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E’ stato totalmente assegnato dalla giunta regionale al Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta di San Bonifacio l’importo del Fondo di Solidarietà Nazionale che è stato attribuito al Veneto per le eccezionali avversità atmosferiche dal 31 ottobre al 25 dicembre 2010. A renderlo noto è l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte precisando che si tratta di circa 221 mila euro che saranno destinati alla realizzazione di interventi di ripristino delle opere pubbliche di bonifica che sono a servizio di una trentina di comuni della provincia di Vicenza. Dal 31 ottobre al 25 dicembre 2010 il territorio delle province di Padova, Verona e Vicenza è stato interessato da eventi atmosferici caratterizzati da forti piogge, nubifragi e fenomeni alluvionali, la cui intensità ha causato lo stato di crisi della rete idraulica di bonifica preposta alla salvaguardia del territorio. Alla conclusione degli eventi calamitosi le opere di bonifica hanno manifestato gravi e vistosi danni. La Regione ha avviato la procedura per far intervenire anche il Fondo di Solidarietà Nazionale, con le operazioni di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni, al fine di proporre la declaratoria dell’eccezionalità dell’evento calamitoso. Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha assegnato alla Regione del Veneto l’importo di 221.157 euro per far fronte a quei danni e il trasferimento effettivo dei fondi assegnati è stato comunicato il 3 giugno scorso. “Tenuto conto della necessità di assicurare la realizzazione di interventi in grado di restituire, nel limite del possibile, la funzionalità delle opere danneggiate – conclude Conte - i fondi sono stati interamente destinati alle opere di bonifica ricadenti nel territorio della provincia di Vicenza, dove sono stati accertati i maggiori danni”. I comuni interessati dalla declaratoria sono Albettone, Alonte, Altavilla Vicentina, Arcugnano, Asigliano Veneto, Barbarano Vicentino, Brendola, Campiglia dei Berici, Castegnero, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Creazzo, Gambugliano, Longare, Montecchio Maggiore, Montegaldella, Monteviale, Nanto, Orgiano, Pojana Maggiore, San Germano dei Berici, Sarego, Sossano, Sovizzo, Valdagno, Vicenza, Villaga.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Difesa del suolo

