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Aliprandi vittima dei centri sociali e di Zanonato

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Violenza e delinquenza a Padova, stato di catalessi della Giunta Zanonato

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Lavoro in Veneto nel 2011
Ass. Conte: confortanti segni di ripresa

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Prima che sia troppo tardi

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Arrigoni, il pacifista trattato da eroe dalle istituzioni padovane.
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Sentenza della Corte di Giustizia Europea: Cosa facciamo ancora nell'Unione?
 

L’Europa ha deciso che l’Italia dovrà farsi carico della crisi africana, se la mano che viene tesa al nostro paese è questa c’è ben poco da stare allegri. La sentenza della Corte Europea di fatto elimina uno dei migliori deterrenti contro la clandestinità, non prendiamoci in giro, il rimpatrio non è di certo un atto di cui si farà mai carico un immigrato che arriva sulle nostre coste sapendo già, comunque, di non essere in regola. I Giudici di Bruxelles con il loro giudizio hanno concepito un mostro di falso conformismo, con tutti gli sbarchi a cui da mesi l’Italia deve far fronte, un torto giuridico del genere darà agli immigrati nuove speranze. Forse altri paesi europei si fregano le mani trovando giustificazione nella loro, a mio avviso più che legittima, legislazione nazionale che prevede ancora il reato di clandestinità, i giudici della Corte in materia di sicurezza hanno probabilmente le idee poco chiare, l’espulsione, senza reato, non è una strada percorribile ed il documento per il rimpatrio volontario assume circa il valore di un augurio di natale. Questa sentenza dunque equivale ad una ganascia per il controllo dei flussi migratori, l’azione che faticosamente era riuscito a coordinare il Ministro Maroni nel controllo delle ondate migratorie potrebbe subire un forte rallentamento anche se i rimpatri continuano incessanti. Il piano umanitario messo in gioco dall’Italia riuscirà a sorreggersi finché il numero di clandestini rimarrà gestibile, ma se l’Europa lancia questi diktat la sostenibilità verrà meno; risorse per affrontare l’emergenza nulle, distribuzione degli immigrati spalmati sul vecchio continente, no, e ciliegina sulla torta, via anche il reato di clandestinità: cosa ci facciamo ancora in Europa?

 

