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Un programma di interventi a salvaguardia delle risorse idriche è stato approvato in via definitiva, con il parere favorevole della competente commissione consiliare, dalla giunta regionale che ha definito con il provvedimento la destinazione di un importo complessivo di 21,5 milioni di euro, di cui 10.000.000 di euro sono stati destinati agli interventi di sistemazione idraulica del fiume Fratta da realizzare contestualmente al prolungamento del collettore A.Ri.C.A. “La normativa regionale – spiega l’assessore regionale Maurizio Conte relatore del provvedimento - prevede che i canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso, nonché di derivazione di acque superficiali siano finalizzati nella misura del 60 per cento al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e nella misura del 40 per cento, al finanziamento di interventi da realizzare, nelle aree interessate dal prelievo, per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti. Per questa seconda tipologia era già stato predisposto un programma di interventi per complessivi 21.500.000 euro, di cui un importo di 10.000.000 di euro per gli interventi di sistemazione idraulica del Fratta da realizzare contestualmente al prolungamento del collettore A.Ri.C.A., a fronte di un costo previsto per la realizzazione delle opere pari a 14.420.250 euro, come desunto dal quadro economico dello studio di fattibilità presentato dal Consorzio A.Ri.C.A. aggiornato a maggio 2013. “La suddivisione dell’intervento per stralci, in funzione della disponibilità finanziaria – fa rilevare Conte - non appare compatibile con le finalità di progetto e pertanto dovranno essere necessariamente previste risorse aggiuntive”. A questo proposito, il Comitato di sorveglianza dell’Accordo per il risanamento del Fratta-Gorzone che si è riunito proprio in questi giorni a Venezia ha prospettato all’unanimità la volontà di richiedere al Ministero dell’ambiente la copertura della cifra ancora mancante nell’ambito delle risorse già trasferite al Veneto ma di cui non è ancora stata definita la destinazione. L’intervento di prolungamento del collettore prevede il convogliamento all’impianto di Cologna Veneta (VR) degli scarichi degli impianti di depurazione di Trissino, Arzignano, Montecchio Maggiore, Montebello Vicentino e Lonigo, con l’obiettivo di migliorare la fruibilità ambientale del fiume Fratta nel tratto in attraversamento dell’abitato di Cologna Veneta. Contestualmente, si prevede la realizzazione di opere complementari quali gli interventi di messa in sicurezza idraulica delle aree in sponda sinistra al fiume Fratta, di adeguamento della capacità di portata dell’alveo, unitamente all’adeguamento delle sommità arginali ed al risanamento dei dissesti di sponda. Il quadro degli interventi è completato dalla valorizzazione paesaggistico-ambientale del tronco fluviale.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2014

Sono stati precisati dalla giunta regionale gli interventi a salvaguardia delle risorse idriche a cura dei Consorzi di Bonifica, ai quali viene assegnato l’importo di 6.000.000 di euro. Si tratta di interventi, ritenuti prioritari a fronte delle molteplici necessità e richieste di finanziamento formulate dai Consorzi di Bonifica, individuati dagli Uffici della Sezione Difesa del Suolo della Regione sulla base delle criticità evidenziate dal territorio.

A darne comunicazione è l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte, relatore del provvedimento. “La normativa regionale – spiega Conte - prevede che i canoni dovuti per le concessioni di derivazione di acque sotterranee destinate a qualsiasi uso, nonché di derivazione di acque superficiali siano finalizzati nella misura del 60 per cento al finanziamento degli interventi da realizzare, in tutto il territorio regionale, per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico e nella misura del 40 per cento, al finanziamento di interventi da realizzare, nelle aree interessate dal prelievo, per l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, per la salvaguardia delle risorse idriche, per la ricarica di falde sotterranee e per la tutela delle fonti.

Per questa seconda tipologia era già stato predisposto un programma di interventi per complessivi 21.500.000 euro, di cui 6 milioni destinati ai Consorzi di bonifica. La Settima Commissione Consiliare ha espresso parere favorevole con alcune indicazioni e la giunta regionale – conclude Conte - ha ritenuto opportuno esplicitare gli interventi dei Consorzi di Bonifica con un provvedimento specifico, che sarà ora sottoposto al parere della stessa commissione consiliare prima di divenire operativo.