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

“Dopo la consegna dei lavori,avvenuta il 21 ottobre scorso, sono già state avviate dall’impresa che ha vinto l’appalto le attività per la redazione della progettazione esecutiva del bacino di laminazione di Caldogno, in provincia di Vicenza. Queste comprendono anche le operazioni preliminari per l’insediamento del cantiere, rilievi topografici di dettaglio,ulteriori sondaggi e prospezioni per la caratterizzazione dei terreni. Si sta procedendo quindi verso la fase realizzativa di quest’opera fondamentale perla tutela del territorio in caso di piene”. E’ l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte a fare il punto sullo stato di attuazione del primo bacino di laminazione in programma nel Veneto dopo la grande alluvione di Ognissanti del 2010. “E’ del tutto legittima la preoccupazione espressa dal presidente Zaia –aggiunge Conte – sui rischi che possa ripetersi una situazione meteorologica potenzialmente pericolosa, soprattutto in questo periodo. Abbiamo un piano di lavoro ben preciso, ma ci vorrà comunque tempo per poter contare su un sistema di difesa idraulica del territorio regionale che ci metta al riparo dalle conseguenze di eventi climatici particolarmente intensi. In ogni caso stiamo andando avanti il più speditamente possibile, secondo le procedure previste che, sotto questo profilo, non agevolano di certo”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Era iniziata il 31 ottobre del 2010, la devastante alluvione di Ognissanti, che l’1 novembre e nei giorni successivi si trasformò in un incubo: una quindicina di grandi rotte arginali, 150 km quadrati di Veneto allagati, 3 vittime, centinaia di migliaia di animali annegati, con migliaia di case, aziende agricole, imprese commerciali,artigiane e industriali danneggiate o semidistrutte in circa 130 Comuni,all’interno di un’area dove vive mezzo milione di abitanti. Vicenza, città simbolo di quell’evento, finì in buona parte sott’acqua, travolta dal Bacchiglione che sormontò gli argini praticamente nel cuore del centro abitato. Il lavoro di ripristino è stato colossale e le difese idrauliche esistenti sono state riparate e migliorate,realizzando 925 interventi tra grandi e piccoli in 233 Comuni, con un impegno finanziario di oltre 392 milioni di euro. Nei lavori sono state impegnate 365 imprese del territorio, che hanno operato al meglio e anche creato lavoro. “Il Veneto è più sicuro di allora – ribadisce il presidente della Regione Luca Zaia – ma non è ancora al sicuro da altri eventi catastrofici causati da piogge di analoghe o maggiori intensità”. Permetterlo in sicurezza e dare tranquillità e certezze alla comunità veneta servono ulteriori interventi e tanti investimenti: 2 miliardi 731 milioni di euro, secondo il programma messo a punto dal prof Luigi D’Alpaos. Di ogni bacino idraulico del Veneto si conoscono le potenzialità in termini di acqua che ci può arrivare e di acqua che le arginature esistenti possono contenere: due dati che allo stato attuale raramente coincidono e rispetto ai quali occorre soprattutto creare delle vasche di contenimento, dei bacini di laminazione dove fermare l’acqua in eccesso fino a che non è passato il momento critico. E’ un genere di lavori che in Veneto non si fa da oltre 80 anni, da quando venne realizzato il bacino di Montebello, sempre rivelatosi utilissimo. Non si può più confidare nella buona sorte, specie con un clima che sta cambiando, tempo impazzito e tempi di ritorno delle catastrofi che vengono azzerati troppo spesso dall’evoluzione dei fenomeni meteorologici, sempre più concentrati e intensi. “Le risorse che servono – evidenzia Zaia - sono ampiamente compatibili con i 18 miliardi di euro che i veneti lasciano in tasse ogni anno nelle casse dello Stato, che li spende altrove. Per contro le risorse regionali, con trasferimenti continuamente ridotti, non bastano da sole anche se noi abbiamo deciso di mettere un centinaio di milioni l’anno per interventi di difesa del suolo. Per questo lo Stato deve intervenire, la sicurezza idraulica e idrogeologica deve essere una priorità nazionale; è una precondizione per crescere ancora, noi e l’intero Paese”. E in ogni caso la Regione non sta a guardare: “siamo in procinto di realizzare i primi bacini di laminazione – dice dal canto suo l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte – capaci di contenere 33 milioni di metri cubi d’acqua su 810 ettari con una spesa di 131 milioni di euro. Quello di Caldogno, a monte delle due rotte degli argini del Timonchio del 2010, che allagarono Cresole nella mattina dell’1 novembre, è pronto a partire, con lavori già consegnati il 21 ottobre scorso”. Sarà il primo, ma c’è ancora qualche resistenza, che si spera venga presto risolta.Perché i bacini di laminazione si devono fare non dove il territorio si allaga,ma a monte. “E’ uno di quei casi dove l’interesse collettivo deve prevalere –sottolineano Zaia e Conte - e dove, ben consci che i proprietari dei terreni sono chiamati in qualche modo a fare sacrifici, abbiamo cercato assieme agli interessati e alle categorie le soluzioni per alleviare il disagio e consentire la continuità dell’attività agricola”. Il nuovo invaso permetterà di laminare le portate di picco del Timonchio tagliando l’onda di piena raccogliendo 3,8 milioni di metri cubi d’acqua, da rilasciare a valle, e dunque a Caldogno e a Vicenza, con una portata compatibile con il corso d’acqua. Il bacino sarà realizzato costruendo argini di conterminazione della cassa, la sistemazione della stessa, i necessari manufatti idraulici di derivazione, restituzione e interconnessione, la sistemazioni dell’alveo con opere di sostegno del livello idrico e rinforzi e rialzi arginali, interventi ambientali. Il costo complessivo dell’opera è stimato in 46 milioni dei quali 25 milioni per i soli lavori, la cui esecuzione richiederà 2 anni.

Luca Zaia
Presidente Regione del Veneto

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto Tutela del suolo e dell'aria

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

I lavori di ripristino delle rotte e di rinforzo degli argini in condizioni critiche, avviati in Veneto dal Commissario dopo la disastrosa alluvione di Ognissanti 2010, hanno migliorato le condizioni delle opere idrauliche di difesa, alcune delle quali erano state letteralmente devastate o indebolite dall’acqua. Stanno inoltre prendendo il via progetti e azioni per arrivare alla realizzazione delle prime tra casse di espansione capaci di raccogliere a monte gli eventuali eccessi d’acqua: a Caldogno (come sfogo del Timonchio e dove la progettazione è più avanzata), a Trissino (per la sicurezza del bacino Agno Guà)e Arzignano a Riese Pio X e a Fonte (per ridurre la furia del Muson dei Sassi”). E’ quanto ribadito oggi nel corso del punto stampa convocato ad un anno dal disastro dal Commissario per il superamento dell’emergenza alluvione Perla Stancari con l’assessore alla difesa del suolo del Veneto Maurizio Conte, presente anche il prof. Luigi d’Alpaos. Nell’occasione Conte ha sottolineato che la Giunta si è assunta l’impegno, che è ad un tempo culturale e finanziario, di trovare ogni anno nel proprio bilancio una quarantina di milioni da destinare alle opere di mitigazione e una ventina per la manutenzione di quelle idrauliche. Il ruolo del commissario è una sorta di parentesi – ha detto dal canto suo Perla Stancari – per uscire dalla criticità e avviare un programma proiettato al futuro, con il grande progetto di messa in sicurezza del territorio al quale hanno lavorato gli ingegneri D’Alpaos e Casarin. Per gli interventi di messa in sicurezza delle opere idrauliche, sono stati resi disponibili 105 milioni complessivi, mentre il numero dei cantieri previsti è salito a 277. Di questi – ha chiarito il Commissario – 202 sono già stati completati e chiusi, 40 sono in corso e 35 restano da attivare secondo le procedure di legge. A questi si aggiungono gli interventi in capo agli enti locali Comuni e Province, per i quali si sta provvedendo alla validazione verificando anche la possibilità di realizzazione per stralci funzionali, in modo che non restino incompiute. L’Ass. Conte, dal canto suo, si è soffermato sul programma di mitigazione, adottato dalla Giunta, la cui completa realizzazione comporta risorse per 2,7 miliardi, che al momento non ci sono. Ma si può già fare conto sui 60 milioni del Decreto Milleproroghe (30 per il 2011 e 30 per l’anno prossimo), sui 45 milioni derivanti dall’accordo con il Ministero per la difesa del suolo, sui 60 milioni di fondi FAS, mentre nei prossimi bilanci verranno appunto destinate specifiche partite. “E’ un percorso non facile, una sfida mai affrontata in passato: l’ultimo bacino di laminazione cui si sia messo mano è quello di Montebello, che risale al periodo prebellico. Siamo impegnati a dare risposte concrete a criticità che non possiamo risolvere in poco tempo – ha concluso Conte – ma che dobbiamo affrontare. Io penso che le prime realizzazioni, Caldogno e Trissino, le avremo tra 2 – 3 anni”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

