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Comunicati Stampa 2014

Comunicati Stampa 2014 (168)

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E’ di oltre due milioni l’importo complessivo assegnato dalla giunta regionale agli impianti di depurazione di Conselve e Selvazzano Dentro, nel Padovano, nella ripartizione di circa 4 milioni di euro destinati all’ammodernamento delle reti idriche pubbliche, soprattutto fognature e impianti di depurazione, su cui si è espressa favorevolmente anche la competente commissione consiliare. L’assessore all’ambiente e al ciclo dell’acqua Maurizio Conte ricorda che si tratta dei proventi derivanti dai canoni di concessione di acqua pubblica. Per l'annualità 2014 – aggiunge Conte – la ripartizione disposta dalla giunta regionale ha individuato come obiettivi prioritari - relativamente alla progettazione e alla costruzione di impianti e infrastrutture afferenti al ciclo integrato delle acque – gli interventi per il superamento delle situazioni di emergenza per la salute pubblica o di grave rischio ambientale, con particolare riferimento agli agglomerati di fognatura; l’attuazione delle disposizioni stabilite per il ciclo dell'acqua dalla specifica normativa di settore e dalle Direttive comunitarie; la salvaguardia della qualità delle acque del bacino scolante in Laguna di Venezia. E’ di 1.000.000 di euro l’importo assegnato al Centro Veneto Servizi S.p.A. per la condotta di scarico di acque depurate del depuratore di Conselve (Padova) all’esterno del bacino scolante in Laguna di Venezia. La tutela delle acque del bacino scolante in Laguna di Venezia è un obiettivo prioritario sia ai sensi delle Direttive comunitarie, che della pianificazione regionale di settore. A servizio dell’impianto di depurazione di Conselve è prevista la realizzazione di una condotta di diversione dei reflui depurati, al fine di sottrarre il carico residuo post-trattamento dalle acque lagunari. L'impianto di Conselve riceve infatti i reflui fognari da 8 Comuni del territorio scolante nella Laguna di Venezia per una potenzialità complessiva di circa 46.000 A.E. (abitanti equivalenti) per una portata trattata di circa 2 milioni di metri cubi all'anno. La diversione dello scarico dell'impianto all'esterno del bacino scolante consentirà di diminuire annualmente l'apporto di 43.000 kg di Cod (domanda chimica di ossigeno), di 12.000 kg di Azoto e di 400 kg di Fosforo. Ad Etra S.p.A. è stato destinato 1.050.000 euro per l’ampliamento e all’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione del comune di Selvazzano Dentro (Padova). Anche l’agglomerato di Selvazzano Dentro è stato inserito nell’ambito della procedura di infrazione per il mancato rispetto della Direttiva europea 91/271/CEE. E’ già stata avviata la procedura per l’ampliamento dell’impianto di depurazione dagli attuali 20.000 A.E. (abitanti equivalenti) a 27.000 A.E. Il progetto di ampliamento, comprensivo dello Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.), è attualmente in istruttoria presso la Commissione regionale V.I.A.

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La Regione ha assegnato al comune di Pernumia (Padova) un ulteriore contributo di 1.500.000 euro per l'esecuzione degli interventi di rimozione e smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi abusivamente depositati all'interno del capannone, ubicato all'interno dell'ex stabilimento C&C S.p.A. Ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte facendo presente che a Pernumia insiste l'insediamento della ex C&C S.p.A., società che ha svolto attività di gestione rifiuti, oggetto di varie vicende giudiziarie e di fallimento. Nei giorni scorsi il comune ha fatto richiesta per ottenere un ulteriore contributo, rispetto a quanto già concesso dalla giunta regionale, per disporre delle somme necessarie alla definitiva risoluzione delle problematiche connesse con il deposito abusivo di circa 52.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi stoccati presso l'ex stabilimento. “Con precedenti provvedimenti regionali – aggiunge Conte - sono stati, ad oggi, concessi al comune complessivamente 700.000 euro per l'esecuzione del piano della caratterizzazione e degli interventi di messa in sicurezza di emergenza dell'area che presentava notevoli rischi per la tenuta statica della struttura”. Conte ricorda inoltre che la giunta regionale ha provveduto ad inserire l'area nell'elenco dei siti da bonificare definiti di "interesse regionale", aggiornando il "Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate", ciò costituendo uno dei requisiti fondamentali per poter accedere ai finanziamenti pubblici. “Rimarcato l'effettivo rischio ambientale che 1a permanenza del deposito abusivo di rifiuti di varia natura comporta – conclude l’assessore – è stato ora assegnato al comune di Pernumia questo contributo, a valere sulle risorse introitate dall'amministrazione regionale a titolo di contributi compensativi di mitigazione ambientale, destinandolo alle operazioni di rimozione e smaltimento dei rifiuti giacenti presso lo stabilimento C&C in abbandono. Stiamo verificando anche se questo contributo potrà essere inteso come parte di un finanziamento statale, che il comune ha già richiesto, per dare completa copertura ai costi della bonifica ed del ripristino ambientale dell’intera area interessata attraverso la stipula di un apposito Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare”.

