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Fornire alle amministrazioni comunali principi omogenei per disciplinare l’insediamento di attrezzature destinate a servizi religiosi. E’ quanto prevede la proposta di legge di iniziativa del consigliere regionale Maurizio Conte con il dichiarato intento di regolamentare le richieste di nuovi insediamenti o realizzazioni di edifici destinati a servizi religiosi e in particolare di nuove moschee nel Veneto. Con questa nostra proposta viene introdotto l’obbligo per i Comuni di concedere nuove autorizzazioni solo a fronte del parere dei cittadini che verrà raccolto tramite referendum. “Questo nuovo strumento – assicura Conte – andrà a supplire la completa assenza legislativa statale in materia, compito a cui il Governo nazionale si è sempre sottratto, e ad evitare i balletti demagogici della sinistra che, sotto l’egida del buonismo, non ascolta la volontà dei cittadini”. Per l’insediamento sarà dunque obbligatoria una preliminare approvazione da parte della popolazione del comune interessato, espressa mediante referendum consultivo indetto secondo le disposizioni del relativo statuto comunale e la stipulazione di convenzione tra il comune e le confessioni interessate. Per garantire l’organicità dell’intervento sul piano normativo, è stato previsto l’inserimento di un articolo all’interno della legge per il governo del territorio e in materia di paesaggio del Veneto (L.R. 23 aprile 2004, n. 11 e successive modificazioni). La norma individua quali possano essere, in generale, le attrezzature di interesse comune da destinare alla realizzazione di edifici di culto e a servizi religiosi, prescrivendo che siano gli strumenti urbanistici comunali ad accertare se ci siano le condizioni (strade di collegamento adeguatamente dimensionate, opere di urbanizzazione primaria; spazi da destinare a parcheggio pubblico, ecc,) per il loro insediamento. Sul fronte della sicurezza è previsto l'utilizzo delle telecamere. “Simili accorgimenti, dopo gli ultimi tragici fatti di Parigi, non devono essere visti come una restrizione delle libertà personale – commenta Conte - ma come un fattore di sicurezza per tutti i cittadini". “Disposizioni sugli edifici pubblici – aggiunge - potevano già essere prese dai sindaci autonomamente, ma ora vengono 'rafforzate' da questa norma regionale, che potrà assicurare un'impronta uniforme su tutto il territorio regionale". Conte infatti tiene a precisare che, sul fronte della sicurezza, "alcuni siti non adeguati potrebbero creare problemi. Per questo servono norme che garantiscano il controllo della situazione ".

Pubblicato in Comunicati Stampa 2015

La giunta regionale ha adottato oggi il provvedimento con gli indirizzi amministrativi e procedurali per dare tempestivo avvio all’attività lavorativa per il 2015 da parte dei settori forestali regionali impegnati negli interventi di difesa idrogeologica e sistemazione idraulico-forestale. Lo ha comunicato l’assessore veneto all’ambiente e alla difesa del suolo Maurizio Conte, che il 24 febbraio scorso si era incontrato a Palazzo Balbi, a Venezia, con i segretari regionali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori impiegati dagli uffici forestali regionali sul territorio, preoccupati di possibili ritardi nell’avvio dell’attività lavorativa alla luce delle intervenute nuove disposizioni di legge in ordine a procedure di spesa e gestione dei bilanci pubblici, entrate in vigore quest’anno. In quell’occasione i rappresentanti sindacali avevano avuto dall’assessore rassicurazioni in ordine alla sensibilità dell’amministrazione regionale nei confronti della loro attività di presidio e conservazione del territorio e che la giunta regionale avrebbe adottato un’apposita deliberazione con l’impianto complessivo per l’applicazione delle nuove disposizioni attuative. “Con il provvedimento adottato oggi – spiega l’assessore Conte – abbiamo in sostanza fatto fronte alla necessità di contemperare l’applicazione del Decreto Legislativo 118/2011 con l’operatività delle strutture forestali regionali al fine di non causare interruzioni nei processi sia amministrativi che operativi, che avrebbero avuto negative ripercussioni sulla continuità dell’azione di presidio e tutela del territorio nonché sul mantenimento della forza lavoro ordinariamente impiegata da anni. Abbiamo quindi individuato un percorso amministrativo-procedurale volto ad assicurare la continuità dell’azione istituzionale per il 2015 e in prospettiva anche per gli esercizi successivi, consentendo nel frattempo di avere tutti gli strumenti per affrontare adeguatamente un’eventuale rivisitazione organizzativa e funzionale delle strutture impiegate nella realizzazione degli interventi di sistemazione idraulico-forestale in economia con la forma della amministrazione diretta”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2015

