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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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“I Consorzi di bonifica del Veneto sono in prima linea per sostenere la possibilità che vengano allentati i vincoli sul patto di stabilità per gli interventi urgenti di messa in sicurezza del territorio. Solo grazie alla nostra contribuenza, riusciamo a far fronte a tali oneri finanziari, reinvestendo la totalità delle risorse a favore del territorio. Mi preme sottolineare che siamo enti in piena Autonomia funzionale e finanziaria, ovvero che non gravano sulle risorse dello Stato; per questo ci candidiamo a diventare i protagonisti della nuova fase di sviluppo e di crescita sostenibile del Paese.” Questo il messaggio lanciato dal Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche Giuseppe Romano, nel corso della IX Conferenza nazionale organizzativa Anbi, tenutasi a Venezia dal 19 al 21 marzo. Per tre giorni, oltre 350 rappresentanti delle bonifiche e stakeholders del comparto, arrivati a Venezia da tutta Italia, si sono confrontati approfonditamente su temi di grande attualità riguardanti l’ottimizzazione d’uso delle risorse idriche (dal loro risparmio alla produzione di mini e micro idroelettrico), le “best practises” per l’irrigazione (dal “progetto acqua virtuosa” al sistema Irriframe studiato dagli esperti), la salvaguardia idrogeologica (dai contratti di fiume ai Protocolli con le Amministrazioni Pubbliche), le opportunità della Politica Agricola Comune (dai partenariati ai Piani di Sviluppo Rurale). L’Assessore all’Ambiente Maurizio Conte, presente all’inaugurazione commenta: “La conferenza nazionale Anbi tenutasi lo scorsa settimana Venezia è stata l’occasione per mettere a confronto esperienze e soluzioni viste dagli attori della bonifica dei diversi territori del paese, gli approfondimenti emersi nel corso della tre giorni sono stati occasione di scambio di know-how per una questione, quella della sicurezza idrogeologica, che riguarda l’intero paese. La piena sintonia è emersa anche nel ritenere che i vincoli del patto di stabilità non possono gravare sulla sicurezza e l’incolumità di persone e cose e che pertanto dev’essere rivisto al più presto.” I 40 milioni di euro messi a disposizione recentemente dalla Regione del Veneto per gli interventi urgenti, necessari a fronteggiare gli effetti dell’alluvione dello scorso febbraio, di cui 5,5 in prevenzione, sono per Romano “sinonimo di una tendenza che sta cambiando, a favore di una volontà condivisa nel generare un territorio più sicuro”. Tuttavia, sono solo una boccata d’ossigeno: “è un primo passo per risolvere le criticità idrogeologiche a cui il nostro territorio è annualmente soggetto, ma che fungeranno esclusivamente da tampone alle prossime ondate di maltempo. Per la sicurezza delle nostre aziende e dei nostri cittadini è necessario un investimento serio in prevenzione, che permetterà di risparmiare cinque volte rispetto all’intervenire in fase di emergenza. Chiediamo pertanto a gran voce un intervento da parte del neo governo insediato. Solo liberando risorse dal Patto di Stabilità il Veneto potrà portare a compimento le opere necessarie per la sua definitiva sicurezza idraulica, rilanciando così il mercato occupazionale ed agro-alimentare italiano”. L’Assessore all’Ambiente Maurizio Conte, ricorda che per reperire le risorse per gli interventi urgenti necessari a fronteggiare gli effetti della alluvione dello scorso febbraio nella Legge finanziaria regionale è stato fatto uno sforzo straordinario ma necessario anche se, per contrastare tutti i danni diretti e indiretti causati dall’acqua in due settimane di pioggia pressoché continua, le risorse regionali da sole non sono sufficienti.

