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Gli stipendi e le tredicesime dei dipendenti dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto non sono mai stati messi in discussione. E’ quanto dichiarato congiuntamente ieri sera dall’Assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, e dall’Assessore alla Sanità, Luca Coletto, nel corso del Comitato di Indirizzo dedicato all’Agenzia Regionale, a cui hanno partecipato anche il segretario regionale per la sanità e sociale Domenico Mantoan e i vertici della stessa. “In una congiuntura economica generale così difficile, è richiesto all’Agenzia un importante impegno di revisione delle proprie funzioni e dell’articolazione territoriale delle stesse in un’ottica di risparmio e di mantenimento dei servizi essenziali per la comunità ma i posti di lavoro sono garantiti – afferma Conte che aggiunge – la Regione non li ha mai messi in discussione”. L’Agenzia rientra nel bilancio generale della sanità e come per le Aziende ULSS dovrà attuare un serio piano di risparmio in previsione, nei prossimi anni, di un ulteriore calo di risorse, per quest’anno dovrà fare i conti con i 49 milioni stanziati a bilancio. “La Regione è al fianco del suo principale strumento di monitoraggio – conclude Conte - la tutela dell’ambiente è strettamente connessa alla prevenzione sanitaria non dobbiamo dimenticarlo, né ci permetteremo di fare passi indietro sulle attività di controllo che garantiscono ad un territorio come il Veneto l’integrazione fra sviluppo e tutela delle risorse naturali”. Il Comitato di Indirizzo, a cui partecipano anche i rappresentanti delle Provincie e delle Aziende ULSS, tornerà a riunirsi fra un mese per valutare le principali azioni di razionalizzazione intraprese dall’Agenzia.

Maurizio Conte e Luca Coletto Assessori Regionali del Veneto

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Le azioni previste dal Piano Strategico 2012-2014 dell’Arpav, integrate con le modifiche e le richieste formulate dalla settima Commissione consiliare, sono state recepite dalla giunta regionale che le ha condivise con un provvedimento adottato oggi su proposta dell’assessore alle politiche ambientali. L’Arpav ha infatti puntualmente accolto le indicazioni della commissione, provvedendo a predisporre una nuova versione del piano pluriennale. “Abbiamo espresso – fa rilevare l’assessore – la condivisione degli obiettivi di razionalizzazione e delle linee strategiche individuate nel documento. Viene infatti garantito un risparmio con costi gestionali più contenuti, preservando l’efficienza dei servizi resi alla comunità veneta da un ente che tutela un bene prezioso per tutti”. Il nuovo piano si articola in una serie di obiettivi e azioni finalizzate a rendere più snella, più efficiente e più moderna l’Agenzia. Tra le azioni c’è anche il riordino della situazione delle sedi. In tre anni passeranno dalle attuali 47 a 12/14 con evidenti risparmi sui costi. La commissione ha richiesto che l’ipotesi di chiusura di sedi periferiche non ubicate in capoluoghi di provincia sia comunque oggetto di un’approfondita analisi da sottoporre al parere della medesima commissione. Per quanto riguarda la forte esposizione finanziaria pregressa, l’Arpav ha evidenziato la necessità di un rilevante supporto per completare l’azione di risanamento. La giunta regionale ne ha preso atto, precisando però che le richieste non rientrano nell’ambito della programmazione finanziaria regionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambinete

