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Comunicati Stampa 2013

Comunicati Stampa 2013 (229)

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“E’stato un colloquio molto positivo per la disponibilità riscontrata nelle amministrazioni del territorio”. E’ questo il commento di Antonio Nani, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta,a due giorni dal vertice, svoltosi a San Bonifacio (presente anche l’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Maurizio Conte) per un confronto sugli interventi da realizzare sul torrente Mezzane, nel veronese e sul Rio Rodegotto, nel vicentino, entrambi esondati lo scorso 16 Maggio. La Regione Veneto mette a disposizione 500.000 euro (400.000 destinati al Mezzane, il restante al Rodegotto), cui l’ente consortile ne aggiunge 400.000 (100.000 per il Rodegotto, il restante per il Mezzane), frutto di una variazione di bilancio. Ai 700.000 euro così disponibili per il torrente Mezzane, se ne aggiungeranno ulteriori 200.000 dal Servizio Forestale Regionale; dovranno però essere integrati con ulteriori risorse, per le quali sono impegnate “Veneto Strade” e le Amministrazioni Comunali di Caldiero,Lavagno e Mezzane. Il piano complessivo prevede interventi per oltre 4 milioni di euro, ma già uno stanziamento superiore al milione permetterà la sistemazione idraulica dell’alveo con l’eliminazione dell’ostacolo rappresentato dalla ridotta arcata del ponte di Vago, garantendo un migliore fluire delle acque in caso di piena. Analoga partecipazione delle realtà territoriali alla spesa sarà necessaria per implementare l’attuale disponibilità di 200.000 euro, pari a circa il 10% del fabbisogno di interventi necessari sul Rio Rodegotto, ma sufficiente a garantire tranquillità alla popolazione; in particolare,necessita un approfondimento con le Amministrazioni Comunali interessate: Montorso, Montebello Vicentino e Zermeghedo. “L’alluvione del 2010 ha posto drammaticamente alla nostra attenzione la priorità della tutela idrogeologica del territorio – commenta Conte- Come Regione, ogni anno investiamo circa 100 milioni per la difesa del suolo,ma non basta: per mettere definitivamente in sicurezza il nostro territorio servirebbe un impegno economico simile a quello per il Mose; è ormai nella fase conclusiva l’iter per l’avvio dei lavori sui bacini di Caldogno e Trissino, mala loro realizzazione necessiterà di almeno due anni. Serve comunque un impegno corale, rispetto al quale lo Stato deve fare la sua parte, consentendo anche il superamento del Patto di Stabilità per interventi a tutela da frane ed alluvioni.”

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Semplificare la vita alle imprese, senza che venga meno l’attenzione per la tutela dell’ambiente. E’ questo il significato ultimo del provvedimento, che la giunta regionale ha recentemente adottato, sottolineato dall’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte presentando oggi a Palazzo Balbi gli indirizzi in materia di autorizzazione unica ambientale, insieme al direttore generale di Confindustria Veneto Giampaolo Pedron e al responsabile del settore Ambiente e Sicurezza di Confartigianato Imprese Veneto Marino Pistolato. “Il percorso individuato – ha detto Conte – ha come obiettivo un’effettiva semplificazione, dando una risposta alle imprese rispetto a procedure spesso impegnative, in un momento di crisi e di criticità economica”. Il decreto-legge 9 febbraio 2012 n. 5(convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35), riguardante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, ha introdotto alcune disposizioni dirette a facilitare gli adempimenti amministrativi previsti dalla normativa ambientale a carico delle piccole e medie imprese, nonché degli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, anche attraverso l’introduzione di una nuova autorizzazione unica(A.U.A.). Il relativo regolamento, entrato in vigore il 13 giugno 2013, dà facoltà alle Regioni di individuare ulteriori atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale da assoggettare alla disciplina dell’A.U.A. La giunta regionale del Veneto ha adottato a questo proprosito una serie di indirizzi allo scopo di fornire alle autorità competenti, allo sportello unico per le attività produttive (S.U.A.P.), agli altri soggetti pubblici interessati e ai soggetti che devono presentare le istanze, indicazioni relative all’attuazione del regolamento. In materia di semplificazione – ha detto Pistolato – lo Stato ha prodotto per lo più annunci, lasciando poi alle autonomie locali l’incombenza di trovare gli strumenti per realizzarla. Anche in questo caso, la Regione ha visto le problematiche emerse nell’applicazione della normativa nazionale ed è intervenuta. Grazie agli indirizzi adottati, ora le imprese hanno un referente unico, il S.U.A.P., per questa nuova autorizzazione ambientale che assorbe in sé sette autorizzazioni precedentemente previste, con una scadenza di 15 anni. “Semplificazione è una delle parole magiche più usate, ma che non sempre hanno prodotto effetto – ha commentato il direttore di Confindustria, Pedron. Il nostro Paese non è in grado di semplificare. Per fortuna la Regione è intervenuta per togliere un po’ di “ragnatele”, ma il fatto che sia stato necessario un provvedimento per chiarire e semplificare un regolamento dello Stato che avrebbe dovuto essere di“semplificazione” la dice lunga. Il provvedimento è il segno dell’attenzione con cui la Regione guarda al ruolo del manifatturiero orientato all’export, senza il quale non avremmo PIL nel Veneto, e indica la metodologia da seguire che è quella del dialogo e del confronto”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla programmazione per la salvaguardia Ambientale