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Nuove tecnologie e crisi economica hanno favorito una costante diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. Va però in controtendenza la crescita del benzo(a)pirene dovuto all’uso di biomasse per il riscaldamento domestico. Tra le azioni messe in campo in sinergia con altre realtà, il Veneto ha aperto anche una serie di bandi che hanno come finalità ultima il miglioramento della qualità dell’aria. Sono quattro e riguardano la rottamazione di stufe e caldaie obsolete, la sostituzione di automobili inquinanti, l’applicazione di sistemi di bike sharing e l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica.

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Il progetto che prevede la realizzazione di un’opera di invaso sul torrente Tesina in località Marola del Comune di Torri di Quartesolo (Vicenza) ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale della giunta regionale. Ne dà notizia l’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ricordando che l’intervento era stato proposto nel settembre del 2013 dalla Direzione Difesa del Suolo con il contestuale avvio della procedura per la valutazione di impatto ambientale. “Con l’adozione di questo parere – sottolinea Conte – il progetto può proseguire il suo iter verso la realizzazione dell’opera che sarà un ulteriore tassello nel quadro più generale che vede nei bacini di laminazione le infrastrutture che più incideranno nella riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio veneto”. Sul piano tecnico, il progetto riguarda un’opera di invaso sul fiume Tesina in località Marola per la difesa, oltre che del territorio comunale di Torri di Quartesolo, della città di Padova e dei territori del bacino del fiume Bacchiglione tra le città di Vicenza e Padova. L’intervento si situa nella porzione nord occidentale del territorio del Comune di Torri di Quartesolo al confine con il Comune di Vicenza. L’opera riguarda il bacino idrografico del Bacchiglione e nel dettaglio nel sottobacino idrografico Astico Tesina. L’estensione della vasca ammonta a 40 ettari, mentre lo sviluppo lineare delle opere di arginatura è di 4 km, con 3,2 km di nuova realizzazione e 800 m che sfruttano gli argini esistenti sulla roggia Tribole e sul torrente Tesina. Il relativo volume d’invaso é pari a 1.750.000 mc alla quota dello sfioratore e di 2.200.000 mc con un franco di 1 m. dalla sommità arginale. Il parere favorevole della giunta veneta segue quello, a conclusione dell’istruttoria tecnica, della Commissione Regionale V.I.A. che ha espresso all’unanimità parere favorevole al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale sul progetto ed in ordine alla relativa valutazione di incidenza, subordinatamente al rispetto di prescrizioni e raccomandazioni.

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Promuovere il Veneto nell’ambito dell’educazione, della scienza, della cultura e dell’istruzione, ma non solo: anche valorizzare e salvaguardare i beni culturali del patrimonio artistico, oltre che difendere i paesaggi ambientali, monumentali e naturali, con riferimento ai programmi dell’Unesco. L’obiettivo? Farli diventare patrimonio dell’umanità ‘made in Veneto’. Sono questi gli obiettivi del nascente coordinamento promotore del ‘Comitato Unesco Veneto’ che ha come scopo la costituzione di una Commissione regionale Veneto per l’Unesco, primo passo per ottenere il riconoscimento a livello mondiale di tutte le eccellenze regionali nei diversi ambiti che il Comitato stesso ha individuato. L’iniziativa è stata presentata oggi nella sede della giunta regionale, a Palazzo Balbi, a Venezia da Vera Slepoy Presidente del comitato, Aldo Pagano Presidente dell’associazione Amo l’Italia Amo l’arte onlus da cui è partita l’idea, e da Maurizio Conte Assessore regionale alla politiche ambientali. L’esperienza è stata già fatta in Sicilia – ha detto Pagano - e ora vogliamo realizzarla anche in Veneto, regione che vanta già altri importanti siti riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: l’orto botanico di Padova, la città di Verona, la città di Vicenza e le ville del Palladio, Venezia e la sua laguna, le Dolomiti. In Italia sono 46 i siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, ottenendo il primato di nazione con il più alto numero di luoghi riconosciuti, doppiando gli Stati Uniti che ne hanno circa la metà. “Ma perché l’orto botanico di Padova – è l’esempio portato da Pagano – e non la Cappella degli Scrovegni?. “Il Veneto – ha Vera Slepoj, Presidente del Comitato – è ricco di un patrimonio immenso che va dall’arte, con i suoi monumenti e opere architettoniche di pregio, alle città e i paesaggi naturali. Ma quanto poco sappiamo di Unesco e quanto poco ne sfruttiamo le potenzialità. È riflettendo su questo che, insieme ad esponenti del mondo della cultura, del credito e dell’imprenditoria veneta, ho accettato di guidare questo comitato per far conoscere maggiormente e promuovere il Veneto nel mondo”. “Nel territorio del Veneto – ha ricordato l’assessore Maurizio Conte - sono già presenti siti riconosciuti dall’Unesco. Tuttavia il patrimonio presente, culturale ma anche ambientale, è vastissimo e questa iniziativa, che vede la Regione al suo fianco, vuole certificarlo coinvolgendo tutta la società veneta. Quelli dell’Unesco sono infatti riconoscimenti che rappresentano un valore aggiunto per il nostro territorio”. Tra le adesioni già pervenute quelle di Francesco Girondini, Sovraintendente dell’Arena di Verona, e di Giuseppe Zaccaria, Rettore dell’Università di Padova.

