Newsletter Assessore all'Ambiente Regione Veneto Maurizio Conte
 Seguimi su
facebooktwitter youtube
editoriale

 Leggi l'ultima copia de
"La Voce della Gente Veneta"

news

notizie


La polveriera mediorientale e l’Europa latitante

notizie


Il ponte verde che verde non e’ !

notizie


Pronti i disegni di legge per abolire gli ATO.

notizie


Zanonato definisce uomo "pulito" Prodi, l'incredibile leggerezza del Pd !

notizie

Madri coraggio denunciano spacciatori, Portello di nuovo nel caos,  Zanonato: cittadino pensaci tu!

notizie


Il PD si avvicina alle fabbriche, ambiente a loro lontano e sconosciuto!

notizie


Il PD scende in piazza ma scorda di portare i cittadini

notizie


Un altro Interporto in Veneto proprio non serve

Incontri pubblici calendario
Opportunità finanziarie e concorsi regionali
Visita il mio sito web homepage
Scrivimi una mail mail
archiviofoto

 Raccolta fotografica
WEB

 
incontri nel territorio

 Raccolta fotografica
divisa per comune

Calendario incontri Web
Collegamenti
solealpi Lega Nord
solealpi Lega Nord Veneto
solealpi Lega Nord Padova
solealpi Movimento Giovani Padani
solealpi Radio Padania
solealpi Tele Padania

 

La polveriera mediorientale e l’Europa latitante
 

La crisi mediorientale ha inevitabilmente coinvolto il nostro paese e come nelle precedenti ondate i problemi legati agli esodi di clandestini sembra rimangono da affrontare con risorse e strutture italiane. Analizzando la questione del mondo arabo ed islamico stiamo assistendo ad un parallelo interessante quanto inquietante con l’Europa di un ventennio fa quando Berlino nel 1989 vide crollare il muro del “campo socialista”. Questo evento ebbe un diretta conseguenza sulle frontiere politiche di un po’ tutto l’occidente. Lo stesso effetto domino si sta configurando nella crisi globalizzata che sta sconvolgendo l’intero mondo arabo, dove la rassegnazione di giovani, studenti e cittadini si è trasformata in rabbia e proteste provocando il fuoco alla polveri in Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Iran dove, anche se con forme e governi eterogenei, questa protesta radicale sta portando ad una svolta dalla difficile interpretazione futura in quanto l’integralismo islamico potrebbe soffiare preoccupantemente sul fuoco della ribellione. E’ la prima volta dopo molti decenni che gli arabi alzano la testa ribellandosi non per ideologia o religione ma per mangiare, lavorare e perché la corruzione è palesemente il criterio caratterizzante della politica e di una larga parte della produzione economica, prova ne sia che questa volta, nelle piazze, non sono state date alle fiamme bandiere israeliane o americane, ne tantomeno non sono state issate bandiere verdi dell’islam. L’emergenza che ci troviamo a fronteggiare sta trovando poche riposte da parte di un Europa che pare stia puntando più l’ attenzione sull’entrata di nuovi paesi (ancora in odore di sviluppo) del vecchio continente senza badare a reali situazione di emergenza come quella che stiamo affrontando con grande apprensione nel nostro paese. L’unione Europea, come più volte dichiarato dal nostro Ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha il dovere di dare risposte, sia per affrontare il momento di crisi sia per approntare al meglio i piani necessari per contrastare questa immigrazione clandestina. I fondi necessari per far fronte a questa emergenza dovranno essere una priorità per l’organismo europeo come del resto la distribuzione di questi immigrati; coloro che non saranno rimpatriati nel paese d’origine non dovranno trovare rifugio esclusivamente in Italia, le responsabilità, anche in questo caso, dovranno essere assunte, in maniera proporzionale, dai paesi facenti parte dell’unione l’Unione Europea.

 

Il ponte verde che verde non e’ !