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“Nella difesa idraulica stiamo recuperando un arretrato di decenni: ci siamo riusciti con il gioco di squadra: una squadra che ha lavorato per rendere il Veneto più sicuro”. Lo ha sottolineato l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte,intervenuto oggi a fianco del presidente Luca zaia alla conferenza stampa per fare il punto su queste tematiche. “Quanto abbiamo fatto serve ma non è sufficiente, occorre andare avanti – ha aggiunto – e il territorio deve capire che la sicurezza idraulica è una priorità che supera gli interessi privati legittimi, che vanno comunque compensati. Stiamo iniziando casse di espansione per 131 milioni,dobbiamo fare manutenzione, rafforzamenti, e adeguamenti di argine in un territorio che spesso ha trascurato la sicurezza idraulica per altri obiettivi”. “Oltre alle criticità del 2010 dobbiamo guardare ad un sistema ampio – ha detto ancora Conte – che va dalla montagna al litorale, che fa difeso dalle mareggiate. Per questi ultimi interventi le risorse potrebbero arrivare lasciando alla Regione i canoni che i concessionari pagano oggi allo stato. In ogni caso serve un impegno corale rispetto al quale lo Stato deve garantire risorse adeguate. Come Regione noi ogni anno investiamo circa 100 milioni per la difesa del suolo e gli interventi dei Geni civili, della bonifica, dei Servizi forestali. Lo sforzo che facciamo è fondamentale ma non basta: lo Stato deve capire – ha concluso l’assessore – che non c’è solo un MOSE da completare ma che esistono tanti altri piccoli grandi MOSE che vanno realizzati per mettere in sicurezza il Veneto”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

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Entro la fine del mese il Ministero dell’Ambiente si è impegnato a licenziare il protocollo d’intesa sull’inquinamento dell’aria formalmente ricevuto, ad inizio ottobre, dal tavolo tecnico delle Regioni del Bacino Padano vale a dire Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e il Piemonte. Le azioni previste per la prima volta saranno comuni a tutta la pianura padana tenendo presente la specificità geografiche territoriali. Lo sottolinea l’assessore veneto alle politiche Maurizio Conte. “Le azioni riguardano tre comparti di emissioni: traffico, industria, energia e riscaldamento e sono state studiate dal comitato scientifico composto dalle Regioni e dal sistema delle Agenzie Ambientali del Bacino padano – afferma Conte – il protocollo è stato formalizzato allo Stato attraverso il Ministero dell’Ambiente ma per la prima volta coinvolge anche i Ministeri della Salute, dei trasporti, dell’innovazione, delle politiche agricole, delle politiche comunitarie e dello sviluppo. Ora ci aspettiamo una risposta tempestiva per poter partire già a novembre con le azioni previste”. Già nel 2007 le Regioni avevano fatto la stessa richiesta al Ministero dell’Ambiente ma non erano seguiti riscontri. “Ribadisco - conclude Conte – come peraltro, già fatto un mese fa, che l’azione territoriale omogenea delle Regioni e dei Comuni non è sufficiente a risolvere questo problema, ci sono interventi specifici di cui solo lo Stato può farsi carico. Pertanto auspico da parte del Ministero una risposta in tempi utili per far fronte alla stagione invernale, noi, come Regioni del bacino padano, eravamo, siamo e saremo pronti a fare la nostra parte con le azioni di nostra competenza”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

