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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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La Regione finanzierà accordi di programma tra i Consorzi di bonifica e i comuni del Veneto, con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti, per realizzare interventi di manutenzione di carattere straordinario sui fossi di privati e enti pubblici. Il provvedimento, di cui è stato relatore l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, prevede per queste finalità un importo complessivo di circa 4 milioni 400 mila euro.

“La rete idraulica minore sulla quale esercitano la loro attività i Consorzi di bonifica veneti – sottolinea Conte - trova completamento funzionale con una fitta maglia di fossi di privati e enti Pubblici. In numerosi bacini idraulici la rete di fossature private del territorio rurale e quella in capo ai Comuni hanno visto limitata negli ultimi anni l’attività di pulizia, con la conseguente perdita di funzionalità idraulica della rete di scolo delle acque meteoriche, che si è acuita con il ripetersi di precipitazioni di elevata intensità. La Regione ha quindi ritenuto opportuno che, qualora si rendessero necessarie manutenzioni di carattere straordinario, i Consorzi di bonifica su iniziativa dei Comuni interessati potranno operare sulla rete idraulica non demaniale realizzando tutti i lavori e le opere che ne garantiranno la piena funzionalità, favorendo il deflusso delle acque meteoriche, nonché l’abbassamento della falda freatica”.

Questo sarà possibile attraverso accordi di programma tra i Consorzi di bonifica e i Comuni interessati con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti che abbiano adottato un “Regolamento di Polizia Rurale” nel quale sia previsto che, qualora il proprietario, possessore o comunque detentore a qualsiasi titolo di terreni e immobili in generale non provveda al ripristino e alla manutenzione del proprio bene, potrà essere adottata una Ordinanza del Sindaco per la pulizia e la manutenzione dei fossi di scolo e delle strutture idrauliche. L’intervento sarà eseguito dal Consorzio di bonifica competente. Agli accordi parteciperà anche la Regione che cofinanzierà i diversi interventi per una quota non superiore all’80% della spesa ammissibile e, in ogni caso con il contributo massimo di 50.000 euro per comune.

Il piano degli interventi da realizzare e la relativa graduatoria dovranno essere presentati dai Consorzi di bonifica, sulla base delle richieste dei Comuni, entro il 15 novembre prossimo per consentire l’individuazione degli interventi ammessi a finanziamento regionale.

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L’eccezionale intensità dei fenomeni atmosferici registrati nel corso di quest’anno e che hanno interessato buona parte del territorio regionale, ha provocato numerosi fenomeni franosi. La legge finanziaria regionale per l’esercizio 2014 autorizza lo stanziamento di contributi alle amministrazioni provinciali per il finanziamento di opere volte a mitigare il rischio delle frane di competenza comunale. Poco meno di tre milioni erano già stati assegnati alle Province in agosto; ora la giunta regionale, su proposta dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, ha disposto un’ulteriore assegnazione di un milione 800 mila euro proveniente dai canoni del demanio idrico introitati nel 2013.

Il riparto di quest’ultima assegnazione di risorse alle Province è il seguente:

  • Padova 270.000 euro;
  • Rovigo 90.000 euro;
  • Treviso 360.000 euro;
  • Venezia 90.000 euro;
  • Verona 450.000 euro;
  • Vicenza 540.000 euro.

L’amministrazione provinciale di Belluno, in attuazione delle norme che le attribuiscono le funzioni relative alla gestione del demanio idrico, introita direttamente i relativi canoni di utilizzazione. Anche il territorio dei Colli Euganei è stato interessato da diffusi fenomeni franosi che hanno provocato notevoli disagi alla popolazione e alle infrastrutture. Con lo stesso provvedimento la giunta veneta ha quindi assegnato un contributo di 280.000 euro all’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei, competente nel proprio territorio per la realizzazione di opere per la difesa del suolo. All’Azienda regionale Veneto Agricoltura, che tra i compiti di istituto promuove e realizza interventi per la protezione del suolo agroforestale, è stato attribuito un contributo complessivo di 270.000 euro per la realizzazione di alcuni interventi di sistemazione di versante e consolidamento finalizzati alla fruizione in sicurezza, in quanto oltre che la viabilità comunale interessano anche terreni e beni demaniali gestiti dalla stessa azienda. Gli interventi riguardano la strada Giazza-Revolto, in Comune di Selva di Progno (Verona) per un importo di 180.000 euro e la viabilità di accesso al rifugio Bertagnoli e del sentiero Milani, in Comune di Crespadoro (Vicenza) per un importo di 90.000 euro. Infine, un ulteriore contributo di 150.000 euro è stato assegnato alla Provincia di Verona per la realizzazione di interventi di stabilizzazione del versante il località Dosso Struzzenà, che interessa anche terreni demaniali, per risolvere le problematiche di accesso comunale alle località Campedello e Novezza in Comune di Ferrara di Monte Baldo.