E’ andata in onda qualche giorno fa l’ennesima puntata della “Corrida, dilettanti allo sbaraglio”, a cui ci ha ormai, ahimè, abituati l’Amministrazione Comunale di Padova. Anni di propaganda sulla realizzazione di un Auditorium, per il quale si è fatto un bando di progettazione, spendendo soldi pubblici, su di un’area che non si sa ancora se sia idonea, non si sa quanto costa né chi metterà i soldi, chi lo gestirà, e cosa costerà la gestione, cosa succederà degli spazi per la musica esistenti in città, alla faccia della programmazione! Per non parlare del Nuovo Centro Congressi e della Nuova Questura, oggetti ancora misteriosi, che appaiono e scompaiono dalla scena, o dello stato di Piazza Cavour nel centocinquantesimo dell’unità d’Italia, o del nuovo ponte sulla ferrovia che è costato il doppio di quanto previsto, con relativo contenzioso, o della serra del parco alla Stanga, in stato di abbandono dopo che è costata una cifra. L’elenco sarebbe interminabile ed impietoso, ma scorrendo il titolo dell’articolo apparso sul Gazzettino del 10 febbraio, nel quale Zanonato si esprimeva così: “Sarà una bomba per il sistema città e i congressi”, mi sono incuriosito, pensando tra me e me: “vuoi vedere che ne hanno fatto almeno una di giusta”? Ma, proseguendo con la lettura, la speranza ha lasciato subito il posto ad una amara constatazione. Il ponte verde, di cui da anni si parla, non è più verde, e la pista ciclabile che ci doveva passare in mezzo non c’è più! “La stiamo studiando” precisa l’Assessore Boldrin, che mi pare sia un avvocato e non un architetto. Gli fa eco il Sindaco “la faremo, anche se ancora non sappiamo con che forma, si era pensato a una spirale” ma neanche lui mi pare sia un ingegnere. Il vicesindaco Rossi sta pensando ad un ascensore per l’eventuale atterraggio, per non perdere posti nel parcheggio della Fiera, e neanche lui è un tecnico. Cosa dire di fronte a tanta improvvisazione e superficialità, che, inutile ricordarlo, si rifletteranno in aumenti di costi, ritardi, lavori fatti male, pagati tutti da pantalone? A me vien voglia di dire, seppure con tanta amarezza, che la “bomba” assomiglia tutt’alpiù ad un “petardo”, che non mi pare abbia neanche la capacità di esplodere, e allora forse sarebbe meglio chiamarla per quello che è: “l’ennesimo flop”!

 

Pronti i disegni di legge per abolire gli ATO. Per i rifiuti competenza alle province, per l’acqua un’unica autorità coordinerà 8 consigli di bacino
 

Rispettando quanto imposto a livello nazionale con il termine del 31 marzo, la Regione del Veneto si avvia ad abolire gli Aato, enti di gestione degli Ambiti territoriali ottimali per la gestione dell’acqua e per i dei rifiuti, ma lo farà salvaguardando il lavoro di coinvolgimento e di responsabilizzazione degli enti locali faticosamente costruito in questi anni. Lo ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte presentando i due disegni di legge per rivedere l’organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio gestione integrata dei rifiuti approvati oggi dalla Giunta regionale del Veneto. “Questi progetti di legge – ha aggiunto l’assessore Conte – che ora verranno inviati alle Commissioni consiliari e poi dovranno essere esaminati dal Consiglio, sono aperti alla discussione. Il nostro obiettivo è garantire la massima partecipazione del territorio”. Il ddl sulla gestione dei rifiuti prevede che le autorità d’ambito soppresse siano sostituite da bacini di utenza provinciali e che le funzioni amministrative delle Autorità d’ambito siano attribuite alle Province, che già hanno competenze sulla localizzazione degli impianti e sulle relative risorse finanziarie. Le Province dovranno adottare il regolamento di gestione dei rifiuti solidi urbani, individuare e disciplinare i rapporti con il gestore, individuare i criteri per la determinazione della tariffa e stabilire, assieme ai Comuni, obiettivi di raccolta differenziata e le modalità per raggiungerlo. Il personale addetto agli enti sarà assorbito dalle Province. Il ddl riguardante la gestione del servizio idrico integrato prevede un’unica autorità che coordini il lavoro di otto Consigli di bacino che gestiranno otto “sub-ambiti” corrispondenti agli ambiti territoriali ottimali attuali e ai bacini idrografici, con compito di gestione e di pianificazione. Le funzioni amministrative, di gestione, di pianificazione e di controllo degli ambiti ottimali saranno esercitate dai Consigli di bacino, dove saranno rappresentati i Comuni. Il Coordinamento regionale dei Consigli di bacino dovrà monitorare i livelli di servizio, controllare il rispetto delle normative e della pianificazione regionale e vigilare sulla corretta determinazione delle tariffe. “Abbiamo fatto di tutto - ha detto l’assessore Conte - per rispettare la scadenza di fine marzo imposta a livello nazionale. I tempi sono stretti ma il lavoro di confronto con il territorio è già stato fatto. Le condizioni richieste erano la tutela dei bacini idrografici e la tutela del ruolo delle amministrazioni locali per non disperdere il patrimonio tecnico/infrastrutturale ma anche culturale raggiunto in questi anni. Nel testi elaborato questi due pilastri sono garantiti. Spero che il Consiglio regionale si renda conto che non è possibile lasciare una tematica così importante all’improvvisazione del legislatore nazionale”.

