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Comunicati Stampa 2013

Comunicati Stampa 2013 (229)

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Stamani a Milano si è svolto il tavolo tecnico delle Regioni del Bacino Padano su uno dei temi ambientali che più preoccupa il nord Italia, l’inquinamento dell’aria. All’incontro hanno partecipato oltre al Veneto, l’Emilia Romagna, la Lombardia, la Provincia autonoma di Trento, la Valle d’Aosta e il Piemonte come capofila. I lavori hanno riguardato la condivisione di un protocollo di intesa che prevede azioni comuni per contenere l’inquinamento atmosferico. Il documento è stato trasmesso al Ministero dell’Ambiente con l’esplicita richiesta di rappresentare adeguatamente il problema del’inquinamento del Bacino Padano all’Unione Europea per evitare nuove procedure di infrazione a carico dell’Italia. “Nel 2007 è stata fatta la stessa richiesta al Ministero – commenta Maurizio Conte, assessore all’ambiente del Veneto – ma non abbiamo avuto riscontri. Ci sono interventi specifici di cui lo Stato deve farsi carico; l’inquinamento atmosferico di questa particolare area d’Italia, svantaggiata per la scarsa circolazione dell’aria e per l’alta presenza di fonti di emissioni, non può essere risolto in ambito locale dalle singole amministrazioni comunali. Serve, oltre all’azione territoriale condivisa ed omogenea delle regioni, anche il supporto del Ministero. Contiamo su una risposta in tempi utili per far fronte alla stagione invernale”. Nel protocollo di intesa, oltre alle azioni da attuare coordinatamente, è previsto l’uso condiviso delle risorse tecniche e scientifiche per la misurazione, la valutazione e la verifica dello stato della qualità dell’aria e dell’efficacia delle misure adottate.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Tutela del suolo e dell'aria

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“La situazione relativa alla sicurezza degli argini del Brenta, così come viene prospettata dal Comitato Brenta Sicuro e da alcuni amministratori della Riviera sulla stampa locale, è conosciuta dagli uffici della Regione. Gli interventi necessari per la messa in sicurezza del territorio interessato sono tra quelli da fare il prima possibile. Sono stati inseriti nei prossimi piani di finanziamento che sono incorso di definizione”. E’ la rassicurazione dell’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte alle sollecitazioni apparse oggi sui quotidiani locali in merito alla sicurezza degli argini del Brenta. Si tratta per lo più di infiltrazioni di campagna su cui il competente Genio Civile sta già predisponendo uno apposito studio per la progettazione delle opere più adeguate. “Le risorse che la Regione può mettere in campo – aggiunge Conte – non sono illimitate. Gli interventi da effettuare sono molti e vengono effettuati in progressione mano a mano che le risorse si rendono disponibili. Assicuro quindi che il problema è alla nostra attenzione e verrà affrontato non appena possibile. Del resto, va detto sul piano generale che solo dopo l’alluvione del 2010 è scoppiata nel Veneto una diffusa sensibilità su questi temi, dopo decine di anni di una quasi totale inerzia. In tre anni abbiamo fatto molto, ma non si poteva fare tutto”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

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La stagione estiva 2013 si è chiusa con esiti favorevoli anche nell’ultimo controllo per tutte le 169 acque di balneazione del Veneto. Lo rende noto,esprimendo tutta la sua soddisfazione, l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte che ha ringraziato l’ARPAV per il lavoro svolto. Nel 2013 sono stati esaminati dai competenti laboratori dell’ARPAV in totale 1016 campioni di cui 1015 risultati favorevoli, per una percentuale di conformità ai valori limite di legge pari al 99.9% dei casi. L’unico caso di non conformità si è verificato in comune di Bardolino (lago di Garda) in corrispondenza del punto 275 (Rivalunga Centro) che è risultato per un breve periodo (dal 6 al 9 maggio) non idoneo alla balneazione per superamento dei limiti di legge per i parametri Escherichia coli e Enterococchi intestinali. . “Rispetto al 2012 – fa presente il direttore generale dell’ARPAV, Carlo Emanuele Pepe -si è registrato complessivamente un ulteriore lieve miglioramento delle percentuali di conformità (+0.7% di campioni favorevoli). Ne consegue che nel periodo dal 2010 al 2013, in applicazione della nuova normativa in materia (D.Lgs.n. 116/2008 e D.M. 30 marzo 2010), le percentuali di conformità rilevate sui campioni esaminati sono sempre state superiori al 99%: 99.4% nel 2010, 99.7%nel 2011, 99.2% nel 2012 e 99.9% nel 2013”. L’assessore Conte fa presente, infine, che entro la fine del mese di novembre la Regione dovrà provvedere alla classificazione delle acque di balneazione del Veneto sulla base dei dati rilevati negli ultimi 4 anni. Da una prima valutazione dell’ARPAV, dovrebbero essere tutte di qualità “eccellente”, salvo alcune acque relative al mare Adriatico (spiaggia di Isola Verde in comune di Chioggia) di qualità “buona”. “E’ evidente – afferma l’assessore – che il Veneto ha già ampiamente raggiunto quanto previsto dalla normativa di settore che stabilisce che le acque di balneazione dovranno essere almeno di qualità “sufficiente”entro la fine della stagione balneare 2015”.

