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A Padova regna il caos causato da marocchini e tunisini

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La Corte Costituzionale e il sì ai matrimoni con stranieri clandestini

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Mozione provinciale per l’istituzione di referedum comunali per le richieste di realizzazione di nuove moschee

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Zanonato chiede a Sant'Antonio il dono dell'accoglienza e poi accusa Maroni e Zaia del melting pot padovano senza controllo

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Arresti domiciliari per gli aggressori di Aliprandi: mi auguro condanna commisurata

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Sentenza Consiglio di Stato, per il Veneto è sempre no al trasferimento di rifiuti campani

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Piano Irriguo Nazionale: 90 milioni al Veneto.

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Foreste. Ass. Conte: nel Veneto ottenuti risultati efficaci

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A Padova regna il caos causato da marocchini e tunisini e l'amm. comunale dialoga con i nigeriani, risultato: Carrai pronto a consegnare un punto aggregativo ai nigeriani
 

“Operazione integrazione” è questa la risposta che l’amministrazione padovana offre ai cittadini che stanno soffrendo una condizione permanente di violenza, delinquenza e soprusi. Ricapitoliamo, la comunità tunisina e marocchina stanno facendo vivere Padova nel caos e nell’illegalità e l’Assessore Marco Carrai chiama al rapporto le associazioni della comunità nigeriana per cercare di venire a capo della violenza seminata dai cugini nordafricani. Qualcosa qui non torna. Ma al ridicolo non c’è mai fine e i risultati di questo incontro vengono sventolati sui media il giorno successivo: “la comunità nigeriana ha chiesto al comune di Padova uno spazio aggregativo per socializzare e creare integrazione”. Sul sito web della diocesi padovana però le necessità che sono state poste all’Assessore alla sicurezza dai nigeriani sembrano non essere proprio collimanti. A questo punto mi chiedo se sia corretto gettare fumo negli occhi ai padovani, cercando rimedi alla condizione di Bronx che solo Padova vive, coinvolgendo una comunità che è responsabile in minima parte di quanto sta accadendo nelle zone caldissime della città o se fosse stato più sensato coinvolgere nel dialogo le comunità Tunisine e Marocchine, gruppi a cui appartengono i responsabili degli eventi spaventosi a cui stiamo assistendo ormai da mesi.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

La Corte Costituzionale e il sì ai matrimoni con stranieri clandestini: pezzo su pezzo il potere giudiziario sta smontando il lavoro di quello legislativo
 

La Corte Costituzionale torna ancora sul “pacchetto sicurezza” piazzando un’altra mazzata giuridica che sta riducendo al lumicino i provvedimenti voluti dal Ministro Maroni nel 2009. L’ultima sentenza della Corte riguarda i matrimoni in presenza di un immigrato clandestino, per cui è stato sentenziato che i diritti individuali prevalgono sulla Legge italiana quando quest’ultima dice invece che lo straniero che vuole contrarre matrimonio, oltre al certificato che nulla osta la celebrazione del rito, dev’essere in possesso di un documento che certifica la regolare presenza nel nostro paese. Niente di più sensato. Questa era la soluzione individuata da Maroni per ovviare la piaga dei matrimoni “papocchio”, messi in piedi per regolarizzare la posizione degli stranieri per poi dissolversi nel nulla. Ma la Giustizia italiana nel suo paziente percorso ha pensato bene di abolire un provvedimento atteso, giusto e dovuto giustificando la sentenza con i diritti umani, che sono sacrosanti, ma che nel nostro paese sono rispettati oltremisura. La Corte Europea appena qualche mese fa aveva provato ad affossare il reato di clandestinità non riuscendo pienamente nell’intento in quanto è stata “solamente” vanificata la possibilità di sanzionare, censurando quindi la modalità di pena e sanzione. La Corte Costituzionale invece alcuni mesi fa ha bloccato i poteri dei Sindaci decretando incostituzionali le facoltà concesse ai primi cittadini. Pezzo su pezzo il potere giudiziario sta smontando il lavoro di quello legislativo. Un cortocircuito tipico del Belpaese che porta a dei pessimi risultati in fatto di sicurezza per i cittadini; qui i clandestini non possono essere condannati,vengono espulsi con grandissime difficoltà perché la carta pesta dell’ideologia tipica della sinistra inquina la teorica indipendenza degli organismi di legge. C’è bisogno di ragionevolezza e libertà, i giudici , come gli amministratori sono chiamati all’onestà intellettuale e alla garanzia della parità dei diritti: con questa sentenza viene fatta giustizia?

