• Facebook: assessore.maurizioconte
  • Picasa: maurizio.conte64
  • Twitter: contemaurizio
  • YouTube: contemaurizio
RSS Feed



Il terzo stralcio del progetto che prevede ricalibratura e sostegni su corsi d’acqua nell’area della Riviera del Brenta ha ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale della giunta regionale. Ne dà notizia l’assessore all’ambiente Maurizio Conte, ricordando che l’intervento era stato proposto nel marzo dello scorso anno dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione con il contestuale avvio della procedura per la valutazione di impatto ambientale. I comuni di localizzazione sono Dolo, Camponogara e Campagna Lupia nel bacino consortile che interessa anche Strà, Fossò, Vigonovo e Campolongo Maggiore, in provincia di Venezia. Il progetto nel suo complesso ha come scopo il miglioramento della gestione delle acque del bacino Sesta Presa in sinistra Brenta ai fini dell’incremento delle capacità auto depurative prima dell’immissione in Laguna, con l’abbattimento dei nutrienti (azoto e fosforo totale). Per raggiungere questi obiettivo è stata prevista per stralci progettuali la ricalibratura e rinaturalizzazione di alcuni tratti di canali esistenti; la realizzazione di aree umide di fitodepurazione; l’aumento dei tempi di ritenzione (con conseguente interessamento delle parti vegetate delle sponde) mediante la gestione delle opere di sostegno. Questo terzo stralcio si riferisce alla realizzazione di un’area umida lungo lo Scolo Brentoncino; la rinaturalizzazione di un tratto del canale II Diramazione Brentoncino; l’adeguamento del sistema di sostegno attualmente presente nel bacino Sesta Presa e l’automazione di alcuni manufatti esistenti. Gli interventi previsti insistono nei comuni di Dolo, Camponogara e Campagnalupia. Il parere favorevole della giunta veneta segue quello, a conclusione dell’istruttoria tecnica, della Commissione Regionale V.I.A. che ha espresso all’unanimità parere favorevole al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale sul progetto, subordinatamente al rispetto di prescrizioni.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione di realizzazione del Bacino di laminazione sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz nei Comuni di Vicenza e Caldogno per un costo complessivo di 18.750.000 euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte. I bacini di laminazione – sottolinea Conte - rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Nel vicentino sono già in corso i lavori sul Timonchio per la cassa di espansione di Caldogno e si sono concluse le procedure per il bacino di Trissino. “Con la rimodulazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 (ex FAS) – aggiunge l’assessore veneto - sono state incrementate le risorse da destinare alla linea di intervento per la riduzione del rischio idrogeologico, consentendo la realizzazione di ulteriori interventi a regia regionale. La giunta regionale ha proceduto quindi ad autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz, i cui lavori potranno essere avviati nel corso dell’anno.. “A salvaguardia del territorio vicentino – conclude Conte – il bacino a monte di Viale Diaz, alle porte della città di Vicenza, si configura come un’opera per la difesa idraulica del centro cittadino al fine di abbattere il rischio residuo derivante dalla realizzazione dei bacini di laminazione di monte sul Timonchio”. Nel corso del 2014 si erano concluse favorevolmente anche le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale su questo progetto che prevede un volume massimo invasabile di 1.200.000 mc, su una superficie di 80 ettari.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

La giunta regione su relazione dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte ha approvato un provvedimento con cui accoglie le richieste avanzate da una serie di amministrazioni comunali e disegna la nuova configurazione territoriale dei bacini della provincia di Verona per l’esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, modificando quelli individuati con una precedente delibera regionale (n. 1117) del luglio 2014. Il provvedimento diventerà esecutivo una volta acquisito il parere della competente Commissione consiliare. “Alcune amministrazioni comunali – fa presente Conte - preso atto dell’organizzazione territoriale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani hanno chiesto di poter transitare in bacini diversi da quelli nei quali la Regione le aveva collocate con il provvedimento di luglio. In particolare, le diverse istanze pervenute riguardano una ventina di comuni della zona orientale della provincia di Verona, i quali hanno proposto un nuovo e diverso assetto territoriale dei bacini”. La nuova configurazione prevede sempre tre bacini in ambito provinciale ma diversamente distribuiti. Non più quindi i bacini “Verona est”, “Verona ovest” e “Verona sud” ma tre nuovi bacini: “Verona nord” comprendente 58 comuni, “Verona sud” con 39 comuni e il bacino “Verona città”. ”La richiesta viene accolta – spiega Conte – perché consente di ottimizzare ulteriormente il servizio di gestione improntandolo su criteri di proporzionalità, adeguatezza, efficienza ed efficacia, garantendo, altresì, il raggiungimento di tutte quelle economie di scala che consentono di rispettare i principi di economicità. Abbiamo ritenuto inoltre di non far rientrare, per ragioni di opportunità, nel prospettato nuovo accorpamento il comune di Verona che presenta una popolazione residente superiore a 250.000 abitanti, in termini percentuali al di sopra del 25% dei residenti nella provincia di Verona. Pertanto, si tratta di un bacino d’utenza le cui proporzioni appaiono ampiamente giustificare una autonoma gestione integrata dei rifiuti urbani prodotti

