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La Regione ha disposto di finanziare la continuazione del "Progetto Tegnùe" del comune di Chioggia per la valorizzazione e gestione della zona SIC delle Tegnùe e il completamento della campagna di campionamento sui poriferi di questa stessa zona di tutela biologica. Ne ha dato comunicazione l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, precisando che l’impegno finanziario a carico della Regione sarà di 100 mila euro, in attuazione della specifica normativa (L.R. n. 17/2007) per la tutela, la promozione e lo sviluppo della zona costiera del Veneto e per la creazione di zone di tutela biologica marina (Z.T.B.) con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino costiero. “Questa legge – aggiunge Conte - per quanto riguarda gli interventi finanziabili prevede che la giunta regionale sia autorizzata, tra le varie azioni da svolgere per la tutela, la promozione e lo sviluppo della zona costiera del Veneto, ad acquisire studi scientifici, programmi di ricerca e monitoraggi volti a verificare la peculiarità delle caratteristiche biologiche e strutturali che rendono le aree individuate idonee per la riproduzione di varie specie marine di importanza economico-commerciale e per le attività di ricerca scientifica nonché gli esiti conseguiti sull’accrescimento delle specie ittiche. Le Tegnùe sono uno degli habitat marini di maggior pregio del litorale veneto”. Tra le proposte progettuali pervenute, la giunta veneta ha finanziato il “Progetto Tegnùe. Follow up” del comune di Chioggia, che prevede attività di coordinamento e comunicazione del SIC Tegnùe e attività per garantire la piena funzionalità e fruibilità delle attrezzature posizionate in quest’area marina. L’altro progetto finanziato è la campagna di campionamento sui poriferi presenti nelle Tegnùe, che prevede di completare il lavoro di classificazione dei dati già disponibili (oltre 4.000 foto), realizzare un database con tutte le specie catalogate e pubblicare i dati sul web. Sarà inoltre realizzato un manuale divulgativo e specifico.

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La Regione finanzierà interventi di manutenzione di carattere straordinario sui fossi di privati e enti pubblici. La giunta veneta ha infatti approvato il provvedimento, di cui è stato relatore l’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, con lo schema di accordo di programma che dovrà essere sottoscritto con i Consorzi di bonifica e i comuni del Veneto, con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti, per realizzare questa tipologia di interventi manutentivi per i quali è stato reso disponibile un importo complessivo di circa 4 milioni 400 mila euro. “I Consorzi di bonifica veneti – sottolinea Conte – operano sulla rete idraulica minore che è composta anche da una fitta maglia di fossi di privati e enti pubblici. Negli ultimi anni l’attività di pulizia è stata spesso ridotta e ciò ha provocato una minore funzionalità idraulica della rete di scolo delle acque meteoriche, aggravata dal ripetersi di precipitazioni intense. La Regione ha quindi deciso che, dove c’è necessità di manutenzioni di carattere straordinario, i Consorzi di bonifica su iniziativa dei Comuni interessati possano operare sulla rete idraulica non demaniale realizzando tutti i lavori e le opere che ne garantiranno la piena funzionalità”. Il testo degli accordi di programma tra i Consorzi di bonifica e gli enti locali interessati con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti, stabilisce che i comuni debbano aver adottato un“Regolamento di Polizia Rurale” nel quale sia previsto che, qualora il proprietario, possessore o comunque detentore a qualsiasi titolo di terreni e immobili in generale non provveda al ripristino e alla manutenzione del proprio bene, possa essere adottata una Ordinanza del Sindaco per la pulizia e la manutenzione dei fossi di scolo e delle strutture idrauliche a cura del Consorzio di bonifica competente. La Regione cofinanzierà i diversi interventi per una quota non superiore all’80% della spesa ammissibile e, in ogni caso con il contributo massimo di 50.000 euro per comune.

