Newsletter Assessore all'Ambiente Regione Veneto Maurizio Conte

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Questione Islamica

Con l’arrivo del leader libico Gheddafi per dimensionare le italiche questioni economiche e quelle strettamente connesse all’immigrazione tra i due paesi, con lo stuolo di proposte e dichiarazioni (per lo più volutamente provocatorie) si riapre la questione “Islam-Europa”. L’anima del nostro vecchio  continente non credo sia ancora  così snaturata da poter temere le visioni future prospettate dal Colonnello libico il quale, da abile politico navigato, ha rivolto esclusivamente un invito alla conversione. L’attenzione che la politica dovrà porre alla questione islamica dovrà indirizzarsi, come avviene del resto in Africa, sulla difesa dei propri valori, un po’ il sentimento che prevalse qui da noi  a Lepanto o a Poitiers, una democratica difesa dell’identità, che passa obbligatoriamente per il reciproco riconoscimento di  pregi e difetti della propria religione e della propria etnia. Nessuna superiorità della Cristianità sull’Islam ma una presa di coscienza di diversi valori di riferimento; mi sembra pertanto un atteggiamento sconveniente non riconoscere la condizione di libertà che con molta fatica le donne europee hanno conquistato, com’è del resto è sconveniente da parte dell’Europa non sfruttare gli strumenti che ha a disposizione per uno specifico sistema di autotutela identitaria. I musulmani questo l’hanno capito e la corrispondenza immigrazione/petrolio ha già portato a loro favore qualche piccolo risultato. Il cuneo geofisico potrebbe invece risultare la Turchia, che ormai lontana dalla filosofia repubblicana di Kemal Ataturk, aldilà di  metropoli fascinose come Istanbul ed Ankara, conserva ad oggi le caratteristiche di un paese islamico. Proprio da qui potrebbe aprirsi un pertugio religioso e valoriale e solo con chiare ed adeguate politiche europee rivolte alla difesa delle nostre radici si potrebbe porre una barriera al processo di incursione islamica.

 

La Giunta approva un fondo di rotazione per la bonifica dei siti inquinati

E’ di 30 milioni di euro il finanziamento che la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Maurizio Conte, ha approvato per l’attivazione del  fondo di rotazione previsto dalla L.R. 1/2009 e finalizzato all’esecuzione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale e messa in sicurezza di siti inquinati. Destinatari del provvedimento sono le Province, i Comuni e gli A.T.O. Rifiuti, che potranno inoltrare la richiesta di accesso al fondo entro il 30 settembre 2010, con le modalità indicate nella deliberazione di approvazione. Gli interventi potranno riguardare sia aree di proprietà degli stessi enti locali, sia aree di altra proprietà, ma di competenza territoriale dell’ente richiedente.  A valere su tale fondo di rotazione potranno essere concessi contributi in conto capitale per un importo fino al 100% della spesa ritenuta ammissibile e  rimborsabili in quote annuali, costanti e senza oneri per gli interessati, per una durata massima di 15 anni. Contestualmente la Giunta Regionale, oltre a definire i criteri e le modalità di assegnazione e di restituzione dei fondi, ha approvato un contributo a fondo perduto di € 2.000.000,00 per l’esercizio finanziario 2010 a favore dei medesimi enti e finalizzato a interventi connessi alle indagini ambientali previste per gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza di siti contaminati. “Il Veneto –sottolinea l’Assessore Conte – è una delle prime Regioni ad aver attivato un provvedimento di questo tipo, che consente a quegli enti locali chiamati per competenza ad operare interventi di bonifica dei siti inquinati, ma sprovvisti delle necessarie risorse finanziarie, di ricorrere ad un credito senza oneri. Attualmente in Veneto ci sono molte situazioni ad elevato rischio ambientale per le quali sono necessari interventi urgenti di bonifica e questo provvedimento consente, di fatto, di sbloccare queste situazioni.  Si tratta – ha concluso Conte – di un’iniziativa, che, unitamente al Piano di Bonifica delle aree inquinate approvato nel 2000 e al progetto di “Telerilevamento”,  rientra nella politica ambientale della Giunta regionale, che intende ripulire il Veneto e consegnare ai nostri figli una regione di qualità”. Tutte le richieste dovranno essere presentate alla Regione del Veneto - Direzione Tutela Ambiente – Calle Priuli, 99 – Cannaregio 30121 Venezia,  entro il termine del 10 settembre 2009, allegando la documentazione richiesta.