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione di “Prà dei Gai” sul fiume Livenza nei Comuni di Portobuffolè e Mansuè e sul fiume Monticano in Comune di Fontanelle (Treviso) per un costo complessivo di 39 milioni euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte. I bacini di laminazione – sottolinea Conte - rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Con la rimodulazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 (ex FAS) sono state incrementate le risorse da destinare alla linea di intervento per la riduzione del rischio idrogeologico, consentendo la realizzazione di ulteriori interventi a regia regionale. La giunta regionale ha proceduto quindi ad autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione in località di “Prà dei Gai”, i cui lavori potranno essere avviati nel corso dell’anno.. Nel corso del 2014 si erano concluse favorevolmente anche le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale su questo progetto, che prevede un volume massimo invasabile di 24.000.000 mc, su una superficie di 550 ettari. “Peraltro – conclude Conte – va evidenziato che tre lotti funzionali di diaframmatura delle arginature del fiume Livenza sono già stati avviati, stante l’urgenza di messa in sicurezza del territorio e della popolazione ivi resi-dente”.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Sono state avviate le procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione di “Anconetta” sul fiume Agno-Guà-S. Caterina nei Comuni di S. Urbano e Vighizzolo d’Este (Padova) per un costo complessivo di 15.700.000 euro. La relativa autorizzazione è stata data dalla giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte. . I bacini di laminazione – sottolinea Conte - rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Per il bacino “Anconetta” le risorse finanziarie sono state reperite nell’ambito dei fondi assegnati all’azione 5.1.1 Interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera, prevista con la programmazione POR FESR 2014–2020. Nel corso del 2014 si erano conclusa favorevolmente anche l’istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto, conseguentemente la giunta regionale ha ora potuto autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e i lavori potranno essere avviati nel corso dell’anno”. Il progetto per la cassa di espansione “Anconetta” ricade all’interno del bacino Brenta-Bacchiglione-Gorzone e prevede la possibilità di invasare circa 4,5 milioni di metri cubi su una superficie di 135 ettari. ubicata tra i due comuni padovani. La durata dei lavori, una volta appaltati, è stimata in 18 mesi.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Considerando i punti di monitoraggio delle acque sotterranee con serie di dati completa a partire dal 2009, il trend del numero di stazioni con superi annuali è stazionario. Lo sottolinea l’assessore regionale alle politiche ambientali Maurizio Conte in risposta ad affermazioni apparse sulla stampa in merito a presunte presenze record di pesticidi nella pianura padano-veneta. L’assessore fa presente inoltre che la Regione del Veneto, con il supporto operativo di ARPAV, ha da anni in corso indagini e monitoraggi per definire il quadro qualitativo delle acque superficiali e sotterranee, evidenziare le criticità e adottare le necessarie misure di miglioramento. Per quanto riguarda i pesticidi, la ricerca ha riguardato 235 punti di campionamento e 451 campioni, per un totale di 22.298 determinazioni analitiche. Complessivamente sono state ricercate 113 sostanze attive diverse. Quelle rilevate in concentrazione maggiore al limite di quantificazione sono: atrazina, atrazina-desetil, bentazone, iprodione, malathion, metolachlor, metribuzina, nicosulfuron, simazina, terbutilazina, terbutilazina-desetil. Si tratta prevalentemente di erbicidi, e come negli anni precedenti, quelli rilevati con maggior frequenza, sono gli erbicidi triazinici e alcuni loro metaboliti. Va evidenziato che, anche quando da tempo è vietato l’uso di una particolare sostanza, spesso si registrano comunque ancora gli effetti di vecchie situazioni. Tutti i dati e i risultati del monitoraggio sono resi pubblici e divulgati sui siti istituzionali. Il progetto specifico relativo all’analisi delle acque sotterranee finalizzato all’individuazione dei prodotti fitosanitari, con particolare riferimento alle aree designate vulnerabili ai prodotti fitosanitari nel Piano di Tutela delle Acque, ha visto invece il monitoraggio di 25 punti nel territorio di pianura, scelti tra quelli della rete regionale. E anche da questo monitoraggio – evidenzia Conte – si ricava che l’andamento delle stazioni con superi annuali è rimasto stazionario, senza picchi “record”. Rispetto alle sollecitazioni alla Regione “a fare la sua parte”, l’assessore risponde che tutta l’attività di costante monitoraggio, in base anche alle direttive europee sulla classificazione dei corpi idrici, conferma il buono stato complessivo delle acque pur con qualche criticità, come risultato di tutte le azioni di tutela ambientale messe in atto, comprese le attività di formazione rivolte agli agricoltori. Dal 2010 è stato costituito anche un gruppo di lavoro di tecnici esperti per seguire la complessa attività che ha l’obiettivo di individuare ulteriori misure per la riduzione dei rischi e degli impatti nell’utilizzo dei fitofarmaci.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

