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Decoro urbano e sicurezza a Padova? Solo a colpi di parola

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Energie rinnovabili sono il nostro futuro, giuste le critiche ai tagli al fotovoltaico

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Veneto a rischio infiltrazioni mafiose: la soluzione è la politica del Ministro Maroni e il federalismo

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Zanonato si affida ad un legale dalle scarse capacità

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Sicurezza idraulica nel padovano: incontro tra l’Assessore Regionale Conte e il Sindaco di Padova

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Veneto e Friuli Venezia Giulia lavoreranno assieme per la sicurezza dei comuni bagnati dal Livenza.

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Decoro urbano e sicurezza a Padova? Solo a colpi di parola
 

Lo scorso fine settimana dalla stampa locale si è potuto osservare che l’amministrazione comunale padovana ha attivato un servizio di controllo contro i “vucumprà”. E’ interessante osservare come la politica dia risposte in breve tempo quando le denunce sono ben documentate e soprattutto condivise da molti cittadini, forse la maggior parte. Ho pensato allora di poter sfruttare le immagini di un Militante della Lega Nord che lo scorso fine settimana si è recato per le vie del Centro per poter testimoniare come le sfumature del mancato decoro e dell’illegalità nella città amministrata da Flavio Zanonato siano evidenti e molteplici. La questione degli irregolari abusivi che vendono paccottiglia contraffatta nella vie e nelle piazze più centrali di Padova non ha di certo trovato soluzione con un “raid” di una solo fine settimana che ha portato al sequestro di pochissima merce e al fermo di altrettanti pochi stranieri che si trovano nella nostra città addirittura da irregolari. Fa sorridere pensare che solo poche settimane fa l’Assessore alla Sicurezza Carrai disse che il Portello sarebbe tornato un quartiere sicuro sobrio da criminalità e delinquenza, in quell’occasione si videro controlli per al massimo una settimana e poi più nulla, il quartiere è tornato ora il medesimo ricettacolo di spaccio e prostituzione. Lo scorso weekend, mentre qualche decina di agenti della Polizia Municipale era impegnato nel controllo dei venditori abusivi, la situazione per gli accattoni sembrava invece molto più semplice; ne sono stati immortalati una dozzina e almeno un’altra ventina operava in piena serenità sotto i portici e nelle piazze. Quello dei questuanti è un altro fenomeno che a Padova si è combattuto esclusivamente a colpi di parole, carta stampata e telegiornali, oltre alla reclamizzazione dell’ordinanza, poche, pochissime sanzioni elevate e rarissimi controlli. Il decoro urbano e il rispetto per la dignità della persona debbono essere un principio da difendere con i denti da parte di un’amministrazione pubblica, mi pare invece che dietro a vecchie filosofie di un partito nato spompato come il PD si nasconda un modo di amministrare la cosa pubblica cieco e bieco. L’accoglienza senza e senza ma, che contraddistingue Zanonato e la sua squadra, sta portando vistosamente ad un’assenza d’integrazione che con l’alta percentuale di presenza straniera sta conducendo la città ad una ghettizzazione zonale allarmante. L’accattonaggio, come il commercio abusivo è un indicatore rilevante delle condizioni di benessere di una città ma anche della cura del decoro della stessa, gli strumenti offerti ai Sindaci dal Ministro Maroni consentono nella piena legittimità di contrastare un fenomeno dal sapore medievale, che annulla la morale dei mendicanti e che rende una Padova meno sicura e vivibile.

 

Energie rinnovabili sono il nostro futuro, giuste le critiche ai tagli al fotovoltaico


