• Facebook: assessore.maurizioconte
  • Picasa: maurizio.conte64
  • Twitter: contemaurizio
  • YouTube: contemaurizio
RSS Feed



La giunta regionale ha approvato, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte,lo schema di convenzione-tipo da adottare per la costituzione ed il funzionamento dei consigli di bacino relativi al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nel territorio regionale. Con lo stesso provvedimento è stata confermatal’aggregazione del comune di Resana (Treviso) all’interno del bacino denominato“Destra Piave”, mantenendo, peraltro, inalterata larestante configurazione dei bacini territoriali di gestione integrata deirifiuti urbani individuata a gennaio, senza accogliere le osservazioni della competente Commissione Consiliare che avevaproposto di individuare sette bacini provinciali. “Conla legge regionale n. 52/2012 –spiega Conte - è stata disciplinata lanuova organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nelterritorio regionale. Scopo dellanorma è ottimizzare l’organizzazione, il coordinamento e il controllo delservizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Per tale ragione è stato sancito che l’ambito territoriale ottimale è l’intero territorio regionale. La stessa normativa, allo scopo di favorire, accelerare e garantire l’unificazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sul territorio veneto,secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità, ha demandato alla giunta regionale il riconoscimento dei bacini territoriali per l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. In applicazione dei principi di leale collaborazione e di buon andamento della pubblica amministrazione e preso atto di quanto emerso nel corso della seduta, la giunta regionale ha deciso di confermare l’aggregazione del comune di Resana al bacino “Destra Piave” lasciando per il resto inalterata la configurazione dei bacini territoriali che sono: 1) “Belluno” (69 comuni); 2)“Venezia” (45 comuni); 3) “Sinistra Piave” (44 comuni); 4) “Destra Piave” (49 comuni); 5) “Brenta” (73 comuni); 6) “Padova centro” (5 comuni); 7) “Padova Sud” (56 comuni); 8) “Vicenza” (92 comuni); 9) “Verona Ovest” (33 comuni); 10)“Verona Est” (25 comuni); 11) “Verona Sud” (40 comuni); 12) “Rovigo” (50 comuni).

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla programmazione per la salvaguardia Ambientale

Pubblicato in Comunicati Stampa 2014

E’stato approvato dalla giunta veneta,su proposta dell’assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, un provvedimento che, dando seguito a quanto stabilito dal Consiglio Regionale, crea un fondo di garanzia per interventi di bonifica e ripristino ambientale e ridefinisce il contributo ambientale a favore delle amministrazioni comunali disagiate per la presenza di impianti di gestione dei rifiuti. “Nei giorni scorsi, compiuti ulteriori approfondimenti e svolte le opportune considerazioni in sede consiliare – sottolinea Conte - la giunta ha ritenuto di rivedere le tipologie impiantistiche assoggettate e le aliquote del contributo ambientale, definendo i nuovi importi. In particolare con questo provvedimento sono state escluse dall’assoggettamento del contributo gran parte delle attività di recupero che rappresentano da sempre in Veneto un’eccellenza nell’ambito della gestione dei rifiuti, come peraltro riconosciuto anche a livello nazionale”. Si è inteso mettere a punto un sistema che ha come scopo anzitutto quello di costituire risorse finanziarie regionali da mettere a disposizione delle amministrazioni pubbliche interessate dalla necessità di effettuare sul territorio interventi di bonifica e risanamento ambientale. Il provvedimento ha tuttavia carattere interlocutorio trattandosi di una prima individuazione sia delle tipologie che dell’entità del rispettivo contributo dovuto che dà attuazione alla normativa regionale di settore. In quanto sperimentale – sottolinea l’assessore- il provvedimento potrà essere ulteriormente perfezionato. La Regione da parte sua utilizzerà le somme per far fronte ai costi derivanti dalla gestione post mortem di discariche non più attive e per finanziare interventi di bonifica e ripristino ambientale posti a carico delle amministrazioni pubbliche. La norma prevede infatti che la giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, provveda a individuare le tipologie di impianti per la gestione dei quali è dovuto il contributo; a determinare l’entità del contributo a favore dei Comuni e della Regione in funzione della quantità e della qualità dei rifiuti movimentati; a determinare i criteri per la suddivisione del contributo fra i Comuni confinanti effettivamente interessati al disagio provocato dalla presenza degli impianti.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