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

I vertici dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV) hanno illustrato al Comitato Regionale di Indirizzo, composto da Regione, Province ed enti locali, la situazione economico-finanziaria dell’ente e il Piano Strategico 2012-2014. Le proposte sono state accolte all’unanimità dall’assemblea. “Do atto alla nuova dirigenza – afferma Maurizio Conte, assessore regionale alle politiche ambientali - di aver presentato un piano che garantisce un risparmio alla Regione e costi gestionali più contenuti, preservando l’efficienza dei servizi resi alla comunità veneta da un ente che tutela un bene prezioso per tutti”. Il nuovo piano si articola in una serie di obiettivi e azioni finalizzate a rendere più snella, più efficiente e più moderna l’Agenzia. Le azioni principali riguardano l’ottimizzazione delle sedi: in tre anni ARPAV passerà dalle attuali 47 a 12-14 con evidenti risparmi sui costi. Altra azione è quella relativa alla riorganizzazione dei laboratori con un nuovo modello che concentra le analisi in due poli principali e attiverà risparmi sulle attrezzature scientifiche. Un’altra importante azione si concentra nella riorganizzazione dell’agenzia, che agirà sia con la riduzione della dotazione organica (il numero massimo dei posti occupabili), sia sull’organigramma delle posizioni dirigenziali, che passeranno da 127 a 115. Completano il piano azioni di razionalizzazione delle attività sul mare, con sinergie con la Direzione Marittima di Venezia, e altri interventi sulla gestione delle reti di monitoraggio. Anche per il parco auto sono previste dismissioni e utilizzi coordinati, ulteriori verifiche gestionali ci saranno poi sui progetti commissionati ad ARPAV e sulla reingegnerizzazione dei processi amministrativi (fatturazione, recupero crediti, pagamenti anticipati). Ci saranno inoltre azioni di specifica pianificazione per rendere ARPAV più moderna attraverso nuove tecnologie e innovazione, nonché attività su comunicazione, diffusione dei dati ambientali. Il piano prevede infine che ARPAV proponga nel prossimo anno un Accordo di programma a tutti gli enti di riferimento per disciplinare le attività tecniche sul territorio. “Si tratta di un piano pieno di sfide e obiettivi forti – afferma Carlo Emanuele Pepe, Direttore Generale dell’Agenzia – che fa leva solo sull’ottimizzazione della spesa e su riorganizzazioni gestionali, non prevedendo alcun taglio di posti di lavori effettivi”. Le azioni di razionalizzazione del piano ARPAV 2012-2014 consentiranno alla Regione di finanziare l’ente, per il raggiungimento del pareggio di bilancio, con erogazioni progressivamente decrescenti.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Si chiama ‘humidex’ ed è il nome dell’indicatore del disagio fisico determinato dal clima caldo-umido tipico della pianura padana. I picchi delle temperature estive determinano un rischio rilevante per gli anziani soprattutto se affetti da patologie croniche o residenti in abitazioni prive di impianti di climatizzazione. Per questo la Regione del Veneto attraverso ARPAV tiene dal 2004 ‘sotto stretta osservazione’ l’indicatore di umidità.“Ma è solo il primo passo – sottolineano l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ed il direttore dell’Arpav Carlo Emanuele Pepe - di un articolato sistema che garantisce la preventiva tutela dei cittadini più esposti ai rischi per il fisico correlati al caldo”. Per un’azione sanitaria preventiva, gli sbalzi di temperatura sono segnalati dal Centro Meteorologico dell’ARPAV attraverso il ‘Servizio di previsione del disagio fisico’ un bollettino inviato alle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali e alla Protezione Civile della Regione del Veneto che fornisce un’indicazione sul possibile verificarsi di ondate di calore nei quattro giorni successivi e le informazioni sulla qualità dell’aria, in riferimento alle concentrazioni di ozono, tipico inquinante estivo. L’azione rientra nel “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” e rappresenta uno ‘strumento di precisione’ per gli allarmi climatici. Il servizio infatti è elaborato sul sistema di allerta previsto dal Dipartimento di Protezione Civile nazionale e prevede l’azione coordinata di ARPAV e Sala operativa di protezione civile – COREM – Coordinamento regionale in emergenza e a catena del sistema di prevenzione regionale, degli ospedali, dei distretti e dei medici di base.Il bollettino previsionale del disagio fisico in estate è quotidiano e viene prodotto fino al 15 settembre, giorni festivi compresi, entro le ore 14. La validità temporale della previsione è per il pomeriggio-sera del giorno in corso e per i tre giorni successivi. Si definiscono tre classi di disagio: assente, debole-moderato, intenso. Tali classi sono determinate sulla base di una valutazione combinata che tiene conto sia dell’indice di Scharlau, ottenuto analizzando le reazioni fisiologiche di persone medie e sane in relazione a varie combinazioni di temperatura dell’aria ed umidità atmosferica, sia del livello di humidex, un indicatore di temperatura percepita ricavabile dai dati di temperatura ed umidità relativa. L’ARPAV si riserva, inoltre, di testare ulteriori indici di disagio che prevedono una combinazione di temperatura dell’aria e di umidità atmosferica. Per quanto riguarda la previsione della qualità dell’aria (ozono), si definiscono tre classi: buona/discreta, scadente, pessima. Tali classi sono definite sulla base della normativa vigente (D.L. 183/2004), la quale, con riferimento alle concentrazioni di ozono, distingue quattro classi di qualità dell’aria: buona ( 240 μg/m3).Il “Protocollo per la prevenzione delle patologie da elevate temperature nella popolazione anziana della Regione Veneto” è in funzione dal 2004 e il sistema è ormai rodato. Nel frattempo, arrivano buone notizie: per i prossimi giorni infatti le temperature caleranno in tutta la regione. Da alcuni giorni il tempo stabile ha portato ad un graduale aumento delle temperature : il 28 giugno si sono raggiunti i 32°C a Rovigo e Verona, i 33° a Noventa Vicentina, i 34 a Castelfranco. Lo scorso anno le temperature, sempre il 28 giugno, risultarono leggermente più basse (di circa 1°C). Nei giorni seguenti le temperature si mantennero elevate, in pianura sempre oltre i 30°. Quest'anno, invece, tutt'altra storia, perché le condizioni meteorologiche saranno decisamente più favorevoli.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Carlo Emanuele Pepe
Direttore ARPA Veneto

