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Un no deciso del Veneto ai rifiuti della Campania: nessuna solidarietà allo sfascio pubblico

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Un no deciso del Veneto ai rifiuti della Campania: nessuna solidarietà allo sfascio pubblico


“Ai rifiuti della Campania ribadiamo il no del Veneto”. Lo afferma l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, rispondendo alla richiesta inviata dalla Regione Campania per una disponibilità alla stipula di un protocollo d’intesa per il ricevimento di 61 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. La richiesta della Regione Campania fa seguito ad un bando di gara della Presidenza del Consiglio dei Ministri che prevede che il materiale sia smaltito presso discariche in ambito nazionale. Tra le condizioni particolari cui è soggetta la realizzazione dell’appalto risulta che l’offerta è subordinata alla stipula, tra le Regioni e Province interessate e la Regione Campania, di un protocollo d’intesa che acconsenta il ricevimento della predetta tipologia di rifiuti. Si tratta di una clausola del tutto specifica, in quanto i rifiuti speciali non sono subordinati a pianificazioni o contingentamenti particolari, ma solo al rispetto generico del principio di prossimità.

Ragione per cui la Campania vuole verificare la disponibilità delle Regioni ad accogliere nel proprio territorio tali rifiuti. A questo proposito si precisa che sulla base delle scarne informazioni disponibili dal bando sembra trattarsi di rifiuti con elevato contenuto di sostanza organica, in grado quindi di generare potenziali problemi ambientali, in particolare di tipo “odorigeno”; per questo motivo già da molti anni in Veneto tale tipologia di rifiuti non può essere conferito diretto in discariche, se non previo preliminari trattamenti biologici di stabilizzazione, finalizzati a ridurne le caratteristiche di putrescibilità.

“Di rifiuti come quelli che la Regione Campania ci chiede di conferire direttamente nelle nostre discariche, il Veneto non ne smaltisce più da anni, in quanto nella nostra regione si effettua una raccolta differenziata eccellente, superiore al 55%, un dato che ci conferma al vertice delle Regioni italiane, mentre la rimanente quota di rifiuti urbani, per quanto riguarda la frazione umida, viene preventivamente trattata proprio per ridurne la putrescibilità. Il no del Veneto – ribadisce Conte – è comunque motivato sia perché non si può essere solidali con lo sfascio determinato dai pubblici governanti della Campania, sia perché le strutture di smaltimento della nostra regione sono tarate sulla produzione del Veneto. La crisi rifiuti, che periodicamente si ripete in Campania, è una crisi che viene da lontano, conseguenza di non scelte, una questione che deve essere risolta una volta per tutte, non con interventi tampone come quello richiesto al Veneto, ma con l’assunzione di responsabilità da parte di tutti, pubblici amministratori e cittadini. Deve maturare in loro la consapevolezza che il problema è loro e non di altri e quindi deve essere risolto in Campania e non altrove, in una logica del tutto federalista. Quello che possiamo fare come Regione Veneto – conclude Conte – è fornire una consulenza per elaborare tecnicamente ed amministrativamente un Piano per lo smaltimento rifiuti”.

 