La Regione e il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente continueranno la collaborazione per migliorare l’efficacia e l’efficienza complessiva dei controlli e delle attività di vigilanza in materia di tutela ambientale, con particolare riferimento al trasporto transfrontaliero dei rifiuti. Il relativo protocollo d’intesa è stato siglato a Palazzo Balbi a Venezia dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal Comandante del Gruppo Tutela per l’Ambiente di Treviso, Magg. Fabio De Rosa. Nel caso di movimentazione di rifiuti, le regole comunitarie prevedono che le spedizioni siano soggette a notifica preliminare. La normativa a livello nazionale stabilisce che le autorità competenti, tenute ad effettuare i controlli, siano le Regioni e le Province autonome e che il personale del Comando Carabinieri Tutela Ambiente è autorizzato ad effettuare ispezioni e verifiche. La Regione del Veneto, da parte sua, si serve dell’ARPAV per la raccolta dei dati sulla gestione dei rifiuti nel suo complesso, comprendendo anche il trasporto transfrontaliero. Per attuare in modo coordinato e organico i controlli, è stata ora rinnovata questa intesa con cui la Regione si impegna, tra l’altro, a concorrere alle spese finalizzate all’attività dei nuclei operativi dei Carabinieri in materia ambientale; a far accedere il personale ai seminari relativi alle norme e ai corsi di aggiornamento; a fornire supporto logistico e a consentire la consultazione delle banche dati in materia di rifiuti. Il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente si impegna a collaborare anche in funzione della definizione di procedure comuni e condivise in tema di accertamento delle violazioni e ad ottimizzare il sistema di controllo per contrastare i crimini ambientali nell’ambito del territorio regionale. Il miglioramento della gestione e del controllo delle attività connesse alla tutela dell’ambiente è finalizzato inoltre alla prevenzione di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. “L’obiettivo comune – ha sottolineato l’assessore Conte – è quello di garantire la massima trasparenza in queste operazioni. E proprio per una maggiore incisività dell’azione a tutela dell’ambiente, le professionalità del personale dell’istituzione regionale e dei Carabinieri operano sul campo in stretta sinergia”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 27 del 22 marzo è stato pubblicato l’avviso a firma del presidente della giunta regionale con cui si rende noto che il 5 marzo scorso è stato adottato il “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi”, disponendo il deposito di tutti gli elaborati in forma integrale, presso le sedi degli U. R. P. (Uffici per le Relazioni con il Pubblico) della Regione con sede in ciascun capoluogo di provincia e presso la sede del Genio civile di Padova per l’avvio della procedura di consultazione prevista per legge. Il termine per la presentazione delle osservazioni da parte di chiunque ne abbia interesse è fissato in 60 .giorni. Con le medesime finalità tutta la documentazione di Piano è consultabile anche sul sito web regionale (http://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/rifiuti). “Il nuovo piano di gestione dei rifiuti – commenta l’assessore regionale alle poliche ambientali Maurizio Conte - aggiorna quello attualmente in vigore, risalente al 2004. Considerata l’evoluzione della gestione dei rifiuti nel Veneto, si è deciso di uniformare, all'interno di un unico elaborato, tutta la pianificazione in materia di gestione di rifiuti sia urbani che speciali. La nuova pianificazione, si conforma alla “gerarchia di priorità per la gestione dei rifiuti” contenuta nella Direttiva Europea, partendo dalla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, sia mediante azioni di prevenzione, sia mediante il riutilizzo e il recupero di materia, privilegiando inoltre altre forme di recupero, anche energetico, rispetto allo smaltimento finale in discarica. Per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani l’obiettivo a cui puntiamo è raggiungere con le azioni previste una quota del 65% entro il 2015 e del 70% entro il 2020. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2011 è stata di oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, con una produzione annuale pro capite di 465 kg per abitante. La raccolta differenziata (pari a un milione 394 mila tonnellate) ha raggiunto una media del 60,5% del totale. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, i dati 2010 registrano una produzione di circa 15 milioni di tonnellate. Decorsi i 60 giorni di tempo per la presentazione delle osservazioni e conclusa la fase consultiva, tutta la documentazione verrà trasmessa al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Nella gestione dei rifiuti il Veneto è all’avanguardia nel panorama nazionale. La raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha raggiunto infatti nel 2011 una media del 60,5% del totale; in tutte le province è stato superato o comunque raggiunto l’obiettivo del 50% previsto dalla pianificazione regionale e dalla normativa nazionale per il 2009. Ora la Giunta regionale su proposta dell’Assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte ha adottato, aprendo la