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La giunta regionale ha approvato nel corso dell’ultima seduta la proposta di variazione alla delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali del servizio idrico integrato, disponendo il trasferimento dei Comuni di Caorle, Ceggia, Cessalto, Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, San Donà di Piave, Torre di Mosto e Zenson di Piave dall’ATO “Veneto Orientale” all’ATO “Laguna di Venezia”. Nel darne comunicazione gli assessori regionali Maurizio Conte e Daniele Stival fanno rilevare che la richiesta era pervenuta dai Comuni interessati, per i quali il servizio idrico è ora gestito dall’Azienda Servizi Integrati – A.S.I. S.p.A. Il passaggio da un ATO all’altro è stato disposto in coerenza con il parere favorevole espresso dalla competente Commissione Consiliare ed in seguito alla modifica della legge regionale n. 17/2012, che fissa le disposizioni in materia di risorse idriche, avvenuta lo scorso aprile con deliberazione legislativa del Consiglio Regionale. Con questa recente modifica il Consiglio Regionale ha infatti dato la possibilità anche ai Comuni di proporre modifiche alla delimitazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, in aggiunta ai Consigli di Bacino – che sono i nuovi enti a cui la legge regionale attribuisce le funzioni proprie delle attuali Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale del servizio idrico integrato - e al Coordinamento dei Consigli di Bacino, già titolari di tale facoltà. “La Regione ha quindi accolto positivamente questa richiesta – concludono Conte Stival - motivata dal fatto che alcuni di questi comuni hanno già aderito in qualità di soci alla Società Veritas S.p.A. di Venezia, gestore dei servizi di igiene ambientale per molti Comuni della Provincia di Venezia e gestore del servizio idrico integrato nell’ATO “Laguna di Venezia”. I comuni interessati al trasferimento ritengono che ciò comporterà una maggiore efficienza nella gestione dei rapporti con la Società di gestione dei servizi sul territorio, con vantaggi connessi alla semplificazione amministrativa e all’efficienza nella gestione integrata di tali servizi da parte di un unico soggetto”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2013

E’ stato sottoscritto oggi a Palazzo Balbi, a Venezia, l'Accordo di Programma per la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee del fiume Brenta, con particolare riferimento all’area di emungimento in prossimità del Bacino Giaretta in località Camazzole di Carmignano di Brenta. Il documento è stato siglato dalla Regione del Veneto, rappresentata dall’assessore all’ambiente Maurizio Conte, e dai rappresentanti della Provincia di Padova, dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale “Brenta”, Consorzio di bonifica Brenta, dei comuni Bassano del Grappa, Carmignano di Brenta, Cartigliano, Cittadella, Fontaniva, Gazzo, Grantorto, Nove, Piazzola sul Brenta, Pozzoleone, S. Pietro in Gu’, Tezze sul Brenta, della società regionale Veneto Acque S.p.A, di Etra S.p.A. e dell’A.R.P.A.V. Si tratta di un accordo importante per l’intero sistema acquedottistico veneto – ha sottolineato Conte – in linea con l’obiettivo della Regione di garantire acqua di qualità a tutta la popolazione. E’ il risultato di un percorso di “tessitura” di cui sono stati protagonisti tutti gli enti interessati che hanno fatto emergere le giuste richieste di questo territorio ma, con grande senso di responsabilità, hanno condiviso la scelta di mettere a disposizione una preziosa risorsa come l’acqua a beneficio di una collettività più ampia. Conte ha detto che l’accordo, che si pone come tappa fondamentale del percorso per il completamento del progetto di infrastrutturazione acquedottistica regionale, ha lo scopo di tutelare la qualità dell’acqua di questo bacino, di garantire la ricarica della falda (anche attraverso un minor emungimento da pozzi non controllati) e di produrre risparmi da reinvestire sul territorio. L’assessore ha inoltre chiarito che nei piani della Regione il Bacino Giaretta non è più tra i bacini di laminazione, in quanto si potrà intervenire in maniera diversa lungo l’asta del Brenta. In ragione di questo specifico accordo di programma, i comuni contermini all’area di prelievo di Camazzole riceveranno vantaggi in termini di dotazione di infrastrutture di servizio, attualmente carenti. Veneto Acque, società a totale controllo regionale, regolerà gli emungimenti in relazione alla verifica dell’effettivo equilibrio con le azioni di ricarica della falda che verranno proseguite ed implementate. L’assessore del comune di Carmignano di Brenta, Tiziano Sarzo, parlando a nome di tutte le amministrazioni locali coinvolte ha ricordato i sei anni di lavori richiesti per trovare soluzioni condivise e non calate dall’alto, mentre l’assessore provinciale di Padova Gilberto Bonetto ha messo in risalto il “grande gesto di condivisione e di solidarietà” compiuto da questo territorio nei confronti del resto del Veneto. L’assessore Conte ha concluso auspicando che si possano ora accelerare il più possibile le opere da realizzare, per le quali sono già disponibili 2 milioni di euro della Regione e un ulteriore milione di euro dell’Etra S.p.A., individuando al più presto le priorità e pianificando le adeguate compensazioni.

