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L’Assessore e Consigliere Regionale Maurizio Conte ha predisposto una mozione che depositerà quale primo firmatario (con il Gruppo Consiliare regionale Lega Nord) la prossima settimana. Tale documento dal titolo “Rendiamo vincolate il parere degli amministratori locali nei casi di trasferimento di esponenti mafiosi e di loro familiari in località diverse da quelle di residenza” verrà portato in aula per cercare di contrastate con ogni mezzo a nostra diposizione l’arrivo del figlio del boss Riina a Padova e più in generale di esponenti della malavita in Veneto. Di seguito viene riportato il testo della mozione: MOZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE REGIONALE LIGA VENETA – LEGA NORD PADANIA PREMESSO - che in vari quotidiani locali è comparsa la notizia che Giuseppe Salvatore Riina, figlio terzogenito del boss Totò Riina, dopo l’accoglimento dell’istanza presentata alla sezione “misure di prevenzione” del Tribunale di Palermo dal Riina stesso, ha manifestato l’intenzione di trasferirsi al Nord Italia, e precisamente a Padova, dopo aver scontato la condanna a più di otto anni con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso presso il supercarcere Lombardo di Voghera; - che sembra sia stata scelta Padova in quanto ha sede la Onlus intenzionata ad ospitarlo che si occupa di aiutare gli ex detenuti a reinserirsi nella società, si ricorda inoltre che Giuseppe Salvatore Riina era stato trasferito nel 2009 al carcere Due Palazzi per scontare parte della sua condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Palermo. CONSIDERATO - che non si tratta di un pentito ma di un condannato che ha semplicemente terminato di scontare la pena inflittagli e vuole trasferirsi lontano dalla Sicilia dove ha perpetrato le sue attività criminali; - che lo stesso Sindaco di Corleone, Comune di origine e residenza del Riina, Antonio Iannazzo, ha dichiarato ai media “Credo che la presenza a Corleone di Giuseppe Salvatore Riina sia pericolosa per la comunità, non abbiamo d’altronde registrato da parte sua alcuna dichiarazione di dissociarsi da Cosa Nostra o di essersi pentito delle azioni per le quali è stato condannato. Pertanto non è Corleone il luogo dove lui possa sperimentare un’ipotetica volontà di cambiamento” - che Antonio Ingoria, Procuratore aggiunto dell’Antimafia di Palermo definito anche l’allievo prediletto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ha dichiarato che “Al nord l’infiltrazione mafiosa è forte e perciò la presenza del figlio “del capo dei capi” a Padova potrebbe determinare un polo di riferimento, destinato a rompere l’equilibrio e gli assetti di controllo del territorio” - che il Presidente dell’Associazione “Famiglie Padovane contro la droga e l’emarginazione” Assuntina Ciccarelli, nel 1994, quand’era già responsabile della citata Associazione, subì un arresto per possesso di stupefacenti subendo una condanna a 3 anni e 8 mesi di carcere - che storicamente la "mala del brenta" nacque con l'arrivo, sul finire degli anni '70 e inizio anni '80, di alcuni esponenti della mafia siciliana costretti al soggiorno obbligato nelle province di Padova e Venezia che creò le condizioni per la nascita di un gruppo paramafioso che facesse da ponte tra Nord e Sud. RILEVATO - che a tale notizia, sia in tutto il Veneto che nella provincia di Padova, si sono immediatamente levate forti e condivisibili proteste sia dai semplici Cittadini che dai Rappresentanti politici a vari livelli e pertanto tale ipotesi sta creando un vero e proprio disagio e allarme sociale; - che Padova, come tutto il territorio Regionale, non risponde a quei requisiti necessari per accogliere tali pregiudicati che dovrebbero invece transitare in Città più grandi come per esempio Napoli o Roma in modo tale da garantirne l'anonimato; - che in questo periodo di particolare crisi economica bisognerebbe porre più attenzione a dare un futuro ai nostri giovani prima di preoccuparsi di dare l’esenzione dalle tasse universitarie, un impiego protetto e privilegiato a un condannato per mafia, pur comprendendo che ci deve essere un percorso adeguato per chi si è pentito dopo aver sbagliato ed ha intenzione di rifarsi una vita nella legalità. IL CONSIGLIO REGIONALE invita il Presidente Luca Zaia ad attivarsi presso gli organismi competenti affinché venga scongiurata l'ipotesi di accoglienza, in tutta la Regione del Veneto, dei soggetti condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso anche promuovendo un’apposita Legge Regionale, o, ad impegnare il Governo Nazionale nel rendere vincolate il parere degli amministratori locali nei casi di trasferimento di esponenti mafiosi e di loro familiari in località diverse da quelle di residenza.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