fase della consultazione pubblica, il nuovo piano di gestione dei rifiuti che va ad aggiornare lo strumento attualmente in vigore, risalente al 2004, e si prefigge obiettivi ancora più ambiziosi. La prima novità è costituita dal fatto che, considerata l’evoluzione della gestione dei rifiuti nel Veneto, si è deciso di uniformare, all'interno di un unico elaborato, tutta la pianificazione in materia di gestione di rifiuti sia urbani che speciali. Per la raccolta differenziata, l’obiettivo posto è raggiungere con le azioni previste una quota del 65% entro il 2015 e del 70% entro il 2020. “In generale – commenta il presidente Luca Zaia - le politiche ambientali della Regione stanno puntando con convinzione su un modello di sviluppo che, oltre che alla tutela delle risorse naturali, sia sempre più sostenibile. Ciò significa anche incentivare al massimo il recupero dei materiali raccolti”. La riscrittura del piano – sottolinea l’assessore Conte - è stata avviata, limitatamente agli aspetti riguardanti la gestione dei rifiuti speciali, nel 2007, e nella sua completa rivisitazione, nell’ottobre del 2011. L’attività di pianificazione, svolta in conformità a quanto previsto dalla normativa di settore, ha portato alla stesura di un nuovo documento che include nel suo interno, oltre alla gestione dei rifiuti urbani e speciali, i criteri per la definizione delle aree non idonee, le linee guida per la gestione di particolari categorie di rifiuti, il Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, il Programma per la riduzione della produzione dei rifiuti e il Piano per la bonifica delle aree inquinate. Questa nuova pianificazione, si conforma alla “gerarchia di priorità per la gestione dei rifiuti” contenuta nella Direttiva Europea, partendo dalla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, sia mediante azioni di prevenzione, sia mediante il riutilizzo e il recupero di materia, privilegiando inoltre altre forme di recupero, anche energetico, rispetto allo smaltimento finale in discarica. Azioni strategiche contenute nel Piano sono: garantire lo sviluppo della competitività nel settore del recupero di rifiuti, allo scopo di assicurare le materie prime seconde necessarie al consolidamento dell’industria regionale del riciclo e puntare alla riduzione della pressione sul suolo e, in particolar modo, del consumo di terreno agricolo. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, il 68% dei comuni del Veneto ha già conseguito l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2011 è stata di oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, con una diminuzione dell’4,3% rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. La produzione annuale pro capite è stata di 465 kg per abitante, tra le più basse a livello nazionale, nonostante il PIL e le presenze turistiche siano elevati. E’ stata raccolta in modo differenziato una quantità di rifiuti pari a un milione 394 mila tonnellate, in calo dello 0,7% rispetto al 2010. La quantità del rifiuto residuo di conseguenza si è ridotta ulteriormente per un quantitativo pari a 911 mila tonnellate (-9,3%). La provincia di Treviso con il 74% si conferma al primo posto nella classifica regionale della raccolta differenziata. Nel piano viene analiticamente esaminata anche la situazione relativa al recupero e ai diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento negli impianti esistenti o lo smaltimento nelle discariche attive nel Veneto. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, i dati (riferiti al 2010) mostrano una produzione di circa 15 milioni di tonnellate, di cui un milione di rifiuti pericolosi, 7,9 milioni di non pericolosi e 6,1 milioni di rifiuti non pericolosi derivanti da costruzione e demolizione. Questi ultimi sono in forte diminuzione a causa delle difficoltà del settore delle costruzioni. Del totale dei rifiuti speciali, 11,5 milioni di tonnellate sono state avviate ad impianti di recupero e il resto ad impianti di smaltimento. Anche per gli speciali, negli ultimi anni si registra un significativo incremento del recupero di materia e, parallelamente, un decremento dello smaltimento in discarica. L’obiettivo futuro – conclude l’assessore Conte - è continuare quanto intrapreso sotto l’aspetto programmatorio, puntando ad aumentare ancora il recupero dei materiali per arrivare a zero conferimenti in discarica e la progressiva chiusura delle discariche esistenti. L’altro versante sarà quello del recupero ai fini energetici che avrà ricadute anche per quanto riguarda i “business plan” degli impianti, al fine di garantire da un lato gli investimenti e dall’altro di tenere basse le tariffe. Dalla data di pubblicazione sul BUR dell’avviso di adozione dei documenti di Piano decorreranno 60 giorni di tempo per la presentazione delle osservazioni. Tutti gli elaborati in forma integrale saranno consultabili presso le sedi degli uffici regionali per l’informazione (URI) con sede presso ciascun capoluogo di provincia e presso la sede del Genio Civile di Padova. Il medesimo materiale sarà pubblicato anche sul sito web della Regione. Infine conclusa la fase consultiva tutta la documentazione verrà trasmessa al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alle Politiche Ambientali

