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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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Promuovere la raccolta selettiva e il riciclo dei contenitori in plastica (Pet) per il riutilizzo nell’industria delle bevande, con benefici sia in termini di riduzione delle emissioni di CO2 prodotte, sia per quanto attiene il miglioramento della raccolta differenziata dei contenitori usati e dei relativi rifiuti di imballaggio. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa che la Regione del Veneto, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ha deciso di sottoscrivere con il Consorzio Coripet per migliorare l’efficacia e l’efficienza della raccolta differenziata della plastica sperimentando nuove forme di raccolta degli imballaggi usati che abbiano effetti premianti sul cittadino consumatore. Il progetto intende anche favorire il riciclaggio del Pet nella produzione di contenitori per liquidi alimentari utilizzati nell’imbottigliamento di bevande analcoliche. “La Regione – spiega Conte – è impegnata nell’individuazione e nella realizzazione di iniziative, nei diversi settori industriali, che consentano da un lato di quantificare le emissioni di gas serra e dall’altro di contenerne la loro produzione, anche attraverso accordi volontari, che incentivino l'utilizzo di pratiche efficaci di gestione delle emissioni generate lungo le filiere produttive. Nel settore della produzione delle acque minerali opera il Consorzio Coripet, che è un organismo volontario costituito sia da produttori di acque minerali e di bevande analcoliche, con una quota del mercato nazionale pari al 35% circa, sia da imprese operanti nel riciclo di contenitori in Pet per un loro riutilizzo nell’industria delle acque minerali e delle bevande”. Le imprese aderenti a Coripet si sono impegnate nello sviluppo di una filiera chiusa della plastica allo scopo di migliorare la raccolta differenziata degli imballaggi in Pet da utilizzare nella fabbricazione di nuovi contenitori per liquidi alimentari, perseguendo obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio (Carbon Footprint). “Abbiamo accolto con interesse il progetto proposto da Coripet – conclude Conte - e ora firmeremo questo protocollo per promuovere la sperimentazione di nuove modalità di riduzione dei rifiuti e di incentivazione della raccolta differenziata delle bottiglie in Pet presso la Grande Distribuzione Organizzata, mediante il coinvolgimento degli enti locali, con la finalità di studiarne i benefici complessivi sia in termini di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti”.

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Sono state avviate dalla giunta regionale le procedure per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale navigabile con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta, demandando alla struttura competente tutte le attività connesse. Dell’adozione del provvedimento dà notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte che la scorsa settimana su questo tema si era incontrato una delegazione di sindaci, parlamentari e rappresentanti dei comitati che hanno raccolto firme a sostegno del progetto. Uno studio di fattibilità commissionato dalla Regione aveva già preso in esame tutte le possibili soluzioni adatte a completare l’esistente canale, che può essere utilizzato sia come via navigabile per le merci sia come canale scolmatore. Con la legge finanziaria e la legge di bilancio per il 2014 sono state rese disponibili le risorse economiche necessarie per procedere alla redazione del progetto preliminare per il completamento delle opere esistenti. “Nel corso dell’istruttoria – aggiunge Conte - gli uffici della Regione hanno sentito anche i rappresentanti dell’Autorità Portuale di Venezia ed è emerso che l’iter relativo alla realizzazione del porto d’altura di Venezia al largo di Malamocco si trova in fase alquanto avanzata. Questo aspetto, unitamente all’interesse dell’Autorità Portuale di espandere la propria attività anche nell’entroterra, rende ancora più ragionevole il percorso di completamento dell’Idrovia Padova-Venezia secondo la soluzione che coniuga la doppia funzione. Tale soluzione, oltre a costituire un importante elemento di garanzia contro i rischi idraulici e le criticità da sempre presenti nell’area padovana, costituisce anche un asse navigabile, di non secondaria importanza, per il trasporto merci fra l’interporto di Padova e la Laguna di Venezia”. Con questo provvedimento la Regione ha stanziato 1.200.000 euro per la redazione della progettazione preliminare dell’intervento e procederà ora all’affidamento dell’incarico tramite gara europea, in base alle vigenti norme in materia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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La Regione, attraverso gli uffici tecnici, a salvaguardia della pubblica incolumità ha ravvisato gli estremi della somma urgenza autorizzando lavori per il ripristino e la messa in sicurezza di un tratto di Via Montenero nel comune di Montegrotto Terme (Padova). L’importo massimo stimato per gli interventi è di 250 mila euro. Nel darne notizia l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte sottolinea che a seguito delle abbondanti piogge del mese di febbraio 2014 il comune di Montegrotto Terme ha segnalato un movimento franoso insistente su questa strada ad uso pubblico, che costituisce l'unico accesso ad un nucleo di abitazioni. Dopo un primo sopralluogo da parte di personale tecnico regionale lo scorso marzo, in cui è stata rilevata la presenza di uno smottamento che ha interessato la carreggiata e la scarpata a valle, sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi. Il primo il 12 maggio ha messo in evidenza il peggioramento della situazione con compromissione della sicurezza del transito, il secondo in data 14 maggio durante i lavori per il ripristino temporaneo della viabilità mediante riporto di terreno lungo la scarpata su incarico dall'Amministrazione comunale, per garantire l'accessibilità al nucleo abitato. E’ stato quindi deciso di intervenire urgentemente – conclude Conte - al fine di scongiurare ogni pericolo, con lavori di ripristino della strada comunale, includendo anche la perizia geologica.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Difesa del Suolo