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Auguro a tutti voi un sereno Natale e un nuovo anno ricco di gioia e di soddisfazioni.

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Un programma di interventi a salvaguardia delle risorse idriche è stato approvato in via definitiva, con il parere favorevole della competente commissione consiliare, dalla giunta regionale che ha definito con il provvedimento la destinazione di un importo complessivo di 21,5 milioni di euro. Di questi due milioni sono stati destinati all’istituzione del Fondo di garanzia per gli interventi nel settore idrico integrato. “La normativa regionale – spiega l’assessore regionale Maurizio Conte relatore del provvedimento - prevede che i canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso, nonché di derivazione di acque superficiali siano finalizzati nella misura del 60 per cento al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e nella misura del 40 per cento, al finanziamento di interventi da realizzare, nelle aree interessate dal prelievo, per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti. Per questa seconda tipologia era già stato predisposto un programma di interventi per complessivi 21.500.000 euro, di cui 2.000.000 di euro, in attuazione dell’art. 54 della legge finanziaria, per l’istituzione del Fondo di garanzia per gli interventi nel settore idrico integrato, mirata all’attivazione di una specifica linea di accesso al credito a favore dei Gestori del servizio idrico integrato operanti nel territorio regionale, che consentirà agli stessi di proseguire nella realizzazione dei programmi degli interventi previsti nella pianificazione d’Ambito Territoriale Ottimale (Piani d’Ambito), potendo avere accesso alla liquidità necessaria, altrimenti non ottenibile. Per la costituzione del fondo di garanzia altri tre milioni saranno attinti da economie realizzate nell’utilizzo di fondi ministeriali e il restante milione di euro sarà messo a disposizione con un successivo provvedimento che sarà devoluto dalla provvista per gli interventi di supporto nell’accesso al credito in favore delle micro, piccole e medie imprese, in questo caso interessate alla realizzazione di opere del Servizio idrico integrato . “Una prima linea di finanziamento a favore dei gestori del Servizio Idrico Integrato – fa presente infine Conte - è già stata avviata da un raggruppamento di gestori veneti a totale controllo pubblico con Banca Europea degli Investimenti per 160 milioni di euro, con la spinta decisiva generata dall’anticipazione ponte garantita da Veneto Sviluppo, fornita in attesa del completamento delle procedure di messa in piena operatività del Fondo di Garanzia regionale”.

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Un programma di interventi a salvaguardia delle risorse idriche è stato approvato in via definitiva, con il parere favorevole della competente commissione consiliare, dalla giunta regionale che ha definito con il provvedimento la destinazione di un importo complessivo di 21,5 milioni di euro, di cui 10.000.000 di euro sono stati destinati agli interventi di sistemazione idraulica del fiume Fratta da realizzare contestualmente al prolungamento del collettore A.Ri.C.A. “La normativa regionale – spiega l’assessore regionale Maurizio Conte relatore del provvedimento - prevede che i canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso, nonché di derivazione di acque superficiali siano finalizzati nella misura del 60 per cento al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e nella misura del 40 per cento, al finanziamento di interventi da realizzare, nelle aree interessate dal prelievo, per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti. Per questa seconda tipologia era già stato predisposto un programma di interventi per complessivi 21.500.000 euro, di cui un importo di 10.000.000 di euro per gli interventi di sistemazione idraulica del Fratta da realizzare contestualmente al prolungamento del collettore A.Ri.C.A., a fronte di un costo previsto per la realizzazione delle opere pari a 14.420.250 euro, come desunto dal quadro economico dello studio di fattibilità presentato dal Consorzio A.Ri.C.A. aggiornato a maggio 2013. “La suddivisione dell’intervento per stralci, in funzione della disponibilità finanziaria – fa rilevare Conte - non appare compatibile con le finalità di progetto e pertanto dovranno essere necessariamente previste risorse aggiuntive”. A questo proposito, il Comitato di sorveglianza dell’Accordo per il risanamento del Fratta-Gorzone che si è riunito proprio in questi giorni a Venezia ha prospettato all’unanimità la volontà di richiedere al Ministero dell’ambiente la copertura della cifra ancora mancante nell’ambito delle risorse già trasferite al Veneto ma di cui non è ancora stata definita la destinazione. L’intervento di prolungamento del collettore prevede il convogliamento all’impianto di Cologna Veneta (VR) degli scarichi degli impianti di depurazione di Trissino, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello Vicentino e Lonigo, con l’obiettivo di migliorare la fruibilità ambientale del fiume Fratta nel tratto in attraversamento dell’abitato di Cologna Veneta. Contestualmente, si prevede la realizzazione di opere complementari quali gli interventi di messa in sicurezza idraulica delle aree in sponda sinistra al fiume Fratta, di adeguamento della capacità di portata dell’alveo, unitamente all’adeguamento delle sommità arginali ed al risanamento dei dissesti di sponda. Il quadro degli interventi è completato dalla valorizzazione paesaggistico-ambientale del tronco fluviale.