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Ottenuto il parere favorevole della competente commissione, la giunta regionale ha dato il via libera all’operatività del bando che assegnerà un contributo parti a mille euro per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con automezzi a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione. Il provvedimento definitivo, che sostituisce e modifica quello adottato a fine settembre, è stato approvato nel corso dell’ultima seduta. Rispetto alla versione precedente, nel bando sono stati inseriti anche i veicoli ibridi con alimentazione a gasolio ed elettrica e quelli esclusivamente elettrici. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, sottolineando che il traffico stradale è fonte di emissioni inquinanti come le polveri sottili e gli ossidi di azoto. “Il bando – aggiunge Conte - rientra quindi tra le azioni che la Regione sta promuovendo per prevenire e ridurre le emissioni in atmosfera, analogamente a quanto si prefigge il bando aperto contemporaneamente per la rottamazione di stufe e impianti termici inquinanti. Le agevolazioni previste contribuiranno infatti a togliere dalle nostre strade veicoli obsoleti,incentivando la loro sostituzione con mezzi non solo meno inquinanti ma anche più sicuri”. Nel complesso la Regione stanzia 2 milioni di euro che saranno ripartiti in contributi di 1.000 euro a ogni richiedente che abbia un veicolo con i requisiti previsti dal bando. I veicoli da rottamare devono appartenere alla categoria M1, destinati al trasporto di persone e alle classi emissive Euro 0 benzina o diesel ed Euro1, 2, 3 diesel. Sono inclusi i veicoli con doppia alimentazione benzina e metano o benzina GPL purché omologati nella classe emissiva Euro 0 benzina. Il nuovo veicolo dovrà essere acquistato a decorrere dalla pubblicazione del bando fino al 31 marzo 2015. Ora sono compresi anche quelli ibridi con alimentazione a gasolio ed elettrica e quelli elettrici. La cilindrata dei nuovi mezzi, a seconda della tipologia, non potrà essere superiore a 2000 cc o a 1600 cc (a benzina). Le classi emissive sono quelle state stabilite dall’Unione Europea.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all’Ambiente

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Sulla scorta dell’esperienza acquisita nell’applicazione della legge regionale che stabilisce le norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori astronomici” (n.17/2009), la giunta veneta su proposta dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte ha messo a punto dei nuovi criteri per l’erogazione di contributi da concedere ai comuni. E’stato conseguentemente aperto un bando per la presentazione da parte degli enti locali delle richieste di contributo per gli interventi di bonifica, adeguamento e realizzazione di impianti di illuminazione pubblica e illuminazione stradale. Le risorse impegnate ammontano a 4 milioni di euro. Le domande dovranno pervenire alla Regione entro e non oltre il 10 dicembre. La graduatoria sarà pubblicata sul Bur e nel sito internet regionale. “Coni nuovi criteri – sottolinea Conte – potrà proseguire con maggior efficacia l’attività di sostegno alle amministrazioni comunali nel loro impegno per contrastare il fenomeno dell’inquinamento luminoso che permette di conseguire contemporaneamente un significativo risparmio energetico nel settore dell’illuminazione pubblica, contribuendo a determinare una riduzione in termini di emissioni inquinanti in atmosfera, con particolare riguardo alle polveri PM10, agli ossidi di azoto e al biossido di carbonio”. In sintesi, i nuovi criteri approvati hanno stabilito innanzitutto che la percentuale di contributo assentibile per ogni progetto presentato sia non superiore all’ottanta per cento della spesa ritenuta ammissibile e che comunque il contributo non possa essere superiore a centomila euro, precisando che ogni comune potrà presentare ogni anno istanza di contributo per un solo intervento. Nell’assegnazione dei punteggi sarà considerato se il comune richiedente si è dotato o meno del Piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso (PICIL).Inoltre, in funzione del risparmio energetico, espresso in percentuale, che si prevede di conseguire con l’intervento proposto, verrà assegnato un punteggio variabile.