Gli interventi per i quali è stato previsto il finanziamento sono i seguenti:

CONSORZI DI BONIFICA:

ACQUE RISORGIVE - Ammodernamento ed ampliamento di sistemi irrigui in pressione e di emergenza tesi alla razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica - Bacini Tergola e Muson Vecchio € 250.000,00

ALTA PIANURA VENETA

- Realizzazione di un impianto irriguo a pressione in comune di Cazzano di Tramigna (VR) € 300.000,00

- Intervento Roggia Schio-Marano € 250.000,00

- Intervento sul pozzo di Montecchio loc. Carbonara € 100.000,00

BACCHIGLIONE

- Impianto pilota zona vivai di Saonara (PD) € 400.000,00

- Lavori urgenti ed indifferibili per il risparmio idrico. Ottimizzazione della gestione delle acque irrigue del canale Mediano € 350.000,00

BRENTA

- Estensione irrigua nell'area collinare € 1.600.000,00

PIAVE

- Impianto di Arcade € 500.000,00

- Lavori urgenti e indifferibili per il risparmio idrico – Progetto di completamento impianto pluvirriguo di Caerano € 300.000,00

VERONESE

- Conversione e estensione irrigua nei Comuni della Valpolicella € 800.000,00

- Progetto di ammodernamento dell’impianto in pressione di Cavaion e Pastrengo € 500.000,00

VENETO ORIENTALE

- Adeguamento irriguo in Stretti di Eraclea con interconnessione delle canalette Parada - Folco - Busatonda di 1/2 € 250.000,00

ADIGE EUGANEO

- Derivazione irrigua Bagnarolo-Altipiano in sostituzione della esistente Vigenzone-Altipiano, per l'irrigazione di 12.000 ha € 400.000,00.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2014

La Regione ha deciso di attivare un rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento, in particolare per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di gestione e sviluppo di tecnologie appropriate per il trattamento delle acque reflue e dei fanghi e per il trattamento delle acque destinate al consumo umano, e con il Dipartimento ICEA di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova, per progetti di cooperazione allo sviluppo in materia di tutela delle risorse idriche. A tal fine saranno sottoscritti specifici protocolli d’intesa. Ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente e al ciclo integrato dell’acqua Maurizio Conte. L’assessore fa rilevare che il Servizio Sistema Idrico Integrato della Direzione regionale Tutela Ambiente ha competenza su acquedotti, fognature e impianti di depurazione, segnatamente per ciò che riguarda la pianificazione di settore, indirizzi applicativi, valutazione di progetti,nuove normative di settore. Nell’ambito dei normali scambi di informazioni,ordinariamente condotti dagli Uffici regionali con Università ed enti pubblici di ricerca, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell’Università degli Studi di Trento e il Dipartimento ICEA di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova hanno offerto la propria disponibilità a collaborare con la Regione mettendo a disposizione la propria pluriennale esperienza in questi settori e offrendo coinvolgimenti nei progetti di ricerca applicata. “Considerato l’indubbio vantaggio per l’Amministrazione regionale nel potersi occasionalmente avvalere della collaborazione e del supporto scientifico resi disponibili dalle due università – conclude Conte - abbiamo quindi ritenuto opportuno di procedere alla stipula con ciascun ateneo di un apposito protocollo d’intesa, finalizzato a delineare le rispettive modalità operative e ad individuare i diversi potenziali settori di intervento, anche per quanto riguarda progetti di cooperazione decentrata allo sviluppo e di solidarietà internazionale in materia di gestione delle risorse idriche”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto al Ciclo integrato dell'acqua

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

“L’impugnazione della legge veneta sull’acqua è un atto di una palese strumentalità, che viene percepito quasi come una manifestazione di incomprensibile ostilità”. A evidenziarlo è l’assessore veneto alle politiche ambientali e del ciclo dell’acqua Maurizio Conte che torna sull’impugnazione da parte del Governo della Legge regionale “Disposizioni in materia di risorse idriche” n. 17 del 27.04.2012. “Leggendo a mente fredda il provvedimento – commenta Conte - si nota come il problema nasca con le norme statali sulla abolizione delle AATO, che ha costretto le Regioni a mettere ordine. La Regione del Veneto è la sola ad avere impugnato a suo tempo queste norme. Sembra quasi che oggi vogliano farci pagare il conto e ci costringono ad un contenzioso costoso e lungo, basandosi su un evidente equivoco terminologico che gioca sul significato letterale delle parole “approvazione”, “predisposizione”, “determinazione”, come se delle parole potessero cambiare la sostanza delle funzioni, in realtà mai messe in discussione dalla Legge Regionale. Infatti, nulla nella nostra legge in materia di risorse idriche va a modificare le procedure statali, che restano vive, rispettate e giustamente richiamate”. “Per giustificare il proprio atto – conclude Conte - il Governo arriva addirittura a negare quanto è scritto nello stesso Testo Unico Ambientale, che riserva senza equivoci alle Autorità locali la determinazione delle tariffe. Ma, abbandonando certi bizantinismi per guardare alla realtà dei fatti, resta un solo punto incontrovertibile: fino a quando non si esaurirà il contenzioso così inaspettatamente avviato, sarà di più difficile applicazione la Legge Regionale, generando disservizi e danni certi ai cittadini veneti”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

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