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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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“Vorrei tornare sulla tragedia di Refrontolo e sulle tante ipotesi, più o meno fondate,circa le cause di quanto è avvenuto, che ha provocato la perdita di quattro vite umane, il ferimento di altre persone ferite, la perdita di beni e ferite da riparare nel territorio. Il Fiume Giallo, culla della Cina, negli ultimi 4 mila anni sembra sia straripato1600 volte. Si dice che i cinesi proclamarono come loro primo imperatore l’idraulico che riuscì a domare il “Dragone”, realizzando con l’aiuto di tutti canali, bacini e deviazioni che evitarono le periodiche disastrose esondazioni del grande fiume. Parto da qui per ricordare che la storia d’Italia e la storia del Veneto, imperatori a parte, non è diversa: è storia di regimazione dell’acqua. Che vuol dire arginatura dei fiumi, costruzione di canali, briglie e invasi, manutenzione. Non sono un tecnico ma so che non esiste l’opera perfetta, quella finale. La natura sul nostro pianeta non è mai identica a se stessa per l’intero corso del tempo. Ogni opera idraulica alla quale l’uomo mette mano è pensata e realizzata in funzione di una quantità d’acqua teorica, che di solito è quella più elevata che si presume possa cadere all’interno del territorio dove l’opera viene collocata, con lo scopo di raccogliere agevolmente tutte le acque piovane e non. La quantità teorica tiene anche conto dei cosiddetti tempi di ritorno: è improbabile che un evento assolutamente eccezionale con precipitazioni superiori alla capacità dell’invaso si verifichi più di una volta ogni 20, 50,100, 500 anni. Insomma un’opera risponde anche a quesiti di tipo statistico. In ogni caso, il sistema così realizzato richiede una manutenzione continua:pulizia, recupero delle lesioni, niente alberi in alveo che indeboliscono gli argini e così via. Il mondo della bonifica sa bene dove nel Veneto possono avvenire allagamenti in presenza di forti precipitazioni e dove dunque si deve intervenire per modificare la situazione migliorando le opere: è un calcolo matematico. Questa è la teoria, che di massima funziona finché non viene smentita dagli eventi. Ovvero finché non capita una precipitazione di potenza tale da superare ogni previsione, anche la più pessimistica. A Refrontolo i dati finora disponibili ci dicono che è avvenuto proprio questo: precipitazioni fortissime nei posti sbagliati che hanno creato sul torrente un’onda di piena imprevedibile, il cui effetto potrebbe essere stato accresciuto anche da accumuli di detriti, sedime e altro, che però non sembrano essere la causa primaria della disgrazia. Con questo tipo di eventi atmosferici, diversi è più catastrofici, dobbiamo abituarci a convivere. Luglio e questo scorcio di agosto ce lo stanno dicendo ovunque, non solo a Refrontolo. Nel recente passato non sono mancate né avvisaglie né alluvioni e quella del 2010 è lì a ricordarcelo.. La troppa acqua caduta è anche la principale causa delle frane registrate nelle cosiddette colline del Prosecco, le quali non hanno affatto l’esclusiva dei movimenti franosi del nostro Veneto, perché negli ultimi anni questi fenomeni hanno interessato sempre più e continuano ad interessare tutto il territorio regionale. Noi possiamo mitigare, la collettività può dare una mano con la manutenzione e segnalando gli inconvenienti, possiamo ridurre al minimo il rischio. Per questo servono soldi, quei soldi che lo Stato non mette da anni più a disposizione. Manon potremo mai essere sicuri al 100 per cento di aver sopraffatto la natura,che resta lì a smentirci quando meno ce l’aspettiamo”.