“I cittadini o le aziende che hanno subito danni a causa dell’innalzamento della falda acquifera a seguito delle alluvioni che hanno colpito la Regione del Veneto devono presentare ai comuni la rendicontazione per ottenere l’erogazione del contributo per il il ristoro dei danni e delle spese sostenute”. E’ la raccomandazione dell’assessore veneto all’ambiente Maurizio Conte, con riferimento all’ordinanza del 5 luglio scorso del commissario delegato all’emergenza, vistata in agosto dalla Corte dei Conti, che consente tra l’altro ai comuni la liquidazione di ulteriori acconti per un importo complessivo superiore ai 4 milioni 700 mila euro. Tra i comuni interessati al provvedimento ci sono in provincia di Padova San Martino di Lupari (acconto da erogare in base all’ordinanza 567 mila euro), Tombolo (236 mila euro), Cittadella (224 mila euro), Fontaniva (25 mila euro) e in provincia di Treviso Castelfranco Veneto (714 mila euro), insieme ad altri comuni veneti che, pur non essendo stati colpiti direttamente dai danni dell’alluvione, hanno lamentato forti disagi a causa dell’innalzamento della falda acquifera, che ha provocato affioramenti e allagamenti di grave entità. Abitazioni e aziende si sono ritrovate con i piani interrati allagati oppure asciutti solo grazie all’utilizzo di pompe idrauliche tenere accese giorno e notte, con un notevole dispendio di energia elettrica. Conseguentemente, è stato allargato il bacino di chi ha potuto presentare domanda per i risarcimenti anche a coloro che hanno subito danni collegati agli eventi del primo novembre 2010, anche quando si sono manifestati nei giorni successivi. I comuni possono procedere all’erogazione di questi ulteriori acconti assegnati con l’ordinanza, dietro presentazione della relativa documentazione.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

“Il presidente Zaia ha lanciato un appello alla responsabilità: assicuratevi contro gli effetti degli eventi atmosferici. Ed il valzer delle critiche è piovuto con immediatezza da parte della politica. Ecco, il vero senso dell’irresponsabilità sono proprio questi attacchi”. A dirlo è l’assessore regionale alla difesa del suolo e all’ambiente Maurizio Conte, con riferimento ad alcune prese di posizione apparse oggi sulla stampa. “Con il suggerimento di correre ai ripari con un premio assicurativo che si aggira sull’ordine di qualche decina di euro – aggiunge Conte – il presidente ha cercato di dare un’indicazione di buon senso, un giusto compromesso a fronte degli enormi sforzi economici che già sono stati impegnati per il post-alluvione e che, in caso di analogo evento, potrebbero non essere più sufficienti. Mi associo dunque, condividendolo appieno, all’invito del presidente della Regione ad assicurarsi per simili evenienze (trombe d’aria, grandine, ecc.) e mi appello alla politica affinché non abbiano a ripetersi strumentalizzazioni come queste in una materia così delicata come la sicurezza” “Anche i cittadini, nel loro ambito privato – conclude Conte - devono dimostrare senso di responsabilità, non pensando che sempre e comunque le amministrazioni pubbliche abbiano sufficienti risorse per poter dar seguito alle loro, per quanto legittime, richieste. La Regione continuerà nella direzione di reperimento di risorse per il piano di messa in massima sicurezza idraulica, ma non sarà un obiettivo semplice e veloce da raggiungere. Ci vorrà tempo prima che il nostro territorio possa essere definito al sicuro. Fino a quel momento, anche i cittadini dovranno pensare a dotarsi di sistemi che mirino alla tutela dei propri beni”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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