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Comunicati Stampa 2013

Comunicati Stampa 2013 (229)

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E’ di quasi tre milioni di euro l’importo destinato all’ammodernamento delle reti idriche pubbliche (acquedotti e fognature) il cui riparto è stato approvato in via definitiva dalla giunta regionale, dopo aver acquisito il parere della competente commissione consiliare. L’assessore all’ambiente e al ciclo dell’acqua Maurizio Conte, relatore del provvedimento, fa presente che si tratta dei proventi derivanti dai canoni di concessione di acqua pubblica e dalle sanzioni amministrative per violazioni di norme ambientali. Per l'annualità 2013 – aggiunge Conte – la proposta formulata dalla giunta regionale ha individuato come obiettivi prioritari - relativamente alla progettazione e alla costruzione di impianti e infrastrutture afferenti al ciclo integrato delle acque – gli interventi per il superamento delle situazioni di emergenza per la salute pubblica o di grave rischio ambientale e l’attuazione delle disposizioni stabilite per il ciclo dell'acqua dalla specifica normativa di settore. Dell’importo complessivo, circa un milione 750 mila euro sono stati destinati al rifinanziamento di interventi già ammessi a contributo con precedenti riparti (in particolare per la costruzione della condotta primaria di fognatura in comune di Trevignano) e il restante importo di un milione 200 mila euro per nuovi interventi.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto al Ciclo integrato dell'acqua

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I contratti di fiume sono degli strumenti per la gestione integrata e partecipata delle acque nati per garantire lo sviluppo ecosostenibile del territorio ed il contenimento del degrado delle risorse idriche e degli ambienti connessi. La quantità e tipologia delle richieste pervenute alla Regione in questi due anni dimostra l'interesse che il tema ha riscosso presso Comuni, Consorzi di Bonifica ed altri Enti pubblici legati ai rispettivi territori, ma ha anche evidenziato la necessità di un coordinamento a livello regionale. In tal senso la giunta regionale su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte ha accolto la proposta avanzata dall'Unione Veneta Bonifica e ha istituito un Tavolo Regionale di Coordinamento dei Contratti di Fiume. “Le funzioni di questo organismo – spiega lo stesso Conte - saranno principalmente quelle di fissare gli obiettivi generali per i contratti di fiume nelle loro varie declinazioni (fiume, foce, falda, lago, ecc.), svolgere azioni di coordinamento, di indirizzo e di supporto per l'attuazione dei diversi Contratti di fiume; formulare proposte per lo sviluppo dei contratti di fiume anche con riferimento alla loro fase attuativa”. Al Tavolo di coordinamento, presieduto dalla Regione, saranno chiamati a partecipare un rappresentante dell'Unione Veneta Bonifiche, un rappresentante del Distretto Padano ovvero dell'Autorità di Bacino del fiume Po; un rappresentante del Distretto delle Alpi Orientali ovvero dell'Autorità di Bacino dell'Alto Adriatico; un rappresentante dell'UPI e un rappresentante dell'ANCI Veneto. “Con lo stesso provvedimento – aggiunge Conte – abbiamo assegnato contributi per circa 90 mila per la redazione dei contratti di fiume sulla base delle proposte pervenute”. In particolare, al Comune di Roncade è stato concesso un contributo di 13.000 euro; al Consorzio di bonifica Acque Risorgive di 36.813 euro; al Consorzio di bonifica Delta del Po di 40.000 euro. Infine, altri 10.000 euro sono stati destinati all’organizzazione nel 2014 a Venezia del IX Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, che sarà curata dal Consorzio di Bonifica Delta Po.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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La giunta veneta ha approvato – su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte – un provvedimento con il quale sono stati assegnati alle Province specifici finanziamenti derivanti dal tributo speciale riscosso per il deposito in discarica dei rifiuti solidi: L’importo disponibile per il 2013, al netto di quanto già erogato come acconto e rapportato a quanto effettivamente introitato con il tributo, è di quasi 350 mila euro. E’ stato istituito – spiega l’assessore - un apposito fondo dedicato esclusivamente alla gestione della quota di tributo da riconoscere alle diverse Amministrazioni provinciali per l’anno di riferimento. La ripartizione tra le province viene effettuata sulla base di criteri che considerano, oltre ad un quota fissa e uguale per tutte le Province, anche la popolazione residente in ciascun territorio provinciale e la quantità di rifiuti – urbani e speciali - smaltiti in impianti ubicati nei diversi ambiti provinciali.

