Newsletter Assessore all'Ambiente Regione Veneto Maurizio Conte
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Clandestino day

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Campo nomadi di via Ferrero

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Un progetto regionale in soccorso alla zootecnia

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L'assessore Conte annuncia una legge ponte per la gestione degli ATO

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Presentata ad Asiago la pianificazione forestale dei sette comuni

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Idee e progetti a confronto per la tutela delle case di colmata

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Clandestino day


Anche a Padova si è tenuto il “clandestino day” la giornata di celebrazione della clandestinità e dell’irregolarità. Un riconoscimento ufficiale da parte di sigle sindacali, reti antagoniste e scuole contro lo status di clandestinità ma che abilmente mischia il tema dell’immigrazione (quella regolare s’intende) con quello di chi entra nel nostro paese senza possedere i requisiti minimi per poterlo fare. E’ preoccupante pensare che il mondo dell’istruzione abbia concesso spazio e tempo nell’orario scolastico per questa iniziativa, dove si trova allora l’indipendenza dalla politica degli insegnanti? La concessione dell’Istituto Scarcerle a questa iniziativa lanciata contro la costituzione dei CIE e per un’apertura incondizionata all’accoglienza di tutti coloro che arrivano da fuori confine, per pura filosofia democratica, fa presupporre che se verrà inoltrata allo stesso istituto una richiesta per una manifestazione a favore del controllo degli ingressi , quest’ultima dovrà essere accolta. Ma non credo sarà così. Credo che in Italia come in Europa la questione immigrazione, abbia seguito la filosofia del generoso stato assistenziale a tutti i costi, ma ora le condizioni garantite per le minoranze etniche hanno raggiunto un grado di favore insostenibile mettendo ulteriormente in ginocchio le già instabili condizioni economiche italiane. Ne consegue che l’ideologia generalizzante del “straniero è bello, forse meglio del locale” impersonata da manifestazioni come il “clandestino day” avrà la reazione contraria a quella prevista dagli organizzatori di questa giornata di protesta e cioè quella di rafforzare il concetto identitario a tutti coloro che sono ormai stanchi di convivere con una immigrazione che si avvale di ingiustizie sociali, dove immigrati che poco hanno contribuito al welfare di questa nazione riescono per primi ad accedere ai servizi, senza sentire il peso dell’assunzione dei doveri e dell’integrazione.

 

Campo nomadi di via Ferrero
 

Un nuovo campo nomadi, sempre abusivo, sempre nella città di Padova, per di più in via Ferrero, nomenclatura toponomastica inquietante, perché ricorda l’ex Ministro del Governo Prodi che proprio per i nomadi fece più che per anziani e giovani coppie. Questa volta però i residenti hanno giocato d’anticipo, se giocato si può dire, ed hanno dato il via ad una raccolta firme che a mio avviso lancia un messaggio ben preciso al Sindaco Zanonato: “visto che situazioni analoghe Padova le vive da decenni senza vedere mai soluzioni definitive e prima che questo quartiere divenga un nuovo Bronx e che le emergenze sociali diventino croniche ed irrisolvibili caro Sindaco applica la Legge!” I precedenti dell’operato di Zanonato lasciano presagire esclusivamente un’ulteriore tutela della comunità rom, nel suo fare intransigente con i genitori insolventi con le mense scolastiche o con gli sfratti dei nostri connazionali rimane sempre troppo indaffarato per trattare le questioni legate a Sinti e Rom. O meglio, se si tratta di assegnare loro case “su misura” senza liste d’attesa o decine di migliaia di euro per l’accompagnamento e l’inserimento scolastico l’attenzione rimane alta e gli interventi vengono svolti con la massima celerità, ma quando si tratta di smantellare campi abusivi nati dal giorno alla notte i muscoli del sindaco scalatore vengono conservati per altre attività. Sul campo di via Ferrero Giulio Mazzetto, vicepresidente del quartiere 2 nord, ha ragione da vendere quando dice : “questa comunità deve attenersi alle regole, essendo a destinazione agricola ed una via di fuga dell’autostrada quest’area non potrà essere abitata in nessuna maniera, forniture di luce, acqua o gas non dovranno essere installate come del resto wc o capanni degli attrezzi. Le roulotte, anche se in terreno di loro proprietà potranno essere esclusivamente parcheggiate e i rom non potranno di certo dormirci dentro”.
Zanonato come amministratore e politico ha il dovere di imporre quanto previsto dalla Legge, se si renderà necessario anche per la sola sosta dei mezzi. I nuovi proprietari, avranno altresì l’obbligo di rispetto le leggi, potranno quindi coltivare fiori od ortaggi, ma non di certo creare un nuovo ghetto, la nostra città non ne proprio bisogno”.