 

Zanonato definisce uomo "pulito" Prodi, l'incredibile leggerezza del PD !
 

A Padova, tra manifestazioni dal tono surreale quanto ipocrita e la coronazione di Prodi a uomo giusto e sobrio, la politica ha toccato uno dei momenti più tristemente ed ideologicamente vuoti. Da una parte una piazza richiamata per la tutela dei diritti delle donne che poi “spontaneamente e magicamente” si è ritrovata davanti alle forche per chiedere la testa del premier del Governo; il giorno prima invece, alle celebrazione dei 60 anni del “Cuamm” Zanonato ha dato il meglio di se in fatto di distorsione della realtà pontificando la persona di Romano Prodi. Comprendo nostalgia e un ricerca dissennata del voto, ma, in un’occasione così importante cimentarsi in un lusinghe quali “si sente odore di pulito” o “grazie per lo stile di vita sobrio” riferite all’ex Primo Ministro dell’Unione ed altre sigle mi pare alquanto inappropriato. Odore di pulito? Probabilmente, in periodo invernale i le riniti possono presentarsi inaspettate ma se penso a questioni di grosso calibro quali Cirio, Eurostat, IRI, SME, Telekom Serbia – ed altre – dove, per onor del vero Prodi non ha mai subito sentenze di condanna in alcun grado di giudizio, ma, anche e solo per il coinvolgimento giudiziario, dovrebbero raffreddare gli istinti all’elogio anche ai fans più scatenati. E poi, la svendita dell’intero sistema finanziario nazionale nell’entrata nell’euro che ha decurtato del 30% stipendi e salari e moltissime altri palesi attestazioni di incapacità dimostrate nel corso del proprio mandato a Presidente del Consiglio dei Ministri giustificano la moralità sbandierata da Zanonato? In buona sostanza questa nuova moralità che sembra caratterizzare la sinistra italiana ce l’ha o meno un riflesso sulla conduzione di enti e strutture pubbliche? Le dichiarazioni del Sindaco di Padova dovrebbero spingere gli elettori a prendere come esempio di vita Romano Prodi, il suo essere “integerrimo” nella vita privata mi pare che negli effetti della Governance non abbia prodotto alcun risultato positivo, probabilmente i protagonisti della piazza sessantottina, una volta archiviati gli slogan d’emancipazione e libertà “radicale” ora stanno affrontando il periodo della purezza per cui anche alle primarie, anche con voti comprati come a Napoli, il criterio che contribuirà all’individuazione dei candidati sarà quello della dirittura morale.

 

Madri coraggio denunciano spacciatori, Portello di nuovo nel caos, sicurezza stradale vuol dire più multe. Zanonato: cittadino pensaci tu!
 