Maurizio Conte
Assessore all’ambiente del Veneto

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Dopo la prima tappa a Cavallino-Treporti, da oggi e fino a mercoledì 30 luglio riprende a Caorle, in provincia di Venezia, la crociera del “Festival delle Tegnùe del Veneto - Rassegna del Film di Mare 2014”, che tocca le località costiere venete nei cui fondali sono presenti le piccole scogliere chiamate Tegnùe, regno di preziosa biodiversità marina. Così come a Cavallino-Treporti (di cui ricordiamo la bellissima Tegnùa detta D’Ancona, di circa 350 mq), anche a Caorle, a poche miglia dalla costa, questi meravigliosi reef costituiscono un unicum veneto nel panorama mediterraneo. La più famosa delle Tegnùe caorlotte si trova a circa 1,5 miglia al largo di Porto di Falconera, da cui prende il nome ed è una delle più estese dell'Alto Adriatico. Questi luoghi bellissimi e fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema marino dell’Alto Adriatico sono da diversi anni protetti grazie ad un apposito Progetto finanziato dalla Regione del Veneto. All’inizio di ogni serata del Festival, proprio per diffondere il più possibile la conoscenza di questo patrimonio ambientale veneto, vengono proiettati brevi ma affascinanti filmati delle Tegnùe locali, illustrati dai diving del posto e da scienziati marini. Nella seconda parte della serata, è la volta dei “film di mare”.

Il programma e ogni altra info nella pagina FB e su www.festival-tegnue-veneto.com

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Una delegazione di studenti della UC Davis University of California, accompagnata dal prof. Frank Hirtz, è stata ricevuta oggi a Palazzo Balbi a Venezia dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte. L’assessore ha avuto con i giovani una chiacchierata informale sul sistema ambientale del Veneto. Il prof. Hirtz ha spiegato che si tratta di un progetto di studio, ormai al suo quinto anno, che vede l’ateneo statunitense ospite in Europa (Treviso, Berlino e Strasburgo) per studiare i sistemi di governance e il tessuto sociale ed economico del Vecchio Continente, con particolare attenzione per i temi dell’ambiente e dell’agricoltura. Il soggiorno nel Veneto durerà dieci giorni (dal 13 al 24 luglio) durante i quali gli studenti hanno l’opportunità di incontrare rappresentanti del mondo accademico, economico, politico e sociale. L’assessore Conte, nell’augurare ai ragazzi statunitensi ogni successo per il loro progetto di studio, ha risposto ai quesiti posti, sottolineando tra l’altro che la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali è un obiettivo strategico per la Regione del Veneto, in linea con le direttive dell’Unione Europea, e per questo le iniziative di educazione ambientale sono prioritariamente rivolte al mondo della formazione scolastica.

Maurizio Conte Assessore
Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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Comincia domani la quarta edizione del “Festival delle Tegnùe del Veneto-Rassegna del Film di Mare” promossa dall’assessorato regionale all’ambiente. La kermesse cinematografica abbina anche quest’anno la conoscenza dell’ambiente marino veneto – del quale le piccole ma bellissime e preziose scogliere chiamate Tegnùe sono un esempio unico in tutto il Mediterraneo – al cinema d’ogni tempo e genere, dove è il Mare ad essere protagonista assoluto. Dalle due degli esordi, si è giunti quest’estate a cinque tappe toccate dal Festival:Cavallino Treporti, Caorle, Rosolina Mare, Bibione Pineda, Jesolo Lido. Dal 23 Luglio fino al 10 Agosto, durante tre serate per ogni località, come sempre sotto le stelle e a visione libera, si avrà la possibilità di godere film spettacolari come “All is lost –Tutto è perduto”, con Robert Redford, di riflettere con docu-movie come “Blackfish”, di divertirsi con cartoons marini come “Spongebob – Il Film” o il sempreverde Braccio di Ferro il Marinaio. Ma,all’inizio di ogni serata, come negli anni scorsi, ci sarà modo di ammirare splendidi filmati sulle Tegnùe e di sentirne parlare, grazie all’assessorato all’ambiente del Veneto e all’ARPAV, ma anche ai diving che operano nelle città costiere che ospitano il Festival. “Chi sceglie le nostre spiagge opta per un mare pulito e sicuro – afferma Maurizio Conte, assessore regionale all’ambiente.Secondo le indagini previste dalla normativa sulla balneazione, effettuate dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto,il 97% dei punti analizzati sono di qualità eccellente e il 3% di qualità buona. Pertanto è fondamentale far conoscere ai turisti tale eccellenza anche attraverso queste rassegna diventata un atteso appuntamento estivo”. Come ogni anno, dunque, tantissimi spettatori di ogni età saranno attesi in queste serate piene di spettacolo e di divertimento, ma anche d’amore e d’attenzione per l’ambiente marino veneto. Programma completo e ogni altra info suwww.festival-tegnue-veneto.com Comunicaton. 1647/2014 AMB LC