 

Un progetto regionale in soccorso alla zootecnia
 

“Riduzione del carico inquinante generato dai reflui zootecnico nell’area del Bacino Scolante della Laguna veneta – RiduCa Reflui” è il nome di un progetto sperimentale che la Regione ha avviato in collaborazione con Veneto Agricoltura con il doppio obiettivo di ridurre, da un lato, i carichi inquinanti derivanti dai reflui zootecnici nell’area del bacino scolante della laguna di Venezia, dall’altro di produrre energia (Biogas a monte del trattamento dei reflui) e di valorizzare le deiazioni, ovvero il loro uso in campagna (valorizzazione degli effluenti con trattamenti conservativi dell’azoto). Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative per l’applicazione della  cosiddetta Direttiva Nitrati, emanata dall’UE per regolamentare lo spargimento dei reflui zootecnici nei terreni agricoli e quindi ridurre l’inquinamento sia dei terreni, sia delle acque di superficie e di falda . L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Tezze sul Brenta dall’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, dall’Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, Paolo Pizzolato e dal Presidente del Consorzio di Bonifica Brenta, Danilo Cuman.. A seguito della Direttiva europea, la Regione del Veneto si è posta come capofila in ambito nazionale, adottando un apposito Piano straordinario nitrati per promuovere l’utilizzo a fini energetici del surplus dei reflui zootecnici mediante il finanziamento di digestori anerobici, aziendali o consortili, appositamente dedicati. Nello specifico, l’attività sperimentale realizzata da Veneto Agricoltura e dal Consorzio di bonifica Brenta, intende valutare l’efficacia delle Aree forestali di infiltrazione nella riduzione di quote parte dell’azoto di origine zootecnica contenuta nei digestati provenienti da impianti agricoli per la produzione di biogas. L’impianto aziendale di biogas realizzato presso l’azienda agricola è caratterizzato da dimensioni ridotte, che lo rendono particolarmente adatto alle esigenze di una piccola media azienda. “Ritengo – ha sottolineato l’assessore Conte – che questo progetto sperimentale possa concorrere in modo interessante a fornire concrete soluzioni al grave problema dell’inquinamento delle falde causato dai nitrati, problema che ha portato l’unione Europea già nel 1991 ad emanare specifiche normative con riferimento alle emissioni di origine agricola ed urbana: Si tratta – ha poi precisato Conte _ di un progetto finalizzato ad approfondire e valutare le soluzioni e le tecnologie attualmente disponibili ed economicamente sostenibili, che permettano alle aziende agricole  di operare entro i limiti della Direttiva”

 

L'assessore Conte annuncia una legge ponte per la gestione degli ATO
 

“La legge che andremo a definire per la nuova gestione del servizio idrico integrato potrebbe assumere la valenza di legge ponte, che mantenga l’attuale operatività degli ATO, in attesa che la normativa nazionale chiarisca alcuni passaggi, che oggi generano non poche incertezze di applicazione a livello locale”. Lo ha annunciato l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, nel corso del suo intervento al Master universitario “Regolazione dello sviluppo locale”, tenutosi all’Università di Padova e al quale sono intervenuti, tra gli altri, Stefano Fracasso, vice Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, Lamberto Toscani, Presidente della Confservizi Veneto e Lino Ravazzolo, Presidente ATO Brenta. Conte ha poi precisato che la cosiddetta legge Calderoli, prevede entro l’anno corrente l’abolizione degli ATO, affidando alle Regioni la competenza di provvedere ad una regolazione in materia di gestione dei servizi idrici e dei rifiuti. “L’ambito normativo nazionale – ha aggiunto Conte - soffre di una strutturazione talmente complessa e così poco coordinata, da determinare confusione sia negli operatori di settore, come pure nelle amministrazioni pubbliche. A questo vogliamo por rimedio con la nuova Legge regionale in via di redazione, che permetta di salvaguardare il  sistema regionale che cura i servizi fondamentali dell’acqua e dei rifiuti”. L’assessore ha poi ricordato che il Veneto nel luglio scorso ha presentato un ricorso di legittimità costituzionale per questioni di grave lesione sia delle proprie autonome prerogative organizzative, sia dei propri interessi ambientali. “Per come è formulata – ha spiegato Conte – la Legge Calderoli affida solo in teoria alle Regioni la competenza di provvedere ad una regolazione della materia, ma ciò appare nei fatti pesantemente difforme dalle sentenze costantemente espresse dalla Corte Costituzionale, che ha sempre cassato i tentativi di leggi regionali formulate con lo stesso scopo, dichiarando una riserva di esclusiva statale a riguardo della costituzione delle Autorità d’Ambito, della tariffa per i servizi acqua e rifiuti e della regolazione di settore. Le leggi richiamate dalla suprema corte non sono state cambiate e lo Stato avrà sempre l’ultima parola, togliendo ogni possibilità alle Regioni di dire la propria. Inoltre, - ha proseguito Conte - l’abolizione delle ATO porterà ad un annullamento della partecipazione diretta dei Comuni alle scelte strategiche in materia di Servizio Idrico Integrato e rifiuti, il che è contrario allo spirito della normativa regionale vigente, che riconosce, ad esempio per il Servizio Idrico Integrato, una fortissima autonomia decisionale agli Enti locali. Ebbene, al Veneto interessa molto poter decidere su queste delicatissime materie, dove, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’acqua, riscontrano una fortissima sensibilità popolare. Auspichiamo in proposito - ha concluso Conte - che la discussione sul nostro ricorso  sgombri il campo da ogni dubbio e restituisca alla Regione una effettiva potestà di decisione e regolazione.”