Lo spaccio di droga a Padova è una realtà dalle solide basi, che ormai ha un suo percorso storico. Affermazione preoccupante che però rivela un triste riscontro negli effetti perché in questa città è un business vivo e presente, oggi più che mai, anche alla luce dei tanti sequestri di stupefacenti ed arresti compiuti dalle forze dell’ordine. Molti quartieri del capoluogo sono territorio di spaccio compresa la centralissima piazza delle Erbe, dove la sera si può assistere ad un vivissimo mercato della droga proprio sotto le finestre di Palazzo Moroni. Una questione quasi ridicola nella drammaticità. I quotidiani di venerdì scorso riportano invece il frutto del coraggio di madri che si fanno portatrici di legalità denunciando gli spacciatori che rifornivano le proprie figlie alla polizia mettendosi dunque in gioco e dimostrando un forte senso civico e della legalità. Ovviamente alla Polizia che in brevissimo tempo ha fornito risposte concrete non si può che plaudere in maniera sentita. C’è però da registrare la completa latitanza dell’amministrazione padovana che sin dall’inizio del primo mandato del falso sceriffo Zanonato denunciava la pesante eredità, in fatto di sicurezza lasciata da Giustina Destro. Trovo lodevole l’atteggiamento di cittadini che cercano di contribuire in maniera fattiva al contrasto della delinquenza, principio cardine dei Gruppi di monitoraggio voluti dalla Lega e legittimati dal Ministro Maroni (peraltro derisi e sbeffeggiati dallo stesso Zanonato nelle prime fasi ) ma credo sarebbe più indicata un’azione pianificata da parte delle istituzioni. In questo caso viene in mente Zanonato che nelle vesti di vicepresidente dell’ANCI dichiara che proprio le istituzioni sono pronte a dare una risposta alla nuova ondata di clandestini provenienti dai paesi del Magreb e quindi, traducendo, a spalancare le porte ad altra nuova potenziale manodopera dello spaccio. Viene anche in mente la determinazione con cui nemmeno un mese fa si era presentato il piano anticriminalità nel quartiere Portello dove, già nelle scorse notti tutto era tornato come prima, spaccio e prostituzione s’intende. Viene anche in mente la voglia di sicurezza che questa Amministrazione dimostra, quella stradale ovviamente, e il modo con cui vogliono arrivare all’obiettivo, con 600 mila euro in più di sanzioni previste nel bilancio per il 2011. C’è quindi una certa coerenza nel modo di amministrare di Zanoanto & Co: chi deve pensare alla sicurezza è sempre il cittadino.

 

 

Il PD si avvicina alle fabbriche, ambiente
a loro lontano e sconosciuto!

 

Il PD si avvicina alle fabbriche, al tessuto produttivo ed economico e con una notevole sfacciataggine cerca a passo pesante di illudere con i soliti slogan votati al vuotismo i lavoratori delle realtà produttive del nostro territorio. Gli esponenti del Partito Democratico pare ci mettano una buona dose di innocenza e credono che la presenza di fronte ai cancelli di aziende e fabbriche di rappresentanti partitici lontani anni luce da quelle realtà possa far cambiare idea ai dipendenti che stanchi delle tante chiacchiere provenienti proprio dalla sinistra hanno invece individuato nel Carroccio il Movimento che con poche parole e molti provvedimenti sta ora fornendo risposte a quelle famiglie che faticosamente vedono la fine del mese. La difficoltà maggiore che incontra il partito di Bersani con questo tipo di iniziative è dimostrarsi coerente poiché la propria natura non converge di certo, come per la Lega Nord, intorno a un solo grande valore: il radicamento territoriale e popolare. La Lega è nata e si è sviluppata nelle regioni settentrionali, per rappresentare tutti quei cittadini che richiedono federalismo e autonomia. E la vocazione produttiva del nord si traduce con industrie ed aziende che con l’iniziativa privata hanno trasformato idee e concetti in solide realtà di produzione. Di idee e proposte nella carta stampata che viene volantinata dal PD non ce n’è nemmeno una, la solita liturgia a reclame con immagini e colori, ma per trovare contenuti si fa veramente fatica. La disparità che deve affrontare un dipendente del nord a confronto di un collega del sud è circa del 20%, perché allora nei volantini fumettistici non viene chiesta l’indicizzazione dei salari? La Fondazione Moresca porta all’evidenza che un disoccupato su 4 è straniero e che anche gli italiani stanno subendo una forte pressione in fatto di disoccupazione, io ritengo che la priorità, nella nostra Regione spetti proprio ai Veneti, ma suppongo che di questo nella carta stampata distribuita dal Partito Democratico non ce ne sia menzione. Credo che questo PD stia perdendo pezzi e che si stia giocando, senza alcuna pianificazione e programmazione, una partita che già in partenza sa di perdere, quella delle eventuali elezioni. Ma le fabbriche come la piazza non si animano con slogan e colori, servono battaglie sensate che provengono dalla base e dai cittadini, ma questo concetto è ancora troppo lontano dai salotti e dal cachemire con cui questa sinistra insiste a convivere.

