Newsletter Assessore all'Ambiente Regione Veneto Maurizio Conte
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Rifiuti campani a Padova, ci vuole proprio un bel coraggio

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Un’unica autorità regionale per gestire l’acqua, come risorsa e nelle criticità

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Zanonato dimentica sempre di citare la convenzione da lui stipulata
con i centri sociali

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Tutte bandierine blu dall’ARPAV alle spiagge venete

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L'Amministrazione padovana
e gli alloggi ai Pedrini

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Zanonato vuole i rifiuti campani

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Preoccupanti i vuoti di memoria di Ruzzante

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L’ on. Naccarato chiede a Maroni di chiudere il Pedro. Ass. Conte: la solita vecchia musica del PD

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Marotta e la discarica di Spinea

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Nella manutenzione dei boschi la sicurezza del territorio. Attenzione per le sistemazioni idraulico-forestali

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Rifiuti campani a Padova,
ci vuole proprio un bel coraggio

 

Proprio quando l’esercito torna sulle strade di Napoli per far fronte all’ennesima emergenza rifiuti (e quindi di pericolo anche per la salute dei cittadini), il Sindaco di Padova Zanonato e la sua Giunta, hanno ancora l’audacia di difendere la scelta di accettare il conferimento della spazzatura campana nelle strutture di smaltimento della nostra Città. Nello stesso giorno in cui sui quotidiani leggiamo che il Governo deve investire ancora ingenti risorse per porre rimedio alle disastrose carenze degli amministratori della Campania, c’è ancora la pletora di Assessori della Giunta Padovana che appoggia questa decisione incosciente, e dalla forte incoerenza morale rimanendo in scia alle imposizioni del tandem Pillon/Zanonato, senza porre riflessioni sulle conseguenze politiche e morali che questa soluzione farà piombare sulle loro teste. Questa Amministrazione passa sopra alla volontà della maggior parte dei cittadini, infischiandosene della salute degli stessi, nella mancanza di un ottica politica educativa responsabilizzante che il nord ha il dovere di imporre, tutto ciò per inseguire una prospettiva venale introitante. Per correre ai ripari l’Assessore Zan con Gloria Pagano, Presidente del Quartiere n°3, anch’essa del PD, hanno istituito un osservatorio politico senza la presenza di tecnici legittimati, una comica, una commissione fantasma costituita ad hoc per salvare la faccia, questa è una funzione da delegare agli enti addetti come l’ARPAV. Come per i Comitati, la politica di sinistra ha così tacitato le voci dissenzienti con uno strumento che altro non è che uno specchietto per le allodole, come dire che il controllore ed il controllato coincidono. Vogliamo però ricordare a Zanonato che la vita come la salute non sono valori negoziabili. Per capire quanto fittizie siano le politiche ambientali dell’Amministrazione Comunale padovana citiamo un dato e cioè quello percentuale della raccolta differenziata nella Città di Padova: nel 1999 quando finì il primo governo Zanonato la percentuale di rifiuti differenziati si attestava attorno al 14,5%, un dato ben al di sotto dell’allora media nazionale, sud compreso. Alla fine del 2004, quando il centrosinistra tornò al Governo si trovò una raccolta differenziata del 39,6%. A metà del secondo mandato, quindi dopo ben 7 anni di amministrazione Zanonato il dato è rimasto inchiodato al 43,6%. C’è un’unica lettura che possiamo fornire su questi numeri: una incapacità gestionale e di programmazione senza eguali per una Città così importante e la netta volontà di evitare il conferimento nelle discariche per favorire gli incassi provenienti dall’attività del termovalorizzatore di APS. Insomma, questa sinistra ha da tempo abbandonato le politiche sociali per dedicarsi a quelle economiche del business dei rifiuti.

 