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“Allo stato attuale, per l’invaso sul torrente Chiampo a Montebello Vicentino la Regione ha già completato la progettazione definitiva dell’opera ed avviato la fase istruttoria per la Valutazione dell’Impatto Ambientale, mentre per gli altri due che interessano l’area veronese si è prossimi alla fase di realizzazione”. E’ l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte a fare il punto sullo stato di attuazione delle opere idrauliche strutturali per la messa in sicurezza del territorio della provincia di Verona. “A seguito dei gravissimi eventi alluvionali del novembre 2010 – ricorda Conte - la Regione ha elaborato un piano generale di interventi per la messa in sicurezza dei fiumi veneti, il cosiddetto Piano D’Alpaos. Oltre ad alcune misure specifiche per la soluzione di problemi puntuali, il piano ha individuato una serie di invasi per la laminazione delle piene di vari corsi d’acqua che costituiscono il reale sistema per dare una concreta ed efficace risposta al territorio in termini di sicurezza idraulica”. In particolare, per mitigare il rischio nell’area veronese, il piano generale prevede l’invaso di Montebello (Vicenza) a servizio del torrente Chiampo (4.000.000 mc.); l’invaso di Montecchia di Crosara (loc. Colombaretta) sul torrente Alpone (900.000 mc.); l’invaso di Soave-S. Bonifacio (loc. S. Lorenzo) sul Chiampo (700.000 mc.). Per quanto riguarda il bacino della Colombaretta il 20 ottobre scorso si è conclusa la procedura di gara con l’individuazione dell’impresa che ha formulato la migliore offerta. Relativamente al bacino di S. Lorenzo, il progetto definitivo ha già superato le necessarie valutazioni ambientali (V.I.A.) e verrà posto in gara entro il mese di novembre. “Considerato il periodo necessario per la redazione del progetto esecutivo da parte dell’impresa aggiudicataria, ed effettuate le verifiche di legge in materia fiscale ed antimafia – fa presente Conte - la data più probabile per l’avvio dei lavori del bacino sull’Alpone è quella del mese di aprile 2015. Per il bacino di S. Lorenzo invece, considerata la fase di gara, l’avvio potrebbe avvenire nel mese di giugno 2015. Le due opere sono già completamente finanziate. Il costo per il bacino della Colombaretta è di 12.700.000 euro, mentre per il bacino di S. Lorenzo è di 5.000.000”.

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E’divenuto operativo il bando con cui la Regione concederà contributi finalizzati all’acquisto di apparecchi per il riscaldamento domestico di potenza inferiore o uguale a 35 kW, alimentati a biomassa, a basse emissioni in atmosfera e ad alta efficienza energetica,previa rottamazione di apparecchi tecnologicamente non in linea con gli standard europei. La giunta regionale, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte,ha infatti dato il via libera definitivo dopo aver acquisito il parere della competente commissione del Consiglio regionale.L’importo disponibile è di 2 milioni di euro. “L’aggiornamento del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, attualmente in Consiglio regionale per l’approvazione – sottolinea Conte - dà espressamente indicazioni per avviare nel periodo 2013-2020 specifiche linee d’azione con cui contrastare anche le emissioni generate dall’uso di piccoli impianti civili che hanno ricadute negative sulla qualità dell’aria,coerentemente con quanto concordato a livello nazionale con tutte le regioni del Bacino Padano. Le agevolazioni potranno avere effetti positivi anche sul piano economico, sostenendo quelle aziende che hanno investito sulla produzione di impianti a tecnologia avanzata in grado di abbattere le emissioni in atmosfera”. Nell’ambito degli interventi per la riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare per il particolato PM10 e PM2.5 e al Benzo(a)pirene, è stato quindi predisposto questo bando che prevede per l’acquisto di impianti termici certificati, a basse emissioni ed alta efficienza, costituiti da: stufe a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna e pellet (UNI EN 12815 eUNI EN 14785), per il riscaldamento domestico, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW, un contributo massimo di 1.600 euro; per l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW, certificate (UNI EN3035:2012), a basse emissioni ed alta efficienza, alimentate a biomasse combustibili un contributo massimo di 5.000 euro. I contributi saranno concessi solo previa rottamazione dei preesistenti generatori. Le domande andranno presentate entro il 10 dicembre e le graduatorie saranno pubblicate entro la fine dell’anno.