Aliprandi vittima dei centri sociali e di Zanonato


La vile aggressione nei confronti di Vittorio Aliprandi deve trovare forti condanne da parte della politica e della società civile, ma ciò che più importa, aldilà dell’auspicata veloce guarigione di questa vittima dell’assurdo, sono gli effetti giuridici e pratici che la vicenda farà giungere. Nell’esprimere la piena vicinanza al Consigliere Comunale, pur non condividendo l’estremismo delle sue idee, sentiamo di esprimere una fortissima preoccupazione per un caso drammatico di assenza di valori, istituzioni e giustizia. Le colpe che con ingenua trasparenza si sono voluti attribuire due dei 4/5 terroristi rossi, non sono di certo a loro assoggettabili in esclusiva. Padova rappresenta un bluff ormai storico della politica italiana. Da una parte ci sono gli schieramenti politici e civici che, seguendo le regole cercano di svolgere al meglio la loro funzione anche sociale e culturale, dall’altra c’è il Pedro con lo stuolo di eterni nullafacenti che giocando sul filo del terrorismo compiono con regolare frequenza raid e scorribande privi di qualsiasi valore e giustificazione, inosservati, Amministrazione e Magistratura sembrano non vedere. E dopo anni di indisturbata azione le condanne per questi delinquenti non arrivano mai se non lievissime, quasi richiami sforzati. Per Aliprandi, invece i Giudici si sono mossi a tempo di record, sentenziando l’esemplare condanna. E Zanonato come reagisce? Si scatena con balletti colmi di finta determinazione sul luogo istituzionale che pare assorbirgli più energie, facebook, per condannare gli atti violenti salvo poi rispondere all’interrogazione del Gruppo Lega Nord, che chiedeva la chiusura del Centro Pedro e relativa revoca degli spazi per il Festival di Radio Sherwood, deliberando in Giunta il giorno successivo la concessione gratuita agli autonomi del Centro Pedro per la festa estiva. Ci chiediamo dunque questa contrarietà del Sindaco di Padova ai Pedrini dove sta. Ci chiediamo perché il Centro Gramigna può essere sgomberato in quattro e quattr’otto mentre il centro di via Ticino goda di una totalità immunità. E poi le utenze da chi sono pagate e a chi sono intestate. Seguendo le iperboliche e pretestuose dichiarazioni del funambolo Zanonato sembra che il Centro Pedro sia occupato da un’organizzazione e che quindi lo sgombero non sia possibile: ma cosa significa questo obbrobrio di giustificazione raffazzonata? Basta alibi Sindaco, in qualsiasi realtà amministrativa, l’Amministrazione, in uno stabile di proprietà comunale occupato abusivamente, ha almeno il diritto/dovere di ricorrere ad un’ingiunzione di sfratto, è mai stata intrapresa questa strada? Formentini a Milano quasi vent’anni fa, con una realtà molto più grande, avviò politiche di contrasto reale, soluzione lontanissima dalle posizioni del parolaio padovano il quale negli anni si è accerchiato di amministratori come Daniela Ruffini, anello ideale di congiungimento con i no global patavini. Ci auguriamo che torni un po’ di sangue alla testa al Sindaco di Padova e che non si limiti a slogan d’altri tempi come quelli sentiti all’ultima riunione del COSP e che, oltre alla chiusura del “tempio della violenza e dell’illegalità” pensi almeno a tariffe congrue ai guadagni che il Pedro ammucchia durante lo Sherwood festival e che i toni delle accuse e delle offese che rivolge alla Lega Nord si allentino, perché troppo spesso accade che dopo interventi al vetriolo di Zanonato contro il Carroccio i Pedrini ringhianti facciano visita alle sedi e ai banchetti del nostro Movimento.

 

Violenza e delinquenza a Padova, stato di catalessi della Giunta Zanonato
 

La stazione ferroviaria di Padova e le vie che la circondano rimangono il palcoscenico di una della migliori opere dell’Amministrazione padovana, scene di assurda violenza come quelle che si sono viste lo scorso martedì sono la degna rappresentazione della completa incapacità del Sindaco nel gestire la sicurezza in città. E non c’è da stupirsi o scandalizzarsi se chi si trova in mezzo a simili guerre etniche chieda che il Comune di Padova vada commissariato. Sono molti i cittadini che si rivolgono agli esponenti della Lega Nord sfiancati da una condizione di vita impossibile, lo hanno fatto anche alcuni extracomunitari che lavorano onestamente nelle proprie attività commerciali nella zone calde della Città. Questa Amministrazione sembra in uno stato di catalessi, non pare accorgersi che Padova ed i Padovani percepiscono un limite superato. Della politica accusatoria, vuota e palesemente inefficace non ne vogliono più sapere. Sulla questione dei profughi gli unici interventi concreti di Zanonato sono stati i filmati pubblicati in facebook che citano come in un mantra le “balle della Lega”, senza mai, e sottolineo mai, proporre uno straccio di proposta, a quella c’ha pensato addirittura il Vescovo Antonio Mattiazzo garantendo accoglienza tramite la Caritas, ma da Zanonato il nulla! Sulla chiusura del Pedro ha propinato invece ai padovani una balla colossale dicendo che il Comune non può far niente per la chiusura. Sulle cronicità delinquenziale dei siti più critici ancora il vuoto. Spaccio e prostituzione dovevano essere un problema risolto con le ordinanze già 4 anni fa, risultato: le vie dell’Arcella, del Portello, della Stazione essere d’esempio alla Città di Bogotà nel fare business. Sul decoro urbano poi è meglio sorvolare, accattoni, questuanti, clochard e clandestini sono divenuti ormai un totem, un biglietto da visita per una Città che sta cercando con Regione e Provincia di incrementare i flussi turistici. Addirittura il Prefetto, Questore e forze dell’ordine dopo gli sketch dal dubbio gusto di Zanonato visti nello scorso incontro del COSP, ha deciso che il Sindaco di Padova è inadeguato a cercare risposte in materia di sicurezza. Ritengo di esprimere la mia più sentita vicinanza alle forze dell’ordine che si trovano ad operare in una Padova lasciata a se, con un’amministrazione più attenta alle necessità dei centri sociali che a quelle dei comuni cittadini

