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Festeggiamenti per i 150 anni e la perdita economica degli industriali veneti

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Il mistero dei boati nel Fadalto. Esiti sopralluogo

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Acqua buona della falda del Brenta anche per bassa padovana e polesine, ecco come la preleveremo senza impoverire la falda

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Alluvione in Veneto. A Maserada e Castelfranco risarcimenti anche per i danni da innalzamento della falda

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Natalità, occupazione ed immigrazione in Veneto e a Padova

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Alluvione in Veneto. Il grande cuore del “consiglio dei ragazzi” di Valgreghentino (LC)

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Festeggiamenti per i 150 anni e la perdita economica degli industriali veneti
 

I festeggiamenti per il secolo e mezzo di vita di questa Italia aprono fronti nel mondo della politica quanto in quello dell’economia. Arriva da Treviso e più precisamente dall’Associazione di categoria degli industriali per voce del Presidente Alessandro Vardanega il grido d’allarme per il riflesso antieconomico che i festeggiamenti di giovedì 17 marzo porteranno al volano economico del nordest, la Regione Veneto. Come giustamente sottolineato dal Presidente trevigiano degli industriali e successivamente con eco del Presidente Veneto della categoria Andrea Tomat questa iniziativa penalizzerà di almeno 190 milioni di euro sulla produzione regionale. In risposta a questo grido d’allarme c’è addirittura qualche consigliere regionale che, dimenticando quanto sia difficile il rilancio del sistema economico e produttivo, nonché irridendo i moltissimi disoccupati che per qualche ora di lavoro farebbero carte false, cerca di fare ironia dicendo che tanto varrebbe “spostare Natale o Pasqua per rispedire gli operai in fabbrica”. Sono convinto che le dichiarazioni del mondo industriale abbiano una fondatezza nei numeri e nella morale. Voglio ricordare ai “festeggiatori radicali” che questo Veneto è stato reso grande anche da quest’ottica di produzione serrata mossa da solide prospettive future, il mondo della politica, in un momento di difficoltà globale deve dimostrare sensibilità ed ascolto a coloro che rendono solida la rete del sistema economico e sociale di una Regione trainante quale il Veneto.

 

Il mistero dei boati nel Fadalto.
Esiti sopralluogo


Il mistero dei boati che da oltre un mese si odono dalla zona del Passo Fadalto e in Val Lapisina, a cavallo fra le province di Belluno e di Treviso non ha ancora trovato una risposta precisa, ma si stanno affinando le analisi per venirne a capo e gli interventi in relazione agli scenari che potrebbero emergere. Ieri si è svolto anche un incontro con successivo sopralluogo e sorvolo in elicottero in zona con tecnici, esperti dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Udine e dell’Unità Operativa di Supporto (UOS) della struttura di Padova dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR e della Regione del Veneto. “Come Regione – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Maurizio Conte – stiamo costantemente monitorando l’evento e vogliamo approfondirlo, consapevoli che l’area dell’Alpago è tra le più sismiche del Veneto”. “Per quanto riguarda il sistema della protezione civile – gli ha fatto eco l’assessore Daniele Stival – i Comuni coinvolti hanno già da tempo messo a punto piani per eventuali interventi. Inoltre, dal momento che la zona interessata coinvolge il territorio di due Province, vi sarà anche un coordinamento a livello regionale, in stretto collegamento con le due amministrazioni provinciali e i comuni interessati”. Il sopralluogo ha fatto riscontrare diverse situazioni di instabilità di masse rocciose e diffuse manifestazioni carsiche. Le primissime indicazioni strumentali sembrano confermare che non si tratta solo di suoni misteriosi, perché sono state registrate “componenti vibrazionali”, insomma lievi tremori associati ai boati, percepibili solo strumentalmente, con fenomeni che avvengono anche di giorno. Si tratterebbe peraltro di eventi non nuovi, già segnalati tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 e nel dicembre 2003, mentre “sintomi” analoghi c’erano già nell’ottobre scorso. L’origine, peraltro, sarebbe da localizzare a sud-est rispetto all’area nella quale sono stati percepiti. Le indagini proseguiranno e in ogni caso lunedì prossimo, nella sede della Protezione Civile Regionale, vi sarà un’ulteriore confronto tecnico con esperti nazionali.