 

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Sono stati approvati dalla giunta regionale i criteri generali per la progettazione ed esecuzione degli interventi di ripascimento manutentivo degli arenili in erosione, nonché per interventi di bypass e di ricostruzione delle morfologie costiere, questi ultimi di particolare importanza per il Delta del Po. Ne dà notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte, che è stato relatore del provvedimento. Dopo il trasferimento delle competenze alle Regioni, il Veneto aveva adottato nel 2005 le prime direttive tecniche per la caratterizzazione e valutazione di compatibilità delle sabbie destinate al ripascimento dei litorali e nel 2010 un aggiornamento, dando comunque atto dell’opportunità di procedere alla revisione generale di queste direttive sulla base dei risultati di studi per la risoluzione delle problematiche di erosione dei litorali. “Sono purtroppo da registrare sempre più frequenti eventi meteo–marini di eccezionale intensità – sottolinea Conte - che comportano danni di milioni di euro agli arenili. Nel mese di novembre 2012 si sono verificati fenomeni lungo il litorale veneto che hanno provocato gravi danni alle strutture balneari e dagli arenili e che si sono nuovamente presentati nel corso dei mesi di gennaio–febbraio 2014 con un ulteriore aggravio dello stato dei litorali. E’necessario procedere ad una sistematica gestione dei litorali, di cui gli interventi di ripascimento manutentivo sono il primo, fondamentale, passo. Il ripristino della linea di costa, gravemente erosa dalle mareggiate, fornirà risposta alle esigenze dei Comuni costieri e agli operatori turistici. In tal senso si è ritenuto di predisporre un documento integrativo delle direttive approvate nel 2010, concertato con tutti i soggetti attuatori degli interventi di difesa dei litorali veneti dall’erosione e con l’ARPAV”. I criteri individuati hanno lo scopo di creare le condizioni affinché si possa realizzare un’efficace strategia di gestione dei sedimenti disponibili per le spiagge del Veneto, che versano in una generalizzata condizione di crisi, sia per quanto riguarda la disponibilità di superfici adeguate per l’attività turistico-balneare che per la sicurezza del territorio, nell’ambito della quale la spiaggia svolge un ruolo di protezione fondamentale. La disciplina mira aduna semplificazione delle procedure autorizzative, in risposta a quanto richiesto dalle stesse amministrazioni locali costiere. Per la movimentazione dei sedimenti vengono individuati non solo principi,criteri e regole, ma anche ambiti di manovra per i singoli interventi, ambiti che sono sostanzialmente quelli entro cui naturalmente si muovono i sedimenti della spiaggia emersa e sommersa, allo scopo di garantire che i ripascimenti vengano effettuati con sedimenti aventi caratteristiche affini alla spiaggia da ripristinare. Uno degli aspetti innovativi rispetto alla normativa precedente,è il fatto che non venga più previsto un valore massimo prefissato per le movimentazioni, facendo invece riferimento alle dimensioni dell’ambito di intervento, come già avviene nelle più evolute normative di settore. Di particolare interesse anche le semplificazioni per lo spostamento di sabbie“da spiaggia a spiaggia”, in pratica la movimentazione del materiale della spiaggia emersa lungo l’arenile, e la previsione di interventi “emergenziali”(peraltro strettamente disciplinati) per far fronte ad eventi meteomarini estremi avvenuti a ridosso della stagione balneare.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e anche su quella della Repubblica Italiana (5° Serie Speciale, n. 81 del 18 luglio) il bando di gara per l’affidamento dell’incarico per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale navigabile con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta. E’ l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte a dare notizia dell’avvenuta pubblicazione del bando con cui prosegue l’iter della proceduta avviata con l’approvazione di un provvedimento della giunta veneta del giugno scorso. “Il tutto – aggiunge Conte - sta avvenendo in base alle risultanze di uno studio di fattibilità commissionato dalla Regione, che ha preso in esame tutte le possibili soluzioni adatte a completare l’esistente canale e in particolare quella secondo cui può essere utilizzato sia come via navigabile per le merci sia come canale