Le somme riconosciute a ciascuna amministrazione provinciale per il 2013 sono le seguenti:

  • BELLUNO € 26.630,08;
  • PADOVA € 53.950,25;
  • ROVIGO € 22.332,42;
  • TREVISO € 46.212,01;
  • VENEZIA € 40.421,55;
  • VICENZA € 55.325,87;
  • VERONA € 105.065,18.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia ambientale

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Quasi due milioni di euro sono stati assegnati al Genio Civile di Padova per interventi urgenti finalizzati al ripristino di situazioni di particolare criticità, conseguenti ai danni provocati dall’alluvione del 2010. L’assegnazione, disposta con un provvedimento della giunta regionale su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, rientra nel piano di assegnazione delle risorse finanziarie ripartite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2013. “Complessivamente – fa rilevare Conte - per l’annualità 2013 sono state destinate risorse per circa 10 milioni di euro per realizzare interventi in conto capitale nei territori colpiti dagli eventi alluvionali in Veneto che hanno determinato l’esondazione di fiumi e torrenti, con conseguenti allagamenti di centri abitati e movimenti franosi, nonché gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati e ai beni mobili, l’interruzione di collegamenti viari. Per il superamento dell’emergenza il governo aveva provveduto anche alla nomina di un Commissario delegato”. Dopo la realizzazione degli interventi di carattere straordinario e urgente per il rapido ritorno alle normali condizioni di vita e al riavvio del tessuto imprenditoriale e produttivo, la Regione del Veneto è stata individuata quale amministrazione competente al coordinamento delle attività necessarie al completamento degli interventi da eseguire per fronteggiare i danni e da ultimo è intervenuto il Decreto del 23 marzo scorso con la ripartizione delle risorse assegnate per le annualità 2013, 2014 e 2015. “Con il provvedimento che abbiamo adottato nell’ultima seduta di giunta – conclude Conte – è stato definito il Piano di assegnazione delle risorse finanziarie disponibili riferite all’annualità 2013, in tutto 10.290.781 euro, rinviando a successivi provvedimenti la programmazione delle risorse relative alle annualità 2014 e 2015. Il piano, predisposto con il coinvolgimento degli enti interessati, stabilisce una gradazione di priorità che ha visto al primo posto gli interventi urgenti di competenza delle Unità di Progetto Genio Civile finalizzati al ripristino di situazioni di particolare criticità. Di qui l’assegnazione di 1,9 milioni di euro per lavori urgenti nel padovano”.

Gli interventi finanziati sono:

GENIO CIVILE DI PADOVA - NOVENTA PADOVANA Intervento di sistemazione tratto di sponda in destra e sinistra idraulica del Canale Piovego a valle ponte autostrada in Comune di Noventa Padovana.€ 600.000,00

GENIO CIVILE DI PADOVA - PADOVA - Risezionamento arginatura Sx del fiume Bacchiglione e Dx del Canale Brentella€ 1.300.000,00 TOTALE€ 1.900.000,00 Maurizio Conte Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Poco più di 190 mila euro di contributi sono stati assegnati a favore dei Comuni di Rosà (Vicenza), Tombolo (Padova), Costermano, Illasi (Verona) e Ceggia (Venezia) per far fronte a fenomeni occasionali di inquinamento e bonifica di siti contaminati o aree industriali dismesse. La legge regionale in materia di gestione dei rifiuti (n. 3/2000) – spiega l’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte - contiene anche le disposizioni per le operazioni di bonifica e ripristino ambientale di siti inquinati e istituisce un apposito fondo di pronto intervento per fenomeni occasionali. Al fondo in questione possono accedere, sulla base dei progetti di bonifica approvati, i comuni che provvedono d’ufficio alla bonifica o le province che provvedono in via sostitutiva. Il Comune di Rosà ha richiesto il contributo per la messa in sicurezza in via sostitutiva del primo stralcio di un’area della ditta AN-FER, in via Roma, contaminata da varie tipologie di sostanze inquinanti. Intervento che in parte risulta eseguito e per il quale la Regione ha concesso l’importo di 150 mila euro. Il Comune di Tombolo ha richiesto un contributo per il disinquinamento di un’area ubicata in Via Vittorio Veneto (ex SART) per la rimozione di tre serbatoi e la bonifica previo smaltimento di rifiuti costituiti anche da cemento-amianto. Il contributo concesso è di 37 mila euro. Il Comune di Illasi ha segnalato il progetto di recupero e smaltimento di rifiuti abbandonati contenenti amianto lungo gli argini del torrente Progno, per il quale gli è stato assegnato un contributo di 1.210 euro per le spese sostenute. Il Comune di Costermano ha presentato invece istanza per la bonifica e il ripristino ambientale di un sito inquinato da materiale contenente amianto abbandonato abusivamente da ignoti. Il contributo per le spese sostenute è di 2.837 euro. Il Comune di Ceggia ha ottenuto invece un contributo di circa 350 euro per le spese di recupero, trasporto e smaltimento di lastre in cemento amianto, abbandonate abusivamente in via Donegal.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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L’erogazione di contributi per un importo di un milione e mezzo di euro è stata approvata dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, da destinare a favore di comuni del Veneto per interventi di bonifica e adeguamento degli impianti alle norme vigenti e per la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione pubblica e di illuminazione stradale. Con queste stesse finalità è stata attribuita anche una quota parte - all’incirca dello stesso importo - dei fondi derivanti dal trasferimento di competenze seguìto al Decreto Legislativo n. 112/1998 (cosiddetto “Bassanini”) a sostegno di attività connesse alla pianificazione di interventi in materia ambientale. “Il Veneto – sottolinea lo stesso Conte - è stata la prima Regione italiana a prendere coscienza del fenomeno dell’inquinamento luminoso. Nel 1997 è stata approvata una prima normativa regionale in materia. Successivamente, nel 2009, sono state adottate nuove norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori astronomici. Il tema dei costi per i consumi energetici dell’illuminazione pubblica è divenuto peraltro di stringente attualità con i tagli imposti dal governo”. Visto l’interesse riscosso dagli interventi oggetto di contributo nel precedente esercizio finanziario ed ora in fase di piena attuazione, la giunta regionale ha ritenuto opportuno garantire continuità all’azione di sostegno intrapresa, finanziando ulteriori interventi di nuova realizzazione o ristrutturazione degli esistenti impianti di illuminazione pubblica, con l’obiettivo di contenimento dell’inquinamento luminoso unitamente ad un significativo risparmio energetico determinando, a sua volta, una proporzionale riduzione in termini di emissioni inquinanti in atmosfera, con particolare riguardo alle emissioni di PM10, ossidi di azoto e biossido di carbonio. Il contributo erogabile ad ogni Comune, indipendentemente dalla tipologia proposta, è stato determinato in misura non superiore a 50.000 euro. Con questo stesso provvedimento, la Regione ha avviato anche un monitoraggio sugli interventi e sui Piani dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso (PICIL), proposti dai Comuni e oggetto di contributi regionali, avvalendosi dell’apporto dell’ARPAV.