 

La politica dei sogni – Padova, una città di opere incompiute

Quando la politica non riesce a dare risposte ai bisogni della gente, preoccupata per mille problemi, cerca di farla sognare, sperando di distrarla. L’Amministrazione Zanonato l’Auditorium, il Centro Congressi, la nuova Questura, e via dicendo. Ma la gente non ci crede più, e vota Lega. E una parte della politica non capisce perché, e continua a fare discorsi incomprensibili, viziata e coccolata, immersa in un potere spesso immeritato, viaggia in auto blu, fuori dalla realtà quotidiana.

E il consenso della Lega cresce. Sentiamo parlare di 60 milioni di euro (che probabilmente saranno di più) per un Auditorium, 30 per un Centro Congressi (che probabilmente potrebbe almeno soddisfare entrambe le funzioni), di un paio di miliardi (che probabilmente non ci sono) per il nuovo Ospedale, mentre c’è gente che vive con mille euro al mese, o peggio, ha perso il lavoro.

Naturalmente sono tutte opere utili e importanti, che vorremmo veder realizzate, ma la situazione economica del paese è quella che è, siamo in tempi di vacche magre, e sentir parlare di certe cifre suona inverosimile, irreale. “Se non riesco ad arrivare alla fine del mese, perché ho il mutuo da pagare, magari i figli all’università, e poi devo anche mangiare e vestirmi, non faccio progetti per comprarmi la Ferrari !” Questa città non ha un progetto credibile, si naviga a vista , nella confusione più totale. E quando c’è confusione, vuol dire che manca il capitano, una guida lungimirante che tracci una rotta e che sia capace di mantenerla. Diciamo la verità, anche se toccherà la suscettibilità di qualcuno, dopo Ettore Bentsik Padova non ha più avuto sindaci all’altezza del suo ruolo, e per questo è alla deriva. Non è questione di colore politico, ma  di uomini, di statura degli uomini. E se manca un bravo capitano, la barca fa acqua. Tanto per fare un esempio, questa Amministrazione Comunale ha commesso gravi errori nella gestione di tutti 4 gli ultimi bandi e progetti importanti: Cavalcavia Sarpi (ricorso milionario), Auditorium (ricorso e vince il progetto secondo classificato, che suscita mille perplessità), Foro Boario di Corso Australia (autobocciato e probabile ricorso) e Foro Boario di Prato della Valle (bocciato dalla Soprintendenza e probabile ricorso).    Sembra una trasmissione della Corrida, dilettanti allo sbaraglio, e forse è giunto il momento di far sentire i nostri campanacci. E per distrarre la gente da questi “incidenti di percorso”, che costano comunque milioni, e farla sognare, Zanonato ci racconta che Padova diventerà la capitale della medicina col nuovo Ospedale (come se competesse a lui) e, gli risponde subito Rossi, col Centro congressi in Fiera diventerà la capitale della congressistica mentre gli fa eco la Boldrin, col nuovo Auditorium Padova diventerà capitale della musica, e avanti con una serie infinita di improbabili medaglie che Padova si dovrà mettere sul petto. E, anche se sognare è bello e piace anche a me, io cerco di stare coi piedi per terra, e, in attesa di vedere qualche risultato concreto, mi guardo attorno e vedo Padova capitale della droga e dello spaccio, del degrado che incombe su interi quartieri, della microcriminalità, della prostituzione, dello spritz, capitale degli extracomunitari e dei rom, che insidiano la nostra tranquillità e la nostra stessa vita. E spero sia chiaro che non mi riferisco a quelli per bene, che lavorano e pagano le tasse e non delinquono. E non mi invento niente, leggo solo i giornali. Caos generale, politico, programmatico, sociale ma anche urbanistico.  Non c’è un disegno, si va avanti riempiendo buchi, se ne va una fabbrica e si fa una sede Universitaria, si butta giù un vecchio magazzino e si costruisce un edificio direzionale, si demoliscono un po’ di casette e si edifica un condominio. E centri commerciali:  nell’area rimasta a Padova Est, che era del Comune, e alla Saimp, in Prato della Valle e all’ex Foro Boario, e meno male che “qualcuno” aveva detto che non ne avrebbe fatto neanche uno.   Su quest’ultimo, a dire il vero, sembra ci sia un rigurgito di pudore e non sia stata accettata nessuna delle 2 proposte presentate per realizzare, appunto, un altro centro commerciale, magari un po’ camuffato. Norme urbanistiche cervellotiche e incomprensibili sono riuscite a favorire gli amici, a far lavorare uno stuolo di avvocati, e ad ingorgare tribunali che non ne avrebbero bisogno, e a impedire buone realizzazioni, facendo aumentare a dismisura il valore delle aree, sottraendo conseguentemente risorse alla qualità urbanistica e architettonica. A Padova un piano urbanistico impiega lustri per esser approvato, con gli effetti negativi di cui sopra, mortificando ogni iniziativa e chi la vuol intraprendere. Una fiera da terzo mondo, affare per pochi intimi, che crea un tappo allo sviluppo ordinato e organico della città. Manca un progetto di città, una visione condivisa e condivisibile, una vera leadership.  In vent’anni non è stato realizzato, ma nemmeno pensato, un progetto di grande respiro, per dirla alla Mourinho “zero tituli”. Altro che partito del non fare! Zanonato è alla fine del secondo mandato e non potrà più essere rieletto (per fortuna la democrazia ha i suoi anticorpi), sarà comprensibilmente deluso di fronte al bilancio dei suoi 20 anni di amministrazione, e forse è per questo che vuol farci fare il pieno di sogni, perché  ci ricordiamo di lui.  Non abbia timore, ce ne ricorderemo! Basterà ricordare com’era la Padova che ha ricevuto e quella che ci ha riconsegnato. Naturalmente potrei continuare ma, per concludere con un filo di speranza, spero che almeno il Centro Congressi in Fiera vada avanti, anche con la funzione di Auditorium, mi pare l’unica opera che possiamo ragionevolmente permetterci, perchè avrà un ritorno economico, capace almeno di sopportarne i costi di gestione, innescherà lo spostamento dei padiglioni per lasciar posto al direzionale che non può essere realizzato in ZIP, all’Università, ad un Campus per studenti, ad uno spazio per accogliere le loro esuberanze, liberando il centro storico dal degrado e dall’insozzamento dal popolo dello spritz. Questo vedo io, ma forse è solo una brutta giornata.

