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Il modello di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, che vede il Veneto ai primi posti in Italia, e l'illustrazione delle più moderne tecnologie attualmente adottate nel territorio regionale nelle fasi di selezione e trattamento dei rifiuti sono stati proposti in occasione della recente manifestazione fieristica FIMAI svoltasi a San Paolo in Brasile. “In occasione di un'azione di ricognizione effettuata nella città di San Paolo lo scorso aprile – fa rilevare l’assessore veneto alle politiche ambientali Maurizio Conte - sono emerse interessanti opportunità di business per le aziende del settore "ambiente", in particolare nella gestione dei rifiuti e nella produzione delle energie rinnovabili. Valutata la domanda crescente di prodotti e know-how nel settore, e ritenuto che l'offerta presentata dalle aziende venete potesse avere buone possibilità sul mercato brasiliano, è stata organizzata una partecipazione collettiva del Veneto a questa manifestazione fieristica FIMAI incentrata sulla green economy”. In Veneto – ricorda Conte - nel 2012 la raccolta differenziata ha raggiunto mediamente il 62,5% del totale (+2,2% rispetto al 2011). Questa percentuale consente al Veneto di superare ormai da sei anni l’obiettivo del 50% previsto dal Piano regionale e da due anni quello del 60% indicato dalla normativa nazionale. In particolare, il ciclo veneto dei rifiuti è stato approfondito durante la manifestazione a San Paolo, con ottimo riscontro di interesse, in occasione di un seminario che ha visto come relatori degli esperti veneti del settore e la partecipazione di numerosi operatori economici ma soprattutto di amministratori dei comuni brasiliani di piccole dimensioni, interessati a verificare come riproporre sul proprio territorio l'esperienza veneta e avviare forme di collaborazione con le aziende venete.

Maurizio Conte
Assessore Regionale del Veneto alla Programamzione per la salvaguardia ambientale

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

La situazione della gestione dei rifiuti conferma che il Veneto si colloca ai primi posti tra le regioni italiane quanto a raccolta differenziata. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2012 è stata di oltre 2 milioni 213 mila tonnellate, con una diminuzione del 4% rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente agli effetti della crisi economica. La produzione annuale pro capite è stata di 447 kg.per abitante. La raccolta differenziata ha raggiunto il 62,5% del totale (+2,2%rispetto al 2011), per una quantità pari a un milione 383 mila tonnellate. Il raggiungimento di questa percentuale consente al Veneto di superare ormai da sei anni l’obiettivo del 50% previsto dal Piano regionale e da due anni quello del 60% dalla normativa nazionale. La quantità del rifiuto residuo è stata pari a 831 mila tonnellate (-8,8%). La provincia di Treviso con il 75% si conferma al primo posto nella classifica regionale della raccolta differenziata, segue Belluno con il 65% ma tutte le altre province, ad eccezione di Venezia (53%), hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 60% fissato per il 2011. Il rapporto sulla produzione e la gestione dei rifiuti (urbani e speciali) nel Veneto, realizzato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti, è stato trasmesso all’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte che commenta: “sono dati più che positivi, a conferma di un sistema sul territorio che funziona e di una sempre più diffusa sensibilità su questi tema da parte della popolazione che sta dando un contributo fondamentale al corretto recupero dei rifiuti”. Perquanto riguarda i rifiuti urbani, il 77% dei comuni del Veneto ha già conseguito l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. Zenson di Piave(Treviso) ha raggiunto la percentuale più alta (84,42%) tra i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti; Maser (Treviso) è in testa (con l’85,19%) nella graduatoria dei comuni con popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti; Preganziol(Treviso) ha la percentuale più elevata (84,50%) tra i comuni con popolazione compresa tra i 15.000 e i 50.000 abitanti; Rovigo con il 61,24% guida la graduatoria dei comuni con più di 50.000 abitanti. Il rapporto fa inoltre il punto sul recupero di quanto raccolto e i diversi tipi di trattamento, fino all’incenerimento nei tre impianti attualmente in attività (201 milatonnellate di rifiuto urbano avviate a Fusina, Schio e Padova) o lo smaltimento nelle 12 discariche attive nel Veneto (140 mila le tonnellate smaltite con una diminuzione complessiva del 25%). Dall’analisi sul 2012 risulta infine che il costo medio annuale procapite per il servizio di gestione dei rifiuti urbani nel Veneto si attesta attorno a 130 euro per abitante. Il rapporto attesta che nel Veneto si registra un “indice di recupero di materia” (IR) superiore al 58% ovvero si recupera oltre il 58% del rifiuto prodotto. L’assessore Conte sottolinea che per il futuro si proseguirà sulla strada intrapresa, puntando ad aumentare ancora il recupero dei materiali e dare la svolta significativa al ricorso alla discarica come ultima opzione possibile. Sono gli obiettivi fissati anche dal nuovo Piano regionale per i rifiuti urbani e speciali che ha iniziato l’iter per l’approvazione. Per la raccolta differenziata si prevede il raggiungimento come media regionale del 70% nel 2020. Ma va segnalato che nel 2012 sono già 290 i comuni veneti che hanno superato questo valore (pari al 55% dei comuni veneti) e 155 quelli vicini a tale soglia, avendo raggiunto o superato il 65%.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alla Programmazione per la salvaguardia Ambientale