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Ho sempre avuto un’istintiva simpatia, ma anche rispetto e ammirazione,per quei sacerdoti di frontiera che spendono laloro esistenza per aiutare i poveri, i più sfortunati, le vittime di guerre epersecuzioni. Anche se qualche volta, spinti da un eccesso di passione, vannoun po’ fuori dal seminato rispetto a temi in cui bisognerebbe invece tenerconto di più aspetti. Probabilmente è il caso di don Albino Bizzotto che ha proclamatolo sciopero della fame contro le grandiopere nel Veneto. Contro il consumo di suolo, contro lacorruzione, chi può non essere d’accordo? Il problema è che non basta buttare lì due numeri sul consumo di suoloper le urbanizzazioni senza pensare anche alle conseguenze, perché il rischio è– come spesso succede - che non si indichino soluzioni effettivamentepercorribili ma che il tutto si limiti allacreazione di un effetto mediatico che resta fine a se stesso. E basta poco oggi per creare un evento mediatico: pochi concetti dicarattere generale, sui quali siamo tutti d’accordo, qualche numero - magaridecontestualizzato - a supporto e il gioco è fatto. La realtà con la quale bisogna confrontarsi è però spesso diversae lo è anche in questo caso. Non è possibile pensare che i grandi progetti - maanche quelli piccoli - non debbano sottostare a delle precise normative chegarantiscano conoscenza, trasparenza e lanecessaria pubblicizzazione. Oltretutto, esiste una precisa differenziazionetra progetti e soggetti privati e pubblici, appalti, subappalti e projectfinancing. Certo: bisogna combattere lacorruzione, realizzare le opere veramente necessarie rispettando il piùpossibile l’ambiente e il paesaggio, operando con attenzione e al meglio, maconsapevoli che i risultati non si possono conseguire senza pagare qualchescotto. Occorre invece impegnarsi affinché sia il minore possibile e semprenell’interesse generale. Se si resta sul piano puramente ideale e dei principi, allorabisognerebbe avere il coraggio di dire di no ad auto, TV, telefonino, i-phone,riscaldamento, treni, navi e aerei e a molto altro ancora… Quello su cui va rassicurato don Bizzotto è che chi amministra affronta concoscienza e serietà queste questioni. Le decisioni non vengono prese a cuorleggero. La Regionedel Veneto, e i suoi tanto vituperati amministratori, si occupa e preoccupa diquesti temi, ha già approvato specifiche leggi sul consumo del territorio e nesta approvando anche in questo periodo nel merito. Don Bizzotto si saràsicuramente già accorto che, fra tutti coloro che si sono espressi a favore della sua presa di posizione, c’è chi ne approfitta a puri fini distrumentalizzazione. Si tratta per lo più di quegli stessi politici, europeisti convinti,sempre in prima fila ad applaudire nei convegni dove si denuncial’inadeguatezza delle nostre infrastrutture fra le principali cause della decrescita del PIL nazionale e la conseguente difficoltà per le nostre imprese nella competizione globale. Quando viene creato l’evento mediatico, ecco allora che improvvisamentesembra che il gap infrastrutturale sia diventato un capriccio, che salvareVenezia dall’acqua alta con il Mose sia solo una vicenda di corruzione o unprogetto impraticabile e così via. Questo modo di fare finisce per legittimarediscorsi e azioni che di legittimo non hanno niente, come sta accadendo per ino-Tav in Val di Susa. Non occorre certo ricordare che ogni giorno i giornali denunciano la gravissima crisi in atto: i cantieri dei progettipiù importanti sono fermi, gli operai disperati in cassa integrazione olicenziati, le imprese e gli artigiani falliscono e sempre più di frequenteassistiamo impotenti a gesti estremi perchè si sentono feriti nella loro dignità di uomini che non hanno lavoro. Come dicevo, la realtà vavista in tutte le sue sfaccettature. Se larealtà è questa, se è quella chevedo io, consiglierei a tutti un motivo diverso per il digiuno: protestino edigiunino pure, ma per far ripartire i cantieri, per creare lavoro e opportunità. Nel rispetto della sostenibilità ambientale. E i politici – chehanno la sicurezza di un stipendiopubblico – si preoccupino di più di aiutare chi ne ha veramente bisogno, senzagratuite sceneggiate. La Chiesa,a cui don Albino appartiene, sa portare avanti sacrosante battaglie a favoredegli ultimi. Il digiuno forse sarebbe più opportuno per gli sventurati bambinidella Siria, come ha chiesto PapaFrancesco.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia ambientale

