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La posizione è sbagliata: per motivi ambientali, storici, idraulici, urbanistici e dimensionali. Il procedimento è sbagliato: prima vanno eseguite le verifiche sull’idoneità dell’area e sulla sostenibilità finanziaria, poi si procede al bando di progettazione. E’ stato fatto il contrario. Semplicemente banana repubblic! Ci pensano solo adesso a cambiare progetto, la logica prevede quindi l’indizione di un altro bando di progettazione? L’incapacità è anche politica: l’attuale Amministrazione Comunale ha dimostrato di essere inadeguata a gestire progetti complessi o di ampio respiro: Tanta propaganda e superficialità, poca professionalità e consapevolezza. Nuova consapevole corrente, quella degli “Intellettuali contro”: l’ostinata arroganza del Sindaco, che tutto impone, comincia a vacillare e cresce l’esercito dei contrari, a livello intellettuale ma anche politico, fin dentro la maggioranza. Anche se è nota la sudditanza al capo, qualcuno sta tirando fuori gli attributi, era ora! Ci sono poi , i pochissimi, “Intellettuali pro”: qualcuno animato da amore per la musica, qualcun altro per compiacere il capo, rappresentano una elite che dimentica le difficoltà economiche della nazione e le dimensioni del debito pubblico, che va ridotto e non implementato. A tal proposito analizziamo la dicitura “Grave crisi”: in un momento come questo, la gente si chiede se sia prioritario l’Auditorium o la lotta al degrado, il rischio idraulico e l’occupazione. Per far musica classica ci sono già tanti spazi in città e potrà anche essere attrezzato il nuovo Centro Congressi in fiera, riducendo i costi di realizzazione e di gestione. Nell’Amministrazione manca ancora la dose minima di buon senso. Gli “aspetti idraulici”: gli esperti, sorvegliati speciali, non hanno potuto escludere completamente i rischi, ancorchè con pesanti costi supplementari di monitoraggio ed esecuzione delle opere. Giotto contro Kada e Zanonato: qualcuno ha dei dubbi? Non credo, con buona pace di Elio Armano. La “Fondazione”: si trova in un bel pasticcio, si rende conto della situazione e vorrebbe defilarsi, ma è incalzata dal Sindaco che non vuol cedere. C’è da sperare che alla fine non si renderà complice di un tale misfatto. La “città vuota”: manca di un progetto di grande respiro, di visione lungimirante, nel ventennio di Zanonato si sono riempiti a casaccio i buchi che si formavano spontaneamente nel tessuto urbano, senza un disegno organico, un filo conduttore, senza prospettiva. La città da vent’anni è ferma per molti aspetti, mentre per molti altri è visibilmente peggiorata. Il “valore immobiliare”: interi quartieri, sopraffatti dal degrado, hanno visto dimezzato il loro valore immobiliare, e i proprietari padovani hanno perso centinaia di milioni di Euro. La “corrida”: per l’amor di Dio, qualcuno sospenda la trasmissione della “Corrida padovana” e fermi questi dilettanti allo sbaraglio prima che commettano disastri irreparabili.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Sembra non aver effetto la sconfitta di Zanonato sull’Auditorium, dopo il no al contributo da parte della Fondazione, il capriccioso ex Pc, non intende ammettere la sconfitta. Il progetto dall’improbabile fattibilità su cui ha spinto per molto tempo il Sindaco non si farà ed allora lui rilancia con una struttura da 900 posti. Non un doppione ma un triplone che andrà a sommarsi come offerta di servizio al Pollini e al Verdi. Qualcuno dica al primo cittadino che le sconfitte vanno accettate con dignità, probabilmente il Partito di Di Pietro che a Padova si trova in colazione di maggioranza potrebbe divenire la coscienza critica del PD, cosa indigeribile per i preparatissimi teorici di Bersani, ma la proposta dell’IDV di accorpare in un’unica struttura auditorium e Centro Congressi – nel quartiere fieristico – (come del resto predica il Carroccio da anni) è la via maestra. Una struttura da 900 posti non è lungimirante, non è più appropriata alle esigenze di questa Città, ma piuttosto di ammettere ancora uno sbaglio Zanonato persisterà nella cocciutaggine, sperperando così ancora una volta, in una scelta inappropriata, i soldi dei padovani.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La Fondazione Cassa di Risparmio ha deciso di non stanziare il cospicuo contributo di 35 milioni di euro per la realizzazione del nuovo auditorium padovano. E’ un diritto della Fondazione non stanziare alcun euro visto che di impegni formali non ne sono stati siglati, come sarebbe stato un dovere da parte dell’Amministrazione comunale avere certezza di questa entrata. Dico un dovere perché le risorse a disposizione degli enti locali di questi tempi sono da utilizzare con le massime certezze, in questo caso l’avventatezza sognante di Zanonato ha generato un sperpero di ben 190.000 euro per gli studi ed i carotaggi in un terreno che probabilmente mai vedrà la realizzazione di alcuna opera. In fatto poi di concertazione sulla gestione della struttura c’è da evidenziare ancora una volta il mancato coinvolgimento della Fondazione, cosa che, per la convinzione del Sindaco di riuscire a mantenere una simile struttura considerandola alla stregua del Centro San Gaetano, ha portato ad una doverosa marcia indietro da parte del Presidente Finotti. Prendere atto che la soluzione stia nel creare un'unica realtà che comprende auditorium e Centro Congressi sia il binario su cui immettersi, con buona pace per Zanonato e la sua ennesima figuraccia fatta di fronte ai padovani.