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Nell’ambito del ripartizione delle risorse derivanti dai canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso e di acque superficiali, la giunta regionale - su proposta dell’assessore alle politiche ambientali e difesa del suolo Maurizio Conte - ha destinato un importo di circa 7,5 milioni di euro per opere di manutenzione del territorio per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. All’interno del programma di interventi che è stato predisposto dagli uffici regionali, un importo di 250.000 euro è stato disposto a favore del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per interventi di ripristino della funzionalità idraulica della rete a servizio della zona industriale di Saletto in Comune di Vigodarzere, nel padovano. “Questi lavori – sottolinea Conte – sono finalizzati, in particolare, a a garantire la sicurezza idraulica della zona industriale del Comune e di parte del bacino afferente lo scolo Piovetta”. L’impianto idrovoro Padova 3, a servizio dell’area industriale di Saletto, diverge parte delle portate del bacino idrografico dello scolo Piovetta direttamente nel fiume Brenta, sgravando la rete idrografica di valle di una quota consistente delle portate generate. A causa delle forti ed intense piogge dell’ultimo anno si sono create alcune rotture della tubazione di scarico dell’impianto idrovoro a servizio dell’area, che ne hanno impedito l’esercizio. “L’intervento – conclude l’assessore - prevede, pertanto, il rifacimento del tratto di tubazione di scarico del suddetto impianto, dove il ripetersi di rotture in più punti ha provocato il collasso della condotta, oltre al ripristino di alcuni tratti di tombinature lungo lo scolo Piovetta”.

 

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Nell’ambito del ripartizione delle risorse derivanti dai canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso e di acque superficiali, la giunta regionale - su proposta dell’assessore alle politiche ambientali e difesa del suolo Maurizio Conte - ha destinato un importo di circa 7,5 milioni di euro per opere di manutenzione del territorio per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. All’interno del programma di interventi che è stato predisposto dagli uffici regionali, l’importo di maggior entità, pari a 7.000.000 di euro, è stato disposto a favore della Sezione Bacino Idrografico Brenta-Bacchiglione di Padova per lavori di realizzazione di un by–pass del torrente Muson dei Sassi tra ponte Canale e ponte Pennello, nel territorio del Comune di San Giorgio delle Pertiche (Padova), per il quale sono attualmente in corso di redazione il progetto definitivo e lo Studio di Impatto Ambientale. “Questo intervento – sottolinea Conte - rientra tra i progetti individuati dal “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico”, redatto dopo l’alluvione del 2010, e dal Programma Triennale 2013-2015, relativo ai lavori pubblici di competenza regionale. L’intervento è finalizzato ridurre il rischio di esondazione delle acque del torrente Muson dei Sassi non solo nel territorio del Comune di San Giorgio delle Pertiche ma anche dei Comuni limitrofi situati a quote inferiori”. Negli ultimi anni infatti si sono susseguiti diversi eventi di piena che hanno interessato l’intero bacino del torrente Muson dei Sassi, ed in particolare il tratto ricadente nel territorio del Comune di San Giorgio delle Pertiche caratterizzato dalla presenza dei due restringimenti di sezione idraulica in corrispondenza degli attraversamenti stradali di ponte Canale e ponte Pennello; tali riduzioni di sezione impediscono il regolare deflusso delle portate con il conseguente innalzamento del livello idrometrico, come di fatto verificatosi nel corso di recenti eventi di piena. Per ridurre il rischio di esondazione nell’area il progetto prevede di deviare parte della portata di piena attraverso un apposito by-pass idraulico di ponte Pennello, realizzando un nuovo ponte, eliminare il restringimento di via Pontecanale, creare un nuovo ponte sulla SR 307, realizzare una botte a sifone per lo scarico delle acque di bonifica e alcuni tratti di ringrosso arginale.

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