Rifiuti dalla Campania. Assessore Conte: nostra lettura più che corretta
 

“Da parte nostra non c’è stato alcun errore nel leggere la richiesta della Regione Campania, né alcun tono sprezzante, ma solo abbiamo inteso ribadire la nostra posizione nei confronti di una situazione che si trascina da anni” A precisarlo è l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, rispondendo alle dichiarazioni del collega della Campania, Giovanni Romano. La questione è la richiesta avanzata dalla Regione Campania per una disponibilità alla stipula di un protocollo d’intesa per il ricevimento di 61 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. “Come leggo dall’articolo – prosegue Conte – l’assessore Romano fa riferimento a “rifiuto organico stabilizzato proveniente dallo svuotamento degli impianti” che non trova alcuna corrispondenza nella richiesta inviataci dal Coordinatore dell’Area generale di Coordinamento, Programmazione e Gestione dei Rifiuti Urbani della Regione Campania. Tale nota, infatti, fa riferimento ad un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri e richiede la disponibilità della Regione Veneto a ricevere 61.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi codice CER 19.12.12 consistenti nella frazione organica prodotta e stoccata negli stabilimenti di Tritovagliatura e imballaggio rifiuti urbani (STIR) di Battipaglia e di Tufino. A maggior chiarimento siamo andati a visionare anche il bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel quale si fa riferimento a “rifiuti speciali non pericolosi codice CER 19.12.12 (frazione umida tritovagliata) prodotta e stoccata negli stabilimenti di Tritovagliatura e imballaggio rifiuti urbani (STIR) della Regione Campania”. Nella corrente letteratura, il termine “frazione umida trito vagliata” indica che il rifiuto è stato sottoposto unicamente a trattamento meccanico di triturazione e vagliatura per separare frazioni estranee, mentre né dalla nota del Coordinatore, né dal bando si estrapola che la frazione umida è stata sottoposta a trattamento di stabilizzazione; peraltro se il rifiuto fosse stato realmente stabilizzato il codice CER descritto nel bando appare errato. Questo per evidenziare che la lettura e l’interpretazione della richiesta è stata più che corretta e che la risposta della Regione Veneto alla Regione Campania appare congruente a quanto evincibile dalla documentazione a disposizione. Per quanto attiene ai rifiuti che l’Assessore della Regione Campania afferma essere stati conferiti in Veneto, una verifica condotta con l’Osservatorio Rifiuti di ARPAV evidenzia che nel 2008 non risultano essere stati conferiti in discarica né rifiuti trito vagliati, né rifiuti stabilizzati. Discorso analogo vale per il 2009; nella stessa annualità si riscontra comunque che sono arrivate dalla Campania 7.000 tonnellate di rifiuto organico da raccolta differenziata (principalmente da Salerno) destinate a impianti di compostaggio. Detto questo – conclude Conte - rimane comunque il fatto che il problema rifiuti in Campania esiste, è un problema, che, come già ricordato, viene da lontano a causa di non scelte e che senza l’assunzione di responsabilità da parte di tutti, amministratori e cittadini della Campania, non potrà trovare soluzione”.

 

Assegnata al Comune di Belluno la certificazione PEFC
della Gestione Forestale

 

L’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ha ufficialmente consegnato, a nome della Regione del Veneto, al Comune di Belluno la certificazione PEFC ((Programme for Endorsement of Forest Certification schemes – Programma per il riconoscimento mondiale degli schemi di certificazione forestale). A ricevere il riconoscimento il Vice Sindaco Leonoardo Colle e l’assessore al patrimonio Tiziana Martire. Il Comune di Belluno, aderendo al Gruppo Veneto PEFC, è il primo capoluogo italiano delle Regioni a Statuto Ordinario, ad acquisire tale riconoscimento internazionale, che sancisce il suo impegno alla gestione sostenibile delle foreste. Il PEFC è un’iniziativa avviata a livello internazionale, a partire dal 1998, dai proprietari forestali e da una parte del settore dell’industria del legno per promuovere la certificazione della gestione forestale sostenibile. Tale iniziativa la Regione del Veneto ha aderito come socio fondatore ed ha ottenuto la certificazione della gestione forestale sostenibile di molti boschi in Regione. Il sistema PEFC prevede, tramite controlli indipendenti da parte di organi di certificazione, che venga dimostrata la gestione forestale sostenibile delle foreste tramite la verifica del rispetto delle regole internazionali del PEFC. Tali regole, che si applicano ai boschi pianificati e possono essere estese ai boschi non pianificati di dimensioni inferiori ai 100 ha, comprendono, tra l’altro, l’obbligo di prelevare dal bosco un quantitativo di legname inferiore all’incremento naturale dei boschi, l’obbligo di favorire foreste con più specie e con alta biodiversità, il divieto di eseguire tagli a raso superiori a mezzo ettaro e la salvaguardia degli habitat sensibili, dei boschi storici e delle specie a rischio di estinzione. Il logo PEFC, associato ai prodotti realizzati utilizzando legname certificato, è sinonimo di scelte consapevoli, sostenibili e virtuose e che contribuiscono alla salvaguardia della natura, garantendo la buona gestione delle foreste venete. In Veneto aderiscono a tale iniziativa complessivamente 61 proprietà per oltre 70.000 ha di boschi certificati, comprendendo per lo più proprietà comunali, oltre a proprietà private singole e collettive e in questi ultimi anni la certificazione PEFC ha avuto un ottimo successo, interessando oltre il 50 % delle superfici boscate pianificate. “La Regione – ha ribadito l’assessore Conte nel suo intervento – crede nella montagna e soprattutto in tutte quelle iniziative finalizzate a valorizzare il bosco, considerato un patrimonio non solo ambientale, ma anche economico”. E ne ribadire che l’impegno della Regione è e sarà quello di garantire ai territori montani la giusta valorizzazione e le giuste opportunità economiche, Conte ha infine ricordato che le foreste rappresentano uno dei mezzi più efficaci per mitigare e compensare i gas serra e che quello del contenimento di CO2 è uno degli obiettivi della pianificazione forestale della Regione, che vedono nelle iniziative di investimento compensativo volontario e nella creazione di un sistema regionale di scambio delle quote di CO2, una delle più valide strategie per il contenimento dei gas serra nell’atmosfera, oltre che fornire un valido sostegno alla competitività delle nostre aziende. Gli organismi internazionali, che controllano l’applicazione del Protocollo di Kyoto, hanno infatti assegnato all’Italia la possibilità di scontare 10 milioni di tonnellate di CO2 dalle emissioni totali annue grazie al ruolo di assorbimento delle foreste. Il valore complessivo di tale assorbimento è pari a 140 milioni di euro all’anno, cifra che il sistema industriale non deve sopportare per acquistare sul mercato quote di carbonio. Per quanto riguarda il Veneto si può valutare che ogni anno gli oltre 400 mila ettari di foreste assorbano circa 400 mila tonnellate di CO2, per un controvalore di circa 6 milioni di Euro