 

Lavoro in Veneto nel 2011
Ass. Conte: confortanti segni di ripresa

 

Il lavoro in Veneto, a differenza del trend nazionale, sembra stia godendo di un momento positivo, le aziende che stanno soffrendo la crisi, rispetto ai dati dei mesi precedenti, stanno ricorrendo sempre meno agli ammortizzatori sociali, quindi le imprese che hanno dato il via alle procedure di “crollo” sono meno rispetto a quelle registrate i mesi scorsi anche se c’è da registrare un sensibile aumento dei licenziamenti collettivi nelle imprese di media dimensione. Questo è il quadro che con i piedi piombati dalla realtà, “Veneto lavoro” ha recentemente fornito, dimostrando che la nostra Regione si distingue nel fare impresa, nell’alzare la testa di fronte alle necessità e reagire concretamente. I giovani che in questo momento di fibrillazione soffrono più di altri precarietà e le nuove forme di impiego trovano attenzione da parte della Regione che nonostante i tagli pesanti compiuti sul bilancio ha reperito le risorse per creare sinergie più utili e dinamiche, ad esempio, non dovranno più essere le imprese ad adeguarsi ai bandi regionali, ma saranno proprio loro a dire alla Regione di cosa necessitano, ed in base alle eventuali richieste ed ai fondi disponibili, verranno strutturati bandi per co-finanziare i progetti per formazione e apprendistato. Proprio in Veneto sono inoltre state istituite sei Fondazioni che gestiranno un nuovo segmento dell’offerta formativa post diploma per venire incontro ai giovani con istruzione secondaria superiore che vogliono inserirsi nel mercato del lavoro e per rispondere alle richieste di figure tecniche altamente specializzate da parte delle imprese. Gli investimenti sono anche diretti alla modernizzazione di mezzi e strumenti tecnici ed intellettuali perché l’ammodernamento della struttura economica parte dagli uomini passando per mezzi, opportunità ed infrastrutture. Proprio queste ultime sono obiettivi imprescindibili dal mandato di questa Giunta, la realizzazione di aree metropolitane per il settore terziario, nuove dinamiche di potenziamento infrastrutturale potranno mettere in una relazione più vantaggiosa porti, aeroporti, zone produttive, strutture universitarie, nella nuova logica regionale saranno implementate e valorizzate; il turismo, altra voce fondamentale per il PIL Veneto, beneficerà di riflesso, grazie anche ad investimenti di privati e fondazioni di una nuova stagione occupazionale, insomma pianificazione ed esecutività rimangono elementi caratterizzanti del nostro operare.

 

Prima che sia troppo tardi
 

I 4 più importanti rappresentanti del Partito Democratico locale, Giaretta, Naccarato, Ruzzante ed il Sindaco Zanonato in testa, polemizzano ogni dì con la Lega Nord, usando toni e termini talmente aspri ed offensivi da essere considerati inaccettabili in bocca a politici di lungo corso, particolarmente nei confronti del Governatore Zaia e del Ministro Maroni. Risultato: i centri sociali hanno distrutto (ancora una volta) un banchetto della Lega in pieno centro cittadino con la conseguente frase di circostanza dei discepoli di Bersani “Mai più con i centri sociali”. Altro risultato: 2 pallottole in una busta inviata al Governatore Zaia. Altra dissociazione generale, nella quale Zanonato, a dire il vero, è risultato ultimo, quasi che qualcuno gli avesse ricordato che era opportuno farlo. E posso capire il suo imbarazzo dato che lo aveva insultato fino ad un minuto prima. Il linguaggio di De Gasperi e Andreotti, di Berlinguer e Napolitano, ha lasciato il posto a quello di Di Pietro e Donadi, al quale, tra l’altro, si rifà ormai l’intero PD. E anche se Berlusconi, qualche volta, ci mette del suo, il linguaggio della sinistra ha ormai assunto una virulenza, una volgarità, un accanimento che eccede anche l’educazione e le buone maniere. Una sinistra che non ha un leader, ma uno stuolo di capi e capetti, non ha un programma chiaro, anzi proprio non ce l’ha, non ha un’identità, né un percorso definito, divisa su tutto e tenuta insieme solo dall’odio per Berlusconi. Mi pare un po’ poco per vincere qualsiasi tipo di tornata elettorale, e infatti, non vince. Però, intanto, questi signori si ricordino almeno il significato dell’aggettivo democratico, che accompagna quel partito, si prepari alle elezioni quando saranno indette, secondo quanto previsto della Costituzione, senza forzature sospette e illegittime, e cerchi di collaborare, quando può, nell’interesse del paese, perché non è pensabile che tutto quello che la maggioranza di governo propone, sia sbagliato e meriti ingiurie e offese di ogni tipo. E si diano una calmata, prima che qualche esaltato compia gesti irreparabili, prima che sia troppo tardi! E se questo succederà, risparmiateci, per cortesia, lacrime, dissociazioni e pentimenti.