“Le foreste e le infrastrutture verdi” è il titolo dell’incontro che si terrà venerdì 6 febbraio a Verona, nella sala comunale Erminio Lucchi, promosso dalla Regione del Veneto in collaborazione con il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, le Provincie Autonome di Trento e Bolzano e il sostegno dell’Ente Parco Naturale della Lessinia. “Le foreste dell’area alpina – sostiene l’assessore veneto alle foreste e all’ambiente, Maurizio Conte – sono una risorsa preziosissima: forniscono legname da opera e legna da ardere, difendono il territorio dai pericoli di smottamenti, valanghe e altri fenomeni naturali sempre più frequenti in questi ultimi anni, migliorano la qualità dell’aria e dell’acqua, ospitano un numero elevato di specie animali e vegetali, preservando la biodiversità, sono un elemento essenziale del paesaggio alpino e un importante riferimento turistico e ricreativo. Difendere questo patrimonio è, quindi, indispensabile”.

La Strategia Europea 2020 per una crescita intelligente, la Strategia Forestale europea, la Strategia per la Biodiversità e il Regolamento per lo Sviluppo Rurale non a caso attribuiscono un ruolo strategico alle foreste alpine, prevedendo investimenti per la loro valorizzazione. Se è fondamentale riconoscere e proteggere i “servizi ambientali” che le foreste forniscono, è opportuno subito dopo valutare anche il valore economico che, se correttamente gestite, queste aree assicurano, al punto da poter essere autonome finanziariamente.

“In Veneto – spiega ancora Conte – un significativo esempio di mercato legato ai servizi ecosistemici è dato dalla creazione del mercato locale dei crediti di carbonio, progetto CarboMark, che gestisce e regola la vendita di crediti di CO2 da parte di proprietari boschivi a piccole e medie industrie interessate a migliorare le proprie performance ambientali”. All’incontro a Verona parteciperà anche l’on. Herbert Dorfmann, membro della Commissione Europea Agricoltura e Sviluppo Rurale.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Grazie ad un contribuito regionale di 1,4 milioni di euro saranno realizzati in otto comuni rivieraschi del Lago di Garda lavori di adeguamento delle reti fognarie. Il piano degli interventi è stato presentato oggi a Peschiera (Verona) nel corso di un incontro a cui ha partecipato l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte. Il contributo in questione era stato concesso nel 2008 ai Comuni veneti rivieraschi il Lago di Garda (Malcesine, Brenzone, Torri del Benaco, Garda, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda) per realizzare una serie di stralci di interventi generali di adeguamento delle reti fognarie e acquedottistiche. Nel 2009 era stata siglata e ratificata l’intesa che individuava il Magistrato alle Acque di Venezia quale soggetto beneficiario del contributo a fronte della realizzazione degli interventi, a cui però non è stato dato concreto riscontro nei tempi previsti e la Regione ha disposto la revoca dell’assegnazione del finanziamento. Lo scorso settembre ATO Veronese – Consiglio di Bacino Veronese ha trasmesso alla Regione, per conto delle amministrazioni comunali interessate, i provvedimenti con cui si approva il nuovo progetto preliminare “Protezione e riqualificazione ambientale nell’ambito territoriale del Lago di Garda”, dichiarando la disponibilità dello stesso ente a svolgere il ruolo di soggetto gestore del progetto. “Abbiamo accolto questa proposta – ha concluso Conte – perché gli interventi programmati sono pienamente in linea con l’interesse dell’amministrazione regionale, in quanto risultano apportare un sostanziale e tangibile miglioramento alle reti idriche e fognarie attualmente esistenti del territorio costiero del Lago di Garda. Il contributo è stato quindi riassegnato al Consiglio di Bacino Veronese che seguirà la realizzazione dei lavori”.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