Un’unica autorità regionale per gestire l’acqua, come risorsa e nelle criticità


Un’unica autorità regionale per la gestione dell’acqua. E’ la proposta avanzata dall’assessore veneto all’Ambiente Maurizio Conte intervenuto stamani al convegno “Sicurezza idraulica e agricoltura” organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori del Veneto al palazzetto dello Sport di Casalserugo, paese in provincia di Padova duramente colpito dall’alluvione dello scorso novembre. “Esiste l’acqua - ha spiegato l’assessore Conte - che va valutata nel suo complesso, criticità e opportunità. Dobbiamo ricordare, tanto per fare un esempio, che il Veneto ha il maggior bacino europeo di acqua di falda, sia per qualità, sia per quantità. E’ un patrimonio di cui dobbiamo tenere conto. Nello stesso tempo è chiaro che per risolvere i problemi di sicurezza idraulica del territorio è necessario un riordino generale in collaborazione con i Consorzi di bonifica. Non posso pensare di vedere nel territorio situazioni di conflittualità tra associazioni di categoria o tra territori diversi che facciano perdere di vista il principale obiettivo che è quello della gestione delle acque”. “Molto spesso - ha aggiunto Maurizio Conte - la politica tende a rinviare le decisioni. Questo invece è il momento di scegliere, di trovare le risorse per fare quel che è necessario da anni. Se spendiamo bene, per le opere che servono, senza sprechi, possiamo trovarle”. Nel corso del convegno il professor Luigi D’Alpaos, del dipartimento dell’Università di Padova ha illustrato i provvedimenti necessari per dare al territorio regionale quella sicurezza idraulica che metta la provincia di Padova al riparo dall’incubo alluvione.

Il piano si articola in 5 punti:
- Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 10 milioni di metri cubi a monte di Vicenza.
- Creazione di invasi per la tenuta temporanea dei colmi di piena per almeno 20 milioni di metri cubi nel bacino dell’Astico Tesina.
- Realizzazione di uno scolmatore di piena capace di distogliere l’acqua dal Bacchiglione a Voltabarozzo fino a 200 metri cubi al secondo per avviarli verso il Brenta e quindi il laguna (attraverso il completamento dell’idrovia Padova-Venezia).
- Riposizionamento in quota degli argini del San Gregorio - Piovego
- Riposizionamento in quota degli argini del Roncajette.

 

Zanonato dimentica sempre di citare la convenzione da lui stipulata
con i centri sociali

 

La memoria di alcuni politici a volte subisce pesanti black out, ma il caso del sindaco Zanonato sul centro sociale padovano Pedro ha del preoccupante. Nel dibattere la chiusura dello stabile di via Ticino occupato abusivamente dai noglobal, fino ad ora, come sua consuetudine si è accanito nello scaricare colpe e responsabilità senza sentirsi mai attore protagonista di una situazione che vede, eccome, il frutto amarissimo delle sue scelte passate. Zanonato ha dimenticato, o forse ha omesso, di ricordare che nel 1995 il primo atto ufficiale di legittimazione della presenza dei centri sociali nella nostra Città fu siglato proprio dalla prima giunta dell'attuale sindaco. Figure coinvolte nella concessione precaria onerosa del 27/12/1995? Il comune di Padova e Luca Casarini come componente del "Comitato di gestione dell'area polifunzionale di via Ticino-Padova " . La concessione seguiva una delibera di giunta del 2/12/1995, la n' 945, nella quale Zanonato e l'allora giunta di centrosinistra per "regolarizzare la posizione dei centri sociali nei confronti del Comune e per dialogare con la realtà socio/culturale della Città" hanno saldato un rapporto fino ad allora cercato, e che, una volta legittimato, ha fornito a tutti gli effetti, la cavalleria d'assalto alla politica di sinistra padovana. I documenti si sono dimostrati opportunisticamente pericolosi, gli effetti che hanno prodotto negli anni a Padova si sono palesati distruttivi, non solo politicamente e socialmente, ma sopratutto per la sicurezza e la democrazia. Che Zanonato poi scarichi le colpe sull'ex Sindaco Destro non meraviglia, è il metodo classico con cui manifesta la propria politica: omissioni, ideologia e poca chiarezza, un mix che permette a lui e al PD padovano di coprire buona parte degli scempi amministrativi prodotti negli anni. La concessione e la delibera siglate sono stati documenti di tutela nei confronti dei disobbedienti, senza le dovute garanzie per l'amministrazione che una struttura di proprietà comunale necessita. Zanonato ad ogni misfatto dei Pedrini si affretta a prendere le distanze e a condannare, ma con questo precedente si sigla una pesante dicotomia tra il dire e il fare del falso sceriffo rosso a cui allora chiediamo: a quando l'ingiunzione di sfratto?

