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Comunicati Stampa 2013

Comunicati Stampa 2013 (229)

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La giunta regionale ha stabilito come utilizzare i 24 milioni di euro stanziati nel bilancio 2013 sul capitolo di spesa relativo al “Piano straordinario degli interventi a seguito dell’emergenza alluvionale del novembre 2010” e destinati a interventi di manutenzione e sistemazione sulla rete idraulica regionale di competenza degli uffici del Genio Civile, per interventi di sistemazione sulla rete idraulica minore di competenza dei Consorzi di Bonifica, nonché per interventi di manutenzione forestale di competenza dei Servizi Forestali Regionali. Ne dà notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte ricordando che la Legge Finanziaria Regionale 2012 aveva previsto l’istituzione di questo fondo a seguito dell’emergenza alluvionale del 2010 per far fronte alle gravi situazioni di rischio idrogeologico in buona parte del territorio regionale e porre insicurezza argini e opere idrauliche. La Legge Finanziaria regionale e la Legge di Bilancio 2013 hanno stanziato però solo 24 milioni di euro a fronte dei 50 programmati. Vista l’entità delle risorse disponibili e le necessità di manutenzione e di interventi sul territorio, è stato disposto l’utilizzo delle risorse anche per interventi non inseriti nel piano predisposto per la mitigazione del rischio idraulico, purché coerenti con le sue finalità. Ai fini della ripartizione delle risorse si è tenuto conto anche dei disastrosi effetti causati dagli eventi meteorologici intensi del 16-18 maggio 2013, in maniera particolare nel territorio padovano e veronese. I 24 milioni sono stati quindi così ripartititi: 1,5 milioni di euro vanno a ciascun Genio Civile di Treviso, Rovigo, Venezia, Vicenza e 2,5 milioni di euro ciascuno a quelli di Padova e Verona per un importo totale di 11 milioni d ieuro. Per le opere di manutenzione di competenza dei Servizi Forestali è stato confermato anche per il 2013 l’importo di 2 milioni di euro per interventi di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico che saranno individuati con un successivo provvedimento. Un importo di 500.000 euro è stato destinato alla progettazione di una serie di interventi di difesa idraulica ed idrogeologica per i quali, sebbene già programmati e finanziati con fondi statali o comunitari, la Regione del Veneto non ha ancora ottenuto la disponibilità delle relative risorse.Infine, 10,5 milioni di euro vengono destinati a interventi prioritari di sistemazione delle opere idrauliche sulla rete minore di competenza dei Consorzi di Bonifica (5 milioni di euro) e sulla rete principale di competenza dei Geni Civili (5,5 milioni di euro).