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Fra le cause dell’inquinamento atmosferico il traffico stradale è fonte di emissioni inquinanti come le polveri sottili e gli ossidi di azoto. Per questo la Regione del Veneto promuove, nell’ambito del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’atmosfera, azioni specifiche mirate alla prevenzione e alla riduzione delle emissioni fra cui un bando per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con automezzi a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.Lo ha annunciato oggi l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte al termine della seduta di giunta. “Continuino a girare sulle nostre strade veicoli obsoleti – ha aggiunto Conte – e il contributo regionale è un incentivo per sostituire la vecchia auto con un mezzo meno inquinante e di certo più sicuro”. Nel complesso la Regione stanzia 2 milioni di euro che saranno ripartiti in contributi di 1.000 euro a ogni richiedente che abbia un veicolo con i requisiti previsti dal bando. Sono ammessi veicoli appartenenti alla categoria M1, destinati al trasporto di persone e alle classi emissive Euro 0 benzina o diesel ed Euro 1, 2, 3 diesel. Sono inclusi i veicoli con doppia alimentazione benzina e metano o benzina GPL purché omologati nella classe emissiva Euro 0 benzina. Il nuovo veicolo dovrà essere acquistato a decorrere dalla pubblicazione del bando fino al 31 marzo 2015 e deve appartenere alle categoria M1 con alimentazione bifuel e cilindrata non superiore a 2000 cc, ibrida con cilindrata non superiore a 2000 cc, a benzina con cilindrata non superiore a 1600 cc e appartenente alla classe Euro 5 o superiore, a benzina con cilindrata non superiore a 2000 cc e appartenente alla classe Euro 6. Le classi emissive sono state stabilite a partire dal 1991 dall’Unione Europea per ridurre l’inquinamento atmosferico anche attraverso le limitazioni delle emissioni degli autoveicoli.

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La Regione intende finanziare un intervento di rinaturalizzazione del proprio territorio mediante la piantumazione di nuove specie arboree ed arbustive autoctone in una delle aree maggiormente interessate, sotto l’aspetto ambientale, dalla presenza di impianti di gestione dei rifiuti. Si tratta del territorio del comune di Sant’Urbano, dove sorge la discarica per rifiuti urbani, assimilati e speciali non pericolosi che, dal 1990 ha consentito lo smaltimento dei rifiuti provenienti dal territorio di Padova e, laddove situazioni emergenziali occasionali lo abbiano richiesto, anche di rifiuti provenienti da altre realtà provinciali venete. La discarica di Sant’Urbano, definita come impianto tattico regionale fin dal 2003, è individuata per assolvere oltre l’ordinaria attività a servizio del bacino d’utenza padovano anche per risolvere i problemi emergenziali venutesi a creare occasionalmente, nel tempo, nella gestione dei rifiuti in Veneto. L’intervento di rinaturalizzazione, su cui l’assessorato all'ambiente intende investire 500.000 euro, verrà progettato, gestito e realizzato dalla Struttura forestale della Regione ed interesserà un’area demaniale situata a valle della botte a sifone Tre Canne, compresa tra il Fratta-Gorzone a nord, il Frassine-S. Caterina ad ovest e sud e la S.P. 41 ad est, per un’estensione di circa 30 ettari nel contesto del “bacino Anconetta”, individuato, già a suo tempo, come opera di mitigazione per il rischio idraulico nella zona denominata Bassa Padovana. L’iniziativa sarà proposta nelle prossime sedute di giunta regionale e coinvolgerà, oltre alle strutture regionali, anche l’amministrazione comunale di Sant’Urbano e la Provincia di Padova, sia nella fase di avvio delle opere che in quella di gestione e mantenimento delle piante del nuovo parco. “Con questo progetto - afferma l’assessore regionale Maurizio Conte – si vuole dare riscontro alle giuste esigenze della popolazione di Sant’urbano, rappresentate dall'amministrazione comunale, creando nuovi spazi naturalistici e ricreativi, con percorsi ciclopedonali e aree per il tempo libero che contribuiscano a creare una migliore qualità della vita in questo Comune dell’area padovana”.

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La Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore all’ambiente e difesa del suolo Maurizio Conte ha ripartito tra le Province 2 milioni 975 mila euro da utilizzare per interventi su centri abitati interessati da fenomeni franosi e di dissesto idrogeologico. Il finanziamento in questione deriva da i canoni di concessione del demanio idrico, come previsto dalla normativa regionale che stabilisce di attribuire alle amministrazioni provinciali una percentuale delle somme introitate. “Ricordo che la Regione – ha fatto presente Conte – viste le ristrettezze di certi capitoli di bilancio, ha deciso di approvare un articolo di finanziaria che, per contrastare il dissesto, permette di attingere da fondi vincolati, provenienti sempre dai canoni idrici regionali, le risorse da destinare alle Province. Questa procedura ha richiesto tempi più lunghi del previsto, ma ora siamo fin grado di erogare parte di tali somme. Il provvedimento non comprende il bellunese – ha aggiunto l’assessore – provincia alla quale una nostra legge del 2006 attribuisce le funzioni riguardanti il demanio idrico e i relativi introiti. Nella suddivisione, sono stati considerati due distinti periodi: il 2008 – 2013 e l’anno corrente. Nel tempo le percentuali di assegnazione sono state infatti modificate e attualmente vengono attribuite sulla base dell’estensione delle superfici collinari o montane di pertinenza”. In definitiva, alla Provincia di Padova andranno 429.397,50 euro; al Polesine 415.715 euro; alla Provincia di Treviso 561.830 euro; al Veneziano 399.397,50 euro; alla provincia di Verona 576.830 euro e a quella di Vicenza 591.830 euro, per un totale complessivo di 2 milioni 975 mila euro.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