 

Tutte bandierine blu dall’ARPAV alle spiagge venete. Assessore Conte: avvio della stagione balneare sotto i migliori auspici
 

“Tutte le località della costa veneta sono state promosse dall’ARPAV e quindi la stagione balneare si presenta al via sotto i migliori auspici. La qualità delle nostre acque conferma anche la bontà degli interventi effettuati dalla Regione del Veneto in materia di tutela ambientale”. Commenta positivamente l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte i risultati della prima tornata di analisi, effettuate alla fine di aprile dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto che ha assegnato le bandierine blu, che certificano l’idoneità alla balneazione. a tutte le spiagge venete. La rete di monitoraggio di ARPAV si articola in 167 punti di controllo sulle acque di balneazione: 93 punti sul mare Adriatico, 1 sullo specchio nautico di isola di Albarella, 65 sul lago di Garda, 3 sul lago di Santa Croce e 1 sul lago del Mis nel bellunese, 2 sul lago di Lago e 2 sul lago di Santa Maria a Revine Lago e Tarzo nel trevigiano. Su ogni punto di controllo vengono eseguite rilevazioni di parametri ambientali, ispezioni di natura visiva e prelievi di campioni di acqua per l'analisi batteriologica. “Tutti i campioni esaminati – aggiunge Conte - hanno dato esito favorevole e non è stato rilevato nessun punto critico. Ora la campagna di monitoraggio proseguirà fino ad ottobre, con cadenza all’incirca quindicinale, assicurando il costante controllo della qualità delle acque”. Quest’anno le attività di campionamento per la balneazione sulle acque costiere del mare Adriatico e del lago di Garda sono svolte da ARPAV in collaborazione con le Capitanerie di Porto – Guardia Costiera della Direzione Marittima del Veneto. Conta ricorda che la costa veneta è unica nel suo genere, in quanto non esiste in Italia nessun altro tratto di litorale marino interessato da foci di fiumi tanto importanti, che percorrono uno dei territori più industrializzati, antropizzati e a vocazione agro-zootecnica. “Gli interventi realizzati a tutela della qualità complessiva delle acque – conclude Conte – stanno quindi dando i loro frutti, a vantaggio anche della balneabilità. Una garanzia in più per quanti scelgono le nostre splendide spiagge per le loro vacanze

 

L'Amministrazione padovana
e gli alloggi ai Pedrini

 

Se un cittadino fosse interessato all’assegnazione di un alloggio popolare deve sapere che a Padova bisogna aspettare che i no global, occupanti abusivamente gli appartamenti a loro assegnati dal Sindaco e dall’ex Assessore alle Politiche abitative Daniela Ruffini, abbiano la correttezza di consegnare il maltolto al legittimo proprietario e cioè l’ATER. Più di due anni fa, l’amministrazione comunale, a noti esponenti dei Centri sociali, concesse in emergenza abitativa gli alloggi da loro occupati in modo abusivo, di fatto si è dimostrata una vera e propri sanatoria . Uno scempio amministrativo ha legittimato per due anni la presenza dei Pedrini che, contro la legge, si erano appropriati di appartamenti che sarebbero stati sennò assegnati a chi ne aveva fatto regolare richiesta ed erano da magari in graduatoria. Ovviamente i modesti affitti che dovevano essere corrisposti, da oltre 10 anni non pervengono nelle casse dell’ATER. Zanonato quindi non si limita ad agevolare i disobbedienti concedendo loro lo stabile di via Ticino e il suolo pubblico per lo svolgimento del Festival di Radio Sherwood, con questa perseveranza nella tolleranza e nel garantire la libertà d’azione ai Centri Sociali, dimostra un’effettiva volontà di tutela non solo per le attività che svolgono senza ostacoli e controlli come Associazione, ma anche per i singoli attivisti.

 

ZANONATO VUOLE I RIFIUTI CAMPANI A PADOVA. Ass. Conte: continuità ad un vecchio sistema di ragionamento e all’assistenzialismo
 