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Giudizio favorevole di compatibilità ambientale per l’intervento relativo alla realizzazione di una cassa di espansione e sistemazione delle sezioni di deflusso del torrente Muson, in provincia di Treviso, è stato espresso dalla giunta regionale su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte. Con lo stesso provvedimento sono state approvate anche le risultanze dello studio per la Valutazione di Incidenza, relativo allo stesso progetto. Commentando la decisione, che consentirà il proseguimento dell’iter per la realizzazione dell’intervento finalizzato alla sicurezza idraulica del territorio interessato, l’assessore Conte fa rilevare che la giunta veneta ha fatto proprio il parere espresso in precedenza dalla Commissione Regionale VIA che ha chiuso l’istruttoria tecnica relativa al progetto preliminare, avviata all’inizio del 2009 dalla Direzione regionale Difesa del Suolo con la domanda di procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. . La Commissione VIA – sottolinea Conte – ha espresso, all’unanimità dei presenti, parere favorevole al rilascio del giudizio positivo di compatibilità ambientale dell’intervento con prescrizioni. Dell’avvenuta adozione del parere favorevole da parte della Regione sarà ora data comunicazione alla Provincia di Treviso, ai Comuni di Fonte, Riese Pio X e Asolo, all’ARPAV, al Genio Civile di Treviso e a tutti gli uffici regionali che hanno competenza in materia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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Uno studio condotto dall’ARPAV ha evidenziato che il concetto di geotermia originariamente riservato alla presenza di anomalie termiche nel sottosuolo o a pozzi molto profondi, sia attualmente esteso ad una serie di altre fattispecie per il sempre più diffuso impiego delle pompe di calore che hanno abbassato notevolmente il limite termico di utilizzo della risorsa.In base a questa ricerca la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, di concerto con l’assessore all’energia Massimo Giorgetti, ha approvato un documento che fornisce indicazioni operative in materia di ricerche e concessioni di risorse geotermiche. “Il Veneto – sottolinea Conte - per le proprie caratteristiche geologico-strutturali è interessato dalla presenza nel sottosuolo di importanti risorse geotermiche caratterizzate da temperature inferiori a 90°. Ma l’utilizzo delle acque geotermiche pone in ogni caso una serie di problemi che devono essere sempre affrontati nella valutazione del rapporto costi/benefici relativo a questo tipo di attività. A questo proposito, va rilevato che nel Veneto esiste il principale polo termale d’Europa costituito dal bacino di Abano in provincia di Padova, insieme ad altre importanti realtà termali”. La Regione ha perciò deciso di subordinare ogni autorizzazione relativa alla ricerca e concessione di risorse geotermiche nel sottosuolo del Veneto all’acquisizione di ulteriori conoscenze di carattere generale sulla loro utilizzabilità, al fine di consentire una valutazione complessiva circa la compatibilità delle estrazioni e dello sfruttamento nel tempo dei giacimenti.E’ stato affidato ad ARPAV lo studio per la razionalizzazione degli utilizzi delle risorse geotermiche nella Regione Veneto mediante prelievi di acqua(STRIGE), che ha fatto emergere l’estensione del concetto di geotermia. Questo,sommato alla complessa stratificazione di norme e competenze che regolano la materia, ha fatto ritenere opportuno un provvedimento che fornisca indirizzi applicativi della normativa esistente, ora adottato dalla giunta regionale. Considerata la presenza di strumenti normativi che consentono uno sviluppo sostenibile dell’utilizzo della risorsa geotermica in tutta la regione, la giunta veneta ha inoltre dato mandato alle strutture regionali competenti di procedere con l’istruttoria delle richieste di permessi di ricerca e delle concessioni per usi geotermici in tutto il territorio veneto.

Maurizio Conte
Assessore Regionale alle Acque minerali e Termali

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L’ultima campagna di monitoraggio delle acque di balneazione del Veneto, effettuata da ARPAV per il mare Adriatico, è iniziata lunedì 24 giugno e si è conclusa ieri con risultati positivi per tutte le spiagge venete. Lo comunica l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, con riferimento alle rilevazioni della Goletta Verde di Legambiente che ha individuato due punti critici sulla costa veneta: alla Foce dell’Adige e a Rosolina, Va precisato che la Foce dell’Adige,come tutte le foci dei fiumi è interdetta alla balneazione. Invece per quanto concerne Rosolina Mare, e nello specifico la spiaggia di Marina di Caleri, i controlli effettuati dall’Arpav lunedì 24 giugno in quella area non hanno rilevato la presenza né di Enterococchi intestinali (0 UFC/100 ml), né di Escherichia coli (inferiore a 10 MPN/100 ml). I punti di campionamento ricadenti nel tratto di costa del Comune di Rosolina sono 9, 6 per Rosolina e 3 per Albarella e iniziano a 300 metri a sud del depuratore comunale per finire in prossimità della sponda sinistra della foce del Po di Levante. Due campioni vengono prelevati in prossimità di Porto Calerie a nord di Albarella. A Rosolina Mare ed Albarella, come nel resto del Veneto,si sono svolte dall’inizio della stagione balneare tre campagne di monitoraggio e i risultati hanno sempre dato esito favorevole. La campagna effettuata dall’ARPAV a giugno è successiva a quella della Goletta Verde che si è svolta il 12 e 13 dello stesso mese. “Il mare del Veneto è trasparente - aggiunge Conte - sia per i controlli sia per le informazioni sugli stessi. I risultati delle analisi infatti sono pubblicati in tempo reale nel sito internet dell’ARPAV e del Ministero della Salute. I controlli sulla balneazione sono fatti con campagne che durano tutto l’anno da maggio a settembre come previsto dalla normativa in materia e non sono il frutto di prelievi improvvisati e una tantum. I turisti possono scegliere con tranquillità le nostre spiagge che non hanno problemi di balneabilità, a dimostrazione anche dell’efficacia del sistema di depurazione a monte”. “Goletta Verde ha sicuramente il merito di tenere alta l’attenzione sulla qualità del mare – commenta da parte sua l’assessore regionale all’economia Isi Coppola –ma i dati diffusi in questo caso sono imprecisi ed è doveroso correggere il tiro. Mi sono subito attivata con ARPAV, sulle cui certificazioni di qualità c’è la massima fiducia, e i dati veri e qualificanti confermano che non ci sono problemi. E’ comunque un danno per l’immagine di Rosolina e per gli operatori turistici. Ma, al di là dello sconcerto creato immotivatamente, i turisti possono essere sicuri della qualità delle nostre acque e del costante controllo a cui sono sottoposte”.

