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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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Nella seduta del 6 febbraio, il Comitato di indirizzo dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po, in vista della scadenza dell’incarico dell’attuale Direttore, ing. Luigi Fortunato, ha avviato le procedure per l’individuazione del Direttore dell’Agenzia, che avverrà con modalità di evidenza pubblica tali da garantire la massima trasparenza. Verrà ovviamente data grande importanza alla preparazione ed alla competenza, al fine di poter garantire il miglior funzionamento dell'Agenzia, nell'esclusivo interesse dei territori. All’avviso verrà data ampia visibilità. Il Comitato di indirizzo AIPO è composto dai rappresentanti delle quattro Regioni istitutive di AIPO, nominati dai rispettivi Presidenti. Attualmente ne fanno parte gli Assessori regionali Roberto Ravello (Piemonte; Presidente del Comitato di Indirizzo), Viviana Beccalossi (Lombardia), Alfredo Peri (Emilia-Romagna), Maurizio Conte (Veneto).

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Il materiale giacente sulle spiagge marittime, lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua a seguito di eventi meteorici deve essere considerato come rifiuto urbano e come tale va gestito ai fini del successivo smaltimento o recupero. Lo ha precisato oggi la giunta regionale con un provvedimento, proposto dall’assessore all’ambiente Maurizio Conte, con cui in relazione al carattere di eccezionalità ed urgenza determinatosi a causa degli intensi e ripetuti fenomeni meteorologici che hanno interessato il territorio veneto vengono fornite alle amministrazioni comunali rivierasche prime indicazioni in ordine alle azioni più idonee a garantire la gestione dei materiali depositati sulle spiagge, sulle sponde dei laghi e sulle rive dei corsi d'acqua. I sindaci direttamente interessati potranno quindi adottare apposite ordinanze, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica. “Il maltempo che ha colpito la nostra regione – fa rilevare Conte - oltre a provocare gravi danni e dissesti al territorio hanno prodotto un ingente apporto di materiale di natura varia trasportato dai corsi d'acqua in piena soprattutto sulle spiagge del litorale veneto. Un fenomeno che ha assunto rilevanza eccezionale non solo per le conseguenze sul tessuto turistico ma anche per la gravissima compromissione di molti arenili e per l'abbondante deposito di rifiuti prodotti per le forti mareggiate. Il materiale in questione va considerato come rifiuto urbano per quanto riguarda il successivo smaltimento o recupero. La situazione determinatasi, in particolare in alcune realtà comunali, riveste quel carattere di eccezionalità ed urgenza che comporta la necessità di intervenire sollecitamente, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica, mediante l’adozione, da parte dei sindaci direttamente interessati,di specifiche ordinanze contingibili e urgenti che, in conformità a quanto previsto dalla disciplina nazionale di settore, potranno consentire il ricorso temporaneo a speciali forme digestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente”. Le indicazioni approvate dalla Regione richiedono che sia effettuata una preventiva e accurata selezione per separare le frazioni recuperabili o riutilizzabili dei rifiuti in questione, da conferire presso apposite realtà in grado di gestire legittimamente il materiale. Qualora invece il rifiuto non presenti caratteristiche tali da consentirne il recupero o il riutilizzo sarà necessario assicurare il conferimento presso impianti di smaltimento autorizzati. Da ultimo, nel caso in cui il rifiuto fosse avviato a discarica sarà applicata la cosiddetta "ecotassa", il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, nella misura ridotta del 20%. “Tutto ciò – conclude Conte - per ridurre il costo consistente che i comuni devo o sostenere per lo sgombero, recupero e smaltimento della notevole massa di rifiuti depositati sui nostri litorali”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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"Un esempio concreto di applicazione del concetto di Macroregione, che permetterà di affrontare in modo più efficiente un tema di fondamentale importanza come la gestione delle acque, sia ai fini di irrigazione sia, aspetto mai così attuale, ai fini di protezione civile". Con questa premessa Lombardia e Veneto hanno sottoscritto oggi a Parma un'intesa per l'esercizio delle funzioni di tutela e vigilanza sui consorzi di bonifica interregionali. Hanno firmato l'assessore al territorio, urbanistica e difesa del suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi e l'assessore all'ambiente e alla difesa del suolo della Regione del Veneto Maurizio Conte.

L'accordo interessa il territorio di tre consorzi di bonifica e si è reso necessario dopo il riordino dei rispettivi sistemi consortili adottato dalle due regioni. Si tratta del Consorzio di bonifica Veronese (con una superficie di comprensorio pari a circa 158 mila ettari di cui 157 mila in Veneto e mille in Lombardia), del Consorzio di bonifica Garda Chiese (che gestisce 75 mila ettari, di cui la maggior parte in Lombardia e 64 in Veneto nel territorio del Comune di Valeggio sul Mincio) e del Consorzio di bonifica Territori del Mincio (con 76 mila ettari, di cui 75 mila in Lombardia e mille in Veneto comprendenti parte dei territori dei Comuni di Gazzo Veronese, Sorgà e Valeggio sul Mincio).