 

Presentata ad Asiago la pianificazione forestale dei sette comuni.
Assessore Conte: e' nostro impegno dare nuove opportunità economiche ai territori montani

 

“Pianificazione Forestale di Indirizzo Territoriale – Metodologia e applicazione sperimentale all’Altopiano di Asiago” è il titolo di una pubblicazione edita dalla Regione del Veneto e in particolare dalla Direzione Foreste ed Economia Montana, che, in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo, ne ha curato i contenuti. La pubblicazione, presentata oggi ad Asiago dall’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, oltre a trattare le modalità con cui impostare la pianificazione forestale su area vasta, illustra una specifica sperimentazione nell’ambito del territorio della Comunità Montana della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni. Si tratta della prima esperienza in Veneto ed una delle prime a livello nazionale intrapresa per dare un supporto informativo alla pianificazione forestale aziendale ed operativa al fine di snellire e rendere più efficace l’elaborazione dei piani aziendali forestali ( es. piani di assestamento e piani di riordino forestale). Il Piano, così come è strutturato, opera su scala adeguata per poter considerare in modo integrato le necessità e le problematiche del settore forestale in relazione alla sua multifunzionalità e alle connessioni con la pianificazione urbanistica, paesistica e delle aree protette. Questo è un primo esempio di come è possibile, rinnovando il settore della pianificazione forestale, ottenere uno strumento maggiormente fruibile ed idoneo alle esigenze del territorio analizzato. “La Regione – ha ribadito l’assessore Conte nella presentazione – crede nella montagna e soprattutto in tutte quelle iniziative finalizzate a valorizzare il bosco, considerato un patrimonio non solo ambientale, ma anche economico. E’ e sarà nostro impegno – ha poi aggiunto – garantire ai territori montani la giusta valorizzazione e le giuste opportunità economiche e questa pianificazione si propone proprio di dare nuove prospettive e nuove opportunità di sviluppo. Nelle aspettative regionali, infatti, - ha concluso l’assessore Conte -l’adozione di tali strumenti pianificatori deve concorrere a rendere più snella, più efficace e meno onerosa la pianificazione forestale aziendale, favorendo nel contempo la gestione partecipata del territorio”. In sintesi la pianificazione Forestale di Indirizzo Territoriale identifica le risorse forestali, paesaggistiche, economiche e sociali del comprensorio territoriale considerato, ne valuta le potenzialità e prescrive gli  orientamenti pianificatori e gestionali volti a migliorare le molteplici funzioni del sistema bosco. La presentazione del Piano Forestale è stata l’occasione per illustrare il Progetto LIFE denominato “Carbomark”, con il quale la Regione del Veneto cerca di dare, con l’utilizzo delle risorse agro-forestali, una valida e concreta risposta alla sfida dei cambiamenti climatici. Il progetto Carbomark infatti si prefigge di costituire e gestire un protocollo per lo scambio credibile delle quote di carbonio tra i soggetti venditori che attivano azioni di sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera ( esempio proprietari di foreste che si impegnano al loro accrescimento) e aziende emettitrici di CO2 che vogliono intraprendere politiche gestionali compatibili con l’ambiente compensando parte delle loro emissioni acquistando crediti di CO2. I due argomenti sono strettamente correlati in quanto la gestione forestale rappresenta la condizione necessaria per poter monitorare i crediti di carbonio e quindi permettere ai vari possessori di boschi di vendere parte del loro incremento legnoso sotto forma di CO2.

