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E’ una posizione sicuramente scomoda quella in cui si trovano il vicesindaco Ivo Rossi e il suo indiscutibile Capotribù Zanoanto per la questione Auditorium. Da una parte c'è un ostacolo di natura idrogeologica certificato da massime cariche dell’ambito come i professori D’Alpaos, Simonini e Saladin i quali non danno garanzie totali sulla fattibilità del progetto, dall’altra una cronica propensione di questa amministrazione alla proposizione di chimere elettorali. Chiarisco: dopo una campagna comunicativa pregna di roboanti nuove realizzazioni tra cui proprio l'Auditorium, dopo decine di migliaia di euro investite per uno studio idrogeologico, l'amministrazione scopre di non sapere come dovrebbe essere finanziata l'opera. La Fondazione ha logicamente battuto in ritirata dopo aver preso atto della palese incapacità pianificato ria di Sindaco e Assessore con delega all'Urbanistica Rossi e questi ultimi hanno pure dimostrato meraviglia per la decisione, a mio avviso più che giusta, presa dal Presidente Finotti. Amara ciliegina arriva al vicesindaco patavino con la nuova proposta che perviene da Selvazzano, con tutta probabilità difatti la riqualificazione dell'ex seminario porterà nel patrimonio comunale del comune dirimpettaio una struttura da 3/5 mila posti che potrebbe scalzare il Capoluogo in fatto di utenza e udite udite: tempi di realizzazione. Sì, pare proprio che se il percorso di attivazione della nuova progettualità seguirà i tempi previsti dal sindaco Soranzo e i suoi Amministratori in accordo con la proprietà , mentre Padova continua ad organizzare tavoli su tavoli portando proposte sempre meno credibili, il Comune della provincia potrebbe avere il suo "forum hall" da 5 mila posti ancor prima che Rossi e Zanonato comincino la loro prossima - difficile - campagna elettorale. Che dire gridare "al lupo al lupo" , facendo solo sterile propaganda, risulta quasi sempre improduttivo.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Dal convegno dell’ANCI Veneto dello scorso mercoledì mi aspettavo pervenissero interventi riguardanti il patto stabilità o, nel caso del Sindaco di Padova, sulla gestione della massa di extracomunitari che staziona in ogni angolo della Città. Ma quale propagandista politicizzato Zanonato è tornato alla carica a favore del voto agli stranieri, argomento delicatissimo per un amministratore nella sua posizione e cioè incapace di gestire con rigore e dignità un’emergenza che un suo stesso Assessore ha definito non quantificabile. Solo Fini aveva saputo in tempi recenti mettere sul vassoio una proposta del genere con una tale ingenuità che più di metà del proprio elettorato gli ha detto addio. Ma il primo cittadino padovano, addirittura in veste di vicepresidente dell’ANCI, e quindi in rappresentanza dei sindaci del nostro paese, è riuscito ad insinuare il buonismo applicato al voto in una sede del tutto inopportuna. Forse il Partito Democratico vedendo i sondaggi nazionali, cerca il colpo gobbo tentando di portare a se l’elettorato straniero, obiettivo a cui punta dalla propria nascita; ma forse, il distacco dalla gente e dalle piazze, non fa capire al Partito di Bersani, che la gente comune non la intende alla stessa maniera. Probabilmente l’invito ad abbracciare i rom di Vendola e Pisapia ha creato una voglia ancor più accentuata di accoglienza e solidarietà da parte di Zanonato, il quale vuole, dopo appena 5 anni di presenza nel nostro paese, concedere il diritto di voto. I suoi goffi ed antidemocratici tentavi di imporre la figura degli stranieri nelle istituzioni è ben noto, recentemente, pur avendo già una consigliera rumena nella propria maggioranza, ha deciso di nominare un consigliere extracomunitario, non si capisce a che titolo o a che scopo, ma la presenza coreografica in consiglio rende bene l’idea di quanto buono sia il primo cittadino a spese dei contribuenti padovani. Insomma, l’apparenza e l’ideologia sono il carburante della politica di centro sinistra, il programma della maggioranza nazionale non prevedeva questo diritto, fare politica sfruttando un ruolo interno all’ANCI è giocare sporco.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