 

Quote d'ingresso e click-day
 

Chi si aspettava che il click-day divenisse un caos incontrollabile sarà rimasto a bocca asciutta, le domande pervenute al Ministero dell’Interno al primo dei tre appuntamenti multimediali per l’inoltro della pratica di richiesta di regolarizzazione hanno portato all’evidenza dati molto interessanti per una lettura della realtà della nostra Regione. In netta controtendenza rispetto a quanto previsto dal PD questa giornata di regolarizzazione ha fatto registrare un riscontro della realtà economica ed occupazionale del Veneto, sul totale delle 300.000 richieste nazionali, circa 35.000 sono pervenute dalla nostra Regione, molte, moltissime in meno rispetto a quelle che arrivarono nel biennio 2007/2008. Un segnale chiaro di come la richiesta di manodopera extracomunitaria abbia subito una brusca frenata dovendo fare i conti con una congiuntura economica sfavorevole anche per noi veneti. Gli stranieri vedono il nostro paese con una fisionomia sempre più lontana dall’Eldorado, il 75% circa delle richieste di regolarizzazione sono state inoltrate per colf e bandanti, i lavoratori subordinati sono solo una minima parte. Una delle preoccupazione che sorge riguarda l’effettiva pregressa presenza dei richiedenti sul nostro territorio, o meglio, coloro che hanno fatto domanda per legittimare la propria posizione nel nostro paese fanno o meno parte dei nuovi flussi previsti dal Ministero dell’Interno. Questo provvedimento non sarà mica una seconda sanatoria per badanti già presenti in Veneto che segue a quella già avvenuta lo scorso anno? Da uno studio della Fondazione Moresca risulta che un disoccupato su 4 è straniero, se così fosse, un condono di posizioni preesistenti aggraverebbe la situazione. Mi auguro che nella fase che seguirà gli altri due click-day le direzioni provinciali del lavoro e le Questure svolgano un controllo preciso e concedano di regolamentare la posizione esclusivamente a coloro che ne hanno realmente diritto.

 

Acqua buona della falda del Brenta anche per bassa padovana e polesine,
ecco come la preleveremo
senza impoverire la falda
 

Come portare l’acqua buona, quella prelevata dalla falda che può essere consumata a tavola senza nessun trattamento, anche a territori privi di sorgenti come la Bassa padovana e il Polesine senza impoverire le falde già sfruttate da altri acquedotti? La strategia della Regione del Veneto è stata illustrata dall’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte stamani nel corso di un convegno organizzato dall’Aato Brenta a Cittadella, in provincia di Padova. “La Regione del Veneto – ha detto l’assessore Conte - vuol concludere entro i prossimi 10 anni la creazione dell’anello del sistema acquedottistico regionale, un progetto molto importante in cui stiamo investendo 110 milioni di euro per le infrastrutture. Uno dei punti di approvvigionamento di questo anello che distribuirà l’acqua in tutto il Veneto è previsto a. Camazzole, vicino a Carmignano di Brenta, dove oggi c’è un pozzo che preleva 500 litri al secondo.. Il nuovo pozzo preleverà 950 litri al secondo e alimenterà sia il sistema locale del gestore Etra, sia gli acquedotti della Bassa padovana e del Polesine. E’ però importante che questo prelievo venga fatto senza danno per la falda. Per questo è importate che possiamo prevedere quali saranno le conseguenze delle nostre scelte”. Lo strumento principe in questo senso è Modello matematico di flusso idrico sotterraneo, di cui per la prima volta nel Veneto si è dotata l’Autorità d’Ambito ottimale “Ato Brenta”. Il modello, presentato nel corso del convegno di Cittadella, è stato elaborato in due anni di lavoro da un gruppo di studiosi dell’Università di Padova coordinati dal professor Andrea Rinaldo. Scopo dichiarato è stimare gli effetti dei nuovi prelievi dalle falde del Medio Brenta previsti dal modello strutturale degli acquedotti del Veneto (MSAV) per alimentare gli acquedotti del Basso Veneto. Lo strumento rende organiche e leggibili tutte le informazioni di tipo stratigrafico, pluviometrico, idrogeologico e idraulico, raccolte. Le simulazioni hanno messo in rilievo che la prevista apertura di un nuovo pozzo da 950 litri al secondo a Camazzole se non verrà compensata con efficaci azioni di ricarica della falda porterà importanti modifiche nell’assetto idrogeologico dell’area, con una diminuzione della portata sfiorante dalle risorgive compresa tra 0,83 e 0,94 metri cubi al secondo in un’aerea di circa 4 chilometri quadrati. Per limitare l’impatto dei nuovi prelievi sul Medio Brenta, ma anche per sopperire agli eventuali minori apporti meteorici (perché anche se in questo momento sembra assurdo parlare di carenza d’acqua, non bisogna scordare gli anni siccitosi come il 2001 e il 2003), è necessario programmare interventi organici di risparmio idrico, prima tra i quali la regolazione o la chiusura di pozzi privati. “Questo modello matematico di flusso – spiega l’assessore Conte – ci dice chiaramente che è necessario eliminare l’acqua che viene sprecata dai pozzi privati, stimolando i cittadini della zona delle risorgive ad allacciarsi all’acquedotto. Ricordiamo che l’acqua è un bene pubblico, ma non è del singolo. Tra l’altro l’acqua gestita dall’acquedotto è sottoposta a continui controlli mentre se invece un cittadino si approvvigiona direttamente dalla falda col proprio pozzo, in caso di inquinamento non ha nessun controllo sull’acqua che sta consumando”. Secondo la stima del centro idrico di Novoledo il prelievo privato ad uso sia civile sia industriale nel Veneto è di circa 6 metri cubi al secondo ossia 189 milioni di metri cubi l'anno. “Nel bacino del Brenta – ha spiegato il presidente dell’Aato Lino Ravazzolo - poche migliaia di persone che attingono acqua dai pozzi privati sprecano acqua pari alla città di Padova”. “Per dare l’idea di quanto possa incidere il prelievo dei pozzi privati – ha aggiunto il professor Andrea Rinaldo coordinatore del gruppo che ha elaborato il modello matematico di flusso – nella notte in cui si è verificato il blackout elettrico nel 2007 chi misurava le falde ha constatato un innalzamento di quasi un metro: altro non era che il fatto che le pompe alimentate elettricamente erano state messe fuori uso. E questo in una notte d’inverno, quando la necessità d’acqua è minima. E’ chiaro che quella è tutta acqua che viene normalmente sprecata”.