Maurizio Conte
Assessore Regionale veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

“Per un bene come l’acqua non si può prescindere dalla garanzia del controllo pubblico”. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’ambiente e al ciclo dell’acqua in sede di approvazione in consiglio del disegno di legge in materia di risorse idriche, che ha visto anche la presentazione di una serie di emendamenti da parte della giunta regionale che vanno a recepire le esigenze di determinati territori, in funzione anche dell’indirizzamento delle risorse. Il disegno di legge – ha aggiunto – intende disciplinare il servizio idrico integrato, alla luce delle norme nazionali. Il principio generale è di mantenere quel rapporto di aggregazione tra Enti Locali, municipalizzate ed Autorità d’ambito, che ha contraddistinto in questi anni la gestione della risorsa idrica in Veneto. Le Autorità degli Ambiti Territoriali Ottimali del Veneto negli ultimi anni hanno generalmente affidato il servizio idrico integrato ad un unico gestore, avvalendosi per lo più di società a capitale pubblico. La nuova legge regionale prevede un Coordinamento regionale dei Consigli di bacino, i nuovi enti che sostituiranno le AATO. Nel Coordinamento regionale, insieme ai rappresentanti della Regione, trovano rappresentanza i Consigli stessi mediante i loro presidenti e i direttori; quest’ultimi saranno scelti dalle assemblee fra un elenco di dirigenti regionali. Il Coordinamento si occuperà di monitorare i livelli di servizio raggiunti mediante la definizione di indicatori e acquisizione di banche dati; e soprattutto di controllare la coerenza dei piani d’ambito con la pianificazione regionale. Inoltre, si occuperà della determinazione delle tariffe che dovranno essere adeguate a sostenere i piani di investimento, secondo quanto disposto dalla normativa nazionale. L’assessore ha sottolineato che il Coordinamento regionale previsto contribuirà ad indirizzare lo sviluppo del settore verso una linea chiara ed organica per tutto il territorio, integrata con il Modello strutturale degli acquedotti e con gli interventi per l’intero ciclo dell’acqua, comprensivo del collettamento fognario e della depurazione. Con l’approvazione della nuova legge – ha concluso – non si avvia solo la riorganizzazione, ma si restituisce alle AATO quell’autorità venuta meno con la legislazione nazionale. Si supera quindi una carenza legislativa ridando loro legittimazione e consentendo di tornare a operare con maggiore tranquillità, non da ultimo nel rapporto con gli istituto di credito.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambinete

Pubblicato in Comunicati Stampa 2012

Le Regioni poco o nulla possono fare sia riguardo gli incrementi delle tariffe, sia perché venga attuata un’azione calmieratrice sul prezzo dell’acqua. Ma il Veneto, in coordinamento con le altre Regioni, si sta adoperando perché la questione dell’approvazione delle tariffe dell’acqua da materia esclusiva del livello statale trovi una flessibilità maggiore che tenga conto delle esigenze regionali. E’ questo in sintesi quanto l’assessore veneto all’ambiente e al ciclo dell’acqua Maurizio Conte ha prospettato, in occasione dell’ultima seduta della giunta regionale, affrontando l’argomento in relazione ad una risposta da dare ad un’interrogazione sul tema del servizio idrico presentata in consiglio- Conte ha richiamato l’attenzione dell’esecutivo veneto su come la tariffa del servizio idrico integrato sia regolata da una legge nazionale. Inoltre recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno confermato l’assoluta riserva di competenza statale sulla materia specifica, inibendo di fatto alle Regioni ogni intervento a riguardo. La tariffa del servizio idrico viene costruita sulla base di una formula prefissata, non modificabile da parte degli enti di gestione, in ragione del programma di interventi che determinano il volume di investimenti previsti dalla programmazione pluriennale di ciascuna autorità d’ambito territoriale. Inoltre, l’eventuale aumento tariffario è soggetto ad un meccanismo automatico che impone una soglia non superabile. “Ci batteremo sempre e comunque perché l’acqua resti un servizio pubblico – ha concluso Conte – ma le necessità di forti investimenti e di avere impianti e infrastrutture adeguati alle nuove normative europee e nazionali obbligano gli enti gestori a provvedere alla copertura degli investimenti con tariffe congrue. E su queste le Regioni vogliono avere voce in capitolo”.

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

“La situazione del servizio idrico sul territorio regionale è buona, con una fornitura generalmente efficace e con caratteristiche di sicurezza, nel soddisfacimento puntuale di tutti i controlli e le analisi previste per legge per garantire all’utenza acqua potabile di buona qualità”. A farlo rilevare è l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, con riferimento al dibattito in corso su questi temi. In particolare, l’assessore sottolinea che le Autorità degli Ambiti Territoriali Ottimali del Veneto negli ultimi anni hanno generalmente affidato il servizio idrico integrato ad un unico gestore, avvalendosi per lo più di società a capitale pubblico. “La modalità di affidamento attuata – aggiunge Conte - ha permesso di mantenere, per la quasi totalità, la gestione del servizio sotto la guida dei Comuni, che sono infatti i proprietari, mediante le rispettive quote di partecipazione, delle Società di gestione”. Oltre a contribuire a mantenere efficiente l’esistente, Conte ricorda che la Regione, con l’approvazione del Modello Strutturale degli Acquedotti Veneto, si è posta l’obiettivo di intervenire con nuove opere per garantire ai cittadini piena e sicura disponibilità di un prodotto indispensabile come l'acqua potabile. Attualmente sono in esecuzione lavori per la realizzazione di 134 km di condotte di grande diametro, tra Venezia–Chioggia–Cavarzere–Padova. Per quanto riguarda poi le disposizioni normative statali che richiedono una revisione delle AATO, è stato presentato al Consiglio regionale un progetto di legge per disciplinare il settore del servizio idrico integrato alla luce di tali norme. “Il principio generale – fa presente Conte – è di mantenere quel rapporto di aggregazione tra Enti Locali, municipalizzate ed Autorità d’ambito, che ha contraddistinto in questi anni la gestione della risorsa idrica in Veneto”. “Sono convinto che l’acqua sia un bene vitale – conclude Conte - e come tale non può essere soggetto a logiche di mercato o di speculazione, ma dev’essere garantito a tutti con la stessa quantità, qualità e fruibilità. Pertanto, non si può prescindere dalla garanzia del controllo pubblico”.

Maurizio Conte

Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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