"I consorzi di bonifica – ha evidenziato Viviana Beccalossi - si confermano fondamentali per proteggere campagne e centri abitati quando, come sta accadendo in questi giorni, le precipitazioni abbondanti rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza. Con questo accordo diventerà molto più razionale la gestione operativa per i tre consorzi il cui territorio di competenza ricade al confine tra le due regioni, tra il Veronese e il Mantovano".

"Su un tema come quello della sicurezza idraulica – ha commento l’assessore Conte - l'efficienza non può essere influenzata dai confini amministrativi e questo è il caso dei consorzi di bonifica che hanno sede in una regione ma influiscono sul territorio di quella confinante. La firma di questa intesa, che sostituisce un precedente accordo risalente al 1978, ci consegna un modello di gestione moderno e razionale".

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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“Rispetto a quanto avvenuto nel 2010, il maltempo nel Veneto ha messo in luce una criticità diversa: si sta allagando il sistema secondario dei corpi idrici e non è possibile smaltire l’acqua in eccesso verso i grandi fiumi perché sono già pieni. Stiamo quindi cercando di centellinare la quantità d’acqua da far defluire”. E’ quanto ha fatto rilevare l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte commentando, al termine dei lavori della giunta, la situazione di emergenza conseguente al maltempo che ha colpito il Veneto. “L’ultimo mese – ha detto Conte – è stato pesante sul fronte delle precipitazioni. Ma il dato importante è che grazie alle opere realizzate fino ad oggi è stata data risposta alle possibilità di resistenza degli argini dei corsi d’acqua. Ricordo infatti a chi dice che finora non si è fatto niente che nel 2010 l’alluvione è stata causata da oltre trenta rotture arginali sul territorio regionale. Finora gli argini hanno tenuto”. “L’azione forte da fare nei confronti del governo – ha evidenziato l’assessore – è di tornare a chiedere di liberare dal Patto di stabilità le risorse destinate a far fronte al dissesto idrogeologico. Attualmente, infatti, anche in presenza di un piano di interventi, le risorse non potrebbero essere spese a causa di questi vincoli. Inoltre, per accelerare la tempistica rispetto all’emergenza ci vorrebbe un commissario con poteri speciali”. Con le procedure ordinarie, ad esempio, per fare un bacino di laminazione servono anni. Con riferimento alle opere utili sul piano della mitigazione del rischio, l’assessore Conte ha infine reso noto che è appena stato presentato da privati un progetto da cento milioni di euro in project financing per la pulizia dell’alveo del fiume Piave.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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“Purtroppo si verifica con immancabile puntualità che quando c’è un’emergenza si trova sempre chi è pronto a muovere una sola cosa, la bocca, per parlare a sproposito”. A dirlo è l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte con riferimento alle dichiarazioni dell’assessore del comune di Padova Andrea Micalizzi, apparse sulla stampa locale, in merito agli interventi della Regione. “In questi giorni – aggiunge Conte - il Veneto e le altre regioni italiane stanno affrontando un’ondata di maltempo eccezionale. Ma dall’alluvione del 2010 la Regione non è stata con le mani in mano e da allora sono stati realizzati ben 925 interventi in 233 Comuni del Veneto, investendo quasi 400 milioni di euro. La difesa del suolo è una nostra priorità ma è evidente che per l’entità delle risorse necessarie deve diventarlo anche per lo Stato. Sul nodo idraulico di Padova i nostri investimenti hanno superato i 30 milioni e sono in corso nuove progettazioni per altri 27,5 milioni di euro, senza contare l’avvio della realizzazione per i bacini di laminazione, primo fra tutti quello di Caldogno”. “Tra l’altro – conclude Conte – ricordo che per Limenella-Fossetta, in fase d’appalto, sono stati trovati i finanziamenti per un intervento atteso da anni. E anche per l’idrovia Padova-Venezia è stato realizzato lo studio di fattibilità per la sua utilizzazione come canale scolmatore e in sede di approvazione del prossimo bilancio di previsione andranno trovate le risorse per far partire il progetto”. Sul nodo idraulico di Padova sono stati realizzati, dal 2010 ad oggi, i seguenti interventi:

  1. risezionamento e messa in sicurezza di varie frane arginali sul fiume Roncajette/Bacchiglione per circa 5 milioni di euro;
  2. ripresa frane e messa in sicurezza argini del fiume Brentella per circa 2 milioni di euro;
  3. ripresa frane sul fiume Piovego a Padova e Noventa Padovana per circa 2 milioni di euro;
  4. messa in sicurezza di vari tratti arginali del fiume Muson dei Sassi nell’Alta Padovana per circa 5 milioni di euro;
  5. pulizia e risezionamento di vari tratti arginali del fiume Brenta per circa 5 milioni di euro;
  6. ripresa frane e risezionamento di vari tratti arginali del fiume Frassine per circa 5 milioni di euro;
  7. manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti i corsi d’acqua dell’area padovana per circa 5 milioni di euro;
  8. sistemazione e ripresa di frane sul Bisatto e zone collinari per circa 3 milioni di euro.

E’ stata intrapresa con l’Università di Padova e Trieste uno studio degli argini del Bacchiglione da Vicenza a Bovolenta, mediante tecnologie innovative finalizzate ad evidenziare le varie criticità per poi programmare ulteriori interventi di messa in sicurezza. Sono in corso progettazioni di vari lavori strutturali per garantire il corretto deflusso delle acque in vari punti singolari, come ad esempio:

  • diversivo del Muson dei Sassi a Campodarsego (8 milioni di euro);
  • bacino di laminazione dell’Anconetta a Sant’Urbano per contenere le acque di supero in caso di piena del sistema Fratta/Gorzone/Frassine/Santa Caterina ( 15 milioni di euro);
  • diaframma dell’argine del Bacchiglione a Bovolenta (4,5 milioni di euro).

Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Veneto e regione argentina del Chubut, in Patagonia, vogliono costruire le basi per una proficua e concreta collaborazione nei settori del turismo, del commercio estero e della sostenibilità ambientale. E’ stato questo il tema al centro dell’incontro svoltosi a Venezia fra gli assessori veneti al turismo e all’internazionalizzazione, Marino Finozzi, e all’ambiente, Maurizio Conte, con il ministro del turismo della regione di Chubut, Carlos Zonta Nigro, “Questo incontro, molto piacevole e cordiale – ha sottolineato l’assessore Marino Finozzi –ci permette di guardare ad una collaborazione futura con la Patagonia soprattutto in chiave europea. Proprio nei giorni scorsi infatti l’Ue ha riconosciuto ufficialmente al turismo lo status di settore di industria, inserendolo per la prima volta nella programmazione settennale per l’industrializzazione, alla quale sono stati destinati 150 miliardi di euro. In più, l’Unione europea sollecita le collaborazioni con i paesi del Sud America: ecco quindi che parlare di turismo, commercio estero e produttività con questa regione argentina risulta per noi decisivo in una più ampia visione europeista”. “Si tratta di una regione dalle potenzialità enormi – ha aggiunto l’assessore all’ambiente Maurizio Conte – basta pensare che la provincia del Chubut detiene il 30 per cento delle estrazioni petrolifere dell’intera Argentina;ciononostante ha una forte vocazione alla sostenibilità e alla conservazione del patrimonio ambientale, ben venga quindi un’intesa concreta e proficua”. Soddisfazione anche da parte del ministro argentino Zonta Nigro, che ha lasciato PalazzoBalbi con la promessa di un futuro accordo di collaborazione nei prossimi mesi che avvicini le due regioni.