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Da un rubinetto che gocciola si possono perdere fino a 4000 litri di acqua in un anno. E se a perdere è il wc possono andare sprecati anche 100 litri di acqua al giorno. A ricordarlo è l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, prendendo spunto da queste giornate di grande calura all’inizio della stagione estiva e richiamando l’impegno di tutti per evitare sprechi. Che cosa si può fare infatti concretamente per tutelare le risorse idriche dal punto di vista quantitativo e qualitativo ? “Quello che conta innanzi tutto – aggiunge Conte - è che sia diffusa una cultura dell’acqua come bene comune da salvaguardare nell’interesse generale. Il successo di un intervento normativo di qualsiasi livello dipende dalla stretta collaborazione e dall’azione coerente, anche a livello locale, oltre che dall'informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell'opinione pubblica e ovviamente degli utenti. Ad ognuno quindi la sua parte: da un lato le direttive, le norme e i piani di stretta competenza delle Autorità preposte alla tutela delle acque. Dall’altro lato quello che possiamo fare come singoli cittadini. Con il nostro comportamento si può contribuire a far diminuire gli sprechi e conseguentemente anche i costi ad essi collegati e a migliorare la qualità dell’acqua”. Per quanto riguarda l’utenza, gli uffici tecnici della Regione sottolineano che far funzionare la lavatrice o la lavapiatti a pieno carico, permette di risparmiare in un anno anche oltre 10.000 litri d’acqua potabile. Applicare un filtro con miscelatore d’aria (del costo di pochi euro) al rubinetto arricchisce il getto d’aria, riducendo fino a metà la fuoriuscita dell’acqua. Si possono risparmiare anche 6000 litri/anno per famiglia. Lo sciacquone del water è il 30% dei consumi domestici. Un sistema a quantità differenziata per lo scarico del water, permette di risparmiare oltre 20.000 litri di acqua ogni anno. Usare detersivi appropriati, biodegradabili in tempi brevi, senza fosforo e in quantità limitate, compatibili con l’ambiente, è una scelta in favore di un minor inquinamento e di una riduzione dei costi. Nel water non vanno gettati rifiuti, neanche di piccole dimensioni tanto meno farmaci, liquidi pericolosi per l’ambiente. Un litro d’olio rende non potabile un milione di litri d’acqua. La rimozione e la depurazione dell’acqua da tutti i residui ha un costo che ritroveremo puntualmente in bolletta. Rispetto all’idrologia, il territorio di pianura del Veneto può essere approssimativamente distinto in tre fasce: una fascia di ricarica degli acquiferi, una fascia delle risorgive e una fascia di media e bassa pianura. “E’ evidente – conclude Conte - che le principali azioni di tutela avranno più efficacia se applicate nella fascia più a monte. E’ qui, nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso, che le azioni per il risparmio idrico, la ricarica delle falde, la prevenzione dall’inquinamento, o in altre parole la tutela quali–quantitativa, avranno incisività. E grazie ad una sempre più precisa conoscenza del nostro territorio possiamo “georeferenziare” le azioni pubbliche, perché siano veramente utili e sostenibili”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Acque minerali e Termali