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Utilizzare l’idrovia Padova-Venezia come scolmatore per la diversione delle piene del sistema Brenta-Bacchiglione è pienamente compatibile con la navigabilità e con le altre infrastrutture in progetto. E’ quanto emerge dallo studio di fattibilità che la Regione ha commissionato e che ha preso in esame gli interventi per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia non solo come canale navigabile per il trasporto delle merci fino alla laguna, ma anche per il suo utilizzo come scolmatore. Degli esiti si è parlato nei giorni scorsi in sede di settimana commissione consiliare, a palazzo Ferro Fini, presente l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. “L’idrovia Padova-Venezia, che è stata realizzata solo parzialmente, una volta ultimata potrà infatti costituire – sottolinea l’assessore - un importante elemento di garanzia anche contro i rischi e le criticità da sempre presenti nell’area padovana, evidenziati dall’alluvione che ha colpito il Veneto tra ottobre e novembre del 2010. L’intervento farà quindi parte del più ampio disegno programmatorio per rendere più sicuro il territorio ed evitare per quanto possibile il ripetersi di esondazioni”. L’assessore Conte ha detto che lo studio realizzato può aiutare a chiarire qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere. “Abbiamo ora le basi – ha detto - per individuare un progetto integrato che preveda aspetti diversi e ugualmente importanti”. Lo studio ha verificato che esiste la possibilità a tutti gli effetti di conciliare il progetto per la sicurezza idraulica con il completamento dell’idrovia fino alla laguna di Venezia. “Questo aspetto – ha detto Conte – non è secondario perché la sicurezza idraulica è una delle priorità della Regione. Proprio partendo da questo studio, si tratta di vedere come procedere per trovare le risorse adeguate; non solo per il 2014 ma almeno per il prossimo quinquennio”.

Maurizio Conte
Assessore alla Programmazione per la salvagurdia Ambientale

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“A San Martino di Lupari ( Padova) la Festa “Ae Vae”, tenutasi la scorsa domenica, è stata un momento di riassunto politico di un anno di svolta per il Movimento e l’occasione per incontrarci tra militanti Veneti” – è così che Maurizio Conte, Assessore Regionale Veneto all’Ambiente e Luparense Doc, descrive con entusiasmo la giornata di Lega trascorsa tra leghisti, buona cucina e comizi”. Oltre ai Consiglieri Provinciali – continua Conte - sono intervenuti, Gerry Boratto, locale Sindaco del Carroccio, la senatrice Manuela Munerato, l’on. Roberto Caon e tanti altri amministratori locali convinti che la Lega sta per affrontare un mutamento innovativo naturale, al passo con la maturazione politica regionale e nazionale. Un percorso inevitabile che il Movimento stesso sta sagomando attorno alla questione settentrionale, esigenza – conclude l’Assessore Regionale Conte- inderogabile rispetto a qualsiasi altro tema del Governo Nazionale. La macchina organizzativa ha contato su oltre 60 volontari che hanno garantito un sereno svolgimento della giornata di leghismo estivo.