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Il piano regionale dei rifiuti urbani, risalente al 2004, ha bisogno di essere aggiornato. Peraltro, considerata l’evoluzione della gestione dei rifiuti nel Veneto, si è deciso di uniformare, all'interno di un unico elaborato, tutta la pianificazione in materia di gestione di rifiuti sia urbani che speciali. La nuova impostazione è stata confermata dall’assessore regionale alle politiche ambientali in occasione delle recente presentazione del Piano Aria a Teolo (Padova), nella sede dell’ARPAV, durante la quale si è fatto anche il punto sull’attività svolta nel 2012 nel campo della tutela e della salvaguardia ambientale e sulle azioni in programma per il 2013. La Regione del Veneto – ha fatto rilevare l’assessore - è dotata, oltre che del Piano di Gestione dei rifiuti urbani del 2004, anche di una serie di altri strumenti (ad esempio, il Piano regionale di gestione degli imballaggi e il Programma regionale di riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili), che la collocano come una delle Regioni più all’avanguardia a livello nazionale sotto l’aspetto della programmazione nel settore dei rifiuti. Nell’ottobre del 2011 è stata avviata una procedura di riscrittura che, in conformità a quanto previsto dalla normativa di settore, ha portato alla stesura di un nuovo documento che include nel suo interno, oltre alla gestione dei rifiuti urbani e speciali, i criteri per la definizione delle aree non idonee, le linee guida per la gestione di particolari categorie di rifiuti, il Programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, il Programma per la riduzione della produzione dei rifiuti e il Piano per la bonifica delle aree inquinate. Questo nuova pianificazione, ormai prossima alle presentazione, avendo come obiettivo la tutela della salute e dell’ambiente, applicherà una gerarchia di priorità per la gestione dei rifiuti, a partire dalla riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti, sia mediante azioni di prevenzione, sia mediante il riutilizzo e il recupero di materia, privilegiando inoltre altre forme di recupero, anche energetico, rispetto allo smaltimento finale in discarica. Strategico, sia dal punto di vista economico che di tutela del territorio, sarà garantire lo sviluppo della competitività nel settore del recupero di rifiuti, allo scopo di assicurare le materie prime seconde necessarie al consolidamento dell’industria regionale del riciclo. Inoltre il Piano rifiuti punterà alla riduzione della pressione sul suolo e, in particolar modo, del consumo di terreno agricolo.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto alle Politiche Ambientali

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Una valutazione congiunta degli adempimenti previsti dalla legge regionale (n. 52/2012) per l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani è stata effettuata nel corso di un incontro a Palazzo Balbi dell’assessore regionale alle politiche ambientali e gli attuali commissari degli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), che sono gli ex presidenti degli enti di gestione costituiti fino al 31 dicembre 2012. Si è discusso in particolare dell’ipotesi di riorganizzazione territoriale, perché la legge n. 52 ai fini dell’organizzazione, coordinamento e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, stabilisce che l’ambito ottimale sia unico e corrispondente al livello regionale, ma l’organizzazione specifica del servizio va fatta a livello di bacini. Ed è in funzione della costituzione dei bacini, delle relative assemblee e dei consigli di bacino che si è sviluppata l’analisi che ha tenuto conto anche del fatto che la normativa nazionale precedente a quella regionale disponeva che le richieste di riorganizzazione fossero presentate a cura dei comuni entro il 31 dicembre 2012. La legge regionale ha fatto salva questa disposizione e l’assessore regionale, facendo presente che entro 60 giorni deve essere decisa la suddivisione territoriale, ha fatto rilevare anche che non sono pervenute nuove proposte da recepire rispetto a quelle del maggio 2012. La giunta regionale – ha detto l’assessore – dovrà adottare nelle prossime settimane un provvedimento che definirà i nuovi bacini. Fatto questo, i comuni dovranno adeguarsi aderendo alle convenzioni che saranno proposte e costituendo l’assemblea e il consiglio di bacino. Il consiglio sarà costituito dal presidente nominato e da due membri dell’assemblea dei sindaci. Sono da nominare anche i revisori dei conti e i direttori di ciascun bacino. Una volta completata questa procedura, la fase del commissariamento dei vecchi enti di gestione si concluderà.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