 

Idee e progetti a confronto per la tutela delle casse di colmata
 

Idee e progetti per la tutela delle casse di colmata sono stati al centro del confronto tenutosi a Mira, nell’ambito del convegno “La Laguna di Venezia e le casse di colmata: ecosistemi da tutelare”, organizzato dal Centro Studi Riviera del Brenta e al quale sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, quello della Provincia di Venezia, Paolo Dalla Vecchia e il Sindaco di Mira, Michele Carpinetti. Le casse di colmata rappresentano importanti ecosistemi da tutelare per salvaguardare un ambiente naturale di grande valore e delicatezza qual è la laguna di Venezia. A questo proposito l’assessore Conte ha ribadito che, per quanto riguarda l’ambiente, uno dei temi fondamentali per l’attuale legislatura è sicuramente la salvaguardia della Laguna di Venezia e delle aree di gronda, in un processo di ricomposizione ambientale e di gestione della rete ecologica. Tra queste le aree delle casse di colmata, che rappresentano – ha sottolineato – un’opportunità per la valorizzazione delle tradizioni socioculturali della laguna, in quanto elemento fondamentale per la gestione ecosostenibile del territorio mediante azioni indirizzate a favorire attività come la nautica tradizionale, la pesca sportiva, la fruizione ecocompatibile del territorio con integrazione di funzioni turistico- ricreative, nonché la valorizzazione del contesto paesaggistico-ambientali con il sistema della valli da pesca. Si tratta di un percorso di riqualificazione – ha precisato - che dovrà necessariamente coinvolgere, oltre alla Regione,  la Provincia di Venezia e i Comuni interessati. Conte ha poi ricordato che, nell’ambito del bacino scolante, se attualmente la realizzazione del Mose ricopre la centralità degli interventi, anche a livello di risorse, l’obiettivo futuro è quello di investire soprattutto per la riqualificazione ambientale, anche di quelle aree un tempo destinate all’espansione industriale e che oggi sono di interesse ambientale per la loro biodiversità e che rappresentano un’opportunità di sviluppo, soprattutto turistico ed economico, per il territorio della Riviera del Brenta”.

 

 

calendario
venerdì 29
ottobre
ore 10:30
Inaugurazione Lissaro De Amicis Scuola elementare (primaria), Lissaro De Amicis Scuola elementare (primaria) Via S.G. Battista 19 (Località Lissaro, Mestrino)
lunedì 25
ottobre
ore 16:30
Convegno "Quali modelli di gestione per la tutela e la valorizzazione dell'acqua come bene comune" Presso facoltà di Teologia, Via del Seminario, 29 (presso aula tesi) Padova
lunedì 25
ottobre
ore 11:30
Riunione esplicativa sul nuovo sistema di rilevazio-ne elettronica dei conferimenti dei Rifiuti Solidi Urbani, per 30 Comuni su 42 gestiti della Bassa Padovana Presso sede azienda Padova Territorio Rifiuti Ecologia Srl, in Este Via Rovigo 69
domenica 24
ottobre
ore 10:30
Presenza al Comitato d'Onore della VI Mostra Internazionale della Razza bovina Rendena - Associazione A.N.A.R.E. Presso Campo Marzio Marostica (Vi)
venerdì 22
ottobre
ore 12:00
Inaugurazione Nuova Linea per la produzione di CDR (combustibile da rifiuto) Presso il Polo Integrato di Fusina - via della Geologia 31 Venezia
mercoledì 20
ottobre
ore 21:00
Diretta TV Telenuovo Telenuovo
domenica 10
ottobre
ore 19:00
Festa della Pizza Santa Giustina in Colle (PD)
domenica 10
ottobre
ore 10:00
Inaugurazione Impianto Biogas San Pietro in Gu Presso azienda agricola "La Ceresina" via Capolina 19 San Pietro in Gu (PD)
sabato 09
ottobre
ore 18:30
Festa del Tesseramento Lega Nord Piazza Regia, Busa di Vigonza (PD)
venerdì 08
ottobre
ore 18:30
Inaugurazione Chiesa di Candiana Candiana (PD)
venerdì 08
ottobre
ore 10:30
Conferenza stampa per celebrare l'acquisizione della certificazione forestale internazionale PEFC del Comune di Belluno Presso l'edificio   "Le Torri" a Nevegal (Belluno)
martedì 05 ottobre
ore 21:00
Diretta TV Rete Veneta Rete Veneta

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Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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