scolmatore”. In questo modo l’assessore tranquillizza anche circa le preoccupazioni espresse sulla stampa da alcuni amministratori locali della Riviera del Brenta in merito al bando per il progetto di completamento dell’idrovia. “Le caratteristiche tecniche – conclude l’assessore – sono state indicate infatti sulla base dello studio di fattibilità e sono del tutto compatibili sia per quanto riguarda il dimensionamento dei natanti, sia per la portata d'acqua, relativamente al trasporto merci fra l’interporto di Padova e la Laguna di Venezia, offrendo una soluzione anche per i problemi idraulici dell’area”. La gara europea per l’affidamento dell’incarico per la redazione della progettazione preliminare dell’intervento prevede un importo netto a base d’asta di un milione di euro. Il termine per la presentazione delle offerte scade il 14 ottobre.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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Un Congresso, quello di Padova, che ha dato prova di un’evoluzione del partito, di una maturazione portata dal ricambio generazionale ai vertici e dalle scelte programmati che più vicine alla ragione che al cuore. La base, unita, approva la conduzione di Salvini e ne conferma la conduzione del partito fino al 2017, la sua capacità aggregativa dimostra che il Movimento è pronto per essere protagonista della politica nazionale, sia in fatto di soluzioni che di uomini. La ricandidatura di Zaia alla guida del Veneto per le regionali del 2015 e il lancio di Tosi per le primarie del centrodestra sono una sintesi di lungimiranza, appropriatezza e ascolto del territorio perché, come detto nel corso dell’assise, quest’area politica soffre della mancanza di donne e uomini adeguati ad affrontare i problemi del paese ed il Carroccio ha gli strumenti giusti per essere credibile ed efficace. I punti di confronto emersi al Congresso sono stati occasione per dare una prova dialogo costruttivo, come detto dal segretario nazionale Tosi la Lega ha potenzialità enormi da esprimere e la crescita dei consensi continuerà se cercheremo l’unità del partito non solo ai congressi, ma anche nelle Sezioni.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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La giunta regionale ha approvato, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte,lo schema di convenzione-tipo da adottare per la costituzione ed il funzionamento dei consigli di bacino relativi al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel territorio regionale. Con lo stesso provvedimento è stata confermatal’aggregazione del comune di Resana (Treviso) all’interno del bacino denominato“Destra Piave”, mantenendo, peraltro, inalterata larestante configurazione dei bacini territoriali di gestione integrata deirifiuti urbani individuata a gennaio, senza accogliere le osservazioni della competente Commissione Consiliare che avevaproposto di individuare sette bacini provinciali. “Conla legge regionale n. 52/2012 –spiega Conte - è stata disciplinata lanuova organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nelterritorio regionale. Scopo dellanorma è ottimizzare l’organizzazione, il coordinamento e il controllo delservizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Per tale ragione è stato sancito che l’ambito territoriale ottimale è l’intero territorio regionale. La stessa normativa, allo scopo di favorire, accelerare e garantire l’unificazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sul territorio veneto,secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità, ha demandato alla giunta regionale il riconoscimento dei bacini territoriali per l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. In applicazione dei principi di leale collaborazione e di buon andamento della pubblica amministrazione e preso atto di quanto emerso nel corso della seduta, la giunta regionale ha deciso di confermare l’aggregazione del comune di Resana al bacino “Destra Piave” lasciando per il resto inalterata la configurazione dei bacini territoriali che sono: 1) “Belluno” (69 comuni); 2)“Venezia” (45 comuni); 3) “Sinistra Piave” (44 comuni); 4) “Destra Piave” (49 comuni); 5) “Brenta” (73 comuni); 6) “Padova centro” (5 comuni); 7) “Padova Sud” (56 comuni); 8) “Vicenza” (92 comuni); 9) “Verona Ovest” (33 comuni); 10)“Verona Est” (25 comuni); 11) “Verona Sud” (40 comuni); 12) “Rovigo” (50 comuni).