 

Sulla nuova Questura di Padova serve un po’ di buon senso...
 

Sulla nuova Questura di Padova il Sindaco Zanonato dichiara la disponibilità a mettere sul piatto l’area e le opere di urbanizzazione per una cubatura fuori terra, di circa 40.000 mc per un valore ipotetico che si aggira attorno ai 10 milioni di euro. La Provincia dal canto suo, per voce delle Presidente Degani, è disponibile a conferire nell’operazione il valore dell’attuale sede con un importo che si aggira attorno ai 20 milioni di euro. Arrivando alla questione centrale, il costo di costruzione dell’edificio è dello stesso ordine di grandezza: per 40.000 mc 16 milioni per la parte fuori terra, e altri 4 milioni per gli interrati. Non avendo avuto l’opportunità di visionare i progetti, è approssimativa questa mia stima ma credo di essere poco lontano dalla realtà. Ma allora, la domanda è: di cosa stiamo parlando ? Per far quadrare meglio i conti, alla luce di un progetto preliminare e di un computo metrico (che non si capisce se ci siano), ci sono alcune soluzioni che si potrebbero adottare: il recupero dei canoni per le 2 sedi distaccate che non servirebbero più (Arcella e Stanga), un adeguamento del canone ministeriale, che, per una sede di dimensione doppia, dovrà essere adeguatamente ricalcolato, una gestione intelligente del rapporto col costruttore che, in tempi di crisi, potrebbe offrire delle condizioni interessanti, ricevendo, ad esempio, in permuta l’attuale sede. Si potrebbe inoltre costituire una società pubblico-privata, alla quale avrebbero interesse a partecipare tutti i proprietari di immobili nel raggio di almeno 1 km, i quali vedrebbero rivalutate le loro proprietà. Ma visto che le proposte dell’amministrazione padovana fino ad ora si sono limitate ad allungare la mano esclusivamente verso il Ministero dell’Interno mi sorge un sospetto. La disponibilità dell’area, tanto sbandierata dal Sindaco Zanonato, c’è o no?
Mi chiedo se dietro a petizioni, manifestazioni, che Ruzzante e il Pd vogliono promuovere, non si nasconda l’ennesimo bluff del partito di Bersani? Quante altre storie di grandi progetti che non si fanno per “colpa degli altri” dovremo ascoltare ancora? Mutuando la frase di Robert De Niro, l’Amministrazione di Padova è “tutta chiacchiere e propaganda” oppure, più alla buona, “tanto fumo e poco arrosto”. Tirare in ballo il Ministro Maroni è una soluzione ponziopilatesca e che delinea incapacità politica e manageriale. Nessuno pretende che gli amministratori della città di Padova siano degli assi nelle operazioni immobiliari, hanno già ampiamente dimostrato che non è così, ma magari si potrebbe chiedere loro di farsi consigliare da chi ha la capacità, la competenza e l’esperienza necessaria per affrontare questioni come quella della nuova Questura . La soluzione è sul tavolo, basta saperla interpretare: la Provincia potrebbe cedere la vecchia sede e divenire così proprietaria di un nuovo stabile, con un canone più elevato, dell’ordine di 1 milione almeno all’anno. Ci stà. L’Assessore Dalla Vecchia e l’immancabile Ruzzante rinuncino al Nobel per l’economia per aver scoperto che con 700.000 €/anno si può accedere ad un mutuo trentennale di 13 milioni. Non serve. L’Amministrazione Comunale metta in moto le delibere per diventare proprietaria dell’area e per dare il via all’operazione. Il percorso amministrativo c’è e potrebbe essere pure celere. In tre anni si potrebbe inaugurare una sede idonea e dignitosa, per la città e per i nostri poliziotti, che, rischiando la vita per la nostra sicurezza, ne hanno pienamente diritto. E sarà sempre troppo tardi. Altrimenti più che un bluff è una bufala. Ma tanto ormai ci siamo abituati.