In un contesto così sensibile ad ogni forma di eventuale inquinamento il tribunale palermitano, il Comune di Padova e tutti gli enti coinvolti nell’eventuale arrivo di Riina jr a Padova hanno dato un ok preventivo all’accoglimento del figlio del boss in una associazione che tra la finalità possiede anche quella della lotta droga. Peccato però che i giornali di qualche anno fa (giugno 94) ci portano all’evidenza una pericolosissima realtà la Responsabile dell’Associazione,Tina (Assunta Ciccarelli) annovera nel sua casella giudiziaria un arresto per detenzione di sostanze stupefacenti, 1 kg di “fumo” e svariati grammi di eroina. Tutto ciò finché era già alla guida della medesima associazione. Per di più risulta dalle indagini delle forze dell’ordine che la piazza di spaccio era proprio Padova. Nessuno qui mette in dubbio il concetto di redenzione, sia ben chiaro, ma se le istituzioni e prima ancora i padovani (e più in generale i Veneti) credevano che lo Stato avesse garantito la “blindatura” contro le infiltrazioni necessaria ad una calibro della malavita come Riina, con queste premesse la Lega Nord sente che affrontare una battaglia molto accesa contro questo caso ed il “confino al nord” in senso più ampio non solo un diritto, ma un dovere morale anche della cittadinanza non attiva politicamente.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Riina Jr torna alla carica e per voce del suo avvocato ha già presentato un ricorso contro il regime preventivo che lo vincola nella residenza al suo paese d’origine, Corleone. In buona sostanza il figlio di uno dei più spietati boss della malavita chiede ancora una volta di creare la propria vita, ed ovviamente la carriera professionale e di studi nella nostra Città. Ribadisco ancora una volta la piena contrarietà della Lega Nord a questa richiesta. I “confini dei mafiosi” anche a pena scontata, sono pericolosi per il nostro tessuto sociale ed economico,c’è poco da fare, alla redenzione è difficile credere tant’è che pensare alla mancanza di “inquinamento” nei contatti e nello stile di vita di questo personaggio mi riesce difficile. Gli otto anni scontati per una condanna per “associazione mafiosa” non sono una totale garanzia, una giusta attività sarebbe quella di far lavorare Riina in una delle strutture confiscate proprio alla mafia, in Sicilia, magari a Corleone, in modo tale che ogni giorno faccia ricordare il dolore e quanto di più negativo sia stata ed è tutt’ora questa forma di cancro della società. Se il giovane Riina non ne può più di stare a Corleone, se ne faccia una ragione, il nord è ormai stanco di doversi fare carico dei problemi del sud, quello suo compreso.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

A Padova, Giuseppe Salvatore Riina detto “Salvuccio”non lo vogliamo. I blog siciliani riportano già la posizione a loro dire ipocrita e strumentale degli esponenti della Lega Nord che non vogliono questa scomodissima presenza sul proprio territorio. E la lega Nord ha ancora una volta ragione con questo tipo di pretesa. Qui torniamo al tempo dei “confini dei mafiosi” anche se il figlio di uno dei più temibili boss della malavita ha scontato la propria pena, c’è poco da fare, alla redenzione è difficile credere tant’è che pensare alla mancanza di “inquinamento” nei contatti e nello stile di vita di questo personaggio mi riesce difficile. Gli otto anni scontati per una condanna per “associazione mafiosa” non sono una totale garanzia, una giusta attività sarebbe quella di far lavorare Riina in una delle strutture confiscate proprio alla mafia, in Sicilia, magari a Corleone, in modo tale che ogni giorno faccia ricordare il dolore e quanto di più negativo sia stata ed è tutt’ora questa forma di cancro della società. Il Veneto ancora segnato dalla fastidiosa attività di Felice Maniero non può trovarsi ancora a pagare lo scotto dei galeotti di altre regioni, quando la Lega Nord combatteva contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al Nord, era ben chiaro che il futuro non avrebbe dovuto presentare ancora simili casi. Il carroccio dall’inizio degli anni ’90 ha dimostrato una fortissima avversione e contrarietà all’inserimento di queste figure al nord. Abbiamo corso grossi rischi negli anni 90 contrastando la malavita organizzata, ma visto il ripetersi di questi “confini”la battaglia pare sia ancora da ripetere. A Padova Riina non deve arrivare.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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