 

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la Salvaguardia ambientale

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La giunta regionale del Veneto ha negato il permesso di ricerca idrocarburi in Polesine, richiesto dalla società Northsun Italia S.p.A. di Roma. Lo rende noto l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte che ha proposto il provvedimento, adottato con il concerto dell’assessore allo sviluppo economico Isi Coppola, con il quale viene accolto integralmente il giudizio non favorevole di compatibilità ambientale al rilascio del permesso, espresso dalla Commissione regionale VIA. La richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto di ricerca idrocarburi, denominato La Risorta”, nel territorio dei Comuni di Adria,Gavello, Taglio di Po, Villanova Marchesana, Corbola, Papozze ed Adriano Polesine della Provincia di Rovigo e di Comuni in Provincia di Ferrara, era stata presentata dalla ditta romana nel dicembre dello scorso anno. Conclusa l'istruttoria tecnica, la Commissione regionale VIA aveva espresso a luglio parere interlocutorio non favorevole. Successivamente la società Northsun Italia aveva trasmesso le proprie osservazioni in merito ai motivi ostativi. A novembre la Commissione regionale VIA è tornata a riunirsi ma ha confermato con parere definitivo il giudizio non favorevole di compatibilità ambientale sul progetto, che la giunta regionale ha fatto proprio. “Da subito mi ero attivata – commenta l’assessore Coppola – perché fossero accolte e sostenute le istanze del territorio, contrarie ad ogni ipotesi di ricerca ed estrazione di idrocarburi per l’impatto che possono avere su un’area così delicata come il Polesine. I comuni e lo stesso ente Parco Delta del Po hanno approvato uno specifico ordine del giorno contro questa eventualità. Che avessimo ragione è stato confermato da ultimo anche in sede tecnica, con un parere ampiamente motivato a tutela di questo territorio”. Il parere della commissione – sottolinea da parte sua Conte - si conclude infatti con l’affermazione che, stantile connotazioni geologiche, idrogeologiche, idrauliche e ambientali espresse dal contesto non appaiono consone nuove azioni di ricerca mineraria da esplicarsi su ambiti già soggetti a subsidenza a seguito di precedenti estrazioni minerarie Inoltre, viene precisato che nell’ambito indicato non è ammessa dalla normativa veneta (L.R.36/97) la realizzazione di pozzi per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo. Questo rende “improcedibile e inapprovabile nel concreto e di diritto sia l’istanza avanzata per l’ottenimento del permesso minerario di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo (gas naturale), che l’eventuale conseguente concessione mineraria per l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo, che costituisce fine della ricerca”.

