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Comunicati Stampa 2013

Comunicati Stampa 2013 (229)

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Tra i magazzini del china ingross i gestori hanno ben pensato di creare vani destinati all’utilizzo abitativo. Avranno considerato che la libertà con cui lì dentro hanno operato fino ad ora col commercio potesse valere anche per qualche metro quadro destinato magari ad abitazione . La lenta penetrazione del mercato del dragone con regole mai scritte o pochissimo rispettate, ha creato, in poco più di un decennio una sacca consolidata di illegalità, la mancanza di controlli sistematici ha reso la piazza padovana appetibile ed invitante al commercio made in china. Questo tipo di commercio (vale anche per molte attività commerciali anche ambulanti) soffoca le imprese locali a discapito di chi lavora lealmente, anche sotto il profilo sanitario e di certificazione. Non stupisce quindi che al China ingross l’urbanistica diventi materia omettibile, l’auspicio è che gli enti fino ad ora fantasma abbiano un sussulto d’attenzione nei confronti di chi le regole le rispetta, controllando con un coordinamento strutturato, le attività con simili precedenti, specie quelle recidive.

Maurizio Conte
Vicesegretario Nazionale Lega Nord Veneto

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Nei giorni scorsi, la giunta regionale ha stabilito come utilizzare i 24 milioni di euro stanziati nel bilancio 2013 sul capitolo di spesa relativo al “Piano straordinario degli interventi a seguito dell’emergenza alluvionale del novembre 2010", destinandoli, per le difesa del suolo ai geni civili, servizi forestali e ai Consorzi di bonifica.“La Legge Finanziaria Regionale 2012 – sottolinea Maurizio Conte, assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo - aveva previsto l’istituzione di questo fondo a seguito dell’emergenza alluvionale del 2010 per far fronte alle gravi situazioni di rischio idrogeologico in buona parte del territorio regionale e porre in sicurezza argini e opere idrauliche. La Legge Finanziaria regionale e la Legge di Bilancio 2013 hanno stanziato però solo 24 milioni di euro a fronte dei 50 programmati. Vista l’entità delle risorse disponibili e le necessità di manutenzione e di interventi sul territorio, è stato disposto l’utilizzo delle risorse anche per interventi non inseriti nel piano predisposto per la mitigazione del rischio idraulico, purché coerenti con le sue finalità. Ai fini della ripartizione delle risorse si è tenuto conto anche dei disastrosi effetti causati dagli eventi meteorologici intensi del 16-18 maggio 2013, in maniera particolare nel territorio padovano e veronese.” E’ di 5 milioni di euro la somma destinata ai Consorzi, fondi che non saranno utilizzati per far fronte ai lavori già eseguiti bensì per nuovi investimenti. Inoltre, i Consorzi sono pronti a raddoppiare con altri 5 milioni di euro di risorse per realizzare un piano di interventi più vasto ed estremamente necessario al territorio veneto. Risorse che potranno essere destinate anche all’imprese venete per un rilancio dell’economia e del territorio. Giuseppe Romano, Presidente Unione Veneta Bonifiche, afferma: “A distanza di quattro anni dall'importante riordino dei Consorzi di bonifica, passati da 20 a 10, è stata fatta molta strada. Merito di una gestione oculata più efficiente e dei risparmi generati dal riassetto territoriale, i Consorzi hanno dimostrato con forza il loro ruolo, che qualcuno pensava essere inutile, dispendioso al limite della sua abolizione, invece che strumento indispensabile da oltre cento anni alla difesa idraulica del territorio e alla gestione della risorsa idrica per l'agricoltura. 25.000 chilometri di canali, ovvero il 52% della rete idrografica regionale, 389 idrovore che provvedono a tenere all’asciutto un territorio che per 200.000 ettari è sotto il livello medio del mare, sono numeri che pesano sullo scenario regionale.” “A seguito degli eventi alluvionali, abbiamo continuato ad investire risorse finanziarie proprie in manutenzioni straordinarie ed interventi di somma urgenza (questi interventi sono a carico della Regione) perché il territorio li richiedeva. Inoltre, abbiamo affiancato i comuni nella messa in sicurezza dei loro territori e tutto questo, merito della nuova riorganizzazione, senza gravare sui contributi pagati dai proprietari degli immobili. I Consorzi sono oggi soggetti autorevoli, unici nel loro genere, vero punto di riferimento per le attività di sicurezza idraulica e difesa del suolo della Regione, capaci di dare risposte ai cittadini grazie allo stretto rapporto che si è creato con gli enti locali come i comuni e le Associazioni dei Consumatori.” “Il nostro obiettivo è continuare su questa strada – conclude Romano -, impegnando la Regione a stringere future accordi con gli enti locali e ad investire nella sicurezza idraulica, chiedendo con forza che i comuni possano superare il patto di stabilità per la salvaguardia idraulica o opere del territorio. Investire in sicurezza idrualica è importante, colpa dei frequenti eventi alluvionali e di un’eccessiva urbanizzazione, che impone un vero ripensamento sul modo di programmare e pianificare il territorio. In questa partita, i Consorzi di bonifica sono pronti a giocare un ruolo da protagonista.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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Nella Giunta regionale di martedì 16 luglio con delibera dell’Assessore alla Difesa del Suolo Maurizio Conte di concerto con il Vicepresidente Marino Zorzato, è stato approvato il programma degli interventi di Difesa del Suolo, contrasto all’erosione costiera e di ripristino ambientale dei litorali.