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La situazione della gestione dei rifiuti conferma che il Veneto si colloca ai primi posti tra le regioni italiane quanto a raccolta differenziata che ha raggiunto infatti il 63,6% del totale (+1,1% rispetto al 2012), per una quantità pari a un milione 406 mila tonnellate. Ma ben 455 su 581 comuni veneti hanno già superato l’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2015. In parallelo si assiste alla progressiva diminuzione della quantità del rifiuto residuo, che è stata di 806 mila tonnellate (-3,0%). La produzione totale di rifiuti urbani nel 2013 è stata di oltre 2 milioni 213 mila tonnellate, con una diminuzione dello 0,04% rispetto all’anno precedente. La produzione annuale pro capite è stata di 449 kg. per abitante con un leggero aumento (+0,5%), imputabile alla frazione verde in quanto il 2013 è stato un anno piovoso e sono stati quindi raccolti più sfalci e potature rispetto alle annate precedenti. Il rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti (urbani e speciali) nel Veneto, realizzato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, è stato presentato oggi a Palazzo Ferro Fini dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal direttore generale dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Carlo Emanuele Pepe. “Sono dati che continuano ad essere più che positivi – ha sottolineato Conte – per effetto di un sistema che funziona e di una sempre più diffusa sensibilità su questi tema da parte della popolazione che sta dando un contributo fondamentale al corretto recupero dei rifiuti”. Da parte sua Pepe ha parlato del sistema dei controlli attuato da ARPAV, in forte crescita, che ha comunque fatto registrare un calo delle infrazioni rilevate. Treviso con il 75,8% si conferma al primo posto tra le province nella classifica regionale della raccolta differenziata, ma tutte le altre province, ad eccezione di Venezia(55,8%), hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 60% fissato per il 2011.Zenson di Piave (Treviso) è in assoluto il comune che ha raggiunto la percentuale più alta (85,7%) di raccolta differenziata nel 2013 ma distanziati da poche frazioni di punto percentuale si trovano Castelcucco (85,2%), Castellavazzo (85,2%); Maser (85,1%) e Preganziol(84,9%). Belluno (69,6%) è in testa tra i comuni capoluogo. Il rapporto fa inoltre il punto sui diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento nei tre impianti in attività (216 mila tonnellate di rifiuto urbano avviate a Fusina, Schio e Padova) o lo smaltimento nelle 10 discariche attive nel Veneto (108 mila le tonnellate smaltite con una diminuzione complessiva del23%). Dall’analisi sul 2013 risulta inoltre che il costo medio annuale pro capite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nel Veneto si attesta attorno a138 euro per abitante. La gestione dei rifiuti urbani in Veneto è caratterizzata dalla diffusione della raccolta separata della frazione organica, che rappresenta una realtà oramai consolidata. In 575 comuni del Veneto su 581, dove risiedono più di 4,9 milioni di abitanti pari al 98,7% circa della popolazione, viene effettuata la raccolta secco-umido, ovvero viene attuata dai cittadini la separazione domestica dell’umido, delle frazioni secche recuperabili e del rifiuto residuo secco non riciclabile . Tra questi la modalità domiciliare o porta a porta risulta essere la prevalente con 476 comuni (quasi l’82%) interessati (circa il 68% della popolazione). Sono inoltre 424 i comuni, corrispondenti al 62% degli abitanti residenti nel Veneto, che applicano la raccolta domiciliare spinta, ossia la modalità domiciliare estesa a tutte le frazioni di rifiuto intercettate. Negli ultimi anni si sta estendendo la tendenza ad un controllo del conferimento dei rifiuti anche ai sistemi di raccolta stradale, dove si rileva l’aumento dell’adozione di contenitori dotati di calotta apribile con chiave dedicata o sistemi misti con raccolta dell’organico domiciliare. La quota del 36,4% relativa al rifiuto residuo è avviata soprattutto al trattamento per la produzione di CDR e biostabilizzato, all’incenerimento e al recupero di materia (ingombranti, spazzamento). In un contesto di così alta differenziazione risulta fondamentale la presenza dei centri di raccolta come strutture connesse e funzionali alla gestione delle raccolte differenziate, che rivestono un ruolo strategico nell’intercettazione di frazioni come verde(sfalci e potature), legno, rifiuti elettrici ed elettronici, rifiuti particolari. Ben 537 comuni su 581, ovvero oltre il 92% dei comuni veneti, possiedono nel proprio territorio uno o più centri di raccolta (422 comuni) o hanno la possibilità di accedere a quelli presenti nei comuni limitrofi. L’assessore Conte ha detto che l’ottimo lavoro svolto è in linea con gli obiettivi fissati anche dal nuovo Piano regionale per i rifiuti urbani e speciali, che sta completando l’iter per l’approvazione: ridurre la produzione di rifiuti urbani,favorire prioritariamente il recupero di materi a tutti i livelli, incentivare il recupero di energia e minimizzare il ricorso alla discarica. Per la raccolta differenziata si prevede il raggiungimento come media regionale del 70% nei prossimi anni. L’assessore ha ricordato che sono molte le discariche chiuse ma che richiedono un’opera di bonifica “post mortem”. Già un centinaio di milioni sono stati investiti a tal fine e questo sarà uno dei punti strategici dell’azione regionale, puntando anche sul supporto delle nuove tecnologie. Per quanto riguarda, infine, le richieste di apertura di nuovi impianti per i rifiuti, Conte ha detto che verranno valutate non solo in termini imprenditoriali, ma soprattutto in funzione delle esigenze di un sistema che vuole essere autosufficiente.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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Dopo una discussione ed analisi durata anche troppo tempo l’aula del consiglio regionale ha deciso di approvare il Progetto di legge n. 342 che chiedeva l’indizione di un referendum consultivo sull'indipendenza del Veneto. I tentativi di resistenza adottati dai rappresentanti dell’antico partitismo centralista, non hanno prevalso sulla più ampia rappresentanza trasversale della politica attenta alla volontà del territorio, il Gruppo Lega Nord, con il voto favorevole, ancora una volta ha voluto ribadire la propria lontananza dai dettami romani. La “facoltà del Popolo Veneto invocare e rivendicare il diritto alla verifica referendaria (di conferma o smentita) - in modi e forme legali e democratiche” è divenuta una concreta indicazione del Consiglio Regionale Veneto. Con questa storica votazione è stata finalmente concessa la possibilità di dotarsi di un mezzo, uno strumento idoneo e democratico di espressione, non delegato. La Lega Nord allo strapotere romano non si è mai abituata, gli anticorpi alle logiche di soppressione centralista hanno impedito alla maggioranza dell’aula di far prevalere logiche non più sostenibili, non solo sotto il profilo ideologico ma anche economico. E referendum sia.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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Sarà sottoposto nei prossimi giorni all’approvazione della giunta regionale il provvedimento che avvierà le procedure per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia non solo come canale navigabile per il trasporto delle merci, ma anche in funzione di scolmatore per la diversione delle piene del sistema Brenta-Bacchiglione. E’ quanto ha assicurato l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte incontrando oggi a Palazzo Balbi, insieme al consigliere regionale Bruno Pigozzo, una delegazione composta da sindaci, parlamentari e rappresentanti dei comitati che hanno presentato una raccolta di firme a sostegno della realizzazione del progetto.