La Regione del Veneto è accanto agli operatori del settore fotovoltaico nella difesa di una forma di energia pulita che porta alti vantaggi e merita il sostegno pubblico. L’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte intende battersi a favore del prolungamento degli incentivi a favore degli impianti di produzione di energia fotovoltaica che il decreto Romani ha bloccato a partire da fine maggio. “Le proteste degli imprenditori e dei lavoratori del settore fotovoltaico – afferma l’assessore Conte – sono più che condivisibili: non si tratta di una protesta corporativa, ma della costruzione di futuro pulito di indipendenza energetica. Penso alle grandi sfide della green economy, alla necessità di abbattere il costo della bolletta energetica e di diminuire la nostra dipendenza di approvvigionamento di energia dall’estero. Ce ne fosse bisogno, ce lo ricordano le drammatiche crisi di questi giorni con il rischio nucleare, che si fa di ora in ora più tangibile, in Giappone e con l’ennesimo rialzo del prezzo del petrolio a causa della situazione politica della Libia. Le energia pulite sono certo costose, ma comportano anche molti vantaggi, soprattutto nel lungo termine. Gli interventi di sostegno a questo settore sono investimenti che verranno abbondantemente ripagati nel tempo”. Conte ritiene che penalizzare il fotovoltaico sia illogico ed economicamente disastroso: “Il decreto Romani - spiega - rischia di avere pesanti ripercussioni sugli imprenditori che hanno intrapreso iniziative nel settore sulla base di un quadro di incentivi che era definito e certo, e avrà sarà un forte deterrente rispetto a possibili futuri investimenti”. Particolarmente preoccupante è la situazione del distretto fotovoltaico padovano: “Vi lavorano – ricorda Maurizio Conte – oltre 4.000 persone in una trentina di aziende, tra le quali spiccano la Solon Spa, Helios, Ecoware, Schuco, XGroup, Espe e Tim Power. Sono posti di lavoro e competenze da difendere, e non solo per motivi occupazionali.. Il nostro futuro è nelle energie rinnovabili: la ricerca applicata in questo settore, a partire dal fotovoltaico, va sostenuta con regole certe”.

 

Veneto a rischio infiltrazioni mafiose: la soluzione è la politica del Ministro Maroni e il federalismo
 

La Direzione Antimafia Nazionale punta l’attenzione al nord e riconosce nel Veneto un territorio a rischio d’invasione mafiosa. Sembra difatti che i dati riguardanti il nostro Distretto giudiziario portino ad un preoccupatissimo parallelo con Lombardia dove già da più di vent’anni le realtà di criminalità organizzata sono presenti ed operose con un business di miliardi di euro. In Veneto, il traffico di armi e droga provenienti dall’est sembra siano un affare gestito dalla ’ndrangheta calabrese e che la provenienza sia quella sia dall’est europeo. Anche la posizione territoriale, la vicinanza quindi con il confine balcanico, favorisce gli sporchi traffici di gente senza scrupoli, affiliati del malaffare d’esportazione meridionale, ma la nostra regione, per nostra fortuna, è rimasta fino ad ora ai margini dell’interesse delle cosche, proprio perché la Lombardia è stato storicamente l’obiettivo territoriale che garantiva comunque una vicinanza all’Europa, ma ora, probabilmente, dopo la caduta dei regimi e l’inclusione di molti paesi dell’est nell’unione europea, un altro buon punto logistico d’appoggio potrebbe risultare proprio la nostra Regione. Le lunghe mani della delinquenza mafiosa sono un affaire che negli extracomunitari presenti in Veneto trova una forte manodopera, miscela preoccupante e dal difficile riscontro. La Mafia e tutte le forme di delinquenza organizzata hanno trovato però un Ministro degli Interni come Roberto Maroni che ha dato vita ad una fase storica di contrasto, l’esorbitante numero di arresti e confische di beni, lancia un messaggio chiarissimo, al sud come al nord non si fanno sconti a nessuno, il lavoro encomiabile e senza sosta che stanno compiendo in appoggio le Procure, le Direzioni Antimafia e la Polizia di concerto col Ministero degli Interni vanno in una direzione sinergica che parla con i numeri. Il federalismo sarà poi un ottimo strumento per il controllo e il monitoraggio della delinquenza e del territorio, sfruttando nuove risorse che rimarranno nella nostra Regione nonché grazie all’avvio di un sistema di nuove collaborazioni tra Regioni e addirittura tra Stati. Questa ondata di crimine potrà quindi trovare un controllo, serve fiducia nelle Istituzioni, servono invece meno forzature strumentali e politiche come quelle di Saviano che indicava nella Lega Nord un interlocutore delle mafie. A tanta volgare politica il Carroccio sta rispondendo orami da anni con la maniera che più gli si confà: con i fatti.

 