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla programmazione per la salvaguardia Ambientale

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I rifiuti prodotti dai cantieri edili sono mediamente costituiti per l’80% del totale da laterizio e calcestruzzo (armato e non); il restante 20% è invece suddiviso tra gli imballaggi (metallo, carta) e il materiale proveniente dagli scavi (terra e rocce, asfalti). Fornire modalità operative, applicabili sia a lavori pubblici che privati, per il recupero di rifiuti speciali; non pericolosi, finalizzato alla produzione di materiali riutilizzabili nel settore delle costruzioni, è quanto si propone un provvedimento appena approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte. “La problematica connessa con la gestione del recupero dei rifiuti costituiti prevalentemente da materiali inerti provenienti da demolizioni, costruzioni e scavi – sottolinea Conte - è stata in più occasioni affrontata dalla giunta regionale mediante l’emanazione di specifiche modalità operative tese a regolamentarne le procedure gestionali. E’ del 2012 l’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, con la quale, privilegiando l’opzione di riutilizzo e di recupero della materia, prima di ogni altra, sono state adottate modalità operative finalizzate in primo luogo a valorizzare, attraverso definite forme di gestione regolamentata, i rifiuti provenienti da queste attività”. “Preso atto dei positivi risultati ottenuti proprio dall’applicazione di questo provvedimento – aggiunge l’assessore - si è ritenuto opportuno proseguire sulla medesima strada, affrontando in particolare la questione relativa alla produzione e all’utilizzo nel settore delle costruzioni, di prodotti ottenuti dal recupero di rifiuti, sia attraverso un loro possibile utilizzo diretto, sia attraverso il loro utilizzo a valle di precise lavorazioni cui é sottoposto il rifiuto non pericoloso, nell’assoluto rispetto della normativa vigente in materia e dei principi comunitari sulla gerarchia dei rifiuti”. Data la valenza ambientale dell'argomento e la sua specificità, la Regione ha proceduto a costituire un tavolo di lavoro, a cui hanno partecipato rappresentanti delle Province, dell’ARPAV, di Confartigianato e di Confindustria, le cui risultanze hanno consentito di enucleare precise norme tecniche e ambientali da rispettare nell’attività di produzione ed utilizzo nel settore delle costruzioni di “prodotti di recupero” e di “rifiuti tal quali”, norme che sono state ora adottate dalla Giunta regionale come specifica Regolamentazione su tutto il territorio regionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla programmazione per la salvaguardia Ambientale

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“Il rapporto di Legambiente non fa altro che prendere atto che il Veneto è sempre ai primi posti tra le regioni italiane quanto a raccolta differenziata. Secondo i nostri dati, ben 455 su 581 comuni veneti hanno già superato da tempo l’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2015. Il presidente di Legambiente Veneto pone l’ulteriore sfida di raggiungere una media regionale del 75% entro il 2018. Lo sa benissimo che è un traguardo non pienamente conseguibile, ma con il nuovo Piano regionale per i rifiuti per la raccolta differenziata prevediamo di raggiungere per quella data una media regionale del 70% e su questa percentuale la sfida è accettata”. Risponde così l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte alla “provocazione”lanciata dal presidente di Legambiente Veneto, Lazzaro, a seguito della diffusione dei dati dell’ultimo rapporto Legambiente sul riciclo dei rifiuti a livello nazionale, con il Veneto nelle posizioni di testa. “I positivi risultati – sottolinea Conte – sono il frutto di un sistema che funziona e di una sempre più diffusa sensibilità su questi tema da parte della popolazione che sta dando un contributo fondamentale al corretto recupero dei rifiuti”. L’assessore fa rilevare inoltre che nel 2013 – in base ai dati dell’Osservatorio regionale sui rifiuti – 173 comuni veneti hanno superato il 75% di raccolta differenziata. “Ci sono ragioni oggettive come la stagionalità turistica – conclude l’assessore – che rendono difficile pensare di riuscire a far raggiungere questa quota a tutte le realtà della nostra regione. L’impegno comunque c’è e proseguirà con la nuova pianificazione che punta proprio a migliorare ulteriormente, puntando a ridurre la produzione di rifiuti urbani, favorire prioritariamente il recupero di materi a tutti i livelli, incentivare il recupero di energia e minimizzare il ricorso alla discarica.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla programmazione per la salvaguardia Ambientale

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