 

 

Il PD scende in piazza ma scorda di portare i cittadini
 

Nella politica contano i numeri, principio sacrosanto di valenza trasversale e proprio con questo principio deve fare i conti il Partito Democratico Veneto e non solo. Ho assistito incuriosito alla manifestazione regionale organizzata dal Partito di Bersani lo scorso sabato a Padova, i numeri come i contenuti mi hanno confermato che la credibilità delle alternative agli attuali amministratori non possono di certo provenire dalla frammentatissima gauche italiana. 500 manifestanti (forse anche meno) per una manifestazione che coinvolgeva le segreterie e gli iscritti dell’intera regione è un numero troppo esiguo per far capire che questo partito della critica e dell’insinuazione ha dalla propria parte il popolo e la piazza. Tra Sindaci, Assessori, Consiglieri di ogni estrazione e addetti ai lavori la Piazza di cittadini ne ha visti veramente pochi, un’assurdità, pensando che dovrebbe trattarsi, a detta di Zanonato e Co, della squadra potenzialmente capace di “mandare a casa” Berlusconi come Zaia. Ho assistito alla messa in scena di un Partito col cappio in mano, che non avendo la capacità di proporre programmi, uomini adeguati e di dialogare con i propri elettori, intende processare sommariamente quanti ora al Governo del Paese e della Regione stanno cercando di far quadrare risorse esigue con la massima obiettività. Da parte dei seguaci della Rubinato solo manifesti vuoti, riempiti di colore e slogan senza senso e, cosa più grave, privi di qualsiasi controproposta. Insomma è andata in scena la sterilità della politica, la critica applicata al vuoto di idee, un mix che trova sempre meno consenso nelle vecchie come nelle nuove leve. Il Sindaco di Padova deve citare il Presidente Napolitano per poter strappare un applauso e pure se ne vanta, ma è quando tratta l’argomento Federalismo che da il meglio di se. Numeri travisati, tagli sui trasferimenti inesistenti e tanto fumo negli occhi a cittadini e ai propri elettori. Chi come il falso sceriffo rosso, o i membri della Commissione bicamerale, contrastano pregiudizialmente questa riforma, a breve, dovranno assumersi delle grosse responsabilità, come quella di rendere conto al nostro paese e all’Europa di come questa indisponibile via riformista sia stata rallentata per motivi ideologici ed elettorali.

 

Un altro Interporto in Veneto
proprio non serve

 

Per rilanciare l'economia del Veneto e in particolare per rilanciare il sistema della movimentazione delle merci serve una seria pianificazione della logistica. Pensare al progetto offshore del porto di Venezia significa non limitarsi a considerare il singolo territorio ma considerare il complessivo sistema interportuale del Veneto, in particolare l'originaria e strategica concezione dell'interporto di Padova come naturale nodo scambiatore in terraferma del porto a mare. Un nuovo nodo infrastrutturale in terraferma veneziana certamente non serve all'ottimizzazione delle infrastrutture logistiche del Veneto: per il vero rilancio della portualita' veneziana si deve pensare invece ad un eventuale nuovo porto offshore a mare collegato al sistema esistete tramite il completamento di un'opera strategica come l'idrovia. In questo momento economicamente critico dobbiamo razionalizzare ed ottimizzare ogni risorsa finanziaria che guardi alla giusta competitivita' del nostro sistema logistico veneto, senza una concorrenza "fratricida" ma bensi' con le altre realta' nazionali.

 

calendario
sabato 26
febbraio
ore 20:45
Capodanno Veneto 2011 - Gran Galà del Baccalà. Trattoria "Da Campagnaro" Via Cornara 1, Pionca di Vigonza (Pd)
sabato 26
febbraio
ore 20:00
Convegno: "Il Federalismo prima grande riforma
storica dopo il 1946"
via Francesconi, Este (PD)
giovedì 24
febbraio
ore 21:00
Diretta Radio Padova  
mercoledì 23
febbraio
ore 20:30
Consiglio Comunale aperto avente per oggetto il
sistema idraulico del territorio comunale
di Ponte San Nicolò
Viale del Lavoro 1, Ponte San Nicolò (PD)

Hai un account google?
Ricevi il google calendar di Maurizio Conte 
 

Incontri sul territorio

archiviofoto
archiviofoto

Mercoledì 16 febbraio
Comitato di Indirizzo e Sorveglianza tema INQUINAMENTO
 

archiviofoto

Martedì 15 febbraio
Diretta radiofonica Radio Genius
 

archiviofoto

Giovedì 10 febbraio
Presentazione al mercato ortofrutticolo di Berlino
 

archiviofoto

Venerdì 4 febbraio
Partecipazione a Convegno Modello matematico di flusso nei sistemi acquiferi
 

archiviofoto

Lunedì 24 gennaio
Partecipazione Riunione sindaci dell'asse del Muson
 

archiviofoto

Sabato 22 gennaio
Partecipazione alla cerimonia di ringraziamento per la Protezione Civile

 

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

Non vedi bene questa mail? Guardala nel browser.