Zanonato si affida ad un legale dalle scarse capacità
 

Zanonato conta sulla consulenza politico/legale dell’avvocato Piero Ruzzante perché dove non può arrivare il Sindaco per motivi di fair play il delfino Consigliere Regionale del PD osa, ma se potessi permettermi di dare un consiglio allo sceriffo rosso gli direi di cambiare legale in quanto si trova nelle mani di un professionista pressappochista e malinformato. Le insinuazioni avanzate nei giorni scorsi sulla stampa locale da parte di Ruzzante sono un agghiacciante miscuglio di leggerezza, strumentalizzazione e decisamente di mancanza totale di informazione. Sulle reali carenze nell’ambito della sicurezza da me documentate fotograficamente nella città di Padova sono piovute risposte che nulla avevano a che vedere con la questione sicurezza e decoro a Padova e, per riempire il vuoto pressurizzato di idee e proposte della sinistra, un attacco senza fondamenti sulla mia posizione, e quella della Lega Nord più in generale, in merito alla grande distribuzione. Si cita perfino casi di amministrazioni comunali che hanno dato vita o stanno per approvare piani di sviluppo commerciale di grande portata. Voglio ricordare quindi all’apprendista avvocato Ruzzante che la mia posizione in merito a concessioni di realizzazione di centri commerciali o simili è sempre stata di netta contrarietà, in qualsiasi ambito territoriale, ho sempre sostenuto che invece il rilancio economico ed il benessere per cittadini nonché per il tessuto territoriale deve passare obbligatoriamente per la valorizzazione del piccolo e medio commercio. Il territorio Veneto ha già subito trasformazioni troppo radicali e l’attenzione per il rilascio di simili concessioni deve tener conto dell’opinione delle molteplici rappresentanze. Per quanto riguarda poi il Comune di Due Carrare citato da Ruzzante come caso di capitalismo commerciale voluto dall’amministrazione comunale leghista, vorrei invitare il Consigliere Regionale a studiare un po’ meglio la composizione dell’Ente locale in quanto di leghisti al Governo proprio non ce ne sono.

 

Sicurezza idraulica nel padovano: incontro tra l’Assessore Regionale Conte e il Sindaco di Padova
 

Un tavolo di confronto tra Regione del Veneto e Comune di Padova per dare risposte quanto più rapide ed efficaci possibile alla necessità di messa in sicurezza idraulica del territorio: è quanto hanno deciso stamani nel corso di un incontro a Palazzo Moroni a Padova l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte con il sindaco di Padova Flavio Zanonato. Alla riunione erano presenti anche il presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Eugenio Zaggia e il direttore Francesco Veronese, gli ingegneri Gianni Carlo Silvestrin e Raffaele Ferrari del Genio Civile di Padova l’ingegner Mariano Carraro, segretario regionale all’Ambiente, l’ingegner Tiziano Pinato, responsabile della direzione Difesa del suolo, e per il Comune di Padova l’assessore Andrea Micalizzi. L’assessore Conte ha rassicurato il sindaco di Padova sul fatto che a breve la Giunta regionale affiderà l’incarico per lo studio di fattibilità del completamento dell’idrovia Padova – Venezia come scolmatore per le piene eccezionali, e che stanno per partire i lavori di realizzazione dei bacini di laminazione di Trissino e di Caldogno per risolvere già a monte il problema dell’acqua in eccesso rispetto alla portata dei fiumi in caso di precipitazioni eccezionali. Le altre opere di primaria importanza per la sicurezza idraulica del territorio padovano sono la realizzazione dello scolmatore Limenella-Fossetta, la sistemazione definitiva dell’argine del Bacchiglione e dell’adiacente chiavica del Maestro a Roncagliette di Ponte San Nicolò e il nuovo impianto idrovoro Forcelllini con scarico sul canale di San Gregorio. “Tra queste – ha spiegato l’assessore Conte – la priorità regionale rimane la realizzazione dello scolmatore Limenella Fossetta. Inoltre per quanto riguarda l’idrovora di San Gregoria, il Genio Civile di Padova ha già espresso il proprio parere favorevole. E’ necessario quindi procedere quanto più celermente possibile alla progettazione esecutiva, che spetta ad Aps”. Il sindaco Zanonato ha fatto presente che il Comune ha stanziato da diverso tempo circa 4 milioni di euro per cofinanziare lo scolmatore Limenella – Fossetta, e che visto che i lavori non sono ancora partiti questi, in accordo con la Regione, potrebbero provvisoriamente essere destinati ad altri interventi immediatamente cantierabili. L’assessore Conte ha risposto che non ritiene necessario quest’intervento di cambio di destinazione dei fondi da parte del Comune perché la Regione avrà a disposizione i fondi Fas oltre a quelli relativi all’accordo definito a dicembre con il ministero dell’Ambiente. Regione, Comune di Padova e Consorzio di Bonifica si sono quindi dati appuntamento tra un mese, per una nuova riunione a cui saranno invitati anche gli altri sindaci dei Comuni del bacino del Bacchiglione per fare il punto sulle priorità tra gli interventi di messa in sicurezza idraulica del territorio, avendo chiari i tempi di realizzazione e i fondi a disposizione.