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Il casello idraulico sito in comune di Padova (in via Canestrini) sarà concesso in uso gratuito all’Associazione Nazionale Alpini. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte. L’assessore Conte fa presente che tutte le funzioni amministrative in materia di gestione dei beni del demanio idrico sono state trasferite alle Regioni e per l’esercizio di queste funzioni alle Regioni sono stati consegnati, tra l’altro, gli immobili adibiti a magazzini per il deposito di materiali necessari per il corretto e puntuale svolgimento dei compiti di vigilanza, guardia e custodia dei corsi d’acqua nonché ad alloggi per i tecnici dipendenti. In questa tipologia di immobili, chiamati “Caselli idraulici”, rientra anche l’edificio sito in comune di Padova non utilizzato da personale dipendente. La sezione di Padova dell’Associazione Nazionale Alpini ha chiesto la concessione in uso a titolo gratuito di questo casello dichiarandosi disponibile a ristrutturarlo ed ampliarlo a propria cura e spese, e a collaborare con la Sezione Bacino Idrografico Brenta Bacchiglione (l’ex Genio Civile) di Padova. “In particolare – fa rilevare il presidente della sezione padovana dell’associazione, Lino Rizzi - l’A.N.A. metterà a disposizione il personale e i mezzi di cui dispone, per tutto il tempo necessario e ciò su apposita richiesta del Bacino Idrografico in relazione a particolari situazioni a carattere straordinario per le quali la stessa struttura regionale ritenga utile e necessario l’intervento del gruppo di Protezione Civile della Sezione di Padova dell’A.N.A.”. Sulla proposta, il Bacino Idrografico si è dichiarato favorevole alla concessione in uso gratuito dell’immobile per un periodo di 40 anni nelle condizioni in cui si trova e per disciplinare i rapporti sull’utilizzo sarà sottoscritta ora un’apposita convenzione.

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Martedì 28 ottobre la Provincia di Padova ha ospitato un tavolo tecnico, voluto dall’Assessore regionale all’Ambiente, Maurizio Conte, organizzato per promuovere un confronto sull’ampliamento dell’impianto d’idrovore delle Brentelle. All’incontro sono stati convocati dall’Amministratore regionale i sindaci dei Comuni di Selvazzano, Rubano, Saccolongo, Mestrino, Veggiano e Padova, oltre ai rappresentanti del Consorzio di bonifica Bacchiglione-Brenta. Il Consorzio ha illustrato il progetto predisposto per la realizzazione delle nuove idrovore,con tempi di realizzazione, costi e dettagli. “Sono fiducioso che gli interventi previsti dal nuovo progetto sul territorio possano essere realizzati in tempi brevi”, dichiara l’assessore regionale Maurizio Conte. “Il Consorzio di Bonifica”, continua Conte, “ha già predisposto e definito le linee progettuali di potenziamento dell’impianto esistente, oltre ad altri tre interventi su nodi critici presenti in altrettanti canali. Il progetto è stato quindi condiviso con i sindaci delle aree interessate, e già oggi sarà trasmesso al Genio civile per il necessario parere formale, peraltro già informalmente espresso in modo positivo. Questa rappresenta comunque soltanto una prima fase di un intervento più impegnativo, che porterà all’individuazione delle aree a rischio esondazione e alla creazione di casse di espansione che permettano di allagare forzatamente, in caso di gravi rischi per la popolazione, i territori individuati dai Consorzi di bonifica e dai Comuni. In tempi brevi verrà anche rivisto l’accordo di programma, stabilito a suo tempo, tra Regione e Comuni sulla base del nuovo progetto, per la realizzazione del quale la Regione sta deliberando in questi giorni uno stanziamento di 800.000 euro, a cui se ne aggiungeranno altri 200.000, per aiutare i Comuni sempre più in difficoltà con i rispettivi bilanci.” L’Assessore Conte ha dato indicazioni affinché nella stesura del nuovo protocollo d’intesa siano definiti i criteri per la ripartizione di spesa da parte dei comuni per la realizzazione dell’ampliamento. Complessivamente, l’opera comporterà un onere di 2.100.000 euro, a cui parteciperanno i Comuni interessati con quote parte diverse a seconda degli interventi da effettuare sulle singole aree e in base ad una suddivisione che tenga conto delle superfici territoriali ricadenti nell’area di competenza del consorzio Brenta. L’Assessore Regionale ha inoltre annunciatola possibilità di rateizzare l’impegno in tre anni, dal 2015 al 2017. Già nella primavera 2015 si potrà dare avvio ai lavori, che verranno terminati presumibilmente nel giro di 6 mesi. Comunicato ufficio stampa provincia di Padova