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Bonifiche, opere di difesa per i nostri fiumi, ma anche disabilità, aziende e famiglia. Ecco queste non sono priorità della politica, quella romanocentrica di Enrico Letta. Dopo il depennamento di emendamenti leghisti a favore del lavoro, della famiglia e dell'ambiente, il governo della trattativa unilaterale ha chiuso un la Legge di Stabilità 2014, nel segno della tradizione, prebende e regalie degni di un governo De Mita negli anni '80. Tra i migliori commi:110 milioni per lavoratori socialmente utili di Napoli e Palermo, 6 milioni di euro a favore dell'Istituto per gli studi storici e filosofici di Napoli, 340 milioni per uno degli sprechi storici, la Salerno - Reggio Calabria, 2 milioni di euro per progetti sulla lavorazione delle bucce di limoni siciliani, 1,5 milioni per assunzioni del Corpo Forestale dello Stato, 126 milioni per i lavori socialmente utili della Regione Calabria. Non ci sono parametri europei in cui rientrare ma famiglie, aziende e territori in difficoltà che hanno capito di valere meno delle bucce di limone siciliane, il voto delle prossime amministrative ricorderà alla sinistra chic che in Veneto c'è voglia di giustizia.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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La regione Sicilia rischia il tracollo, decine di migliaia di stipendi, per il mese di gennaio, rimangono in sospeso. Il Commissario di Stato ha difatti impugnato la legge finanziaria regionale cassando più delle metà degli emendamenti. Crocetta, che di coraggio ne dimostra sempre meno, nel documento finanziario non ha proposto sostanziali tagli o rinunce. Specie al personale. Ed ecco quindi la corsa a Palazzo Chigi per difendere le indifendibili iniquità. Quali? Gli oltre 20.000 forestali che,per numero rapportato all’estensione del territorio, ci rendono una barzelletta dello spreco a livello mondiale (in Veneto sono 640 tra contratti a tempo determinato e stagionali) , oppure per gli oltre 700 impiegati nei teatri pubblici siciliani, o per gli oltre 2.400 impiegati nei consorzi di bonifica,quando in Veneto sono 1.200 e ricoprono più mansioni. E’ difficile continuare con un paese a velocità variabili, dove da una parte l’impiego pubblico rimane la fonte di reddito e dall’altra l’iniziativa privata che viene soffocata giorno per giorno dalla pressione fiscale. Comincia a divenire impossibile la gestione nei Comuni del nord, e nelle Regioni, dove queste risorse bruciate nell’altare dell’assistenzialismo, potrebbero invece servire a generare infrastrutture utili allo sviluppo e al rilancio o a mettere in sicurezza il territorio.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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“Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha rigettato la richiesta di sospensiva dell’esecuzione dei lavori di realizzazione del bacino di laminazione lungo il torrente Timonchio-Bacchiglione nel Comune di Caldogno, in provincia di Vicenza, presentata in seguito all’aggiudicazione del relativo appalto. Nel darne notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte esprime la propria soddisfazione per l’esito. “La realizzazione dei lavori da parte del Consorzio Stabile Idra Building Scarl, che ha vinto la gara d’appalto, potrà così andare avanti senza più rischi di interruzione sul piano procedurale”, sottolinea l’assessore. “Per questo intervento – aggiunge Conte - abbiamo agito quanto più celermente possibile per arrivare all’assegnazione dell’appalto, nonostante le tante pastoie di carattere burocratico. E’ infatti una delle opere più attese per la riduzione del rischio idrogeologico nell’area metropolitana di Vicenza e in provincia di Padova, pesantemente colpite dall’alluvione del 2010”. L’importo complessivo dell’appalto è di oltre 25 milioni di euro e l’obiettivo dell’intervento è quello di ridurre le portate di massima del Timonchio, aumentando il grado di sicurezza idraulica per il territorio. Il volume massimo invasabile previsto dal progetto del bacino è di 3,8 milioni di mc.; per una superficie di 105 ettari. L’opera dovrebbe essere completata entro due anni. “Questo intervento andrà ad aggiungersi a tutti quelli che in questi ultimi tre anni – conclude Conte – siamo riusciti a realizzare in materia di difesa idraulica, che resta una delle priorità della Regione”. L’anno scorso anche il Tribunale Superiore delle acque pubbliche, decidendo in merito ad un’altra richiesta di sospensiva presentata da alcuni proprietari di aree interessate dalla realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, l’aveva respinta ritenendo che la difesa idraulica e la tutela dell’incolumità pubblica siano un interesse prevalente rispetto a quello della proprietà privata.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Una sentenza del TAR del Veneto, relativa ad un ricorso presentato da cavatori del Veronese, si chiude con la sollecitazione alla Regione di approvare il Piano regionale per le attività di cava (PRAC) entro un anno. In riferimento a questo, l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte accoglie in senso positivo il richiamo, affermando che può essere un'arma in più da utilizzare per convincere il consiglio regionale ad approvare tanto la modifica alla legge di settore (n. 44) necessaria per procedere, e poi, finalmente, il PRAC adottato il 4 novembre scorso dall’esecutivo regionale. “Il nuovo piano per le attività estrattive – aggiunge – è atteso ormai da trent’anni. Il testo che abbiamo proposto punta a trovare il giusto equilibrio per compendiare le contrapposte esigenze di incentivazione dell’attività economica e di salvaguardia dell’ambiente. Speriamo quindi sia la volta buona perché proposte di piano erano state adottate anche nel 2003 e nel 2008 senza che il testo fosse mai approvato in via definitiva dall’assemblea veneta”. “Posso solo dire – conclude Conte - che per quanto ci riguarda siamo pronti a dare esecuzione a quanto ci chiede il TAR e nei tempi indicati. In questa fase di consultazione pubblica siamo in attesa delle osservazioni di tutti portatori di interessi. Ma poi ci dovrà essere la volontà politica di chiudere la partita e mi sembra che il momento sia opportuno grazie ad una proposta di legge e ad un piano che potranno regolare la materia in maniera equilibrata, guardando alle opportunità e alle prospettive in maniera sostenibile”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto con delega alle Cave

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