Mettere un punto fermo ad una normativa in continua evoluzione che sta pesando sull’intero sistema. Un sistema che oggi più che mai ha invece bisogno di certezze, per pianificare necessità che sono anche imprenditoriali e che servono per garantire sia il pubblico che il privato e quindi l’erogazione di un servizio di qualità legato agli investimenti, proponendosi inoltre come volano per l’economia. E’ quanto ha sostenuto l’assessore regionale all’ambiente chiudendo il convegno sul tema “Acqua e rifiuti: liberalizzazione e nuova regolamentazione” che si è svolto a Legnaro (Padova), nell’aula magna del Campus di Agripolis, per iniziativa della Regione in collaborazione con l’Associazione Tecnamb e con il patrocinio dell’Università di Padova. L’assessore veneto ha posto l’accento anche sulla necessità di dare supporto come Regione per quanto riguarda la “bancabilità” degli interventi da parte dei gestori dei servizi e degli ambiti ottimali. Prevedere quindi un’azione insieme a Veneto Sviluppo per la creazione di un sistema di garanzie che possa permettere di mettere in atto i piani di investimento. Il convegno è servito per fare il punto della situazione dopo le consultazioni referendarie in materia di servizio idrico e la nuova normativa sulle liberalizzazioni. Le Regioni sono chiamate infatti a rivedere l’organizzazione sia del ciclo integrato dell’acqua (fornitura, raccolta e successivo trattamento), sia del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’assetto di questi servizi dovrà prevedere la partecipazione di soggetti privati, con l’adozione di misure di prevenzione per evitare speculazioni tariffarie. Il convegno è stato un’occasione di confronto tra amministratori, tecnici ed enti veneti gestori dei servizi e tra realtà territoriali diverse.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambinete

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Un protocollo d’intesa è stato firmato oggi a Palazzo Balbi, a Venezia, tra la Regione e il Comando dei Carabinieri (Gruppo Tutela Ambientale di Treviso) per migliorare l’efficacia e l’efficienza complessiva dei controlli e delle attività di vigilanza in materia di tutela ambientale, con particolare riferimento al trasporto transfrontaliero dei rifiuti. L’intesa è stata siglata dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e dal comandante del Gruppo T.A. di Treviso, ten. col. Sergio Dal Monte. Nel caso di movimentazione di rifiuti, il Regolamento Comunitario n. 1013/2006 dispone che le spedizioni siano soggette a notifica preliminare. La normativa a livello nazionale stabilisce che le autorità competenti, tenute ad effettuare i controlli, siano le Regioni e le Province autonome. Lo stesso decreto stabilisce che il personale del Comando Carabinieri Tutela Ambiente è autorizzato ad effettuare ispezioni e verifiche. La Regione del Veneto, da parte sua, si serve dell’ARPAV per la raccolta dei dati sulla gestione dei rifiuti nel suo complesso, comprendendo anche il trasporto transfrontaliero. Per attuare in modo coordinato e organico i controlli, si è ora proceduto alla firma di questo protocollo triennale con cui la Regione si impegna tra l’altro a concorrere alle spese finalizzate all’attività dei nuclei operativi dei Carabinieri in materia ambientale; a far accedere il personale ai seminari relativi alle norme e ai corsi di aggiornamento; a fornire supporto logistico e a consentire la consultazione delle banche dati in materia di rifiuti. Il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente si impegna a collaborare anche in funzione della definizione di procedure comuni e condivise in tema di accertamento delle violazioni e ad ottimizzare il sistema di controllo, al fine di contrastare i crimini ambientali nell’ambito del territorio regionale. Il miglioramento della gestione e del controllo delle attività connesse alla tutela dell’ambiente è finalizzato inoltre alla prevenzione di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. “L’obiettivo – ha sottolineato Conte – è di garantire la massima trasparenza in queste procedure, valorizzando per questo le professionalità del nostro personale e di quello dei Carabinieri”. Da parte sua il ten. col. Dal Monte ha detto che l’intesa conferma la più ampia disponibilità e l’impegno dell’Arma a fianco delle istituzioni per la tutela dell’ambiente.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Monitorare e migliorare in generale la raccolta differenziata e in particolare le attività di recupero dei rifiuti di imballaggio sull’intero territorio regionale. E’ questo il senso di un accordo firmato oggi a Palazzo Ferro Fini dall’assessore all’ambiente Maurizio Conte per la Regione del Veneto, dal direttore generale dell’ARPAV Carlo Emanuele Pepe e dal responsabile dell’Area Rapporti con il Territorio di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) Luca Piatto. L’Accordo, che conferma e rinnova la collaborazione già avviata con un precedente protocollo del 2006, definisce l’impegno dei soggetti firmatari in attività e iniziative per il monitoraggio delle modalità delle raccolte differenziate attivate e della qualità dei rifiuti di imballaggio così raccolti, in accordo con il principio condiviso che la raccolta differenziata è un mezzo funzionale al successivo avvio a riciclo dei materiali. Verrà costituito un Comitato Tecnico, formato da rappresentanti della Regione, dell’ARPAV, di CONAI e dei Consorzi di Filiera, all’interno del quale potranno essere individuati specifici gruppi di lavoro estesi ai diversi soggetti interessati. “Scopo dell’iniziativa – sottolinea l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte - è quello di incentivare la raccolta differenziata, creando le condizioni affinché tutti i rifiuti intercettati con la differenziazione da ciascun cittadino, vengano concretamente avviati alle filiere del riciclo come materiali per un loro effettivo recupero” Conte, Pepe e Piatto hanno sottolineato gli ottimi risultati raggiunti dal Veneto nella raccolta differenziata e l’impegno ad alzare ulteriormente l’asticella degli obiettivi, il che si traduce anche in una maggiore tutela dell’ambiente oltre che un’opportunità per le imprese. E proprio per gli aspetti economici, l’azione di controllo sull’intero ciclo dei rifiuti – ha detto ancora l’assessore Conte – serve anche a evitare che possano verificarsi “infiltrazioni” di altro genere in questo settore. Nel 2010 sono state raccolte nei comuni veneti 629.372 tonnellate di frazioni secche riciclabili, di cui circa la metà costituita da carta e cartone. L’indice di recupero, che indica la quantità di materia reimmessa in un ciclo produttivo industriale rispetto al totale dei rifiuti prodotti, nel Veneto è già ora superiore al 55%. Il CONAI è il consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi per il recupero e il riciclo dei materiali che comprendono anche plastica, vetro e imballaggi metallici.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

La gestione dei rifiuti in Veneto è svolta in conformità agli indirizzi della disciplina di settore per cui, i rifiuti urbani sono affidati ad una gestione pubblica (ossia ai Comuni che, non dotati di propri mezzi ed operatori, agiscono mediante Società miste pubblico/privato, Municipalizzate, Compartecipate, o altro, regolarmente convenzionate con il comune stesso) mentre i rifiuti speciali sono affidati - secondo logiche di mercato - alla gestione di ditte private specializzate regolarmente autorizzate. Per quanto attiene la proprietà degli impianti si rileva che la stessa è: nel caso di discariche prevalentemente dell’ente pubblico (Comune) nel caso di inceneritori, di società miste pubblico/privato dotate di un proprio capitale sociale che svolgono anche attività di gestione operativa dell’impianto. Non si conoscono casi in Veneto in cui i Comuni o altri Enti pubblici gestiscono direttamente gli impianti pubblici, che risultano altresì affidati alla gestione di Società che operano nel settore dotate, quasi nella totalità dei casi, di certificazione ambientali tipo Emas o iso. Infine per quanto concerne i costi, limitatamente allo smaltimento, questi sono, nel caso di impianti pubblici, approvati dal competente Organo pubblico (Regione o Provincia) che dopo una valutazione istruttoria di tipo amministrativo legittima la proposta tariffaria presentata dal gestore annualmente anche sulla base delle variazioni del costo della vita. Nel caso di impianti privati, ossia attività deputate a trattare i rifiuti speciali e i rifiuti urbani avviati a recupero (esempio compostaggio), la tariffa è determinata dal gestore in maniera autonoma secondo leggi di mercato. Sulla base dei dati ufficializzati dall’Osservatorio sui rifiuti di ARPAV, consultabili all’indirizzo http://www.arpa.veneto.it/rifiuti/docs/Rapporti/20082009/Valutazioni_economiche_analisi_sistema_tariffario_Ru.pdf
L’analisi dei costi sostenuti nel 2010 per il servizio di gestione dei rifiuti urbani in Veneto, porta a concludere che il costo medio pro capite è pari a 127,91 €/ab*anno (+ 2,6% rispetto al 2009). L’ultimo dato nazionale disponibile di 130,64 €/ab*anno, aggiornato al 2007, conferma la posizione del Veneto sotto la media nazionale.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