La Regione ha già commissionato uno studio di fattibilità che ha preso in esame gli interventi per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia sia come canale navigabile, sia come scolmatore. Lo studio ha verificato che esiste la possibilità a tutti gli effetti di conciliare il progetto per la sicurezza idraulica con il completamento dell’idrovia fino alla laguna di Venezia. “La sicurezza idraulica – ha detto Conte - è una delle priorità della Regione. Proprio partendo da questo studio, si tratta di vedere come procedere per realizzare l’intervento e trovare le risorse adeguate; non solo per il 2014 ma anche per gli anni successivi”. Il provvedimento che sarà portato in giunta prevede 1,2 milioni di euro per la fase progettuale da completare entro l’anno, che servirà per la successiva apertura di un bando europeo per l’appalto dei lavori.

Conte ha sottolineato che il problema fondamentale resta però quello del Patto di stabilità, sollecitando i parlamentari veneti a fare fronte comune per chiedere al governo che questa tipologia di opere venga stralciata. In caso contrario, anche avendo le risorse disponibili, difficilmente potranno essere spese a causa dei vincoli imposti. Alla richiesta della convocazione di una conferenza di servizi per i lavori sull’idrovia, è stata concordato con l’assessore che sarà indetta non appena pronta la bozza del bando per l’affidamento della progettazione preliminare.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del Suolo