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Luisa Serato
Presidente del Consiglio Provinciale di Padova

 

Mozione provinciale per l’istituzione di referedum comunali per le richieste di realizzazione di nuove moschee
 

Il tema delle realizzazione delle nuove moschee rimane quanto mai di scottante attualità, nell’ultima seduta del Consiglio Provinciale, queste preoccupazioni hanno preso forma in una mozione presentata dalla Lega Nord. Dopo il caso di Piazzola sul Brenta (PD) trattato con demagogia e sufficienza dalla locale amministrazione del PD, si è deciso di esaminare in maniera formale questo argomento per impegnare il Governo nell’istituzione di referendum consultivi nei comuni dove dovrebbero sorgere strutture di culto islamico proprio perché nessuno possa utilizzare questi insediamenti senza sentire il parere dei cittadini. La discussione in aula ha portato ad una votazione “retorica”, Lega Nord e PdL in pieno accordo, astensione dell’UDC e voto contrario da parte del Partito Democratico e dell’IDV. Da parte dell’opposizione un balletto di vuote giustificazioni che hanno messo ancora una volta il partito di Bersani in una luce comica. La Lega Nord ritiene che la pluralità di culto è un diritto garantito dalla nostra Costituzione, ma che però mai e poi mai deve essere dato spazio ad associazioni che non accettano lo Stato, la libertà, la tolleranza ed abbiano contatti con il terrorismo internazionale; per questo sono indispensabili costanti garanzie sulla trasparenza dei fondi per la costruzione delle moschee o di centri del culto islamico sul nostro territorio nazionale; ed è altrettanto indispensabile effettuare un censimento scientifico di tutti i luoghi della cosiddetta “predicazione invisibile”. Siamo altresì del parere che vada assicurato dialogo con le altre confessioni religiose mentre dovrà esserci lotta dura contro tutto ciò che è fondamentalismo. Le accuse pretestuose del PD di vanificare il lavoro dei Sindaci e relativi poteri lasciano il tempo che trovano, perché con la soluzione referendaria c’è l’intento di premettere la volontà dei cittadini a qualsiasi istituzione; qui non si tratta di creare divisioni tra mondo laico e religioso, qui si tratta della gestione della sicurezza e della tutela del cittadino. tr>

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

Alessandro Paiusco
Capogruppo Consiglio Provinciale di Padova

 

Zanonato chiede a Sant'Antonio il dono dell'accoglienza e poi accusa Maroni e Zaia del melting pot padovano senza controllo
 