“La sentenza del TAR crea una situazione di ambiguità altrettanto grave che se avesse consentito direttamente le trivellazioni in Polesine”. A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte commentando il pronunciamento del tribunale amministrativo del Veneto che ha dato ragione alla Northsun Italia, azienda multinazionale che ha presentato istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. Conte infatti sottolinea che la sentenza accoglie il ricorso contro il parere negativo espresso dalla Regione, ma dando motivazioni che sembrano veri funambolismi semantici. Secondo il TAR, infatti, il metodo utilizzato per la ricerca non è la trivellazione ma consiste nel far vibrare una pesante massa appoggiata sul terreno che trasmette le vibrazioni al terreno sottostante e registra la risposta delle onde riflesse dai diversi strati del sottosuolo. “Sarà anche una metodologia di indagine indiretta e non distruttiva – fa rilevare Conte – ma la preoccupazione che determina è la stessa delle trivellazioni. Che senso ha fare queste ricerche se non per individuare giacimenti da sfruttare? Nessuno fa ricerche che siano fine a se stesse. Allora cosa vuol dire il TAR con questi sofismi, forse che poi si potranno fare anche le trivellazioni o addirittura le estrazioni di idrocarburi dal sottosuolo?”. "Per la Regione l'ambiente è una questione prioritaria – sottolinea Conte - per cui non è pensabile che possano essere avviate operazioni di ricerca per la coltivazione di idrocarburi sia in Polesine che nel mare Adriatico. Gas e petrolio saranno pure necessari alla nostra economia, ma è indispensabile che sia prima garantita la sicurezza del nostro territorio. Va evitato qualsiasi rischio per il Veneto che oltre tutto è la prima regione turistica italiana anche in forza dei suoi valori ambientali e paesaggistici”. “Ad aggravare ulteriormente la situazione – conclude l’assessore veneto – c’è ora il decreto Sblocca Italia che ha appena modificato le competenze in materia. L’istruttoria per la valutazione di impatto ambientale di progetti come questo non sarà più svolta a livello regionale ma nazionale e si è già visto con le trivellazioni in Adriatico quale sensibilità è stata mostrata. Oggi come oggi resta ancora prevista su questi temi l’intesa Stato-Regioni, ma con le modifiche alla Costituzione che sono in itinere le Regioni saranno espropriate anche di questo. Con che prospettive?”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2015

La Commissione Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) ha espresso all’unanimità parere favorevole al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale, subordinatamente al rispetto delle prescrizioni e raccomandazioni, sul progetto relativo al lotto funzionale Brescia-Verona della tratta Milano-Verona della linea ferroviaria AV/AC Torino-Venezia proposto dal Consorzio “Cepav Due” nell’ambito delle infrastrutture ferroviarie strategiche definite dalla Legge Obiettivo n. 443/01. Nel darne notizia, l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte mette in evidenza che l’iter è stato condiviso con i sei comuni interessati dal tracciato ferroviario: Sona, Sommacampagna, Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Verona e Bussolengo. “Tutte le osservazioni ed i pareri pervenuti – aggiunge l’assessore - oltre ai contributi offerti dai vari uffici regionali competenti in materia ambientale durante gli incontri tecnici svolti, sono stati infatti considerati in sede di istruttoria ed hanno contribuito alla stesura del parere e delle relative prescrizioni e raccomandazioni. Il prossimo passaggio sarà in giunta regionale che dovrà dare il parere finale al progetto”. “Le osservazioni presentate dai comuni – ha dichiarato da parte sua il presidente della commissione infrastrutture del consiglio regionale, Andrea Bassi – sono apparse puntuali e di assoluto buon senso allo stesso consorzio di imprese incaricato di realizzare il tratto di Tav in territorio veronese. Per questo abbiamo chiesto alla giunta regionale di intervenire sui ministeri competenti per apportare le modifiche suggerite da chi ben conosce le problematiche del territorio”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2015
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