeguamento strutturale del Canale Cavrato e del relativo manufatto scolmatore. “L’obiettivo primario, già individuato dal Piano Stralcio per la Sicurezza idraulica del medio e basso Tagliamento – fa rilevare l’assessore Conte - consiste nell’individuare una strategia operativa che consenta di porre in essere un sistema integrato di interventi per conseguire la sicurezza idraulica nel tratto di valle del bacino del Tagliamento”. L’ambito di intervento ricade nei territori dei Comuni di Varmo, Ronchis, Latisana e Lignano Sabbiadoro (lungo la sponda sinistra del fiume Tagliamento in territorio del Friuli Venezia Giulia) e dei Comuni di Morsano al Tagliamento, San Michele al Tagliamento e Bibione (lungo la sponda destra del fiume Tagliamento in territorio veneto). La soluzione progettuale avrà come obiettivo, assicurando il necessario franco arginale di sicurezza, la massimizzazione della portata da far transitare lungo il tratto terminale del Tagliamento e la minimizzazione delle portate lungo il canale scolmatore Cavrato. Il progetto, che dovrà prevedere anche la suddivisione in lotti funzionali prioritari con i relativi costi, dovrà essere corredato da un “piano d’azione” (master plan) che descriva il possibile sviluppo sostenibile del territorio o individui le possibili attività antropiche che potrebbero essere compatibili con l’assetto ambientale, con la nuova capacità di deflusso del tratto terminale e con le condizioni di sicurezza idraulica del territorio.

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Non è necessaria l’applicazione del bollino blu sul parabrezza del veicolo in quanto ufficialmente l’esito della revisione periodica che attesta la regolarità o meno del veicolo in tema di inquinamento ambientale è riscontrabile sulla carta di circolazione, da parte delle autorità preposte. Lo stabilisce un provvedimento della giunta veneta adottato su iniziativa dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte. Nello stesso provvedimento si conferma infatti che, a decorrere dal 2012, l’unica verifica obbligatoria relativa al rispetto dei limiti di emissione dei gas di scarico dei veicoli al motore (il cosiddetto “bollino blu”) è quella che si effettua in occasione della revisione periodica. La normativa regionale (n. 12/2006) aveva stabilito che il “bollino blu” avesse una validità di 12 mesi a decorrere dal suo rilascio. Ma il Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012, poi convertito nella legge n. 35/2012, all’art. 11 ha disposto che il controllo dei gas di scarico delle auto e relativo rilascio del bollino blu sia reso obbligatorio solo contemporaneamente alla revisione e non alla scadenza annuale. La Regione, in attesa di modificare la propria normativa, con un atto di indirizzo dello scorso giugno ha dato immediata applicazione alla norma nazionale. “In definitiva – sottolinea l’assessore Conte - l’esito positivo delle verifiche di tutti i requisiti di sicurezza previsti ed oggetto di revisione periodica, tra cui anche le emissioni, viene attestato sulla carta di circolazione con l’applicazione, da parte degli Uffici della Motorizzazione Civile o delle officine autorizzate dal Ministero dei Trasporti, di una etichetta autoadesiva. In ragione di questo e delle circolari ministeriali di chiarimento rispetto alla materia, abbiamo ritenuto che non sia più necessaria l’esposizione del bollino blu sul parabrezza del veicolo. Con la revisione del veicolo, infatti, viene certificato sulla carta di circolazione il rispetto dei limiti prescritti per l’emanazione di inquinanti nonché le condizioni di sicurezza per la circolazione de veicoli medesimi. E questo è sufficiente”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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