Muri per i nomadi ed accoglienza per le famiglie rom, condanna al Governatore Veneto e al Ministro Maroni sulla questione nordafricana e appello all’accoglienza, ordinanza antiaccattonaggio e invito all’accoglienza. E ancora, sulla questione musulmani il Sindaco Zanonato, in sede di assemblea ANCI dipinge così la città del Santo: “ A Padova ci sono 6 mila cittadini musulmani e non è pensabile che non abbiano un posto dove pregare. Nella mia città ci sono due luoghi di preghiera, ma abbiamo dovuto condurre una battaglia culturale impegnativa”.Sono le due facce dell’alienazione dalla realtà del Sindaco di Padova che solo qualche mese fa dichiarava anche che il suo dovere è quello di “ spiegare ai padovani che l’immigrazione è un grande valore, una ricchezza, un’opportunità” oppure parlando ancora della comunità dei nomadi “stiamo favorendo l’uscita dai campi nomadi attraverso il sostegno ad iniziative di autocostruzione o promuovendo l’adozione di soluzioni abitative più stabili per rom e sinti. C’è bisogno – prosegue - di una strategia nazionale che metta a sistema queste esperienze e stabilisca forme di collaborazione efficaci per migliorare l’accoglienza e l’integrazione locale, affrontando il tema non solo nell’ottica della sicurezza ma soprattutto in chiave inclusiva”. Per arrivare poi lo scorso 13 giugno a lanciare un delirante appello a Sant’Antonio: “Il Santo ci dia il dono dell’accoglienza”. Queste sono solo alcune delle perle di bontà lanciate dal primo cittadino di Padova che ancor’oggi si sente vittima di tutto il sistema politico: Padova si è trasformata, in varie zone, ma con i medesimi protagonisti, in un melting pot fuori controllo dove risse, e reati di ogni tipo continuano a susseguirsi nella piena indifferenza dell’Amministrazione e nella sofferenza professionale delle forze dell’ordine che si trovano ad intervenire in una città che per politiche sulla sicurezza di certo non brilla. Cosa potrebbero pensare gli extracomunitari, anche clandestini, quando sentono parlare un amministratore in questo modo? Sanzioni, presidi sono tutte reclame e i reati raggiungono picchi da record, a volte, almeno un po’ di silenzio sarebbe più adeguato.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

Arresti domiciliari per gli aggressori di Aliprandi: mi auguro condanna commisurata
 

Il Consigliere Comunale Aliprandi dopo le critiche inopportune espresse su facebook vide appiopparsi una condanna a tempi di record, un esempio di legge che funziona; adesso che i suoi aggressori sono stati assegnati agli arresti domiciliari prima di affrontare il prossimo giudizio, viene da chiedersi se la decisione dei Giudici sia stata corretta e responsabile. Sia responsabile perché per applicare una misura di questo genere debbono sussistere le condizioni di non reiterazione, della mancata possibilità di fuga e dell’impossibilità di inquinamento delle prove. L’Accusa di reati come lesioni personali gravi pluriaggravate e continuate, contestualizzate all’aggressione a fini politici dovrebbero far scattare l’esemplarità e la fermezza nell’affrontare un processo per un assalto che in quanto a viltà, ha pochi eguali. Viene poi da chiedersi se il fatto che questi no global vivessero in una casa comunale occupata debba far riflettere sul significato della parola “domiciliari”, la scelta di vita compiuta dagli antagonisti padovani difatti portava la loro ad una condizione abitativa borderline, come del resto le preferenze di comportamento. E’ mai giusto premiare in qualche modo chi dell’odio ne ha fatto una bandiera? La cronaca di questi giorni parla molto spesso di evasione dagli arresti domiciliari, ci sono dunque sufficienti garanzie per i picchiatori di Aliprandi sulla certezza di permanenza nel nuovo luogo di detenzione? Quanto commesso da questi dissennati ha leso gravemente un diritto, quello alla parola, previsto peraltro costituzionalmente, un gesto inqualificabile che mi auguro vedrà una condanna commisurata, senza alcun trattamento di favore perché questa è pura delinquenza.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

Sentenza Consiglio di Stato, per il Veneto è sempre no al trasferimento di rifiuti campani
 

In merito alla sentenza del Consiglio di Stato che autorizza il trasferimento dei rifiuti campani fuori regione, voglio ricordare quanto segue: La normativa vigente, sia Comunitaria che statale, prevede che lo smaltimento dei rifiuti urbani sia attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici complessivi, al fine di garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi ambientali. In particolare ogni singola Regione deve pianificare la gestione dei rifiuti urbani in modo da a) realizzare l'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti del loro trattamento in ambiti territoriali ottimali; b) permettere lo smaltimento dei rifiuti ed il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione in ottemperanza al Principio di Prossimità c) utilizzare i metodi e le tecnologie più idonei a garantire un alto grado di protezione dell'ambiente e della salute pubblica. Ecco perché il Testo Unico Ambientale vieta espressamente la possibilità di smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti. Tale divieto può essere derogato solo sulla base di eventuali accordi regionali, proprio perché ogni singola Regione è in grado di valutare - sulla base dello stato di attuazione della propria pianificazione - la possibilità di consentire l'ingresso di rifiuti prodotti in altre Regioni.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