Nel 2010 il Veneto ha raggiunto il 58,3% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, per un totale di 1.404.000 tonnellate. La raccolta separata della frazione organica – composta da scarti di cucina, sfalci e ramaglie – rappresenta il 45%, pari a 631.011 tonnellate. Il pro-capite di organico raccolto si attesta attorno ai 128 kg annui per abitante, un valore di gran lunga superiore alla media nazionale (55,6 kg) e colloca il Veneto al primo posto in Italia. Sono dati contenuti nella relazione che l’Osservatorio Regionale per il Compostaggio istituito presso l’ARPAV ha trasmesso all’assessore veneto alle politiche ambientali Maurizio Conte. “E’ uno strumento importante – evidenzia lo stesso Conte – perché costituisce l’aggiornamento annuale sulla situazione del recupero della frazione organica e fornisce un quadro del contesto impiantistico regionale, della quantità di materiali ritirati e prodotti dagli impianti, della qualità e della destinazione del compost prodotto. La frazione organica risulta interamente trattata presso gli impianti presenti nel Veneto, alcuni dei quali integrano già il compostaggio con la digestione anaerobica. Il biogas prodotto trova impiego nella produzione di energia elettrica e termica”. Nella relazione viene precisato che il sistema impiantistico veneto è attualmente costituito da 21 impianti di medie e grandi dimensioni: 1 in provincia di Belluno, 4 Padova, 2 Rovigo, 2 Treviso, 3 Vicenza e 9 Verona. Sono presenti anche una cinquantina di piccoli impianti per il trattamento del verde. La potenzialità complessiva è superiore a un milione di tonnellate/anno e risponde pienamente al fabbisogno regionale di trattamento. Nel 2010 gli impianti veneti hanno ricevuto anche 250.158 tonnellate di rifiuti di provenienza extraregionale per un totale trattato di 885.454 tonnellate. Il 74% del totale è stato avviato a compostaggio e il 26% a digestione anaerobica. Le analisi eseguite hanno inoltre confermato l’elevata qualità del compost veneto prodotto nei tre impianti che hanno aderito alla certificazione regionale. “Per consolidare e migliorare questi risultati – conclude Conte – occorre continuare a investire sulla sensibilizzazione dei cittadini, valorizzare il compost e incentivare la diffusione degli impianti integrati di compostaggio e digestione anaerobica”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

“Saluto con grande soddisfazione gli esiti dell’indagine promossa da Legambiente che pone il Veneto sul gradino più alto del podio quale regione più virtuosa d’Italia nella raccolta e gestione dei rifiuti urbani”. L’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, commenta così le classifiche dei cosiddetti “Comuni Ricicloni”, considerati anche nella loro appartenenza a province, regioni e consorzi, annualmente stilate dall’Ecosportello Rifiuti di Legambiente, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare. “Se l’area del Nordest d’Italia è quella ad uscire ‘vincente’ da questa analisi – continua Conte –, il Veneto è la sua punta di diamante, con una percentuale del 65,6% di amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2% e dal Trentino Alto Adige col 28, 3%. Ma non basta: è il Comune bellunese di Ponte nelle Alpi, ad aggiudicarsi per la seconda volta il primo posto assoluto della classifica. E a rafforzare il nostro primato è anche l’esperienza di gestione consortile. Nelle prime 100 posizioni molte sono occupate da comuni che fanno parte di un consorzio. Tra questi 59 sono veneti e, per quanto riguarda i comuni con più di 10.000 abitanti, tra i primi 15, troviamo 14 comuni della provincia di Treviso, servita prevalentemente dal Consorzio Intercomunale Priula e dal Consorzio TV3”. “Voglio esprimere il mio ringraziamento agli amministratori pubblici e a tutti gli operatori del settore – conclude Conte – sulla cui professionalità e dedizione, ma direi anche sul senso di responsabilità, può contare il Veneto per ribadire la sua leadership in quest’ambito particolarmente delicato, la cui funzionalità ed efficienza dei servizi può essere quotidianamente testata dai cittadini. Le normative ci impongono anno dopo anno di incrementare la raccolta differenziata e la nostra regione è sicuramente tra quelle che affronta con più impegno e convinzione questa sfida, come è dimostrato anche dall’analisi dei dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani nel Veneto nell’anno 2010, che presenteremo alla stampa martedì prossimo”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011
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