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Il Ministro Alfano decide in piena autonomia che il Venetodev’essere solidale con i profughi,senza nemmeno passare per la disponibilitàall’accoglienza da parte degli enti territoriali, ecco questa è la lezione didemocratica bontà che Roma vuole imporci, alla faccia dei tanti, troppi, Venetiche chiudono le aziende e che dormono inmacchina. A Schio, una decina di eritrei era talmente impaziente di integrarsiche dopo una notte di permanenza ha deciso di scappare dalla comunità dov’eranoalloggiati. Pare che questo progetto di integrazione forzata abbia unaprevisione di accoglienza addirittura triennale dal valore di quasi 1 miliardo di euro. Inaccettabile, ancheperché un paese non può vivere una condizione permanente definita“d’emergenza”.Vista l’ indisponibilità già comunicata dalla maggior parte delleamministrazioni locali sembra che queste prime centinaia di profughi o cosiddettitali, saranno ospitati in strutture alberghiere a 3 o 4 stelle..E’ uningiustizia, le risorse ministeriali perpagare l’alloggio a questi ultimi arrivati vengono sempre dalle tasse delle nostragente, queste risorse prioritariamente dovrebbero essere utilizzate perlenostre famiglie in difficoltà, attenta Roma, la coperta è troppo corta ed i Venetisono sempre più vicini alla cultura dell’indipendenza.

Maurizio Conte
VicesegretarioLega Nord Veneto

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori di pronto intervento per il ripristino delle condizioni di deflusso del torrente Brenton-Pighenzo, nel tratto ricadente nei comuni di Castello di Godego e Loria (Treviso), a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo per l’intervento è di 100 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. A seguito delle intese precipitazione di gennaio e febbraio che hanno interessato la provincia di Treviso e in particolare la fascia pedemontana, sono stati registrati diffusi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua con prolungate onde di piena. Per quanto riguarda il bacino del torrente Muson, durante questi eventi è stato raggiunto in corrispondenza dell’idrometro di Castelfranco Veneto una quota di +2,66. I fenomeni di esondazione delle acque hanno riguardato in particolare il corso del Brenton-Giaron nei comuni di Castello di Godego (Via Pagnana e Via Madonna) e Loria (Via Brentelle e Via Campagna in località Ramon Campagna), nonostante l’entrata in funzione delle vasche di laminazione di Borso del Grappa, San Zenone degli Ezzelini e Mussolente. In più punti la piena ha aggravato fenomeni di erosione già presenti. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo con lavori di riparazione delle sponde e ripristino delle condizioni di deflusso.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori di pronto intervento per il ripristino della funzionalità idraulica del fiume Sile nei comuni rivieraschi della provincia di Treviso, a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo assegnato complessivamente per l’intervento è di 100 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. Durante la recente piena che ha interessato il bacino del fiume Sile e i suoi affluenti si sono manifestate in varie località numerose situazioni di criticità. Tra queste, la caduta di alberi nell’alveo ha provocato una limitazione della capacità di deflusso, con aumento del rischio idraulico per persone e cose, oltre che ostacoli alla navigazione nel tratto navigabile. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo e ripristinare le condizioni di deflusso con la rimozione delle piante e del materiale alluvionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori di pronto intervento per il ripristino dell’officiosità idraulica dei torrenti Ferrera, Crevada, Ruio di Conegliano e Roggia dei Molini nel territorio comunale di Conegliano e sul torrente Lierza in comune di Tarzo (Treviso), a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo per l’intervento è di 75 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. A seguito degli eventi meteorologici che nei mesi scorsi hanno interessato il territorio della sinistra Piave appartenente al bacino idrografico dei fiumi Piave e Livenza, in provincia di Treviso, sono stati registrati diffusi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua. Per quanto riguarda il nodo idraulico di Treacque, in corrispondenza dell’immissione con il fiume Monticano, i torrenti Ferrera,Crevada, Ruio di Conegliano e Roggia dei Molini hanno avuto problemi di deflusso con conseguente rigurgito e successivo deposito di materiale. Anche il corso del torrente Lierza è stata interessato dalla caduta di piante che si sono poste di traverso. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo con lavori di ripristino delle condizioni di deflusso idraulico.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori di pronto intervento per il ripristino e la messa in sicurezza dell’alveo del ramo di Cimadolmo nei comuni di Cimadolmo e Santa Lucia di Piave (Treviso), a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo dei lavori è di 300 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. Gli eventi meteorologici dei mesi scorsi, che hanno interessato anche il bacino del fiume Piave, hanno determinato la deviazione del filone attivo sul ramo di Cimadolmo, provocando erosione e smottamenti alle opere idrauliche. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo, con lavori di ricalibratura e risagomatura dell’alveo.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori di pronto intervento per il ripristino delle condizioni di deflusso del torrente Giavera, nel tratto ricadente nei comuni di Ponzano Veneto, Villorba e Giavera del Montello (Treviso), a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo assegnato per l’intervento è di 150 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. A seguito delle intese precipitazione di gennaio e febbraio che hanno interessato la provincia di Treviso e in particolare la fascia pedemontana, sono stati registrati diffusi innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua con prolungate onde di piena. Per quanto riguarda il bacino del fiume Sile, le esondazioni hanno interessato anche il torrente Giavera nei comuni di Ponzano Veneto all’altezza di Via Boccaccio, Villorba in corrispondenza di Via Centa e Giavera del Montello in località Cusignana Bassa, nonostante l’entrata in funzione della vasca di laminazione di Ponzano. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo con lavori di riparazione delle sponde e ripristino delle condizioni di deflusso con la rimozione del materiale alluvionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, ha ravvisato gli estremi della somma urgenza a salvaguardia della pubblica incolumità e autorizzato i lavori di ripristino di alcune arginature del fiume Livenza in vari comuni rivieraschi, danneggiate dagli intensi e persistenti eventi atmosferici dei mesi scorsi. L’importo previsto per gli interventi è di 250 mila euro. Nel darne notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte sottolinea che le intense precipitazioni, registrate a gennaio e febbraio, hanno provocato anche un evento di piena importante che ha interessato il corso del Livenza, determinando quote di secondo presidio. Ciò ha causato diffuse zone di allagamento, soprattutto in prossimità dei manufatti idraulici, arrivando a interessare anche zone abitate. Sono state collocate su alcune arginature del Livenza e dei suoi affluenti motopompe idrovore per cercare di salvaguardare gli abitati dalle eventuali esondazioni ed allagamenti, provocati dalla rete minore dei corsi d’acqua. La situazione ha fatto sì che il terreno, imbevuto d’acqua, sia franato sia sugli argini, sia in aree golenali. I danni sono stati segnalati in particolare nei comuni di Gorgo al Monticano (località Navolè), Portobuffolè, Mansuè A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo, con lavori di ripristino dei tratti del corpo arginale destro del Livenza interessato dagli smottamenti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori per l'intercettazione delle infiltrazioni sul fiume Tesina in comune di Veggiano (Padova), a seguito degli eventi atmosferici delle scorse settimane. L’importo assegnato per l’intervento è di 150 mila euro. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. Le reiterate perturbazioni che si sono succedute sul bacino idrografico del Bacchiglione da dicembre a febbraio hanno determinato un susseguirsi di eventi di piena, con elevati livelli idrici, che hanno riattivato anche i fenomeni di filtrazione dall'arginatura sinistra del fiume Tesina Padovano a valle di Ponte Pedagni, già presenti. In particolare l’evento di piena della fine di gennaio ha interessato in modo importante il bacino del fiume con allagamento delle aree golenali, fenomeno già avvenuto numerose altre volte nel periodo invernale. La Protezione Civile di Veggiano ha segnalato il cedimento di parte del corpo arginale sinistro, lato campagna, del Tesina e la presenza di filtrazioni. A seguito dei sopralluoghi effettuati, è stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo con lavori di intercettazione delle infiltrazioni.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando i lavori per la messa in sicurezza di alcuni tratti del Canale Piovego, a seguito dei recenti eventi atmosferici. Le opere riguardano un tratto dell'argine sinistro a monte del Tamburlano in Comune di Noventa Padovana e due tratti delle arginature in sinistra idraulica del canale, una immediatamente a monte del Ponte dei Graissi e l’altra in prossimità del Piazzale Boschetti in comune di Padova. Ne dà comunicazione l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte. Nell'attività di sorveglianza idraulica attivata durante il Servizio di Piena iniziato il 30 gennaio scorso, i funzionari preposti hanno accertato il verificarsi di alcuni scoscendimenti lungo il Canale Piovego che è uno dei due collettori fondamentali per lo smaltimento delle portate di piena del Fiume Bacchiglione durante gli eventi eccezionali. E’ gestito mediante le manovre dei manufatti idraulici del Nodo di Padova posti a salvaguardia di ogni possibile allagamento della città. A seguito delle segnalazioni e dei sopralluoghi effettuati – conclude Conte - è stato quindi deciso di intervenire urgentemente per garantire condizioni di sicurezza e integrità del territorio interessato da questi fenomeni. Con gli interventi previsti si provvederà alla ricostruzione della difesa spondale del tratto a monte del Tamburlano a Noventa Padovana e alla risagomatura e sistemazione dei tratti franati a Padova.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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