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Nell’ambito delle azioni conseguenti al rilevamento di alcune specie ittiche del lago di Garda, risultate contaminate da diossine, furani e policlorobifenili (PCB), tra cui dioxin-like, la Regione ha ritenuto opportuno valutare se ci siano state alterazioni dello stato ambientale del lago e ha realizzato una prima campagna di rilevamento ambientale delle matrici acqua e sedimento che sarà utile anche per indagare sulle possibili cause del fenomeno. Le analisi preliminari e funzionali anche all’elaborazione di un piano più dettagliato di controlli, qualora si rendesse necessario, sono state affidate ad ARPA Veneto e hanno interessato la sponda veneta del lago e in particolare i comuni di Bardolino, Brenzone, Torri del Benaco e Garda per l’acqua, e anche Peschiera e Lazise per i sedimenti. I prelievi di acqua sono stati effettuati in tre stazioni, di cui una in corrispondenza dell’acquedotto in località Cavalla a Garda. I prelievi di sedimenti hanno interessato uno strato di circa 20 cm, con quattro-cinque ripetizioni per sito, e sono stati effettuati in 10 stazioni lungo tutta la costa veneta del lago. L’ARPAV ha già fornito i primi risultati: in tutti i campioni di acqua fino ad ora analizzati non si è riscontrata presenza di diossine e furani al di sopra del limite di quantificazione.Per i PCB, in assenza di una normativa sanitaria nazionale di riferimento, si può osservare che le concentrazioni finora misurate in acqua, variabili tra 0,431 e 0,520 nanogrammi/litro, risultano molto al di sotto dei limiti previsti, per esempio, dalla normativa statunitense. Per quanto attiene ai sedimenti le concentrazioni di Diossine e Furani, variabili tra 0,12 e 6,31 nanogrammi/chilogrammo (espresse come I-TE, indice di tossicità equivalente) risultano paragonabili a quelle riscontrate in ambienti lacustri non soggetti a pressioni antropiche connesse con scarichi di attività industriali. Le concentrazioni di PCB risultano variabili tra 1,9 e 20,2 nanogrammi/chilogrammo; per confronto, in mancanza di riferimenti nazionali, si precisa che i valori risultano inferiori al limite più cautelativo della normativa canadese. “Vorrei mettere in evidenza – afferma l'assessore all'ambiente Maurizio Conte – la prontezza con cui Regione e ARPAV hanno programmato le campagne ambientali di rilevamento ed effettuato le relative analisi. Considerato che sul Lago di Garda si affacciano anche la Regione Lombardia e la Provincia autonoma di Trento abbiamo ritenuto opportuno costituire con queste un tavolo tecnico ambientale dove nei prossimi giorni presenteremo i risultati delle analisi fin qui disponibili per valutarli congiuntamente e individuare le eventuali ulteriori azioni da avviare per la protezione dell’ambiente e del lago".

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Rientra l’allarme diossina nel Lago di Garda. “Abbiamo subito dato l’incarico ad Arpav di controllare e monitorare la situazione e, vedendo i risultati, mi sento di rassicurare tutti: dai dati a nostra disposizione – spiega l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte – non ci sono indicazione di fonti di inquinamento specifiche e i dati rilevati sono confrontabili con i valori normalmente presenti nel suolo, derivanti, lo ricordo, dalla presenza di queste sostanze. Posso assicurare comunque che continueremo a valutare e monitorare la situazione per garantire la sicurezza, ma dal punto di vista ambientale ribadisco che non sono state riscontrate situazioni di rischio”. Notizie confortanti quindi anche per quanto riguarda il turismo del Lago di Garda, sul quale interviene l’assessore Marino Finozzi: “stiamo puntando moltissimo allo sviluppo e alla valorizzazione del Lago di Garda come tematismo turistico, addirittura con un progetto di eccellenza interregionale finanziato dal Ministero al Turismo, e allarmi come questi sono un motivo in più per monitorare accuratamente la situazione della balneabilità delle coste. Ed è proprio di ieri la conferma da parte dell’Arpav che tutti i comuni presi in esame che si affacciano sul lago, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera sono stati promossi a pieni voti con la bandiera blu, e oggi gli esiti dei controlli effettuati, che confermano che non sussiste nessun pericolo diossina, ci confortano una volta di più. Rinnovo quindi l’invito a tutti i turisti che amano il lago a venire a trascorrere le vacanze sul Lago di Garda”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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