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“Mare nostrum” è stata varata con nuova mansione, portare soccorso più vicino ai porti di partenza delle imbarcazioni degli immigrati. Vuol dire che lo Stato italiano ha predisposto la scorta per profughi e clandestini addirittura da casa loro. Per far rispettare le Leggi vigenti? No, per personalissima discrezione del Governo si è deciso che chiunque voglia stabilirsi nel nostro Paese ha il diritto di farlo. Comunitari o no. Visto che Letta e i suoi uomini hanno stabilito che l’intero continente africano è legittimato a stabilirsi qui, credo sia più coerente ed economico inviare le nostre imbarcazioni militari all’imbarco diretto di queste persone, che senso avrebbe altrimenti una scorta? L’immigrazione è un fenomeno che va gestito, non si deve esserne sopraffatti, l’accoglienza, quella prevista nella quote d’ingresso e nei casi di legge è un obbligo, non solo morale. Una delle forme di controllo è la possibilità d’espulsione, che viene meno senza la sanzione amministrativa, la legge quindi non può essere abolita e non è tantomeno la causa delle ultime tragedie del Mediterraneo, per salvare le vite o garantire un’esistenza dignitosa servono regole non canali di immigrazione indistinta legalizzata.

Maurizio Conte
Vicesegretario Veneto Lega Nord

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“I cantieri del bacino di laminazione di Caldogno, in provincia di Vicenza, ameno di ricorsi con sospensiva del TAR, dovrebbero essere aperti prima della fine dell'anno. Non c’è nessun ritardo”. Lo dichiara Maurizio Conte, assessore all'Ambiente della Regione del Veneto, spiegando l'iter complesso preventivo alla realizzazione dell'opera fondamentale per la tutela del territorio in caso di piene. Dopo l'alluvione del 2010 la Giunta Regionale ha ereditato la realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno solo parzialmente finanziato e ha provveduto ad ottenere tutte le approvazioni di legge riguardanti i Lavori Pubblici, i Beni Ambientali e paesaggistici e la Valutazione di Impatto Ambientale, da ultimo il progetto è stato validato dalla commissione tecnica istituita dal Presidente Zaia, composta dal prof. Luigi D’Alpaos, prof. Alberto Mazzucato e prof.Marco Marani, che hanno espresso parere favorevole sulle opere progettate. “Ma i necessari passaggi burocratici non sono stati l'unico impegno della Regione – afferma Conte che aggiunge - per garantire la tutela del territorio e delle economie in esso sviluppate, nel 2011 la Giunta Regionale ha promosso un Protocollo d’Intesa con le principali Organizzazioni Sindacali degli imprenditori agricoli, finalizzato alla conservazione del territorio destinato all’agricoltura e prevedendo un’indennità di allagamento sui territori interessati dalle costruende vasche di laminazione.Lo scopo era anche quello di accelerare l'iter espropriativo condividendolo coni cittadini interessati, il protocollo d’Intesa è di seguito stato approvato anche dalla Commissione Consigliare competente”. Il completo finanziamento dell’opera è avvenuto successivamente all’esame del Comitato Tecnico, nel novembre 2012, di seguito è stata bandita la gara d’ appalto, aggiudicata in via provvisoria a luglio di quest'anno e in via definitiva martedì scorso, con decreto del Dirigente della Difesa del Suolo. Fra pochi giorni sarà pubblicata nel Bur Regionale e di conseguenza, a meno di ricorsi con sospensiva del TAR, i cantieri partiranno entro la fine dell'anno.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