 

“Sulla difesa del suolo – dichiara l’Assessore Maurizio Conte -  la Regione del Veneto ha destinato un’attenzione particolare, il reperimento di economie da destinare alla sicurezza idraulica del territorio e alla difesa delle fasce costiere è un impegno che continua con determinazione. Dal 2010 stiamo dando seguito alla necessità di interventi strutturali per fronteggiare le criticità che con le calamità atmosferiche degli ultimi 3 anni hanno dimostrato che il Veneto necessita di una veloce applicazione di modelli di messa  in sicurezza idrologica e idraulica da applicare ai sistemi fluviali. Il piano approvato risponde pertanto alle esigenze evidenziate dalle calamità, ma non esaurisce gli intervento necessari per porre in più adeguate condizioni di sicurezza l’intero territorio regionale, questa è la programmazione pluriennale”.

 

Le risorse per questo riparto – continua Conte-  sono state assegnate con il programma PAR FSC (ex fondi FAS), gli interventi previsti nel documento verranno realizzati per stralci, in relazione alle tranche di finanziamento che il Ministero metterà a disposizione. La somma complessiva, in questa prima frase, ammonta a 19 milioni di euro così di seguito ripartiti:

 

Per la Provincia di Rovigo:

  • (AIPO) Messa in sicurezza delle arginature in sinistra Po, Comune di Ficarolo – importo finanziamento FSC 1,2 mln di euro
  • (AIPO) Difese spondali in froldo in sinistra Po fra glim stanti 203/241, Comune diStienta – importo FSC 900 mila euro
  • Lavori urgenti per la sistemazione di gravi dissesti diffusi sulla sponda sinistra del Canalbianco lungo la S.P. 45, nel tratto compreso tra il ponte dell’Amolara e la località Colafonda in Comune di Adria, importo finanziamento FSC 400 mila euro
  • Lavori di sistemazione dell’argine destro del Po di Levante a valle dello stante n. 356 fino alla foce, Comune di Rosolina - importo finanziamento FSC 1 milione di euro

 

Per la Provincia di Belluno:

  • Lavori di realizzazione di una arginatura a sovralzo delle,oepre esistenti in destra idrografica alla confluenza del torrente Ardo col fiume Piave, Comune di Belluno – importo finanziato FSC 1,0 mln
  • Prosecuzione della sottomurazione del uro spondale in sinistra idrografica del fiume Piave e opere accessorie, comune di Castellavazzo - – importo FSC 500 mila euro
  • Realizzazione opere di difesa idraulica in vari punti del fiume Piave, Comune diSappada - importo FSC 500 mila euro

 

Per la Provincia di Padova:

  • Lavori di ripresa lungo il canale Roncajette nei comuni di Ponte San Nicolò, Casalserugo e Bovolenta - importo FSC 500 mila euro
  • Lavoro di realizzo diaframmatura per l’intercettazione di filtrazioni presenti in più tratti delle arginature del Tesina padovano in comune di Veggiano - importo FSC 500 mila euro
  • Lavori di consolidamento dell’arginatura destra del Fiume Brenta in Comune diLimena - importo FSC 450 mila euro
  • Lavori di messa in sicurezza idraulica del fiume Frassine nel tratto tra Montagnana e Este - importo FSC 400 mila euro
  • Lavori di messa in sicurezza idraulica del canale Bisatto- Battaglia, Comune diMonselice - importo FSC 450 mila euro

 

Per la Provincia di Treviso:

  • Interventi perm la laminazione delle piene del fiume Monticano alla confluenza con il fosso Borniola in comune  di Fontanelle, importo FSC 1,8 milioni di euro
  • Realizzazione di scogliere a protezione della sponda destra del fiume Piave in varie sezione e adeguamento quote arginali in vari Comuni, Comune Nervesa della Battaglia,importo finanziato FSC 1,0 mln
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Per la Provincia di Venezia :

  • Interventi diffusi di taglio alberature sul fiume Piave per favorire la capacità di deflusso e la sicurezza arginale , Comune di Eraclea - importo finanziamento FSC 500 mila euro
  • Riordino delle sezioni idrauliche del fiume Sile con risezionamento, rialzo e consolidamento di sponda, Comune di Jesolo - importo FSC 600 mila euro
  • Nuovo sistema di panconatura di sicurezza presso il manufatto idraulico di Intestadura, Comune di Musile di Piave - importo finanziato FSC 1,0 mln di euro
  • Progetto di riqualificazione ambientale e turistica e riordino delle opere di difesa delle fasce costiere e delle foci fluviali tra Piave e Livenza – IV stralcio- Opere strutturali in Comune di Caorle - importo finanziato FSC 2,0 mln di euro
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Per la Provincia di Verona:

  • Lavori di sistemazione idraulica nel sottobacino del torrente Fumane nei comuni diFumane, San Pietro in Cariano e Pescantina - importo finanziamento FSC 500 mila euro
  • Interventi di messa in sicureazza idraulica del sistema Alpone, Chiampo, Aldegà nel tratto immediatamente a valle del ponte della ferrovia MI-VE a San Bonifacio, importo finanziamento FSC 750 mila euro
  • Progetto integrato per la messa in sicurezza idraulica del fiume Adige e potenziamento del ruolo ecologico del fiume e delle sue pertinenze in Comune di Verona - importo finanziamento FSC 500 mila euro
  • Lavori di sistemazione idraulica inerenti il completamento delle opere intraprese con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3906/2010 e finanziati con le successive ordinanze commissariali, non potuti completare per mancanza di fondi, Comune di Verona - importo finanziamento FSC 500 mila euro

Per la Provincia di Vicenza:

  • Interventi di consolidamento dei manufatti idraulici a di ponti del bacino di Montebello e del Rip Acquetta, Comune di Lonigo importo finanziamento FSC 500 mila euro
  • Interventi di sistemazione idraulica, con adeguamento della sezione di deflusso e consolidamento opere idrauliche, lungo l’asta del Guà – Frassine e Valle di Lonigo, comuni di Lonigo e Roveredo di Guà - importo finanziamento FSC 400 mila euro
  • Intereventi di sistemazione idraulica con adeguamento della sezione di deflusso e consolidamento opere idrauliche del sistema Agno e Chiampo a Monte di Montebello - importo finanziamento FSC 500 mila euro
  • Interventi di sistemazione idraulica del fiume Bacchiglione a salvaguardia dell’abitato di Vicenza - importo finanziamento FSC 450 mila euro
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    Maurizio Conte

    Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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Diventa operativo il programma di interventi di difesa idrogeologica, sistemazione idraulico-forestale, difesa fitosanitaria, miglioramento boschivo e rimboschimento compensativo per l’anno 2013, per un importo complessivo di 15 milioni di euro. Il provvedimento è stato approvato in via definitiva dalla giunta regionale su relazione dell’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo Maurizio Conte, in attuazione della Legge Forestale della Regione del Veneto (n. 52/1978), dopo aver acquisito il prescritto parere della competente commissione consiliare. “I criteri informatori che sono alla base del programma – evidenzia Conte - tengono in debito conto anche delle emergenze riscontrate in ciascun territorio, soprattutto a seguito di eventi meteorici eccezionali, prevedendo la realizzazione di opere e lavori pubblici che hanno caratteristiche di urgenza e indifferibilità. Il programma si articola inoltre in interventi compensativi a seguito di riduzione di superficie boscata, interventi di difesa fitosanitaria a protezione di boschi attaccati da parassiti e virus, interventi selvicolturali a miglioramento della struttura boschiva e per il rinnovamento naturale del bosco, con un approccio attento alla tutela ed alla conservazione dell’ambiente. I lavori saranno eseguiti in economia dai Servizi Forestali Regionali”. Nell’ambito del territorio veneto (1.836.456 ettari) il bosco occupa il 22,6% della superficie, mentre nelle zone montane rappresenta l’80% circa. Le aree boscate, secondo la Carta Forestale Regionale, si estendono su oltre 414.000 ettari. I soprassuoli produttivi appartenenti a singoli privati, Enti, Istituzioni, Società ed organismi di diritto privato, coprono una superficie di 178.442 ettari pari al 44% della superficie forestale complessiva. I boschi di proprietà pubblica, invece, interessano 121.600 ettari e rappresentano circa il 30% della copertura forestale del Veneto. Di questi, 13.019 ettari circa sono di proprietà regionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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Gli stranieri nel nostro paese non trovano occupazione e la loro presenza è in continuo aumento, almeno il 19% in più di comunitari e 25% in più extra-ue rispetto al 2011. Il rapporto sul lavoro in Italia è impietoso ed è un fenomeno che per lo stesso Governo, per voce del Ministro al Welfare “assume caratteri decisamente allarmanti, nella lunga fase di crisi”; certo è che 385 mila stranieri – regolari - a spasso rendono effettivamente più difficile il percorso di inserimento lavorativo che tanti milioni di italiani giovani e meno giovani vivono – con molta difficoltà – ogni giorno. Le quote di immigrati entrate negli scorsi 5 anni, per rimanere nel passato prossimo, hanno trovato in minima parte occupazione, rimaniamo comunque sotto il 50%. E la politica nazionale come reagisce al fenomeno? Aprendo una faida politico/morale sull’immigrazione cercando di impartire il concetto che se lo sviluppo dei paesi poveri non è ancora decollato, la colpa è dell’occidente e che quindi l’accoglienza è un dovere etico. Non è così che si affronta l’incursione della clandestinità, le leggi ci sono, i flussi per l’anno corrente ed i successivi devono essere visti al ribasso, le quote d’ingresso devono tenere in considerazione le condizioni della nostra gente e del nostro tessuto di produzione prima di guardare a chi viene da fuori.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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Le sponde sud dello stivale stanno subendo una nuova fortissima invasione e la Legge sull’immigrazione in vigore non ha nessun valore con questo Governo. Sono ormai migliaia gli immigrati, quasi esclusivamente clandestini, che stanno riversandosi sul nostro territorio senza alcuna forma di contrasto. Anzi. Il Ministro Kyenge ed il Presidente della Camera Boldrini hanno pensato bene di martellare quotidianamente con la demagogia della bontà umana non confrontandosi con quanto previsto dal nostro ordinamento giuridico. Ius soli, allargamento delle quote dei flussi, messaggi come “Il Paese ha bisogno di uscire dalla stagione della paura”, “chi nasce qui è italiano” sono alcuni dei dispacci – pericolosi ed illeciti – che gli uomini e le donne di Letta ripetono con frequenza sempre più preoccupante. Il welfare in Italia ha dovuto fare i conti con anziani e disabili riducendo le erogazione di contribuzioni per mancanza di risorse, e c’è chi, dai posti di maggior rappresentanza nazionale si permette lanciare inviti ai poveri del mondo perché qui c’è n’è per tutti. Respingimenti, accordi bilaterali internazionali, fermezza e diritto internazionale, questa è la strada, non è più il momento di agire senza pensare al futuro, specialmente a quello di chi questo paese, dati alla mano, lo tiene in piedi, il nord.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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La questione della presenza di sostanze perfluoro-alchiliche nelle acque superficiali di alcuni Comuni della Regione Veneto è stato al centro di un incontro, tenutosi a Roma al Ministero dell’ambiente. Vi partecipavano i tecnici regionali della sanità,dell’ambiente, dell’Arpav, dei Ministeri dell’Ambiente e della Salute,dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’Istituto che ha condotto la ricerca sulla questione. I tecnici veneti hanno illustratole azioni e i provvedimenti presi a livello regionale, che sono stati giudicati dagli organismi centrali “tempestivi e idonei”. Al tavolo di oggi è stato ribadito che non sussiste alcun pericolo per la popolazione. Si è anche decisa la costituzione a breve di un gruppo di lavoro interdisciplinare che avrà il compito di approfondire la tematica e regolamentare i limiti delle sostanze in questione,che esistono a livello europeo, ma non a quello nazionale.