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Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione di Colombaretta sul Torrente Alpone in Comune di Montecchia di Crosara(Verona), per un costo complessivo di 12.700.000 euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte.Il volume massimo invasabile è di 935.000 mc. mentre la superficie del bacino è di 31 ettari. “Anche questo intervento – fa presente Conte – rientra fra quelli urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico del Veneto,che nel piano adottato dalla Regione dopo l’alluvione del 2010 comportano una spesa complessiva stimata sull’ordine di 2,7 miliardi di euro. Tutti gli interventi già realizzati, insieme a quelli pianificati, fanno parte di un ampio disegno programmatorio per rendere finalmente sicuro il territorio ed evitare per quanto possibile il ripetersi di esondazioni. Rappresentano un importante elemento di garanzia contro i rischi e le criticità da sempre presenti sul territorio veneto, per i quali però non era stato fatto più nulla da 80 anni a questa parte”. La procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) del progetto definitivo predisposto per il bacino di laminazione di Colombaretta era stata avviata nei mesi scorsi al fine di poter acquisire il giudizio di compatibilità ambientale. La procedura di VIA si è conclusa con esito favorevole, consentendo così di passare alla fase di avvio dell’appalto. Una volta aggiudicati, i lavori dovrebbero essere ultimati nell’arco di due anni. Anche se le risorse finanziarie perla realizzazione del bacino sono integralmente disponibili, la Regione ha ritenuto opportuno realizzare l’opera con l’alienazione di alcuni immobili di sua proprietà da porre a parziale compenso delle somme costituenti il corrispettivo del contratto di appalto. L’immobile da alienare nell’ambito dell’appalto per questo bacino è un complesso ad uso residenziale/commerciale a Venezia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione sul Lastego – Muson nei Comuni di Riese Pio X e Fonte (Treviso) per un costo complessivo di 16.800.000 euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte. Il volume massimo invasabile è di 990.000 mc. mentre la superficie del bacino è di 28 ettari. “Anche questo intervento – fa presente Conte – rientra fra quelli urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico del Veneto,che nel piano adottato dalla Regione dopo l’alluvione del 2010 comportano una spesa complessiva stimata sull’ordine di 2,7 miliardi di euro. Tutti gli interventi già realizzati, insieme a quelli pianificati, fanno parte di un ampio disegno programmatorio per rendere finalmente sicuro il territorio ed evitare per quanto possibile il ripetersi di esondazioni. Rappresentano un importante elemento di garanzia contro i rischi e le criticità da sempre presenti sul territorio veneto, per i quali però non era stato fatto più nulla da 80 anni a questa parte”. La procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) del progetto definitivo predisposto per il bacino di laminazione sul Lastego - Muson era stata avviata nei mesi scorsi al fine di poter acquisire il giudizio di compatibilità ambientale. La procedura di VIA si è conclusa con esito favorevole, consentendo così di passare alla fase di avvio dell’appalto. Una volta aggiudicati, i lavori dovrebbero essere ultimati nell’arco di due anni e mezzo. Anche se le risorse finanziarie perla realizzazione del bacino sono integralmente disponibili, la Regione ha ritenuto opportuno realizzare l’opera con l’alienazione di alcuni immobili di sua proprietà da porre a parziale compenso delle somme costituenti il corrispettivo del contratto di appalto. L’immobile da alienare nell’ambito dell’appalto per questo bacino è un immobile di 5 piani, già sede dell'IRA di Vicenza, in Contra' Porti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione di San Lorenzo sul Torrente Tramigna nei Comuni di Soave e San Bonifacio (Verona), per un costo complessivo di 5.000.000 di euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte. Il volume massimo invasabile è di 860.000 mc. mentre la superficie del bacino è di 36 ettari. “Anche questo intervento – fa presente Conte – rientra fra quelli urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico del Veneto, che nel piano adottato dalla Regione dopo l’alluvione del 2010 comportano una spesa complessiva stimata sull’ordine di 2,7 miliardi di euro. Tutti gli interventi già realizzati, insieme a quelli pianificati, fanno parte di un ampio disegno programmatorio per rendere finalmente sicuro il territorio ed evitare per quanto possibile il ripetersi di esondazioni. Rappresentano un importante elemento di garanzia contro i rischi e le criticità da sempre presenti sul territorio veneto, per i quali però non era stato fatto più nulla da 80 anni a questa parte”. La procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale) del progetto definitivo predisposto per il bacino di laminazione di San Lorenzo era stata avviata nei mesi scorsi al fine di poter acquisire il giudizio di compatibilità ambientale. La procedura di VIA si è conclusa con esito favorevole, consentendo così di passare alla fase di avvio dell’appalto. Una volta aggiudicati, i lavori dovrebbero essere ultimati nell’arco di un anno e mezzo. Anche se le risorse finanziarie per la realizzazione del bacino sono integralmente disponibili, la Regione ha ritenuto opportuno realizzare l’opera con l’alienazione di alcuni immobili di sua proprietà da porre a parziale compenso delle somme costituenti il corrispettivo del contratto di appalto. L’immobile da alienare è l’attuale sede dell'URP di Verona in via Marconi.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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