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

“Non so quali siano le fonti a cui vengono attinti i dati, certo è che il quadro sulla gestione dei rifiuti delineato per il Veneto dal rapporto annuale sull’ecosistema urbano di Legambiente non è esatto. La fonte accreditata è l’Osservatorio Regionale Rifiuti, istituito presso l’ARPAV, dai cui dati ufficiali risulta che il Veneto conferma la posizione di avanguardia nel panorama nazionale”. E’ l’assessore regionale alle politiche ambientali del Veneto Maurizio Conte a contestare quanto emerge da rapporto di Legambiente, la cui lettura non collima con il quadro fornito dall’ARPAV. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2011 è stata di oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, con una diminuzione dell’4,3% rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. Ma la raccolta differenziata ha raggiunto il 60,5% del totale con un aumento del 2,2% rispetto al 2010. La provincia di Treviso con il 74% si conferma al primo posto nella classifica regionale della raccolta differenziata, seguita da Belluno (66%), Rovigo (64%), Vicenza (62%), Padova e Verona (60%) e Venezia (50%). Per tutte, quindi, superato o raggiunto l’obiettivo del 50% previsto dal Piano regionale e dalla normativa nazionale per il 2009. “Sono dati positivi – commenta Conte – che sono l’effetto di un sistema che si è creato sul territorio e che funziona”. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, il 68% dei comuni del Veneto ha già conseguito l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. Rovigo con il 60,32% guida la graduatoria dei comuni con più di 50.000 abitanti. Il rapporto evidenzia anche che si è consolidato un trend che registra un significativo incremento del recupero di materia e, parallelamente, un decremento dello smaltimento in discarica. “Anche per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria, i dati in possesso della Regione – conclude Conte – dicono che c’è stato un calo complessivo della concentrazione degli inquinanti durato un quinquennio. Negli ultimi due anni la situazione si è pressoché stabilizzata. Ciò non significa che l’inquinamento non sia un problema, ma che le misure per la riduzione delle emissioni adottate a livello regionale e locale nella mobilità e nell’industria hanno sortito qualche risultato, che speriamo di incrementare con il nuovo Piano per la qualità dell’Aria a cui la Regione sta lavorando”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Il quadro della situazione sulla gestione dei rifiuti conferma la posizione di avanguardia del Veneto nel panorama nazionale. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2011 è stata di oltre 2 milioni 305 mila tonnellate, con una diminuzione dell’4,3% rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. La produzione annuale pro capite è stata di 465 kg. per abitante. La raccolta differenziata ha raggiunto il 60,5% del totale, per una quantità pari a un milione 394 mila tonnellate, con un calo dello 0,7% rispetto al 2009. La quantità del rifiuto residuo a è stata pari a 911 mila tonnellate (-9,3%). La provincia di Treviso con il 74% si conferma al primo posto nella classifica regionale della raccolta differenziata, seguita da Belluno (66%), Rovigo (64%), Vicenza (62%), Padova e Verona (60%) e Venezia (50%). Per tutte, quindi, superato o raggiunto l’obiettivo del 50% previsto dal Piano regionale e dalla normativa nazionale per il 2009. Il rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti (urbani e speciali) nel Veneto, realizzato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, è stato presentato oggi a Palazzo Balbi dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal direttore generale dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto Carlo Emanuele Pepe. “Sono dati positivi – ha sottolineato Conte – che sono l’effetto di un sistema che si è creato sul territorio e che funziona”. Pepe da parte sua ha posto l’accento sul contributo fondamentale dei cittadini al corretto recupero dei rifiuti Per quanto riguarda i rifiuti urbani, il 68% dei comuni del Veneto ha già conseguito l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. Maser (Treviso) ha raggiunto la percentuale più alta (83,65%) tra i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti; Salgareda (Treviso) è in testa (con l’83,68%) nella graduatoria dei comuni con popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti; Preganziol (Treviso) ha la percentuale più elevata (82,79%) tra i comuni con popolazione compresa tra i 15.000 e i 50.000 abitanti; Rovigo con il 60,32% guida la graduatoria dei comuni con più di 50.000 abitanti. Il rapporto fa inoltre il punto sul recupero di quanto raccolto e i diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento nei tre impianti attualmente esistenti o lo smaltimento nelle dieci discariche ancora attive nel Veneto. Dall’analisi sul 2011 risulta infine che il costo medio annuale pro capite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nel Veneto si attesta a 128,69 euro per abitante. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, i dati (riferiti al 2010) mostrano una produzione di circa 15 milioni di tonnellate, di cui un milione di rifiuti pericolosi, 7,9 milioni di non pericolosi e 6,1 milioni di rifiuti non pericolosi derivanti da costruzione e demolizione. Questi ultimi sono in forte diminuzione a causa delle difficoltà del settore delle costruzioni. Del totale dei rifiuti speciali, 11,5 milioni di tonnellate sono state avviate ad impianti di recupero e il resto ad impianti di smaltimento. Anche per gli speciali, negli ultimi anni si registra un significativo incremento del recupero di materia e, parallelamente, un decremento dello smaltimento in discarica. L’assessore Conte ha detto che per il futuro si proseguirà sulla strada intrapresa, puntando ad aumentare ancora il recupero dei materiali con l’obiettivo di arrivare a zero conferimenti in discarica. L’altro versante sarà quello del recupero ai fini energetici che avrà ricadute anche per quanto riguarda i “business plan” degli impianti, al fine di garantire da un lato gli investimenti e dall’altro di tenere basse le tariffe. Conte ha evidenziato, tra l’altro, che l’ecotassa nel Veneto è stata investita sul territorio per realizzare ecocentri, che stanno funzionando bene. Infine, l’assessore ha detto che in questo quadro si innesterà anche la riorganizzazione delle autorità di gestione dei rifiuti, come è già stato fatto per i servizi idrici, che sarà impostata in ambiti provinciali ma con la necessaria flessibilità per adattarsi alle realtà costituite sul territorio.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