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Tutta la sponda veneta del Lago di Garda presenta piena conformità ai requisiti di balneabilità sulla base dei risultati delle analisi effettuate da ARPAV che oggi ha concluso la quarta campagna di monitoraggio prevista dalla normativa e iniziata l’8 luglio scorso.

I risultati dei campioni evidenzano una situazione di eccellente qualità delle acque dei comuni di Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda, Torri del Benaco e Garda. Per i restanti comuni di Malcesine e Brenzone, i prelievi previsti ieri sono stati rinviati per avverse condizioni meteorologiche e stato del lago e saranno disponibili il 15 luglio. “Le acque del Garda e di tutti gli altri piccoli laghi del Veneto si dimostrano ancora una volta perfette ai controlli garantendo bagni sicuri ai turisti” ha affermato Maurizio Conte, assessore regionale all’ambiente.

Tutte le zone esaminate hanno presentato valori di Escherichia Coli (EC) ed Enterococchi intestinali (EI) nettamente al di sotto dei valori limite di legge che per i laghisono pari a 1000 unità su 100 ml per Escherichia Coli e 500 unità su 100 ml per Enterococchi intestinali stabiliti per il giudizio di balneabilità.

Più precisamente si sono registrati i seguenti valori massimi per ambito comunale:

  1. Bardolino: EC= valoremassimo 2 unità su 100 ml; EI= 0 (zero);
  2. Lazise: EC= valore massimo 3.1 unità su 100 ml; EI= 0 (zero);
  3. Castelnuovo del Garda: valore massimo 1 unità su 100 ml; EI= 0 (zero);
  4. Peschiera del Garda: EC=valore massimo 5.3 unità su 100 ml; EI= 0 (zero);
  5. Torri del Benaco: EC =valore massimo 5.3 unità su 100 ml; EI: valore massimo riscontrato 2 unità su 100 ml;
  6. Garda: EC = valore massimo 62.4 unità su 100 ml; EI: 8 unità su 100 ml

Anche su tutti gli altri laghi del Veneto sventola la bandiera blu.
Nel sito internet di ARPAV si possono consultare in diretta i risultati dei controlli. I dati sono pubblicati anche nel portale acque del Ministero della Salute.

I prossimi controlli sono previsti dal 23 luglio per i laghi e per il mare Adriatico dal 22 luglio.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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Sulla base dei dati ottenuti,alla data odierna, si conferma la idoneità (balneabilità) per tutte le acque di balneazione del Veneto individuate dalla Regione e assoggettate ai controlli di legge (D.Lgs. n. 116/2008 e D.M. 30 marzo 2010). Nel sito di ARPAV i risultati dei controlli aggiornati ad oggi sono visibili per singolo sito di balneazione in esame nell’apposita sezione Acqua/Balneazione/Dati attuali. Da parte del competente ufficio di ARPAV si è provveduto anche ad aggiornare i dati sul portale acque del Ministero della Salute.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