Maurizio
Conte Vicesegretario Nazionale Lega Nord Veneto

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La Provincia Autonoma di Trento e la Regione del Veneto firmeranno un’intesa per regolare i rapporti fra le due amministrazioni relativamente alla gestione delle derivazioni d’acqua che interessano i territori di entrambe. Il testo dell’intesa è stato approvato dalla giunta veneta, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, e dovrà ora essere sottoscritta dalle due amministrazioni ma le norme e le procedure previste diventano operanti e vincolanti dalla data di assunzione del provvedimento di approvazione da parte di entrambe le amministrazioni. L’intesa sarà, in seguito, ratificata con un’apposita legge regionale. “Con un accordo sottoscritto nel 2005 – fa presente Conte - sono stati disciplinati i rapporti per l’esercizio delle funzioni amministrative relative alle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche già in essere che interessavano il territorio del Veneto e della Provincia Autonoma di Trento. Quell’accordo era stato raggiunto in attuazione di una sentenza della Corte Costituzionale (n. 133 del 24 marzo 2005)”. In quell’occasione, erano stati regolati i rapporti tra le due amministrazioni in relazione alle concessioni di derivazione già esistenti, relative agli impianti di Schener-Moline in provincia di Belluno e Bussolengo-Chievo in provincia di Verona, e si era rinviata a successivi accordi la disciplina generale dell'esercizio delle funzioni in materia di concessioni di acque pubbliche che interessano entrambi gli Enti. “Quest’ulteriore intesa – evidenzia Conte - disciplina quindi i rapporti tra le due amministrazioni per i procedimenti riguardanti le concessioni di derivazione di acque pubbliche con prelievo da corso d’acqua superficiale, da sorgente o da pozzo, interessanti il territorio dei due Enti, ad esclusione di quanto già regolamentato con l’accordo del 2005”. Le derivazioni di rilevanza regionale sono quelle il cui esercizio abbia riflessi su scala di bacino ovvero che coinvolgano interessi sovraprovinciali e che non sono comprese dal conferimento alla Provincia di Belluno delle funzioni in materia di demanio idrico (DGR n. 411 del 24 febbraio 2009).