L’impostazione di APS e Comune di Padova è di tipo aziendalistico, qui le scelte devono essere prese anche dal punto di vista politico, sappiamo che abbiamo un ottimo sistema di smaltimento, un sistema d’eccellenza, e l’impianto padovano potenzialmente è adatto a ricevere qualsiasi tipo di rifiuto essendo anche di recentissima realizzazione. I controlli poi degli enti preposti quali regione e Provincia non sono mai venuti meno e l’azienda ha sempre rispettato termini e limiti di Legge. La questione che però voglio evidenziare è di ordine politico ed etico, con questo suo modo di agire APS e Zanonato favoriscono e danno continuità ad un vecchio sistema di ragionamento, l’assistenzialismo, ambientale in questo caso, accettando il conferimento dei rifiuti campani si alimenta esclusivamente una carenza di responsabilità- da parte degli amministratori campani i quali approfittano della solidarietà di convenienza del Sindaco di Padova. Bisogna far crescere la coscienza ecologica e civica per chi è incapace di far fronte alla questione rifiuti, anche facendo sbattere il naso contro la difficoltà dello smaltimento, in Veneto il sistema virtuoso mica è nato per volontà divina, è il frutto di anni ed anni di educazione, lavoro, impegno, studio e di risorse messe a disposizione. Questo patrimonio non vogliamo venga disperso, annacquato ed inquinato. Stiamo ora rivedendo il piano regionale per mettere gli impianti nelle condizioni più adeguate per operare, come prevede peraltro la Legge, in una condizione di autosufficienza., e la Legge dovrebbe valere per tutti. Nell’operatività, stiamo ora valutando di concerto con il Ministero dell’Ambiente ed ARPA Veneto se la classificazione dei rifiuti vede quelli conferiti nell’inceneritore padovano sono distinti come “urbani” o “speciali”. Ora, considerato che il decreto legislativo n°152 del 3 aprile 2006 dice che è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono stati prodotti fatto salvo eventuali accordi interregionali o internazionali, la vicenda del conferimento nell’impianto padovano rimane apertissima ed è quello che ho anche comunicato ad ACEGAS-APS e se quanto previsto dalla Legge dovesse essere stato disatteso saranno prese le opportune iniziative, partendo ovviamente la sospensione al conferimento dei rifiuti campani nell’impianto di Viale della Navigazione interna. APS ed il Sindaco Zanonato giustificano questo conferimento dicendo che il Termovalorizzatore è sottoutilizzato per 70 mila tonnellate, e che i rifiuti non dovrebbero essere pertanto conferiti nelle discariche della provincia. Voglio ricordare che chiudere un impianto di conferimento, come suggerito, comporta lavoro ed attenzione ed investimento di risorse perché c’è poi una gestione trentennale successiva per la messa in sicurezza. E poi nel caso di manutenzione dell’inceneritore, i rifiuti, nelle tre settimane di lavoro, dove sarebbero conferiti se non nelle discariche d’appoggio? Perché APS invece non pensa alla dismissione di una delle tre linee, magari la più obsoleta? Forse se Zanonato ed APS non pensassero a Padova come ad un isola autosufficiente e realizzassero che c’è un quadro regionale a cui far fronte certe scelte e certe dichiarazioni potrebbero essere evitate, per il bene dei padovani e quello dei Veneti.

 

Preoccupanti i vuoti di memoria
di Ruzzante

 

Gli immigrati clandestini tunisini minorenni hanno scelto Padova come punto di riferimento per la loro fuga in Italia e Piero Ruzzante, ancora una volta, si sente l’amplificatore dell’Amministrazione Padovana, chiedendo il rimborso delle somme anticipate dal Comune per l’accoglienza dei 10 irregolari tuttora presenti nelle strutture individuate dai servizi sociali. 210 mila euro è il costo che l’Assessore Verlato pretende venga immediatamente corrisposto a Palazzo Moroni. Poche volte si è vista questa celerità da parte del PD padovano in ambito amministrativo , forse con la comunità rom a cui sono sempre stati garantiti aiuti ed alloggi in tempi celerissimi o forse con i centri sociali, dove per assicurare l’assegnazione dello spazio pubblico per lo svolgimento del Festival di Radio Sherwood è stata approvata una delibera a tempo di record. I fondi stanziati dal Ministero, che sono oltre i 30 milioni di euro, verranno erogati a rendicontazione consuntiva, e credo che questa sia la sorte che spetta a tutti i comuni che hanno fornito ospitalità. Come sempre, anche dietro ad una emergenza di questo genere, c’è chi cerca di compiere bieca speculazione politica. Nel concentrarsi però sull’aspetto economico Ruzzante dimentica cosa sta vivendo ora Padova e perché gli immigrati abbiano scelto proprio la Città del Santo come meta; Questore e Prefetto, per nostra fortuna, hanno preso in mano la situazione della città, se aspettavamo Zanonato, si stava freschi. Ed ecco dunque che lo scorso fine settimana il Liston, la stazione ed altre zone solitamente preda di accattoni “statici”, vu cumprà ecc grazie al presidio delle forze dell’ordine si dimostravano ripulite. Quindi c’è una soluzione possibile, ma Zanonato preferisce la corte dei miracoli sotto Palazzo Moroni e per tutta la Città anziché pretendere il rispetto delle leggi e anziché creare sinergie con gli Enti superiori ingaggia una battaglia partitica contro tutti lasciando che gli immigrati, compresi gli ultimi sbarcati, scorrazzino liberi di compiere qualsiasi reato, e da tutto questo, le vere vittime divengono ahimè i padovani.