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“Il Veneto è ai primi posti in Italia per la raccolta differenziata dei rifiuti. Nel 2012 ha raggiunto il 62,5% (+2,2% rispetto al 2011) superando così da due anni l’obiettivo della normativa nazionale. E’ solo un esempio del lavoro fatto dalle istituzioni a favore dei cittadini, in un momento così complesso, lavoro che sicuramente non dà l’immagine di un Veneto frammentato nei servizi pubblici, dal servizio idrico ai rifiuti”. A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte in risposta ad alcune valutazioni apparse ieri sulla stampa relativamente a questo tema. RIFIUTI.Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti urbani sono istituiti ed operanti in Veneto 15 bacini e non 24, attualmente in liquidazione, a seguito della LR52/2012 che unifica il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sul territorio regionale. L’ultima proposta della Giunta regionale, al vaglio della competente Commissione consiliare, è quella di individuare 12 nuovi bacini territoriali, alcuni interprovinciali, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità. L’attuale gestione ha comunque garantito in questi anni il raggiungimento degli obiettivi normativi in termini di organizzazione delle raccolte differenziate, anzi ha portato il Veneto all’avanguardia nel panorama nazionale, contenendo la produzione dei rifiuti urbani al di sotto dei 450 kg per abitante e il costo medio a 130 € per abitante, dati questi ultimi inferiori a molte regioni italiane, nonostante il PIL e le elevate presenze turistiche che caratterizzano la regione. SERVIZIO IDRICO. “Di efficienza e di qualità – afferma Conte - posso parlare anche perla gestione della risorsa idrica. Il Veneto ha molto a cuore questa sua ricchezza, sin dall’istituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali del servizio idrico integrato, otto in tutto più uno interregionale”. La suddivisione era stata pensata proprio per accorpare in modo razionale le precedenti amministrazioni, affidate prima ai singoli Comuni o ai consorzi acquedottistici di fognatura. Il governo del servizio idrico integrato per ATO, e non più per singolo Comune o piccolo Consorzio, garantisce una sufficiente economia discala per bilanciare tariffe sostenibili e necessità di forti investimenti nel settore, per lo sviluppo della rete acquedottistica e di fognatura e l’adeguamento dei depuratori. Attualmente gli ATO hanno affidato il servizio idrico al proprio Gestore o in alcuni casi a più Gestori, costituiti per la quasi totalità da società pubbliche, con adeguate dimensioni e con competenza su un territorio sufficientemente vasto. I Gestori affidatari del servizio sono ora 16, a fronte degli oltre 300 esistenti prima della riforma. ACQUEDOTTI.Per quanto riguarda la rete acquedottistica, la Giunta regionale ha impegnato cospicue risorse economiche per l’adeguamento e l’ampliamento. Basti pensare alla realizzazione del MOSAV, il Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto, per la quale è concessionaria la Società regionale Veneto Acque S.p.A.L’opera permetterà di portare acqua di buona qualità dalle aree pedemontane fino alla parte meridionale della regione ed è pensata anche nell’ottica di ridurre le perdite in rete, utilizzando condotte in ghisa di grande diametro e di nuova costruzione. Tale investimento ha un valore, solo per la parte concernente il primo anello di condotte, le opere di prelievo e la relativa adduzione, di quasi 200 milioni di euro. DEPURAZIONE.In riferimento ai depuratori, attualmente è in corso l’accentramento degli impianti, in osservanza alla Direttiva Europea. La Regione ha approvato la definizione degli agglomerati di depurazione, definendo i bacini ottimali che vengono collettati ad un singolo depuratore. Inoltre si sta attuando l’adeguamento degli impianti esistenti e la dismissione di quelli di minori dimensioni o che non garantiscono un adeguato trattamento. “Il rapporto annuale di Unioncamere 2013 – conclude Conte – fa rilevare che circa 34 mila imprese in Veneto, pari al 10 per cento di tutte le aziende che hanno investito nel green in Italia, hanno investito su tecnologie a maggior risparmio energetico o a minor impatto ambientale. Ciò significa che le aziende hanno fiducia in quest o settore e sanno che si trovano ad operare in una regione pronta a sostenere i loro sforzi. Mi sembra che l’immagine che emerge sia ben diversa da una situazione di frammentazione che favorisce gli sprechi”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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