 

Piano Irriguo Nazionale: 90 milioni al Veneto. “Conte e Romano: “ottimo risultato ottenuto grazie a sinergia e progetti”
 

Il Veneto ha ottenuto altri 90 milioni di euro con l’assegnazione della seconda tranche di finanziamenti per il Piano irriguo nazionale, operata con decreto interministeriale. Questi vanno ad aggiungersi ai 115 milioni già ottenuto con la prima tranche. “E’ significativo – commentano l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte e il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche Giuseppe Romano – che con questa ulteriore assegnazione il Veneto sia riuscito a recuperare risorse non utilizzate da altre Regioni. Questo grazie al fatto che abbiamo presentato progetti pronti e cantierabili che hanno ottenuto, ancora una volta, il riconoscimento a livello nazionale”. “Il Veneto quindi per la realizzazione del piano irriguo – sottolineano Conte e Romano - ha ottenuto dallo Stato complessivamente quasi 200 milioni di euro su un finanziamento per tutto il territorio nazionale che tra prima e seconda tranche ammonta a circa un miliardo 200 milioni. Un ottimo risultato, che ha concretizzato il lavoro sinergico portato avanti tra la Regione e l’Unione dei Consorzi di bonifica del Veneto, e di grande importanza anche sul piano della disponibilità di risorse, in un momento così critico per le finanze degli enti pubblici”.“Si tratta inoltre – concludono Conte e Romano – di finanziamenti per la realizzazione di interventi nel settore dell’irrigazione e di investimenti per l’ammodernamento di strutture di supporto alla nostra agricoltura. L’obiettivo è da un lato risparmiare il più possibile un bene prezioso come l’acqua, dall’altro dare la certezza di un’acqua di assoluta qualità alle produzioni agricole tipiche del Veneto”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Giuseppe Romano
Presidente dell'Unione Veneta Bonifiche

 

Foreste. Ass. Conte: nel Veneto ottenuti risultati efficaci
 

Nel Veneto le superfici forestali occupano circa il 23 % del territorio regionale, con un’incidenza maggiore nelle zone montane e collinari in alcuna delle quali tale percentuale può raggiungere anche il 90%. La superficie forestale complessiva è di circa 415 mila ettari (372.330 in aree montane e 42.564 in aree non montane). Sono dati resi noti dall’assessore regionale all’ambiente e alle foreste Maurizio Conte sulla scorta della relazione periodica sullo stato dell’arte della materia, regolata dalla legge forestale del 1978. “L’azione regionale – sottolinea Conte - ha conseguito efficaci risultati che sono senz'altro riproponibili nel futuro. Obiettivo prioritario è assicurare e potenziare la gestione sostenibile e la multifunzionalità delle foreste, garantendo soprattutto il mantenimento della presenza dell'uomo nel territorio montano, premessa indispensabile per la salvaguardia dell'ambiente dal pericolo di degrado e garanzia del perdurare delle tradizioni culturali del patrimonio storico e paesaggistico. Il presidio permanente delle popolazioni locali è necessario per curare il territorio, rendendo un servizio importante per l’intera collettività”. “La gestione forestale – aggiunge Conte – è vincolata unicamente all’esigenza di attuare un prelievo legnoso inferiore ai ritmi di accrescimento del bosco, consolidando, pertanto, le masse legnose presenti nel bosco su ampi “livelli di sicurezza”, sia per quanto riguarda i boschi produttivi che protettivi”. Nel Veneto la massa legnosa programmata al taglio è pari a 1,64 mc per ettaro all’anno e incide per il 30/33% dell’incremento percentuale, valutato in 1,9%. La realtà delle imprese boschive operanti in Veneto, periodicamente monitorata, registra circa 300 imprese iscritte presso i registri provinciali tenuta dai Servizi Forestali Regionali. In provincia di Verona sono 38, Vicenza 74, Padova 1, Belluno 157, Treviso 29. ”Le imprese boschive - conclude Conte - sono il motore del complesso sistema “foresta legno energia” che può contare sulla capacità produttiva dei boschi veneti che attualmente si possono considerare un po’ sottoutilizzati. Mediamente, infatti, dalle foreste produttive pianificate si utilizza circa solo il 30/33 % dell’incremento, con margini di aumento. Il sistema informativo presso gli uffici regionali di riferimento, permette comunque un monitoraggio costante delle richieste e dei progetti di taglio”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