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Se mai avessi avuto dei dubbi sulla opportunità di realizzare il nuovo Auditorium a Piazzale Boschetti, devo proprio dire che l’intervento di Mario Carraro, Presidente dell’Orchestra di Padova e del Veneto, li ha fugati tutti ed in modo esaustivo. Questo Auditorium non si deve proprio fare, ed il perché lo ha spiegato perfettamente Carraro in quanto le motivazioni addotte sono ben più convincenti nel loro opposto. Sia chiaro, anche a me piacerebbe che Padova avesse una nuova struttura per la musica, ma, parafrasando uno slogan tanto caro alla sinistra “se non ora, quando?” mi pare di dover rispondere “non ora, e quando ci saranno le condizioni!”. Dice Carraro “ se fossimo in qualsiasi altro paese dell’occidente……” ma siamo invece in Italia, nel bene e nel male, alle prese con una crisi disastrosa, di origine internazionale, sull’orlo del baratro, e, senza disconoscere l’importanza della cultura, oggi le priorità sono altre. Non ci sono infatti altri paesi occidentali che abbiano, per esempio, quasi 2000 miliardi di debito pubblico. Perché questa crisi o c’è o non c’è, e non si può evocarla, come un fiume carsico, a seconda di quel che conviene al proprio ragionamento! Gli industriali indicano, fra le cure da seguire, la vendita del patrimonio pubblico, mentre Lui suggerisce di implementarlo con un “giocattolo” che costerà più di 50 milioni, con spese di gestione pesanti quanto incerte, col rischio di doverlo svendere, fra qualche anno, per poco o niente! Inoltre, non è assolutamente vero che non esistano in città strutture per la musica classica, ce ne sono a volontà: pensiamo ad esempio al Verdi, al Pollini, al S. Gaetano, o altre facilmente adattabili, come suggerito da Silvia Clai, quali il cinema Altino e Mignon. E, se vogliamo aggiungerne un’altra, c’è il palazzo della Cassa di Risparmio, in piazza Eremitani, che contiene anche un auditorium bello e pronto, e ha ampi spazi per il conservatorio e le attività connesse. La Banca sarebbe ben lieta di prendere 2 piccioni con una fava: risparmierebbe il contributo di 35 milioni e riuscirebbe a liberarsi di un immobile inutilizzato che, stante la difficile situazione di mercato, gli sta probabilmente nel gozzo. Se ci aggiungiamo la Chiesa, anch’essa già utilizzata per concerti, i giardini e la Cappella di Giotto, avremo anche uno scenario fantastico, senza bisogno di modernismi debordanti e decontestualizzati. Infine, se non bastasse ancora, mi pare sia ai nastri di partenza anche il nuovo Centro Congressi, che risolverebbe anche l’eventuale problema del numero dei posti. Il palacongressi potrà accogliere sicuramente molto meglio, per conformazione, accessibilità, disponibilità di parcheggio ecc..., tutte le iniziative ricordate da Carraro, assemblee di Confindustria, sfilate, lancio di prodotti, convegni internazionali, concerti di musica popolare o Jazz e altro ancora; in questo modo si potrebbero ridurre drasticamente le spese per investimento e gestione, altrimenti insopportabili, sennò si corre anche il rischio di farci la concorrenza in casa, a poche centinaia di metri. Non sono dunque le strutture che mancano a questa città, ma forse, con tutto il rispetto, le teste o le idee per farle funzionare. La vicenda è stata condotta finora con sommo dilettantismo, si stanno eseguendo ora le indagini per verificare l’idoneità dell’area, e pare che ci sarà qualche sorpresa: le analisi sui costi di costruzione e gestione sono ancora approssimative, non si sa ancora chi metterà i soldini necessari, e abbiamo fatto bandi di progettazione, progetti che dovranno essere buttati, e vent’anni di chiacchiere. Forse è meglio che la questione venga affrontata più avanti quando saranno verificate le condizioni finanziarie ed ambientali e ci sarà condivisione politica e un po’ di buon senso. Se mi è facile comprendere perché l’entourage del Sindaco non trovi il coraggio di opporsi a questa idea, mi è molto più difficile capire perché la Fondazione e i padovani non si ribellino all’idea di diventare spalleggiatori delle innaturali ambizioni di Zanonato. Se l’idea del Sindaco è quella di lasciare un monumento a ricordo del suo ventennio di governo della città, può stare tranquillo, lo ricorderemo, ahimè, lo stesso. Forse la musica classica va apprezzata meglio a digiuno, ma in questo momento i soldi pubblici vanno utilizzati per riempire il piatto di chi ce l’ha vuoto, per garantire lavoro, sviluppo e un futuro di speranza per i nostri giovani.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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