 

Corte Costituzionale e reato di clandestinità

Il reato di clandestinità, inserito nel pacchetto sicurezza del Ministro Maroni, era stato concepito come un deterrente a questo fenomeno illegale, per favorire la permanenza regolare degli stranieri nel nostro territorio. Reato  inserito come aggravante per tutti coloro che per entrare nel nostro paese non hanno percorso la via della legalità. La politica di sinistra ricorre spesso alla Corte Costituzionale perché tra i banchi parlamentari, (come del resto tra la gente) risulta inefficace e lontana dalla realtà, e la sponda che i giudici  della Consulta offrono nella valutazione di costituzionalità  delle leggi varate dal Governo crea di sovente forti dubbi sulla correttezza e l’imparzialità delle decisioni assunte. Lo stato di clandestinità, che con la Legge Maroni prevedeva l’incremento di un terzo della pena, viene meno, e così i centinaia di clandestini che comunque hanno compiuto reati (e per cui comunque scontano pene ridotte) vedono ora spalancarsi le porte dei carceri inducendo loro a continuare liberamente l’attività che svolgevano prima delle pena detentiva: quella criminale. Solo nel carcere padovano sono stati messi in libertà ben 10 spacciatori, che una volta varcata la soglia dell’istituto di detenzione si sono resi immediatamente irreperibili. Ritengo dunque inadeguata questa sentenza , pronunciata contro una legge emanata per levare i benefici della condizionale e rendere quindi più efficace la lotta alla clandestinità, e credo non fornisca effetti positivi per la popolazione per la giurisprudenza stessa.

 

calendario

 

lunedì 16 sett.
ore 9:30

Giornata Provinciale dell'Ambiente: conferenza "Il Primato dell'Ambiente"

Auditorium Sant'Artemio, Treviso, via Cal di Breda 116

sabato 18 sett. ore 10:30

Visita Parco Delta del Po con il Gruppo Lega Nord

Porto Tolle, frazione di Polesine Camerini (Rovigo). Imbarco presso la Sacca del Canarin

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio.Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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