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“Genova, Trieste, Parma ed il nostro Veneto; nemmeno le vittime causate dal maltempo negli ultimi giorni sono servite al Governo per cambiare rotta sulla sicurezza idraulica ed idrogeologica. L’obiettivo rimane lo stesso: mantenere vecchi sprechi per penalizzare gli enti pubblici virtuosi, specie quelli del nord”. L’assessore regionale alla difesa del suolo del Veneto, Maurizio Conte, è critico nei confronti della manovra finanziaria individuata dal Governo. “Le proposte inserite nella bozza dell’ennesima legge finanziaria – aggiunge - sono il coerente risultato di una visione propagandistica e parziale del Paese. Dichiarare che per il recupero delle risorse non verranno aumentate le tasse e poi delegare ancora una volta a questo scopo le Regioni è cosa inaccettabile, soprattutto quando questi stratagemmi comporteranno inevitabilmente riduzioni di spesa ed investimento da parte degli enti territoriali: 36 miliardi da recuperare, 4 dei quali dovranno essere ricavati da risparmi delle Regioni, a cui vanno sommati i 750 milioni già chiesti con il DL Irpef”. “Per il Veneto – dice Conte - è troppo, è ingiusto, è una sopraffazione. La strategia dei tagli lineari non può rallentare ed indebolire la pianificazione e l’esecuzione del piano generale di messa in sicurezza idrogeologica per continuare a favorire sprechi conclamati a cui non si vuole porre fine, nei Ministeri come nelle Regioni. Non è più accettabile riscontrare nella bozza di legge un finanziamento di 140 milioni di euro per i forestali della Calabria, un esercito di oltre diecimila lavoratori stagionali o part time, stipendiati per curare aree boschive e forestali di poco superiori a quelle venete, quando nella nostra Regione gli operatori forestali specializzati sono 624 ed il budget investito per esecuzione di lavori di sistemazioni idrauliche ed idrogeologiche forestali e per il miglioramento boschivo nonché per il pagamento degli operatori stessi si è fissato per l’ultimo quinquennio sui 20 milioni annui. Se il premier Renzi può dichiarare: «Il forestale della Calabria deve sapere che con me non verrà licenziato, ma dovrà lavorare moltissimo», la Regione del Veneto si sente in dovere di non abbassare il proprio plafond “forestale” per garantire la sicurezza del territorio”. “Più in generale per la difesa del suolo – fa rilevare Conte - dei 3.207 milioni necessari per mettere in sicurezza il territorio regionale, 402 milioni corrispondono all’ammontare degli interventi realizzati ed in corso di esecuzione, 600 milioni è invece l’importo degli interventi urgenti già cantierabili ma da finanziare, 908 sono quelli indispensabili al completamento del piano a cui si devono aggiungere ulteriori 475 per i danni causati dagli eventi alluvionali nel triennio 2012-2014. Questi sono gli obiettivi che ci siamo posti e le necessità inderogabili di sicurezza che come amministrazione regionale, dopo decenni di incuria, abbiamo deciso di affrontare con grande sforzo, riuscendo a creare investimenti regionali molto importanti per il nostro bilancio, che si aggirano attorno ai 120 milioni per il 2014. Importo comunque insufficiente per arrivare in tempi rapidi al raggiungimento della messa in sicurezza complessiva del territorio regionale”. “Le leggi di stabilità – conclude Conte - non dovranno perciò essere un ulteriore impedimento. Soprattutto perché il residuo fiscale di 21 miliardi del Veneto certifica una virtuosità, non può diventare un criterio di penalizzazione. Per i sacrifici a questo punto si guardino altre Regioni”.