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Scade il prossimo 7 ottobre il bando della Regione del Veneto per accedere a finanziamenti finalizzati a sostenere progetti di “bike sharing” associati a sistemi di alimentazione mediante energie rinnovabili.

Al bando possono partecipare i comuni del Veneto. Tra gli interventi previsti dal bando la costruzione di parcheggi attrezzati riservati alle biciclette, presso strutture e/o spazi pubblici, la fornitura di biciclette elettriche a pedalata assistita anche con sistemi innovativi, l’installazione delle colonnine per la ricarica delle biciclette elettriche, utilizzo di energie alternative a supporto del servizio di bike sharing.

Bando

 

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Ammontano a circa 177 mila euro i contributi che la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’ambiente, Maurizio Conte, ha erogato ad alcuni Comuni della provincia di Venezia, a sostegno di interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento luminoso e al risparmio energetico. “Dopo aver accertata la disponibilità di risorse nell’apposito capitolo di bilancio – spiega Conte – abbiamo proceduto a uno scorrimento della graduatoria approvata nel 2013, finanziando ulteriori 25 interventi in altrettanti Comuni veneti, per una somma complessiva di 1 milionee 136 mila euro”.

I quattro Comuni della provincia di Venezia che beneficiano dei contributi sono:

  • Chioggia, 50 mila euro per il progetto di bonifica e adeguamento di alcune tratte di pubblica illuminazione;
  • Concordia Sagittaria, 32.500 euro per interventi di rifacimento degli impianti;
  • Campolongo Maggiore, 44.368 euro per la riqualificazione di due impianti;
  • Quarto d’Altino, 50 mila euro per l’adeguamento impiantistico.

(AVN) Venezia, 6 agosto 2014 Comunicato n. 1767 – 2014 (AMBIENTE)

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Lo scorso 10 luglio si è chiusa a Jesolo, con sempre maggiore affluenza di pubblico, l'Edizione 2014 del Festival, che quest'anno ha toccato il record di ben cinque tappe!!! Nel commentare l'usuale filmato iniziale sulle piccole e preziose scogliere venete chiamate Tegnùe - unici e straordinari tesori di bellezza e biodiversità marina - degna conclusione ha rappresentato l'intervento del professor Antonio Stefanon, geologo marino scopritore - negli anni '60 - proprio di questi inestimabili reef veneti, da qualche anno sotto l'attenta tutela dell'Assessorato all'Ambiente della Regione Veneto. Molte migliaia sono state le persone che - fra Cavallino Treporti, Caorle, Rosolina Mare, Bibione Pineda e Jesolo Lido - hanno affollatole splendide location messe a disposizione da ogni Comune ospitante la Rassegna! Tutte,appassionatamente, hanno seguito sia gli splendidi filmati sulle Tegnùe e sull'ambiente marino veneto - curati da ARPAV, dai diving Nord-Adriatico di Jesolo e Cavallino, Gruppo Sommozzatori Caorle-Oasi Marina, Sferasub di San Michele al Tagliamento (Bibione), Free Diver di Porto Viro (Rosolina) e Aquanauta di Cortelazzo (Jesolo) - sia i tanti 'film di mare' di ogni tempo edi ogni genere (dal contemporaneo, al cult, al cartoon) che contraddistinguono questa Rassegna. Insomma, un grande successo! L'appuntamento, quindi, è per il"Festival delle Tegnùe del Veneto-Rassegna del Film di Mare 2015"!!! Il programma, le trame e ogni altra info su www.festival-tegnue-veneto.com e in questa pagina FB.

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Ammontano a 150 mila euro i contributi che la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ha erogato ad alcuni Comuni della provincia di Treviso, a sostegno di interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento luminoso e al risparmio energetico. “Dopo aver accertata la disponibilità di risorse nell’apposito capitolo di bilancio – spiega Conte – abbiamo proceduto a uno scorrimento della graduatoria approvata nel 2013, finanziando ulteriori 25 interventi in altrettanti Comuni veneti, per una somma complessiva di 1 milione e 136 mila euro”.

I tre Comuni della provincia di Treviso che beneficiano dei contributi sono:

  • Castelfranco Veneto, 50 mila euro per un progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica;
  • Vidor, 50 mila euro per la realizzazione di nuovo impianto;
  • Cison di Valmarino, 50 mila euro per nuova impiantistica.

(AVN) Venezia, 6 agosto 2014

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