 

Alluvione in Veneto. A Maserada e Castelfranco risarcimenti anche per i danni da innalzamento della falda
 

“I cittadini o le aziende che hanno subito danni a causa dell’innalzamento della falda acquifera a seguito delle alluvioni che hanno colpito la Regione del Veneto possono presentare la domanda per chiedere un sostegno per il ripristino delle strutture e per un contributo per l’energia elettrica necessaria per il funzionamento continuo delle pompe”, lo annuncia l’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte, illustrando il contenuto di un’ordinanza in fase di elaborazione. I cittadini dei comuni di Maserada sul Piave (Tv), Villaverla (Vi), San Martino di Lupari (Pd), Tombolo (Pd), Castelfranco veneto (Tv) e Montecchio Precalcino (Vi), pur non essendo stati colpiti direttamente dai danni dell’alluvione, hanno lamentato forti disagi a causa dell’innalzamento della falda acquifera, che ha provocato affioramenti dell’acqua e allagamenti di grave entità. Abitazioni e aziende si ritrovano con il piano terra costantemente allagato oppure asciutto solo grazie all’utilizzo di pompe idrauliche tenere accese giorno e notte, con un notevole dispendio di energia elettrica. “Comprendendo il problema – spiega il vice commissario straordinario per l’alluvione, Mariano Carraro – abbiamo allargato il bacino di coloro che possono presentare domanda per i risarcimenti anche a coloro che hanno subito danni collegati agli eventi del primo novembre, anche quando si sono manifestati solo nei giorni successivi. Per i danni alle strutture è importante che le domande vengono presentate ai Comuni entro il 31 gennaio. Per le spese sostenute per il consumo di energia elettrica, ci stiamo attivando presso il gestore Enel affinché conceda uno sconto ai cittadini e alle imprese che si trovano in questa situazione”.

 

 