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La giunta regionale ha attivato una procedura concorsuale riservata ad enti pubblici per accedere a finanziamenti per la predisposizione dei “contratti di fiume”. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, relatore del provvedimento. “In attuazione di direttive europee – spiega Conte – il contratto di fiume è un accordo,sottoscritto su base volontaria, che individua una serie di atti e attività operative utili alla salvaguardia e corretta gestione del fiume e delle attività economiche e sociali ad esso connesso. Si tratta di promuovere un moderno approccio che vede il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti i portatori di interesse nella definizione delle politiche in materia di acque. Modello che deve essere promosso mediante la diffusione della sua conoscenza”. “Per migliorare lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici – aggiunge l’assessore - è, infatti, necessario intervenire coinvolgendo una molteplicità di strategie, in coerenza con i rispettivi piani di settore. Analoga importanza riveste inoltre il confronto con le realtà produttive, associative e della società civile, senza il cui coinvolgimento non è possibile attuare una reale gestione delle acque. Per questo la Regione del Veneto, nel confronto e sull’esempio delle esperienze maturate su scala nazionale, ha voluto sperimentare nuovi indirizzi e misure per il contenimento del degrado ed il recupero della qualità ambientale, tra cui l’utilizzo di strumenti come i contratti di fiume. Per questa finalità la Regione per il 2013 ha stanziato in bilancio 100 mila euro, di cui 90 mila sono stati messi a concorso, indicando le modalità per la presentazione delle richieste da parte di enti pubblici o di diritto pubblico aventi competenze in materia di risorse idriche e tutela delle acque (Province, Comuni, Consorzi di Bonifica, AATO, AIPO, Autorità di Bacino, ecc.), entro 30 giorni dalla pubblicazione sul BUR. Un contributo di 10 mila euro è stato invece assegnato al Consorzio di Bonifica Delta Po, con sede a Taglio di Po (Rovigo) per l’organizzazione nel 2014 a Venezia del IX Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto al Ciclo integrato dell'acqua

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Pesca amatoriale e ambiente uniscono le forze per salvaguardare i corpi idrici: verrà riesaminata la questione delle centraline idroelettriche attualmente presenti nei corsi d’acqua del Veneto e si punta all’introduzione di norme regionali perla salvaguardia delle aree naturali di ripopolamento e di pesca. Sono questi i primi obiettivi fissati oggi a Treviso durante l'insediamento della “Consulta regionale per la pesca ricreativa”, avvenuto stamane nella sede del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, su convocazione dell’assessore alla pesca del Veneto Franco Manzato, alla presenza del collega all’ambiente Maurizio Conte e delle organizzazioni di categoria della pesca sportiva: la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee – Comitato Regionale Veneto (FIPSAS); il Consorzio Veneto Associazioni Sportive Dilettanti (Co.Ve.A.Pe.Di. A.s.p.d.); la Federazione dei Bacini di Pesca della Provincia di Belluno; l’Associazione Pescatori della Provincia di Verona (APPV); l’Unione Nazionale Pescatori a Mosca (UNPeM); il Carp Fishing Italia; il Comitato Risorse Vitali, che riunisce Associazioni di settore operanti in Provincia di Venezia. Il primo confronto non è stato un atto formale ma è avvenuto su un tema cruciale:l’impatto ambientale disastroso delle centraline idroelettriche sulla fauna ittica, impossibilitata a percorrere i tratti dei corsi d’acqua dove questi impianti sono realizzati. In Veneto ci sono 583 centraline di varie dimensioni e almeno 115 sono le istanze in istruttoria per nuove realizzazioni. Il problema è particolarmente sentito nel Bellunese, dove c’è la maggiore percentuale di impianti e le autorizzazioni in fase di valutazione sono un’ottantina (per qualsiasi potenza). “Ci attiveremo al fine di limitare i danni intervenendo a livello normativo regionale –ha assicurato l’assessore Conte – perché crediamo sia di essenziale importanza trovare un punto di incontro tra la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, come avviene con le centrali idroelettriche, e la tutela dell’ambiente”. 'Il tavolo blu proporrà nel prossimo incontro la lista degli interventi necessari alla luce delle positive esperienze già realizzate –ha spiegato a conclusione l'assessore Manzato – in modo da dotarsi di un preciso piano progettuale entro dicembre, da mettere in pratica durante il 2014, che verrà affiancato da un’apposita delibera della Giunta Regionale”.