 

Arrigoni, il pacifista trattato da eroe dalle istituzioni padovane.
E' giusto onorare l'antisemitismo?

 

La memoria delle persone scomparse, specialmente se brutalmente assassinate, ha diritto ad un dignitoso rispetto, anche nel caso dell’attivista Arrigoni che la scorsa settimana ha trovato la morte per mano della medesima causa che aveva sposato. Una cellula impazzita del fanatismo intransigente, com’è stata definita, ha posto fine alle battaglie che erano state abbracciate in pieno dal volontario italiano. La barbarie che ha subito non ha giustificazioni e di fronte ad una simile tragedia, il mio pensiero è di netta contrarietà e contrasto a qualsiasi tipo di terrorismo. C’è un riflesso politico però che non posso esimermi dall’esprimere che riguarda la cerimonia di ricordo ad Arrigoni che si è tenuta a Padova, a Palazzo Moroni lo scorso lunedì alla presenza di Sindaco, Questore, Rettore, massime cariche dell’esercito, dei Carabinieri e di alcuni esponenti della politica padovana. Assumendo informazioni certe sul conto del “pacifista” barbaramente assassinato, è emerso che la visione di pace per cui combatteva risultava fin troppo radicale ed assoluta, acritica nei confronti della parte difesa e del tutto antisionista e accusatoria dall’altra. Non credevo che arrivati al 2011 si potesse rendere onore in pompa magna a qualcuno che, in maniera del tutto ideologica, descrive Israele come “uno Stato di Apartheid” oppure parlava dello “Stato ebraico” bollando con odio totale come “disgustoso” il sionismo scongiurando la dannazione per gli ebrei. Dirò di più, questo attivista paragonava Shimon Peres al Mafioso Giovanni Brusca dicendo che le generazioni future descriveranno il leader israeliano come un criminale di guerra ed i partiti palestinesi aperti al dialogo e alla trattativa li tacciava di adesione alla causa israeliana. E’ chiaro dunque che il processo di pace non era la direzione seguita da Arrigoni, l’assolutismo con cui ha operato ha esaltato un sentimento che credevo sepolto dal tempo e dal dolore causato dalla seconda guerra mondiale, l’antisemitismo. E’ giusto dunque che le Istituzioni rendano onore a chi, in maniera del tutto volontaria, ha deciso di unirsi ad una causa politica che fonda le radici nel propagandismo antisionista? Il senno di questa sfilata padovana filo palestinese è coerente con le cerimonie per la Shoa?