 

Nuovo Ospedale di Padova
 

Sul nuovo ospedale di Padova, l’Amministrazione Zanonato dalle dichiarazioni emerse sulla stampa per voce del vicesindaco Rossi, pare abbia acquisito la delega alla Sanità Regionale e che sia in grado di fare proposte documentate sulla nuova struttura sanitaria che dovrebbe sorgere nella zona ovest della città. Sono cosciente del fatto che per questo progetto Ivo Rossi stia schiacciando sulla tavoletta per strappare alla Giunta Regionale la realizzazione del progetto, ma se si fossero seguite le indicazioni del protocollo d’intesa targato Galan-Zanoanto, in questo momento si sarebbero investite delle risorse che avrebbero messo in crisi i bilanci regionali. Se poi diamo per buoni i dati snocciolati dal vicesindaco per un progetto che sostanzialmente rimane invariato da quello proposto dalla società Bovi Lend Lease e cioè, per la costruzione della medesima struttura con la medesima destinazione, il costo reale dopo appena cinque mesi è già dimezzato, forse attendendo un altro po’ di tempo, i costi potrebbero ulteriormente diminuire. E poi, quando venne firmato il protocollo, il Sindaco di Padova verificò quanto andava a siglare? Perché poi lo stesso Galan insistette per strappare nel rush finale della campagna elettorale un documento così importante? La fretta fanciullesca che cerca di imprimere ora il vicesindaco patavino per la realizzazione dell’opera, dopo questa radicale diminuzione di costi, credo sortirà l’effetto contrario a quello sperato dall’esponente del PD, la ponderazione decisionale diverrà un criterio decisivo e quindi le soluzioni dovranno essere assunte con calma ed attenzione. Il progetto dell’ospedale dovrà inoltre avere quale attore protagonista nelle scelte la facoltà di Medicina, non saranno di certo le accelerazioni improprie che cerca di imprimere Ivo Rossi a conferire i meriti al comune di Padova per l’eventuale realizzazione di questa struttura, ognuno rimanga al proprio posto.

 

 

calendario
venerdì 29
ottobre
ore 10:30
Inaugurazione Lissaro De Amicis Scuola elementare (primaria), Lissaro De Amicis Scuola elementare (primaria) Via S.G. Battista 19 (Località Lissaro, Mestrino)
lunedì 25
ottobre
ore 16:30
Convegno "Quali modelli di gestione per la tutela e la valorizzazione dell'acqua come bene comune" Presso facoltà di Teologia, Via del Seminario, 29 (presso aula tesi) Padova
lunedì 25
ottobre
ore 11:30
Riunione esplicativa sul nuovo sistema di rilevazio-ne elettronica dei conferimenti dei Rifiuti Solidi Urbani, per 30 Comuni su 42 gestiti della Bassa Padovana Presso sede azienda Padova Territorio Rifiuti Ecologia Srl, in Este Via Rovigo 69
domenica 24
ottobre
ore 10:30
Presenza al Comitato d'Onore della VI Mostra Internazionale della Razza bovina Rendena - Associazione A.N.A.R.E. Presso Campo Marzio Marostica (Vi)
venerdì 22
ottobre
ore 12:00
Inaugurazione Nuova Linea per la produzione di CDR (combustibile da rifiuto) Presso il Polo Integrato di Fusina - via della Geologia 31 Venezia
mercoledì 20
ottobre
ore 21:00
Diretta TV Telenuovo Telenuovo

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Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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