Per le operazioni di rimozione e smaltimento dei rifiuti giacenti presso lo stabilimento C&C in abbandono, a Pernumia (Padova), la Regione ha assegnato al comune un contributo di 1,5 milioni di euro ma per dare priorità alla bonifica e al ripristino ambientale dell’intera area interessata occorre ora un apposito Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che garantisca la completa copertura ai costi. E’ quanto è tornato a chiedere l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte al ministro Gian Luca Galletti nell’incontro che si è svolto oggi a Pernumia dove si trova un deposito abusivo di circa 52.000 tonnellate di rifiuti pericolosi e non pericolosi stoccati presso nell’ex stabilimento della società C&C. L’impianto venne chiuso, a seguito di indagini che ne accertarono una gestione illecita, e il legale rappresentante della società uscì dal processo con un patteggiamento lasciando sul territorio il problema dello smaltimento dei rifiuti, della bonifica e del ripristino ambientale del sito. Il costo ad oggi stimato per l’allontanamento dei rifiuti stoccati varia tra i 9 e i 12 milioni di euro. Conte ha ricordato che nel tempo, per gli interventi connessi con il sito ex C&C di Pernumia, con precedenti provvedimenti del Consiglio e della Giunta regionale, sono stati concessi al Comune 700.000 euro in particolare per l’esecuzione del piano della caratterizzazione e degli interventi di messa in sicurezza di emergenza dell’area. Interventi in gran parte eseguiti, che hanno riguardato soprattutto la messa in sicurezza dell’area che presentava notevoli rischi per la tenuta statica della struttura. Nel 2009 la giunta regionale ha provveduto ad inserire l’area in questione nell’elenco dei siti da bonificare definiti di “interesse regionale” e lo scorso dicembre, stante l’aggravarsi del rischio ambientale che la permanenza del deposito abusivo comporta sia per il territorio che per l’intera collettività, ha stanziato 1.500.000 di euro prospettando un accordo di programma con il Ministero per la necessità di un intervento di bonifica ambientale non più procrastinabile. Con il ministro Conte ha parlato anche di reati ambientali, per contrastare i quali si sente la necessità non solo di un inasprimento ma soprattutto che ci sia certezza delle pene. Un forte deterrente – ha detto Conte – potrebbe venire anche dall’assoggettare i responsabili al pagamento delle spese che devono essere sostenute per la bonifica o il ripristino dei danni ambientali provocati.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com

E’di oltre 18 milioni di euro l’importo che la giunta regionale prevede di assegnare per la realizzazione del programma di interventi di difesa idrogeologica, sistemazione idraulico-forestale, difesa fitosanitaria, miglioramento boschivo e rimboschimento compensativo per l’esercizio finanziario 2015. Ne ha parlato l’assessore all’ambiente e alla difesa del suolo Maurizio Conte, incontrando a Palazzo Balbi i segretari regionali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori forestali impiegati dagli uffici regionali operanti sul territorio. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla situazione finanziaria riguardante la realizzazione del programma operativo, anche alla luce delle intervenute nuove disposizioni normative in ordine a procedure di spesa e modalità di esecuzione degli interventi di sistemazione idraulico-forestale. Questa tipologia di lavori,infatti, viene eseguite direttamente, in economia, dagli Uffici Forestali delle Sezioni Bacino Idrografico operanti sul territorio regionale. Nelcorso dell’ultimo triennio sono stati, in media, impiegati annualmente circa620 operai forestali. L’anno scorso i lavoratori impiegati sono stati 624 di cui 277 con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed i restanti 347 con rapporto di lavoro a tempo determinato. Con riferimento alla programmazione che verrà sviluppata nel corso del 2015 l’assessore Conte ha sottolineato la consapevolezza dell’amministrazione regionale della validità dell’azione di sistemazione e difesa del suolo puntualmente svolta dalle strutture regionali con l’impiego di operatori altamente specializzati, confermando e assicurando i rappresentanti sindacali in ordine al mantenimento di tale particolare attività propria e caratteristica del comparto forestale. A seguito di specifica puntualizzazione formulata dalle organizzazioni sindacali, l’assessore Conte si è riservato di valutare con la dovuta attenzione la contestuale richiesta di ipotesi di rinnovo del Contratto Integrativo di Lavoro degli operatori forestali scaduto da tempo.

Joomla Templates and Joomla Extensions by JoomlaVision.Com
Pagina 4 di 82

Appuntamenti nel territorio

Elezioni Regionali del VENETO. domenica 31 maggio dalle 7.00 alle 23.00 Vota LISTA TOSI per il VENETO e scrivi CONTE


SEGUIMI SU FACEBOOK

SOSTEGNO AL REDDITO

FORME DI SOSTENGO AL REDDITO
FINANZIATE DALLA REGIONE VENETO

Un'iniziativa della Regione del Veneto destinata ai giovani tra i 15 e i 29 anni.

progetto giovani regione veneto

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Lavori di pubblica utilità per soggetti ultratrentacinquenni, disoccupati e che non fruiscono di ammortizzatori sociali o di trattamento pensionistico.

Clicca qui per leggere l'approfondimento sul tema

Iscrizione Newsletter

Inserisci l'indirizzo email al quale desideri ricevere la newsletter:

Visualizza le precedenti uscite

Galleria Fotografica

Video

Cerca nel sito