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“Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente. “Alziamo le nostre voci, non il livello del mare”: è lo slogan che l’Onu ha scelto per l’edizione 2014. Il Veneto sta facendo la propria parte, antesignano rispetto alle altre regioni. Questo non basta; comportamenti corretti ed educazione al rispetto ambientale sono scelte culturali e ogni veneto è chiamato a fare la propria parte!”. L’assessore all’ambiente del Veneto Maurizio Conte sottolinea così l’impegno della Regione rispetto ai temi centrali della quarantaduesima edizione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, proclamata nel 1972 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 5 giugno. “Il Veneto – aggiunge – ha affrontato e continuerà ad affrontare le problematiche ambientali, in un’ottica di sempre maggiore sostenibilità. E’ pronto il nuovo Piano di tutela e risanamento dell'atmosfera che andrà a sostituirà quello attualmente in vigore dal 2002 e ha una particolare attenzione per le azioni finalizzate alla riduzione dell’impatto delle emissioni. Anche il nuovo Piano per la gestione dei rifiuti si propone di incrementare la raccolta differenziata, in cui il Veneto è al vertice a livello nazionale, e di minimizzare il ricorso alla discarica. Ridurre il consumo di territorio e favorire la ricomposizione ambientale dei siti sarà pure l’obiettivo del Piano Regionale dell'Attività di Cava”. “I costanti controlli sui corpi idrici e le campagne di monitoraggio sulle acque di balneazione – conclude Conte – indicano un’ottima qualità complessiva del sistema idrico regionale, segno dell’efficacia dei piani di tutela messi in atto e a cui continueremo a dare attuazione. Stiamo inoltre intervenendo per la mitigazione del rischio idraulico e geologico con un impegno finanziario straordinario per le risorse regionali. Proseguiremo quindi su questa strada, così come nel sensibilizzare sui temi ambientali le generazioni più giovani, che stanno rispondendo con grande entusiasmo e senso di responsabilità. E’ questo che fa ben sperare per il futuro dell’ambiente in cui viviamo e che tutti dobbiamo contribuire a migliorare”.

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Domenica prossima gli elettori padovani sono richiamati alle urne per il ballottaggio, da una parte con Rossi con l’evidenza di una visione d’insieme sociale fallita, dall’altra Bitonci, che già ha dato prova di saper ben amministrare un territorio. Si parla di elezioni amministrative e quindi le persone, o meglio il loro curriculum, devono essere criterio fondante per la scelta nella cabina elettorale; certo che in fatto di produttività amministrativa o di coinvolgimento della cittadinanza il vicesindaco reggente non può sventolare granché, cosa che invece il candidato dell’intero centrodestra (e non solo) può vantare nel proprio passato. Sono 10 anni che il centro cittadino ma specialmente i quartieri della cintura vengono massacrati nella loro dignità, il decoro della Città è materia opzionale per la sinistra ultrabuonista padovana e a farne le spese rimane il cittadino, le idee della politica non sono state quelle giuste e Padova ha perso anni di sviluppo per rincorrere logiche di conservazione partitiche. Cambiare governo è fisiologico, necessario, chi vuole far parte di questa fase storica ora la ne ha possibilità, votando Massimo Bitonci c’è molto più che speranza per una Città migliore.

Maurizio Conte
Vicesegretario Lega Nord Veneto

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“I turisti e i cittadini che hanno trascorso in Veneto questo weekend, hanno trovato tutte bandiere blu sulle spiagge del mare Adriatico e dei laghi veneti”. Lo sottolinea Maurizio Conte, assessore all’ambiente della Regione del Veneto a commento delle ultime analisi dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale. Il 26 maggio infatti è iniziata la seconda campagna annuale di monitoraggio delle acque di balneazione che conferma, sulla base dei risultati delle rilevazioni, la piena conformità ai requisiti di qualità previsti per la balneabilità dalla normativa per tutte le acque di balneazione ricadenti nel territorio regionale. Per il 2014 la rete regionale di monitoraggio della qualità delle acque di balneazione in Veneto consta di 169 punti di controllo: 95 punti sul mare Adriatico, 1 sullo specchio nautico di isola di Albarella, 65 sul lago di Garda, 3 sul lago di Santa Croce, 1 sul lago del Mis, 2 sul lago di Lago e 2 sul lago di Santa Maria. I risultati analitici dei controlli relativi ad ogni singolo sito di balneazione sono visibili nei siti internet di ARPAV e del Ministero della Salute.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

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