 

L’ on. Naccarato chiede a Maroni di chiudere il Pedro. Ass. Conte: la solita vecchia musica del PD
 

L’Onorevole Naccarato con molta probabilità è stato contagiato dal morbo della “politica delegata” di cui soffre in maniera acuta il Sindaco Zanonato. Con incredulità ho letto il comunicato dell’esponente padovano del PD dove illustra l’interrogazione diretta al Ministro dell’Interno che in sostanza chiede a Maroni di intervenire per prevenire e contrastare ulteriori abusi ed atti violenti da parte degli attivisti del Pedro. Giusta la scelta di informare il Governo della condizione padovana, di cui peraltro già ne è a conoscenza, completamente errato il messaggio e la responsabilità che si vuole attribuire al Ministro. In fatto di competenza Naccarato dimentica di citare il suo Sindaco Zanonato il quale continua imperterrito con il suo perpetuo scaricabarile, dalle questioni della sicurezza a quelle sociali per finire con quelle ambientali. Amministrare significa prendere decisioni per gli altri e credo che i padovani dei Centri Sociali e delle Associazioni satellite ne abbiano piene le scatole da anni, ma di ingiunzioni di sfratto da parte del Comune per gli inquilini di via Ticino continuiamo a non saperne nulla, come del resto dell’intestazione delle utenze. Il Prefetto nel corso dell’ultimo tavolo sulla sicurezza ha finalmente tracciato una nuova rotta, penso e mi auguro non solo verbalmente, è stato difatti proclamato il massimo rigore e la tolleranza zero sulle attività estemporanee e illegittime dei Pedrini . Le questioni di ordine pubblico debbono partire in piena sintonia dalle amministrazioni locali in accordo con Prefetto, Questore e rappresenti delle forze dell’ordine, questo tavolo poteva dunque dimostrarsi una chance di redenzione per il Sindaco di Padova, ma da quanto emerso si è esclusivamente limitato a riferire sul modus operandi dei suoi “garzoni” dei centri sociali, ribadendo inoltre che il Pedro non verrà chiuso e che il Festival di Radio Sherwood avrà luogo. Se qualcuno si aspettava un Sindaco coraggioso ed impavido ha avuto la conferma di un sodalizio pluridecennale tra Zanonato e i Noglobal ed è quindi inutile e faziosa l’interrogazione di Naccarato indirizzata al Ministro Maroni. A questo punto vorrei chiedere io al Governo cosa e quanto è stato fatto negli ultimi dieci anni dall’Amministrazione padovana per contrastare il Movimento antagonista patavino.

 

Marotta e la discarica di Spinea
 

Il Consigliere Marotta esprimendosi sulla discarica di Spinea (VE), solleva dei leciti dubbi. Per confutarli intendo portare all’evidenza il fatto che il parere espresso in merito al nuovo conferimento di rifiuti era già stato pronunciato dalla vecchia commissione VIA, quella in carica durante l’Amministrazione Galan per intenderci, la quale , sia pure con tutte le prescrizioni e le perplessità affrontate, esprimeva un giudizio favorevole. Quindi l’eredità che mi sono ritrovato non poteva che trovare conclusione con la deliberazione di Giunta da poco espressa, anche perché in caso di perdurante mancanza di decisioni in merito, si sarebbero registrate gravi penalizzazioni anche di ordine economico per l’Ente Regione. E’ stato dunque un atto dovuto per una procedura che andava conclusa, ma non ci siamo limitati a ratificare quanto già deciso, si sono cercate nuove garanzie circa la correttezza del procedimento, sono stati pertanto sentiti i pareri di Comune, Provincia ed ARPAV e cercando di individuare soluzioni che aumentassero le garanzie di tutela del territorio e della salute dei cittadini. Con l’ente Provincia di Venezia, ente deputato per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio, sono state concertate indicazioni sui provvedimenti di verifica e controllo da richiedere subito, quando di norma vengono messi in atto dopo l’entrata in funzione dell’impianto. Nonostante quindi la deliberazione fosse un documento dovuto mi sono attivato per aumentare il grado di garanzie. Non si può quindi parlare di alcun dietrofront, anzi, al fronte mi sono presentato con la massima intenzione di condivisione e partecipazione degli altri enti, e visto che la deliberazione precedente già concedeva il nullaosta e che il rilascio della concessione spetta alla Provincia di Venezia, abbiamo cercato la maggior compartecipazione per l’individuazione di una soluzione e per garantire la massima tutela dei cittadini. Con l’insediamento della Giunta Zaia il vecchio modo di amministrare quello cioè fatto di tanta volontà politica e niente azioni concrete, non trova spazio, invito il Consigliere Marotta a discutere delle questioni inerenti le mie deleghe anche presso i miei uffici, dove le porte per la costruttività ed il miglioramento sono sempre spalancate.