 

 

 

calendario
venerdì 13
maggio
ore 22:00
Chiusura Campagna Elettorale ad Este Este (PD)
venerdì 13
maggio
ore 21:00
Chiusura Campagna Elettorale a Cartura Presso Giardini dell’Arena, Cartura (PD)
venerdì 13
maggio
ore 20:00
Chiusura Campagna Elettorale ad Arzergrande Piazza Don Luigi Segala, Arzegrande (PD)
giovedì 12
maggio
ore 22:00
Incontro pubblico Montagnana (PD)
giovedì 12
maggio
ore 20:45
Chiusura Campagna Elettorale ad Ospedaletto Euganeo Presso Sala Conferenze, Piazza Pertini, Ospedaletto Euganeo (PD)
giovedì 12
maggio
ore 10:00
Convegno: "Sicurezza idraulica ed agricoltura" Presso Palazzetto dello Sport, via Cristoforo Colombo, Casalserugo (PD)
mercoledì 11
maggio
ore 20:30
Incontro pubblico: "Ambiente e Parco Colli" Trattoria Tre Scalini, Via Dante Alighieri 54, Rovolon (PD)
mercoledì 11
maggio
ore 10:00
Incontro pubblico Presso agriturismo San Gaetano, via Moceniga 20, Rosolina (RO)
martedì 10
maggio
ore 21:00
Incontro “Ambiente” Sala Brenta, Piazza Bachelet, Vigodarzere (PD)
martedì 10
maggio
ore 9:30
Gazebo Elettorale – Piazza Mercato, Cartura (PD) Piazza Mercato, Cartura (PD)
lunedì 9
maggio
ore 12:00
Inaugurazione Centrale Idroelettrica di Fener Via Papa Giovanni XXIII, Alano di Piave (BL)
sabato 7
maggio
ore 11:00
Inaugurazione ripristino impianti idrovori danneggiati dall'alluvione di novembre 2010 Via Padova 5, Bovolenta (PD)
sabato 7
maggio
ore 9:30
Gazebo Elettorale – Porticato adiacente Piazza Maggiore, Este (PD) Piazza Maggiore, Este (PD)
venerdì 6
maggio
ore 20:30
Incontro pubblico: "Federalismo fiscale: opportunità o necessità?" Via Vittorio Veneto 16, Tombolo (PD)
venerdì 6
maggio
ore 11:00
Visita cantieri forestali in Provincia di Belluno - Presso cantiere di Baiarde Santo Stefano di Cadore (BL)
giovedì 5
maggio
ore 20:30
Incontro pubblico: "Situazione idraulica nel territorio della Saccisica" Sala Consiliare, Piazza Matteotti 4, Piove di Sacco (Pd)
giovedì 5
maggio
ore 11:00
Gazebo Elettorale – Piazza Mercato, Montegrotto Terme (PD) Piazza Mercato, Montegrotto Terme (PD)
giovedì 5
maggio
ore 9:30
Gazebo Elettorale – Piazza di Montagnana, Montagnana (PD) Piazza di Montagnana, Montagnana (PD)
mercoledì 4
maggio
ore 21:00
Incontro pubblico: “Rischio idraulico nella Bassa Padovana” Sala polivalente comunale, Via Roma n. 18, Agna (Pd)

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Spot Lega Nord Veneto - Elezioni Amministrative 2011
 
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Spot Lega Nord Veneto - Alluvione novembre 2011
 
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Spot Lega Nord Veneto - Interventi contro la disoccupazione
 
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Spot Lega Nord Veneto - Nuove imprese giovanili, Veneto
 
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Spot Lega Nord Veneto - Aiutiamo l'economia a ripartire
   

Incontri sul territorio

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Venerdì 1 aprile
Incontro Lega Nord circoscrizione camposampierese:
"I VANTAGGI DEL FEDERALISMO"

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Mercoledì 30 marzo
Inaugurazione fiera HYDRICA
Salone Internazionale Tecnologie Acqua e Ambiente

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Mercoledì 30 marzo
Convegno Albo Cavatori: "Regole urgenti per il settore estrattivo"

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Venerdì 18 marzo
Cena conviviale con la sezione Lega Nord di Agna
e la circoscrizione del Piovese

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Sabato 12 marzo
L’accattonaggio a Padova
 

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Venerdì 11 marzo
Verso il federalismo municipale all'insegna
di autonomia e responsabilità

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Giovedì 10 marzo
Vu' Cumprà in Piazza Prato della Valle a Padova
 

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Mercoledì 16 febbraio
Comitato di Indirizzo e Sorveglianza tema INQUINAMENTO
 

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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