Maurizio Conte
Assessore alla Programmazione per la Salvaguardia Ambientale

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E’ stato firmato oggi a Venezia l’accordo per la realizzazione dell’impianto di trattamento fanghi, integrativo dell’Accordo per il risanamento del Fratta-Gorzone. Lo scorso aprile si era svolto il Comitato di Sorveglianza nel quale erano presenti, oltre ai rappresentanti della Regione, quelli del Ministero dell’Ambiente, degli enti pubblici e delle associazioni di categoria territorialmente coinvolti. Era stato illustrato lo stato di attuazione degli interventi, che hanno superato l’importo originariamente previsto di 90 milioni di euro, ed era stata effettuata una verifica degli obiettivi dell’Accordo in termini di miglioramenti ambientali. In quella sede, in luogo della realizzazione ex novo dell’impianto di trattamento era stata avanzata anche la proposta di acquistare un impianto già esistente in Norvegia disponibile sul mercato, che utilizza la tecnologia della gassificazione, in modo da conseguire così un significativo risparmio sia di tempo che di risorse. A seguito del confronto con tutti gli enti interessati che hanno partecipato alla procedura di formazione del testo, l’Accordo integrativo sul trattamento dei fanghi, previo passaggio in Giunta Regionale, è stato sottoposto per le parti tecniche ad una verifica da parte di ARPAV ed è stato firmato oggi dai Comuni di Cologna Veneta, Arzignano, Lonigo, dal Consorzio ARICA, dall’ATO Valle del Chiampo, dallla Società Acque del Chiampo, dal Consorzio LEB. Altri, impossibilitati ad essere presenti, lo firmeranno nei prossimi giorni e alcuni hanno provveduto anche a fornire apposita dichiarazione in tal senso, come le Province di Padova e Vicenza , l’ARPAV ed il Comune di Trissino. “L’obiettivo – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte - è quello di arrivare alla chiusura del ciclo depurativo dell’area della concia e risolvere alla radice il problema della collocazione dei fanghi depurati”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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870 mila euro a 10 amministrazioni comunali padovane per opere pubbliche che non superano i 200.000 euro. E’ lo stanziamento che la Giunta regionale del Veneto ha reso disponibile per un supporto ai Comuni. Il sostegno ai lavori pubblici – commenta l’Assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte - è un indirizzo al quale l’Ente Regionale Veneto pone grande attenzione, voglio a tal proposito ringraziare l’assessore Massimo Giorgetti perché nonostante la debole economia attuale ha distribuito adeguate risorse ai municipi padovani per interventi a fondamentali per la cittadinanza e concedendo respiro al sistema economico territoriale. Gli interventi finanziati in Provincia di Padova – continua Conte- sono così distribuiti: A Montagnana 100.000,00 euro per ripristino pavimentazioni nel centro cittadino; A Casale di Scodosia 99.000,00 euro per Promozione mobilità urbana sostenibile, realizzazione percorso pedonale in via dei Placco; A Merlara 99.990,00 euro per la realizzazione nuovo incrocio e messa in sicurezza tra via L.Bianchi e la S.P. n°25, asfaltatura di via Matteotti e via della Libertà; Lozzo Atestino 100.000,00 euro per ristrutturazione del secondo piano della sede municipale per la realizzazione della biblioteca comunale; Saccolongo 100.000,00 euro per o progetto di collegamento pedonale delle due piazze del capoluogo antistante il Municipio; Vescovana 100.000,00 euro per allargamento e sistemazione di strade comunali; San Giorgio in Bosco 100.000,00 euro per la realizzazione di nuova linea di pubblica illuminazione in via Lobia; Veggiano 83.853,00 euro per la realizzazione piste ciclabile con allargamento delle sede stradale delle S.P. n°38 e n°72, per primo stralcio d’intervento; Campo San Martino 85.555,80 per ampliamento scuola di Busiago e Santa Giustina in colle con 100.000,00 per la realizzazione dell’area pedonale di accesso alla nuova scuola di infanzia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Per agevolare i comuni veneti interessati territorialmente, i competenti uffici della giunta regionale hanno diramato un’integrazione alla circolare del marzo scorso relativa alla definizione delle “zone di attenzione” nei Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) dei bacini idrografici dei fiumi Piave, Brenta–Bacchiglionee Livenza e del fiume Adige e alla procedura per associare a queste zone la pericolosità idraulica prevista dalle Norme di Attuazione (NdA). Lo comunica l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, facendo rilevare sulla questione erano infatti intervenuti nel frattempo un parere dei Comitati tecnici delle Autorità di Bacino nazionali dei fiumi dell’Alto Adriatico e del fiume Adige e un provvedimento della stessa giunta regionale. La circolare integrativa della Regione ribadisce che i limiti di applicabilità delle Norme di Attuazione riguardano esclusivamente le aree ricadenti all’interno dei confini dei bacini nazionali di competenza. Ai comuni viene quindi confermato che anche se la cartografia dei PAI evidenzia talvolta aree adiacenti, esterne ai tali confini,questa rappresentazione va intesa a mero titolo di completezza conoscitiva. Il secondo chiarimento è relativo alla valutazione delle condizioni di dissesto all'interno delle zone di attenzione e della relativa compatibilità delle previsioni urbanistiche (art. 5, comma 4, PAI). Con la deliberazione del 7 maggio la giunta veneta ha affidato direttamente alle Autorità di Bacino nazionali dei fiumi dell'Alto Adriatico e del fiume Adige il compito di associare alle zone di attenzione la pericolosità idraulica, svolgendo inoltre le fasi spettanti alla Regione e relative all'istruttoria per la definizione della proposta di aggiornamento dei PAI. Le amministrazioni comunali rimangono conseguentemente esonerate dall'obbligo di trasmettere preventivamente alla Regione la verifica di compatibilità ai fini dell'avvio della procedura per l'attribuzione della classe di pericolosità delle zone di attenzione. La Regione chiede peraltro ai comuni di prestare la più ampia collaborazione alle Autorità di Bacino per agevolare la sollecita attuazione delle operazioni di verifica funzionali all'associazione o all'esclusione della pericolosità idraulica all'interno di tali zone. L’ultimo chiarimento riguarda la verifica di compatibilità degli interventi ricadenti all'interno delle zone di attenzione,limitatamente all'eventuale pericolosità idraulica, con la specifica natura o tipologia di dissesto individuata (art. 5 comma 3, PAI). La circolare evidenzia che la verifica, ai fini dell'assentibilità o meno degli interventi previsti dagli strumenti urbanistici vigenti (e, quindi,dell'eventuale conseguente rilascio dei titoli abilitativi edilizi) anche in diretta attuazione delle disposizioni dettate dal cosiddetto "Piano casa", sarà effettuata direttamente dalle amministrazioni comunali, sull'analisi degli studi e delle informazioni già' disponibili e utilizzati per la redazione dei propri PAT nonché sulla scorta delle informazioni disponibili presso le amministrazioni provinciali(PTCP), i consorzi di bonifica, gli uffici regionali del Genio civile. In sede ditale verifica dovrà altresì essere valutata l'efficacia degli eventuali interventi di mitigazione proposti e le risultanze saranno trasmesse all'Autorità di Bacino per gli eventuali adempimenti di competenza.

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