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“Le azioni messe in campo in questi due anni dalle Regioni del bacino padano contro l’inquinamento atmosferico, che hanno fatto emergere soprattutto la necessità di rivedere le norme europee che non tengono nella dovuta considerazione le peculiarità di questo territorio, richiedono comunque la partecipazione di un soggetto principale: lo Stato. Ora finalmente il ministero dell’ambiente ha assicurato la sua disponibilità a fare da coordinamento, insieme alle Regioni”. A sottolinearlo è l’assessore regionale all’ambiente del Veneto Maurizio Conte commentando positivamente l’esito dell’incontro svoltosi ieri a Milano su questo tema tra tutte le Regioni e le Province autonome del bacino padano e il ministro dell’ambiente Andrea Orlando. “Un impegno importante – aggiunge Conte – che da un lato riconosce l’attività fin qui portata avanti dalle Regioni, dall’altro deve servire a risolvere le difficoltà che può creare il procedimento d’infrazione contro l’Italia aperto dalla Commissione Europea, cercando di far comprendere agli organismo europei che le caratteristiche meteoclimatiche, morfologiche e viarie dell’area padana hanno bisogno di tempi più lunghi per adeguarsi ai parametri richiesti”. PIANIFICAZIONE. L’incontro di ieri ha previsto la stesura di un piano che riconosca le peculiarità del bacino padano. “Una pianificazione – fa rilevare Conte – che parta dalle oltre quaranta azioni, normative e operative, già individuate dalle Regione. L’importante è coordinarle e l’accordo di programma che andremo a firmare con il ministeri indicherà proprio il percorso che insieme dobbiamo fare, sancendo la volontà comune di arrivare agli obiettivi prefissati”. RISORSE. Le Regioni ieri hanno sottolineato che le risorse da reperire non possono essere a carico esclusivamente dei cittadini di questi territori, perché buona parte dell’inquinamento è dovuta al traffico di attraversamento che viene da fuori. Di qui – spiega Conte – la proposta di valutare la possibilità di imporre un ticket per il traffico di passaggio, come è già stato fatto in altri paesi europei. Le risorse introitate consentirebbero il finanziamento delle azioni di contrasto dell’inquinamento. CONTROLLI. Vanno comunque previsti sanzioni e maggiori controlli per i mezzi pesanti dall’estero che, in molti casi, non hanno i requisiti richiesti, dando luogo non solo ad inquinamento ma anche a concorrenza sleale nei confronti dei trasportatori in regola con le emissioni. ENERGIA. Nel corso dell’incontro, infine, è stata evidenziata anche la necessità che ci sia una stretta relazione tra la pianificazione per la tutela dell’aria e quella energetica. “E’ un rapporto che diventa fondamentale – conclude Conte – sia per quanto riguarda il contenimento dei consumi, sia per l’incentivazione di energie alternative e la riconversione di impianti di produzione per l’abbattimento degli inquinanti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Tutela del suolo e dell'aria