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Un’ora e più di incontro a porte chiuse nella sede del Genio civile è servita al primo cittadino di Vicenza, Achille Variati, e all’assessore regionale per la programmazione della salvaguardia ambientale, Maurizio Conte, per fare il punto sulla situazione degli interventi idraulici nel territorio ed anche per “guardare avanti”. La zona limitrofa all’asta fluviale di viale Diaz, in cui il sindaco e l'assessore si sono recati in sopralluogo, infatti potrà essere interessata dalla costituzione di una vasca di raccolta delle acque da utilizzare in caso di emergenza. E i 16 milioni necessari per la sua realizzazione sembrano essere più vicini. “Conto di avere un quadro definitivo delle risorse necessarie per la vasca entro l’anno”, ha sostenuto l’assessore. L’ipotesi infatti è quella di avvalersi di parte dei 360 milioni erogati dallo Stato per l’alluvione che ha colpito Vicenza nel 2010 - non utilizzati o restituiti dai privati cittadini a cui erano stati destinati secondo la delibera regionale di fine agosto – oppure “del recupero dei risparmi” derivanti dai rivisti accordi tra pubblico e privati fatti in passato dalla Regione. Tra gli altri interventi più urgenti in programma ci sono le zone di San Vito, Saviabona, strada delle Cà Tosate e via Giuriolo. Per quest’ultima il sindaco stima una spesa di 200 o 300 mila euro. “Una piccola somma essenziale per salvaguardare il patrimonio artistico della città”, considerato la vicinanza del corso del fiume a monumenti come il Teatro Olimpico e Palazzo Chiericati. “L’obiettivo – continua Variati – è di portare in sicurezza il fiume fino ai limiti massimi raggiunti dalla piena del 2010.” Come considera l’assessore regionale, una deroga ai vincoli della legge di stabilità sarebbe fondamentale per finanziare questi lavori. La palla passa quindi in mano al Governo.(http://www.vicenzapiu.com/)

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Venerdì 11 Ottobre 2013 13:57

Il Bacchiglione adesso fa meno paura

Scritto da Administrator

A quasi tre anni dall’alluvione del novembre del 2010 il Bacchiglione a Saccolongo e a Selvazzano fa meno paura. Ieri sulle sponde del fiume, nel corso di un sopralluogo al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla Difesa del suolo Maurizio Conte, il dirigente del Genio civile Tiziano Pinato e il sindaco di Selvazzano Enoch Soranzo, si è fatto il punto dei lavori realizzati dall’alluvione a oggi. Opere che riguardano il ripristino delle sommità arginali e la messa in sicurezza dei movimenti franosi mediante la sagomatura e il consolidamento delle sponde. Il primo intervento post alluvione risale al gennaio 2011 e riguarda un tratto di argine sinistro del Bacchiglione in prossimità delle vie Napoli e Milano, prospiciente al quartiere Danovi, dove il Genio ha creato un diaframma di calcestruzzo annegato nella sponda per una lunghezza di circa 250 per evitare le infiltrazioni e il formarsi di fontanazzi. Importo del progetto 250 mila euro. Sono pressoché terminate le opere, sempre sulla sponda sinistra, a monte del ponte di Tencarola in corrispondenza della golena Sabbionari. In questa zona e in altre a monte fino al ponte di Selvazzano ha operato il Comune sotto il diretto controllo del Genio. Tra una quindicina di giorni sarà concluso anche il tratto di argine destro di circa 1600 metri in Comune di Saccolongo, che va dall’immissione del Tesinella fino al ponte di Creola. «Queste opere, che sono state eseguite con somma urgenza per evitare che succeda quello che si è visto tre anni fa, sono solo il punto di partenza della messa in sicurezza del territorio», ha spiegato Conte. «Il passo successivo riguarda la realizzazione a monte, tra Vicenza e Padova, delle cosiddette vasche di laminazione che dovrebbero risolvere in via definitiva il problema trattenendo a monte l’acqua». La realizzazione dei bacini di sfogo dovrebbe partire all’inizio del 2014. «Abbiamo appaltato i lavori, speriamo di attivare i cantieri al più presto», ha spiegato l’ingegner Tiziano Pinato. Dobbiamo tenere conto che le ultime opere idrauliche importanti in Veneto risalgono all’epoca del fascismo. Per una seria difesa del suolo nella nostra regione servirebbero 2,7 miliardi di euro». Il sindaco Enoch Soranzo ha messo in evidenza come una volta esauriti i tempi della burocrazia siano immediatamente partiti i cantieri. «Per sistemare l’asta del Bacchiglione nel nostro Comune sono stati spesi oltre 2 milioni di euro. Finanziamenti straordinari che sono arrivati dalla Regione». (http://mattinopadova.gelocal.it/)