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La giunta regionale, su relazione dell’assessore alla difesa del suolo e all’ambiente Maurizio Conte, ha aggiornato la programmazione dell’utilizzo delle risorse stanziate nel bilancio regionale per interventi di manutenzione, sistemazione e per interventi disposti in regime di somma urgenza sulla rete idraulica regionale di competenza delle Sezioni di Bacino Idrografico e sulla rete idraulica minore di competenza dei Consorzi di Bonifica. Complessivamente le risorse, tra regionali e commissariali, ammontano a 65.816.020 euro, nei quali sono stati ricompresi anche i tre milioni di euro assegnati per interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza e rispristino dell’area oggetto di esondazione del torrente Lierza e zone limitrofe del 2 agosto scorso. Le risorse provengono per la maggior parte (42 milioni) dal fondo istituito con il “Piano straordinario degli interventi a seguito dell’emergenza alluvionale del novembre 2010”, predisposto per le gravi situazioni di rischio idrogeologico del territorio regionale e porre in sicurezza argini e opere idrauliche, nonché per realizzare bacini di laminazione delle piene. Per far fronte ai danni causati dall’eccezionale intensità dei fenomeni atmosferici dei mesi di gennaio e febbraio 2014, che hanno interessato buona parte del territorio regionale, la legge finanziaria 2014 ha autorizzato una spesa di 5,5 milioni di euro e altri 3,8 milioni per la realizzazione delle opere previste nel Piano delle azioni ed interventi per la mitigazione del rischio. Infine, 9 milioni provengono da risorse commissariali (ex O.P.C.M. n. 170 del 13 giugno 2014) e 5,5 milioni dal Piano degli interventi approvato dal Dipartimento di Protezione Civile. Con il nuovo quadro programmatorio, poco meno di 15,5 milioni di euro vanno alle Sezioni Bacino Idrografico (gli ex Geni Civili) per l’attuazione degli Accordi Quadro con cui vengono affidati i lavori di manutenzione ordinaria e di somma urgenza; 18 milioni di euro alle stesse Sezioni Bacino idrografico per la realizzazione del programma di interventi di sistemazione della rete idraulica principale; 3 milioni per fronteggiare l'emergenza causata dagli eccezionali eventi atmosferici del 02/08/2014 nei territori dei Comuni di Refrontolo, Tarzo, Cison di Valmarino e Pieve di Soligo nel territorio trevigiano; 8 milioni di euro per la sistemazione della rete idraulica minore di competenza dei Consorzi di Bonifica; circa 4,5 milioni sono stati destinati alle somme urgenze di competenza delle Sezioni Bacino Idrografico e altri 2 milioni per quelle di competenza dei Consorzi di bonifica; 2,3 milioni per le somme urgenze disposte dai Consorzi di Bonifica a seguito dell’evento alluvionale di gennaio-febbraio; 1,5 milioni al Consorzio di Bonifica Veneto Orientale per la prosecuzione dei lavori di adeguamento funzionale delle opere idrauliche a servizio delle aree urbane dei bacini Bandoquerelle – Palù Grande nel comune di Concordia Sagittaria (Venezia); 1,8 milioni per la copertura delle spese di progettazione per interventi già programmati e finanziati con fondi statali/comunitari e importi radiati dalla contabilità; i restanti 9,3 milioni vanno a coprire le spese per i primi interventi urgenti di protezione civile conseguenti agli eventi atmosferici gennaio-febbraio 2014 e per il ripristino dei danni alle opere idrauliche.

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