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Sinigaglia affronta la proroga della permanenza dei profughi in Veneto invitando la Giunta Regionale ad assegnare sostegni finanziari per scongiurare ogni degenerazione. Il Consigliere Regionale del PD è sconfortante con un approccio così demagogico ad una situazione così grave: l’accoglienza è stata strutturata per un anno perché queste persone, non presenti clandestinamente, venissero integrate. Ciò non è stato possibile per tutti ed attualmente sono ancora oltre un migliaio quelli che nella nostra Regione non hanno trovato una sistemazione e l’appello stonato di Singaglia è scorrettamente fuorviante. Perché il Consigliere PD non ha dimostrato indignazione per la “Casa a Colori” di Padova protagonista di una distruzione gratuita da parte di questi signori? E perché non ha mai lanciato un invito a Zanoanto affinché destinasse ulteriori risorse magari per i rimpatri che molti di loro chiedono? Forse è più semplice lanciare dardi verso un soggetto terzo appartenete alla parte politica avversa e forse è più semplice giustificare la carenza di carità umana a spese della collettività che trovare soluzioni di reale integrazione come quelle che riscontriamo a Treviso e Verona.

Maurizio Conte
Vicesegretario Nazionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Mi spiace svegliare dal sonno Zanonato e la cultural crew del Partito Democratico padovano i quali credono che la ricetta per scongiurare l’allarme criminalità in Città si celi dietro alla cultura. Può servire di certo all’anima dei padovani, ma come dissuasore dal commettere reati credo abbia poco valore. Abbiamo assistito con incredulità a “raggi” di briscola antidegrado, bicchierate antidegrado, domeniche antidegrado, gazebo antidegrado, insomma ogni attività che si svolge a Padova assume questa connotazione: Antidegrado. 10 giorni fa il consigliere regionale Ruzzante dichiarava che con la poesia si può risistemare il Portello, cose dell’altro mondo aggiungo io. 150 mila euro è la somma messa a diposizione per le due opere d’arte da installare di fronte alla stazione centrale che, viste le caratteristiche del bando, pare proprio potrebbero essere scelte quelle dell’artista Mauro Staccioli, figura conosciuta dall’amministrazione padovana. L’augurio che mi pongo è quello che l’amministrazione ripensi a questo onerosissimo bando in chiave di risparmio di risorse pubbliche e che magari, come già fanno moltissime altre amministrazioni pubbliche, per il finanziamento culturale, si cerchino adeguate sponsorizzazioni private, le quali, in cambio, potrebbero ricevere spazi pubblicitari che grazie ad APS non graverebbero sulle casse comunali.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati è un’idea tipica della sinistra. Zanonato, insiste nel voler raggiungere questo obiettivo e la scorsa settimana l’ha ribadito senza turbamento alcuno riportando potenzialità e numeri degli stranieri nella Città del Santo. Allora tutto questo impegno per l’accoglienza capiamo bene a cosa sia finalizzato. La sventolata di diritti in favore degli stranieri che ha promosso in occasione della raccolta firme sostenuta dalle sigle sindacali e associazionistiche “buoniste” lo scorso fine settimana ha una finalità ideologica e partitica nemmeno troppo celata. 5 anni di residenza perché gli stranieri possano votare, questa è la proposta tornata alla carica con l’alfiere Zanonato. Diritti e ancora diritti. Ma di doveri mai si parla! I cittadini sono stanchi di questo opportunismo e parzialismo, la Lega Nord ovviamente, rimane fermamente contraria a questa proposta anche e solo per la coerenza rispetto agli impegni presi con chi ci ha votato. Il diritto di voto è una cosa seria, sacra, che spetta solo ai cittadini che ne hanno maturato la “sacralità” di diritto. 5 anni sono troppo pochi, specie per chi magari i primi 3 li passa in condizione borderline senza conoscere ed essere consapevole di cosa comporti la nostra Cultura, storia, tradizione ma specialmente le nostre Leggi. Il voto dove necessario arriverà con la cittadinanza, dopo la concreta dimostrazione in più di 10 anni di aver assolto tutti i doveri del nostro sistema, qui gli immigrati possono avere tutti i diritti che vogliono, ma quello di voto dopo un periodo così breve, con la Lega Nord al Governo, mai si vedrà. Strumenti come la consulta degli stranieri si dimostreranno le solite vuote calate di ideologia a cui solo politici dal profilo opportunistico come il Presidente della Camera Fini possono agganciarsi.