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DECRETO SVUOTACARCERI, C'E' DI CHE INDIGNARSI

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ABOLIZIONE PROVINCE: ECCO PERCHE' LA LEGA (E NON IL PDL) DIFENDE IL VERO FEDERALISMO

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AMBIENTE. CONTE: NESSUN RIFIUTO DA FUORI REGIONE IN VENETO SENZA INTESA

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AMBIENTE. DELEGAZIONE OCSE. PRONTE ISTANZE PER IL GOVERNO DALL'ASS. CONTE

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IL CONFRONTO PER IL NUOVO STATUTO E' APPENA COMINCIATO, IL NODO STA PROPRIO NEL GOVERNO CENTRALE

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DECRETO SVUOTACARCERI,
C'E' DI CHE INDIGNARSI

 

In merito al decreto “svuota carceri” giunge rassegnazione, la prima reazione sarebbe quella di allargare sconsolati le braccia, ma come esponete della Lega Nord voglio esprimere invece indignazione. Sono indignato perché questo Governo pur contando su di una potenziale maggioranza di oltre 500 deputati si vede costretta a utilizzare lo strumento della fiducia perché il Parlamento possa funzionare. La volontà popolare ancora una volta viene forzata, anzi non viene ascoltata e rispettata. Questo indulto di carnevale (mascherato) metterà in libertà oltre 3500 detenuti con sentenza definitiva. Questo Governo è debole ed instabile, se la funzione per cui è stato nominato, e cioè quella di attivare tutti i dispostivi economico finanziari necessari a rientrare nei parametri imposti dall’Europa, il loro mandato dovrebbe già aver visto la conclusione. Provvedimenti come questo sono un chiaro segnale, adottare una soluzione così semplificatoria evita di adottare soluzioni “punitive” (ma di fatto egualitarie) come ad esempio i doverosi tagli nel settore pubblico del sud. Dichiarare che è una decisione necessaria fa pensare invece che il garantismo radicale ha fatto breccia nel Governo delle reclame, il sovraffollamento delle carceri è un problema che persiste ormai da un decennio, ma probabilmente pensare di liberare le nostre galere dagli stranieri spedendoli al loro paese tramite un’apposita legge era una decisione troppo lunga e difficile e che non avrebbe trasudato il buonismo che emerge ogni tanto da Monti e la sua squadra. In ballo ora c’è la sicurezza dei cittadini, e quella degli operatori della sicurezza, ma questo forse ai nostro governanti non interessa, l’importante è che i cittadini vedano che questo Governo è pure buono.
 