Natalità, occupazione ed immigrazione in Veneto e a Padova
 

“Il Veneto sta facendo ora i conti con una pesantissima eredità proveniente da anni di illogiche politiche migratorie” è così che l’Assessore Regionale Veneto Maurizio Conte interviene dopo aver preso atto delle nuove statistiche riguardanti l’immigrazione nella Regione governata dal Presidente Zaia. I dati relativi alla nuova fotografia del tessuto sociale Veneto – continua Conte - portano all’evidenza una realtà sempre più complessa nella gestione e nella quantificazione delle risorse necessarie a coprire le necessità di questo territorio. Lo studio promosso dalla Fondazione Moresca conferma questi timori proprio perché secondo questa ricerca un disoccupato su 4 è straniero e la possibilità di avere sotto controllo e di riuscire quindi per la politica dare risposte adeguate alla questione immigrazione/lavoro diventa sempre più impraticabile. La stessa Caritas mette in allarme la nostra Regione perché crede sia arrivato il momento di affrontare con obiettività i flussi migratori. I dati relativi alla natalità dipingono un Veneto dove un neonato ogni 4 proviene da genitori stranieri (sono il 27,7% del totale delle nascite) e una prospettiva di vita per le donne di 83 anni e per gli uomini di 79. Facendo un breve excursus sui dati INPS della provincia di Padova l’impietosa condizione dello scorso biennio pare stia godendo, in questo primo mese del 2011, di un trend positivo, dai 13.000 posti persi nel 2009 e 2010 siamo ora a 6.500 circa. A questo punto i flussi migratori nel Veneto dovrebbero affrontare una fase di arresto e trovo ragionevoli le posizioni pervenute dal mondo della politica in replica alle preoccupazioni avanzate dalla Caritas italiana in relazione alla crisi del mondo del lavoro nella nostra Regione. I dati dell’economia e dell’occupazione del resto non lasciano spazio ad altra logica se non a quella della presa d’atto della saturazione dell’accesso all’impiego e pongono in evidenza la negatività del saldo occupazionale che ha portato nell’appena trascorso 2010 ad una necessità di nuova manodopera straniera pari a zero. La priorità in fatto di assegnazione e reinserimento dovrà essere garantita ai lavoratori Veneti, grazie anche ad un nuovo impulso da dedicare alla formazione. E’ arrivato dunque il momento per le Istituzioni di fare quadrato attorno a questo problema, - conclude l’assessore regionale Maurizio Conte - di svelarsi dalle ideologie e di porre soluzioni sulla base di dati oggettivi, insomma il grosso nodo è arrivato al piccolo pettine, ora la politica come il potere giudiziario hanno il dovere di individuare il comune accordo. Forse la Lega Nord, che da tempo indicava l’immigrazione clandestina quale questione a cui riservare particolare attenzione aveva visto, ancora una volta, oltre l’orizzonte.

 

 

Alluvione in Veneto.
Il grande cuore del “consiglio dei ragazzi” di Valgreghentino (LC)

 

Non tutti gli euro hanno lo stesso “peso”, e di sicuro i 108 che il “Consiglio dei Ragazzi” di Valgreghentino, in provincia di Lecco, hanno versato a favore degli alluvionati del Veneto sono il frutto un grande cuore. Sono “una goccia di solidarietà in quattro continenti”, quella destinata all’Europa: un quarto del ricavato dalla vendita di lavoretti natalizi realizzati dai 32 ragazzi di quinta ragazzi del plesso “Greghentino” della scuola primaria, che gli alunni hanno voluto destinare per dare una mano alle sfortunate popolazioni venete devastate dall’acqua. Le altre gocce sono andate all’emergenza Pakistan, in Equador e in Kenya, dove operano missionari parenti dei giovani scolari. Dell’iniziativa il presidente del Veneto Luca Zaia ha avuto informazione dalle loro maestre, Anna Clara Bassaim Cristiana Troiano e i Luigia Gilard, a nome anche del “sindaco dei ragazzi “ Barbara Marveggio. E la risposta di Zaia, assieme all’assessore all’ambiente Maurizio Conte, non si è fatta attendere. “Abbiamo ricevuto con piacevole stupore questa vostra lettera descrittiva della raccolta di fondi – hanno scritto Zaia e Conte – e vogliamo complimentarci per l’impegno, l’organizzazione e gli obiettivi raggiunti. “Una goccia di solidarietà in quattro continenti” ha rivolto l’attenzione in “casa” come in altre realtà di bisogno nel resto del mondo, offrendo una reale e tangibile testimonianza nella concezione dell’agire concretamente. Bravi ragazzi! E un “brave” lo rivolgiamo anche alle insegnanti che, insieme alla vostra Giunta Regionale, hanno ben interpretato un progetto caratterizzato dall’alto senso civico e dalla solidarietà”. Zaia e Conte hanno mandato come “piccolo segno di riconoscenza” due libri sul Veneto, accompagnati da un formale invito di ospitalità a Palazzo balbi di Venezia, sede della Giunta regionale.

 

calendario
giovedì 17
febbraio
ore 21:00
Diretta Radio Padova  
mercoledì 16
febbraio
ore 14:30
Convegno "Federalismo: tra aspettative e realtà" Hotel Crowne Plaza, Via Po, Limena (Pd)
martedì 15
febbraio
ore 7:20
Diretta Radio Genius  

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Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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