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La capacità di subire di questo Paese è sempre più sorprendente, il Governo è palesemente inadatto a gestire le situazioni di difficoltà che si presentano, primi tra tutti il tema economico e quello dell’immigrazione. Il parlamento europeo vota contro un emendamento sulla ripartizione equa degli immigrati fra i 28 Stati membri dell'UE, e visto che non se ne occupa l’organismo sovrastatale, al Senato, è andata in scena l’opera prima del paradosso istituzionale: eliminare il reato di clandestinità. Come pensare che sopprimendo il reato d’omicidio questo tipo di crimine verrà meno. Per di più, nell’ultima manovra finanziaria in approvazione, sono stati sottratti centinaia di milioni a cassintegrati e indigenti per mettere ben 210 milioni sul piatto della bilancia dell’emergenza immigrazione. Sembra anche che i 90 milioni destinati ai rimpatri si siano volatilizzati verso altre lidi. Di accordi bilaterali con gli stati esteri e concertazione diplomatica per far scontare la pena carceraria agli stranieri nel paese d’origine non c’è traccia. Così non si amministra, si subisce, e, per questo motivo, sabato 12 ottobre la Lega Nord sarà a Torino per un corteo contro l’immigrazione clandestina.

Maurizio Conte
Vicesegretario Veneto Lega Nord

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Via libera in terza commissione, presieduta da Luca Baggio (LN), al progetto di legge predisposto dalla Giunta che introduce le nuove norme per la disciplina dell’attività di cava. Il provvedimento ripercorre la struttura della legge regionale 44 del 1982, aggiornandola alle necessità attuali, ma soprattutto con l’obiettivo di semplificare i procedimenti di pianificazione, aumentare la tutela del territorio con norme più stringenti per la ricomposizione ambientale dei siti estrattivi e di rafforzare le funzioni di controllo da parte della Regione in previsione della costituzione dell’osservatorio per le attività estrattive. La normativa indica anche la procedura per interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale e prevede la ridefinizione di alcuni istituti introdotti dalla legge 44/82 e riguardanti la proroga della durata dell’autorizzazione, che sarà fortemente limitata, la decadenza e la revoca. Viene introdotto, inoltre, un sistema di partecipazione finanziaria dell’imprenditore ai costi che la Regione e soprattutto i Comuni sopportano per gli interventi di mitigazione degli effetti che l’attività estrattiva produce sul territorio. “Quello della coltivazione delle cave è un tema delicato, in quanto si tratta di un’attività imprenditoriale da cui non si può prescindere, ma che ha un impatto sul territorio. Occorre quindi arrivare a regolare la materia in maniera equilibrata, guardando alle opportunità e alle prospettive”. E’ quanto fanno rilevare l’assessore regionale alle politiche ambientale, Maurizio Conte (LN) e il presidente Baggio al termine della seduta. “La proposta – hanno aggiunto– andrà a sostituire la legge regionale in materia di attività estrattive (n. 44) in vigore e risalente al 1982. E’ un ulteriore tassello nel processo di revisione e ammodernamento complessivo del settore estrattivo del Veneto. Questo per far sì – hanno concluso Conte e Baggio – che le cave non siano più una ferita aperta per il territorio veneto”. L’assessore Conte ha poi annunciato che nelle prossime settimane la Giunta regionale adotterà anche il nuovo Piano Regionale delle Attività di Cava (PRAC).

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