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

ABOLIZIONE PROVINCE: ECCO PERCHE' LA LEGA (E NON IL PDL) DIFENDE IL VERO FEDERALISMO
 

L’ottimizzazione e la riduzione della spesa pubblica era una pensiero a cui la politica, prima o poi, doveva giungere: l’abolizione delle Province, però, non centra il bersaglio. La proposta del Governo Monti di svuotare di competenze le Province, incamerando a livello centrale finanche le loro risorse economiche, fino a cancellarle di fatto, sposa senza riserve la linea della più bieca demagogia che, assai spesso, si serve di misure più spettacolari che utili. Il mantra che, da anni, si ripete sulla necessità di abolire le Province dà più retta agli slogan di qualcuno malinformato, o in malafede, piuttosto che a numeri certi. Un distinguo tra il concetto di “costo” e quello di “spesa” è doveroso, perché continuare a ripetere che le Province costano dai 14 ai 17 miliardi di euro e che cancellandole lo Stato risparmierebbe questa cifra costituisce un grosso abbaglio. Non è vero che Province “costano” dai 14 ai 17 miliardi di euro. E’ vero piuttosto che le Province “spendono” delle risorse, investendole in servizi ed infrastrutture per il territorio. E sulla spesa pubblica complessiva della macchina statale per l’anno 2011 (813 miliardi di euro), sono 11 miliardi sono quelli inerenti le Province, pari all’1,35% della spesa complessiva del Paese. Ma quando e se le province sparissero? In primo luogo si verificherebbe l'allontanamento di un’istituzione dai suoi cittadini, con profonde conseguenze negative sulla pianificazione territoriale; verrebbero meno le garanzie democratiche, l’identità locale fatta di storia e di cultura oltre ad interi servizi. La Provincia si occupa, tra le altre cose, di lavoro, scuole superiori, trasporto extraurbano, tutela ambientale: funzioni che hanno un senso se restano quanto più possibile vicine alla popolazione che ne deve beneficiare. Perché allora non effettuare una vera riorganizzazione dell’architettura statale? Perchè non cominciare eliminando la pletora di enti di secondo livello che costano cifre esorbitanti e non sono suscettibili di alcun controllo democratico? Il Governo in carica elude le nostre ragionevoli domande e, per tutta risposta, propone di trasformare anche le Province in ulteriori ente di nomina che vadano ad aggiungersi agli altri i quali, lungi dal rispondere all’elettorato, si interfacciano esclusivamente coi propri referenti politici. Mentre le trattative in atto a livello nazionale sulla riforma della legge elettorale non nascondono il preciso intento di cancellare l'intera rappresentanza politica del Nord, in favore dei soliti noti. A voi pare una manovra equa? A noi no: la manovra è, a dir poco, iniqua visto che, ancora una volta, drena risorse prodotte dal nostro territorio per incamerarle a livello centrale e, subdolamente, provvede a cancellare i nostri rappresentanti democraticamente eletti. Lo scopo è raggiunto: siamo diventati i coloni dell'impero romano, titolari unicamente di doveri mentre i nostri diritti sono regalati ad altri. La sponda regionale per resistere alla soppressione degli Enti provinciali è arrivata con una Deliberazione di Giunta Regionale dello scorso 31 gennaio, la numero 150, con la quale la Regione Veneto ha inteso ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere la declaratoria di incostituzionalità del dispositivo Governativo riportante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” convertito con dalla legge 214 del 22 dicembre 2011. Cos’è successo in questa sede? Semplice quanto incredibile: l'intero gruppo del PdL, ad esclusione dell’Assessore Giorgetti che comunque si è astenuto, ha preferito non votare, assentandosi dall’aula al momento opportuno. Da questo comportamento deduciamo che mentre il partito di Berlusconi in Provincia, (es. Padova), dove nel 2009 ha insistito per raggiungere la posizione presidenziale, ha palesato la volontà di salvare l’Ente, in Regione, forse sulla spinta di direttive nazionali, ha di fatto cassato, con imbarazzante nonchalance, il ricorso contro il Governo. E', pertanto, evidente che il federalismo, riforma fondamentale da sempre perseguita dalla Lega Nord, risulta una mera opzione per i rappresentanti del PDL i quali, di fronte all'opportunità di consegnare al territorio Veneto un segnale concreto e coerente, disattendono con disinvoltura le istanze di cui, quello stesso territorio, li ha investiti. Ma tant'è: le priorità del PdL sono, evidentemente, altre. Onore all'unico "merito" del Governo Monti che consiste nell'aver smascherato coloro che si proclamavano federalisti a mero scopo elettorale, ma senza alcuna convinzione: chi appoggia questo governo garantisce, esclusivamente, il ritorno al solito centralismo che fa dell'"esproprio al padano" la sua politica più riuscita.

Luisa Serato
Presidente del Consiglio Provinciale di Padova

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

AMBIENTE. CONTE: NESSUN RIFIUTO DA FUORI REGIONE IN VENETO SENZA INTESA
 

Nessun tipo di rifiuto di origine urbana prodotto al di fuori dei confini regionali può essere conferito ad impianti ubicati nel territorio veneto senza preventivo accordo con la Regione. E’ la posizione del Veneto ribadita con determinazione dall’assessore all’ambiente Maurizio Conte anche oggi in sede di Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni. Questo non solo per i rifiuti urbani in quanto tali – ha aggiunto Conte – ma anche per quelli che, sottoposti a meri trattamenti meccanici, acquisiscono lo status giuridico di rifiuti speciali (codice 19). Conte ha infatti fatto rilevare che dal punto di vista tecnico mantengono a tutti gli effetti le caratteristiche del rifiuto urbano. “La nostra posizione - ha concluso l’assessore – non è di natura pregiudiziale, ma intende a ragion veduta non intaccare lo stato di eccellenza raggiunto dal Veneto in materia di buona pianificazione e gestione dei rifiuti urbani”. La Commissione ha preso atto di quanto espresso dalla Regione del Veneto e lo ha recepito come proposta per modificare lo schema di decreto-legge del governo in materia.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

 

AMBIENTE. DELEGAZIONE OCSE OGGI VENERDI' 10 FEBBRAIO '12 A VENEZIA, PRONTE ISTANZE PER IL GOVERNO DALL'ASS. CONTE
 

Nell’ambito del programma di esami condotti sulle performance ambientali dell’Italia, una delegazione dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sarà domani a Venezia per un focus sulla situazione del Veneto. La delegazione sarà guidata da Brendan Gillespie, direttore del programma degli esami ambientali. E’ annunciato il saluto del ministro dell’ambiente Corrado Clini. L’obiettivo di questo programma dell’OCSE è di esaminare in modo dettagliato gli sforzi compiuti dai Paesi membri per raggiungere gli obiettivi nazionali e per rispondere agli impegni internazionali. Le analisi valutano un insieme di dati economici e ambientali e hanno come esito raccomandazioni sui progressi da compiere nel campo dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. La visita della delegazione si articolerà in due momenti: la prima parte presso la sede del Comune di Venezia e nel pomeriggio nella sede della giunta regionale dove è previsto, tra l’altro, l’intervento dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte. “Nel corso della giornata saranno illustrate le politiche ambientali della Regione nel loro complesso – sottolinea Conte – ma sarà anche l’occasione per ricordare al nostro ministero che il Veneto attende risposte su questioni rilevanti come il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, il conferimento dei rifiuti campani, i finanziamenti per la sicurezza idraulica, la pianificazione nazionale per contrastare l’inquinamento atmosferico”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

