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Entro il 30 aprile dell'anno entrante la Provincia di Padova rischia di diventare un mero simulacro della politica Veneta. E’ così che interpretano il futuro dell’Ente l’Assessore Regionale Veneto Maurizio Conte, la Presidente del Consiglio Luisa Serato e il Capogruppo Lega Nord Alessandro Paiusco i quali dichiarano: "Ad una prima lettura delle norme pubblicate in Gazzetta Ufficiale, infatti, entro il prossimo 30 aprile, in base ad emanante Leggi dello Stato e della Regione, competenze e funzioni amministrative che, oggi, sono esercitate dalla Provincia dovrebbero essere trasferite a Regioni e Comuni. Ove la Regione non dovesse legiferare nel termine previsto subentrerebbe il potere sostitutivo dello Stato. Questo il triste quadro che, a breve, interesserà oltre ad Assessori e Consiglieri di Palazzo Santo Stefano, anche i cittadini della Provincia di Padova che assisterebbero, impotenti, al venir meno dell'unico Ente Provinciale che, sul territorio, ha legittimazione democratica e che garantisce, costituzionalmente, la capacità di rappresentanza generale dei diversi interessi organizzati su area vasta. In capo all’Ente Provincia, trasformato in organismo di secondo grado, residuerebbe l’esclusiva funzione di "indirizzo politico e coordinamento dei Comuni" che sancirebbe, di fatto, l'inutilità di ogni esecutivo in carica. Senza timore affermiamo con forza, che in tal modo, si pone in essere un gravissimo vulnus di stampo fascista, avallante lo scioglimento di organi democraticamente eletti prima della loro naturale scadenza. Con questa operazione “d’immagine” il neo Governo di nominati pretende di accontentare l’opinione pubblica, già adeguatamente presa in giro da una pregressa campagna mediatica basata su un castello di falsità e strumentalizzazioni, e lancia in pasto ai cittadini padani la favola dei presunti tagli ai costi della politica che, nei fatti, si risolvono nel venir meno di un grado di rappresentanza democratica e territoriale e che non comporta alcun vantaggio in termini strettamente economici. Anzi: la scelta della, sostanziale, abolizione delle Province, non inserita in un quadro complessivo di riforma dell'assetto costituzionale, ingenera confusione, pone nel caos le amministrazioni territoriali e porta ad un SENSIBILE AUMENTO DELLA SPESA PUBBLICA, come rilevato dalle competenti commissioni Parlamentari e da una ricerca condotta, recentissimamente, dall'Università Bocconi. Al di là dei rilievi di legittimità costituzionale della normativa (quali sono, ad esempio, i requisiti di necessità e d'urgenza che legittimano la scelta del Decreto Legge in una simile materia?), si vuole ricordare che questo è l’Ente pubblico meno oneroso in assoluto (si pensi che sul costo totale della politica le Province incidono per l’1,5%) e i Consiglieri eletti a Padova percepiscono un gettone di presenza che vale, tutt'al più, a pagare il costo, ma non il tempo, dei loro spostamenti, anche se crediamo che in altre parti d’Italia la musica sia diversa. Sotto il profilo democratico il provvedimento “soffoca Province” farà mancare la rappresentanza territorialmente più vicina ai cittadini, compiendo una scelta che stride, palesemente, con il principio federalista che da sempre ha improntato la nostra azione e che sta alla base dei principi di trasparenza e responsabilità amministrativa. Nel frattempo il centralismo, da noi tanto avversato, riprende vigore e, come primo atto, si appropria delle nostre risorse economiche incamerando l'intera entrata costituita dell’addizionale ENEL, una delle poche fonti di sostentamento del bilancio della Provincia. Per l'Ente padovano l'addizionale ammonta a circa 13,5 milioni di euro. Risulta assai evidente la negativa ricaduta su investimenti e attività dell'ente, che subiranno immediate battute d’arresto con relativi disagi per deleghe quali l’edilizia scolastica, politiche del lavoro, viabilità ecc. e che si tradurranno in minori servizi sul territorio. Insomma le Province avevano assunto una loro seria fisionomia in stretto rapporto di collaborazione con gli altri enti locali: ridurre al lumicino questa realtà non potrà che comportare immediati effetti negativi sui servizi ai cittadini, chiamati ancora una volta a pagare il conto delle scellerate scelte centralistiche che con ogni evidenza, al di là di mere dichiarazioni verbali generalizzate, sono ancora lontane dall'essere superate".

Maurizio Conte - Assessore Regionale Veneto - Lega Nord
Luisa Serato - Presidente del Consiglio Provinciale di Padova – Lega Nord
Alessandro Paiusco - Capogruppo Gruppo Consiliare Provinciale Lega Nord

Pubblicato in Comunicati Stampa 2011

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