La commissione ambiente del Consiglio, presieduta da Nicola Finco, ha licenziato il progetto di legge con le nuove disposizioni per l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Il testo è la sintesi di due proposte, di cui una di iniziativa della giunta regionale. “Questo progetto di legge – commenta l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte – dà anzitutto riscontro ad una previsione normativa contenuta nella legge finanziaria nazionale 2010, che dispone, tra l'altro, la soppressione delle Autorità d'ambito costituite e funzionanti in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani. Per superare la frammentazione delle gestioni esistenti e per favorire l'ottimale organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, si è da subito stabilito che l'ambito territoriale ottimale è rappresentato dal territorio regionale. Il comitato di bacino regionale assumerà un ruolo di indirizzo, controllo e coordinamento nella nuova configurazione che l'intero comparto della gestione integrata dei rifiuti urbani andrà a assumere a seguito dell'entrata in vigore della proposta di legge”. “La proposta di legge licenziata dalla commissione consiliare – aggiunge Conte - prevede il riconoscimento di bacini territoriali per l'esercizio in forma associata del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani in modo da agevolare il raggiungimento dell'unificazione del servizio stesso su tutto il territorio regionale. In particolare, la Regione si riserva la facoltà di individuare bacini territoriali di diversa dimensione rispetto a quella provinciale - infraprovinciale o interprovinciale - in ossequio al criterio di differenziazione territoriale e socioeconomica; in questo modo gli enti locali che verranno ricompresi nei bacini territoriali costituendi potranno svolgere, in forma associata, le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Gli organizzatori di feste e sagre potranno ricevere contributi dalla Regione, finalizzati ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti e favorire la raccolta differenziata. La giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, ha infatti approvato un avviso pubblico che consentirà la presentazione delle domande entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul BUR. Il contributo sarà quantificato entro il limite massimo di 500 euro da concedersi a ciascun promotore di eventi (feste, sagre) e, comunque, fino ad un massimo del 50% delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’acquisto di posateria e stoviglie riutilizzabili o, nell’impossibilità di provvedere diversamente, di stoviglie biodegradabili. La raccolta differenziata dovrà essere effettuata nel rispetto delle categorie merceologiche individuate dalla normativa. “La corretta gestione integrata dei rifiuti – sottolinea Conte - si attiene a specifici criteri che prevedono la prevenzione e la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e, in secondo luogo, il recupero mediante il riciclo, il reimpiego e il riutilizzo dei materiali. Questi obiettivi richiedono la promozione ed il sostegno di ogni attività ed iniziativa che consegua la minimizzazione dei rifiuti ed aumenti gli attuali livelli di raccolta differenziata, già ottimi nel Veneto. Nel nostro territorio le sagre e le feste insieme alle mense hanno ampia diffusione e costituiscono un’importante luogo di aggregazione che consente di poter raggiungere una platea numericamente significativa da sensibilizzare su questi temi. Inoltre, gli eventi sul territorio coinvolgono numerosi addetti all’organizzazione”. In base alle norme sulla gestione dei rifiuti, sono stati quindi definiti i criteri e le linee guida per la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti da attività di ristorazione presso mense, feste e sagre, sottoponendoli al parere della competente commissione consiliare. In sede di prima applicazione e in ragione delle risorse finanziarie disponibili, (50 mila euro) è stata ravvisata l’opportunità di limitare gli incentivi al sostegno delle feste paesane, prevedendo, comunque, in futuro l’estensione dell’azione anche a favore delle mense.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