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Riscoprire un “unicum” delle coste venete: le Tegnùe. E’ questo uno dei principali obiettivi del “Festival delle Tegnùe del Veneto-Rassegna del Film di Mare” che ha avuto oggi una sua iniziativa di presentazione nello spazio della Regione del Veneto presso l’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, in occasione della “70. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia”. Tra gli intervenuti l’assessore regionale all’ambiente del Veneto, Maurizio Conte., e il direttore artistico del festival, Alvaro Gradella Il “Festival delle Tegnùe del Veneto - Rassegna del Film di Mare” è un evento che durante la stagione estiva propone grandi ‘film di mare’, cartoon marini e pellicole di pirati d’altri tempi, ma fa conoscere anche – grazie a filmati dell’ARPAV e di gruppi subacquei veneti – le piccole e preziose “barriere coralline” chiamate Tegnùe, veri tesori di biodiversità a poche miglia dalle coste del Veneto. Anche l’edizione 2013 è stata coronata da successo. Con il sostegno della Regione, è iniziata il 26 luglio da Bibione Pineda, per poi approdare al Lido di Jesolo per finire poi a Rosolina Mare. “Abbiamo cercato di mettere maggiormente a fuoco il legame del festival – ha detto Conte – al settore ambientale, in maniera tale che la manifestazione diventasse un’opportunità per far conoscere e salvaguardare questo patrimonio e dargli valorizzazione anche dal punto di vista turistico. Visti i risultati che si stanno ottenendo, possiamo dire che stiamo vincendo la scommessa di avvicinare il cittadino e il turista a queste bellezze naturali uniche. Il festival potrebbe in futuro allargarsi anche a località della terraferma, rendendo più evidente il legame terra-mare che è alla base dell’offerta turistica del Veneto e creando ulteriori opportunità per valorizzare il nostro territorio attraverso il binomio ambiente-turismo”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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Il Ministro dell’ambiente ha convocato per domani a Milano una riunione con tutte le Regioni e le Province autonome del bacino padano per un’analisi delle possibili strategie utili a risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico, per il quale la Commissione Europea ha aperto un procedimento contro l’Italia. In merito alla questione, l’assessore regionale all’ambiente del Veneto Maurizio Conte fa rilevare che “il bacino padano presenta valori di inquinamento atmosferico superiori ai limiti di legge, in quanto paga le sfavorevoli condizioni meteo climatiche, che rendono meno efficaci le misure prese, nonostante l’impegno delle Regioni non sia mai mancato. Ora è necessario un forte impegno centrale. Solo così sarà possibile evitare in futuro nuove sanzioni”. L’assessore sottolinea positivamente il senso della convocazione da parte del Ministero, in quanto – aggiunge Conte - “il Veneto, come del resto le altre Regioni, è tra i più evoluti a livello europeo per quanto riguarda i fattori di emissione nell’industria, nei trasporti e nel riscaldamento. Peraltro l’impegno delle Regioni è stato riconosciuto anche da parte della Commissione Europea, ma ora è più che mai indispensabile soprattutto quello dello Stato”. “Al di là delle azioni messe in campo finora dalle Regioni – conclude Conte – è, di fatto, la prima volta che, con l’impegno del Ministero, si cercheranno di individuare e mettere in pratica degli interventi strutturali per l’intero bacino padano. Attraverso questo tavolo delle Regioni della Pianura Padana saranno confrontati e discussi dati per studiare azioni congiunte. Nel frattempo noi in Veneto, a ulteriore supporto di quanto già intrapreso per migliorare la situazione generale, stiamo stanziando incentivi per risparmiare energia, quindi emissioni nocive, che riguardano l’illuminazione pubblica, lo svecchiamento del parco autobus e favorire l’utilizzo della geotermia”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Tutela del suolo e dell'aria

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Il “Festival delle Tegnùe del Veneto - Rassegna del Film di Mare” è un evento che durante la stagione estiva propone grandi ‘film di mare’, cartoonmarini e pellicole di pirati d’altri tempi, ma fa conoscere anche – grazie afilmati dell’ARPAV e di gruppi subacquei veneti – le piccole e preziosescogliere chiamate Tegnùe, veri tesori di biodiversità a poche miglia dalle coste del Veneto.

In occasione della 70. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, giovedì 5 settembre alle ore 10, nello spazio della Regione del Veneto, presso l’HotelExcelsior al Lido di Venezia, il “Festival delle Tegnùe del Veneto- Rassegna del Film di Mare” avrà una propria iniziativa di presentazione a cui interverranno l’Assessore Regionale all’Ambiente del Veneto, Maurizio Conte, e il Direttore artistico del festival, Alvaro Gradella.

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