 

IL CONFRONTO PER IL NUOVO STATUTO E' APPENA COMINCIATO, IL NODO STA PROPRIO NEL GOVERNO CENTRALE
 

L’approvazione unanime del Nuovo Statuto della nostra Regione sapevamo sarebbe stata l’inizio di una fase nuova, un’applicazione di autonomia che a passi brevissimi porterà il Veneto ad un concetto previsto anche nel primo articolo e cioè ad una autonomia rispettosa del Governo e dell’Europa. All’approvazione della bozza eravamo certi che lo Stato centrale avrebbe addirittura gradito questo anticipo della Riforma madre, il Federalismo, ma così non si è dimostrato, il Premier Monti che ha dato prova di essere un evangelista del centralismo, ha ovviamente impugnato con il suo consiglio dei Ministri il nuovo documento spedendolo alla Corte Costituzionale, insinuando quindi che questo Statuto va’ contro i principi della Costituzione e lasciando presagire un preconcetto politico nei confronti del Governatore leghista Veneto. Peccato che la Commissione che ha portato a termine questo fondamentale punto programmatico fosse composta dall’interno schieramento regionale, e che il consiglio, dove tutti i partiti sono presenti, l’abbiano votata all’unanimità. Questo nuovo testo è pregno non solo di buone intenzioni ma di strumenti che consentono ai nostri Sindaci di migliorare i servizi e la qualità della vita nel territorio, viene sancita la libera iniziativa economica garantendo alle imprese un aiuto concreto, l’acqua viene finalmente definita come bene universale. Queste, aldilà della finanza pubblica locale, sono l’argomento del contendere col Governo centrale, sono solo alcune delle innovazioni previste, ma c’è da ricordare al Prof Monti che nelle discussioni e nelle votazioni sono state coinvolte tutte le figure interessate, Sindaci e Presidenti di Provincia compresi, di qualsiasi schieramento politico, il che vuol dire che questo nuovo Statuto è stato voluto dal Popolo Veneto che non ha chiesto alcun vantaggio rispetto alle altre Regioni, ma ha preteso di poter gestire le risorse nel proprio territorio, garantendo ciò che spetta a Roma. Se la volontà dei Veneti dunque non verrà recepita, il messaggio che si recepisce è che il Federalismo questo Governo proprio non lo vuole.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

TRIVELLAZIONI. CONTE: MEGLIO CHE GOVERNO LASCI PERDERE.
E’ TERRENO MINATO

 

“I nuovi decreti sulle liberalizzazioni ventilavano la possibilità di modifica della norma che abbassa il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette e che sia stato tolta del tutto anche l’articolo che liberalizzava la ricerca di idrocarburi. Non mi stancherò di dire che è meglio per tutti, soprattutto per il governo, lasciar perdere questo argomento, che è un terreno minato per i rischi che comporta”. A ribadire la netta contrarietà a qualsiasi apertura sulle trivellazioni è l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo del Veneto Maurizio Conte che torna sull’argomento in relazione all’altalena di indiscrezioni sulla presenza di questa norma nel decreto del governo sulle liberalizzazioni, su cui era già intervenuto ieri il ministro Corrado Clini per smentire.. “Come già avvenuto in occasione del dibattito innescato con la richiesta di una multinazionale estera di fare ricerche di idrocarburi nel sottosuolo del Veneto – sottolinea Conte – non posso non ribadire che si tratta di una problematica troppo delicata e sensibile dal punto di vista dell’impatto sul territorio, specialmente per quanto riguarda il rischio concreto di subsidenza che si potrebbe venire a creare. Per un territorio così fragile come il nostro non si può neppure ipotizzare una simile eventualità. Sarebbe oltretutto un controsenso da un lato spendere ingenti risorse finanziarie per la sicurezza idrogeologica e dall’altro consentire interventi che favoriscano l’abbassamento del suolo. E’ dovere di tutte le amministrazioni, a partire da quella dello Stato, tutelare l’integrità del territorio”.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto all'Ambiente

 