I rifiuti prodotti dai cantieri edili sono mediamente costituiti per l’80% del totale da laterizio e calcestruzzo (armato e non); il restante 20% è invece suddiviso tra gli imballaggi (metallo, carta) e il materiale proveniente dagli scavi (terra e rocce, asfalti). Fornire un insieme di indicazioni operative per una migliore gestione delle problematiche legate alla produzione e alla gestione dei rifiuti nel settore delle costruzioni e demolizione sia nel luogo di produzione, sia negli impianti in cui questi vengono trasformati in nuovi prodotti, è quanto si propone un provvedimento appena approvato dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte. “I rifiuti speciali, pericolosi o meno, annualmente prodotti in Veneto in corrispondenza di cantieri dove sono effettuate attività di costruzione e demolizione – fa rilevare lo stesso Conte - rappresentano un'elevata percentuale dei quantitativi di rifiuti complessivamente prodotti. Una loro corretta gestione fin dalla fase di produzione costituisce quindi elemento chiave per consentire il rispetto della gerarchia indicata a livello europeo in tema di rifiuti, garantendo la riduzione della produzione dei rifiuti e l'ottimizzazione del recupero di materiali”. Data la valenza ambientale dell'argomento e la sua specificità, la Regione ha proceduto a costituire un tavolo di lavoro cui hanno partecipato rappresentanti delle Province, dell’ARPAV e di Confindustria con l'obiettivo di approfondire gli aspetti di tipo gestionale e di individuare, in quanto compatibili con la disciplina di settore, le possibili semplificazioni procedurali. “Dal lavoro di questo tavolo – conclude Conte - è scaturito questo documento di indirizzo che affronta in modo unitario - per la prima volta in ambito regionale - i vari aspetti connessi con la produzione e la gestione di tali rifiuti, sia negli stessi cantieri in cui vengono prodotti, sia negli impianti (fissi e mobili, operanti con autorizzazione ordinaria o in regime semplificato) in cui vengono trasformati in nuovi prodotti. Particolare risalto è stato dato all’l'incentivazione della cosiddetta "demolizione selettiva" come soluzione più efficace per ridurre i quantitativi dei rifiuti prodotti e per favorire la separazione e l’avvio a un recupero più efficiente delle frazioni separate”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 2

Appuntamenti nel territorio

Elezioni Regionali del VENETO. domenica 31 maggio dalle 7.00 alle 23.00 Vota LISTA TOSI per il VENETO e scrivi CONTE


SEGUIMI SU FACEBOOK

SOSTEGNO AL REDDITO

FORME DI SOSTENGO AL REDDITO
FINANZIATE DALLA REGIONE VENETO

Un'iniziativa della Regione del Veneto destinata ai giovani tra i 15 e i 29 anni.

progetto giovani regione veneto

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Lavori di pubblica utilità per soggetti ultratrentacinquenni, disoccupati e che non fruiscono di ammortizzatori sociali o di trattamento pensionistico.

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Iscrizione Newsletter

Inserisci l'indirizzo email al quale desideri ricevere la newsletter:

Visualizza le precedenti uscite

Galleria Fotografica

Video

Cerca nel sito