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Non accenna a diminuire il tasso di criminalità nella Città di Padova, i sagrati delle chiese situate nei quartieri più caldi stanno divenendo barricate difese addirittura da filo spinato, un quadretto che ricorda tanto Belfast nei periodi più difficili. Lo scorso sabato sera, per le strade centrali come via Roma, via Umberto pareva il porto di Tunisi, sia in fatto di tensione percepita, sia in fatto di presenze del tutto inquietanti. Appurato però che geograficamente ci troviamo nel nordest del paese e che questa amministrazione non intende dar risposta ai cittadini voglio ricordare a Zanonato che rimanendo immobile e guardare il torto non lo compie di certo nei confronti del Governo reo, secondo lo sceriffo padovano senza nervo, di aver causato la massiccia presenza di nordafricani in Città. Ma sbaglio o questa situazione si protrae ormai dal primo anno del mandato dell’attuale primo cittadino? Non riesco nemmeno a trovare un’altra risposta da Zanonato: perché tutto ciò non accade anche a Verona o a Treviso? Carrai nell’arte del minimizzare comincia ad essere un po’ carente, per il caso della parrocchia di san Gregorio Barbarigo ha avuto un forte coraggio nel dichiarare che è “un filetto quasi impercettibile”, un po’ come un belletto da signora aggiungo io. Basta parole, e basta derisione del lavoro delle forze dell’ordine facendo sembrare Padova ciò che non è. Qui la gente comincia a rischiare la pelle anche per una passeggiata, perché in tutto questo tempo non si è più visto alcun appello al Ministro Maroni? La collaborazione tra enti deve riprendere, bypassando la logica partitica e la lotta dei campanili.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La città del Santo si appresta ad associare alla sua logorata immagine un nuovo e poco entusiasmante primato. Secondo i dati riportati dal Colonnello Maccani della Guardia di Finanza, Padova risulta essere tra le prime città in Europa per quanto riguarda il mercato dei falsi d’autore. Anche in questo caso l’eccellenza verso il basso, trova la piena raffigurazione nell’amministrazione Zanonato. Padova, riconosciuta ormai capitale economica del Veneto, si trova sempre più spesso agli onori della cronaca per sequestri giudiziari o forti sanziona menti di attività economiche illecite che si occupano dello stoccaggio della merce priva dei contrassegni della Comunità Europea e della contraffazione dei marchi “made in italy” a scapito di chi ogni giorno, con il sacrificio del proprio lavoro riesce a sostenere questo paese. La Scuola Regionale Veneta per la sicurezza e la Polizia locale presentata dall’Assessore Manzato la scorsa settimana è uno degli strumenti voluti fortemente da questo Ente Regionale per contrastare con fermezza questo fenomeno con consapevolezza, preparazione e capacità di intervento. Ma tutto ciò non basta perché anche la politica deve fare la propria parte, le amministrazioni delle città coinvolte da questo fenomeno hanno il dovere di incrociare gli strumenti ed i controlli , di fare pianificazione ed intrecciare rapporti sempre più stretti con i protagonisti della lotta al commercio e alla produzione dei prodotti contraffatti. Ma Zanonato mi pare non sentirci ed anche per ciò che riguarda il commercio di questi prodotti le vie della città, in fatto di offerta, parlano chiaramente, tutto ciò a continuo discapito del commercio regolare, quello dei padovani che in fatto di pagamento delle tasse non ne saltano nemmeno una.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

“Gayobsession” definirei così il pensiero dell’Amministrazione padovana. Con la certificazione di “Città amica degli omosessuali” Zanonato ha siglato definitivamente il sodalizio con una corrente filosofica che distingue il proprio operato in fatto di sensibilità alla questione del terzo sesso. E’ quantomeno ossessiva questa insistenza nel voler porre Padova al primo posto nella classifica nazionale (e non) quale città più vicina all’ambiente omosex. Sia chiaro che la libertà di scelta, anche sessuale, è un diritto inalienabile ed intoccabile del singolo individuo ma non può di certo divenire una bandiera di rappresentanza per Padova, in questo modo si crea una barriera ideologica e sociale, perché questo marchio definisce una minoranza come tale e questa stessa corre il rischio di non essere riconosciuta dalla Città. Ma a Padova così non è perché le iniziative e gli impegni assunti in questo senso dall’Amministrazione sono stati moltissimi e la condizione migliore per non creare attriti e disparità è proprio quella “no logo”: fatti, non propaganda commerciale che magari ridicolizza persone e sensibilità diverse. Se la Città del Santo (ed è così che è conosciuta nel mondo) vuole aprire le porte a questo tipo di turismo voglio dire che lo ha già fatto, molte guide turistiche già evidenziano questa affinità; il pluralismo ed il valore educativo delle attività del consorzio di promozione turistica deve, a mio modo di vedere, orientarsi anche verso il valore storico, artistico e di tradizione della nostra Città eludendo magari le moralità costruite e culturalità artificiose, Padova ha già dato prova di sensibilità in questo senso.