 

Nella manutenzione dei boschi la sicurezza del territorio.
Attenzione per le sistemazioni
idraulico-forestali

 

“La manutenzione delle zone forestali, quei piccoli lavori di rimboschimento delle aree incendiate, la cura delle porzioni di bosco malate, o ancora i lavori consolidamento delle zone franose o delle sponde dei corsi d’acqua, sono fondamentali per la sicurezza idraulica della nostra regione. Per questo ritengo sia importante, nel momento in cui la Giunta procederà all’assestamento di bilancio, trovare il modo di rimpinguare il fondo per il programma di sistemazioni idrauliche e forestali del 2011”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte si è espresso al termine della visita di alcuni cantieri del servizio forestale di Belluno. L’assessore Conte ha potuto visitare un cantiere per l’esecuzione di un pronto intervento su un ruscello ripido e franoso dove le recenti alluvioni avevano provocato importanti cedimenti. “Qui – spiega Conte – ho potuto osservare il ripristino di sbarramenti in legno, l’impianto con tecniche di bioingegneria di piante consolidatrici dei versanti e con l’asporto delle piante troppo pesanti per la tenuta delle pendici”. In un altro cantiere l’assessore Conte ha osservato le opere di manutenzione straordinaria di un piccolo e ripido cunettone di attraversamento di una frazione e della strada di grande comunicazione, costruito nel post ‘66 per evitare sovralluvionamenti nelle case sottostanti. “Nel complesso - osserva l’assessore all’Ambiente - si tratta di interventi di piccola dimensione economica ma di alto significato in termini di protezione idrogeologica e ambientale. Sono opere che prese una per una non hanno importi economici importanti, ma tutte assieme costituiscono un pilastro per la sicurezza del nostro territorio. Nel bilancio regionale per i 2011 sono stati stanziati 16 milioni di euro per questo tipo di lavori. Spero che potremo presto aumentare questa cifra”.

 

 

 

calendario
venerdì 13
maggio
ore 20:00
Chiusura Campagna Elettorale ad Arzergrande Piazza Don Luigi Segala, Arzegrande (PD)
venerdì 13
maggio
ore 21:00
Chiusura Campagna Elettorale a Cartura Presso Giardini dell’Arena, Cartura (PD)
venerdì 13
maggio
ore 22:00
Chiusura Campagna Elettorale ad Este Este (PD)
sabato 14
maggio
ore 10:00
Incontro pubblico
"Legno-Energia"
Longarone Fiere (BL)
mercoledì 18
maggio
ore 9:30
Tavola rotonda: "Un patto per il territorio" Crowne Plaza, Via Po 19, Padova
giovedì 19
maggio
ore 20:45
Incontro pubblico: "Produrre meno rifiuti - Esperienze a confronto" Presso Sala Consiliare, Largo Europa 5, San Martino di Lupari (Pd)
venerdì 20
maggio
ore 20:30
Incontro con Lega Nord Sezione Due Carrare - Ristorante "Alle Querce" via San Pelagio 95, Due Carrare (PD)
domenica 19
giungo
ore 8:00
Raduno Lega Nord
PONTIDA 2011
Pontida (Bergamo)

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Incontri sul territorio

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Venerdì 6 maggio
Convegno Federalismo Fiscale a Tombolo dal tema:
"Federalismo Fiscale opportunità o necessità"

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Venerdì 6 maggio
Visita cantieri forestali in provincia di Belluno

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Venerdì 1 aprile
Incontro Lega Nord circoscrizione camposampierese:
"I VANTAGGI DEL FEDERALISMO"

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Mercoledì 30 marzo
Inaugurazione fiera HYDRICA
Salone Internazionale Tecnologie Acqua e Ambiente

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Mercoledì 30 marzo
Convegno Albo Cavatori: "Regole urgenti per il settore estrattivo"

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Venerdì 18 marzo
Cena conviviale con la sezione Lega Nord di Agna
e la circoscrizione del Piovese

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Sabato 12 marzo
L’accattonaggio a Padova
 

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Venerdì 11 marzo
Verso il federalismo municipale all'insegna
di autonomia e responsabilità

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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