 

Balneazione. Il punto sullo stato del mare Veneto
 

Ha poco più di un mese l'accordo quadro siglato da Regione del Veneto, ARPAV e Direzione Marittima del Veneto per l'impiego del personale e dei mezzi navali del corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera per l'attività di controllo delle acque marine costiere. Proprio per far conoscere le attività frutto di questa sinergia operativa oggi, nella Direzione Marittima di Venezia, in una conferenza stampa è stato fatto il punto sulla qualità delle nostre acque e gli interventi realizzati a tutela della loro qualità dall'Assessore Regionale all'Ambiente Maurizio Conte, dal Direttore Generale ARPAV Carlo Emanuele Pepe e dal Direttore Marittimo del Veneto Tiberio Piattelli. Gli interventi effettuati dalla Regione in materia di tutela ambientale e delle acque, ha spiegato l’Assessore Conte, stanno quindi dando i loro frutti, con il litorale veneto in ottima salute e quest’anno completamente balneabile fino ad oggi. Numeri importanti quelli presentati dal Direttore Generale Carlo Emanuele Pepe, tra cui le 93 stazioni di controllo dislocate lungo il litorale adriatico del Veneto e le 8556 analisi effettuate da ARPAV quest’anno, con il 100% dei campioni favorevoli ai controlli. L’Ammiraglio Tiberio Piattelli, sottolineando il ruolo della Capitaneria di Porto quale anello di congiunzione tra più vertici decisionali, ha sottolineato che, nell’ambito dell’accordo, Guardia Costiera e ARPAV si occuperanno anche del monitoraggio delle specie marine a rischio di estinzione e delle attività di educazione ambientale rivolte alla gente di mare, a i villeggianti ed in particolare alle scolaresche. In mattinata è stata effettuata un’uscita in mare con le motovedette della Capitaneria di Porto, con la dimostrazione delle attività di monitoraggio effettuate dai tecnici di ARPAV.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

Carlo Emanuele Pepe
Direttore Generale ARPAV

 

calendario
lunedì 5
settembre
ore 10:00
Incontro pubblico "Festa dell'Agricoltura" Presso impianti sportivi, Mirano (Ve)
domenica 18
settembre
ore 10:00
Festa dei Popoli Padani Venezia

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Incontri sul territorio

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Mercoledì 27 luglio
Conferenza stampa con ARPAV e Capitaneria di Porto di Venezia

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Sabato 23 luglio
Partita calcetto Lega Nord
Circoscrizione Cittadellese Vs Camposampierese

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Mercoledì 20 luglio
Incontro con delegazione Brasiliana a Palazzo Balbi

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Martedì 19 luglio
Presentazione rapporto rifiuti urbani 2010

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Lunedì 11 luglio
Presentazione libro Giancarlo Gentilini a S. Giustina in Colle

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Domenica 26 giugno
Festa Lega Nord San Martino di Lupari "Ae Vae"

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Mercoledì 08 giugno
Conferenza stampa Comitato di Coordinamento
RAEE (Rifiuti elettrici ed elettronici)

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Venerdì 23 maggio
Chiusura campagna elettorale ad Este (ballottaggio)

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Venerdì 18 maggio
Chiusura campagna elettorale ad Este

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Venerdì 13 maggio
Chiusura campagna elettorale ad Este

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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