 

 

Veneto e Friuli Venezia Giulia lavoreranno assieme per la sicurezza dei comuni bagnati dal Livenza. Proposta una galleria tra i serbatoi del Cellina e del Meduna
 

Le Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia collaboreranno per la sicurezza idraulica dei territori bagnati dal Livenza. Si è svolta a Venezia presso la sede dell’Autorità di Bacino la riunione, richiesta a gran voce dai sindaci dei territori, tra gli assessori all’Ambiente della Regione del Veneto Maurizio Conte e il collega friulano Luca Ciriani. Gli assessori si sono trovati concordi sull’idea di potenziare l’utilizzo dei serbatoi del Cellina e del Meduna, entrambi affluenti del Livenza, per risolvere almeno in parte i problemi della sicurezza idraulica dei territori a valle. “La sicurezza idraulica è essenziale per tutto il territorio e non rispetta i confini amministrativi regionali, è quindi necessario ottimizzare la collaborazione tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. La recente piena eccezionale ha messo in luce la necessità di migliorare il dialogo tra il Friuli Venezia Giulia che gestisce a monte il Livenza e chi controlla i territori a valle ossia la Regione del Veneto. Con l’incontro di oggi abbiamo avviato procedure di comunicazione coordinate tra le rispettive Direzioni Ambiente per procedere alla realizzazione effettiva di opere strutturali che da decenni attendono il via”. “La costruzione di tre bacini di laminazione sul Livenza – ha ammesso l’assessore Ciriani - è sicuramente la soluzione ottimale, anche se incontra la resistenza delle amministrazioni locali dei territori su cui dovrebbero sorgere, e al momento non abbiamo in cassa tutte le risorse necessarie per costruire queste opere”. Una soluzione aggiuntiva potrebbe essere l’utilizzo più efficiente dei serbatoi già esistenti nei bacini del Cellina e del Meduna, collegando i due invasi esistenti con una galleria che, tramite un possibile project financing che darebbe ai partner privati/gestori la possibilità di sfruttare l’energia idroelettrica dei bacini anche in maniera potenziata rispetto a quanto avviene ora. “Quest’opera da sola - spiega l’assessore Conte - consentirebbe di trattenere in caso di piena il 40% degli 80 milioni di metri cubi di acqua ritenuti necessari per impedire gli allagamenti delle parti vallive e potrebbe ridurre la dimensione delle casse di espansione garantendo quindi un minore impatto per il territorio”. “L’inserimento nel sistema – aggiunge Conte - della diga di Ravedis, attualmente in fase di collaudo, a prioritario uso di laminazione delle piene, completerà il quadro del miglior utilizzo plurimo delle acque dell’Alto Cellina. A questo inoltre si aggiunge anche la possibilità di intervenire con la realizzazione del bacino di espansione di Prà dei Gai, per il quale la Regione del Veneto ha già disponibili 20 milioni di euro ed è in grado di partire con la progettazione”. Le verifiche che la Regione Friuli si è impegnata a fare con i gestori dei bacini consentirà a breve di incontrare i sindaci dei territori interessati sia friulani che veneti per concordare le soluzioni ottimali per il territorio da attuare nei tempi brevi possibili.

 

 

calendario
venerdì 25
marzo
ore 20:45
Incontro pubblico: "Federalismo e Unità d'Italia" Villatora di Saonara (PD)
giovedì 24
marzo
ore 20:30
Incontro pubblico: un anno di appartenenza del territorio del Piovese all'Asl 16 e le prospettive per il futuro via Ortazzi Piove di Sacco (PD)
mercoledì 23
marzo
ore 21:15
Telenuovo diretta TV  
mercoledì 23
marzo
ore 9:30
Convegno ARPAV : "Contenuto di metalli e metalloidi nei suoli". Auditorium Sede Provincia di Treviso via Cal di Breda 116, Treviso
lunedì 21
marzo
ore 21:00
Incontro pubblico riguardante l'approvazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale. HyCafe Via Brustolon 12, San Daniele di Abano Terme (PD)

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Incontri sul territorio

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Sabato 12 marzo
L’accattonaggio a Padova
 

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Giovedì 10 marzo
Vu' Cumprà in Piazza Prato della Valle a Padova
 

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Mercoledì 16 febbraio
Comitato di Indirizzo e Sorveglianza tema INQUINAMENTO
 

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Martedì 15 febbraio
Diretta radiofonica Radio Genius
 

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Giovedì 10 febbraio
Presentazione al mercato ortofrutticolo di Berlino
 

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Venerdì 4 febbraio
Partecipazione a Convegno Modello matematico di flusso nei sistemi acquiferi
 

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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