E’ sensata la proposta del Vicesindaco di Padova Ivo Rossi il quale con un guizzo di ammirazione, considerazione ed altruismo intende candidare Flavio Zanonato alla Presidenza dell’ANCI intendendolo quale politico più indicato a ricoprire il ruolo massimo dell’Associazione nazionale. La sostituzione di Chiamparino non vede però nella politica ancora fradicia di ideologia buonista del Sindaco di Padova la soluzione più giusta, nel PD il volto della novità per un nuovo impulso non può di certo arrivare dalla nostra città, probabilmente la supposizione del primo cittadino fiorentino Renzi godrebbe di una reale concorrenzialità con i candidati degli altri schieramenti , in quanto aldilà di una provenienza politica scomoda e di una palese inadeguatezza all’ascolto trasversale, Zanonato potrà anche ben conoscere Padova, ma una gestione troppo politicizzata e in totale assenza di condivisione e partecipazione, non può essere di certo applicabile ad un Ente che attorno a questi principi crea il proprio scopo e mandato. Trovo dunque sensata la proposta di Ivo Rossi in quanto, pensa ad una personale candidatura a Sindaco nel prossimo mandato elettorale, cercando in tutte le maniere di esaltare e reclamizzare la figura dell’attuale borgomastro, senza volersi rendere conto che per la testa del Flavio, a questo punto, Nazionale, gira il nome di Ruzzante. Penso che se veramente il nord vuole pesare come le altre zone dello stivale, la candidatura di un Sindaco leghista potrebbe essere realmente la soluzione giusta, i nostri Sindaci rappresentano le realtà locali ed ormai una solida esperienza dai risultati innegabili.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Per l’Amministrazione Comunale di Padova i segnali di perdita di controllo, anche giuridico, sono ormai una prassi metodologica, ma quanto è successo lo scorso mercoledì con una delegazione di ben 3 Consiglieri Comunali del PD e le Associazioni legate a filo triplo con i Pedrini ha dello scandaloso. La rappresentanza comunale e i centri sociali, con a capo la Conigliera Rumena Nona Evgheine, ha accompagnato un gruppo di immigrati irregolari in una passeggiata patavina tra le istituzioni, impegnandosi poi a presentare una mozione in sede di Consiglio Comunale che obblighi Zanonato & Co. a regolarizzare la posizione degli stranieri nel nostro paese. La contraddizione è un carattere che contraddistingue il PD a cui ci si sta abituando, ma il fatto che degli amministratori pubblici spingano, anche con un atto formale e di valenza giuridica come una mozione consiliare, delinea a mio avviso addirittura un reato come quello di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e se non fosse favoreggiamento si potrebbe ravvisare un incitamento o un’istigazione. Ricordo che solo qualche mese fa, quando ci fu un’analoga iniziativa con gli “arrampicatori della basilica del Santo”, addirittura i sindacati trovarono indifendibile la posizione degli irregolari e che allora come lo scorso mercoledì, i rappresentanti ecclesiastici non poterono fare alcunché. Sarà dunque mia premura chiedere ai Consiglieri Comunali del carroccio presenti a Palazzo Moroni di presentare una interrogazione che impegni la Giunta ed il Consiglio padovano a verificare se le azioni di regolarizzazione a cui puntano i Consiglieri del PD che strumentalmente vengono messe in scena sulla pelle degli immigrati, violano o meno la Legge. Se così non fosse pregherò le Amministrazioni comunali della provincia di spedire tutti gli extracomunitari irregolari all’ufficio anagrafe del Comune di Padova in quanto la nuova strada di regolarizzazione tramite i Consiglieri Comunali, nella Città del Santo è possibile.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La memoria di alcuni politici a volte subisce pesanti black out, ma il caso del sindaco Zanonato sul centro sociale padovano Pedro ha del preoccupante. Nel dibattere la chiusura dello stabile di via Ticino occupato abusivamente dai noglobal, fino ad ora, come sua consuetudine si è accanito nello scaricare colpe e responsabilità senza sentirsi mai attore protagonista di una situazione che vede, eccome, il frutto amarissimo delle sue scelte passate. Zanonanto ha dimenticato, o forse ha omesso, di ricordare che nel 1995 il primo atto ufficiale di legittimazione della presenza dei centri sociali nella nostra Città fu siglato proprio dalla prima giunta dell'attuale sindaco. Figure coinvolte nella concessione precaria onerosa del 27/12/1995? Il comune di Padova e Luca Casarini come componente del "Comitato di gestione dell'area polifunzionale di via Ticino-Padova " . La concessione seguiva una delibera di giunta del 2/12/1995, la n' 945, nella quale Zanonato e l'allora giunta di centrosinistra per "regolarizzare la posizione dei centri sociali nei confronti del Comune e per dialogare con la realtà socio/culturale della Città" hanno saldato un rapporto fino ad allora cercato, e che, una volta legittimato, ha fornito a tutti gli effetti, la cavalleria d'assalto alla politica di sinistra padovana. I documenti si sono dimostrati opportunisticamente pericolosi, gli effetti che hanno prodotto negli anni a Padova si sono palesati distruttivi, non solo politicamente e socialmente, ma sopratutto per la sicurezza e la democrazia. Che Zanonato poi scarichi le colpe sull'ex Sindaco Destro non meraviglia, è il metodo classico con cui manifesta la propria politica: omissioni, ideologia e poca chiarezza, un mix che permette a lui e al PD padovano di coprire buona parte degli scempi amministrativi prodotti negli anni. La concessione e la delibera siglate sono stati documenti di tutela nei confronti dei disobbedienti, senza le dovute garanzie per l'amministrazione che una struttura di proprietà comunale necessita. Zanonato ad ogni misfatto dei Pedrini si affretta a prendere le distanze e a condannare, ma con questo precedente si sigla una pesante dicotomia tra il dire e il fare del falso sceriffo rosso a cui allora chiediamo: a quando l'ingiunzione di sfratto?

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Mariella Mazzetto, Luca Littamè e Mario Venuleo

Gruppo Consiliare Lega Nord Comune di Padova

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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