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Muri per i nomadi ed accoglienza per le famiglie rom, condanna al Governatore Veneto e al Ministro Maroni sulla questione nordafricana e appello all’accoglienza, ordinanza antiaccattonaggio e invito all’accoglienza. E ancora, sulla questione musulmani il Sindaco Zanonato, in sede di assemblea ANCI dipinge così la città del Santo: “ A Padova ci sono 6 mila cittadini musulmani e non è pensabile che non abbiano un posto dove pregare. Nella mia città ci sono due luoghi di preghiera, ma abbiamo dovuto condurre una battaglia culturale impegnativa”.Sono le due facce dell’alienazione dalla realtà del Sindaco di Padova che solo qualche mese fa dichiarava anche che il suo dovere è quello di “ spiegare ai padovani che l’immigrazione è un grande valore, una ricchezza, un’opportunità” oppure parlando ancora della comunità dei nomadi “stiamo favorendo l’uscita dai campi nomadi attraverso il sostegno ad iniziative di autocostruzione o promuovendo l’adozione di soluzioni abitative più stabili per rom e sinti. C’è bisogno – prosegue - di una strategia nazionale che metta a sistema queste esperienze e stabilisca forme di collaborazione efficaci per migliorare l’accoglienza e l’integrazione locale, affrontando il tema non solo nell’ottica della sicurezza ma soprattutto in chiave inclusiva”. Per arrivare poi lo scorso 13 giugno a lanciare un delirante appello a Sant’Antonio: “Il Santo ci dia il dono dell’accoglienza”. Queste sono solo alcune delle perle di bontà lanciate dal primo cittadino di Padova che ancor’oggi si sente vittima di tutto il sistema politico: Padova si è trasformata, in varie zone, ma con i medesimi protagonisti, in un melting pot fuori controllo dove risse, e reati di ogni tipo continuano a susseguirsi nella piena indifferenza dell’Amministrazione e nella sofferenza professionale delle forze dell’ordine che si trovano ad intervenire in una città che per politiche sulla sicurezza di certo non brilla. Cosa potrebbero pensare gli extracomunitari, anche clandestini, quando sentono parlare un amministratore in questo modo? Sanzioni, presidi sono tutte reclame e i reati raggiungono picchi da record, a volte, almeno un po’ di silenzio sarebbe più adeguato.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Dal convegno dell’ANCI Veneto dello scorso mercoledì mi aspettavo pervenissero interventi riguardanti il patto stabilità o, nel caso del Sindaco di Padova, sulla gestione della massa di extracomunitari che staziona in ogni angolo della Città. Ma quale propagandista politicizzato Zanonato è tornato alla carica a favore del voto agli stranieri, argomento delicatissimo per un amministratore nella sua posizione e cioè incapace di gestire con rigore e dignità un’emergenza che un suo stesso Assessore ha definito non quantificabile. Solo Fini aveva saputo in tempi recenti mettere sul vassoio una proposta del genere con una tale ingenuità che più di metà del proprio elettorato gli ha detto addio. Ma il primo cittadino padovano, addirittura in veste di vicepresidente dell’ANCI, e quindi in rappresentanza dei sindaci del nostro paese, è riuscito ad insinuare il buonismo applicato al voto in una sede del tutto inopportuna. Forse il Partito Democratico vedendo i sondaggi nazionali, cerca il colpo gobbo tentando di portare a se l’elettorato straniero, obiettivo a cui punta dalla propria nascita; ma forse, il distacco dalla gente e dalle piazze, non fa capire al Partito di Bersani, che la gente comune non la intende alla stessa maniera. Probabilmente l’invito ad abbracciare i rom di Vendola e Pisapia ha creato una voglia ancor più accentuata di accoglienza e solidarietà da parte di Zanonato, il quale vuole, dopo appena 5 anni di presenza nel nostro paese, concedere il diritto di voto. I suoi goffi ed antidemocratici tentavi di imporre la figura degli stranieri nelle istituzioni è ben noto, recentemente, pur avendo già una consigliera rumena nella propria maggioranza, ha deciso di nominare un consigliere extracomunitario, non si capisce a che titolo o a che scopo, ma la presenza coreografica in consiglio rende bene l’idea di quanto buono sia il primo cittadino a spese dei contribuenti padovani. Insomma, l’apparenza e l’ideologia sono il carburante della politica di centro sinistra, il programma della maggioranza nazionale non prevedeva questo diritto, fare politica sfruttando un ruolo interno all’ANCI è giocare sporco.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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