RIQUALIFICAZIONE MUSEO EREMITANI, NO ALL'AVVENTATEZZA DELL'AMMNISTRAZIONE ZANONATO
 

Il Comune di Padova farebbe bene a preoccuparsi del livello di rischio idraulico dell’area circostante la cappella degli Scrovegni. Questo è sostanzialmente il contenuto del parere con cui il Genio Civile di Padova ha dato il proprio nulla osta ai lavori di riqualificazione del museo degli Eremitani; I lavori, infatti, non modificano, nel senso che non aggravano, la situazione di rischio di quell’area, ma “considerata la situazione del canale Piovego, durante gli eventi di piena, in particolare i vincoli imposti al regime idraulico dello stesso, per garantire la sicurezza del limitrofo complesso della cappella degli Scrovegni, si raccomanda all’amministrazione comunale, in sede di realizzazione delle opere o comunque negli interventi futuri nello stesso ambito, di aver cura di prevedere e predisporre ogni possibile e puntuale misura compensativa, atta a migliorare il regime idraulico dell’area dell’intervento, atta ad affinare le capacità di invaso e laminazione delle acque meteoriche e modulare maggiormente il controllo delle portate delle acque meteoriche”. Insomma, caro Zanoanto, lì vicino c’è il Piovego! E il Genio civile, ogni volta che piove un po’ di più, deve fare i salti mortali per garantire la sicurezza idraulica di quell’area. Anche il prof D’Alpaos ha segnalato che, dall’altra parte del fiume, in piazzale Boschetti, dove il Comune intende realizzare l’auditorium, qualche problema idraulico c’è. Occorre dunque un progetto di riassetto di quell’area, che si occupi anche degli aspetti idraulici e cercare di mitigare i risultati delle consulenze tecniche sminuendone i contenuti non è di certo il modo più adeguato per fare il bene della Città e dei Cittadini.

Maurizio Conte
Assessore Regionale Veneto Lega Nord

 

 

calendario
mercoledì 22 febbraio
ore 10:30
Inaugurazione
Progetto Fuoco
Verona Fiere
venerdì 24
febbraio
ore 20:45
Incontro pubblico
"Le certezze della Lega"
Presente On. Roberto Maroni
Vigonza - Teatro Comunale Quirino De Giorgio - piazza Zanella

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Intervista sul Piano di Gestione Rischio Alluvioni nel Veneto
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2011 Un anno di attività dell'assessorato
regionale all'ambiente e delle relative strutture
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Asterisco Informazioni - Un anno di attività dell'assessorato
regionale all'ambiente e delle relative strutture
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Filmato Consegna del titolo di Città a San Martino
di Lupari da parte del Ministro Roberto Maroni

 

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Spot Lega Nord Veneto - Alluvione novembre 2011
 
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Spot Lega Nord Veneto - Interventi contro la disoccupazione
 
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Spot Lega Nord Veneto - Nuove imprese giovanili, Veneto
 
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Spot Lega Nord Veneto - Aiutiamo l'economia a ripartire
   

Incontri sul territorio

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Lunedì 30 gennaio
Potenziamento dell'Impianto Idrovoro di Voltabarozzo (PD)

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Domenica 29 gennaio
Presentazione candidatura Sindaco Tosi

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Lunedì 23 gennaio
Conferenza organizzativa Unione Veneta Bonifiche

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Domenica 22 gennaio
Manifestazione Lega Nord Milano

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Martedì 20 dicembre
Firma protocollo d'Intesa con Comando Carabinieri
per la Tutela dell'Ambiente Gruppo T.A. di Treviso

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Lunedì 19 dicembre
Un anno di attività dell'assessorato regionale
all'ambiente e delle relative strutture

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Martedì 13 dicembre
25.mo anniversario servizi forestali

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Sabato 12 novembre
Consegna titolo di CITTA' a S.Martino di Lupari
dal Ministro Roberto Maroni

 

Opportunità finanziarie, concorsi regionali e B.U.R.

Di seguito, in aggiornamento, il notiziario delle opportunità finanziarie per l'anno 2010. Si rammenta che le novità sono evidenziate in giallo. Si sottolinea, infine, per maggior comprensione, che il file relativo delle opportunità finanziarie è stato suddiviso tra bandi pubblici e privati.

Lo scopo di queste mail sarà esclusivamente  di carattere informativo verso tutte le attività della Giunta e del Consiglio Regionale nonché su argomenti inerenti la politica locale e nazionale. Come cadenza di invio mi aspetto di non superare 1-2 mail al mese. Vi ricordo che questo sarà un ulteriore strumento  per recepire dai lettori consigli, suggerimenti e richieste. Gli indirizzi e-mail a cui viene spedita questa comunicazione provengono da elenchi e servizi di pubblico dominio, o pubblicati in Internet, o da contatti personali. In ottemperanza alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, in ogni momento è possibile esercitare tutti i diritti previsti inclusa la richiesta di modifica o cancellazione dei dati presenti nell’archivio. Nel caso le nostre comunicazioni non fossero di vostro interesse o gradimento è possibile effettuare la cancellazione del proprio indirizzo e-mail dalla lista di distribuzione cliccando qui.

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